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Vini

MONASTERO SAN MASSEO

Dall’anno 1059 a San Masseo i monaci curano l’umanità anche curando la vite

 

San Masseo è un monastero benedettino alle pendici di Assisi che, in quasi mille anni di vita, ha subito alterne vicende, ma sempre i monaci di vari ordini hanno bonificato e dissodato le terre oltre che costruito sistemi di raccolta delle acque intorno al monastero, coltivato l’ulivo e impiantato la vite.

Da alcuni anni sono i monaci di Bose ad aver ristrutturato questo luogo e ad avergli ridato vita accogliendo chiunque desideri trascorrere un periodo di pace siano essi uomini o donne, non credenti o credenti di ogni religione.

Oggi i monaci coltivano personalmente e a volte con l’aiuto degli ospiti, 2 ettari circa di vigneto di Grechetto varietà di Todi e Merlot.

La vite, dicono i monaci, è “Un simbolo di morte e resurrezione perché ogni anno perde le foglie, va in quiescenza, viene potata, piange, nascono le gemme, riparte e arriva il frutto. Ci aiuta a ripercorrere, anno dopo anno, una dimensione di preghiera e liturgica legata alla vita”.

Le uve vengono raccolte a mano e poi vinificate in una cantina amica e il risultato sono quattro vini e un vermut di altissimo livello.

La vigna di Grechetto di Todi è ultra cinquantenaria, curata interamente a mano, dà origine a poche bottiglie di Grechetto di Assisi DOC Bio vinificato e affinato esclusivamente in vasche di acciaio per preservarne la freschezza ed i caratteristici profumi del vitigno.

Ancora meno sono le bottiglie di “Masseo”, sempre un Grechetto di Todi 100% che viene fermentato in barrique per dargli maggiore struttura e complessità.

Dallo scorso anno una porzione di vigneto è stata dedicata a una vendemmia tardiva che permette di ottenere un vino passito di Grechetto fermentato in barrique affinato poi in acciaio.

Il quarto vino è il “Rubeum”, un Merlot fresco e profumato prodotto da un vigneto di una ventina di anni, le cui uve sono vinificate e affinate in vasche di acciaio.

L’idea del vermut, anch’esso chiamato “Masseo”, è nata per caso come spesso accade.

Qualche anno fa, una parte della produzione del vino Grechetto, a causa di un errore, aveva dei piccoli difetti di ossidazione e quindi era diventata un prodotto di scarto.

Uno dei monaci ebbe l’idea: perché non provare a farne un vermut? Fu contattato uno dei migliori produttori piemontesi e proposto di usare (oltre ai classici assenzio e ginepro) delle botaniche mediterranee in particolare quelle del Monte Subasio alle pendici del quale si trovano Assisi e il monastero. A chiunque abbia un po’ di dimestichezza con la Bibbia non sfuggirà il nesso tra l’evento e le parole del Salmo 117: “La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo”.

Questa è anche la filosofia dei monaci di Bose: come da un prodotto di scarto si può ottenere un nuovo prodotto di grande qualità, così da ogni essere umano che giunge al monastero in cerca di pace per lenire mille ferite, può uscire un essere umano totalmente nuovo, vivo e ricco. E infatti questo Vermut sta ottenendo grandi consensi da chiunque lo assaggi.

Non è un caso neppure che nelle etichette di tutti i vini di San Masseo sia riportata la civetta simbolo della dea della Sapienza, Atena o Minerva, che fin dall’antichità era stato preso come simbolo dai primi monaci con l’intento di affermare che "loro" erano i veri sapienti.

La civetta è anche un uccello che veglia nella notte, normalmente solitario e quindi ricorda altre due caratteristiche che i monaci cercano di vivere: la vigilanza e la solitudine.

Anche se ci sono rare eccezioni quando debbono andare in giro a promuovere la loro produzione i cui proventi sono interamente destinati alla ristrutturazione del monastero e all’accoglienza di ospiti e pellegrini e viandanti!

