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Mercato del Vino

Simply Italian Great Wines Americas 2019

 

4 febbraio Fort Lauderdale - 6 febbraio Città del Messico

 

FLORIDA E MESSICO

LE NUOVE ROTTE DEL VINO ITALIANO

 

Due tappe per consolidare la leadership nel mercato Usa e raccontare l’unicità del made in Italy ai millennial messicani. Comincia il Simply Italian Tour 2019

 

Verona, 4 febbraio 2019 - Un colosso dei consumi come gli Stati Uniti, dove lo Stivale punta a mantenere alto il posizionamento e proseguire l’azione tesa ad elevare la percezione della alta qualità, e il Messico, un mercato emergente ancora da conquistare (puntando sui millennials). Sono le due tappe dell’ ottava edizione di Simply Italian Great Wines Americas Tour, l’evento ideato da IEM - International Exhibition Management per valorizzare la nostra enologia nel mondo. Le aziende protagoniste sono attese in Florida, a Fort Lauderdale, il 4 febbraio (un mercato costantemente monitorato grazie alla presenza diretta dal 2007 della sede locale I.E.E.M a Miami) e a Città del Messico il 6 febbraio.

 

Il format dei Simply Italian Tour, con workshop commerciali, degustazioni e seminari guidati, dà alle aziende protagoniste una concreta opportunità di farsi conoscere nei Paesi ospiti, incontrando direttamente il trade locale selezionato. International Exhibition Management vanta rapporti consolidati e strategici con i più importanti professionisti dei mercati nordamericani: stampa, operatori, opinion leader e opinion maker. In tutto, si prevede la presenza complessiva di oltre 500 visitatori. Gioca un ruolo chiave la presenza diretta della sede locale I.E.E.M. - International Event and Exhibition Management, dal 2007 a Miami.

 

Si comincia lunedì 4 febbraio nell’iconico luxury hotel The Ritz-Carlton di Fort Lauderdale (One North Fort Lauderdale Beach Boulevard). Tre masterclass guidate conducono i professionisti alla scoperta di alcune celebri zone vinicole dello Stivale: “One Denomination, Three Great Wines: Asti, Asti Secco, Moscato d’Asti”, a cura del Consorzio per la Tutela dell’Asti Docg (condotta dal wine writer Lyn Farmer). “Ricci Curbastro: One Family, Two Territories: Franciacorta and Romagna”, guidata dal produttore stesso. “The Sparkling Life: Fresh & Fun Wines from Friuli” con 10 vini del Consorzio Tutela Vini Doc Friuli Grave (anche questa condotta da Lyn Farmer). Nel pomeriggio, invece, si svolge il walk-around tasting aperto alla stampa e ai professionisti del settore. Questa tappa è organizzata con il supporto di ICE Agenzia. «L’Italian Trade Agency è lieta di supportare il grand tasting di Simply Italian Great Wines a Fort Lauderdale», spiega Maurizio Forte, Italian Trade Commissioner. «Considerando l’interesse crescente per il vino italiano anche in città secondarie degli Usa, crediamo sia essenziale sostenere eventi che consentano ai vini italiani di altà qualità di trovare nuovi mercati e così favorire l’incremento del prezzo medio dei vini italiani negli USA. Tali obiettivi sono perfettamente in linea con la nostra campagna “Italian Wine: Taste the Passion”, lanciata ad aprile 2018 per promuovere il vino italiano negli Stati Uniti».

 

Dalla Florida al Messico. Mercoledì 6 febbraio i Simply Italian Great Wines animano il cuore culturale della Capitale messicana, negli spazi dell’Hotel W México City (Campos Eliseos No. 252, Colonia Polanco México D.F.). Inaugura la giornata il tasting guidato alla scoperta dei tre volti dell’Asti, alle ore 11: “One Denomination, Three Great Wines: Asti, Asti Secco, Moscato d’Asti”, a cura del Consorzio per la Tutela dell’Asti Docg. La masterclass è organizzata in collaborazione con l’Associazione Sommelier Messicana e condotta dalla sua vice presidente, la celebre sommelier Georgina Estrada Gil (Asi, Master Sommelier e professore universitario). Nel pomeriggio, la tappa messicana del Simply Italian Tour si conclude con il grande walk-around tasting dedicato al confronto fra le aziende protagoniste e il trade messicano.

