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INIZIA IL PERCORSO DELL'UNIVERSITÀ DI PADOVA VERSO IL SUO OTTOCENTESIMO ANNIVERSARIO

 

L'inaugurazione del nuovo anno accademico che si svolgerà in streaming dalla Sala dei 40 di Palazzo Bo mercoledì 18 marzo alle ore 15, con la partecipazione del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, del Ministro dell'Università e della Ricerca Gaetano Manfredi e dell'architetto britannico David Chipperfield, apre il percorso di avvicinamento alle celebrazioni per gli 800 anni dell'Ateneo nel 2022

 

Il conto alla rovescia è iniziato: tra i più antichi e prestigiosi atenei del mondo, nel 2022 l'Università di Padova compirà 800 anni. L'importante ricorrenza sarà celebrata da un ricco calendario di appuntamenti, incontri, conferenze ed eventi speciali. Un programma che prenderà ufficialmente il via mercoledì 18 marzo 2020 alle ore 15 con l’inaugurazione del nuovo Anno Accademico, primo appuntamento del percorso Loading 800, in avvicinamento al 2022. Durante la cerimonia, oltre all’intervento del Rettore, sono previsti quelli del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, del Ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, dell’architetto David Chipperfield, la Prolusione della professoressa Stefania Bruschi, Direttrice del dipartimento di Ingegneria Industriale e, in via straordinaria, quelli di due medici specializzandi di Pronto Soccorso e Rianimazione, oltre a una tirocinante di Scienze infermieristiche. Sarà possibile seguire la cerimonia in live streaming sul sito dell’università www.unipd.it e sui suoi canali social @universitapadova (Facebook), @UniPadova (YouTube).

«Il Paese non si ferma, l’Università di Padova nemmeno. Per questo abbiamo deciso di non posticipare l’inaugurazione dell’anno accademico – spiega il rettore dell’Università di Padova, Rosario Rizzuto –. Un momento solenne e identitario per il nostro ateneo, che non si terrà nell’Aula Magna gremita come al solito, ma sarà trasmesso in streaming dalla Sala dei Quaranta, accanto alla cattedra di Galileo, che trascorse a Padova, come lui stesso disse, i 18 anni migliori della sua vita. Abbiamo scelto di dare un segnale forte, utilizzando la stessa modalità che l’ateneo attua da giorni, ormai, per la sua attività didattica. Una scelta di coerenza con il nostro passato: l’Università di Padova non si è mai fermata, neanche nei momenti più difficili della storia patria, così come ricorda la medaglia d’oro al valor militare che ci è stata conferita perché fummo, nel corso del secondo conflitto mondiale, “tempio di fede civile e presidio di eroica resistenza”. L’Aula Magna vuota ricorda il sacrificio, temporaneo, che stiamo vivendo di fronte ad un’emergenza sanitaria senza precedenti nella storia recente – continua Rizzuto –. Ma parleremo dalla sala che ricorda quaranta studiosi stranieri, emblema della vocazione internazionale del nostro ateneo: a questo proposito non posso non esprimere preoccupazione per le restrizioni imposte da diversi Paesi all’ingresso dei nostri studenti. Non possiamo fermare quello scambio di giovani e idee che contraddistingue l’Europa contemporanea: per questo chiediamo al Governo di trovare un’intesa efficace con i Paesi partner, nel rispetto della loro legittima volontà di tutelare la salute dei cittadini».

Il percorso di Loading 800 proseguirà nei prossimi mesi con una serie di tappe che si svilupperanno lungo tre assi d'intervento, gli stessi che saranno poi al centro del programma del 2022: la valorizzazione e la condivisione del patrimonio scientifico, culturale e artistico dell'Ateneo, il recupero e il racconto della storia dell'Università e dei suoi protagonisti e un palinsesto di eventi pubblici aperti alla contaminazione tra i linguaggi e i saperi.

Nel primo filone – idealmente lanciato nel 2019 dall'inaugurazione a Palazzo Wollemborg del primo Museo universitario di Geografia in Italia – rientrano la realizzazione di un sistema museale integrato, il restauro e la riorganizzazione di Palazzo Cavalli (sede del nuovo Museo della Natura e dell’Uomo, che avrà compiti di ricerca e comunicazione scientifica) e i preparativi per un'altra importante ricorrenza attesa nel 2022, i 25 anni come sito Patrimonio Unesco dell’Orto botanico (il più antico del mondo ad aver mantenuto la sede originaria). Un altro progetto dai forti tratti simbolici è il restauro della Sala dei Quaranta, la sala che conduce alla storica Aula Magna di Palazzo Bo e che ospita anche la celebre Cattedra di Galileo: la sala è così chiamata perché ospita i ritratti di altrettanti illustri studenti internazionali che hanno attraversato la storia dell’Ateneo; è in corso una campagna di fundraising per il restauro delle quaranta tele e ventuno sono già state “adottate”.

