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Recensioni

INDAGINE: IN CINA L’ESPRESSIONE ‘MADE IN ITALY’ NON SIGNIFICA QUASI NULLA ARREDO, DESIGN E TURISMO IN CIMA ALLE QUERY SUL WEB CINESE ASSOCIATE A ITALIA. VINO ALL’1%

‘Made in Italy’? In Cina la parola simbolo del lifestyle perde tutto il suo senso evocativo e vale nulla più del suo significato letterale. Lo dimostra il traffico su Baidu, il principale motore di ricerca del Paese, dove la query ‘made in Italy’ è comparsa in lingua cinese nell’ultimo mese solo 20 volte al giorno. Una goccia in mezzo al mare, se si tiene conto dei 772 milioni di internet user nel Dragone dei record, che in 10 anni ha registrato un’escalation digitale pari al 268%. Lo rivela l’estratto relativo al monitoraggio dell’online della più ampia indagine dell’Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies sul posizionamento del made in Italy in Cina, condotta in collaborazione con Nomisma Wine Monitor.

 

Sempre su Baidu (75% delle investigazioni online in Cina) è invece di 9.200 ricerche la media giornaliera per la parola chiave ‘Italia’, una frequenza superiore ad esempio rispetto a quella francese ma che – nelle ricerche correlate – dimostra tutta la non conoscenza, e relativa curiosità, per il Belpaese con domande del tipo: ‘L’Italia è l’Europa?’, ‘Quale Paese è l’Italia?’. In generale, le query associate sono legate a info generali (34%) seguite dai simboli del made in Italy: ‘arredo e design’ (26%) e turismo (23%), con quote minori opportunità di studio (8%), ‘cibo’ (4%) e il vino, che chiude con l’1%. Un dato quello legato al prodotto enologico che cresce fino al 6% nelle ricerche correlate alla Francia, che ci supera anche per turismo (34%) e moda/shopping (13%). Analizzando la verticale sul vino, la parola chiave ‘vino francese’ (circa 800 ricerche al mese nell’ultimo anno) registra il doppio di quelle sul ‘vino italiano’. Quest’ultimo interessa maggiormente i giovani, con il 63% dei curiosi che è under 40, in maggioranza (63%) maschi. Tra le province, per entrambe le keyword, è Guangdong quella in cui si registrano il maggior numero di ricerche, mentre Pechino e Shanghai sembrano riscuotere maggior interesse verso il vino italiano rispetto a quello francese. Infine, il monitoraggio sul principale social cinese, WeChat, rivela come il ‘vino rosso italiano’ risulti essere in ascesa ma ancora lontanissimo dal competitor francese il cui indice – registrato a metà giugno - è di 10 volte più alto (33,360 contro 3,182).

 

Per Silvana Ballotta Ceo di Business Strategies: “Oltre al monitoraggio sul digitale, il nostro studio comprende l’analisi del mercato e una survey su awareness, percezione e reputazione del made in Italy realizzata sull’upper-class delle metropoli cinesi. I risultati che emergono, seppur sorprendenti, confermano le impressioni di chi come noi presidia il mercato da diverso tempo. Abbiamo perciò voluto dimostrare con i numeri ciò che è il loro sentiment nei nostri confronti, per capire come meglio direzionare il lavoro dell’impresa Italia”.

L’analisi è stata effettuata nel mese di giugno 2018. Tuttavia molti dei risultati rappresentati sui social prendono in considerazione anche gli ultimi 90 giorni antecedenti la ricerca. Le analisi dei profili degli utenti su Baidu sono invece relative agli ultimi 12 mesi (giugno 2017 - giugno 2018). Le ricerche sono state eseguite con keyword in lingua originale e in lingua inglese.

 

Business Strategies è una società fiorentina impegnata in percorsi di sviluppo delle piccole e medie imprese dei settori dell’agroalimentare e del lusso made in Italy sui mercati esteri. Le 500 aziende enologiche assistite da Business Strategies, che rappresentano tutte le regioni italiane, producono complessivamente oltre 100 milioni di bottiglie all’anno e esportano il 70% nei principali mercati stranieri.

 

Ufficio stampa Business Strategies: Ispropress

Simone Velasco (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 327.9131676)

Marta De Carli (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 393.4554270)

 

 

NUOVO TOUR DI PROMOZIONE DEL VINO ITALIANO ALL'ESTERO TARGATO IRON3

Otto tappe all’insegna del wine business che permetteranno alle aziende vinicole di venire in contatto con operatori esteri di diversi mercati 

Il 2017 è stato l’anno del record storico assoluto per le esportazioni di vino italiano che sono aumentate del 7% raggiungendo i 6 miliardi di euro. 

