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Cantine

LA GUIDA ORO I VINI DI VERONELLI 2021 HA ASSEGNATO LE TRE STELLE ORO AL BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG 2015 DI CARPINETO

 

 

la presentazione ufficiale della Guida Oro I Vini di Veronelli 2021 si terrà giovedì 22 ottobre alle ore 11:30 a Bergamo, presso Accademia Carrara, museo che custodisce uno straordinario patrimonio artistico.

Per ragioni di ordine sanitario non si terrà il banco d'assaggio pomeridiano sostituito da una serie di degustazioni guidate (su prenotazione). 

"Le ambite tre stelle, massimo riconoscimento della Guida Veronelli, ci riempiono di gioia e soddisfazione. L’annata 2015 è una annata spettacolare a 360 gradi, ha caratterizzato vini di grandissima potenzialità grazie all’elevata concentrazione dei componenti nobili. Nel Brunello 2015 si percepisce l’ottima struttura polifenolica che genera un vino di grande longevità e tipicità territoriale. Anche Wine Spectator ci ha dato i 95 punti definendolo Vellutato ed elegante, si percepisce la ciliegia, la prugna, il tabacco, note ferrose e di terra. La struttura vibrante mantiene questo rosso pulsante attraverso un finale lungo e minerale. Mostra grande equilibrio e complessità. Magari averle tutti gli anni queste annate!" Afferma entusiasta Caterina Sacchet, enologa e produttrice con Antonio Mario Zaccheo della Carpineto.

La Guida Oro I Vini di Veronelli 2021 ha assegnato le Tre Stelle Oro al Brunello di Montalcino DOCG 2015 di CARPINETO un'annata da ricordare la 2015

 

A firmare il Brunello di Montalcino 2015 è Caterina Sacchet, produttrice enologa alla guida di Carpineto con Antonio Mario Zaccheo. "Le ambite tre stelle, massimo riconoscimento della Guida Veronelli, ci riempiono di gioia e soddisfazione. L’annata 2015 è una annata spettacolare a 360 gradi, ha caratterizzato vini di grandissima potenzialità grazie all’elevata concentrazione dei componenti nobili. 

Nel Brunello 2015 si percepisce l’ottima struttura polifenolica che genera un vino di grande longevità e tipicità territoriale. Anche Wine Spectator ci ha dato i 95 punti definendolo Vellutato ed elegante, si percepisce la ciliegia, la prugna, il tabacco, note ferrose e di terra. La struttura vibrante mantiene questo rosso pulsante attraverso un finale lungo e minerale. Mostra grande equilibrio e complessità. Magari averle tutti gli anni queste annate!" Afferma entusiasta Caterina Sacchet.

 

Un'annata da ricordare a lungo la 2015 in assoluto e per il Brunello di Montalcino Carpineto: 100% Sangiovese Grosso, tre anni in botti di rovere di Slavonia di diversa capacità, quindi sei mesi ed oltre di affinamento in bottiglia.

Colore rosso rubino intenso con leggeri riflessi granata; il profumo è netto, fine, ampio e persistente, un leggero sentore di vaniglia amplifica i frutti rossi, la ciliegia, il lampone e in fondo la liquirizia. I frutti sono vividi.

Al gusto è asciutto, fresco e preciso pur mostrando una straordinaria maturità  e ricchezza. tannini sottili e morbidi, definiti. Elegante e complesso, dalla grande struttura ed energia. Persistente, destinato ad evolvere a lungo in bottiglia ed emozionare negli anni. Un Brunello dallo stile classico.

 

L'Appodiato di Montalcino di Carpineto, in posizione privilegiata, a 500 mt sul livello del mare, in località Rogarelli, è uno degli insediamenti più alti della denominazione e più panoramici con la vista che spazia dal centro storico di Montalcino (da cui dista 4 km) del quale s’inquadra l'intero perimetro della cinta muraria, alla Val d’Arbia, dove all’antica Cassia si unisce la via Francigena, e nelle giornate limpide fino anche a Siena. Alzando lo sguardo poi, oltre la prima linea di colline all’orizzonte verso est, si possono scorgere addirittura le colline del Chianti Classico sopra Siena.

