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Libri

Guida alle Cantine" Made in Piedmont"

La meraviglia del vino, nasce la "Guida alle Cantine" Made in Piedmont. Una guida dedicata agli enoturisti che vogliono mettere al centro della loro esperienza l’incontro diretto con il vino, i luoghi, e le persone che lo producono

Sono molte le guide ai vini e altrettante le guide turistiche, ma quasi nessuna è una guida alle cantine. In un settore dove vengono privilegiate le recensioni enologiche o le informazioni generaliste, è una novità porre l’attenzione sul vino come esperienza di persone e di luoghi, non come prodotto commerciale, considerando l’utente finale un visitatore e non un consumatore.

 

Presentata ad Alba il 9 ottobre nella Sala Convegni del Palazzo Banca d’Alba, la Guida alle Cantine edita da Made in Piedmont (associazione che raccoglie oltre 80 importanti cantine della Regione), tenta di raccontare il vino attraverso l’accoglienza. Quella dei vitivinicoltori che, in Piemonte, sono spesso gli stessi proprietari della cantina, tipicamente a conduzione famigliare; e quella dei servizi messi a disposizione dell’enoturismo, dalle semplici degustazioni alle passeggiate in vigna, dalla possibilità di dormire tra i filari al ristorante allestito “tra le botti”, dalle cooking class alle attività all’aria aperta: e-bike, equitazione, wine-trekking, picnic, yoga e arte tra i filari.

 

 

 

 

 

 

«La nostra Guida alle Cantine, prima nel suo genere», spiega Gianni Gagliardo, produttore e presidente dell’Associazione Made in Piedmont, «ha lo scopo di facilitare il viaggio dei visitatori alla scoperta del Piemonte del vino, aiutandoli a pianificare le tappe. Ogni produttore è unico: si distingue per carattere e personalità. È questo che rende peculiare il suo modo di fare il vino e di offrirlo ai suoi ospiti».

 

DA PRODOTTO AD ESPERIENZA

 

Pianificare il viaggio, conoscere il territorio, scegliere le attività da fare in cantina, incontrare il produttore vis-à-vis. La Guida alle Cantine di Made in Piedmont è progettata per essere uno strumento agile e pratico, utile, pensato per i wine lover e per le loro esigenze. Una bussola che aiuta ad orientarsi all’interno della sconfinata offerta di vini piemontesi, con un importante cambio di ottica. Non si parte dai giudizi sulle etichette, ma dai territori. Si parte, o meglio, si riparte, a raccontare il vino dai luoghi dove nascono, maturano e vengono raccolte le sue uve, dalle mani e dalle migliaia di vite che ogni giorno dedicano la loro passione e professionalità alla vite.

 

La Guida alle Cantine di Made in Piedmont è un «benvenuto a braccia aperte sulla soglia delle barricaie», continua il presidente Gagliardo, «l’attitudine tutta piemontese a invitare gli ospiti a far parte, per un po’, della famiglia. È questa accoglienza fatta di gesti particolari che cambia tutto: il vino non è più lo stesso, da prodotto diventa meravigliosa esperienza».

 

 

 

 

LA GUIDA

 

La Guida alle Cantine dell’Associazione Made in Piedmont verrà distribuita nei principali luoghi di interesse turistico del Piemonte: Atl e uffici turistici, Enoteche Regionali, ristoranti e alberghi, strutture ricettive. In più copie sarà sempre consultabile presso le cantine aderenti al progetto.

 

Descrive i quattro principali territori vitivinicoli del Piemonte: le Langhe, il Roero, il Monferrato e le Terre del Gavi, ciascuno dei quali illustrato con mappe e notizie di interesse turistico. Il viaggio si snoda su 31 comuni piemontesi e 56 produttori, raccontati attraverso schede che “simulano” la visita in cantina e contengono tutti i servizi offerti, fornendo per ciascuno il contatto diretto alla prenotazione o alla richiesta di informazioni. Un sommario intelligente, al fondo della guida, indicizza ciascuna struttura per nome, territorio e Comune di appartenenza.

 

Accanto alla guida cartacea, l’Associazione Made in Piedmont ha creato il relativo portale (guidaallecantine.com). Qui le mappe diventano geolocalizzate e c’è la possibilità di gettare un “occhio sui vigneti” grazie alle wine webcam installate sui meravigliosi paesaggi riconosciuti Patrimonio dell’Umanità Unesco.

 

«La Guida non potrà che crescere per numeri e popolarità, includendo sempre più cantine, territori e produttori: ci auguriamo che possa diventare il punto di riferimento per l’enoturismo in Piemonte», conclude Gianni Gagliardo.