 

Gli Stati Uniti si confermano il più grande mercato vinicolo al mondo. La Florida, in particolare, è fra gli stati Usa con il più alto consumo di vino: quasi 2.710 ettolitri all’anno secondo il Surveillance Report del National Institute of Health (un risultato battuto solo dalla California con 5.442 ettolitri, dove però si concentra anche l’86% della produzione vinicola americana). Inoltre, la Florida è il punto nevralgico per l’import/export nel sudest degli Stati Uniti, nonché una porta d’accesso diretta verso il Sudamerica e i Caraibi.

«Dobbiamo puntare con maggior decisione alle fasce più alte di mercato, per mantenere la nostra leadership in Usa», spiega Marina Nedic, managing director di IEM. Anche il vino italiano di qualità sembra immune alle flessioni dell’import. Il peso dell’imbottigliato a denominazione vale la metà del nostro export complessivo in Usa: 826,63 milioni di euro per oltre 1,7 milioni di ettolitri. E continua a crescere: +15,7% in valore (417,6 milioni di euro) e +22,2% in quantità (901 mila ettolitri).

 

In Messico il mercato vinicolo è in piena crescita, pur rappresentando ancora una quota marginale nel consumo complessivo di alcolici. «Il vino è considerato uno status symbol e un prodotto di tendenza tra i giovani e il ceto medio-alto, più acculturato e cosmopolita. Anche se la progressiva diffusione della cultura del vino sta aprendo la strada anche ad altre tipologie», prosegue Marina Nedic. «L’Italia è fra i primi 5 partner commerciali del Messico e registra una crescita a doppia cifra (+10,3% in valore e +15% in quantità), ben più alta della media delle importazioni (+2,9% in valore e +5,6% in quantità)», conclude Marina Nedic. Un trend che non accenna a diminuire, e fa ben sperare per il futuro.

(dati Wine Monitor – Nomisma)

 

I protagonisti

Partecipano a Simply Italian Americas 2019 diverse realtà d’eccellenza da tutto lo Stivale.

A Fort Lauderdale sono presenti: Abbazia Santa Anastasia (Sicilia), Azienda Agricola Biasiotto (Veneto), Castello Banfi (Toscana), Conte D'Attimis Maniago (Friuli Venezia Giulia), Gaglio Vignaioli (Sicilia), I’m Fil Inc. (Florida), Orlando Abrigo (Piemonte), Primosic (Friuli Venezia Giulia), Ricci Curbastro (Lombardia), Ronco Margherita Società Agricola (Friuli Venezia Giulia), Santa Elvira (Emilia Romagna), Scriani (Veneto) e il Consorzio Tutela Vini Doc Friuli Grave (Friuli Venezia Giulia). Con il Consorzio per la Tutela dell’Asti Docg (Piemonte): Azienda Agricola Terrabianca, Casa Vinicola Abbazia di San Gaudenzio, Cascina Ciuchè di Dogliotti Angelo, Matteo Soria, Perlino, Tenuta Olim Bauda e Viticoltori Associati Di Vinchio Vaglio Serra. Con The Wine Net, Italian Co-Op Excellence: Cantina Frentana Società Cooperativa Agricola (Abruzzo), Cantina Valpolicella Negrar (Veneto) e CVA Canicattí (Sicilia).

La tappa a Città del Messico, invece, vede protagonisti: Agriment Italia (Piemonte), Attilio Ghisolfi (Piemonte), Azienda Agricola Biasiotto (Veneto), Menicucci 1689 (Toscana), Orlando Abrigo (Piemonte), Primosic (Friuli Venezia Giulia), Ricci Curbastro (Lombardia), Ronco Margherita Società Agricola (Friuli Venezia Giulia), Scriani (Veneto), Zeni 1870 (Veneto). Con il Consorzio per la Tutela dell’Asti Docg (Piemonte): Azienda Agricola Terrabianca, Casa Vinicola Abbazia di San Gaudenzio, Perlino, Tenuta Olim Bauda e Viticoltori Associati Di Vinchio Vaglio Serra. Con The Wine Net, Italian Co-Op Excellence: Cantina Frentana Società Cooperativa Agricola (Abruzzo), Cantina Valpolicella Negrar (Veneto) e CVA Canicattí (Sicilia).