Come dimensioni la più piccola delle 5 tenute di Carpineto e tra le più suggestive, una sorta di wine boutique con antichi casali in pietra circondati da querce secolari e tutto intorno 53 ettari di terreno di cui 10 di vigneto piantati a sangiovese grosso allevato a  cordone speronato (3,5 h di Brunello, 5 di Rosso di Montalcino, il resto Sant'Antimo Rosso), a una densità di 5700 piante per ettaro, un uliveto e un fitto bosco di querce, lecci e macchia mediterranea completano questo piccolo gioiello.

 

Dal punto di vista geologico, l'Appodiato di Montalcino si trova sul complesso indifferenziato delle argille scagliose, costituito prevalentemente da scisti, calcari marnosi e arenarie quarzose.

La leggera esposizione verso nord, in posizione panoramica e ventilata, dona ai vini di questa tenuta un microclima unico, caldo di giorno e temperato e fresco di notte, che conferisce al Brunello profumi intensi e complessi, una bella freschezza, eleganza, raffinatezza e grande longevità.

La posizione elevata dei vigneti, grande risorsa considerato il cambiamento climatico con il quale ormai conviviamo, permette infatti una maturazione prolungata, quindi una vendemmia tardiva, come si faceva in passato, e la piena maturazione delle bucce, tannini maturi ma senza perdere in acidità, spina dorsale del vino.

 

PUNTEGGI e RICONOSCIMENTI per il BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG 2015 - CARPINETO

95 punti Wine Spectator

"Vellutato ed elegante, si percepisce la ciliegia, la prugna, il tabacco, note ferrose e di terra. La struttura vibrante mantiene questo rosso pulsante attraverso un finale lungo e minerale. Mostra grande equilibrio e complessità. Ottimo dal 2023 al 2042"

 

94 punti Gilbert&Gaillard

"Alla vista un bellissimo rosso con riflessi mattone. Al naso regala un bouquet di frutti rossi con un pizzico di spezie e tabacco. Appaga meravigliosamente la bocca e il palato con grande armonia e uno spessore importante che evidenzia  gli stessi aromi vivaci. Un grande vino. "

 

9.4/10 punti Hipsterwine.it, Thomas Taddeo

 

93 punti Vinous, Antonio Galloni

 

93 punti Winescritic.com, Raffaele Vecchione

"Preciso al naso con note mature di prugne rosse, fragole e foglie di mirto. Bello lo sfondo che dispensa garanzie con fiori rossi pressati e buccia di arancia. Corpo medio, tannini polimerizzati ben integrati nella matrice ed un finale armonico e ben bilanciato. Meglio dal 2022."

 

92 punti, Intravino, Andrea Gori

Serio e compassato, fragole in confettura e susine, sandalo e anice, sorso piacevolmente ricco.

 

92 punti Falstaff

 

91 punti Corriere del Vino, Urano Cupisti

"Sarà perché è la vendemmia dell’attesa rinascita dopo la problematica 2014, sarà per le doti innate facilmente riconoscibili di intensità, complessità ed eleganza, questo vino da subito al primo sorso ha meritato l’eccellenza. Si è fatto immediatamente apprezzare per la sua freschezza, per i tannini setosi. L’affinamento nel tempo non può che fargli bene. Eccellente."

 

il Golosario, Paolo Massobrio

"L'ottima Carpineto, che con il Brunello 2015 ci ha dato forse il meglio con un bicchiere ricco già al naso, rotondo e pieno."

 

Cronache di Gusto

Colore rosso rubino intenso con leggeri riflessi granata, al naso, frutti rossi, ciliegia, lampone, e note di liquirizia. Al gusto è asciutto, dotato di un’ottima freschezza, con tannini sottili e morbidi, il sorso è avvolgente e di grande eleganza.

 

CARPINETO, consolidata azienda vitivinicola toscana, dal 1967, quando l'azienda fu fondata, ha decuplicato la superficie dei vigneti, da 20 a oltre 200 ettari, per oltre 500 chilometri complessivi di filari, articolati su cinque Tenute o Appodiati: Montepulciano, Montalcino, Gaville (Alto Valdarno), Dudda (Greve in Chianti) e Gavorrano, coltivate in maniera sostenibile e neutrale all'impronta del carbonio.

