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Vini

Grillo Costadune Sicilia DOC 2017

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GRILLO COSTADUNE SICILIA DOC 2017 : elegante e minerale

 

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Grillo Costadune Sicilia DOC 2017 

 

 

Bianco autoctono che nasce dai vigneti affacciati sulle spiagge assolate della Sicilia sud occidentale. È un vino dal carattere mediterraneo i cui tratti intensamente minerali traggono origine dai terreni, calcarei a medio impasto, posti tra gli 80 e i 200 metri sul livello del mare.

La maturazione è avvenuta per tre mesi in acciaio e successivamente tre mesi di affinamento in bottiglia. Il risultato è un vino freschissimo e minerale, con spiccati sentori di agrumi, nespola e basilico. In bocca è intenso, sapido e fruttato.

L’abbinamento migliore con verdure grigliate, formaggi freschi, carni bianche.

 

L’annata 2017

 

Nel 2017 l’andamento climatico è stato regolare, con temperature miti che sono rientrate nelle medie stagionali. Un inverno non troppo rigido con piovosità scarse ed una primavera asciutta hanno permesso un precoce germogliamento delle piante. I mesi estivi hanno avuto un andamento climatico nella media, con un’unica eccezione: all’inizio del mese di agosto, per quattro giorni, si sono manifestati picchi di calore di 44°C. Nonostante ciò, poichè le piante fino a quel momento avevano raggiunto un giusto equilibrio vegeto-produttivo l’uva, protetta dall’ombra delle foglie, ha resistito molto bene all’estrema calura, raggiungendo una buona maturazione sia aromatica che fenolica.

 

 

Scheda tecnica Grillo Costadune

Il vitigno grillo

 

Il grillo, vitigno a bacca bianca molto diffuso in Sicilia (in particolare nella zona occidentale dell’isola), ha grappoli di media grandezza con acini sferoidali dalla buccia piuttosto spessa.  Ama le esposizioni assolate e i terreni sabbiosi, che gli conferiscono un elevato grado zuccherino.  La vendemmia avviene di norma nella seconda metà del mese di settembre. I vini che ne derivano hanno una buona gradazione alcolica, un’ampia gamma olfattiva, una buona aromaticità. Al palato sono sapidi e strutturati.

mandrarossa.it 

 

 Annalisa Chiavazza

WELL COM srl

Via Rio Misureto, 8 - 12051 Alba (Cn) – Italy

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tel. +39 0173 362958 - mob. +39 331 7194388

”L'ASTI D'ESTATE"

 

 

Il progetto che unisce le bollicine piemontesi, la cucina italiana di qualità e un programma di solidarietà sul territorio di Amatrice.

 

Asti, 6 giugno 2018. È stata presentata, presso la sede del Consorzio dell’Asti, l’iniziativa “l’Asti d’estate”, che intende valorizzare il Moscato d'Asti e l'Asti DOCG nella ristorazione italiana di qualità.

Dal 15 giugno al 30 settembre 2018, i vini del Consorzio saranno protagonisti nei ristoranti italiani segnalati da Slow Food Planet: qui verranno proposti in abbinamento ad una tipicità simbolo del locale.

Per ogni piatto, verrà devolutoun euro al progetto Laudato si' finalizzato alla costituzione ad Amatrice del centro studi internazionale denominato Casa Futuro - Centro Studi Laudato si’, dedicato alle tematiche ambientali e alle loro ricadute sociali. 

Il contributo andrà a sommarsi alle risorse raccolte dalleComunità Laudato si',chenascono dall’iniziativa del vescovo di Rieti monsignor Domenico Pompilie di Carlin Petrini.

E proprio alla presenza delfondatore di Slow Food, di Eugenio Signoronicuratore dell’app Slow Food Planet e della guida Osterie d’Italia, dei vertici del Consorzio e di numerosi giornalisti è stata presentata lacollaborazione del Consorzio dell’Asti con Slow Food Planet, che ambisce a unire la bontà delle bollicine piemontesi, agli intenti solidali del progetto

 “Osti del Moscato d'Asti e Asti DOCG”è il nome che si è scelto di dare ai gestori che hanno deciso di unirsi nel nome di questi vini e di dedicare una particolare attenzione alla valorizzazione di queste eccellenze.