Il monastero è visitabile in qualunque periodo dell’anno (previa prenotazione) ed è anche possibile fermarsi a dormire nelle camere che si trovano in uno degli edifici. Si avrà così modo di passeggiare tra i filari dei vigneti, vedere come vengono lavorati e assaggiarne il frutto. Questo l’invito dei monaci: “Attraverso il lavoro della terra, che è al contempo lavoro sulla nostra umanità, possiamo rimanere capaci di riconoscere nel volto di chi accogliamo, conosciuto o straniero, innanzitutto un volto di umanità di cui ringraziare, magari bevendo insieme un bicchiere di vino buono”.

 

COMUNITÀ MONASTICA DI BOSE

MONASTERO SAN MASSEO

AGRIBOSE s.a.s.s.

Unità locale di Assisi

c/o Monastero San Masseo

Via Petrosa snc

06081 Assisi (Perugia)

075 8155261

 

MADDALENA  MAZZESCHI

VINI PIWI

 

 

LA PRIMA MANIFESTAZIONE DEL PIEMONTE DEDICATA AL PATRIMONIO VITIVINICOLO DEI VITIGNI RESISTENTI AL CASTELLO REALE DI GOVONE

 

che si terrà sabato 29 giugno 2024 presso il

Castello Reale di Govone

(Piazza Roma 1, Govone - CN)

 

 

 

Dal Piemonte alle cantine di tutta Italia, una mostra a cielo aperto per raccontare la rivoluzione della viticoltura sostenibile in espansione in tutta Europa 

 

 

 

 

Per partecipare al Convegno e alla Degustazione si prega di iscriversi qui:

 

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Veronica Sisinni 

 

 

 

AL G7 ANCHE IL KERNER ARISTOS DI CANTINA VALLE ISARCO

 

Ci sarà anche il Kerner Aristos di Cantina Valle Isarco nei calici del G7, che da oggi al 15 giugno riunirà i capi di Stato di Italia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d'America, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in Puglia, a Borgo Egnazia.

 

Il vino simbolo di Cantina Valle Isarco sarà servito in abbinamento al menu della tre giorni firmato dal 3 Stelle Michelin Massimo Bottura e intitolato “Vieni in Italia con me”, una proposta pensata per far degustare nei momenti di pausa dei grandi della Terra il meglio della cucina italiana. I dettagli sono ancora in via di definizione, ma la filosofia delle scelte a tavola è ben chiara: il top sia nel piatto sia nel bicchiere.

 

Così, il Kerner Aristos di Cantina Valle Isarco andrà in scena il secondo giorno, dedicato alle specialità del Nord Italia, e sarà abbinato a un classico di Bottura ispirato alla Liguria, Come un pesto alla genovese.

 

Assieme alla nota cantina altoatesina, una selezione fatta per l’occasione dalla star degli enologi, Riccardo Cotarella, tra il meglio del vino italiano: Sassicaia, Tignanello, Jermann, Marisa Cuomo, Gianfranco Fino, Ferrari, Bellavista, solo per citarne alcuni.

 

«Siamo particolarmente orgogliosi che il vitigno simbolo della Valle Isarco, il Kerner, e in particolare il nostro Kerner Aristor sia stato selezionato da Cotarella per questo evento di rilevanza mondiale assieme ad altri grandi nomi storici del vino italiano – afferma Armin Gratl, direttore generale della cantina –. Questo non può che significare che il lavoro di ricerca e qualità fatto sino a oggi ha premiato ed è uno stimolo per continuare su questa strada».

CHÂTEAU D’YQUEM, GENESI DI UN MITO

Château d’Yquem, genesi di un mito:

le parole di Cinzia Benzi e le foto di Francesca Brambilla e Serena Serrani ripercorrono l’epopea della tenuta simbolo del Sauternes

 

La critica enogastronomica celebra il mito di Yquem, che ha riscritto i codici della denominazione. A impreziosire il volume, gli scatti dello studio fotografico milanese

Testo alternativo

Quella di Cinzia Benzi, storica firma di Identità Golose ed esperta conoscitrice di etichette d’Oltralpe, è da sempre una penna ispirata, intinta nel colore vivo del vino, che indaga e racconta tanto le grandi Maison quanto i piccoli vigneron italiani e internazionali, tracciando profili puntuali ma mai didascalici delle loro produzioni.