Il secondo asse d'intervento mira alla rilettura della plurisecolare storia dell’Ateneo e coinvolgerà direttamente il mondo dell'editoria. Nascerà infatti una nuova collana di studi storici sull’Università di Padova in collaborazione con la casa editrice Donzelli; fondata su solide ricerche d’archivio condotte da giovani storici e storiche dell’Ateneo, questa collana rileggerà il percorso padovano in chiave europea, tra spazi e forme della libertas e il suo ruolo negli sviluppi dei saperi umanistici e scientifici. Altre due collane, di narrativa illustrata e divulgazione scientifica, sono destinate invece a ragazze e ragazzi, in collaborazione con Carthusia ed Editoriale Scienza. Il racconto e la divulgazione dei primi 800 anni di vita dell'Università avverrà anche attraverso la partecipazione a incontri, conferenze e tavole rotonde organizzate in alcuni tra i maggiori saloni letterari e festival culturali/scientifici italiani.

La terza direttiva consisterà infine in un ricco palinsesto di eventi pubblici e mediatici, che potenzieranno il già nutrito cartellone di manifestazioni permanenti, festival ed eventi del programma di Universa, il tradizionale palinsesto annuale di eventi dell’Ateneo.  L'avvicinamento al 2022 passerà attraverso le Padua Freedom Lectures, lo sviluppo di progetti come Otto100 (vincitore della Call for ideas rivolta agli studenti, che vedrà otto studentesse diventare ambasciatrici e blogger per l’Ateneo) e nuove iniziative che coinvolgeranno gli Alumni dell'Università, in una progressione a cui si aggiungeranno via via appuntamenti speciali (concerti, rappresentazioni teatrali, reading, partnership culturali, artistiche, scientifiche e sportive) destinati ad attirare l'attenzione del pubblico e dei media verso Padova e verso un'Università dalla storia unica per estensione, eccellenza e visione.

Ottocento anni di cammino all'insegna della libertà di pensiero, di espressione, di cultura, di religione. Vissuti e combattuti per fare in modo che – attraverso la condivisione del sapere e della conoscenza – queste libertà fossero garantite a tutti, come testimoniano pagine di storia popolate da illustri esempi e modelli: da Galileo Galilei, che ricordava i 18 anni trascorsi a Padova come “gli anni migliori di tutta la mia età”, a Elena Lucrezia Cornaro, che nel 1678 fu la prima donna laureata al mondo, fino al coraggioso discorso del 1943 del Rettore Concetto Marchesi, vero e proprio invito alla lotta contro il fascismo, testimonianza di un desiderio di libertà che non si è mai limitato solo al pensiero (l'ateneo patavino è l'unico in Italia a esser stato insignito della medaglia d’oro al valor militare dopo la Seconda Guerra Mondiale).

Fedele alla propria storia e allo spirito che nel 1222 spinse un gruppo di studenti e docenti ad abbandonare Bologna per creare un nuovo “Studio”, l’Università di Padova celebrerà i suoi primi 800 anni pensando già ai prossimi 800: ragionando su nuove sfide, elaborando nuove idee e aprendo nuovi spazi in città. Sempre seguendo la filosofia scolpita nel suo motto: Universa Universis Patavina Libertas, “tutta e per tutti, la libertà nell'Università di Padova”.

 

Ex Libris Comunicazione
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Carmen Novella (335 6792295)
Daria Luzi (371 3311830)

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L'ANGOLO DELLA POESIA

L'EBBREZZA CIN CIN E PRIMAVERA  

 

Per itinerari  nel luoghi tra Farra di Soligo – Venezia - Portogallo – Londra  e nel tempo  della “primavera” quando ogni gemma sboccia in un inno alla vita! 

Poemetto dedicato al Vino  scritto “ nella vigna del cuore “ a Farra di Soligo un importante comprensorio dell’inestimabile valore territoriale della Valdobbiadene dove quasi ogni famiglia è dedita alla coltura della vite e  dove sono numerosissime le cantine aperte dai viticoltori per esprimere in proprio quella che è la naturale loro predisposizione alla produzione del vino, alcune sono di natura storica, create anche nell’ 800, come quella di Bressan Daniele, ma tutte indistintamente hanno un comune denominatore nell’uva glera e nella spumantizzazione del Prosecco nata pressappoco negli anni tra il 50 e 60 del secolo scorso, con una forte spinta alla modernizzazione avvenuta intorno agli anni ‘70. Il poemetto trova ispirazione anche a Venezia  per  l’ incontro con Igor che  per tastiera ha dei bicchieri  e  si completa in Portogallo e  a Londra

 

Vorrei

in questa mia esistenza

perennemente in viaggio

nel tempo,  nei

luoghi,

divenir pampino per godere delle carezze ora ardite,

ora dolci di vento; ora della rugiada, ora di gocce di pioggia.

Arancio-rossa-

gialla-oro brillar di luce e,

secca cader ai piedi della vite

che mi ha

tenuta verde per

essere humus di questa collina.

Vorrei

in questa mia esistenza,

perennemente in viaggio

nel tempo, nei

luoghi,

divenir chicco dei grappoli di uva

 per esser  baciata dall'alba al tramonto dal sole,

 per GIRAR IL MONDO E ,

DI MENSA IN MENSA BRINDARE all 'ALLEGRIA che sola METTE ALI LEGGER ai  pensier……

 

Se nella misura

dai forza e salute;

nella dismisura

eccesso di euforia o di sonnolenza.