 

 

L’ASSOCIAZIONE MADE IN PIEDMONT

 

Nata nel 2010 dalla sinergia di una cinquantina di cantine fondatrici, oggi Made in Piedmont conta oltre 80 aziende associate in tutte le principali aree vitivinicole del Piemonte: Langhe, Roero, Monferrato, Terre del Gavi e Alto Piemonte. Obbiettivi dell’Associazione sono la promozione del territorio; la sua crescita armonica coordinata; la valorizzazione del patrimonio collettivo rappresentato dai paesaggi, dalle esperienze e dalla vita produttiva degli associati. Al centro dell’operato dell’Associazione ci sono azioni volte al superamento dell’individualismo aziendale a favore di una visione comunitaria delle colline del vino, oggi riconosciute dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

 

 

 

ECCO I “CAPOLAVORI LIQUIDI” DELLA GUIDA VERONELLI 2020

 

MIGLIORI ASSAGGI, TRE STELLE ORO 

 

Il Seminario Veronelli comunica le eccellenze enologiche che, nell’edizione 2020 della storica guida ai vini italiani, hanno conseguito il titolo di Tre Stelle Oro, Grande Esordio e Miglior Assaggio. In questa selezione di “capolavori liquidi” primeggia il Piemonte per numero di riconoscimenti, ma è toscano il Miglior Vino Rosso dell’anno, unica etichetta ad aggiudicarsi l’eccezionale giudizio di 100/100

 

Mancano poco più di due settimane alla presentazione in anteprima della Guida Oro I Vini di Veronelli 2020, prevista giovedì 24 ottobre a Venezia, presso l’Isola di San Giorgio Maggiore, sede di Fondazione Giorgio Cini e dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli. In attesa di svelare novità e conferme di un’edizione particolarmente ricca, il Seminario Permanente Luigi Veronelli, associazione senza scopo di lucro che redige e pubblica il volume, ha comunicato alcune importanti anticipazioni in occasione dell’evento organizzato questa mattina all’interno della Milano Wine Week.

 

 

 

 

In primo luogo, il nuovo simbolo che identifica le eccellenze vitivinicole: le Tre Stelle Oro che i Curatori Gigi Brozzoni, Marco Magnoli e Alessandra Piubello hanno assegnato ai campioni valutati con punteggio uguale o superiore a 94/100. Su 16.766 vini recensiti, solo 395 hanno ottenuto questo riconoscimento e, nel consueto confronto regionale, anche quest’anno è il Piemonte a condurre la classifica per numero di premi conseguiti con ben 123 Tre Stelle Oro, seguito dalla Toscana con 104 e, molto staccato, dal Veneto con 24 vini “orostellati”.

In netta crescita, rispetto all’edizione precedente, il numero dei Grandi Esordi, vini che, recensiti per la prima volta, hanno sorpreso i curatori raggiungendo o superando la soglia dei 94/100: 38 debuttanti contraddistinti in Guida dal fiore d’oro.

 

Protagonisti dell’incontro di oggi, denominato NumeriUno: i Migliori Assaggi della Guida Veronelli 2020 sono stati, però, i cinque vini che, rispettiva nella tipologia, hanno conseguito il più elevato giudizio in centesimi. Ecco, dunque, i vertici della vitivinicoltura italiana secondo la Guida Oro I Vini di Veronelli 2020:

 

Miglior Vino Spumante

Franciacorta Extra Brut Rosé Riserva Annamaria Clementi 2009

Ca’ del Bosco (Erbusco, Brescia)

Miglior Vino Bianco

Alto Adige Terlaner I Grande Cuvée 2016

Cantina Terlano (Terlano-Terlan, Bolzano)

Miglior Vino Rosato

Valtènesi Riviera del Garda Classico Chiaretto Molmenti 2016

Costaripa (Moniga del Garda, Brescia)

Miglior Vino Rosso

Masseto Toscana 2016

Tenuta Masseto (Castagneto Carducci, Livorno)

Miglior Vino Dolce o da Meditazione

Vernaccia di Oristano Antico Gregori 1976

Contini Attilio (Cabras, Oristano)

 

«Migliori Assaggi, Tre Stelle Oro e Grandi Esordi corrispondono, per la Guida Veronelli, ai vertici qualitativi della produzione vitivinicola italiana. Dal Sudtirolo a Pantelleria, ad ogni latitudine i Produttori italiani hanno saputo valorizzare al meglio le sinergie tra ambiente, vitigno e lavoro dell’uomo. Riteniamo che i Migliori Assaggi, cui abbiamo dedicato l’appuntamento di oggi, abbiano un valore fondamentale per l’intera comunità del vino: cinque vini d’Italia in grado di confrontarsi con le migliori produzioni mondiali sono una dimostrazione concreta delle nostre potenzialità qualitative. Inoltre, il fatto che quest’anno la Guida abbia assegnato al Masseto Toscana 2016 di Tenuta Masseto l’eccezionale valutazione di 100/100 riservata, nell’edizione precedente, ad un vino decisamente diverso come il Barolo Granbussia 2009 di Poderi Aldo Conterno testimonia la preziosa variabilità di riferimenti e di stili, anche ai massimi livelli, che caratterizza il nostro tessuto produttivo: una ricchezza di cui essere orgogliosi.» dichiara Andrea Bonini, Direttore del Seminario Veronelli.

