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Vini

IL PINOT BIANCO 2005 E' IL VINO RARITA' DI QUEST'ANNO

 

Vini bianchi longevi e con grande potenziale di invecchiamento: queste sono le caratteristiche che negli ultimi anni hanno permesso a Cantina Terlano di essere così apprezzata nel panorama vinicolo internazionale. Una prova tangibile della competenza enologica della cantina sono i cosiddetti vini rarità, etichette speciali disponibili in edizione limitata. Quest’anno la scelta è ricaduta sul Pinot Bianco 2005 che ha fatto il suo debutto in occasione delle principali fiere europee del settore. 

Una peculiarità di Cantina Terlano è la capacità di creare vini che, anche dopo molti anni, spiccano per freschezza e grande complessità. Ciò è dovuto soprattutto all’ineguagliabile terroir di Terlano e agli speciali metodi di produzione e affinamento adottati dalla cantina. Il vino rarità è per tradizione ambasciatore della straordinaria longevità dei vini di Terlano. Nel “forziere” di Cantina Terlano sono conservate 18 botti di acciaio contenenti diverse varietà di vini bianchi, alcuni dei quali risalenti addirittura al 1979. 

 

“Quest’anno abbiamo optato per il Pinot Bianco, una varietà di punta per Terlano, e in particolar modo per l’annata 2005, estremamente interessante. Dopo la vendemmia, il vino rarità ha trascorso un anno in botte di legno ed ha proseguito poi la maturazione sui lieviti fini per 10 anni in una cisterna d’acciaio collocata nella nostra cantina delle rarità. Infine, il vino ha sostato per un ulteriore anno in bottiglia prima di fare il suo debutto”, spiega l’enologo Rudi Kofler. 

 

“Il vino rarità proviene da uve monovitigno e si presenta al naso in modo particolarmente ricco e fresco. Al palato è morbido e cremoso con una struttura acida giovane e vigorosa che lascia poi spazio ad un gusto raffinato e delicato, integrando perfettamente le note minerali. Il finale è morbido ed elegante ma allo stesso tempo estremamente carico e profondo”. 

 

Il Pinot Bianco 2005 di Cantina Terlano ha fatto il suo debutto in occasione delle più importanti fiere di settore in Europa, tra cui  Prowein di Düsseldorf e Vinitaly di Verona. Il vino rarità è disponibile in un’edizione limitata di sole 3.300 bottiglie presso i rivenditori specializzati.  

 

 

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RUFFINO OLTRE I 100 MILIONI DI EURO

Ruffino supera i 100 milioni di euro e raddoppia in soli 5 anni il suo fatturato

Nell’anno del suo centoquarantesimo anniversario, l’azienda vinicola Ruffino, fondata a Pontassieve nel 1877, ha festeggiato risultati particolarmente significativi.

Infatti, Ruffino ha superato per la prima volta i 100 milioni di euro di fatturato, con una solida crescita complessiva dell’8% sull’anno precedente, al cui interno si registra un +11% per il mercato domestico (dove la crescita è stata superiore rispetto ad altri paesi).
Anche l’EBIT, l’indicatore che misura gli utili e la redditività aziendale, conferma la performance positiva, attestandosi intorno al 21% del fatturato. Si tratta di risultati ancor più confortanti se comparati all’anno fiscale 2017, già caratterizzato da performance aziendali di alto livello.

La principale voce di crescita è rappresentata ancora una volta dall’export, che incide per il 93% sul totale del fatturato: tutte le aree geografiche in cui Ruffino viene distribuita presentano infatti segni positivi. Il principale mercato di Ruffino, gli Stati Uniti, prosegue la sua crescita (+2%): qui è rilevante sottolineare come soltanto in questo paese si superino abbondantemente il milione di casse da 12 bottiglie vendute. In continua ascesa anche il Canada (+15%), dove Ruffino è diventata il primo marchio italiano di vino in assoluto.