 

Con Château d’Yquem, il volume monografico dedicato a una delle realtà più iconiche del panorama enologico francese (edito da seipersei e da poco in libreria), la critica enogastronomica illustra il cammino evolutivo di una tenuta capace di produrre vini indimenticabili, dove il Tempo impone il rispetto di una tradizione ancestrale e indirizza i gesti da compiere.

 

Scorrendo le pagine del libro, il lettore potrà trovare nozioni più tecniche come la descrizione di vitigni e stili di vinificazione adottati, ma anche incontrare le figure chiave che ruotano attorno alla cantina, dalla tenace e visionaria fondatrice Joséphine Sauvage d’Yquem, la cui vicenda ricorda i migliori romanzi di formazione, all’attuale presidente e direttore generale Pierre Lurton, insieme all’italianissimo directeur d’exploitation Lorenzo Pasquini, che oggi ci conduce verso il futuro di Yquem.

Alla stesura del libro hanno partecipato, con le proprie riflessioni, anche colleghi del settore enogastronomico: Eleonora Cozzella, collaboratrice di Repubblica; Federico De Cesare Viola, direttore editoriale di Food&Wine italia; Maddalena Fossati Dondero, direttrice responsabile de La Cucina Italiana; Andrea Grignaffini, direttore de Le guide de L’Espresso; Paolo Marchi, co-fondatore di Identità Golose; Leila Salimbeni, direttore editoriale di Spirito Divino; ma troveremo anche gli spunti del Master of Wine Gabriele Gorelli e di Massimo Bottura e Giuseppe Palmieri, rispettivamente chef patron e direttore di sala di Osteria Francescana a Modena, presso cui si è tenuta una memorabile (e riservatissima) degustazione di annate storiche di Château d’Yquem, nell’aprile 2023.

 

Ogni contributo è pensato per offrire all’esperto quanto al neofita una panoramica esaustiva sul mondo Yquem e i suoi segreti. Ma quando le parole non sono sufficienti…ecco entrare in scena la potenza della fotografia. Perché Château d’Yquem non è soltanto un compendio sul vino più rappresentativo del Sauternes, ma anche un libro dal forte impatto visivo.

Merito dell’obiettivo e dello sguardo di Francesca Brambilla e Serena Serrani, specialiste dello still life e del reportage fotografico e interpreti di punta della food photography italiana. Seguendo Cinzia Benzi nel suo viaggio, hanno impresso sulla pellicola immagini evocative, che ci trasportano tra i vigneti nel lento alternarsi delle stagioni, nel silenzio delle cantine dove le bottiglie riposano, tra le pietre con cui la tenuta è stata costruita. Dettagli minuti e grandi panorami dialogano in maniera equilibrata con la parola scritta, regalando al lettore un racconto altrettanto intenso e potente, fatto di luce, linee e colori.

 

Ad arricchire l’opera, infine, le illustrazioni di Gianluca Biscalchin, che interpreta le note di degustazione di Yquem, tratteggia alcuni dei possibili abbinamenti al vino e ci regala altri scorci della tenuta.

 

La vita è come la vite che cambia le foglie, produce i frutti, ma il vero valore aggiunto sono le radici ben piantate nella terra” chiosa Cinzia Benzi a conclusione di un libro che cresce pagina dopo pagina e che ci offre un prezioso spaccato sulla genesi di un mito: quello di Château d’Yquem.

Adele Bandera

A VERONA WINE WEB FOCUS SU INTELLIGENZA ARTIFICIALE COME DRIVER DI SOSTENIBILITÀ

A VERONA WINE WEB FOCUS SU INTELLIGENZA ARTIFICIALE COME DRIVER DI SOSTENIBILITÀ

 

L’intelligenza artificiale come leva per lo sviluppo sostenibile nella filiera del vino. È il tema della quarta edizione di Verona Wine Web, l’annuale appuntamento di confronto e networking per il mondo enoico organizzato da La Collina dei Ciliegi e Legalmondo in programma venerdì 27 ottobre (dalle ore 14.30) a Ca’ del Moro Wine Retreat, il resort della cantina della Valpantena (località Erbin – Grezzana, VR). Al centro dell’incontro, innovazioni e best practice che consentono la digitalizzazione dei processi in vigna per un impatto sempre più rispettoso dell’ambiente.