Profumo di terra e di frutti

il tuo aroma inebria l’olfatto,

il tuo colore la vista,

per te nascono, i brindisi

di allegria;

si festeggiano incontri,

ed in te si cerca di

annegare la disperazione

 del dolore, della morte.

Angelo e dèmone

tu sei per me di “Vino”.

 

Azulejos del “Verde” de “Porto” per narrare dei tuoi vigneti, delle rigogliose terrazze di pampini tra il Douro e i monti, immaginando il magico momento in cui il mosto – per causa di quella storia con gli inglesi - si unisce all’acquavite. 

Vigneti, pampini, uva,  botti, tini, caves, sapori di legno, di frutti di bosco; 

alzare il calice per sussurrarti la leggenda del “Galo de Barcelos” poi, fuggire

alla stazione di S.Bento della città di Porto per baciarti di fronte a

quegli azulejos che raccontano fatti quotidiani,

 imprese di uomini e donne comuni, di Re e di Santi. 

 

Nella bellezza di filari di viti,

rigogliosi, carichi di grappoli

d’uva,

con chicchi piccoli

ancora acerbi,

godevamo

della distesa dei tetti 

della vista dell’alta ciminiera

dell’antica filanda

da tempo immemorabile ormai chiusa,

della Casa Enam, della chiesa di Santo Stefano...

…e ,

quello spuntare qua e là di convolvoli bianchi,

alcuni grandiosi, altri

piccoli che mi facevano impazzire! 

Candore di racconti delle nostre vite su verdi accesi

cespugli, rose, tripudio di colorati gerani

ombrelli di finocchio.

Ci sono approdi della vita che hanno profumo di vento;

azzurro di cielo;

sacralità del volo di uccellini;

vivacità del canto dei galli;

ebbrezza di brindisi;

il colore verde acceso dei pampini in piena estate.

 

La tentazione di passeggiare a piedi nudi

in questo parco  dove ci sono cespugli

l’albero di fico, il caco giapponese, l’albero del sambuco, la quercia americana, la lavanda, era qualcosa

per me di irrefrenabile come se...

sulla terra- nella terra

mi ritrovassi parte del Creato tutto!

Il corpo della mente

la mente del corpo

stanno cementando le nostre storie di uomini, di donne, di educatori. 

Come foglia mi piace farmi 

accarezzare da un venticello leggero, leggero

che allevia le sofferenze di questi pomeriggi d’Agosto

 

Vorrei …..

Lo scampanio allegro di mezzogiorno

di sabato riporta il sole nel parco,

sulla facciata della villa Vedovati  

allegria che ritorna e,

il vento che carezze ardite

dona ad ogni foglia di questi alberi maestosi!

Lo scampanio riempie l'aria intorno

e, nel mio animo ritorna la voglia di volare

si prolunga lo scampanio rintocchi accordi

che dondolando si distanziano ,

poi, lasciano quell'aria di festa che conduce alla serenità.

ore 16 sembra che questo scampanio

si armonizzi con l'ondeggiare

di foglie al vento,

in un concerto divino

che sale verso le colline rigogliose di viti

senza lasciar spazio ai pensieri, 

alla tristezza di lasciare questa vita in villa e,

quei rintocchi

sembrano dirmi che 

ritornerò?

 

Ogni età la sua felicità.

Ad ogni età la sua felicità

per colore e forma

fatta di corse, di giochi e di salti;

di sorrisi, carezze, affetti;

passione di sensi

nell'incontro di corpi che mai si saziano;

dolcezze fatte di sguardi, di silenzi, di ascolto

e di preghiera,

quando la vita sta per girare la boa.

Alito lieve di vento

voli di farfalle.

Respiro

tocco.

Profumo intenso

voli d'insetti laboriosi

respiro tocco.

Pampini verdissimi

chicchi d'uva quasi maturi

ammiro e assaporo.

Il chicchirichi dei galli

il coccodè delle galline

ascolto 

riascolto

sotto il pezzetto di cielo azzurro

tra

filari di viti.

ti ho conosciuta 

divina , Bellezza!

 

QUELLE NOTE, SUONATE SUI BICCHIERI dalle dita di IGOR, a Venezia,     ERAN DIVENUTE FRUTTATE FLOREALI E VEGETALI intonando musicalità di sapori, di profumi, leggera ebbrezza che ad Amor conduce.

DEDICATO AI MAESTRI D'ITALIA,

Carmelina

ATTO VII aperto a

QUELLO CHE I MIEI COMPAGNI dicono

Viola d'amore

farfalla bianca

trifoglio

cori di uccellini.

La sapevate la vicenda della Viola d'amore?

L'acero e l'abete le hanno dato forma e lei,

viaggiando per secoli e per luoghi,

 si era innamorata delle storie d'amore che aveva raccolto

 tanto leggiadre e belle al cuor suo risuonavan!

 

L o n d r a 1994

 Ritrovarsi donna

 sotto il tintinnio di foglie

 ultime, fra margherite

 piccole, piccolissime.

