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Cantine

Col Vetoraz si unisce all'Associazione The Grand Wine Tour

 

 

 

Col Vetoraz è posta a fianco del “Mont” di Cartizze, nel comune veneto di  S. Stefano di Valdobbiadene. Qui, nel 1993, Francesco Miotto, Paolo De Bortoli e Loris Dall'Acqua hanno fondato la cantina e impiantato i vigneti che, oggi, danno origine alla più pregiata espressione della denominazione Valdobbiadene DOCG: il Valdobbiadene Cartizze Superiore, che nasce da una piccolissima ed esclusiva superficie di soli 106 ettari vitati.

 

Col Vetoraz domina un immenso anfiteatro dove la geologia del terreno e le profonde stratificazioni sono il ricordo di antichi mari scomparsi. Le marne giallo-azzurrognole e le arenarie cineree e cerulee compongono, insieme alle viti, un incredibile panorama dai toni verdeazzurri, davvero unico al mondo.

 

Col Vetoraz è una delle cantine che fanno parte dell'Associazione The Grand Wine Tour

The Grand Wine Tour: un viaggio attraverso le migliori regioni vinicole italiane 

 

Annalisa Chiavazza

Cantina Orsogna, Monteverro e Poggio Cagnano sono WOW!

 

Tre medaglie d'oro per tre eccellenze del Centro Italia alla competizione enologica nazionale ideata da Civiltà del Bere

 

Stupore e meraviglia per la prima edizione di WOW! The Italian Wine Competition, concorso organizzato dalla rivista Civiltà del Bere. Una kermesse enologica tutta italiana, ma ispirata alle grandi competitoninternazionali e dedicata ai produttori nazionali con l'obiettivo di ricercare e scoprire vini che spiccano per qualità, tipicità e stile.

 

15 grandi esperti della giuria, provenienti da diverse regioni d'Italia e capitanati dal Presidente Alessandro Torcoli e dal vicepresidente Aldo Fiordelli, hanno degustato vini alla cieca sulla base di pochissime informazioni tra cui origine, annate, vitigni, tenore alcolico e residui zuccherini. Su 850 adesioni, solo 65 vini si sono aggiudicati la medaglia d'oro, il più alto riconoscimento conferito dai giurati. Tra i premiati spiccano: Nican, Montepulciano d’Abruzzo Doc 2008 di Cantina Orsogna 1964; Monteverro, Toscana Rosso Igt 2014 di Monteverro e Arenario, Maremma Toscana Doc 2015 di Poggio Cagnano, tre eccellenze vitivincole del Centro Italia.

 

Nican, Montepulciano d’Abruzzo Doc 2008

Montepulciano al 100% allevato a guyot su pendii collinari tra i 300 e i 450 metri d'altezza. Fermentazione in acciaio tra i 22 e i 24 °C e affinamento parte in barrique e parte in acciaio. Un colore rosso rubino carico dal sentore di fiori secchi, frutta matura, confettura di amarene, cacao, tostato e vaniglia. Al palato si presenta vellutato, caldo, avvolgente, tannico e con un finale di mandorla. Si abbina alla perfezione con carni e selvaggina.

 

Cantina Orsogna 1964 

Cooperativa vitivinicola composta da 500 viticoltori e nata nel lontano 1964 a Orsogna in provincia di Chieti, è pioniera a livello internazionale del biologico e del biodinamico dove il rispetto dell'ambiente, dei suoi tempi e delle sue regole è parte imprescindibile nella coltivazione delle viti.

 

http://www.orsognawinery.com/

 

Monteverro, Toscana Rosso Igt 2014

Assemblaggio al 40% Cabernet Franc, 30% Cabernet Sauvignon, 20% Merlot, 10% Petit Verdot allevate su terreni argillo-calcarei esposti a nord/sud. Ogni parcella viene vinificata singolarmente e la fermentazione naturale avviene in inox e barrique con procedura 100% a caduta e follatura manuale. L'affinamento è di 24 mesi in barrique di rovere francese all'80% di legno nuovo. Alla vista si presenta di un rosso rubino, intenso. Al naso sono evidenti le note agrumate e la frutta rossa come ribes nero e ciliegie, mentre sul finire si percepisce un cenno di sottobosco, alloro, cioccolato al latte e pomodori secchi. In bocca è morbido e richiama subito alla mente l'amarena sotto spirito e la fragola, così come il lampone e la prugna con un tocco finale di spezie e tabacco. 

 

Monteverro

Una tenuta nata da una grande passione per il vino e la Maremma. Situata ai piedi di Capalbio e a pochi passi dal mare, in quella nota ai più come la Costa d’Argento, è qui che Georg e Julia Weber hanno realizzato il loro sogno: un'azienda vitivinicola apprezzata in tutto il mondo per i suoi grandi vini, frutto di un'infinita cura nei confronti di vendemmia e nella selezione delle uve. 

