NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo
image1 image2 image3 image3

Consorzio Chianti Classico

VIII GRANFONDO DEL GALLO NERO 2021

 

Torna la gara nel territorio del Chianti Classico in tempo di vendemmia

 

L’ultima edizione si è corsa nel 2019. La voglia di tanti appassionati di tornare a pedalare su alcune delle strade più belle d’Italia e il progredire della campagna vaccinale ha spinto gli organizzatori a sciogliere le riserve e aprire le iscrizioni dell’VIII Granfondo del Gallo Nero, in programma il prossimo 19 settembre nel territorio del Chianti Classico, con partenza e arrivo a Radda in Chianti. Tante le novità, per un’edizione che per la seconda volta nella sua corta storia entra nel Prestigio

Il Percorso: nell’edizione 2021 si correrà su un unico percorso di circa 100 km con un dislivello di 1500m, tra paesaggi mozzafiato dipinti da vigne, boschi e colline, nel periodo più rappresentativo per il Gallo Nero che dà il nome a questa Granfondo, quello della vendemmia. 

Il fuori gara: Nel 2021 il prezzo della gara è stato leggermente rivisto in basso (35 Euro), come incentivo per gli appassionati ancora indecisi se partecipare o meno a questa bellissima esperienza, dopo l’anno di pausa imposto dalla pandemia. Il pacco gara rimane tuttavia ricchissimo: una bottiglia di Chianti Classico e altre sorprese che non faranno rimpiangere l’assenza del ristoro di fine gara, che viene rimandato al 2022, quando potrà tornare a essere una vera esperienza enogastronomica da vivere in totale serenità.

 

Per chi deciderà di approfittare dell’occasione e fermarsi per il fine settimana, potrà cercare una sistemazione sul sito della Granfondo tra quelle proposte dalle cantine nella sezione “Dormi tra le vigne” e godere delle oltre 200 esperienze enogastronomiche e culturali proposte dalla Chianti Classico Card, il nuovo strumento per vivere appieno il mondo del Gallo Nero visitando le aziende che lo producono (card.chianticlassico.com).

Servizi e sicurezza. Pur considerando la prudenza di ogni partecipante come elemento imprescindibile per garantire la sicurezza della gara, come nelle scorse edizioni l’organizzazione impiegherà sul percorso circa 150 addetti per presidiare incroci, punti critici, per l’assistenza e il cambio gomme in gara. Saranno inoltre prese tutte le misure necessarie a garantire il rispetto di tutte le normative  per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus

Regole di accesso all’evento. Per partecipare è necessario, oltre alle certificazioni solitamente richieste per gare agonistiche elencate nel dettaglio sul sito della gara, anche del Green Pass o di certificato di avvenuta guarigione da Covid-19 valida il giorno della gara (entro 6 mesi); oppure del certificato di avvenuta vaccinazione Covid-19 (ciclo vaccinale completo);  o di un test antigenico rapido o molecolare valido nelle 48 ore di evento e vigilia di questo.

 

La Granfondo del gallo Nero è organizzata dalla Chianti Classico Company in collaborazione con la

Società Ciclistica Polisportiva AICS Firenze e la Ciclistica Grevigiana.

Gold Partner dell’evento saranno anche quest’anno Wilier Triestina, la casa veneta che con entusiasmo ha confermato, per il quinto anno, il suo coinvolgimento nella gara chiantigiana, e ChiantiBanca partner fin dalla prima edizione; al fianco dell’organizzazione del Gallo Nero, l’imprescindibile supporto del Comune di Radda in Chianti, oltre a quello di NaturaSi, Sportful, Sei Toscana, Consorzio Formaggio Parmigiano Reggiano e del Consorzio Olio DOP Chianti Classico.

La realizzazione della Granfondo del Gallo Nero è resa inoltre possibile dalla collaborazione di alcune delle migliori sinergie locali che fanno capo all’associazionismo del territorio, come: la Misericordia di Radda in Chianti, l’Associazione Culturale Pro Loco di San Donato in Poggio, La Racchetta Onlus e la Podistica Valdipesa di San Casciano.