Tra le top 100 di Wine Spectator, per più anni consecutivi, l'azienda ha una produzione che copre tutti i grandi rossi della Toscana.

Era il 1967 quando le famiglie Sacchet e Zaccheo fondarono la Carpineto col proposito di produrre il migliore Chianti Classico che il “terroir” potesse offrire. Una rivoluzione vera per quei tempi.

Le due famiglie videro nella Toscana un enorme potenziale, dove poter produrre grandi vini di tradizione applicando le tecniche più all’avanguardia nei processi produttivi e aumentando gli standard qualitativi dell’epoca.

Innovatori per vocazione, Sacchet e Zaccheo, insieme alle nuove generazioni, Caterina Sacchet, enologa, Elisabetta Sacchet, Francesca Zaccheo e Antonio Michael Zaccheo, hanno continuato a sperimentare, nel rispetto dei grandi valori storici della Toscana e di una qualità mantenutasu standard molto elevati, con l'obiettivo di tutelare non solo le caratteristiche dei vini ma anche l'ambiente.

Negli anni la Carpineto, che ha mantenuto l'assetto familiare, è cresciuta costantemente fino a diventare un brand dal successo internazionale, affermatasi per l'eccellenza dei suoi prodotti e molto ben posizionata all'estero con un export diretto verso oltre 70 Paesi, Canada e Stati Uniti in testa.

Tre linee di produzione e oltre 30 etichette per una produzione complessiva di 3 milioni di bottiglie. Gran parte della produzione è data da vini delle più prestigiose DOCG della Toscana. Rossi per lo più, Riserve digrande struttura ed estratto, vini estremamente longevi.

Nata 53 anni fa dalla scommessa sui grandi territori vinicoli della Toscana e dal sogno di mettere insieme le 3 denominazioni più importanti della regione, Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino, oggi è una realtà fortemente rappresentativa della migliore Toscana vitivinicola.

Carisma, stile, grande continuità qualitativa dei vini, riconoscimenti internazionali prestigiosi da scoprire sul territorio, nei vigneti delle 5 Tenute, o Appodiati, nei territori più vocati della Toscana.

 

Laura Ruggieri 

FRATTA DI MACULAN: UNA BOTTIGLIA SPECIALE CELEBRA LE QUARANTA CANDELINE DEL SIGNORE DEI BORDOLESI

 

 

L’annata 2017 rende omaggio al vino rivoluzionario realizzato da Fausto Maculan nel 1977. Riproposta la stessa bottiglia, tiratura ed etichetta in edizione limitata

Fratta, il taglio bordolese emblema di Maculan in Italia e nel mondo, compie quarant’anni e l’azienda lo celebra con una bottiglia speciale. La prima annata risale al 1977, figlia dello studio e dell’estro dell’allora giovane enologo Fausto Maculan, deciso a realizzare un ambizioso progetto: creare un grande rosso in grado di competere e proporre una nuova voce nel panorama delle eccellenze internazionali, tra Super Tuscan e Premiers Cru di Bordeaux.

Angela e Maria Vittoria Maculan, figlie di Fausto, per celebrare l’anniversario hanno scelto di ripercorrere gli inizi, realizzando un’edizione limitata di 3.298 bottiglie, il medesimo numero del 1977, usando la stessa bottiglia borgognotta e un’etichetta che riproduce l’originale, al tempo rivoluzionaria perché riportava tutte le informazioni relative alla vendemmia, alla lavorazione delle uve e alla produzione del vino.
“Il nostro desiderio era quello di realizzare una bottiglia speciale per onorare la dedizione, i sacrifici, i successi e le soddisfazioni che in quarant’anni Fratta ci ha regalato - spiegano Angela e Maria Vittoria - Un'etichetta che è entrata fin da subito nelle carte dei vini dei migliori ristoranti ed è stato riconosciuto dalla critica come uno dei grandi rossi italiani, in grado di raccogliere consensi indipendentemente dalle evoluzioni che negli anni lo hanno coinvolto”. 