Rispetto all’anno precedente le vendite all’estero hanno avuto un incremento in valore del 6% negli Usa, del 3% in Germania al secondo posto e dell’8% nel Regno Unito che nonostante i negoziati sulla Brexit resta tra i primi mercati. La Russia registra la migliore performance con un +47% viene e la Cina un + 25%.

A spingere la crescita del vino italiano sono soprattutto gli spumanti che hanno fatto registrare un aumento delle vendite all’estero del 15% in valore nel 2017 con il record storico dell’esportazioni all’estero vicino a 1,2 miliardi.

 

 

Il vino italiano è cresciuto scommettendo sulla sua identità e lavorando moltissimo sulla qualità che ha permesso di conquistare primati nel mondo. Obbiettivo del 2018 sarà quindi consolidare quote di mercato mantenendo la capacità di promuovere e tutelare le distintività che è stata la chiave del successo nel settore del vino.

Per potenziare e consolidare le relazioni di business all’estero, Iron3 (iron3.it), azienda specializzata in internazionalizzazione ed organizzazione di eventi B2B e B2C, da alcuni anni organizza il tour “International Wine Traders”, eventi B2B che si svolgono sia in Italia che all’estero (internationalwinetraders.com).

Il format degli incontri all’estero, prevede, oltre al walk around tasting, momenti di formazione sia per le cantine aderenti che per gli operatori locali direttamente nei loro mercati di competenza; per gli operatori seminari e master class dedicati a vini e vitigni italiani, che hanno l’obiettivo di valorizzazione le specificità territoriali; per le aziende seminari formativi per conoscere meglio il mercato locale.

Durante le tappe italiane per gli operatori vengono organizzati educational tour che permettono di approfondire la conoscenza dei territori vinicoli e dei loro prodotti.

Negli ultimi cinque anni il tour di “International Wine Traders” ha contato oltre cinquanta tappe, che hanno permesso alle aziende di aprire e consolidare nuovi mercati in tutto il mondo: Europa, Cina, Giappone, Stati Uniti, Canada e Sud Est Asiatico. Migliaia gli incontri che sono stati organizzati e che hanno coinvolto buyers ed aziende produttrici, tutti gestiti sulla base delle reali esigenze dei partecipanti.

Il tour di quest’anno vede in programma otto tappe (alle quali se ne potranno aggiungere altre) che permetteranno alle aziende vinicole di venire in contatto con operatori esteri di diversi mercati.

I Paesi con i quali interagire, sia come location per le tappe che come provenienza dei buyers per gli incoming, sono scelti in base alla concreta possibilità di offrire alle aziende italiane nuove opportunità di business.

Le prime due tappe del tour si svolgeranno in Italia, a marzo in Veneto e ad Aprile in Emilia Romagna, e pretendo una serie di incontri B2B programmati sulla scorta del reale interesse sia delle aziende che dei buyers. Un’agenda programmata di incontri garantisce infatti l’efficacia dell’azione di presentazione e promozione dei vini, ottimizzando i tempi della trattativa commerciale, permettendo alle aziende un notevole risparmio sia di tempo che di denaro.

Il tour si sposterà poi all’estero: a Maggio in Germania con il Workshop Walk Around B2B di Francoforte; a seguire, a Giugno, la Cina.

A luglio il tour fa tappa in Toscana, per la due giorni di Workshop B2B con agende programmate e ad ottobre Ottobre nuovamente in Veneto.

Le ultime due tappe si svolgeranno ancora all’estero con due Workshop Walk Around B2B: ad Ottobre in Germania e a novembre in Svizzera.

Per ogni tappa saranno una cinquantina le realtà vitivinicole italiane che potranno presentare la propria produzione incontrandosi con distributori, buyer, stampa, opinion leader e importatori. 

 

Iron3, nasce nel 2005, dalla volontà di mettere a frutto l'esperienza e il know-how maturati a livello internazionale nei campi della comunicazione, del marketing e dell’organizzazione fieristica. Da dieci anni Iron3 è protagonista sui mercati nazionali ed internazionali nella pro- mozione del vino italiano. Con sede ad Arezzo, dal 2011 Iron3 ha costituito la sua filiale negli USA, con base a San Anselmo (California). 