 Che cosa c’è esattamente

 tra un mazzo di rose rosse

 e un pomeriggio sui prati

 verdi di Londra ? Anche 

 il mio cuore non è riuscito

 a saperlo.

 Ahimè, soffio di vento ed oltre.

 al di là, una carezza.

 Queste margherite piccolissime

 sembrano aver raccolto

 l’incanto del sole

 e la purezza della neve e a me

piace da morire guardarle senza

 toccarle per amare ancora, ancora di più.

 

WINE & ROSES

Nei secoli passati, e anche fino a qualche decennio fa, era consuetudine piantare nei vigneti, in testa ad ogni fila di viti, una pianta di rosa; lo si faceva perché la rosa va soggetta allo stesso tipo di avversità e malattie della vite, ma più rapidamente della vite stessa. In questo modo, l'apparizione sulle foglie della rosa dei segnali caratteristici di una malattia consentiva ai viticoltori di  intervenire rapidamente, consentendo loro di curare bene i filari dei vigneti.

Oggi questa funzione è svolta da macchinari complessi, centraline che rilevano umidità, temperatura, quantità di luce….

 

Dopo il temporale.

Ripercorro a piedi nudi il parco di villa Vedovati ;

passando sotte le chiome degli alberi

mi bagno i capelli.

Mi piace

cosi' uscir

e perdermi in un cielo blu notte

dove brillan stelle,

una

più luminosa

quella che racconterà di questo tempo di..vino

quando, con

i calici colmi di  vino

CANTAVAM LA CANZON dell'AMICIZIA

che tutti i cuor rasserena e rasserenerà 

nella mia vita il vino resta strettamente legato alla botticella che ogni estate nonno Cesare preparava per  il figlio Rosario nostro padre, la mamma Maria e noi due: Cesare e Carmelina

 la gentilezza e la passione in cui nonno CESARE a MAGISANO   offriva quel vino lo faceva  gustar come il miglior vino del mondo perché l'amor rende di "vine" tutte le cose!!  e l' amore dei genitori  è immenso come quello tra fratelli e sorelle  e a chi vuol negarli  diciamo che non è possibile !!!

Con molta probabilità il primo vino Portoghese che “scoprirono” gli Inglesi fu il Vinho Verde, tipico della parte settentrionale e costiera del Portogallo e fu solamente quando cominciarono a penetrare del territorio interno, fino alla valle del Douro, che “scoprirono” i vini robusti che andavano cercando. Questi vini, a causa delle alte temperature continentali, fermentavano velocemente e in modo tumultuoso, producendo prodotti astringenti e molto colorati. Dalle aree interne del Portogallo, questi vini venivano trasportati fino alla costa e da qui prendevano la via del mare fino in Inghilterra. Con lo scopo di conservare i vini durante le insidie del viaggio, molti mercanti aggiungevano alle botti una piccola quantità di acquavite - circa il 3% - un espediente che più tardi fu usato anche per il Marsala. Non fu comunque questo sistema a fare nascere il Porto così come lo conosciamo noi oggi, anche se la scoperta del sistema di produzione si confonde ancora oggi fra storia e leggenda.

. …….dedicata alla Primavera 

Tanto verde intorno a te.

La vita è una cosa meravigliosa

quando ti accorgi che il sole brilla

anche per te,

che un pezzetto di cielo è azzurro

anche per te,

che non tutti gli uomini soffrono

e che ci son sempre tante foglie verdi, intorno

che rinascono ad ogni Primavera. 

Nei modi di dire quando dico:"Primavera"

 ho compito 20 primavere o 80 primavere....

NEL VOCABOLARIO

in spagnolo primavera;

in inglese spring the season after winter, in cool countries

when plants start to grow again

in the spring, spring flowers,

con altro significato

a river coming up from the ground

sprinkle sprinkling

to let small drops or pieces fall on the surface of something.

She sprinkled sugar on the cake!..ed ora divertiamoci in giro per il mondo a cercar come si dice primavera

In greco anoizh,

in francese printemps,

in arabo rabeh,

in spagnolo primavera

in rumeno primavara

in tedesco fruhling,

in filandese kevat in queste due parole sopra la u ci vogliono i .. e sopra la a

 ed ora ai lettori la parola…… insieme per altre scoperte perché primavera

è?  Le opere artistiche sono  create daGIUSEPPE TOCCHETTI: L'EBBREZZA CIN CIN LA PRIMAVERA

ebbrezza tondo diametro 50cm

primavera tondo 60 cm.

l'abbinamento  casuale  è divenuto importante se inquadrato

                 tra ebbrezza del vino ed ebbrezza di primavera????

  a voi lettori le risposte  ….