Il primo Fratta prese vita da uve Cabernet raccolte in un vigneto delle colline di Breganze, in via Fratta, appunto. Vendemmia in cassette, selezione oculata di ogni grappolo, un leggero appassimento e una sola settimana dedicata a fermentazione e macerazione, l’affinamento in barrique di rovere francese. “Il risultato è stato come speravo - ricorda Fausto Maculan - un vino rosso, intenso ed elegante, moderno e classico allo stesso tempo, ma soprattutto un vino che suscitasse emozioni”.
Nel 1997 Fausto decide di aggiungere il Merlot al Cabernet per conferire maggiore rotondità e morbidezza. Anche l’ultima annata che viene lanciata ora sul mercato, la 2017, è il risultato del matrimonio tra queste due varietà. L’uva Cabernet Sauvignon proviene da un vigneto di 10.000 esemplari per ettaro messi a dimora nel 1984 sulle colline breganzesi, mentre i grappoli di Merlot sono raccolti in un vigneto piantato più recentemente, nel 2008, in un terreno tufaceo sulla sommità della collina in Via Fratta, dove tutto è cominciato.

 

Giulia Tirapelle

CANTINA TRAMIN: UN'EDIZIONE LIMITATA PER CELEBRARE I 20 TRE BICCHIERI DI NUSSBAUMER

 

Il Gewürztraminer più premiato nella storia della guida del Gambero Rosso. Una confezione speciale con vecchie annate celebrerà il traguardo

Nussbaumer Gewürztraminer 2018 si aggiudica il ventesimo Tre Bicchieri consecutivo a partire dall'annata 1999. Il 18 ottobre a Roma sarà consegnato il riconoscimento durante la serata di degustazione delle etichette premiate dalla guida Vini d'Italia 2021 del Gambero Rosso. 

Il risultato sarà celebrato con una confezione in Edizione Speciale realizzata in soli cinquecento esemplari. Ogni cassetta conterrà un Nussbaumer 2018 con etichetta speciale dedicata all'anniversario e altre due annate secondo diverse combinazioni.

Si conferma così il solido legame tra Cantina Tramin e il vitigno aromatico, che in Nussbaumer si traduce nel Gewürztraminer più premiato d'Italia. Una sinergia di antica memoria custodita nel nome stesso del vino: il maso Nussbaumer a Termeno, infatti, vanta una tradizione di oltre 700 anni nella coltivazione della vigna. Una storia vitivinicola che si è evoluta nei secoli, fino al cambio di passo cruciale alla fine degli anni '80 con il protocollo produttivo che trasforma Cantina Tramin in una cooperativa votata all'eccellenza. Nel 1990 nasce la Selezione, linea di vini dal futuro pluripremiato che si pone come la massima espressione dello stile vitivinicolo di Tramin. "Nussbaumer fa parte del progetto Selezione fin dalle origini e oggi rappresenta la nostra interpretazione prima di eleganza e aromaticità speziata – spiega Willi Stürz, enologo della Cantina – Fin dal principio abbiamo creduto nella potenzialità della versione secca del vitigno. Con passione e orgoglio ci siamo dedicati a capirne in profondità le esigenze e l'identità, slegandolo dal solo ed esclusivo spettro aromatico dolce". Così il Gewürztraminer di Cantina Tramin è diventato l'emblema dello stile italiano di Gewürztraminer.

La cassetta in Edizione Speciale sarà disponibile dai primi giorni di novembre, acquistabile online e nelle migliori enoteche al prezzo di 119 euro.

 

 

Alessandra Zambonin

ALOIS LAGEDER PRESENTA “EDIZIONE RARUM 2020”

Il vino di punta della Tenuta, COR RÖMIGBERG Cabernet Sauvignon, proposto in sei annate storiche: una limited edition per veri appassionati

 

I vini di annate storiche sono comparabili a persone anziane che sono rimaste giovani nello spirito”, questo il paragone con cui Alois Lageder presenta l’esclusivo progetto RARUM. "Questi vini hanno una personalità straordinaria, un'aura molto speciale; attraverso il processo di invecchiamento un vino rivela il suo segreto, l'interazione tra luogo, clima, vinificazione e tempo, ecco perché ogni anno selezioniamo per il nostro assortimento RARUM il vino e le annate con le caratteristiche migliori e, per la collezione 2020 abbiamo scelto il nostro vino di punta COR RÖMIGBERG Cabernet Sauvignon in sei annate storiche