Per ogni ulteriore informazione sulla Guida Oro I Vini di Veronelli 2020 è necessario attendere l’anteprima veneziana di giovedì 24 ottobre, quando saranno comunicati, tra l’altro, i dieci vini insigni del premio speciale della pubblicazione, il Sole un tempo assegnato personalmente da Luigi Veronelli e ora attribuito in modo collegiale dalla Redazione a dieci “racconti in forma di vino” rappresentativi della competenza, dell’impegno e della creatività dei vignaioli italiani.

 

Emanuela Capitanio

FESTIVAL DEL CLASSICO A TORINO

Fondazione Circolo dei lettori

 

Festival del Classico

17-20 ottobre | II edizione

La verità ci renderà liberi

 

Cos’è la verità, come è cambiato il suo significato nel corso del tempo e in quali catene rischiamo di finire avvinghiati se essa viene meno? Sono alcuni degli interrogativi alla base del tema scelto per la seconda edizione del Festival del Classico, a Torino dal 17 al 20 ottobre: La verità ci renderà liberi. Progetto della Fondazione Circolo dei lettori e Regione Piemonte, presieduto da Luciano Canfora e curato da Ugo Cardinale e Massimo Arcangeli, il Festival accende i riflettori sulle sfide e i bisogni più urgenti della contemporaneità, legati alla distinzione tra verità e opinione, fatti e interpretazioni, notizie vere e fake, potere persuasivo della parola e suo uso pubblico. Programma completo su https://festivaldelclassico.it/programma.

 

 

Tra gli ospiti della seconda edizione: il filologo classico e storico Luciano Canfora e il filosofo Massimo Cacciari, impegnati nell’inaugurazione giovedì 17 (ore 18, Aula Magna, Cavallerizza Reale) sul “falsovero” e l’inquieto filosofare alla ricerca della verità, e l’attore Moni Ovadia sulla democrazia come violenza (giovedì alle 21, Aula Magna, Cavallerizza Reale). Venerdì 18 ecco il linguista Gian Luigi Beccaria con una riflessione l’eredità classica della lingua italiana (ore 17, sala grande, il Circolo dei lettori), il filosofo Salvatore Natoli che ripercorre le definizioni di “verità” dall’antichità a oggi (18.30, sala grande, il Circolo dei lettori) e in serata l’attrice Lella Costa e il suo reading dalle commedie di Aristofane Lisistrata, Le Tesmoforianti e Donne all’assemblea, con interventi della grecista Olimpia Imperio e conclusioni di Luciano Canfora, per una “questione femminile” fra teatro e politica (21, Aula Magna, Cavallerizza Reale).

 

Sabato 19 appuntamento con il filologo Federico Condello e il poeta Valerio Magrelli sulla verità in Montale (ore 11, sala grande, il Circolo dei lettori), con la scrittrice Nadia Terranova e la sua narrazione omerica per bambini, con Merende Selvagge (alle 11, sala lettura, il Circolo dei lettori), con la filosofa Franca D’Agostini e lo scienziato politico Maurizio Ferrera per analizzare l’odierna degenerazione della democrazia in “teatrocrazia” (ore 12, sala grande, il Circolo dei lettori), con il filologo Maurizio Bettini per una riflessione di ciò che ci rende umani (alle 15, Aula Magna, Cavallerizza Reale) e con il latinista Ivano Dionigi con il suo invito a riscoprire le verità del pensiero umanistico (ore 16, sala grande, il Circolo dei lettori). 

 

E ancora, sempre sabato 19, gli storici dell’antichità Gino Bandelli e Giovanni Brizzi, con la moderazione di Sergio Roda, mettono in guardia contro la storia falsa (ore 16.30, sala Codici, Museo del Risorgimento), mentre le filosofe Adriana Cavarero e Valentina Moro, insieme al grecista Giorgio Ieranò, riflettono sul potere persuasivo del linguaggio tragico e della retorica (ore 17.30, sala grande, il Circolo dei lettori), il filosofo Umberto Galimberti narra le vicissitudini della verità dai Greci alla nostra età della tecnica (ore 18.30, Aula Magna, Cavallerizza Reale) e il matematico Piergiorgio Odifreddi si concentra sulle verità dei teoremi e la figura del loro “padre” Pitagora, con gli storici della filosofia antica Bruno Centrone e Giuseppe Cambiano (ore 21, sala grande, il Circolo dei lettori).

