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Libri

L'APERICENA NON ESISTE: COME DISTRICARSI FRA CENONI E APERITIVI PER NON AUMENTARE DI PESO

 

 

Lo spiega Federico Francesco Ferrero ne "L’Apericena non esiste"

Non basta mangiare un’insalatina il giorno dopo il cenone e il pranzo di Natale dalla nonna per ristabilire peso e salute. Durante le feste è necessaria qualche scelta per non ritrovarsi alla Befana con 3 chili in più”. Quindi? “Rinunciare a un paio di portate e convincere la nonna a inserire nel menu almeno una verdura cruda”. 

E’ uno dei consigli che Federico Francesco Ferrero, medico chirurgo, nutrizionista e giornalista gastronomico raccoglie ne “L’Apericena non esiste” (Cairo-Comunica - pp. 176 - 13,90 €), il volume definitivo per imparare a districarsi tra aperitivi, cene di lavoro e altre occasioni di socialità. 

Un vademecum necessario, specialmente durante le feste, per tenersi alla larga dalle insidie del cibo attraverso soluzioni semplici e funzionali da adottare come abitudini e a cui prestar fede quotidianamente. E tutto questo - attenzione - per potersi concedere qualche sgarro non solo in tranquillità, ma addirittura perdendo peso e rimanendo in salute.

L’apericena non esiste dal punto di vista storico, nutrizionale e del sapore. É un pasto finto, inutile, talvolta vergognoso. É dannoso per chi lo pratica, remunerativo per chi lo organizza, inutilmente triste per chi lo consuma. E, soprattutto, fa ingrassare” sostiene Ferrero, che in 10 capitoli analizza diverse situazioni di consumo, dalla colazione alla pausa pranzo, dal ristorante all’inflazionatissimo “apericena”, arrivando, per ognuna di esse, a smentire l'assunto che mangiare fuori casa sia deleterio per mantenersi in forma.

Al termine di ogni capitolo Paolo Massobrio, direttore della collana “I Libri del Golosario”, ma soprattutto giornalista e critico gastronomico con all'attivo almeno 200 pasti al ristorante ogni anno, controbatte e dialoga con l'autore cercando di smontare alcune sue prescrizioni, oppure condividendo la demolizione di diversi luoghi comuni gastronomici, bollati addirittura come anacronistici dall’uno e poco salutari dall’altro. Uno di questi, ad esempio, è proprio il Cenone, di Natale o Capododanno.

Il libro è disponibile in tutte le librerie, su Amazon, Ibs e sul sito di Comunica

 

Federica Borasio

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tel. 0131 261670 (int.0216)

 

IL CASTRATO DI VIVALDI

Appuntamento con la letteratura
martedì 5 dicembre 2017
Con la speranza di fare cosa gradita, Vi presentiamo l'appuntamento
di martedì 5 dicembre 2017 al Bistrot de Venise.
Per consultare il programma completo CLICCA QUI >>
“IL CASTRATO DI VIVALDI” 
romanzo di GIANDOMENICO MAZZOCATO
(Biblioteca dei Leoni)

Ore 17.00 – ingresso libero
Nella storia della musica, soprattutto del Settecento, i castrati furono impiegati da molti compositori. L’asportazione delle gonadi per non far mutare il timbro e l’intonazione della voce, la primitiva procedura chirurgica e le sue conseguenze sono raccontate con grande incisività da Gian Domenico Mazzocato nella vicenda di un castrato meno noto oggi, ma che ebbe grande fortuna al suo tempo, Angelo Sugamosto. Il romanzo, giocato su un doppio binario del giornalista sulle tracce della storia del “castrato di Vivaldi” e della ricostruzione della vita del “sopranista” in auge nei teatri di mezza Europa, oltre a coinvolgere nelle trame narrative, apre uno scorcio inedito sugli usi sociali, sessuali
e musicali dell’epoca.
Presentazione a cura di Paolo Ruffilli
Per scoprire tutto il calendario di eventi del Bistrot de Venise vieni a trovarci su www.bistrotdevenise.com/eventi/
Bistrot de Venise | Calle dei Fabbri - San Marco 4685 | 30124 Venezia |
 

IL LIBRO DEL RISO ITALIANO

 

IL RISOTTO È IL PIATTO PIÙ RICHIESTO DAI TURISTI ESTERI IN ITALIA

Le nuove preferenze nel sondaggio fra i ristoranti della guida GattiMassobrio incoronano il risotto tra i piatti preferiti dai turisti in Italia. In questi giorni l'uscita della nuova monografia Il libro del riso Italiano, che narra le ragioni dell'eccellenza del riso made in Italy.