Gli appassionati del settore ed i collezionisti potranno acquistare la speciale confezione presso la Vineria Paradeis della Tenuta oppure nelle migliori enoteche, confrontando cosi gli stili e le caratteristiche delle migliori annate del COR RÖMIGBERG Cabernet Sauvignon, osservandone lo sviluppo e il potenziale di invecchiamento. Per l’occasione è stata scelta un' elegante cassetta di legno con uno stappa/tappa bottiglie molto particolare, in limited edition. Fin dagli anni ‘80 Alois Lageder ha iniziato a riflettere sullo strategico binomio “alta qualità di un vino e potenziale di invecchiamento” e dal 1995 si è iniziato quindi a mettere da parte, ogni anno, una piccola partita dei vini della Linea Capolavori che oggi danno vita a una ricca collezione: la riserva della Tenuta RARUM.

  

COR RÖMIGBERG Cabernet Sauvignon Collezione RARUM 2020 (1996, 1998, 2003, 2006, 2008, 2010)

Il COR   RÖMIGBERG Cabernet Sauvignon rappresenta la punta di diamante della Tenuta, emblema della linea dei Capolavori: vini di altissimo pregio che provengono dai migliori Masi di proprietà della famiglia Lageder, tutti coltivati con metodo biologico-dinamico dalle peculiarità inimitabili. Le condizioni climatiche in costante evoluzione hanno caratterizzato ogni singola annata anche di questo vino e l’Azienda si impegna a rispondere alle mutevoli condizioni naturali per creare, ogni anno, un nuovo Capolavoro. Il vigneto Römigberg -   spesso protagonista di visite guidate proprio per la sua unicità - si trova su uno spettacolare e ripido pendio sul lago di Caldaro che offre un contesto climatico e geologico unico nel suo genere. Il Römigberg si avvicina molto all'ideale “cerchio della BIODINAMICA” a cui si ispira il lavoro quotidiano della Tenuta: qui l'interazione tra uomo, animali e piante è esemplare, mucche e pecore pascolano tra le vigne, gli ulivi e i nespoli, ripristinando l'equilibrio naturale nel vigneto. Originariamente il Römigberg è stato piantato con viti di Schiava. Negli anni '80, dopo vari scambi con viticoltori provenienti da tutto il mondo tra cui il pioniere della viticoltura americana Robert Mondavi, Alois Lageder decise di piantare il vigneto con Cabernet Sauvignon e Petit Verdot, che aveva importato dalla Francia; con piccoli terrazzamenti e l’introduzione dell’impianto a Guyot fitto ha dato vita al primo vigneto più grande dell'Alto Adige densamente piantato con questo sistema, che fin dall'antichità si chiama "cuore" (lat. Cor), da qui il nome del vino. 

 

Il progetto RARUM COR RÖMIGBERG Cabernet Sauvignon è dunque un viaggio unico alla scoperta di un grande rosso che, in ogni sorso, racconta le proprie origini svelandone infinite sfaccettature.

 

Simonetta Gerra

LUCA D’ATTOMA ENOLOGO PER LA CANTINA DI CARLO CRACCO

 

Due talenti - artisti contemporanei in cantina e in cucina - si incontrano per creare qualità e emozioni

 

L’Azienda Agricola Vistamare - nuovo progetto dello Chef Carlo Cracco e della moglie Rosa Fanti - sorge su una collina verde a Santarcangelo di Romagna (Rimini), che è proprio il paese di origine di Rosa. Un piccolo gioiello: circa 16 ettari di cui 4 di uliveto, 6 di frutteto (con alberi di pesche, albicocche, ciliegie, cachi), 1 di orto e 5 ettari di vigneto.

“Sono molto felice di aver l’occasione per potermi misurare con una persona di grande talento come Carlo Cracco”, racconta l’enologo Luca D’Attoma che aggiunge “ci accomuna l’impegno a creare qualità ed emozione attraverso il nostro lavoro,  Carlo in un settore diverso ma convergente al mio, al quale ho dedicato tutta la mia vita;  ho grandi aspettative per questo progetto che mi vede particolarmente coinvolto, quando ho visitato la Tenuta sono rimasto estremamente colpito dalle viti vecchie - di 50 fino a 80 anni - di vitigni simbolo del territorio della Romagna. In generale l’obbiettivo di questo progetto è proprio quello di creare - con impegno e sensibilità - vini autentici e schietti, volti a valorizzare appieno questo territorio particolarmente vocato alla viticultura”.