Pamela Guerra

MOSTRA PERSONALE DI LEONARDO COSTANTINI

Appuntamento con la pittura, giovedì 11 gennaio 2018
Con la speranza di fare cosa gradita, Vi presentiamo l'appuntamento
di giovedì 11 gennaio 2018 al Bistrot de Venise.
Per consultare il programma completo CLICCA QUI >>
MOSTRA PERSONALE di 
LEONARDO COSTANTINI
Ore 17.30 – ingresso libero
Il paesaggio lagunare, i suoi colori, le sue movenze, il piatto orizzonte delle barene, dei bassi fondali e degli specchi d’acqua, “raccontati” con il liquido mobile ritmo dell’acquarello. Leonardo Costantini è nato a Burano, isola nel cuore della laguna. Artista autodidatta, apprende l’abc della pittura non a Venezia, ma tra le montagne trentine. A Fiera di Primiero, dove si reca tutti gli anni, ha la fortuna di incontrare due importanti artisti, Silvia De Bastiani, dal cui apprende le tecniche dell’acquarello e Stefano Zeni, maestro della scultura in legno. Affascinato da questo materiale si dedica in prevalenza alla realizzazione di volti, maschere, animali a tutto tondo e a rilievo, lasciando però spazio, in questa sua “immersione” nel legno, anche alla leggerezza dell’acquarello. Con questa tecnica raccoglie le emozioni dei suoi percorsi in barca nel cuore della laguna nord e delle sue escursioni tra le montagne. Leonardo Costantini vive ed opera a Burano.
Rassegna a cura di Emanuele Horodniceanu

BERE IL TERRITORIO XVII EDIZIONE - BANDO DI CONCORSO 2017/2018

 

Al via in tutta Italia la diciassettesima edizione del concorso letterario nazionale promosso da“BERE IL TERRITORIO”
Raccontare il vino attraverso un viaggio

BANDO DI CONCORSO

 

1. La diciassettesima edizione del concorso letterario “Bere il Territorio” è promossa dalla Associazione Go Wine.

I partecipanti dovranno redigere un testo-racconto in forma libera che abbia per tema un viaggio in un territorio del vino italiano, evidenziando il rapporto con i valori cari all’enoturista: paesaggio, ambiente, cultura, tradizioni e vicende locali.

Sono previste due categorie, in base a distinte fasce di età:

a) giovani dai 16 ai 24 anni;

b) per tutti i soggetti di età superiore ai 24 anni.

2. Ogni concorrente o gruppo potrà partecipare con un solo elaborato inedito, in lingua italiana, della lunghezza minima di due cartelle (3600 battute) e massima di 5 cartelle (9000 battute), redatto anche su supporto magnetico.

3. E’ inoltre istituita, a latere del concorso generale, una sezione speciale riservata agli studenti degli istituti agrari italiani (di età compresa fra i 14 ed i 20 anni).

In particolare si invitano gli studenti a svolgere un approfondito e originale lavoro di ricerca che abbia come tema i vitigni autoctoni, della propria zona di provenienza o di altre aree. Nell’elaborato essi potranno tenere conto delle conoscenze acquisite durante il corso di studio e trattare l’argomento attraverso uno specifico elaborato.

La partecipazione al Concorso è consentita a singoli studenti oppure a piccoli gruppi non inferiori a 5 persone. Gli elaborati dovranno avere la medesima lunghezza di cui all’art. 2, salvo eccezioni dettate dal lavoro di ricerca a cui sono chiamati.

4. Ogni testo dovrà contenere, in calce, le generalità del concorrente: nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono ed eventualmente il riferimento dell'Istituto di appartenenza. 

5. Gli elaborati dovranno pervenire, in tre copie dattiloscritte e su supporto magnetico, entro il 10 marzo 2018, tramite posta, al seguente indirizzo:

Concorso “Bere il territorio” - Go Wine - Via Vida, 6 - 12051 Alba (Cn) 

6. Gli elaborati saranno sottoposti al vaglio della giuria composta da Gianluigi Beccaria e Valter Boggione (Università di Torino), Margherita Oggero (scrittrice), Marco Balzano (scrittore), Bruno Quaranta (La Stampa-Tuttolibri), Massimo Corrado (Associazione Go Wine).

7. Saranno selezionati dalla sezione generale I DUE MIGLIORI TESTI, uno per ciascuna categoria: i vincitori riceveranno ciascuno un premio di euro 500,00.