C'è grande sorpresa per i dati sul turismo enogastronomico che sono emersi dal sondaggio de ilGattiMassobrio, presentato ai ristoratori lombardi durante la tavola rotonda “Le leve del turismo enogastronomico” (l'evento si è tenuto mercoledì 29 alle cantine Guido Berlucchi di Franciacorta, relatori il giornalista Paolo Massobrio e l'assessore allo Sviluppo Economico e al Turismo, Mauro Parolini).

Gli esiti del sondaggio, tenuto su un campione rappresentativo di ristoratori lombardi inseriti nella Guida (che sono ben 675), confermano l'aumento del flusso turistico dopo Expo e il tramonto definitivo del menu all'Italiana composto da 4 piatti. Il 50% dei turisti stranieri infatti sceglie due portate e solo il 4% opta per il menu completo. Mentre il piatto più richiesto tra i primi è il risotto (13%) che batte ampiamente gli spaghetti (5%) tradizionale simbolo della cucina italiana.

Anche se l'Italia non è conosciuta come il paese dove si mangia il riso, l'eccellenza del riso italiano, con le sue numerose varietà, e l'abilità dei ristoratori Italiani nel prepararlo inizia forse a farsi conoscere anche ai turisti?

Sulla qualità del riso italiano l'agronomo, esperto nella selezione varietale di riso, Massimo Biloni ha dichiarato:

La risicoltura italiana è fatta di produttori eccellenti e questo è dimostrato dall’abilità che i nostri agricoltori hanno saputo dimostrare nell’adattarsi a coltivare le sempre nuove varietà di riso. Varietà che non si limitano più semplicemente ai risi da risotto, ma spaziano verso risi mai coltivati prima...

Oggi più che mai scegliere riso italiano significa qualità. In nessun altro paese d’Europa e del mondo ci sono norme così dettagliate sulla coltivazione, sulla lavorazione e sull’etichettatura...

Il riso non è nato in Italia, gli Italiani ne hanno importato la coltivazione dall’estero diversi secoli fa; ma hanno saputo adattarla molto bene al proprio clima e anche al proprio gusto, selezionando varietà a granello grosso e perlato adatte alla preparazione dei risotti. È così che il miglioramento genetico italiano si è differenziato da ogni altra attività simile condotta nel resto del mondo, con la produzione di risi originali e oggi famosi in tutto il mondo.

 

Massimo Biloni con Valentina Masotti, sommelier del riso esperta in comunicazione e marketing, sono autori de Il libro del riso Italiano, un testo voluto e promosso da Paolo Massobrio (Coedizione Cairo-Comunica, collana i libri de ilGolosario; prezzo: € 17,90; pagine 320) in cui il riso italiano e la sua eccellenza vengono spiegati al pubblico in modo ricco ed esauriente, attraverso un racconto semplice e divulgativo, illustrato da immagini a colori e infografiche chiarificatrici.

Tanti gli argomenti trattati: il riso nel mondo, la storia della sua coltivazione in Italia, la rassegna delle principali varietà di riso italiane, le principali normative che regolano la sua etichettatura, il processo della lavorazione del cereale in riseria, fino al capitolo dedicato alla sua degustazione e a quello dedicato lavoro dei sommelier del riso, in cui viene spiegato come valutare la qualità del prodotto che ci portiamo a casa, con pochi semplici passaggi sensoriali, proprio come si fa nella degustazione del vino. Alla degustazione segue poi una ricca sezione dedicata alla cucina: ai principali metodi di preparazione e alla scelta delle varietà di riso adatte ai diversi usi. 

Quindi 100 ricette, tra cui oltre 35 tipi di risotti, scritte da cuochi Italiani di ristoranti celebri della guida GattiMassobrio e foodblogger di ogni parte d’Italia. A completare il testo non poteva mancare una guida all’acquisto del “riso in cascina”, con gli indirizzi di oltre 130 produttori in tutta Italia che commercializzano direttamente questo prezioso cereale che “sfama” ogni giorno quasi metà della popolazione mondiale, ma che riserva ancora numerose sorprese da scoprire agli Italiani e ai turisti che visitano il nostro paese.