 

Il convegno, che si aprirà con i saluti dei Presidenti di Coldiretti, Ettore Prandini, de La Collina dei Ciliegi, Massimo Gianolli, e del Consorzio tutela vini Valpolicella, Christian Marchesini, proseguirà poi con due tavole rotonde per mettere a fuoco l’utilizzo dell’AI in una chiave ecosostenibile (ore 15) ma anche le ricadute in termini di valorizzazione del territorio (ore 15.40). Interverranno al primo “round” il CEO di Leone Alato, Igor Boccardo, il CEO di SDF Group, Lodovico Bussolati, il CEO di Agrifood Tech Italia, Peter Kruger, e il Vicepresidente di Veronafiere, Matteo Gelmetti. Sabrina Zuccalà (CEO di 4Ward360), Giulia Baccarin (CEO di MIPU), Thomas Ambrosi (CEO di ONO Exponential Farming), e Luca Toninato (CEO di ENOGIS), animeranno il dibattito nella seconda sessione. Seguiranno le conclusioni (ore 16.20), dedicate a “La sfida dell’ecosostenibilità del vino nel mondo”, con i contributi di Massimo Gianolli, del Prorettore vicario dell’Università di Verona, Diego Begalli, del Professore ordinario di Diritto privato comparato dell’Università di Verona, Marco Torsello, e di Roberto Luzi Crivellini, Partner di Macchi di Cellere Gangemi e fondatore di @Legalmondo. La giornata di approfondimento si chiuderà infine tra i vigneti, dove si potranno osservare robot e droni che operano in campo. Tre le dimostrazioni in programma: “Lavorare la terra” con il Bakus di Vitibot SDF Group (tenuta da Luca Cazzola, Sales Manager Italy), “La veduta aerea del vigneto e le sue applicazioni” con il drone di SKY53 SAGL e “Prevenire le malattie nel vigneto” con il rover di SKY53 SAGL (entrambe a cura del COO dell’azienda, Stefano Calvi).

 

La quarta edizione di Verona Wine Web, appuntamento annuale dedicato alle riflessioni e alle innovazioni per lo sviluppo sostenibile della filiera del vino, è realizzata grazie ai main sponsor Generalfinance S.p.A., La Collina dei Ciliegi e Legalmondo e con la collaborazione di AgriFood-Tech Italia, Leone Alato, SDF Group, Enogis, MIPU Predictive Hub Società Benefit, ONO Exponential Farming, 4Ward360 Nanotecnology, VitiBot, SKY53 SAGL, Chiasso, Switzerland. L’evento è patrocinato da Federazione Provinciale Coldiretti Verona, Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Rete Valpantena, Università degli Studi di Verona Dipartimento di Scienze Giuridiche e Veronafiere. 

 

In allegato il programma completo.L’evento si svolgerà in modalità phygital e la partecipazione è gratuita. È necessario iscriversi su: https://veronawineweb.it/

 

Marina Catenacci (327.9131675, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

IL GUSTO DELLA TOSCANA AUTENTICA

TERRE DI PISA FOOD & WINE FESTIVAL: IL GUSTO DELLA TOSCANA AUTENTICA

 

Alla kermesse enogastronomica allestita nella centralissima piazza Vittorio Emanuele II oltre 80 produttori oltre 80 produttori “ci mettono la faccia”. In programma degustazioni e masterclass sulla DOC Terre di Pisa, sabato l’interpretazione di Max Mariola, itinerari guidati tra i prodotti alimentari, laboratori dedicati ai bambini, incontri. Ingressi agevolati in 20 siti: musei, parchi, della città e delle Terre di Pisa

 

Terre di Pisa Food&Wine Festival presenta, da venerdì 20 a domenica 22 ottobre, i giacimenti gastronomici di un vasto territorio che esprime la natura toscana più autentica. Nel cuore di Pisa, sulla centralissima piazza Vittorio Emanuele II (a due passi dalla stazione centrale), i visitatori hanno la possibilità di incontrare personalmente oltre 80 produttori provenienti da tutte le Terre di Pisa - dal Monte Pisano alla Valdera, dalle Colline pisane alla Valdarno, alla Val di Cecina, dai Colli Marittimi al litorale - partecipare alle degustazioni dei tanti prodotti identitari come il tartufo bianco, la pasta, il cioccolato, i salumi, i formaggi, il miele, i dolci, la birra, i liquori e l’olio extravergine d’oliva fresco di frangitura.