7a). Sarà selezionato dalla sezione speciale riservata agli Istituti agrari IL MIGLIORE LAVORO DI RICERCA: il vincitore (o il gruppo) della sezione speciale riceverà un premio di euro 500,00.

8) È inoltre istituito un premio speciale a favore di un libro edito durante l’anno 2017 che abbia come tema il vino o che, comunque, riservi al vino una speciale attenzione.

L’autore riceverà un premio in denaro di euro 500,00.

9). I testi rimarranno a disposizione dell'organizzazione del concorso e non verranno restituiti. I concorrenti, accettando senza condizione il presente regolamento, concedono, sin d'ora e senza nulla pretendere, i diritti di pubblicazione a Go Wine.

10). I vincitori, che saranno avvertiti tramite raccomandata, saranno premiati durante la cerimonia che si terrà ad Alba sabato 7 aprile 2018.

11). I giudizi della giuria, che selezionerà le opere, sono insindacabili.

12). Per quanto non previsto dal presente regolamento, le decisioni spettano autonomamente alla segreteria del concorso.

 

Per informazioni

Via Vida, 6 12051 Alba (Cn)

Tel. 0173 364631 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.gowinet.it

 

L’OCCHIO MAGICO DI CARLO MOLLINO

 

 

Walter Guadagnini, Direttore di CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia, ha scelto per l’avvio della stagione espositiva del 2018 una mostra insieme molto torinese e altrettanto internazionale, dedicata a Carlo Mollino.

“L’occhio magico di Carlo Mollino. Fotografie 1934-1973”, a cura di Francesco Zanot, sarà a CAMERA (Torino), dal 18 gennaio al 13 maggio 2018. L’esposizione attraversa l’intera produzione fotografica di Carlo Mollino, in un percorso di oltre 500 immagini tratte dall’archivio del Politecnico di Torino. Questa iniziativa fa seguito alla mostra "Carlo Mollino. In viaggio", tenutasi presso CAMERA nella primavera del 2016, a testimonianza del rafforzamento della collaborazione tra Politecnico e CAMERA, anche grazie a un accordo di collaborazione siglato nell'aprile di quest'anno.

L’attività di CAMERA è realizzata grazie a Intesa Sanpaolo, Eni, Reda, Lavazza, in particolare la programmazione espositiva e culturale è sostenuta dalla Compagnia di San Paolo.

“Mi rallegro che la mostra nasca da una collaborazione proficua con il Politecnico di Torino - dichiara Emanuele Chieli, Presidente di CAMERA - a dimostrazione della sempre più forte capacità di CAMERA di dialogare con le istituzioni locali e di trarre da questo dialogo progetti che uniscono rigore scientifico e motivi di interesse e curiosità per il vasto pubblico. Il rapporto con la città è da sempre al centro dell'attenzione di CAMERA, così come l'attenzione al più vasto mondo della cultura internazionale. Carlo Mollino condensa nella sua straordinaria e polimorfa figura entrambi questi aspetti: torinese di nascita e sempre attivo nel capoluogo piemontese, Mollino è divenuto negli ultimi decenni una figura apprezzata ben al di fuori dei confini cittadini e nazionali, maestro eccentrico della cultura del XX secolo”. 

Tra i più noti e celebrati architetti del Novecento, Carlo Mollino ha da sempre riservato alla fotografia un ruolo privilegiato, utilizzandola sia come mezzo espressivo, sia come fondamentale strumento di documentazione e archiviazione del proprio lavoro e del proprio quotidiano. Questa esposizione, la più grande e completa mai realizzata sul tema, indaga il rapporto tra Mollino e la fotografia evidenziandone l’unicità e le caratteristiche ricorrenti, a partire dalle prime immagini d’architettura realizzate negli anni Trenta fino alle Polaroid degli ultimi anni della sua vita. Sulle orme del padre Eugenio, ingegnere e appassionato fotografo, Carlo Mollino si è avvicinato a questo linguaggio espressivo fino dalla gioventù, sviluppando non soltanto un vasto corpus di immagini a metà tra il canone della tradizione, di cui aveva consapevolezza profonda, e lo slancio della sperimentazione, ma anche una peculiare coscienza critica che lo ha condotto a pubblicare nel 1949 “Il messaggio dalla camera oscura”, volume innovativo quanto fondamentale per la diffusione della cultura fotografica in Italia e la sua accettazione tra le arti maggiori. Questa mostra si propone così di approfondire la straordinaria complessità e fecondità della riflessione di Carlo Mollino sulla fotografia, situandolo definitivamente nella storia di questa disciplina attraverso un percorso che alterna grandi classici a opere del tutto inedite e mai precedentemente esposte.