 

Ufficio Stampa Consorzio Vino Chianti Classico

 Silvia Fiorentini

GIOVANNI MANETTI, DELL’AZIENDA FONTODI, CONFERMATO ALLA GUIDA DEL CONSORZIO VINO CHIANTI CLASSICO

 

Un altro triennio di grandi sfide per il Presidente del più antico Consorzio vitivinicolo d’Italia. Manetti sarà affiancato dai vice-presidenti Colpizzi e Zingarelli

 

Giovanni Manetti Presidente (al centro) con i Vice Presidenti Francesco Colpizzi e Sergio Zingarelli

 

Giovanni Manetti, classe ’63, chiantigiano DOC, è stato confermato Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico per il secondo mandato (triennale). La nomina è avvenuta oggi da parte del neo-eletto Consiglio di Amministrazione che ha deciso, all’unanimità, di affidare nuovamente al proprietario della nota azienda chiantigiana di Panzano, il delicato compito di condurre il Consorzio in un periodo molto particolare e inedito, come quello attuale. 

La passione per il mondo del vino di Giovanni Manetti, che ama definirsi viticoltore-artigiano, lo ha portato a viverne molteplici aspetti, da tecnico, da imprenditore e da partecipante attivo alla vita della denominazione, come Consigliere del CdA del Consorzio dal 1992, in veste di Vice Presidente dal 2012 ed infine di Presidente dal 2018. Al suo curriculum prestigioso si è aggiunta recentemente una nuova nomina, quella a Cavaliere del Lavoro, uno dei più alti riconoscimenti della Repubblica Italiana per contributi alle attività produttive che danno lustro al nostro Paese.

 

Questa esperienza varia e matura ha accolto il pieno consenso delle differenti categorie, rappresentate nel Consiglio di Amministrazione del Consorzio (viticoltori, vinificatori, imbottigliatori), le quali hanno ribadito la loro fiducia nell’approccio strategico promosso da Manetti, basato sulla ulteriore valorizzazione della denominazione Vino Chianti Classico, attraverso una continua ricerca della qualità del prodotto fatta di autenticità e territorialità, migliorandone il posizionamento e l’immagine sui mercati nazionale e internazionale.  “Sono stato chiamato a rinnovare la disponibilità a guidare questo prestigioso Consorzio e sono molto contento della fiducia che tutta la compagine sociale nuovamente mi accorda.” – ha commentato Giovanni Manetti – “Accetto quindi volentieri questo impegno e, con rinnovato entusiasmo, spero di poter guidare il Consorzio e le nostre aziende socie fuori dal periodo dell’emergenza sanitaria.  

 

I tre anni che mi aspettano saranno impegnativi e mi auguro di poter continuare con successo la strada intrapresa nel mio primo mandato, contribuendo al consolidamento e alla valorizzazione ulteriore di una delle eccellenze del mondo vitivinicolo italiano e internazionale. Vorrei dare, infine, un ringraziamento speciale ai consiglieri che mi hanno affiancato nei primi tre anni della mia presidenza, ma anche a tutti i viticoltori chiantigiani. E’ grazie a loro, infatti, se siamo riusciti ad affrontare la tempesta del Covid-19, senza particolari conseguenze per la nostra denominazione. E le ragioni di questo sono principalmente tre: l’attenzione alla qualità, a tutti i livelli, che non è mai mancata nelle aziende del Chianti Classico; la velocità di reazione ovvero l’aver saputo adeguarsi al mercato, anche con la tempestiva apertura di nuovi canali di vendita e l’utilizzo di nuove modalità di comunicazione; e infine la capacità di coesione. Una coesione che è, ribadisco, uno dei punti di forza del nostro Consorzio e della nostra denominazione: uniti si vince. ”

 

Il Consorzio negli ultimi anni ha sempre più acquisito consapevolezza del legame indissolubile che esiste fra un prodotto d’eccellenza e il suo territorio di produzione. Nel programma del prossimo triennio, avranno infatti un ruolo prioritario l’avanzamento dell’iter per la candidatura Unesco del Chianti Classico come paesaggio culturale, il proseguimento delle attività del Distretto Rurale del Chianti d’intesa con i Comuni del territorio, l’avvio di un nuovo progetto di ricerca agronomica sul territorio, anche per poter meglio fronteggiare, nel corso del tempo, i cambiamenti climatici, e infine, la continuazione del lavoro sul progetto Unità Geografiche Aggiuntive, recentemente approvato dall’Assemblea dei Soci, come strumento di amplificazione del binomio vino-territorio, con l’obiettivo di aumentare ulteriormente la qualità in termini di identità e territorialità.