 

Ufficio Stampa Comunica Edizioni

Silvia Benzi IQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.';document.getElementById('cloak66b8d86b75d155ceaf8f6f6ecde3daed').innerHTML += ''+addy_text66b8d86b75d155ceaf8f6f6ecde3daed+'<\/a>';

Federica Borasio I Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

I MIEI NUOVI MENU DI CLAUDIO SADLER - APPUNTAMENTO PER LA FIRMA 6 DICEMBRE ORE 1830

Il 6 dicembre alle ore 18:30 al Megastore Mondadori in Piazza del Duomo a Milano- spazio eventi al 3° piano, vi sarà un breve speech con lo chef Claudio Sadler , stella Michelin milanese e Mario Cucci, editore specializzato nel food&beverage.

Lo chef Claudio Sadler firmerà il nuovo libro, sequel di “Menù per quattro stagioni” del 1999 pubblicato, come l’attuale, da Giunti e redatto da Mediavalue: un caso editoriale di successo e per anni punto di riferimento del settore.

Mediavalue è un editore specializzato nel mondo dell’agroalimentare, già editore dal 1998 della guida Le Soste, la più prestigiosa associazione che promuove i migliori ristoranti di cucina italiana nel nostro Paese e nel Mondo e della guida InGruppo, associazione che riunisce il meglio della proposta gastronomica nell’area del bresciano.

I nuovi menu dello chef Claudio Sadler analizzano le portate con un concetto d’insieme, forti di quell’apporto solido, serio e ragionato di una cucina italiana che non segue le mode, ma le crea.

Il menu diventa un’opera unitaria articolata in diversi piatti, un percorso che nasce da un dialogo continuo con il proprio team, che si esprime attraverso illustrazioni e schizzi dove ogni colore fa riferimento a un ingrediente, le sfumature indicano tipologie di cottura e consistenze diverse.

Il libro, suddiviso in una quarantina di pagine che illustrano trent’anni di vita dedicata alla cucina e alla visione di Claudio Sadler sulla nascita di una ricetta, narra anche dei principi su cui si basa la propria cucina, i propri segni distintivi e i suoi mantra. Nelle pagine successive sono riportate 80 ricette suddivise in 18 menu dedicati alle ricorrenze, un momento di intima condivisione fra parenti e amici, future basi del bagaglio culinario di ogni persona. Ogni ricetta è stata sapientemente abbinata dallo stesso Sadler alle eccellenze vinicole italiane e internazionali, selezionando personalmente i migliori produttori e accostando le migliori etichette che si sposano con i piatti che ha ideato, pensando sempre all’abbinamento anche durante la realizzazione di ogni singolo percorso.

La veste grafica moderna e le foto zenitali dei piatti, poi zoomate sui dettagli, seguono l’impostazione attuale dei nuovi ricettari di cucina come lo ha voluto la redazione Mediavalue, pur mantenendo l’allure e il prestigio di un grande personaggio della cucina italiana premiato da una stella Michelin. Le foto sono state realizzate da Paolo Picciotto, fotografo specializzato nello still life di piatti di alta cucina, da oltre vent’anni al servizio delle migliori tavole italiane ed estere.

“Nel 2016 il ristorante Sadler ha compiuto trent’anni, tre decenni di un menu composito, che tra le sue portate ha allineato gioie e insuccessi accompagnando l’evoluzione della cucina italiana e, almeno in parte, facendosi motore del cambiamento. Sono un pragmatico, non e un segreto per chi mi conosce, e non amo perdere tempo, ma altrettanto mi piace osservare ciò che mi sta intorno: la curiosità è di stimolo alla riflessione. Ripercorrere la mia vicenda su queste pagine mi porta a focalizzare i diversi passaggi storici a cui ho assistito, quantomeno nell’ambito della ristorazione” racconta emozionato lo chef Claudio Sadler. Un nuovo ricettario che riporta anche lo spaccato di una cucina che per trent’anni ha vissuto nel solco della storia culinaria italiana, a stretto contatto con i guru del settore italiani ed internazionali, pur rimanendo sempre fedele a se stessa.