Un centinaio i locali coinvolti nella campagna “l'Asti d’Estate” segnalati nell’app “Slow Food Planet”all’interno della quale un link al sito del Consorzio dell'Asti DOCG, illustrerà i dettagli del progetto. Le osterie e i ristoranti italiani sono i locali più frequentati dal pubblico dei gourmet. Sono luoghi dove oltre alla cura nella cucina, si viene accolti e trasportati in un viaggio alla scoperta dei sapori più autentici del territorio, sotto la guida attenta dell’Oste.

Il Moscato d'Asti e l'Asti DOCG sono sempre stati protagonisti nella storia della ristorazione italiana. Unici nel loro genere sono immediatamente riconoscibili per la componente aromatica in armonia con la dolcezza e la freschezza del gusto. 

Vini della tradizione che, nel tempo, hanno raggiunto livelli qualitativi straordinari anche grazie alla diffusione della moderna tecnologia che ha consentito di mantenere gli immensi profumi dell’uva appena raccolta. Inoltre ogni volta che verrà scelto un piatto oggetto di abbinamento, il locale consegnerà in omaggio al cliente la ricetta del piatto abbinato al Moscato d'Asti e Asti DOCG, le esclusive stampe numerate realizzate dall'artista Giancarlo Ferrariscon l'illustrazione della “Moscato d'Asti Story” la storia antica e unica dell'uva moscato.

“Il moscato è una ricchezza che abbiamo solo noi ed è l’unico spumante dolce al mondo, – ha sostenuto Carlin Petrinifondatore d Slow Food - credo che i produttori del Moscato hanno fatto la differenza  dando anche una grande mano all’Asti a ritornare in auge grazie al ritrovato equilibrio tra qualità e quantità prodotta”. 

“Abbiamo avviato un processo di collaborazione con Slow Food – ha dichiarato Romano Dogliotti Presidente Consorzio di tutela dell’Asti -  per i grandi obbiettivi comuni, come la valorizzazione, la difesa del territorio, il futuro dei nostri viticultori. E’ una iniziativa dove verrà offerto l’Asti secco in tutto il periodo estivo e l’abbinamento con il dessert per l’Asti docg e il Moscato d’Asti”.

 


+39 327 7439083
Bouquet Agency

Ufficio Stampa Consorzio dell'Asti DOCG
Raffaele Minervini 

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TRASIMENO ROSÉ FESTIVAL: IL CUORE ROSA DELL’UMBRIA

 

 

 

 

Sabato 23 giugno, durante la Notte Romantica dei Borghi più belli d’Italia, oltre trenta ristoranti offriranno calici di rosé e menù a tema con i rosati del Consorzio Trasimeno

 

Sabato 23 giugno 2018 sarà la notte rosa del Lago Trasimeno. Il Consorzio Tutela Vini Trasimeno presenta la prima edizione di Trasimeno Rosé Festival, una serata interamente dedicata ai vini rosati del territorio umbro, in occasione della Notte Romantica dei Borghi più belli d’Italia. L’appuntamento è in oltre trenta ristoranti dell’area che circonda il Lago Trasimeno, a pochi chilometri da Perugia.

 

In occasione dell’evento le cantine del Consorzio consegneranno agli esercizi coinvolti alcune etichette dei loro vini rosati e i ristoratori, dall’aperitivo alla fine della serata di sabato, offriranno ai clienti un calice di rosé del Trasimeno e realizzeranno degli appositi menù a tema con i prodotti del territorio che meglio si abbinano a questi vini.
La data zero del Trasimeno Rosé Festival è una scommessa per il Consorzio Trasimeno e le aziende che ne fanno parte. In tutta l’area si coltivano varietà come il Sangiovese e il Gamay del Trasimeno, particolarmente vocate alla produzione di vini rosati, tanto che nel disciplinare della DOC Trasimeno verrà presto inserita la possibilità di vinificare in rosato con uve provenienti da questa varietà.