 

Il nuovo Consiglio di Amministrazione del Consorzio Chianti Classico è invece così composto: Laura Bianchi - Castello di Monsanto, Luigi Cappellini - Castello di Verrazzano, Sebastiano Capponi - Villa Calcinaia, Alessandra Casini Bindi Sergardi - Bindi Sergardi, Duccio Corsini - Principe Corsini – Villa Le Corti, Renzo Cotarella - Marchesi Antinori, Simone François - Castello di Querceto, Giovanni Manetti – Fontodi, Tommaso Marrocchesi Marzi – Bibbiano, Nicolò Mascheroni Stianti - Castello di Volpaia, Filippo Mazzei - Marchesi Mazzei, Alessandro Palombo - Luiano, Giovanni Poggiali – Felsina, Enrico Pozzesi - Rodano, Davide Profeti – San Felice, Francesco Ricasoli - Barone Ricasoli (viticoltori); Andrea Cecchi - Cecchi, Sandro Sartor – Ruffino, Sergio Zingarelli - Rocca delle Macìe (imbottigliatori);  Francesco Colpizzi - Castelli del Grevepesa, Malcolm Leanza - Cantina Colline del Chianti (vinificatori).

 

Ufficio Stampa Consorzio Vino Chianti Classico

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Silvia Fiorentini

Tel. 055 8228522 – 348 8278802

Facebook/Twitter/Instagram: Chianti Classico

LA REGIONE TOSCANA SOSTIENE IL CHIANTI CLASSICO NEL PERCORSO DI CANDIDATURA DEL PAESAGGIO A PATRIMONIO DELL’UMANITÀ

 

Il Protocollo d’Intesa a sostegno della Candidatura del Paesaggio culturale del Chianti Classico nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco rappresenta un momento fortemente atteso, essenziale ed imprescindibile nel percorso avviato dalla Fondazione per la Tutela del Territorio del Chianti Classico e che nell’ultimo anno, nonostante tutti i limiti dettati dalla pandemia, ha visto intensificarsi i lavori sotto la direzione scientifica della Prof.ssa Arch. Paola Falini e grazie alla partecipazione dei Comuni del Territorio coinvolti e del Consorzio Vino Chianti Classico. Il risultato di questo lavoro sarà quindi presto sottoposto alla valutazione del Ministero della Cultura che sarà chiamato ad esprimersi.

“Il coinvolgimento della Regione Toscana, che ieri ha assunto una delibera così importante, insieme alle parole del Presidente Giani, costituisce un segnale di forte riconoscimento che conferma la nostra determinazione a lavorare nella direzione intrapresa, affiancati e sostenuti da tutti i rappresentanti delle massime Istituzioni territoriali. Insieme ai Sindaci ed alla Regione porteremo avanti un progetto corale nella convinzione che tutti gli attori pubblici e privati di questo territorio unico possano offrire contributi ed esperienza indispensabili” dichiara la Presidente Tessa Capponi.

Il territorio del Chianti Classico è uno scrigno di valori culturali, economici ed umani e da oggi, grazie a questo importante Accordo ed alla apprezzata attenzione della Regione Toscana, rafforzerà la propria coesione volta alla loro valorizzazione e protezione.

 

Ufficio Stampa

Consorzio Vino Chianti Classico

Silvia Fiorentini 055 8228522/58

UNICREDIT SIGLA UN ACCORDO CON IL CONSORZIO VINO CHIANTI CLASSICO PER SOSTENERE LA CRESCITA DELLE AZIENDE ASSOCIATE

 

 

UniCredit ha finalizzato un accordo con il Consorzio Vino Chianti Classico per affiancare le aziende del territorio, supportandole nella realizzazione degli investimenti e nel loro percorso di crescita, sostenendone la liquidità e rispondendo alle necessità determinate dall’emergenza Covid-19.

Grazie a questa intesa, infatti, la Banca renderà tra l’altro disponibili soluzioni specifiche, funzionali al sostegno delle imprese del Consorzio. Ad esempio, il Mutuo Agrario, della durata massima di 36 mesi a zero commissioni di rimborso anticipato e garanzia Ismea; e il Prodotto Riserva, linea di credito aggiuntiva della durata massima di 84 mesi, con un importo minimo di 10.000 euro e con la stessa garanzia.