 

Carmelina Rotundo Auro 

 

La Terrazza Gualtiero Marchesi

Un omaggio al Maestro nella nuova edizione Le Soste 2020

La Terrazza Gualtiero Marchesi tra i nuovi ingressi del prestigioso volume

Gualtiero Marchesi ci ha lasciato ormai da due anni, ma la sua intramontabile lezione e il suo straordinario talento vivono in un’eredità preziosa che esce dal tempo. Ecco perché, nel volume che raccoglie i più nobili ristoranti di fine dining all’italiana, non poteva mancare uno spazio che celebrasse la grandezza del Maestro. E come, se non includendo la realizzazione del suo ultimo sogno, l’apertura di un ristorante in riva al lago? La Terrazza Gualtiero Marchesi all’interno del Grand Hotel Tremezzo custodisce il privilegio di proporre, come unico luogo al mondo, una carta interamente dedicata ai piatti-icona del cuoco che ha rivoluzionato lo stile italiano nel fare cucina e accoglienza. Qui dieci anni fa ha preso forma la collaborazione tra la famiglia De Santis, proprietaria del Palace, lo storico chef Osvaldo Presazzi, il Gruppo Gualtiero Marchesi con alcuni dei suoi allievi e in particolare, negli ultimi anni, Antonio Ghilardi. E da allora, in questo suggestivo contesto Liberty, si rinnova un prodigio di freschezza, naturalezza, purezza ed eleganza che, a guardar bene, rappresenta il caposaldo di un codice culinario quanto mai contemporaneo e godibilissimo.

 

La Terrazza Gualtiero Marchesi

Immaginate di approdare in una terrazza romantica affacciata sulle acque scintillanti del lago di Como, con uno scorcio sul promontorio di Bellagio. E che una meravigliosa macchina del tempo vi catapulti nella mitica età dell’oro della Belle Époque. Qui, a Tremezzo, il Maestro Gualtiero Marchesi aveva fatto visita per la prima volta nel 2010 e rimase folgorato dal rituale di ospitalità coltivato dalla famiglia De Santis. Da allora rincorse il desiderio di aprire il suo ristorante lacustre e strinse una feconda cooperazione con lo chef Osvaldo Presazzi. Oggi, grazie all’impegno della Fondazione e della Accademia Gualtiero Marchesi - sotto la direzione del genero Enrico Dandolo, le ricette più illustri di Marchesi solleticano con eleganza le papille degli ospiti privilegiati. Riso e oro, Raviolo aperto, Dripping di pesce - Omaggio a Jackson Pollock, Astice e maccheroni fanno da colonna portante a una proposta coinvolgente per ingredienti eccelsi, tecniche e cotture impeccabili. Per esperienze semplicemente esclusive, impareggiabili, emozionanti.

 

La Terrazza Gualtiero Marchesi 

Via Regina, 8

22016, Tremezzo (CO)

Tel. +39 0344 42491

gualtieromarchesi.restaurant

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Associazione Le Soste®

Via Duca degli Abruzzi, 7/A

20871 Vimercate (MB)

Tel. +39 039 6080661

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Ufficio stampa & Comunicazione 

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cell. 333 4861812

 

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I “VENERDI A PÂXO” DA COMPAGNA

VENERDI’  28  FEBBRAIO  2020  ALLE  ORE  17,00  A  PALAZZO DUCALE SALA BORLANDI – SOCIETA' LIGURE DI STORIA PATRIA (da piazza De Ferrari, atrio primo loggiato, seconda porta a sinistra piano terra)

 

A COMPAGNA PRESENTA IL LIBRO DI 

Aldo Giovanni Velardita

 

Una Compagnia Portuale a Genova dal Medioevo al XX Secolo

 

Edizioni Nuova Prhomos

 

Dai Bergamaschi della Caravana ai Camalli del Portofranco, un’appassionante ricostruzione delle realtà lavorative che per secoli hanno caratterizzato le attività portuali di Genova

 

La presentazione sarà tenuta dall’Autore

con la collaborazione del gruppo de "I Venerdì da Compagna" coordinato da Francesco Pittaluga, con Eolo Allegri, Isabella Descalzo e Luigi Lanzone.

 

 

INGRESSO LIBERO

 

 

“BERE IL TERRITORIO” 2020

 

 

Diciannovesima edizione per il Concorso Letterario Nazionale di Go Wine

“BERE IL TERRITORIO” Raccontare il vino attraverso un viaggio…


Il termine per partecipare scade il 10 marzo 2020


L’associazione Go Wine promuove una nuova edizione del concorso letterario nazionale Bere il territorio.
Si tratta della diciannovesima edizione di un progetto culturale che ha sempre accompagnato la vita dell’associazione fin dalla sua costituzione, caratterizzandosi come un’iniziativa qualificante per Go Wine e sempre molto partecipata.
Il Bando viene lanciato con il nuovo anno 2020 e in occasione del periodo invernale.

Il Concorso rimane sostanzialmente fedele all’idea che l’ha originato; presenta nel Bando differenti forme di partecipazione: la sezione generale si divide in due categorie: una riservata agli over 24 anni senza distinzioni, una riservata a giovani dai 16 ai 24 anni.
Il tema del viaggio caratterizza anche questa edizione.
Il Bando invita infatti i partecipanti a farsi idealmente viaggiatori, indicando come tema un percorso in un territorio del vino italiano, raccontando un’esperienza, evidenziando il rapporto con i valori cari all’enoturista: paesaggio, ambiente, cultura, tradizioni e vicende locali.