 

Uscita: lo scorso 25 ottobre 2017

Collana: Giunti Editore

Pagine: 256

Formato: 20x24

ISBN: 70032U

Prezzo: 28 euro

Responsabile editoriale: Marco Bolasco

Fotografie: Paolo Picciotto

 

OSTERIE D'ITALIA 2018

Le Chiocciole liguri di Osterie d’Italia 2018,

il racconto della nostra identità

La presentazione della guida edita da Slow Food il 5 dicembre a Carcare (Sv)

In libreria e sul nostro shop online sia in cartaceo che su mobile per Android e iOS

Spesso, parlando della cucina liguresi sottolinea la predominanza terragna delle sue ricette. Se invece parliamo di pesce, vengono subito in mente le acciughe. Fritte, ripiene, arrostite o, meglio ancora, in una sorta di zuppa molto gustosa, il bagnun, servito su pane tostato o, a volte, sulle cosiddette gallette del marinaio. In tema di zuppe, forse la più celebre è la buridda: il pesce a pezzi e cotto in umido con pomodoro, vino bianco e un pesto di acciughe dissalate, funghi secchi e gherigli di noce. Altro piatto bandiera, lo stoccafisso accomodato: tagliato a pezzi e rosolato in un soffritto di cipolla, aglio e prezzemolo, il pesce cuoce con pomodoro, olive taggiasche, pinoli e patate a tocchi. Tipici della cucina di Levante, infine, sono i muscoli ripieni: le cozze, aperte a crudo, sono farcite con un composto di uova, parmigiano, aromi, un trito di seppie e dei molluschi stessi, infine cotte in un intingolo di pomodoro.
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Questo e molto altro è raccolto nella 28esima edizione della guida Osterie d’Italia, il sussidiario del mangiarbere all’italiana edita da Slow Food Editore, che viene presentata alla cena di martedì 5 dicembre alle ore 20 a Carcare (Sv)presso il Ristorante didattico Antica Osteria da Palmira, in via Castellani. La serata, organizzata da Slow Food Liguria, prevede la presenza di Eugenio Signoroni e Angelo Surrusca, rispettivamente curatore e redattore della guida.

Per cena, gli studenti del consorzio Valbormida Formazione, guidati dallo chef executive Sandro Usai, propongono un menù a sorpresa con i piatti ispirati alle osterie liguri presenti nella guida, ripercorrendo tradizione e stagionalità del territorio.

La quota di partecipazione, comprensiva di una copia di Osterie d’Italia 2018, è di 35 euro. La prenotazione è obbligatoria e da effettuarsi entro il 30 novembre telefonando alla responsabile Elena Dapelo, al numero 3351351498 o scrivendo all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

«Sentirsi a casa: è questa la sensazione che i locali recensiti in Osterie d’Italia suscitano nei propri frequentatori. Nella guida ci sono le osterie che incarnano al meglio l’autenticità della cucina italiana, una cucina semplice, priva di barocchismi ed eccessi di lavorazione che hanno il solo fine di stupire. Una cucina che non cerca di uniformarsi in un unico stile con cotture millimetriche, sottolinea le differenze e non si piega alle mode» racconta Eugenio Signoroni, curatore insieme a Marco Bolasco del Sussidiario del mangiarbere all’italiana.

Sono 69 su 1.616 le osterie (e i farinotti) liguri recensite nell’edizione 2018, di cui la maggior parte con un menù che non supera i 35 euro. In continuità con la scorsa edizione, i locali un po’ più cari della media sono segnalati dal bollino con Euro e freccia, mentre il bollino Novità sta, naturalmente, per le nuove segnalazioni, a indicare un fenomeno in continua evoluzione e crescita. Il simbolo dell’Annaffiatoio indica i locali con un orto di proprietà, la Chiave quelli dove si può anche dormire, il Formaggio è usato per quelli che propongono una selezione di prodotti caseari di qualità, la Bottiglia per un locale dalla proposta di vini articolata, rappresentativa del territorio, con prezzi onesti e infine le 12 Chiocciole, dedicate ai locali più in sintonia con i princìpi di Slow Food. Inoltre ci sono caratteri speciali per indicare quali osterie aderiscono al progetto Alimentazione Fuori Casa dell’Associazione Italiana Celiachia e quali all’Alleanza tra i cuochi e i Presìdi Slow Food, cioè dove si utilizzano regolarmente nei menù almeno tre Presìdi della propria regione.