 

https://www.monteverro.com/

 

Arenario, Maremma Toscana Doc 2015

Un 100% Cabernet Sauvignon allevato su terreno franco-sabbioso tra i 350 e i 450 metri con esposizione sud-ovest nel cuore della Maremma Toscana, proprio tra il Monte Amiata e il mare dell'Argentario. Vinificazione in acciaio e fermentazione controllata entro i 25°C. A seguire, contatto con le bucce di circa una settimana dopo la fine della fermentazione alcolica. L'affinamento avviene per 12/14 mesi in barriques Premiere Cru di rovere francese nuovo al 30%.
All'olfatto risultano evidenti  le sfumature  fruttate, i sentori minerali e di spezie scure per terminare con note finali di rabarbaro e timo. Al gusto è rotondo, setoso, persistente, con una trama tannica fine e stratificata e una mineralità importante che lo accompagna fino in fondo.

 

Poggio Cagnano

Un'avventura nata nel 2005, un progetto lungo dieci anni dedicato al recupero dell'uliveto esistente, alla piantumazione di due ettari di vigne e alla costruzione della cantina circondata da boschi di querce, pendenze estreme e arenaria. Gli attuali 2 ettari di vigneto (che diventeranno 5) danno origine a una produzione di circa 10.000 bottiglie/anno. 

 

http://www.poggiocagnano.it/

 

Simonetta Gerra

cell. 347.1735429

 

 

 

 

BIRRA BIGA ROSE’ AI CINQUE CEREALI

 


Continua l’innovazione nel settore delle IGA - Italian Grape Ale - da parte di Cantina Orsogna 1964, storica realtà abruzzese che punta tutto sul biologico 

 


Debutto per la nuova Birra BIGA (Bio Italian Grape Ale), completamente biologica, nella versione Rosé ai cinque cereali. Un’evoluzione della birra BIGA, lanciata quest’estate, sempre da Cantina Orsogna 1964 in collaborazione con il Birrificio artigianale Mezzopasso, eccellenze del saper fare abruzzese. L’innovazione sta nell’utilizzo d’ingredienti completamente biologici, nel mix con la bacca d’uva rossa e nell’intrigante colore rosato. 


Il mix di ingredienti di prima qualità fanno della Biga Rosé (5,8% vol.) un prodotto intrigante e al tempo stesso di facile approccio, con un'inconsueta tinta rosata che spennella anche il bel cappello di schiuma. Sicuramente, il mosto di uva rossa Montepulciano colpisce subito olfatto e palato con i sentori intensi di bacche rosse e ciliegia, lasciando emergere pian piano i sapori speziati della miscela di cereali (orzo, farro, frumento, grano saraceno, segale) e del coriandolo. Per apprezzarla al meglio, è consigliata una temperatura di servizio di 10°C, che consente di cogliere appieno l'intensa aromaticità della birra e di gustare il piacevole equilibrio tra la rotondità iniziale e il finale secco e acidulo.
Si consiglia l'abbinamento con piatti dalla forte sapidità, come carni alla brace, baccalà, carpaccio di tonno.


Con la birra Biga Rosé ai cinque cereali l’eccellenza della birra artigianale si sposa all’inconfondibile tipicità di un vitigno autoctono. L’unicità sta nel mosto di questa varietà (il Montepulciano) e nel fatto che tutti gli ingredienti sono di origine biologica.


Una birra intrigante e che strizza l’occhio al pubblico femminile, sempre più interessato a questa bevanda, capace di incuriosire e soddisfare appassionati ed esperti.
 
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CANTINA ORSOGNA


Cantina Orsogna - circa 500 soci, operativi su 1200 ettari di vigneto – è una cooperativa che nasce per volere di un gruppo di viticoltori decisi ad investire sull'omonimo territorio. Situata a 15 chilometri dal mare Adriatico e alle pendici del Parco Nazionale della Majella, l’azienda - i cui vigneti sorgono circa a 450 metri sopra il livello del mare - oggi annovera i brand Lunaria, Orsogna Winery, Vola Volè e Zeropuro. 
Con oltre l’85 % dei vigneti certificati biologici, Cantina Orsogna 1964 è attualmente il principale produttore di uva biologica in Italia. Il 35% dei vigneti è a uve biodinamiche e certificato Demeter, questo la rende un player di primo piano a livello internazionale per quanto concerne la produzione di vini biodinamici.
La base ampelografica dei vigneti è costituita dal Montepulciano per circa il 30% e la restante parte da Trebbiano d'Abruzzo, Sangiovese, Malvasia, Chardonnay e Moscato, oltre ai vitigni autoctoni Passerina, Cococciola e Pecorino. Il 60% della produzione viene esportato in 30 Paesi nel mondo. I vini di Cantina Orsogna sono l’esatta firma di questo territorio: vigneti posizionati ad altezze spesso al confine con la neve, una natura integra, espressa nelle scelte produttive del biologico e biodinamico, uomini e donne di pazienza e coraggio, che privilegiano l’ascolto del vento e i ritmi lenti della natura.


www.orsognawinery.com

 

 

Simonetta Gerra

Chianti Classico Gran Selezione Romitorio di Santedame.