La crescita è stata determinata da due azioni paralleleDa un lato, in accordo con le strategie della casa madre Constellation Brands, Ruffino si è proposta con nuovi vini quali il Rosatello Cuvée Perlage, un rosato metodo Martinotti pensato per intercettare nuove tendenze di consumo nel mercato estero, in particolar modo negli Stati Uniti. Dall’altro, ha consolidato la sua leadership come azienda di vini radicata in Toscana, ponendo al cuore del suo sviluppo Riserva Ducale e Riserva Ducale Oro Gran Selezione, due Chianti Classico che hanno scritto pagine fondamentali della storia dell’enologia italiana. Inoltre, per festeggiare i 140 anni, Ruffino ha recentemente lanciato Chianti Riserva, un vino che si rifà alla storica eredità del Chianti Stravecchio di Ruffino.

Infine, è stato siglato un accordo per la gestione agronomica, enologica e commerciale per l’Italia e l’Europa della cantina maremmana La Corsa, grazie al quale Ruffino si presenta adesso sul mercato con due classici rossi toscani che mancavano storicamente nel suo portafoglio: il Bolgheri Classico e il Morellino di Scansano.

La crescita del fatturato e l’aumentato giro di affari ha determinato un incremento di organico: sono entrate recentemente in azienda nuove risorse qualificate in quasi tutti i dipartimenti. Un segno tangibile della volontà di Ruffino e Constellation di consolidare la crescita reinvestendo nel patrimonio più importante a disposizione dell’azienda, le persone.

Ruffino, fondata nel 1877 a Pontassieve, vicino Firenze, è sinonimo di storia del vino in Toscana. Grandi classici toscani, vini come Chianti Classico Riserva Ducale e Riserva Ducale Oro, Chianti Ruffino e Brunello di Montalcino Greppone Mazzi, sono da sempre il cuore della produzione Ruffino. In parallelo, la voglia di confrontarsi sempre con nuove sfide ha portato Ruffino alla creazione di imponenti Supertuscan, fra cui il pluripremiato Modus, e altri vini prodotti con varietà alloctone. A fine 2011, Ruffino è stata acquisita da Constellation Brands, la più importante azienda vinicola americana, e una elettrizzante nuova pagina dell’affascinante storia di Ruffino è pronta per essere scritta. Ruffino oggi è una realtà profondamente radicata nel suo storico territorio, la Toscana, e al contempo aperta alle complesse sfide del mercato globale: presenti in quasi 90 paesi, i vini Ruffino costituiscono un segno forte di italianità e buon gusto.

Francesco Sorelli 

PASQUA VINI: ROSSO E ROSA PROTAGONISTI A VINITALY

 

Rosso e rosa!!! Ecco i colori del Vinilaty firmato da Pasqua Vini – Pad 5 C2 – che quest’anno, nel corso della rassegna dedicata al meglio del vino italiano,  punta a distinguersi con la qualità dei sui vini e l’originalità delle sue proposte.

Rosa perché sarà il Pasqua Pink Aperitif, domenica 15 aprile alle 12.30, ad aprire ufficialmente il calendario delle attività allo stand della maison con una proposta davvero originale: una intervista semi-seria tra Riccardo Pasqua, ad dell’azienda, e Chicco Cerea, chef del ristorante Da Vittorio, Tre Stelle Michelin. Sarà una insolita e divertente chiacchierata, durante la quale, tra un calice di rosé 11 Minuti e assaggi di finger food stellati, i presenti saranno coinvolti in un piacevole viaggio tra gusto e curiosità.

 

E dal rosa si passa al rosso della passione e della potenza, con l’Amarone Famiglia Pasqua, con una degustazione - evento che Gambero Rosso dedica ai vini selezionati per i Tre Bicchieri “Tre Bicchieri, Vinitaly 2018 Special Edition” sempre domenica 15 aprile, dalle 11.30 alle 16.30, Sala Argento 1, Piano 1, Pala Expo, Ingresso A2 (per accedere è necessario l’accredito). Sarà un appuntamento su invito durante il quale i presenti potranno degustare il grande rosso veronese, icona dell’enologia italiana nel mondo.

 

Grande attesa infine per l’esclusivissima cena di gala in calendario lunedì 16 aprile presso la Cantina di Belvedere, durante la quale gli ospiti, italiani e stranieri, verranno stupiti con un menù firmato dallo chef Chicco CereaLa serata sarà ispirata al tema del labirinto e non mancheranno soprese davvero originali, nate dalla fusione tra arte, vino, bellezza, forza e passione. 