 
Osterie d’Italia 2018 in pillole
Curatori: Marco Bolasco ed Eugenio Signoroni - Pagine: 896 – Prezzo € 22
1616 osterie segnalate in guida
176 nuove segnalazioni
275 chiocciole, i locali che meglio incarnano il modello di osteria
207 osterie da visitare per la notevole selezione di formaggi
400 osterie consigliate per la carta dei vini attenta al territorio
e in più…
347 indirizzi dove acquistare prodotti di qualità, gustare un buon gelato o fermarsi per un piacevole aperitivo
456 locali con un orto di proprietà
373 osterie che propongono un menù vegetariano
310 osterie con alloggio

Ufficio stampa Slow Food Italia

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LIBRO STRENNA “È AUTENTICO CIOCCOLATO” (Linea Edizioni)

il nuovo libro di Rossana Bettini da regalare ai veri appassionati di cioccolato

   Qualche curiosità da snocciolare durante le cene o i pranzi di Natale? Ad esempio che bastano 20      grammi al giorno di cioccolato per frenare i radicali liberi, aumentare la vigilanza, rinvigorire corpo e mente. In tempi moderni, gli studiosi della Boston University e dell’Harward University hanno scoperto che il cioccolato allunga la vita. E poi lo sapevate che esiste un cioccolato che contiene il 40% di acqua?

 

Tra le novità letterarie da mettere sotto l’Albero per il Natale 2017 non può mancare “È autentico cioccolato” (Linea Edizioni, 124 pagine, €20,00). Scritto, dopo lunghe e attente ricerche in materia, da Rossana Bettini, giornalista di vino e cibo e docente di Educazione del Gusto, con la prefazione di

 

Oscar Farinetti e le vivide immagini di Fabio de Visintini, questo vero e proprio vademecum del cioccolato, quello buono, è il regalo ideale per gli appassionati del cosiddetto “oro nero” e di tutti coloro che si avvicinano al mondo del food con sempre maggiore consapevolezza.

Non a caso il cioccolato è tra i protagonisti indiscussi della stagione invernale, principe delle tavole di Natale, golosità dalle molteplici proprietà che addolcisce e consola il palato e l’animo. Ma bisogna saper scegliere quello “autentico”. E il libro “È autentico cioccolato” giunge in aiuto, portando il lettore alla scoperta del cioccolato, delle sue origini, della sua lavorazione e degli abbinamenti enologici, e fornisce le modalità per distinguere un buon prodotto. Per l’autrice, infatti, è importante informarsi e sapere, così da poter decidere con consapevolezza cosa acquistare e mangiare. «Amo mangiare e amo il buon cibo, quello sano, inalterato e poco lavorato, quello che riconosco - afferma l’autrice - Si sa talmente poco del cioccolato, che ho deciso di scrivere un libro per parlare di questo prezioso prodotto e fornire una sorta di “cassetta degli attrezzi”, quell’insieme di strumenti necessari a riconoscere il cioccolato realmente buono e sano, per decodificarne le caratteristiche, per sapere quanto ne possiamo mangiare con buona pace della linea e godimento delle papille».

Qualche curiosità da snocciolare durante le cene o i pranzi di Natale? Ad esempio che bastano 20 grammi al giorno di cioccolato per frenare i radicali liberi, aumentare la vigilanza, rinvigorire corpo e mente. In tempi moderni, gli studiosi della Boston University e dell’Harward University hanno scoperto che il cioccolato allunga la vita. E poi lo sapevate che esiste un cioccolato che contiene il 40% di acqua amato da chi è sempre attento alla linea, ma non rinuncia a gustare un pezzo dell’amata tavoletta. 

“È autentico cioccolato”, oltre ad offrire gli strumenti per distinguere un prodotto di qualità, suggerisce dei viaggi immaginari e inediti: da una parte un viaggio per conoscere il cacao Criollo, specie più preziosa e rara, presente in Venezuela, Nicaragua, Guatemala, Messico e l’Isola di Java. Dall’altra il percorso affascinante degli abbinamenti enologici che possono trovare nel cioccolato un matrimonio ideale, con vini di pari struttura e stoffa, come i grandi portoghesi, gli intensi spagnoli, i saporosi siciliani, fino ai veneti. Autentico cioccolato con autentici abbinamenti, cui viene dedicato un intero capitolo del libro. Nessuna mitologia, niente ricette, la ricerca della giornalista analizza soprattutto la lavorazione del prodotto, dal cacao all’amata tavoletta, smascherando molte false verità.