 

 

 

Ruffino, storica azienda vitivinicola di Pontassieve che dal 1877 rappresenta la Toscana nel mondo, presenta ufficialmente il Chianti Classico Gran Selezione Romitorio di Santedame.

 

Prodotto in sole 6500 bottiglie, debutta sul mercato con l’annata 2015 con un nuovo uvaggio, 90% Sangiovese e 10% Colorino, una nuova veste e soprattutto sotto la DOCG del Chianti Classico Gran Selezione.

 

Romitorio di Santedame era un’etichetta storica di Ruffino nata nel 1990 come Toscana IGT. Vino pioniere e prodotto in edizione limitata è stato testimone dell’importanza che Ruffino ha sempre attribuito alla ricerca e alla valorizzazione dei vitigni autoctoni toscani. L’uvaggio era quindi basato sul Colorino e una piccola parte di Merlot.

 

Oggi, dopo 11 anni di assenza, il Romitorio di Santedame ritorna come Chianti Classico Gran Selezione e prende i natali da un singolo poggio di una delle zone di produzione più prestigiose dell’intera denominazione: la Conca d’Oro di Castellina in Chianti. Una fortunata combinazione di suolo, altitudine ed esposizione fa di quest’area un terroir privilegiato. Qui, a 400 m slm con esposizione sud e terreni ricchi di scheletro, galestro e argilla molto ben drenati e ideali per la coltivazione del sangiovese, crescono le viti dedicate alla produzione del Chianti Classico Gran Selezione Romitorio di Santedame. La posizione ventilata e la vicinanza di un’area boschiva garantiscono inoltre un’ottima escursione termica preziosa per la corretta maturazione delle uve e lo sviluppo di sostanze polifenoliche fondamentali per la componente aromatica del vino.

 

Proprio in questo luogo dalle caratteristiche uniche e fortunate nel 2015 si è tenuta la prima vendemmia dedicata alla produzione del Chianti Classico Gran Selezione Romitorio di Santedame. Produzione che è iniziata in un’annata eccellente, caratterizzata da temperature calde e giornate terse che hanno garantito uve perfettamente mature e sane con profili che si sono tradotti in un vino di grande eleganza e struttura.

 

Per questo vino Ruffino ha scelto uno stile di vinificazione molto tradizionale che ha visto seguire ad una fermentazione in tini di acciao inox a temperatura controllata, una macerazione sulle bucce di circa 10 giorni e un successivo affinamento di 30 mesi, di cui 24 in botti di rovere. 
Il Romitorio Santedame 2015 si presenta alla vista con un colore rosso rubino intenso. Al naso spiccano i sentori varietali del sangiovese con note di frutta rossa matura accompagnate da spezie ed eleganti note balsamiche. Al palato si riconfermano persistenti le note di frutta rossa matura e si evolvono i sentori speziati che vanno dal pepe alla liquirizia. Un finale lungo e una struttura elegante sostenuta da tannini fitti e setosi fanno intendere il lungo potenziale di invecchiamento di questa Gran Selezione. Un vino capace di raccontare un legame che perdura da più di 140 anni, quello tra Ruffino ed il Chianti Classico.

 

Siamo consapevoli di aver cambiato in maniera sostanziale quello che era il Romitorio Santedame ma non quello che rappresentava per la nostra azienda. – dichiara Gabriele Tacconi enologo di Ruffino - Abbiamo scelto un nuovo uvaggio e una nuova denominazione ma questo perché oggi come allora vogliamo affermare sempre più la nostra appartenenza al territorio del Chianti Classico. La presenza di una nuova categoria di eccellenza, rappresentata dalla Gran Selezione, ci ha permesso di produrre, sempre in quantità limitata, un grande vino capace di esprimere al massimo le peculiarità della nostra terra. La scelta di riproporre il nome Romitorio di Santedame è dovuta proprio al desiderio di mantenere viva la storia di un vino e di territorio che rappresentano una pietra miliare della nostra realtà. Quello del Romitorio Santedame è infatti un areale storico dell’azienda dal quale abbiamo sempre ottenuto prodotti di massima qualità. Perché quindi cancellare la storia quando possiamo portarla avanti aggiornata con i tempi moderni?