 

Domenica 20, spazio alla parabola dell’accoglienza da Odisseo a Farage con Maurizio Bettini, Luciano Canfora, il linguista Raffaele Simone e il giurista Armando Spataro (alle 11 al Teatro Carignano), alla difficile arte di distinguere la verità nella selva delle opinioni, con i filosofi Mauro Bonazzi e Maurizio Ferraris (alle 16, sala grande, il Circolo dei lettori). Gli scrittori Matteo Nucci, Marco Balzano e Annalisa Ambrosio sono invece impegnati a introdurre le due semifinali (giovedì 17 alle 16, sala grande, Circolo dei lettori; venerdì 18 alle 16, sala dei mappamondi, Accademia delle Scienze) e la finale (sabato 19, ore 11.30, sala dei mappamondi, Accademia delle Scienze) del Torneo di disputa classica per le scuole superiori, a cura di Elisabetta Berardi, Marcella Guglielmo e Massimo Manca, dal suggestivo sottotitolo Antiche lezioni per moderni dilemmi.

 

Il Festival del Classico è realizzato con il sostegno di Fondazione CRT, il patrocinio della Città di Torino e dell’Università degli Studi di Torino, in collaborazione con Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Accademia delle Scienze di Torino, Dibattito e Cittadinanza Rete del Piemonte, Rete Nazionale dei Licei Classici, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte e Cirst – Centro Interuniversitario di Ricerca Studi sulla Tradizione. Media partner La Stampa. L’artwork è di Ugo Nespolo.

 

Modalità d’ingresso

Gli incontri gratuiti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili. A partire da un’ora prima dell’inizio dell’evento, davanti ai singoli spazi, viene distribuito un tagliando a persona che consente l’ingresso in sala. Possono prenotare il proprio posto i titolari di Carta Extra.

Per gli eventi a pagamento la biglietteria è al Circolo dei lettori e online su Vivaticket (per maggiori informazioni 334 1809224).  

 

La Carta Extra permette di prenotare un posto nelle prime file agli eventi gratuiti e di godere di riduzioni sui eventi a pagamento. I titolari hanno inoltre diritto al biglietto di ingresso gratuito per la lezione-spettacolo di Daria Bignardi La coscienza dell’ansia di domenica 29, Teatro Carignano. La Carta Extra si può sottoscrivere al Circolo dei lettori e online su torinospiritualita.org e circololettori.it.

Per accreditarsi al Festival del Classico si invitano i giornalisti e gli operatori media a inoltrare una mail di richiesta a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con indicati dati anagrafici, recapiti telefonici, testata di riferimento e il numero di iscrizione all’Ordine dei Giornalisti. Sarà cura dell’ufficio comunicazione prendere in carico tutte le richieste e rispondere prontamente.

 

festivaldelclassico.it

 

Ex Libris Comunicazione
Tel. +39 02 45475230 
Mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Carmen Novella Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 335 6792295
Silvia Crupano Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 377 0838349

PRESENTAZIONE GUIDA AIS VITAE 2020

 

 

 

Stefania Miglio

+39 0323 403588

 

Scarabocchi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Complesso Monumentale del Broletto

(via Fratelli Rosselli 20, Novara)

Doppiozero e Fondazione Circolo dei lettori

Scarabocchi. Il mio primo festival 

20-22 settembre | Novara | II edizione

 

Animali, Segni, Storie

Tre giorni di laboratori, performance e incontri, preceduti da workshop nelle scuole della città, pensati per indagare un gesto semplice e schietto, ma pieno di significati inattesi: lo scarabocchio. È Scarabocchi. Il mio primo festival, dal 20 al 22 settembre a Novara, indagine fantasiosa, poetica e creativa, su quel segno libero, indipendente e spontaneo che sfugge al controllo della mente.

Scarabocchi. Il mio primo festival, progetto di Doppiozero e Fondazione Circolo dei lettori, è realizzato con il Comune di Novara e il sostegno della Regione Piemonte. Partner Fondazione Comunità Novarese Onlus, De Agostini Editore – White Star, Novamont Spa, Fondazione Banca Popolare di Novara e CBA Consulting.

Un festival che invita a mettere in pratica le idee: adulti e bambini sono chiamati a misurarsi con colori, matite e pennelli, e con la propria interiorità, per esprimere se stessi, i propri sogni, incanti e desideri. Grazie allo scarabocchio, che ingenuo, sincero e talvolta avventato, si fa spazio sul foglio bianco.

Pensato come una festa per bambini e famiglie nella città e nelle scuole dell’infanzia ed elementari di Novara, Scarabocchi offre occasioni di incontro con grandi pensatori contemporanei e con i migliori illustratori italiani. Tra gli ospiti: lo psicanalista Massimo Recalcati, gli illustratori Lorenzo Mattotti, Guido Scarabottolo, Igort, Antonella Abbatiello, Giulia Orecchia, Franco Matticchio, Giovanna Durì, lo studioso di percezione Giuseppe Di Napoli, gli scrittori per l’infanzia Bruno Tognolini e Giovanna Zoboli, lo scrittore e sceneggiatore Ermanno Cavazzoni, l’attore Gioele Dix, il direttore del Museo Egizio Christian Greco, gli antropologi Adriano Favole e Matteo Meschiari e tanti altri.