Il tema del concorso si lega da alcuni anni in modo più diretto all’idea che ha ispirato fin dalla costituzione l’associazione Go Wine: ovvero guardare ad una figura qualificata di consumatore che non ama solo conoscere e degustare i vini, ma avverte il desiderio di farsi viaggiatore per scoprire i luoghi dove ciascun vino si afferma e dove uomini e donne del vino operano.


A fianco delle due categorie della sezione generale è prevista la sezione speciale riservata agli studenti degli Istituti Agrari: in questa sezione il Bando intende valorizzare e premiare lavori di ricerca rivolti al tema dei vitigni autoctoni, anche tenendo conto di interessanti contributi che in ogni edizione pervengono.

Il Concorso conferma gli obbiettivi di sempre che si rinnovano nell’attualità del tema: contribuire, mediante un’iniziativa culturale, a far crescere la cultura del consumo dei vini di qualità, mirando ad un consumatore sempre più consapevole sia nelle scelte, sia nell’attribuire il giusto valore e significato ad una bottiglia di vino.
Il richiamo all’idea del viaggio offre una speciale caratterizzazione, tenendo conto della dimensione reale e simbolica che contraddistingue sempre la figura del viaggiatore nel percorso della letteratura.
Si mantiene peraltro inalterato lo spirito di fondo che anima l’iniziativa culturale. Storia, tradizioni, paesaggio e vicende culturali: sono diversi i fattori che distinguono il vino da una qualsiasi bevanda e che si esaltano nel percorrere un territorio del vino.
Pubblichiamo di seguito il Bando contenente tutte le informazioni per la partecipazione.
I testi dovranno pervenire entro il 10 marzo 2020 presso la sede nazionale di Go Wine in Alba; la cerimonia di premiazione è prevista ad Alba sabato 4 aprile 2020.

Oltre ai premi riservati ai giovani scrittori, Bere il territorio conferma il riconoscimento a “Il Maestro” e il Premio Speciale a favore di un libro, edito durante l’anno 2019, che abbia come tema il vino o che, comunque, riservi al vino una speciale attenzione. 


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Sostengono questa iniziativa la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e un Comitato di aziende vinicole italiane che contribuiscono ad animare gli incontri che Go Wine promuove per divulgare il concorso.

I premi e la Giuria di Bere il Territorio

Gli elaborati saranno sottoposti al vaglio della giuria composta da Gianluigi Beccaria e Valter Boggione (Università di Torino), Margherita Oggero (scrittrice), Bruno Quaranta (La Stampa-Tuttolibri), Massimo Corrado (Associazione Go Wine).

I premi: 500 euro ciascuno per i due vincitori della sezione generale; 500 euro per il premio riservato agli studenti agli Istituti agrari; 500 euro per il premio speciale riservato libro dedicato al vino.

 

Clicca qui per scaricare il Bando di Concorso

 

Per informazioni:
Associazione Go Wine tel. 0173 364631 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.gowinet.it 

“Mangiamo male!”

 

“Mangiamo male!”: la nostra relazione con il cibo vista dalla filosofia

 

Il professore Adriano Fabris dell’Università di Pisa firma un pamphlet provocatorio, “Etica del mangiare. Cibo e relazione”, che analizza il nostro modo (spesso sbagliato) di nutrirci

 

La filosofia ci guarda nel piatto e il verdetto non è dei migliori. “Mangiamo male perché non sappiamo che cosa vuol dire bene e male nella nostra relazione con il cibo”, scrive infatti il professore Adriano Fabris dell’Università di Pisa nel suo ultimo libro – in realtà un pamphlet, come lui stesso lo definisce – intitolato “Etica del mangiare. Cibo e relazione” (Edizioni Ets).

 

“In questo periodo di cenoni e di celebrazioni gastronomiche varie, in cui finiamo per mangiare anche solo per ottemperare a una tradizione, l’esigenza di mangiare in maniera etica si ripropone con ancora più urgenza – dice Adriano Fabris - Mangiare eticamente significa mangiare in maniera equilibrata, rispettosa degli altri (di coloro che magari non possono permettersi cenoni), di sé (del proprio benessere e della propria salute), di tutto l'ambiente”.

L’idea da cui parte Fabris è che l’atto del mangiare è un modo problematico (e anche distruttivo e violento) di relazionarci con gli altri esseri viventi, con gli esseri umani e con il mondo in generale. Il libro inizia con un capitolo più esplicitamente polemico che mostra quanto le questioni relative al mangiare siano oggi spesso mal impostate perché la relazione alimentare è univocamente appiattita su chi mangia o su chi/cosa è mangiato. La seconda parte del volume, approfondisce gli aspetti di sacralità legati al cibo, a partire dalle religioni che hanno regolamentato come e cosa mangiare, anche allo scopo di mediare fra la necessità di uccidere per nutrirsi e il problema di limitare l’impatto di queste uccisioni. La terza parte infine, infine, sviluppa una vera e propria etica del mangiare, a partire dall’idea che  mangiare  è  un atto che trasforma sia gli altri che se stessi.

“Mangiare eticamente – conclude Fabris - significa non dimenticare mai che mangiare è un atto relazionale: un atto, cioè, che ci mette in relazione con gli altri, donne e uomini, con molti esseri viventi, con l’ambiente in generale. Per questo dobbiamo riflettere su ciò che mangiamo e su come mangiamo. Magari per iniziare il nuovo anno in maniera davvero nuova”.