A ciò si aggiungono le opportunità messe a disposizione da UniCredit per le aziende interessate allo sviluppo dell’e-commerce, ad esempio, attraverso la piattaforma Easy Export.

 

“Il Consorzio Vino Chianti Classico resta attivo per fornire sostegno alle aziende socie e offrire strumenti diversificati di accesso al credito.” Dichiara il Presidente del Consorzio, Giovanni Manetti. “Gli strumenti finanziari, se concepiti in maniera più dinamica rispetto al passato, possono infatti rappresentare un aiuto importante anche per un settore, come quello vitivinicolo di qualità, che sino ad ora ha tenuto bene, nonostante la crisi legata all’emergenza sanitaria. Siamo partiti con lo strumento del pegno rotativo e oggi sottoscriviamo un altro accordo che ha una valenza strategica per promuovere la crescita e la competitività delle nostre aziende.  Tutto questo nell’ottica di non abbassare la guardia specie sul fronte della valorizzazione del prodotto e degli investimenti sul territorio.

 

Dichiara Andrea Burchi, Regional Manager Centro Nord UniCredit: “Questo accordo costituisce un valore aggiunto a beneficio delle imprese del Consorzio che, nell'ambito del proprio ruolo istituzionale, sostiene e promuove la crescita e la competitività delle cantine associate. E’ una nuova sinergia che si aggiunge alle numerose iniziative realizzate dal nostro Gruppo a sostegno delle aziende del territorio. Abbiamo studiato soluzioni di finanziamento ad hoc che possano accompagnare passo dopo passo gli imprenditori, rassicurandoli con la nostra presenza e professionalità, per aiutarli nel processo di ripartenza in un’ottica di sviluppo concreto e sostenibile. E’ così che garantiamo un supporto concreto ad un comparto d’eccellenza del Made in Italy e continuiamo a favorire gli investimenti produttivi sul settore. Soprattutto adesso, tenendo conto del continuo mutare dello scenario competitivo in un contesto di globalizzazione dei mercati e nell'attuale fase di emergenza legata al Covid-19, questo è il nostro modo di essere parte della soluzione”.

 

 Silvia Fiorentini

IL TERRITORIO IN ETICHETTA: AL VIA IL PROGETTO UGA DEL CHIANTI CLASSICO

Importanti novità dall’Assemblea dei Soci del Consorzio Vino Chianti Classico: approvata a larghissima maggioranza la lista delle Unità Geografiche Aggiuntive (UGA) del Gallo Nero. Sangiovese al 90% e solo vitigni autoctoni per la tipologia Gran Selezione

 

La parola d’ordine è continuare il percorso di valorizzazione delle caratteristiche distintive del Chianti Classico: una strada che, negli ultimi anni, ha portato la denominazione del Gallo Nero sempre più in alto nelle classifiche internazionali dei vini di qualità, incrementandone la notorietà, il prestigio e la diffusione sulle tavole di tutto il mondo. Oggi l’Assemblea dei Soci del Consorzio Vino Chianti Classico ha approvato, a larghissima maggioranza, un progetto di modifica al disciplinare di produzione della storica denominazione, che prevede due importanti innovazioni che vanno in questa direzione. 

Il progetto, che è stato possibile presentare grazie ad un intenso lavoro del Consiglio di Amministrazione durato alcuni anni, raccoglie l’esigenza, nata in seno allo stesso corpo sociale, di una sempre più ampia valorizzazione delle caratteristiche che distinguono e rendono unica la denominazione del Gallo Nero. 

 

Le UGA (Unità Geografiche Aggiuntive) del Chianti Classico.

La prima proposta di modifica al disciplinare di produzione, approvata dall’Assemblea dei Soci, riguarda il progetto di suddivisione del territorio di produzione del Chianti Classico in aree più ristrette e dotate di maggiore omogeneità, per arrivare ad indicare in etichetta il nome del borgo o villaggio. Le norme nazionali ed europee consentono infatti che per i vini DOP si possa fare riferimento a unità geografiche aggiuntive, identificate all’interno della zona di produzione della denominazione.  