Casuale e malfatto, lo scarabocchio sfugge al controllo della mente, è un atto involontario che produce una forma distratta, chiave d’accesso al mondo interiore del bambino che l’ha prodotta ma anche dell’adulto che ha tracciato dei segni sul foglio, magari sovrappensiero, mentre è intento in altro. Lo scarabocchio è un filo ingarbugliato che unisce e ricorda ai grandi la propria età bambina.

Scarabocchi è un’iniziativa pensata per rispondere all’esigenza fondamentale di lavorare con le nuove generazioni, riflettere sul futuro e sul welfare familiare e sul cambiamento di modelli di identità, sia didattici che culturali. Ma è ideata anche per ricercare nuovi paradigmi per l’insegnamento e per costruire spazi di aggregazione che tengano conto delle nuove realtà familiari e dei bisogni di scambio, interazione e confronto di cui sono portatrici.

Inaugurazione | Massimo Recalcati

Apre l’indagine lo psicanalista Massimo Recalcati, venerdì 20 settembre, ore 18.30 con una lezione pubblica dedicata a Inconscio e creazione. Perché lo scarabocchio, segno sul foglio bianco che rompe con i codici e abbandona la strada tracciata dall’eredità come clonazione, testimonia, con la sua libertà, l’ineliminabile incidenza dell’inconscio nel processo creativo (ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili). Partner Novamont Spa.


Il programma diviso per temi

Tutti gli incontri e laboratori si svolgono presso il Complesso Monumentale del Broletto (via Fratelli Rosselli, 20, Novara), nella Sala Arengo, nel Loggiato, nel Sottoportico, nella Galleria Giannoni, e nello spazio del Circolo dei lettori, che affacciano tutti sul Cortile, utilizzato anch’esso per i workshop per grandi e bambini, chiamati I luoghi del fare.

Ma Scarabocchi è anche nelle scuole cittadine, per portare nelle aule illustratori e artisti e favorire l’incontro dei più piccoli con chi inventa e disegna storie.

Animali, Segni, Storie: questi i tre momenti in cui il festival si articola, attraverso la creatività, fantasia e poeticità.

Scarabocchi e Animali

La stessa parola, “scarabocchio”, contiene in sé tracce animali: il linguista Giacomo Devoto vi vede l’incrocio tra escharbot, “scarafaggio”, e scarabèo, per via della forma che hanno di solito gli scarabocchi, ovvero l’impronta di uno scarabeo. Per questo, uno dei tre fili rossi che guidano la ricerca del festival è proprio l’indagine sui movimenti “animali” degli scarabocchi e le forme bizzarre che creano.

Si comincia venerdì 20 settembre, ore 21 con Lorenzo Mattotti, che racconta e disegna live la propria versione di Le avventure di Pinocchio. Da molti anni, infatti, l’artista si confronta, in un processo di rielaborazione continua, con una delle figure più note della letteratura universale: Pinocchio. Un incontro che restituisce in modo profondo e fantasmagorico la storia del pezzo di legno che prende vita e la sua epopea per diventare un bambino vero. Interviene Marco Belpoliti (ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili).

Grandi e bambini sono invece chiamati insieme a misurarsi con Un mare di colori, questo il titolo del laboratorio per tutti condotto dall’illustratrice Antonella Abbatiello, sabato 21 settembre, ore 11: su un foglio lunghissimo, dipinto di blu e di verde, con carta, forbici, colla e immaginazione, adulti e piccoli danno vita a un’opera multicolore, un mare pieno di pesci in cui potersi tuffare (per adulti e per bambini dai 5 agli 11 anni, prenotazione obbligatoria Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Sabato 21 settembre, ore 11, è Giovanna Zoboli, scrittrice ed editrice che nel 2004 ha creato, insieme a Paolo Canton, il marchio editoriale Topipittori, a raccontare di animali, in particolare quelli che si trovano in un capolavoro della letteratura, ovvero Il Piccolo Principe di Saint-Exupéry. Il racconto, molto prima di essere una storia, fu infatti uno scarabocchio ai margini delle lettere, diari e biglietti del suo autore. L’incontro si intitola Quando uno disegna una pecora (ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili).

Lo stesso giorno, Giovanna Durì, grafica editoriale, disegnatrice e curatrice di mostre e cataloghi per i migliori illustratori contemporanei, conduce il laboratorio per adulti Vedere gli animali, sabato 21 settembre, ore 15.30. Per tre ore, i grandi sono chiamati a cimentarsi con lo scarabocchio, prima macchia, pasticciata, scura, indefinibile, poi riconoscibile come sagoma di qualcosa: uno scarafaggio, un riccio, un uccello (ingresso € 15, Carta Plus e Extra € 10).