 

Dott.ssa Marina Caterina Magnani

Addetta stampa

Università di Pisa

Tel. 050 2212931

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PREMIO LA REGOLA

 

 

La Regola della letteratura: un premio per la scrittura creativa

 

Nasce un premio per la scrittura creativa. Lo ha indetto l’azienda toscana La Regola, storica realtà produttiva della Val di Cecina a cavallo tra il Mare Tirreno, Volterra e Bolgheri.

Il 23 aprile 2020, infatti, in occasione della giornata internazionale del libro, patrocinata dall’Unesco, l’azienda assegnerà il premio “La Regola della letteratura”, in collaborazione con la Scuola di scrittura creativa Genius e la Golden Book Hotel Association.

 

Il 23 aprile è una data importante e simbolica, perché in epoca etrusca proprio in questo giorno si celebrava Vinalia, la festa  in onore della vendemmia dell’anno appena trascorso. Durante questo giorno il vino era l’assoluto protagonista. Gli etruschi trasmisero la cultura della vite e del vino ai romani e ne consentirono la diffusione anche oltralpe, fino alla Gallia meridionale.

 

Il vino, l’arte e la cultura rappresentano la storia e l‘anima di un territorio. Il vino esprime i pensieri più profondi della terra, l’arte svela l’uomo, fondendo il tempo e lo spazio dando vita alle immagini della nostra mente e la cultura è lo strumento per comprendere.

 

fratelli Nuti, proprietari dell’azienda la Regola da tre generazioni, sentono la responsabilità di tenere vive e tramandare le tradizioni e l’essenza di questo territorio, che conoscono profondamente, non solo facendo vino in armonia e nel rispetto della natura, dimostrando la grande vocazione di questa zona alla produzione di vini naturali, ma anche coltivando l’interesse per la cultura e l’arte come strumento per far conoscere e comprendere un territorio.

 

Vorrebbero che la loro azienda fosse una sorta di ambasciata territoriale, un luogo di incontro, di scambio culturale, sociale e soprattutto sempre aperto, per coinvolgere e dimostrare che l’uomo e la natura possono e devono interagire con rispetto e creatività. Per realizzare questo progetto si dedicano con entusiasmo e impegno.

 

“La Regola della letteratura” è un concorso letterario per racconti inediti, patrocinato allo scopo di favorire autori emergenti, dando loro la possibilità di avere la visibilità che meritano. Non ci sono vincoli, si può scegliere qualsiasi tema e genere, a patto che si tratti di racconti di narrativa in lingua italiana.

 

I premi

1° classificato: premio in denaro di € 500,00 offerti dal Podere La Regola, targa celebrativa, bottiglia Magnum 3L La Regola, laboratorio di scrittura creativa offerto dalla Scuola Genius.

2° classificato: targa celebrativa, bottiglia Magnum 1,5L La Regola, soggiorno offerto da Golden Book Hotel Association e laboratorio di scrittura creativa offerto dalla Scuola Genius.

3° classificato: targa celebrativa, bottiglia 0,75 La Regola 3 bicchieri Gambero rosso, laboratorio di scrittura creativa offerto dalla Scuola Genius.

I risultati verranno pubblicati sul sito dell’associazione Story Genius: www.storygenius.it. Gli autori vincitori saranno comunque avvisati personalmente, in tempo per partecipare all’evento di premiazione che si terrà sabato 20 giugno 2020 presso la Cantina La Regola (Altagrada, SR68 – Riparbella, provincia di Pisa, 56046).

 

Le giurie

Tra tutti i racconti pervenuti entro la mezzanotte del 23 aprile 2020, la Giuria costituita dagli scrittori docenti della Scuola Genius selezionerà un gruppo di 10 finalisti che verranno affidati alla Giuria degli autori, composta da scrittori e personaggi di chiara fama nell’ambito della creatività e della cultura, che decreteranno il podio dei tre vincitori. Nel caso le giurie non considerassero abbastanza meritevoli i testi giunti alla Scuola Genius, i premi potranno essere non assegnati.

 

Il concorso

Al premio possono partecipare autori italiani e stranieri, senza alcun limite di età, purché presentino un racconto scritto in lingua italiana, della lunghezza massima di 10 mila caratteri spazi inclusi. Il testo dovrà essere inviato entro la mezzanotte del 23 aprile 2020 all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Alla mail di partecipazione dovrà essere acclusa la ricevuta di pagamento della cifra di € 25,00 come iscrizione al Premio La Regola della Letteratura sul conto corrente del Podere La Regola, IBAN: IT93Y0637071140000010001320 con causale: iscrizione premio.

 

Modalità di partecipazione.

I racconti inviati al concorso dovranno essere opere inedite, in prosa e in lingua italiana, non coperti da diritto d’autore e i cui autori accettino di veder pubblicati nel sito del Podere La Regola o in un volume di possibile prossima pubblicazione, senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore per quest’unica pubblicazione. I diritti dei racconti restano per ogni altro caso di proprietà dei singoli autori.