Superando qualsiasi classificazione tra generi, incompatibile con la stessa natura molteplice e sfaccettata di Carlo Mollino, che porta avanti contemporaneamente progetti e interessi molto diversi facendoli inevitabilmente confluire tra loro, la mostra è suddivisa in quattro sezioni tematiche, ognuna intitolata con una citazione tratta dagli scritti dello stesso autore.

Nella prima sezione, “Mille case”, sono raccolte le immagini relative al tema dell’abitare, che caratterizza ovviamente una porzione fondamentale del lavoro fotografico di Mollino: oltre alle immagini degli edifici (Mollino è tra i pochi architetti che, dopo averle realizzate, reinterpretano con la fotografia le proprie costruzioni), compaiono qui still-life di oggetti domestici, ritratti ambientati nei celebri interni progettati da lui stesso, e una serie di istantanee riprese durante i suoi viaggi come annotazioni visive di architetture più o meno note, dalle case in legno e paglia della campagna rumena al Guggenheim Museum di Frank Lloyd Wright a New York, dai mulini olandesi alla Chandigarh di Le Corbusier.

La seconda sezione, “Fantasie di un quotidiano impossibile”, è centrata sull’atmosfera e le ispirazioni surrealiste che pervadono una parte della produzione fotografica molliniana. È il capitolo più libero e imprevedibile dell’intera mostra. Include fotografie molto diverse tra loro, sempre tese a mettere in discussione la realtà rappresentata: ci sono immagini di vetrine che ricordano quelle riprese a Parigi da Eugène Atget, fotografo prediletto da Man Ray, oggetti isolati nell’inquadratura e caricati di una vita misteriosa, specchi che nascondono e moltiplicano ogni cosa, fotografie di altre fotografie, fotomontaggi di progetti architettonici realizzati a partire da modelli di piccole dimensioni, fino a una selezione di preziose immagini tratte dalla pubblicazione “Occhio magico”, del 1945.

“Mistica dell’acrobazia” è il titolo della terza sezione, interamente dedicata a un altro interesse molto speciale di Carlo Mollino, quello per la velocità, il movimento e la dinamica. Sono qui riunite fotografie sul tema del volo, che Mollino praticava da provetto pilota acrobatico, dell’automobilismo, con particolare attenzione alla vicenda del Bisiluro, automobile da lui progettata (insieme a Mario Damonte ed Enrico Nardi) e con cui aveva partecipato alla “24 ore di Le Mans” nel 1955, e dello sci, con una selezione di fotografie di linee tracciate dagli sciatori sulla neve, sinuose come i profili del design del genio torinese.

La quarta sezione, “L’amante del duca”, la più ampia della mostra con oltre 180 fotografie selezionate, è infine dedicata al tema del corpo e della posa. Qui sono messi a confronto tra loro due soggetti fondamentali dell’intero corpus fotografico molliniano: i ritratti femminili (oltre alle celeberrime Polaroid, sono esposte numerose stampe originali in bianco e nero e a colori) e gli sciatori. Entrambi sono il frutto di una meticolosa operazione di messinscena di Mollino, che dimostra una particolare attenzione per il controllo della posa, riprendendo ossessivamente gli stessi gesti. Gli sciatori sono colti in posizioni che individuano la perfezione del gesto tecnico (direttore della commissione delle scuole e dei maestri di sci, Mollino pubblica nel 1951 il manuale “Introduzione al discesismo”), mentre le donne, reminescenti della statuaria antica, replicano senza sosta atteggiamenti simili, sullo sfondo degli stessi scenari e vestite nei medesimi abiti.

La mostra si completa infine con alcuni documenti, tra cui lettere, manoscritti, dattiloscritti originali (relativi in particolare alle successive stesure de “Il messaggio dalla camera oscura”), e una serie di cartoline collezionate da Carlo Mollino in ogni angolo del mondo che evidenziano, oltre a un atteggiamento di costante ricerca e curiosità, l’interesse vivo per la fotografia in ogni sua declinazione ed espressione.