Domenica 22 settembre, ore 11, per i bambini, l’occasione di conoscere Scara e Bocchio, un cane e un gatto che fanno a gara a chi scarabocchia di più. Sono Margherita Mattotti ed Eloisa Gozzi a condurre il laboratorio artistico (per bambini dai 4 anni, prenotazione obbligatoria info@circololettori). Invece l’illustratrice Ilaria Urbinati invita i più piccoli a disegnare se stessi in versione animale, nel workshop E tu che bestia sei?, domenica 22 settembre, ore 16.30 (per bambini 5-11 anni, prenotazione obbligatoria Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Scarabocchi e Segni

Secondo filone di indagine, la parola scarabocchiata, lo scarabocchio parlante, ma anche il racconto sprigionato dagli spazi vuoti, dal niente e dai margini.

Si comincia sabato 21 settembre, ore 11 con Francesca Biasetton dell’Associazione Calligrafica Italiana, nel workshop per adulti Segni per comunicare, pensato per riflettere sui movimenti della scrittura, ovvero la danza quotidiana della mano sul foglio (ingresso € 10, Carta Plus e Extra € 8).

Bruno Tognolini, scrittore per l’infanzia, è protagonista di Scarabocchi verbali puerili che dicono il mondo, sabato 21 settembre, ore 15. È l’occasione per scoprire come i bambini siano poeti naturali ed esplorare le sorgenti di questa Lingua Mamma che lungo il cammino approssima via via le “parole giuste” in mirabolanti scarabocchi verbali, chimere linguistiche in grado di generare filastrocche e invenzioni poetiche (ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili).

Ma non solo, perché Anna Peiretti, responsabile Bottega Editoriale LIBRI PER TUTTI, tiene l’incontro I libri per tutti: immagini, simboli e strategie per una lettura inclusiva, sabato 21 settembre, ore 15.30. Esistono infatti strumenti efficaci per favorire l’accesso alla lettura da parte di bambini con bisogni comunicativi complessi, fragili lettori, migranti al primo approccio con la lingua italiana, i libri in simboli della Comunicazione Aumentativa Alternativa sono preziose risorse per la relazione. A cura di Fondazione Paideia (ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili, al termine dell’incontro di formazione, è rilasciato un attestato di partecipazione).

Giulia Orecchia, invece, conduce il laboratorio per bambini Pensando il futuro, sabato 21 settembre, ore 16. L’autrice e illustratrice di libri per ragazzi invita i piccoli a dipingere le parole che rappresentano il domani: il risultato è un dipinto stratificato, collettivo, caotico e poetico, fatto di significati e colori, come un muro che nel tempo di copre di graffiti (per bambini dagli 8 ai 11 anni, prenotazione obbligatoria Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Parole, e segni che lasciano i pensieri. Con Oscar Brenifier, grandi e bambini hanno l’opportunità di filosofare, quindi di guardare da vicino per esaminare in modo critico opinioni e convinzioni che tutti, a ogni età, abbiamo. Giochiamo con la filosofia è il laboratorio per imparare a creare e comprendere le idee, problematizzarle con domande e obiezioni, chiarirle e produrre o identificare concetti. È sabato 21 settembre, ore 17 (per adulti e per bambini dai 9 agli 11 anni, prenotazione obbligatoria Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). Il filosofo regala anche la possibilità di dialogare con lui: piccole discussioni filosofiche sono offerte a chiunque voglia cimentarsi nell’arte dialettica. 

Tina Festa e Consuelo Vignarelli, sabato 21 settembre, ore 15.30, portano i bambini, a partire da un libro, alla ricerca di parole, per poi comporre poesie da accompagnare ai disegni degli ScarabocchiZen®. Tutto questo, attraverso il Metodo Caviardage®, metodo di scrittura poetica che aiuta chi vi si dedica, attraverso un processo ben definito, a scrivere poesie e pensieri non partendo da una pagina bianca ma da testi già scritti: pagine strappate da libri da macero, articoli di giornali e riviste, ma anche testi in formato digitale. La tecnica base che ha dato origine al Caviardage si contamina con svariate tecniche artistiche espressive (collage, pittura, acquerello) per dar vita a poesie visive: piccoli capolavori che attraverso parole, segni e colori danno voce a emozioni difficili da esprimere nel quotidiano. È Parole e scarabocchi (per bambini dagli 8 agli 11 anni, prenotazione obbligatoria Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Scarabocchiare scarabocchi d’autore è con Giovanna Durì e Franco Matticchio. L’artista espone le proprie opere, scarabocchi autentici, e copie su cui partecipanti sono liberi di aggiungere occhiali, baffi, incisivi, nasi suini o anche e semplicemente completare l’idea dell’autore che assisterà all’antico rito dello “sfregio divertente”. Il laboratorio è domenica 22 settembre, ore 11 (ingresso € 10, Carta Plus e Extra € 8).