 

 

Giovanna Zullo

 

www.simplyitaliangreatwines.com

VINO. FILIERA VITIVINICOLA

VINO. FILIERA VITIVINICOLA: CHIEDIAMO A MINISTRO CENTINAIO SOSTEGNO PER RIFORMA PAC-POST 2020. SFIDA PER IL BENE DI ITALIA ED EUROPA

 

La riforma della Politica Agricola Comune (PAC-Post 2020) è una sfida cruciale per la competitività del vino italiano e, per il valore economico che questo rappresenta, dell’intero comparto agricolo comunitario. Le richieste italiane di modifica del Regolamento OCM sono rimaste ad oggi inascoltate, per questo motivo le organizzazioni rappresentanti la Filiera Vitivinicola Italiana, attraverso una lettera firmata dai presidenti delle relative Organizzazioni (Confagricoltura, CIA, ACI Agroalimentare, Unione Italiana Vini, Federvini, Federdoc e Assoenologi), chiedono a Gian Marco Centinaio, Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e Turismo, di farsi carico delle proposte di miglioramento del sistema PAC e di rappresentarecon forza queste esigenze al Commissario all’Agricoltura Phil Hogan e alla Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea.

 

Nel testo della lettera inviata al Ministro da Unione Italiana Vini per conto della Filiera, le organizzazioni sottolineano quanto la riforma della Politica Agricola Comune costituisca un passaggio fondamentale per modernizzare e rafforzare l’orientamento al mercato del settore del vino. In particolare, l’attenzione deve concentrarsi sulle modifiche relative alle disposizioni che regolano il sistema delle autorizzazioni agli impianti viticoli. In tal senso, è stato apprezzato qualche primo segnale di flessibilità nella bozza proposta dalla Direzione Generale Agricoltura, che però viene valutato come insufficiente a garantire prospettive di crescita delle dimensioni delle aziende italiane in un contesto che vede un vigneto Italia tendenzialmente in declino, non certamente favorito dall’attuale regime.

 

Le proposte che le organizzazioni hanno presentato al Ministero delle Politiche Agricole riguardano in sintesi: l’istituzione di una riserva nazionale delle autorizzazioni per evitare la perdita di potenziale viticolo, il recupero dei diritti di impianto in scadenza e delle autorizzazioni non utilizzate a favore delle imprese più dinamiche. In questo modo si aumenterebbe la superficie media aziendale, elemento imprescindibile per la competitività.La Filiera Vitivinicola conclude la lettera evidenziando che la crescita delle imprese vitivinicole italiane è un elemento strategico per il nostro Paese ma anche per l’Unione Europea, la quale deve necessariamente assumersi un preciso impegno nell’accogliere i miglioramenti auspicati per una maggiore flessibilità e funzionalità delle regole comunitarie.

 

 

FEDERICO FUSCA 

 

CORRIERE VINICOLO PRESENTA 9a EDIZIONE DI VINO IN CIFRE

 I numeri che illustrano l’evoluzione del settore a livello mondiale, europeo e italiano

 

Il Corriere Vinicolo presenta la nona edizione dell’annuario Vino in Cifre, edito da Unione Italiana Vini in partnership con l’Osservatorio del Vino e in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier. In 72 pagine di tabelle, grafici ed elaborazioni esclusive, viene illustrata l’evoluzione del settore vitivinicolo a livello mondiale, europeo e italiano: dal potenziale produttivo ai consumi, dal commercio ai prezzi e la riconferma della sezione “Vino in Cifre Bio”, dedicata al segmento dei vini biologici.

 

In estrema sintesi, tali elaborazioni consentono di affermare che l’anno appena trascorso ci lascia in eredità numeri che permettono solo una moderata soddisfazione. Infatti, a una ripresa dei consumi sul mercato interno, confermata dalla positiva chiusura natalizia, fa da contraltare un trend del mercato internazionale dove il nostro Paese non sempre gioca da primattore, ma in qualche caso da comprimario, in particolar modo sui vini fermi.