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Lucia Vesentini

 


FARNESE GROUP, TANTE NOVITÀ AL VINITALY

 

 

 

Ecco tutto ciò che potrete scoprire allo stand Farnese durante la kermesse di Verona

 

 

Farnese Group torna al Vinitaly reduce da un'annata davvero eccezionale, che ha confermato l'eccellenza delle proprie bottiglie, tanto da fare man bassa di premi nelle maggiori competizioni internazionali dedicate al mondo enologico. 

 

Lo stand di Farnese Group alla kermesse veronese - due piani eleganti che ospiteranno rispettivamente gli operatori italiani e, sopra, quelli stranieri - celebrerà traguardi fino a non molto tempo fa persino impensabili e punterà i riflettori sulle nuove produzioni: perché una caratteristica del gruppo è quella di non fermarsi mai.

 

I VINI

Sarà innanzi tutto presentata una chicca per appassionati, Vigne Vecchie Leggenda Limited Release Primitivo di Manduria Doc 2016.Si tratta di un'edizione limitata di grandissimo pregio, che ripropone la stessa formula di successo sperimentata lo scorso anno con Edizione Collection 17; una bottiglia serigrafata con polvere d'oro 19 carati, per un packaging originale, di valore, che onora al meglio un vino di punta di Farnese Group.

 

Ovviamente questa è solo una delle novità targata Farnese per Vinitaly 2018. Verrà anche presentato il Taurasi Ensische, oltre alla solita altissima qualità del vino, mostrerà il suo packaging accattivante, con l'etichetta caratterizzata da una spada in ottone antico. È la Spada di Vesevo, ossia del Vesuvio ("Qui su l'arida schiena / del formidabile monte / sterminator Vesevo, / la qual null'altro allegra arbor né fiore, / tuoi cespi solitari intorno spargi, / odorata ginestra, / contenta dei deserti", cantava Giacomo Leopardi ne La Ginestra). Ensisè proprio il termine latino per "spada". 

 

E ancora: Collection Rosso,un vino particolare, rosso ma da bere freddo. Allo stand saranno presenti anche delle cartoline che inviteranno i consumatori a provare questa novità stimolante, che infrange le solite barriere dell'abbinamento; Collection vuole uscire dalle denominazioni, sarà il vino rosso da accompagnare anche a pietanze che normalmente prediligono i bianchi. Servito alla giusta temperatura (7-8°), saprà essere ancora più piacevole, vivace e soprattutto versatile.

E non potremmo chiudere questa breve rassegna senza citare anche il Piano del Cerro Aglianico del Vulture Doc: verrà infatti presentata in assoluta anteprima anche la versione magnum dell'Aglianico del Vulture top di gamma per Farnese.

 

FARNESE SI ALLARGA E RADDOPPIA IN PUGLIA

Tante nuove bottiglie, dunque. Ma parallelamente Farnese Group non manca di aumentare la propria presenza del territorio. Vinitaly 2018 è quindi l'occasione ideale per dare il benvenuto nel gruppo a un nuovo partner, la tarantina Cantina di Sava,che va ad accrescere la presenza Farnese in Puglia, dove già opera con Vigneti del Salento«Farnese ha sempre creduto nella necessità di estendere i propri successi anche nei territori in cui già è presente, legandosi fortemente alla produzione di qualità - spiega l'ad del gruppo, Valentino Sciotti- In Puglia sentivamo il bisogno di scegliere una nuova realtà di produzione di filiera di alto profilo. Dopo un’attenta analisi, abbiamo individuato in Sava il territorio migliore per le produzioni di uve Primitivo, sia per l'alta età media dei vigneti, sia per il modo certosino con cui gli agricoltori locali lavorano i terreni e sia perché nella locale Cantina Sociale abbiamo scoperto un ambiente sano, fatto di gente con valori forti, con voglia di crescere e investire su se stessi con partner attenti». Il matrimonio è stato conseguente. 