 

 

La vendemmia 2018 di Mauro Veglio

 

 

Ad un anno dalla fusione delle loro aziende, Mauro ed Alessandro Veglio raccontano la loro prima vendemmia insieme. Una vendemmia che ha consolidato l’unione tra zio e nipote grazie ad una visione comune che vede nel vigneto il vero e proprio sancta sanctorum del lavoro di vignaioli.

 

“A raccolta conclusa e fermentazione svolta possiamo certamente dirci soddisfatti di questa annata che ha premiato un grande lavoro in vigneto sia per quantità che per qualità delle uve – dichiara Alessandro Veglio, nipote di Mauro e Daniela e futura guida dell’azienda - Vendemmie come la 2018 ci ricordano che nel nostro lavoro è spesso necessario estraniarsi da quelli che sono i tempi dell’uomo e rispettare ed adattarsi ai tempi della vigna. Sebbene le giornate calde ed asciutte che hanno preceduto la vendemmia ci abbiano permesso di raccogliere uve sane e mature con le giuste tempistiche, abbiamo dovuto affrontare un inverno e una primavera decisamente piovosi. Tendenza che è proseguita anche nella prima parte dell’estate. Questa tipologia di andamento climatico rappresenta una vera e propria sfida per il viticoltore che deve fronteggiare tempestivamente sia la gestione del verde che il potenziale sviluppo di malattie crittogamiche. In queste circostanze non esistono né orari di lavoro canonici, né weekend, né giorni di riposo. E continua:”Nel momento in cui la vite inizia il suo sviluppo vegetativo per noi diventa imperativo adattarci alle sue tempistiche e necessità. Solo così possiamo ottenere anno dopo anno, vendemmia dopo vendemmia, prodotti che rispondano alla nostra filosofia aziendale: volta alla ricerca della qualità in ogni fase di produzione

 

Crediamo in una viticultura semplice e rispettosa dell’ambiente e della vite – proseguono Mauro e Daniela Veglio  È questo il primo e più importante passo per avere qualità in ogni fase di produzione del vino. Affrontare questa vendemmia insieme ad Alessandro è stata un’ulteriore conferma della nostra visione comune. Il rispetto per la natura, per la vite e per il nostro territorio, la ricerca di un equilibrio tra uomo e ambiente: sono questi gli elementi fondamentali che guidano ogni nostra pratica agricola. Sono ormai più di 10 anni che abbiamo rimpiazzato i prodotti sistemici per un approccio volto alla sostenibilità. Per i trattamenti prediligiamo l’uso di zolfo e rame, elementi tradizionali non tossici per l’uomo e per l’ambiente. I pesticidi chimici sono stati sostituti con l’uso di feromoni che confondono sessualmente gli insetti nocivi e ne limitano soltanto la riproduzione, mantenendo intatta la catena alimentare dei naturali predatori. Al diserbo preferiamo l’inerbimento che ci permette di limitare l’erosione e favorisce il ritorno di insetti benigni che contribuiscono alla vitalità dell’ecosistema e alla diffusione dei lieviti autoctoni sulle bucce degli acini. Il medesimo approccio volto alla sostenibilità si sviluppa anche all’interno delle mura della cantina. Ad esempio per il suo ampliamento abbiamo realizzato una nuova ala completamente interrata con pareti a pali franchi. In questo modo l’acqua che sgorga dal terreno ci garantisce naturalmente un ambiente fresco e umido senza il bisogno di climatizzazione artificiale. Crediamo infatti che questo nostro equilibrio con l’ambiente in cui viviamo e lavoriamo si rifletta anche sui vini che produciamo. Dall’annata 2018 ci aspettiamo infatti vini caratterizzati da grande finezza e intensità aromatica capaci di bilanciare potenza e struttura con eleganza e piacevolezza

  

L’ azienda Mauro Veglio coltiva circa 19 ettari di vigneti distribuiti tra La Morra, Monforte d’Alba e Barolo sulle colline delle Langhe. Assieme a Mauro e Daniela lavora anche, da ottobre 2017, il nipote Alessandro. Il lavoro di Mauro Veglio in vigna ed in cantina è rivolto verso la realizzazione di un vino equilibrato, rispettoso del territorio e della tipicità d’origine. La linea produttiva contempla oltre ad alcuni dei più importanti cru del Barolo come l’Arborina, il Gattera, il Rocche dell’Annunziata, il Paiagallo e il Castelletto, anche i grandi rossi di Langa: il Langhe Nebbiolo, il Barbera d’Alba e il Dolcetto d’Alba.

 

Well Com

Marta Sobrino

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