Tutti i materiali in mostra, salvo alcune eccezioni opportunamente indicate, provengono dalle collezioni del Politecnico di Torino, Archivi Biblioteca Gabetti, Fondo Carlo Mollino.

“Con gran piacere, la sezione Archivi della Biblioteca Centrale di Architettura ‘Roberto Gabetti’ ha accolto la proposta di CAMERA di dedicare una mostra di ampio respiro alla produzione fotografica di Carlo Mollino - ricorda il professor Sergio Pace del Politecnico di Torino - DAD (Dipartimento di Architettura e Design). - A tale attività il grande architetto torinese, lungo tutto l'arco della propria carriera, ha rivolto un’attenzione straordinaria, così lasciando ampia testimonianza non solo della propria attività progettuale, ma anche e soprattutto degli interessi vastissimi e delle passioni anche inconsuete che l’hanno reso una figura unica nel panorama culturale italiano. Migliaia sono gli scatti, realizzati con tecniche differenti e spesso ritoccati a mano su negativi e/o positivi: dal negativo su lastra a quello su pellicola, dal bianco e nero al colore, dal fotomontaggio, realizzato insieme all’amico fotografo Riccardo Moncalvo, fino all’uso della polaroid per gli scatti più privati, gli archivi del Politecnico custodiscono un fondo prezioso per comprendere non soltanto un maestro inconfondibile, ma anche un capitolo essenziale della storia della fotografia nell'Italia del Novecento. Anche in virtù dell'ampiezza di tali orizzonti, è importante sottolineare che la mostra si avvale anche dei primi esiti di un progetto di digitalizzazione dei negativi di Carlo Mollino, cofinanziato da Regione Piemonte”.

La mostra è accompagnata da una pubblicazione edita da Silvana Editoriale e contenente tutte le riproduzioni delle opere in esposizione oltre ai saggi di Francesco Zanot, curatore della mostra, Enrica Bodrato, Fulvio Ferrari e Paul Kooiker.

“L’occhio magico di Carlo Mollino. Fotografie 1934-1973”

Dal 18 gennaio al 13 maggio 2018

CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia

Via delle Rosine 18, 10123 - Torino www.camera.to |Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orari di apertura (Ultimo ingresso, 30 minuti prima della chiusura)

Lunedì 11.00 - 19.00_

Martedì Chiuso_

Mercoledì 11.00 - 19.00

Giovedì 11.00 - 21.00

Venerdì 11.00 - 19.00

Sabato 11.00 - 19.00

Domenica 11.00 - 19.00

Biglietti

Ingresso Intero € 10

Ingresso Ridotto € 6, fino a 26 anni, oltre 70 anni

Soci Touring Club Italiano, Amici della Fondazione per l’Architettura, iscritti all’Ordine degli Architetti, iscritti AIACE, iscritti Enjoy, soci Slow Food, soci Centro Congressi Unione Industriale Torino, possessori Card MenoUnoPiuSei._Possessori del biglietto di ingresso di: Gallerie d’Italia (Milano, Napoli, Vicenza), Museo Nazionale del Cinema, MAO, Palazzo Madama, Borgo Medievale, GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna, Forte di Bard, MEF - Museo Ettore Fico

Ingresso Gratuito

Bambini fino a 12 anni

Possessori Abbonamento Musei Torino Piemonte, possessori Torino+Piemonte Card

Visitatori portatori di handicap e un loro familiare o altro accompagnatore che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria

Servizio di biglietteria e prevendita a cura di HYPERLINK "http://www.vivaticket.it/" \\t "_blank" Vivaticket.

Contatti

CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia

Via delle Rosine 18, 10123 - Torino

www.camera.to | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ufficio stampa e Comunicazione

Giulia Gaiato

HYPERLINK "Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.\"';document.getElementById('cloak24f5f66a5ec593172f7b8f2f2707aa81').innerHTML += ''+addy_text24f5f66a5ec593172f7b8f2f2707aa81+'<\/a>'; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

tel. 011 0881150

Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo

tel. 049 663 499

 

 

DA DECORI', BISCOTTI NATALIZI DECORATI, PERFETTI PER ESSERE PERSONALIZZATI

 

Ecco la ricetta per preparare biscotti gustosi e belli, ideali da usare come segnaposto nelle tavole delle feste o per abbellire l’albero di Natale, o ancora da personalizzare per idee regalo

A Natale sono poche e semplici le cose che possono fare felici come ricevere dei biscotti speciali, realizzati solo per noi. Decorì, il brand del Gruppo Lo Conte dedicato alle farine speciali e a lieviti e decori per dolci, propone una ricetta particolare per preparare biscotti natalizi unici e gustosi.