 

La scelta della data non è un caso, dato che il 23 giugno si festeggia la Notte Romantica dei Borghi più belli d’Italia, a cui appartengono tutti i paesi coinvolti nel Trasimeno Rosé Festival e il giorno precedente, invece, è stato nominato dai provenzali l’International Rosè Day, che vede la celebrazione del vino rosato in tutto il mondo.

 

“Il Trasimeno Rosè Festival – spiega Emanuele Bizzi, presidente del Consorzio Tutela Vini Trasimeno – è una giornata che le cantine consortili vogliono dedicare ad un vino sempre più apprezzato, anche sul Trasimeno. L’evento vuole essere un modo per avvicinare il pubblico ai meravigliosi rosé che la nostra terra sa regalare: un vino informale, perfetto per gli aperitivi con gli amici e che si abbina perfettamente ai piatti con il pesce di lago tipici di questa zona. Un vino rosa come i tramonti che colorano il Trasimeno nelle serate estive.”

 

 

Michele Bertuzzo 
347 9698760

 

 

 

 

 

 

 

 

 

REBARBA, LA BARBERA D’ASTI AFFINATA IN MUSICA DAL MAESTRO PEPPE VESSICCHIO

 

 

L’ESTROSO PROGETTO DELLE CANTINE POST DAL VIN SARÀ PRESENTATO DOMENICA 10 GIUGNO ALLE 12 A ROCCHETTA TANARO (ASTI) 

Una Barbera d’Asti affinata in musica da un grande maestro d’orchestra e compositore. Accade a Rocchetta Tanaro: poco più di 1500 abitanti tra vigne e boschi del parco naturale nel cuore del Monferrato astigiano. Terra di «quieta follia», amava definirla Bruno Lauzi, che incontra ora il genio allegro di un napoletano: Peppe Vessicchio, da tutti conosciuto come il maestro del Festival di Sanremo. Nasce così “Rebarba” la nuova Barbera d’Asti vendemmia 2016 armonizzata in musica e firmata dalle Cantine Post dal Vin di Rocchetta Tanaro (79 soci conferitori, 100 circa ettari di vigneti, 85 mila bottiglie). 

Un’idea cresciuta nell’amicizia che il cuoco Beppe Sardi condivide con Vessicchio e Giulio Porzio, presidente della cantina: «Il maestro Vessicchio – racconta Porzio - ha prima fatto una prova su una nostra bottiglia di Barbera e abbiamo visto che il vino armonizzato con la sua musica era più buono e piacevole. Così abbiamo sposato questo stravagante, innovativo e divertente progetto. Da un anno il maestro viene regolarmente in cantina a suonare per le botti colme di “rossa” vendemmiata nel 2016». Il risultato di questo lavoro sarà presentato domenica 10 giugno dalle 12 con il debutto della nuova etichetta “Rebarba”: «Il nome – spiega il presidente di Post dal Vin – è stato scelto da Vessicchio: è un anagramma di Barbera ed è il re della barba e della Barbera». Anche il disegno sull’etichetta ricorda il volto del maestro napoletano. Sono già pronte 4 mila bottiglie. Il vino per imbottigliarne altre 4000 è in fase di trattamento.

Il trattamento viene spiegato direttamente da Vessicchio: «Dopo tre anni di risultati affermativi forniti da palati eccellenti in seguito a test dimostrativi, la tecnica di “armonizzazione” del vino promossa e attuata da me in collaborazione con Michele Carone e Andrea Rizzoli arriva nelle terre della Barbera d’Asti. Le nuove aggregazioni supramolecolari indotte da questo affinamento chiamato Freman, FREquenze e Musica Armonico-Naturale, sono riscontrate come migliorative del prodotto sotto vari aspetti, anche quello della digeribilità. Questa nuova condizione è anche testimoniata da strumentazioni usate in ambito fisico». 