Fra gli obiettivi della proposta di modifica, quello di rafforzare la comunicazione del binomio vino-territorio, aumentare la qualità in termini di identità e territorialità, consentire al consumatore di conoscere la provenienza delle uve e, non ultimo, stimolare la domanda attraverso la differenziazione dell’offerta. L’introduzione del nome del villaggio in etichetta servirà infatti ad intercettare e soddisfare l’interesse dei consumatori che, in numero sempre maggiore, desiderano approfondire la conoscenza del rapporto fra i vini del Gallo Nero e il loro territorio di origine.

Per questo sono state individuate e delimitate alcune aree all’interno della zona di produzione del Chianti Classico, distinguibili in base a criteri specifici quali la riconoscibilità enologica, la storicità, la notorietà e la significatività in termini di volumi prodotti: Castellina, Castelnuovo Berardenga, Gaiole, Greve, Lamole, Montefioralle, Panzano, Radda, San Casciano, San Donato in Poggio (comprensivo dei territori di Barberino Tavarnelle e Poggibonsi), Vagliagli. 

Da sottolineare che in questa prima fase, le Unità Geografiche Aggiuntive saranno applicate alla sola tipologia Gran Selezione, con la disponibilità e l’apertura all’utilizzo anche per le altre due tipologie in un prossimo futuro: una scelta di importanza strategica per rafforzare l’intento delle UGA di rappresentare le eccellenze del territorio, potendo così competere, in modo più incisivo, con i più grandi vini del mondo. 

 

“E’ il territorio che fa la differenza: è da sempre uno dei nostri motti preferiti.” – afferma Giovanni Manetti, Presidente del Consorzio - “Quello del Chianti Classico è un territorio davvero unico, coperto per due terzi da boschi e con solo un decimo di areale dedicato alla viticoltura, che oggi per oltre il 50% segue i dettami dell’agricoltura biologica (52,5% della superficie vitata rivendicata). Un territorio capace di esprimersi al massimo in tutte le declinazioni del Gallo Nero. Il vino, come spesso ho affermato in questi tre anni del mio mandato da Presidente, rispecchia il territorio come un’immagine fotografica in negativo, e per questo è così importante sia preservare il suo contesto ambientale e paesaggistico che poterlo raccontare al consumatore, nelle sue varie sfaccettature, anche attraverso l’etichetta.”

 

Variazione della base ampelografica dei vini Chianti Classico Gran Selezione

La seconda proposta di modifica al disciplinare, approvata dall’Assemblea dei Soci, riguarda l’uvaggio del vino Chianti Classico Gran Selezione. Ad oggi, le tre tipologie di Chianti Classico - Annata, Riserva e Gran Selezione - attingono alla stessa base ampelografica: 80-100% Sangiovese e fino al 20% massimo di vitigni a bacca rossa autorizzati, autoctoni e/o internazionali. 

Con il nuovo disciplinare, per la tipologia Gran Selezione cresce la percentuale minima di Sangiovese (min. 90%) e scompaiono, in caso di blend con altri vitigni, quelli internazionali, ovvero saranno ammessi solo gli autoctoni a bacca rossa fino ad un massimo del 10%

Fondamentale è infatti il legame con il territorio per questa tipologia, l’unica ad essere prodotta con uve esclusivamente di competenza aziendale: per rafforzare il binomio vino-territorio e per connotare di maggiore identità le etichette di Chianti Classico Gran Selezione, è stato approvato l’utilizzo esclusivo dei vitigni autoctoni come complementari al Sangiovese, in quanto maggiormente espressivi e rappresentativi della zona di produzione e della tradizionale viticoltura chiantigiana.

Ricordiamo che la tipologia Gran Selezione, introdotta con l’ultima revisione del disciplinare di produzione del 2013 è prodotta oggi da ben 154 aziende per un totale di 182 etichette e rappresenta circa il 6% dell’intera produzione di Chianti Classico. Da quando è sul mercato ha riscosso grande interesse del pubblico e ottime recensioni dalla stampa di settore. Recentemente, proprio con questa tipologia, il Chianti Classico ha ottenuto il suo primo 100/100 da una nota firma della critica internazionale.

 

Silvia Fiorentini

2021 © Enocibario P.I. 01074300094    Yandex.Metrica