Se nella prima edizione Guido Scarabottolo ha realizzato “lo scarabocchio più grande del mondo”, quest’anno è tempo di inventare Il doppio dello scarabocchio più grande del mondo, invito ai piccoli a disegnare nuvole e mondi, riconoscere le suggestioni dell’imperfezione e del caso, domenica 22 settembre, ore 11.30. Ma anche che il disegno è strumento diretto di relazione, quindi adulti e bambini si dividono in squadre in una battaglia fantasiosa a colpi di pennello, nel Cortile del Broletto (per adulti e per bambini dai 6 agli 11 anni, prenotazione obbligatoria Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Domenica 22 settembre, un laboratorio tipografico dalle ore 11.30 alle 13, con l’artista Lino Gerosa, rivolto ai bambini, per avere esperienza della prassi lavorativa e, soprattutto, delle conseguenze dell’errore. Cosa succede sulla carta se si infrangono le regole manipolando liberamente mezzi e strumenti? Dagli sbagli, spesso, nascono bellezze inimmaginabili. È Tipografia: caratteri, errori e trasgressioni (per bambini dai 7 ai 13 anni, prenotazione obbligatoria Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Claudio Franzoni, studioso delle immagini e del mondo greco, riflette sui margini, spazi sospesi a volte del tutto slegati dal contenuto del libro stesso. Si possono definire come luogo adatto a disegni, note, osservazioni estemporanee, ghirigori (e scarabocchi). L’importanza dei margini è l’incontro di domenica 22 settembre, ore 15 (ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili).

I segni sono anche quelli delle mappe, e l’invito a crearne una viene da Pietro Scarnera, e può essere quella della città, della cameretta, di un’isola fantastica, con montagne, castelli, sabbie mobili e, ovviamente, tesori. Un tesoro in ogni mappa è il workshop per i piccoli di domenica 22 settembre, ore 15.30 (per bambini dai 5 agli 11 anni, prenotazione obbligatoria Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

E ancora, possono essere tracciati sulla sabbia, come nel laboratorio per adulti con Eva Pattis, domenica 22 settembre, ore 15. Ispirato al metodo di psicoterapia per bambini della pediatra Margaret Lowenfeld, nell’Expressive Sandwork ognuno ha una cassetta di sabbia e numerose miniature da disporre all'interno della scena seguendo immagini o ricordi. Il tutto in silenzio, per immergersi meglio nel proprio mondo interno. È Il gioco della sabbia (ingresso € 15, Carta Plus e Extra € 10).

Sempre alle ore 15, Giuseppe Di Napoli dà voce alla linea, il più polivalente ed essenziale dei segni, non solo da un punto di vista grafico, perché cancellarla porterebbe abissi nella conoscenza umana. Nel laboratorio per adulti Disegnare una linea, prima si sperimentano modalità tecniche di rappresentazione, poi si raffigurano continuità e discontinuità fenomeniche che una semplice linea permette di visualizzare (ingresso € 10, Carta Plus e Extra € 8).

Anche gli spazi vuoti parlano: Di carta in carta è il titolo dell’incontro con Igort, che dialogando con Marco Belpoliti si interroga su come la carta possa influenzare il disegno. I fogli dei block-notes da pochi centesimi permettono un approccio libero, accogliendo appunti di viaggio, note, ritratti volanti, scarabocchi. Usare carte più preziose porta, invece, a un atteggiamento di rispetto nel disegnare, a una distanza, in un certo senso, quasi Zen. È domenica 22 settembre, ore 17 (ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili).

Scarabocchi e Storie

Sono quelle dei libri classici, come il Mago di Oz, protagonista del laboratorio per bambini Chi sei tu? Perché sei venuto a cercarmi? Sabato 21 settembre, ore 11 con Mara Cerri e Chiara Lagani, per scoprire com’è fatto il Mago più misterioso della letteratura. Ogni bambino lo incontra, da solo, in una stanza misteriosa. Poi, tutti condividono quel che hanno visto attraverso parole, gesti e disegni. Coincideranno i racconti? Che forme, segni e geroglifici, che arcani scarabocchi ci restituiranno sulla carta le tracce della metamorfosi di Oz? (Per bambini dai 6 agli 11 anni, prenotazione obbligatoria Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

E ancora, quelle dei tatuaggi, che racconta l’antropologo Adriano Favole, nell’incontro di sabato 21 settembre, ore 12. È Scarabocchi d’Oceania sulla pelle, perché forse qualcuno non sa che i disegni sulla pelle, alla fine del ‘700, vennero condannati come “marchi di Caino” e scomparvero da gran parte del mondo oceaniano, restando solo sulle stoffe di corteccia. Ma non solo, perché Matteo Meschiari, nella lezione Paleodoodles: tracce, grafismi e disegni nel tardo Pleistocene, porta il pubblico sulle tracce dei cacciatori del Paleolitico superiore, che dipinsero animali con maestria ineguagliabile. Ma anche grafismi geometrizzanti, psicogrammi, scarabocchi eseguiti in modo impulsivo o premeditato, sabato 21 settembre, ore 16.30 (ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili).