Il compositore non è nuovo a questo genere di stravaganze: già in passato aveva utilizzato Mozart tra i filari per tenere lontani oidio e peronospora dalle viti di nebbiolo nel Roero. Ora si spinge oltre con dei complici d’eccellenza nel Monferrato, confermando un’altra convinzione di Lauzi: “I piemontesi sono brasiliani con la nebbia dentro”. 

Questo il programma di domenica 10 giugno. S’inizia a mezzogiorno alla Fattoria Roceta: Peppe Vessicchio, Beppe Sardi e Giulio Porzio racconteranno com’è nato il progetto Rebarba. Alle 13 si va alla Cantina Post dal Vin accompagnati dalla Banda musicale di Rocchetta Tanaro: degustazione di Rebarba Barbera d'Asti 2016 Cantina Post dal Vin accompagnata da risotto alla Barbera, carne cruda e tagliere di formaggi. Piatti: 6 euro cadauno. Tasca con bicchiere e degustazione: 4 euro. Alle 19 trasferimento ad Alessandria città per una doppia presentazione-degustazione di Rebarba accompagnata da risotto alla Barbera e servizio tapas al Barlicin in via Modena 68.

La giornata di festa ha il patrocinio del Comune di Rocchetta Tanaro

Info: 0141 644143 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.postdalvin.it

iShock

Fiammetta Mussio

 

CANTINA CLAVESANA

 

Di Virgilio Pronzati

 

Cantina Clavesana Sca -  Frazione  Madonna  della  Neve  19  -  12060  Clavesana (CN) -  Tel 0173/790451  - siamo dolcetto@inclavesana,it - www.inclavesana.it 

 

320 Dogliani Superiore DOCG 2013

 

 

 

Categoria: Rosso secco.  Vitigno: Dolcetto. Bottiglia: 75 cl. Alcol: 14%. Bottiglie prodotte: 8.000. Prezzo in enoteca: € 15,30. Conservazione: nella cantina in posizione coricata, su ripiani adibiti a vini rossi di medio affinamento, a una temperatura compresa tra i 12 e i 14°C.  Tempo di consumo:  ancora 1-2 anni.  Evoluzione: pronto.  Servizio: mescere a 16-17°c in ampi calici con stelo medio. Abbinamento: Agnolotti con sugo d’arrosto, coniglio in casseruola al Dogliani, toma di 3.4 mesi

 

Caratteristiche organolettiche

 

Limpidezza: limpido.  Colore: rubino carico con lievi nuances violacee. Profumo: intenso, persistente e fine, con netti sentori di piccoli frutti rossi di bosco (ciliegia durona, mora e lampone), umori boschivi e tenue di pepe nero. Sapore: secco, fresco e sapido, caldo, gradevolmente tannico, pieno ma snello e di buona persistenza. Retrogusto: vena sapida e tannica, con note fruttate, speziate e vegetale-balsamiche.

 

Considerazioni: Molto buono. Ottenuto da scelte uve Dolcetto di un vigneto dell’età  di circa 40 anni, pigiadiraspate e fatte fermentare per circa 10 giorni in botte d’acciaio inox a temperatura  controllata con frequenti rimontaggi.  Maturazione: otto mesi in botte di cemento.  Segue un affinamento in bottiglia di altri quattro mesi. Il numero 320 corrisponde al socio Celso Cerri con vigne a Santa Lucia di Dogliani.

 

Punteggio: 52/60

 

ASPETTO -  Limpidezza 5.  Colore:  5.  

PROFUMO  intensità  4.  Persistenza  5.   Finezza  4.  Armonia  4.    

SAPORE  Persistenza 4.   Pienezza   4.   Sapidità  5. Acidità/morbidezza 4.  Armonia 4.  

GRADIMENTO:  Ottimo 4. 