 

Luca D’Attoma conosce bene l’entroterra romagnolo - collaborando già con altre due realtà come San Valentino e San Patrignano - e sa che si tratta di un territorio ancora poco conosciuto ma con un potenziale enorme dal punto di vista agroalimentare ed enologico.

 

“Era da tempo che cercavo un terreno su cui poter poi coltivare e produrre le materie prime che avrei utilizzato nella mia cucina e finalmente sono riuscito a trovarlo qui, tra le colline romagnole, a cui sono molto legato e non solo per motivi affettivi”, spiega invece Carlo Cracco che continua “Parte della materia prima viene utilizzata al ristorante, sia per il menu che per la pasticceria, parte invece viene trasformata per la produzione di succhi di frutta, confetture, olio e naturalmente vino; proprio per il vino, mi sono affidato a Luca D’Attoma, grande professionista e conoscitore di vino, per cui nutro da sempre una profonda stima. Oltre al cibo, il vino è una delle mie grandi passioni, ed era fondamentale per me potermi far affiancare da una persona come Luca che sa condividere la mia stessa visione.” Un aspetto importante per l’Azienda è il tema della circolarità e del recupero: per questo motivo, con gli scarti della frutta si ricava la carta per stampare i menù e per i packaging, oppure con i noccioli di pesche e ciliegie si producono farine utilizzate per le preparazioni di pasticceria.

 

Nella Cantina dell’Azienda Agricola Vistamare si sta lavorando a due vini che saranno imbottigliati prima della prossima vendemmia. Un vino rosso per cui è stata recuperata la tecnica dell’uvaggio, ossia una combinazione di uve diverse vinificate in acciaio, che vede Sangiovese in preponderanza, con piccole percentuali di Cabernet Sauvignon, Lambrusco e Trebbiano. L’intento è quello di produrre un rosso conviviale, di facile beva, fresco e profumato, che ben interpreti le caratteristiche del territorio.Non manca il bianco composto invece da quattro vitigni: Rebola, Pagadebit, Albana di Romagna e Trebbiano della fiamma. Anche in questo caso è stato creato un uvaggio, con macerazione e fermentazione sulle bucce in grandi anfore ad esaltarne il carattere. Con questo uvaggio si punta ad ottenere un bianco corposo che esalti le caratteristiche del terroir, senza aromi fermentativi e con profumi decisi. 

 

LUCA D’ATTOMA

Enologo e consulente per la produzione vitivinicola.

 

Da sempre attratto dalla natura e dal mondo agricolo. Così tanto da sceglierli come compagni di vita. Luca D’Attoma, animato da questa passione, ha orientato i suoi studi verso la viticoltura e l’enologia. Partendo dalle esperienze professionali, ha seguito ciò che il suo istinto di sperimentatore gli consigliava di fare e ha elaborato una tecnica di lavoro e uno stile molto personali, con l’ambizione di creare qualcosa di unico. Qualcosa che sia distintivo e capace di valorizzare al massimo vitigni e territori. La passione per il vino lo spinge ogni giorno ad ampliare le sue conoscenze, cercare nuovi orizzonti e sperimentare tecniche non convenzionali. Determinazione, ricerca della perfezione, umiltà, creatività e intuito sono i cardini della sua vita professionale e dell’approccio che ha nei confronti delle aziende vitivinicole con cui lavora.

Dal 1999 la W.E.C. - guida da Luca D’Attoma - fornisce consulenza tecnica e strategica alle aziende vitivinicole. Per farlo al meglio, l’impresa segue l’intero percorso dall’impianto del vigneto alla bottiglia. La filosofia aziendale si fonda sulla certezza che ciascun prodotto debba essere centrato, con una sua qualità e specificità: solo così si può davvero parlare di utilità del vino. Qualunque tipo di vino deve lasciare soddisfatto chi lo ha scelto, acquistato e gustato, conquistando sia il consumatore sia l’opinion leader. Per questo, l’obiettivo è di proporre sempre un vino di successo.

 

Simonetta Gerra

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