I biscotti decorati con la glassa sono perfetti per essere personalizzati. Si possono usare come segnaposto durante i pranzi natalizi o per abbellire l’albero di natale, o ancora possono essere confezionati in scatole o barattoli di vetro, da regalare a chi vi sta più a cuore.

Per prepararli si può usare il Lievito per biscotti Decorì, istantaneo ed arricchito con aroma naturale di vaniglia Bourbon del Madagascar. Sostituisce la generica bustina di lievito e dona gusto, quello delicato e tipico dei biscotti della nonna, oltre a friabilità, leggerezza e fragranza di lunga durata. È l’ideale per biscotti, pasticceria secca, crostate, pasta frolla e dolci tradizionali.

Ingredienti:

-      Farina 00 280 gr

-      Burro 90 gr

-      Zucchero a velo 90 gr

-      Lievito per biscotti vanigliato 6 gr

-      Uova medie 1+1 tuorlo

 

Preparazione:

-      Montare le uova con lo zucchero a velo e unire il burro fuso. Setacciare la farina e versarla in una ciotola insieme a un pizzico di sale e al lievito. Unire il tutto;

-     Mescolare bene l’impasto, prima con il cucchiaio e poi a mano, aggiungendo eventualmente un paio di cucchiai di acqua per rendere più facile la lavorazione;

-    Spolverare la spianatoia con un po’ di farina e stendere la pasta con l’aiuto di un mattarello. Con l’apposito tagliapasta, ottenere tanti biscotti dalla forma desiderata: stella, cuore, cerchio ecc;

-    Sistemare i biscotti nella piastra da forno, avendo cura di distanziarli leggermente l’uno dall’altro per evitare che, gonfiandosi in cottura, aderiscano;

-      Infornare a 180C°e cuocere per 20-25 minuti, fino a quando la superficie risulta leggermente dorata;

-      Lasciare raffreddare, rimuovere i biscotti e ricoprirli con la glassa.

Decorazione

-      Glassa bianca colorabile Decorì

-      Coloranti alimentari

 

Gruppo Lo Conte

Il Gruppo Lo Conte è leader in Italia nella produzione di farine speciali e preparazioni per dolci. Con il brand Le Farine Magiche, nato nel 1980 e simbolo dello spirito innovatore del Gruppo, la linea di prodotti Decorì, dedicata alle preparazioni dolci, e Molino Vigevano, storico marchio di farine speciali per uso casalingo e professionale, il Gruppo Lo Conte è oggi il 4° top player del mercato italiano delle farine e il primo del settore farine speciali e miste. Con un’offerta che comprende oltre 350 referenze tra farine speciali, miscele di farine, ingredienti, accessori e decorazioni per la preparazione di dolci, grazie anche al continuo investimento nella ricerca e nello sviluppo, il Gruppo è considerato oggi tra le aziende italiane più innovative.  www.locontenaturalimenti.it

 

Giulia Boniello – 02.89054151 – 333.7133990 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

PROPOSTA DI ASTI DOCG: UN'UVA, TRE GRANDI VINI

IN 2000 AL VIA PER LA GRANFONDO DEL GALLO NERO

I primi tre arrivati nella Granfondo del 2016

 

La sfida new entry del Circuito Prestigio 2017 alle griglie di partenza il 24 settembre, nell’anniversario del 301 anniversario dalla prima definizione dei confini della zona di produzione del Chianti Classico

La Toscana, patria del vino e del ciclismo. Le colline del Chianti Classico sono un territorio storicamente vocato per la produzione del vino, come riconosciuto dal bando di Cosimo III che nel 1716 ne definì i confini. Territorio consacrato all’enologia, ma anche capace con la sua bellezza di affascinare gli sportivi, in particolare appassionati di ciclismo, che corrono sulle orme di Gino Bartali.

Dopo il grande successo della Chianti Classico Stage, 9 tappa del giro d’Italia 2016, il territorio torna protagonista del ciclismo per la quinta edizione della Granfondo del Gallo Nero il 24 settembre. 

Questo anno la Gallo Nero è anche tappa del Prestigio di Cicloturismo, il circuito che da 22 anni raccoglie le manifestazioni ciclistiche più importanti a livello italiano. Un riconoscimento importante per la giovane ma già affermata gara ciclistica toscana che punta alla scoperta del territorio del Chianti sulle due ruote.