 

I TROFEI

Sono molti i trofei conquistati da Farnese Group. Ne citiamo solo alcuni, quelli più significativi:

 

Diamond Trophy per il Leggenda Primitivo di Manduria Doc al concorso giapponese Sakura Japan Women's Wine Award 2018;

Trophy White 2018 per il Collection White al Korea Wine Challenge; 

Miglior Rosso d'Italia per l'Edizione Cinque Autoctoni per Luca Maroni e il suo Annuario dei Migliori Vini Italiani 2018

Trofeo come migliore varietà rossa internazionaleper il Vigne Vecchie Leggenda Primitivo di Manduria al New Zealand International Wine Show 2017

* Inoltre Edizione Cinque Autoctoni continua a mietere successi e si conferma tra i Top 10 Italiani secondo la guida Bibenda 2018 dopo aver ottenuto, ancora una volta, i prestigiosi 5 Grappoli

* Infine, l'attenzione estrema al packaging ha permesso a Farnese di conquistare  la medaglia d'argento al concorso San Francisco International Wine Competition - Premio Packaging per l'etichetta del vino Toscano "Linda" Bolgheri Doc.

 

Monica Masini

Telefono +39 335 268630

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Paola Pontarollo

Telefono +39 335 5413485

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LA TENUTA MONTEVERRO - UNA STORIA D’AMORE E DI PASSIONE PER IL VINO FESTEGGIA I 10 ANNI DALLA PRIMA VENDEMMIA

 

 

VINITALY  2018

 

 PRESENTATA LA MAGNUM DELLO CHARDONNAY 2015

PER FESTEGGIARE QUESTO IMPORTANTE TRAGUARDO

 

La tenuta gioiello - adagiata sulle colline fra Capalbio e il Monte Argentario, in quella zona di confine tra la Toscana e il Lazio, nota come Costa d’Argento - sarà tra i protagonisti della più importante fiera dedicata al Vino in agenda dal 15 al 18 Aprile a Verona.

 

Passione per la terra - quella dei due proprietari, Julia e George Weber e per il vino - da qui nasce nel 2003 Monteverro: 50  ettari – 35 vitati – per la tenuta che proprio quest’anno festeggia i 10 anni della prima vendemmia. Nel 2011 debuttano i primi 4 vini della tenuta: Monteverro, da uve Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot,  Terra di Monteverro, stesso uvaggio ma di maggiore immediatezza; Tinata, prodotto con Syrah e Grenache, e lo Chardonnay. Nel 2015, l’offerta si è arricchita di due nuovi prodotti: Verruzzo, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot con una piccola percentuale di Sangiovese, e il Vermentino di Monteverro. Sei etichette, quattro rossi e due bianchi, prodotti seguendo metodi biologici con una filosofia che mira alla qualità assoluta del prodotto finale scevra da mode e tendenze e che lo scorso ha avviato il percorso per la certificazione che si concluderà nel 2019. Vini che in un decennio hanno saputo raccogliere premi e riconoscimenti: e ultimo, in ordine di tempo, il triplice riconoscimento ottenuto al Best Wine of the World, in cui il Monteverro si è aggiudicato il titolo di Best Italian wine, lo Chardonnay quello di Best Italian White Wine e l’enologo Matthieu Taunay il Best Winemaker of the World. A questo si aggiungono giudizi molto positivi in guide di respiro internazionale: 93 punti su Wine Advocate per il Monteverro 2014, 96 da James Suckling, stesso punteggio per Falstaff. Oltre ai 5 grappoli Bibenda  e le tre stelle Veronelli per l’annata 2013 del Tinata.

 

Oltre a una proprietà appassionata, la cantina è guidata da un team di altissimo livello. Insieme all’enologo Matthieu Thaunay, collaborano nomi del calibro di Michel Rolland e Jean Hoefliger.  Per scoprire e degustare i vini Monteverro, l’appuntamento è a Vinitaly, dove verrà presentata in esclusiva assoluta una limited edition dello Chardonnay 2015 in versione Magnum, formato perfetto per la  ristorazione stellata: solo 150 bottiglie per i clienti top. Un’etichetta importante con ottime prospettive di invecchiamento, ideale anche per onorare l’importante traguardo del decennale della prima vendemmia.