 

Inoltre, le incertezze legate alla Brexit, al rallentamento dell’economia cinese e alle dispute commerciali in atto tra Pechino e Washington, non sono sicuramente presupposti rassicuranti con cui cominciare questo 2019. Negli USA, poi, lo shutdown sta iniziando a creare i primi problemi amministrativi, avendo bloccato le attività del TTB (Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau), con ripercussioni che, probabilmente, non tarderanno a riverberarsi sul nostro settore. Un settore che, dopo le altalenanti vicissitudini della vendemmia 2018, con sensibili riduzioni dei prezzi all’origine e tentativi speculativi messi in atto da più parti, necessita di ritrovare coesione e unità d’intenti.

 

Negli ultimi 10 anni, la geografia mondiale del vino è profondamente cambiata: l’Unione Europea oggi ha ridotto il suo peso sul totale commercio dal 70% al 57%, mentre il continente asiatico ha guadagnato 13 punti percentuali, attestandosi oggi al 20%. La Cina da sola conta oggi per il 10% sul totale degli scambi mondiali di vino confezionato, a 3 punti dagli Usa, ed è un mercato sui cui si è accesa una fortissima competizione: basti pensare che tra i primi 11 Paesi produttori di vino, ben 7 hanno Pechino tra le prime 5 destinazioni, mentre solo 10 anni fa erano solo un paio. Per l’Italia purtroppo la Cina è, e resta, una destinazione marginale, anche se il grande lavoro fatto dal tavolo congiunto MISE-ICE-UIV sta cominciando a dare i primi frutti.

 

Vino in Cifre 2019 è liberamente scaricabile in formato PDF a questo link.

 

 

Federico Fusca

SCHENK ITALIAN WINERIES. UN 2018 DI VALORE E PRESTIGIO

 Simoni (AD Schenk Italia): “Proiettati ad un 2019 di crescita in termini di qualità e numeri”

 

 “Il 2018 ha rappresentato a livello qualitativo il riconoscimento nazionale e internazionale dei nostri marchi del territorio. I 3 bicchieri del Gambero Rosso al nostro Lunadoro Pagliareto DOCG 2015 e i 2 a Bacio della Luna DOCG Brut, sono la chiara espressione che il progetto Schenk Italian Wineries sta crescendo in termini di valore e prestigio. Una conferma che la direzione è quella giusta: valorizzare i vini delle nostre cantine e far crescere il valore dei singoli brand. Proprio per questo metteremo in campo altri importanti investimenti, tra cui: l’acquisto di nuovi vigneti per Bacio della Luna e l’ampliamento della cantina con un piano triennale di oltre 4 milioni di euro; lo sviluppo e il rinnovamento delle cantine di Lunadoro a Montepulciano e Kellerei Auer ad Ora”.

Così Daniele Simoni, Amministratore Delegato di Schenk Italian Wineries, commenta a fine anno alcuni dei risultati raggiunti dal Gruppo nel 2018 che, nonostante la difficile annata per la vendemmia 2017 – scarsa in termini numerici – è riuscito a puntare sui suoi fiori all’occhiello, proiettandoli nell’Olimpo dei vini top.

 

“Grande soddisfazione – continua Simoni – ci hanno inoltre dato tutti i nuovi prodotti, in particolare quelli della linea Masso Antico, che sono stati recepiti in modo straordinario a livello di vendite. Nonostante mercati come Stati Uniti e Nord Europa abbiano registrato una flessione a livello generale, i numeri di Schenk Italian Wineries, raccolti fino ad ora, raccontano di un quadro molto positivo sulla distribuzione dei marchi e sull’export. Questo dimostra l’ottimo lavoro fatto e che il team funziona. Un team che ha visto un rinnovamento con nuove figure giovani, tra tecnici, enologi, agronomi, analisti che hanno portato innovazione ed entusiasmo, con una ristrutturazione totale della forza vendita interna e un ampliamento di spessore della rete degli agenti”.

 

“Il trend  – conclude l’AD Schenk Italian Wineries – è quindi molto positivo e, anche se i conti si faranno dopo la chiusura del 2018, rispetto alla produzione complessiva 2017 di 52 milioni di bottiglie del Gruppo Schenk Italia, l’obiettivo di raggiungere quota 10 milioni di bottiglie per i nostri marchi Premium e Territorio è molto vicino. Solo nel mercato Horeca, per queste etichette, abbiamo già superato le 600mila unità e credo arriveremo in anticipo ad 1 milione; risultato, questo, che avevamo prefissato per la fine 2020. I successi raggiunti in questo anno complesso e l’ottima vendemmia 2018, fanno preannunciare quindi un 2019 davvero straordinario, dove non avremo alcuna restrizione in termini quantitativi e potremo andare sul mercato aumentando i volumi e mantenendo altissima la qualità”.     