Un posto d’onore è riservato alla DOC Terre di Pisa nella sala Borsa della Camera di Commercio TNO dove si alterneranno degustazioni tematiche e master class in collaborazione con AIS e Fisar.

L’Università di Pisa organizza incontri sull'educazione alimentare mentre lo chef Max Mariola, terrà due Cooking dove interpreta i prodotti delle Terre di Pisa, entrambi concentrati nella giornata di sabato, a pranzo e a cena.

Ai bambini sono dedicati specifici laboratori ai piedi del grande murale “Tuttomondo” di Keith Haring.

 

La manifestazione, giunta alla sua undicesima edizione, ha iniziato quest’anno un percorso “green” e adotta i “CAM eventi”, il disciplinare sui Criteri Ambientali Minimi fissati dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica approvato a dicembre 2022 e dedicato alle attività culturali ed espositive. Nella consapevolezza del forte impatto ambientale che generano le manifestazioni in termini di impiego di energia, di produzione di rifiuti, di mobilità e di emissioni climalteranti, la Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest con questo impegno intende contribuire alla transizione verde e all’azione sul clima, adottando soluzioni in linea con i principi dello sviluppo sostenibile: prodotti di filiera cortissima, una location facilmente raggiungibile anche con i mezzi di trasporto pubblici, vendita di bicchieri esclusivamente in vetro per le degustazioni da utilizzare per tutti i giorni di durata dell’evento, utilizzo di piatti in porcellana per le iniziative gastronomiche. Inoltre, i rifiuti prodotti nell’ambito della manifestazione saranno raccolti in modo differenziato. I testimoni coinvolti nei diversi ambiti saranno ospitati in strutture prossime all’evento.

 

In occasione di Terre di Pisa Food & Wine Festival tutta la città e il territorio si “vestono a tema” proponendo un fitto programma di visite guidate alle mostre e ai musei, itinerari tematici e convenzioni specifiche.

 

Apertura stand a ingresso libero in Piazza Vittorio Emanuele II:  

venerdì 20 ottobre dalle 17 alle 21 - sabato 21 ottobre dalle 11 alle 23 e domenica 22 ottobre dalle 11 alle 20

Vendita e degustazione di tipicità locali e delizie a “Km zero”.

Prenotazione laboratori, masterclass, show cooking e tour guidati direttamente sul sito

www.pisafoodwinefestival.it.

 

La manifestazione è patrocinata da Regione Toscana, Comune di Pisa, Università di Pisa, Ais Toscana – Pisa, Fisar Pisa, e organizzata in collaborazione con Confcommercio Pisa, Confesercenti, CNA Pisa, Confagricoltura Pisa, Coldiretti Pisa, CIA - Confederazione Italiana Agricoltori - Pisa, Vetrina Toscana, Slow Food Pisa e Monte pisano, Strada del Vino Colline Pisane, OnaS - Organizzazione Naz.le Assaggiatori Salumi, OnaF - Organizzazione Naz.le Assaggiatori Formaggi, Istituto Alberghiero IPSAR Matteotti Pisa, ASCOE Associazione Assaggiatori e Cultori Olio Extra Vergine d’Oliva, L’ortoFruttifero - San Giuliano Terme, La Bottega del Parco - Pisa, Ars Cafè - Pisa, Bar La Borsa - Pisa, San Domenico Italian Bistrot - Pisa, OpenPi - City Business Lounge - Pisa, Ristorante La Buca di San Ranieri - Pisa, Ristorante Poldino - San Rossore - Pisa, Anita Osteria - Pisa, Ristorante La Pergoletta – Pisa.
Sponsor tecnici della manifestazione: Acqua Uliveto, Naturanda.

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