 

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ALTA LANGA DOCG A Vinitaly 2018

 

 

In occasione di questa edizione del Vinitaly 2018 (da domenica 15 a mercoledì 18 aprile a Verona) saranno diversi i produttori di Alta Langa Docg presenti alla manifestazione.
Ecco la lista di soci del Consorzio che parteciperanno, con l'indicazione esatta delle rispettive posizioni:
 
Banfi - Padiglione 9 stand D6
Bera - Padiglione 10 stand M2
Brandini - Padiglione 10 stand P3
Giulio Cocchi - Padiglione 10 stand Q3
Contratto - Padiglione 10 stand A3
Enrico Serafino - Padiglione 10 stand G1
Fontanafredda - Padiglione 10 stand P3
Gancia - Padiglione 10 stand B2
Roberto Garbarino - Padiglione 10 stand D2
Germano Ettore - Padiglione 10 stand I2
Marcalberto - Padiglione 10 stand O3
Pianbello - Padiglione 10 stand D3-4
 
Tra le aziende partner di Slow Food, nel Padiglione 10 Stand I4-L4, ci sarà un punto informativo dedicato al Consorzio Alta Langa: le alte bollicine piemontesi infatti sono state Official Sparkling Wine delle ultime edizioni di Salone del Gusto, Terra Madre e Cheese.

 

ALTA LANGA DOCG

 

L'Alta Langa Docg è lo spumante brut di qualità del Piemonte. Una denominazione ancora piccola, ma con una storia molto lunga: fu il primo metodo classico a essere prodotto in Italia, nelle “cattedrali del vino” del Canellese, fin dalla metà dell’Ottocento.


LE ALTE COLLINE DI LANGA - L’Alta Langa Docg nasce in un bel paesaggio vitivinicolo che si situa alla destra del fiume Tanaro e che interessa le alte colline tra Cuneese, Alessandrino e Astigiano.

Un territorio che vede le cime innevate delle Alpi e respira il mare. Una terra che raccoglie l’eredità conservata dagli avi, mantenuta intatta per molto tempo senza subire trasformazioni radicali come è avvenuto invece nelle basse colline. L’Alta Langa è una zona preziosa, fragile, da sostenere, in cui salvaguardare la biodiversità. Terra letteraria, terra straordinaria di resistenze - di guerre e di culture -, che ha fatto fronte ai cambiamenti e li ha assecondati, senza perdere il suo bagaglio di memoria e la sua forte 

identità.


IL CONSORZIO ALTA LANGA DOCG - Quello dell’Alta Langa Docg è oggi un piccolo Consorzio che funziona molto bene: conta 100 soci di cui 20 case spumantiere attive e coinvolte nello sviluppo di un vino, di una denominazione e di un territorio. Tutti legati da una grande scommessa: quella di un vino che non sarà pronto prima di sei anni dall’impianto e che per questo deve necessariamente essere un vino importante. Innamorati delle loro terre, i soci del Consorzio hanno avviato e difendono una viticoltura sostenibile e armonica al delicato, biodiverso tessuto dell’Alta Langa e dei suoi valori, rispettandone i ritmi naturali.


LE ALTE BOLLICINE PIEMONTESI - Sono bianche o rosé, brut o pas dosé e hanno lunghissimi tempi di affinamento sui lieviti, come prevede il severo disciplinare: 30 mesi che diventano 36 per le riserve. Anche in questo, nell’attesa paziente, i grandi produttori di Alta Langa come i piccoli assecondano le scansioni del calendario contadino e della tradizione. È un vino che si produce solo nelle annate migliori ed è esclusivamente millesimato, riporta sempre in etichetta l’anno della vendemmia. L'Alta Langa bianco ha sfumature da giallo paglierino a oro intenso e aromi che ricordano la vaniglia, il miele la crosta del pane. Al palato è armonico, lievemente salato. L'Alta Langa Rosé ha un colore rosa cipria, un profumo speziato, un gusto equilibrato, intenso con note di agrumi. 
È un vino gastronomico per abbinamenti eleganti con piatti della tradizione piemontese – dai tajarin al tartufo bianco alla fonduta, dai flan di verdure al fritto misto – e per accostamenti riusciti e inaspettati come quelli con il Parmigiano o le grigliate di verdura e di pesce.

 

 

 

Ufficio stampa: Marianna Natale – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / 3389819818

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