Ogni autore non potrà inviare più di un racconto.

Per i minori, è richiesta l’autorizzazione dei genitori in carta semplice da allegare firmata alla mail di partecipazione. La partecipazione al concorso implica la piena accettazione del presente bando.

 

COMUNICAZIONE E PR 

Riccardo Gabriele

www.pr-vino.it

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

P.ph. 338 731 763 7

 

IL 2020 SARA' L'ANNO DEL PEPERONE

 

Grazie al Peperonario di Fata Zucchina, il calendario agri-didattico curato da Renata Cantamessa con la partecipazione speciale di Tinto. Un almanacco del benessere quotidiano che rende i bambini “ambasciatori” internazionali di educazione alimentare, amicizia senza confini e buona musica

 

Se lanciassimo un indovinello chiedendo quale prodotto accomuna non solo tutte le cucine regionali italiane, ma anche buona parte di quelle mondiali, la risposta potrebbe essere una sola: il peperone. Da questa intuizione nasce il Peperonario 2020, il calendario agri-didattico ideato dalla giornalista e divulgatrice agroalimentare Renata Cantamessa (in arte Fata Zucchina) per il Consorzio del Peperone di Carmagnola che, proprio quest’anno - caso unico in Italia - ha festeggiato i settant’anni della sua storica Fiera.

Si compone come una serie di dodici cartoline “gastronomiche” spedite da altrettanti Paesi del mondo. Gli autori sono dodici bambini immaginari, simbolo di una cultura dell’amicizia e dell’integrazione coltivata a tavola e dell’internazionalizzazione del made in Italy nell’agricoltura di territorio e di qualità. Ogni cartolina racconta un piatto tradizionale rivisitato in chiave anti-spreco e con l’inserimento del peperone come comune denominatore tra tutte le specialità. A completamento, c’è un box con la presentazione della ricetta insieme alle indicazioni utili per il servizio e l’impiattamento baby-friendly secondo la festività o un avvenimento importante evidenziato nel mese (es. Carnevale, Pasqua, festa della mamma o del papà, Giornata internazionale dei diritti dei bambini, vacanze, scuola…). 

 

La vera novità è però nell’attenzione all’aspetto nutrizionale: per ogni mese, infatti, accanto a una ricetta viene messo in luce un tema inerente la salute (dalla giusta idratazione all’importanza della prima colazione, fino ai colori del benessere o alle proteine vegetali e animali) a sua volta declinato - mese per mese – nell'argomento introduttivo della cartolina, per poi passare all’infografica divulgativa delle “cinque W nutrizionali” a misura di bambino, con consigli utili per il benessere quotidiano di grandi e piccini sia a tavola che fuori. L’obiettivo è chiaro: arrivare a dicembre 2020 con la sfida del benessere e dell’amicizia accettata, gustata e vinta. 

 

Il Peperonario è un vademecum prezioso per la salute di grandi e piccini, che può contare sulla collaborazione scientifica del SIAN - il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell’ASL TO5. Realizzato con il sostegno del Programma Benessere Salutissima del Gruppo Banca di Asti e di AFAB-Fondo Assistenza e Benessere, è arricchito da un “condimento” musicale grazie alle citazioni di Nicola Prudente (in arte Tinto) che - per ogni mese - estrae dal suo celebre “Frigo” una canzone a tema da scoprire e riscoprire.

 

Il Peperonario è in distribuzione nelle scuole, nei luoghi pubblici e nei punti vendita di Carmagnola, oltre a tutta la rete delle Asl di Torino e provincia, e tramite gli sportelli di Banca di Asti/Biverbanca di Piemonte, Liguria e Lombardia. 

 

Per scaricare il Peperonario 2020 

in formato pdf. Clicca qui

 

CHI E' RENATA CANTAMESSA/ FATA ZUCCHINA

 

Fata Zucchina è la prima “fata agricola” italiana, ideata e impersonata da Renata Cantamessa, giornalista di carta stampata e web, autrice, conduttrice radio-televisiva e divulgatrice agroalimentare che, nel suo percorso professionale, si è concentrata sui temi strategici dell’agroalimentare, della territorialità, del benessere, della prevenzione e della sostenibilità. Oltre che col mondo della cooperazione e dell’agricoltura, Renata collabora come project-manager con la rete delle Asl territoriali italiane, l’Università degli Studi di Torino, l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte e con la GDO-Grande Distribuzione Organizzata italiana. E' anche autrice del volume Il Mistero del Grandalbero-Ricette favolate di Fata Zucchina, il bi-libro collegato a un'operazione di solidarietà verso l'Ospedale infantile Regina Margherita di Torino con La Collina degli Elfi Onlus, l’Ospedale Gaslini di Genova e la Fondazione De Marchi Onlus di Milano.

 

Il personaggio di Fata Zucchina - che la scorsa stagione ha debuttato su Rete4 con una rubrica all’interno del programma Parola di Pollice Verde, oggi Sempreverde - si rivolge per antonomasia al settore primario, come snodo centrale di una “nuova economia” a misura di persona, famiglia e bambini. 

 

Silvia Benzi

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