 

 

Federico Fusca

  

 

NATALE. SPUMANTI ITALIANI FANNO IL BOOM: IN ITALIA SI STAPPANO 66 MILIONI DI BOTTIGLIE E ALL’ESTERO 181 MILIONI

  Osservatorio del Vino UIV-ISMEA stima consumi spumanti italiani durante festività e aggiorna dati export.  Presidente Abbona: “2018 anno positivo. Accordo UE-Giappone dà ottimismo per crescita export 2019”

 

Come da tradizione gli Spumanti italiani sono protagonisti durante il periodo Natalizio nel bel Paese: in Italia durante le festività verranno stappate più di 66 milioni di bottigliementre all’estero saranno circa 181 milioni

dati ISTAT elaborati da ISMEApartner dell’Osservatorio del Vino, danno un quadro molto positivo per il comparto nazionale dei vini spumanti, che chiuderà il 2018 con vendite totali superiori a 700 milioni di bottiglie (+5% rispetto al 2017), di cui 190 milioni in Italia (+4%) e oltre 500 esportate (+6%).

“Come da tradizione, i nostri vini spumanti troveranno un posto di primo piano sulle tavole degli italiani durante le festività – commenta Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini. I dati sui consumi interni dimostrano quanto i nostri connazionali siano consapevoli dell’elevata qualità dei prodotti vinicoli del Paese e questa consapevolezza, che senza mezzi termini possiamo definire una positiva crescita culturale e una vittoria per il comparto, trova quindi riscontro al momento dell’acquisto. Ottimi risultati vengono registrati anche per quanto riguarda le esportazioni, a dimostrazione che il vino italiano riesce riscuotere grande apprezzamento anche all’estero. Il vino italiano nel suo complesso sta per chiudere un anno positivo, pur sapendo di dover lavorare sodo per continuare a crescere ed aumentare la propria penetrazione nei mercati extra europei. Da questo punto di vista – conclude Ernesto Abbona – abbiamo appena ricevuto l’ottima notizia riguardante la ratifica da parte del Parlamento Europeo dell’Accordo di Libero Scambio con il Giappone, che entrerà in vigore il prossimo 1 febbraio, trattato che darà nuovo slancio al vino italiano e che ci permette di guardare al 2019 con ottimismo”.

L’export di vini spumanti italiani si conferma principale traino del settore, con un consuntivo 2018 previsto in ulteriore crescita, soprattutto sul fronte valori, dove sono attesi 1,5 miliardi di euro (+13%). Il Prosecco DOC e DOCG anche nel 2018 primeggia nelle esportazioni: da solo rappresenta infatti circa il 15% a valore dell’intero comparto vinicolo italiano e il 61% rispetto all’intero settore spumantistico.

Tra i principali Paesi clienti, il Regno Unito, nonostante un calo del 4% a volume, si conferma il primo Paese di destinazione dello spumante italiano, con oltre 100 milioni di bottiglie vendute nel periodo gennaio-settembre. Crescono del 9% le esportazioni verso gli Stati Uniti, con quasi 80 milioni di bottiglie, e segue la Germania con circa 32 milioni. 

“In questo 2018 – aggiunge Paolo Castelletti, segretario generale di Unione Italiana Vini – abbiamo registrato con grande soddisfazione l’aumento generalizzato in termini di vendite di tutte le principali denominazioni, non solo all’estero, ma anche in Italia, con buone performance anche da parte delle bollicine dolci. Il Prosecco si è dimostrato ancora una volta il leader e principale traino sia del settore che dell’intero comparto vinicolo del nostro Paese. Per quanto riguarda le esportazioni, subiscono un lieve calo le vendite nel Regno Unito, che resta comunque uno dei nostri principali clienti, ma questa può essere considerata la dimostrazione delle potenziali conseguenze di una Brexit che nei fatti sta già avendo degli effetti negativi sul vino italiano”.

 

Federico Fusca

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