 

 IL CLOU Dogliani Superiore DOCG 2013 

 

 

 

 

Categoria: Rosso secco. Vitigno: Dolcetto. Bottiglia: 75 cl. Alcol: 14%.  Bottiglie prodotte: 150.000. Prezzo in enoteca: € 13,60. Conservazione: nella cantina in posizione coricata, su ripiani adibiti a vini rossi di medio affinamento, a una temperatura compresa tra i 12 e i 14°C.  Tempo di consumo:  ancora 1-2 anni.  Evoluzione: pronto. Servizio: mescere a 16-17°c in ampi calici con stelo medio. Abbinamento: Taglierini con ragù di carne, tacchino al forno con patate, bra di alcuni mesi

 

Caratteristiche organolettiche

 

Limpidezza: limpido.  Colore: rubino carico con lievi riflessi porpora. Profumo: intenso, persistente e fine, con netti sentori varietali, piccoli frutti rossi boschivi (ciliegia durona, marasca e lampone), umori boschivi e tenue di pepe nero. Sapore: secco, appena fresco ma sapido, caldo, giustamente tannico, di buona struttura e persistenza. Retrogusto: vena tannica, con note fruttate, speziate e vegetale-balsamiche.

 

Considerazioni: Molto buono. Ottenuto da scelte uve Dolcetto di vitigni dell’età di circa 50 anni, pigiadiraspate e fatte fermentare per circa 9 giorni in botte d’acciaio inox a temperatura di 28°c  con frequenti rimontaggi. Poco prima dell’inverno, il vino è travasato in botti di cemento dove affina senza sensibili sbalzi termici.  Segue un affinamento in bottiglia di alcuni mesi. 

 

Punteggio: 52/60

 

ASPETTO -  Limpidezza 5.  Colore:  4.  

PROFUMO  intensità  4.  Persistenza  5.   Finezza  4.  Armonia  4.    SAPORE  Persistenza 5.  

Pienezza   4.   Sapidità  5. Acidità/morbidezza 4.  Armonia 4.  GRADIMENTO:  Ottimo 4. 

 

Clavesana  Dogliani DOCG 2016

 

 

Categoria: Rosso secco. Vitigno: Dolcetto. Bottiglia: 75 cl. Alcol: 13,5%. Bottiglie prodotte: 2.500.000.  Prezzo in enoteca: € 10,20. Conservazione: nella cantina in posizione coricata, su ripiani adibiti a vini rossi di medio affinamento, a una temperatura compresa tra i 12 e i 14°C.  Tempo di consumo:  ancora 2-4 anni.  Evoluzione: quasi pronto. Servizio: mescere a 16-17°c in ampi calici con stelo medio.  Abbinamento:  Pappardelle con fegatini, polenta con salsiccia, pollo allo spiedo, robiola di due mesi.  

 

Caratteristiche organolettiche

 

Limpidezza: limpido.  Colore: rubino carico tendente al violaceo. Profumo: abbastanza intenso, persistente e fine, con sentori fruttati vegetali e speziati di ciliegia durona e marasca, erbe di bosco un po’appassite, tenue di cannella e chiodi di garofano. Sapore: secco, molto fresco, sapido, caldo, ancora un po’ astringente, pieno e di buona persistenza. Retrogusto: vena tannica, con note fruttate, speziate e vegetali.

Considerazioni: Buono. Ottenuto da scelte uve Dolcetto da vigneti dell’età media di 45 anni, pigiadiraspate e fatte fermentare per circa 8 giorni in botte d’acciaio inox a temperatura controllata con frequenti rimontaggi, seguita dalla fermentazione malolattica. Maturazione: sei mesi in botte di acciaio inox.  Segue un affinamento in bottiglia di alcuni mesi.  

Punteggio: 50/60

 

ASPETTO -  Limpidezza 5.  Colore:  5.  

PROFUMO  intensità  4.  Persistenza  5.  Finezza  4.  Armonia  4.    

SAPORE  Persistenza 4.  Pienezza   4.   Sapidità  4. Acidità/morbidezza 5.  Armonia 3. 

GRADIMENTO:  buono 3. 