La V Granfondo del Gallo Nero diventa quindi tappa di una sorta di  “Giro d’Italia” del movimento amatoriale che annovera tra i suoi monumenti prove come le storiche Nove Colli di Cesenatico, Maratona Des Dolomites di Corvara e Sportful Dolomiti Race di Feltre.

In 2000 accettano la sfida firmata Gallo Nero, confermando il trend di crescita della gara, che più che raddoppia gli iscritti rispetto al 2016 , quando in 850 affrontarono le salite chiantigiane.  “Il Consorzio Chianti Classico - dichiara il Presidente Sergio Zingarelli – lavora per affiancare l’immagine del nostro vino ad un evento sportivo di grande rilievo nel nostro territorio e che si inserisce, nel segno della continuità, alle tante attività di promozione del territorio nel quale il Consorzio è impegnato. E il ciclismo è una disciplina nella quale crediamo e che abbiamo sempre cercato di incoraggiare perché chiunque lo pratichi, con i suoi ritmi e le sue capacità, ha la possibilità di entrare in contatto diretto con la natura, con il paesaggio, con la nostra cultura. È uno stile di vita a misura d’uomo, e il Gallo Nero è il suo testimonial”.

Due i percorsi a disposizione dei ciclisti, a seconda della loro preparazione, con alcune novità anche nei tracciati proposti: i più allenati si cimenteranno nella Granfondo di 133 km (2.675 mt di dislivello complessivo) che attraverserà prima il fiorentino per poi scendere a sud verso il senese; chi volesse optare per un percorso non eccessivamente impegnativo sceglierà il Mediofondo di 86 km (1.579 mt dislivello) che farà l’anello nella provincia di Firenze.  ercorsi ondulati con salite brevi ma intense, capaci di far vivere ai ciclisti la magia e il fascino che le colline del Chianti durante la vendemmia sanno suscitare.  Punto di partenza e di arrivo il comune di Radda in Chianti, città del vino ma ormai a tutti gli effetti anche  del ciclismo.

Il percorso si snoda nel territorio del Gallo Nero attraversando cinque comuni (Radda in Chianti alle ore 9; Greve in chianti dalle 9.30 alle 9.55; San Casciano Val di Pesa dalle 10.00 alle 10.45; Tavarnelle Val di Pesa dalle 10.25 alle 11.15; Castellina in Chianti dalle 10.50 alle 11.50; Gaiole in Chianti dalle 11.55 alle 13.35).

Dopo la fatica sui pedali, ad attendere i ciclisti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo ci sarà il  Gallo Nero Village, dove sarà organizzato il pasta party con le eccellenze della gastronomia in abbinamento ai vini Chianti Classico, servito come sempre in calici di cristallo: un’esclusiva della Granfondo del Gallo Nero.

Dedicata al territorio anche la maglia ufficiale della gara: la nuova grafica d’artista vestirà i primi 1000 partecipanti, che troveranno nel pacco gara il jersey tecnico ideato dal designer chiantigiano Francesco Bruni e realizzato da Sportful nel modello Bodyfit. 

I restanti partecipanti si aggiudicheranno comunque una maglia tecnica della casa sportiva veneta. Come ricordo della giornata all’insegna dello sport e di uno dei più affermati brand dell’enologia italiana, a tutti i partecipati, insieme alla maglia, rimarrà il calice del Gallo Nero, emblema di un vino, di un territorio, di uno stile di vita.

Si ringraziano gli sponsor: Sportful, ChiantiBanca, Wilier Triestina, Finocchiona IGP, Olio DOP Chianti Classico, Prosciutto Toscano DOP, Pecorino Toscano DOP, Pane Toscano DOP, Parmigiano Reggiano DOP, +Watt, Selerbe, Mukki, Ghiott, RudyProject, La Racchetta Onlus, Circolo il Castagno, QN – La Nazione.

Si ringrazia la collaborazione del Comune di Radda in Chianti, La Misericordia di Radda in Chianti e l’Associazione Culturale Pro Loco di San Donato in Poggio. La Granfondo del Gallo Nero sostiene Parent Project Onlus, cui sarà devoluto un euro a iscrizione, e Regalami un Sorriso Onlus.

 

Ufficio Stampa Consorzio Vino Chianti Classico

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Silvia Fiorentini

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