Rossana Bettini affronta il tema della distinzione tra cioccolato autentico e “commerciale”. Lei stessa fornisce cinque regole per distinguere un cioccolato di qualità, attraverso l’analisi sensoriale, ovvero attivando i cinque sensi durante l’atto della degustazione. «Bisogna tenere d’occhio aspetto e colore, al naso l’aromaticità deve essere appagante e non devono esserci sentori pungenti o persistenze negative; al palato occorre ricercare una pasta lieve e di buona fusibilità, al gusto, mai deve presentarsi sgradevolmente amaro; infine la sensazione gustativo tattile deve esprimere setosità, scongiurare l’astringenza, quella fastidiosa ruvidità fra lingua e palato».

 

 

 

È autentico cioccolato di Rossana Bettini

  Linea Edizioni

  124 pagine,

  € 20,00

 

  Photo credit dell’autrice: Cristina Galliena Bohman

  Micaela Scapin Ph. 3384293592

  Giorgia Assensi Ph. 3478951181

 

SLOW FFOOD. STORIA DI UN'UTOPIA POSSIBILE

 

La biografia ufficiale del movimento, nato 30 anni fa da un’intuizione di Carlo Petrini, oggi un’organizzazione globale sinonimo di un nuovo stile di vita
 
La presentazione a Torino, presso il Circolo della Stampa
venerdì 27 ottobre alle 21

Il 3 novembre 1987 Il Gambero Rosso, supplemento settimanale del quotidiano il manifesto, pubblicava il Manifesto Slow Food. Sono passati trent’anni e il movimento nato nel 1986 come Arcigola ha fatto davvero tanta strada. Milioni di persone, contadini, artigiani, pescatori, militanti ma anche imprenditori sono stati conquistati dall’uomo che ebbe quell’intuizione, Carlo Petrini.

 

Trent’anni di storia che hanno portato a risultati straordinari: a partire da Terra Madre Salone del Gusto, che riunisce i produttori agricoli di ogni angolo del Pianeta, alla consapevolezza diffusa della tutela della biodiversità, del futuro della Terra, dei valori della persona e di un futuro sostenibile.

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Il libro Slow Food. Storia di un’utopia possibile, scritto dal giornalista e scrittore Gigi Padovani, racconta la vita e l’azione di un uomo visionario, pragmatico, cosmopolita, gastronomo agnostico che con la sua squadra è riuscito a trasformare Slow Food in una rete globale presente in 160 paesi del mondo. Aneddoti, progetti e dati per raccontare Slow Food, un’utopia diventata realtà, che ha saputo trasformare profondamente il modo di intendere il cibo. Tra le testimonianze che hanno contribuito a raccontare come Slow Food abbia cambiato per sempre anche il loro modo di intendere il cibo e il vino, Guido Barilla, Alessandro Ceretto, Oscar Farinetti, Giuseppe Lavazza.

Una nuova edizione profondamente rivista e corposamente aggiornata, con il racconto inedito degli ultimi 12 anni, che prende spunto dal volume di Carlo Petrini e Gigi Padovani Slow Food Revolution. Da Arcigola a Terra Madre. Una nuova cultura del libro (Rizzoli 2005).

Carlo Petrini: nato a Bra (Cn) nel 1949, ha al suo attivo un costante impegno nella politica e nell’associazionismo. Negli anni Ottanta fonda Arcigola, divenuta nel 1989 Slow Food, di cui è tuttora presidente. Nel 2013 ha ricevuto dall’UNEP il premio Campione della Terra. Tra i suoi libri, Terra Madre. Come non farci mangiare dal cibo (Giunti-Slow Food Editore 2009) e Buono, pulito e giusto  (Giunti-Slow Food Editore 2016).