 

 

 

A VILLA ROVERE I VINI RACCONTANO CONTEMPORANEITÀ' E RISPETTO

 

 

Ai tre classici internazionali si accosta da quest’anno  un sangiovese in purezza che arricchisce un  progetto enologico nato nel 2004  nella tenuta di famiglia dell’imprenditore  Alessandro Annibali,  noto per aver creato la  filiera delle ‘Noci di Romagna’

 

Un progetto contemporaneo che nasce dal rispetto e dall’ascolto della terra e delle uve. A quindici anni dalla nascita del vigneto sulle terre di Villa Rovere, è già tempo di maturità. Tre vini prodotti fin dagli esordi, Tito, Pirro e Nanì. Rispettivamente un Merlot in purezza, un uvaggio di Cabernet Sauvignon,  un Sauvignon Blanc.  E una new entry, Iliano, un sangiovese 100% che integra e ‘contamina’ la scelta ‘internazionale’ fatta a suo tempo. Una scelta maturata con il desiderio di distinguersi dal panorama enologico territoriale, che ha saputo però creare vini contemporanei con un grado alcolico non sostenuto, una beva sciolta, facile, che intriga al sorso successivo.

A guidare la Tenuta l’imprenditore Alessandro Annibali, conosciuto per il progetto affermatosi a livello nazionale ‘Noci di Romagna’, che ha voluto cimentarsi nell’universo enologico, sua grande passione. Il progetto Villa Rovere vede la luce nel 2004 attraverso il recupero di una tenuta di famiglia adagiata fra Forlì e Terra del Sole su cui sono impiantati 6 ettari di vigna per una produzione di 20.00 bottiglie esclusivamente distribuite nei canali super Ho.re.ca.

 

A sovrintendere all’impresa il responsabile commerciale della Tenuta, Andrea Arlotti e l’enologo Tommaso Bindi, che ha raccolto l’eredità di lavoro della collega Marisa Fontana oggi impegnata a curare la parte agronomica dell’azienda. Mentre l’enologo Francesco Bordini,  attraverso un accordo di collaborazione con la Tenuta Pandolfa, ha firmato Iliano, l’ultimo nato, mutuando le uve sangiovese dal territorio di Predappio.

Il progetto complessivo di Tenuta Villa Rovere racconta qualità, unicità e rispetto. A partire dai suoli, quelli dove crescono le vigne, che  rappresentano una eccezione per la zona.  Sono infatti di tessitura sabbio-limosa e abbracciano un laghetto, mentre tutta la vigna è delimitata da due corsi d’acqua: il Montone ed il Canale dei mulini. Suoli poveri, per certi versi difficili, dove la vite deve crescere con la schiena dritta, senza fronzoli e l’acqua ha un ruolo predominante.  Per continuare, come sottolinea l’enologo Tommaso Bindi, con l’attenzione e il rispetto delle uve, che significa selezione e raccolta dei soli grappoli integri per ridurre al minimo le ossidazioni; con la scelta dei tempi di raccolta, intervenendo cioè quando il grado alcolico dell’uva non è ancora esasperato, portando così in dote ai vini  acidità e freschezza che sono  sinonimo di contemporaneità.

 

Specchio di queste scelte sono le caratteristiche dei vini della tenuta: il Nanì sauvignon blanc in purezza che all’olfatto ha un varietale per nulla invadente, dai profumi quasi sussurrati e che si esprime deciso, diretto, teso.

E poi  Pirro e Tito le due facce della stessa medaglia,  merlot in purezza il primo, uvaggio a base di cabernet sauvignon il secondo, ambedue affinati in parte in botti di rovere.

Tutti e tre i vini sono  tenuti assieme da un filo conduttore preciso: l’essenzialità e la contemporaneità. Sono vini che sanno osare e sperimentare, che si prestano a una beva sciolta, abbassando anche le temperature di servizio per essere proposti in ogni stagione anche su piatti variegati e non convenzionali. 

 

Anna Frabotta

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