Gigi Padovani: nato ad Alba (Cn) nel 1953, è giornalista e scrittore. Per 26 anni ha lavorato a La Stampa, ora collabora a Leggo e altre testate. È membro del Centro Studi Nazionale dell’Accademia Italiana della Cucina, socio Slow Food e volontario del Banco Alimentare.
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La presentazione del libro si terrà venerdì 27 ottobre alle ore 21presso il Circolo della Stampa di Torino (Palazzo Ceriana Mayneri, Corso Stati Uniti 21). Presentano il libro, insieme all’autore Gigi Padovani, Roberto Burdese, presidente onorario di Slow Food Italia, Oliviero Alotto e Leo Rieserdella Condotta Slow Food di Torino.

 

Collana I libri di Carlo Petrini 
Formato: 14 x 21,5 pp. 356 
Cartonato con sovracoperta 
Prezzo 18 euro 

 

Il libro è acquistabile sullo shop on line di Slow Food Editore

Ufficio stampa Slow Food Italia

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Una grande nuova collaborazione tra Giunti e Mediavalue per il nuovo libro di Sadler "I miei nuovi menu". Da oggi in libreria

 

Da oggi, 25 ottobre, in tutte le librerie italiane sarà disponibile il nuovo libro di Claudio Sadler, sequel di “Menù per quattro stagioni” del 1999 pubblicato, come l’attuale, da Giunti e redatto da Mediavalue: un caso editoriale di successo e per anni punto di riferimento del settore.

Mediavalue è un editore specializzato nel mondo del food&beverage, già editore dal 1998 della guida Le Soste, la più prestigiosa associazione che promuove i migliori ristoranti di cucina italiana nel nostro Paese e nel Mondo e della guida InGruppo, associazione che riunisce il meglio della proposta gastronomica nell’area del bresciano.

I nuovi menu dello chef Claudio Sadler analizzano le portate con un concetto d’insieme, forti di quell’apporto solido, serio e ragionato di una cucina italiana che non segue le mode, ma le crea.

Il menu diventa un’opera unitaria articolata in diversi piatti, un percorso che nasce da un dialogo continuo con il proprio team, che si esprime attraverso illustrazioni e schizzi dove ogni colore fa riferimento a un ingrediente, le sfumature indicano tipologie di cottura e consistenze diverse.

L'introduzione di una quarantina di pagine che illustra trent’anni di vita dedicata alla cucina e alla visione di Claudio Sadler sulla nascita di una ricetta, narra anche dei principi su cui si basa la sua cucina, i propri segni distintivi e i suoi mantra.

Nelle pagine successive sono riportate 80 ricette suddivise in 18 menu dedicati alle ricorrenze, un momento di intima condivisione fra parenti e amici, future basi del bagaglio culinario di ogni persona. Ogni ricetta è stata sapientemente abbinata dallo stesso Sadler alle eccellenze vinicole italiane e internazionali, selezionando personalmente i migliori produttori e accostando le migliori etichette che si sposano con i piatti che ha ideato, pensando sempre all’abbinamento anche durante la realizzazione di ogni singolo percorso.

La veste grafica moderna e le foto zenitali dei piatti, poi zoomate sui dettagli, seguono l’impostazione attuale dei nuovi ricettari di cucina come lo ha voluto da Mediavalue Edizioni, pur mantenendo l’allure e il prestigio di un grande personaggio della cucina italiana premiato da due stelle Michelin.

“Nel 2016 il ristorante Sadler ha compiuto trent’anni, tre decenni di un menu composito, che tra le sue portate ha allineato gioie e insuccessi accompagnando l’evoluzione della cucina italiana e, almeno in parte, facendosi motore del cambiamento. Sono un pragmatico, non e un segreto per chi mi conosce, e non amo perdere tempo, ma altrettanto mi piace osservare ciò che mi sta intorno: la curiosità è di stimolo alla riflessione. Ripercorrere la mia vicenda su queste pagine mi porta a focalizzare i diversi passaggi storici a cui ho assistito, quantomeno nell’ambito della ristorazione” racconta emozionato lo chef Claudio Sadler. Un nuovo ricettario che riporta anche lo spaccato di una cucina che per trent’anni ha vissuto nel solco della storia culinaria italiana, a stretto contatto con i guru del settore italiani ed internazionali, pur rimanendo sempre fedele a se stessa.

 

Uscita: 25 ottobre 2017

Collana: Giunti Editore

Pagine: 256

Formato: 20x24

ISBN: 70032U

Prezzo: 28 euro

Responsabile editoriale: Marco Bolasco

Fotografie: Paolo Picciotto   

 

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