E ancora La scorpacciata, laboratorio bambini dai 6 anni con Annalisa Strada a partire dal libro edito da DeA, momento colorato e saporito fra verdurine scondite e brodini insipidi, glasse e caramelle, sabato 21 settembre ore 17.30.

Sempre libri, anzi I tanti romanzi non fatti di Kafka, titolo dell’incontro con lo scrittore Ermanno Cavazzoni di sabato 21 settembre, ore 18. Nei Diari, Kafka si appuntava inizi di romanzi che si interrompevano subito, ma che aprono visioni nitide e suggestive, con la forza di un sogno trasmesso al lettore. Meravigliosi scarabocchi buttati giù in parole. E altrettanto si può dire dei micro-grammi di Robert Walser (ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili).

Anche il niente può raccontare storie ed è possibile pure imparare a rappresentarlo. Con Alessandro Bonaccorsi e il suo laboratorio per adulti Disegnare il Niente, domenica 22 settembre, ore 10-13 e 15-18, un unico laboratorio di sei ore. La maggior parte delle persone oggi non disegna più. Ritrovare il piacere di farlo, scoprendo quanto sia magico, rivelatorio e potente, è uno degli obiettivi del corso di Disegno Brutto. E anche inseguire il Niente, perché il Niente è un grande risultato ed è importante fare cose senza senso, perché il senso non ha senso (ingresso € 20, Carta Plus e Extra € 15).

I geroglifici: suoni e significati è invece il titolo della lezione di Christian Greco, direttore del Museo Egizio, domenica 22 settembre, ore 11, un viaggio alla scoperta della società egizia attraverso la scrittura geroglifica, i segni e le simbologie. Perché se disegnare significa guardare, e pensare è disegnare un concetto, in quelle idee in miniatura gli egizi condensano, in forma ordinata, perfetta e razionale, i loro pensieri e valori (ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili).

Leonardo, l’inventore del disegno è invece l’incontro con Giuseppe Di Napoli, domenica 22 settembre, ore 12, centrato sulla straordinaria figura dell’esploratore di tutte le possibili forme di codificazione grafica, alcune delle quali fanno parte del repertorio della comunicazione visiva odierna. Nelle sue mani il disegno non si riduce mai alla mera riproduzione del visto, non duplica più o soltanto ciò che l’occhio vede, ma fa vedere ciò che all’occhio non appare (ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili).


Evento di chiusura | Gioele Dix

Scarabocchi. Il mio primo festival si chiude con il reading di Gioele Dix, I bambini hanno orecchie, ispirato alle opere di Fernand Deligny, domenica 22 settembre, ore 18.30. È l’occasione per ripercorrere il lavoro di uno straordinario educatore, attraverso la voce di uno degli attori italiani più amati (ingresso € 10, Carta Plus e Extra € 8, biglietti disponibili anche su vivaticket.it). Partner Novamont Spa.


I luoghi del fare

Durante i giorni di Scarabocchi, il Cortile del Broletto si trasforma in un grande laboratorio a cielo aperto con workshop a ripetizione. Sono Street Art e scarabocchi, a cura di CreAttivi – Officina delle idee, sabato 21 e domenica 22 settembre, ore 10.30 – 12 e 15.30 – 17. Un invito a tutti i bambini a diventare Banksy, tra vernici spray e stencil (ingresso libero, per bambini dai 6 anni in su).

Alla scoperta del Mater-Bi è invece il laboratorio a cura di Novamont Spa per giocare, decorare e creare con le stoviglie in Mater-Bi, la bioplastica compostabile sviluppata da Novamont a Novara. In pochi passaggi le stoviglie si trasformano in veri e propri fantastici giochi sostenibili.

E ancora, La fabbrica dei colori di Hervé Tullet, a cura di Cappuccetto giallo, sempre sabato e domenica alle ore 16 – 17.30, che si ispira a uno dei laboratori per bambini più famosi al mondo (per bambini dai 4 anni in su).

Scarabocchi nelle scuole

Giovedì 19 e venerdì 20 settembre, Scarabocchi arriva nelle scuole dell’infanzia ed elementari della città di Novara con laboratori e incontri, che i docenti possono prenotare scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. La programmazione nelle scuole è realizzata grazie al sostegno di Novamont Spa.

I bambini hanno la possibilità di misurarsi con l’alfabeto, con Scrivere è un gioco (se conosci le regole), condotto da Caterina Giannotti e Maria Pia Montagna (a cura di SMED – Scrivere a Mano nell’Era Digitale); di viaggiare con la fantasia in compagnia del personaggio inventato da Charles Perrault, nel workshop di Maria Sole Macchia Gatti, stivali e magie; di esplorare Il paese dei mostri selvaggi con Anna Peiretti; di incontrare con l’immaginazione la bambina più famosa delle fiabe nel laboratorio Cappuccetto rosso, ti conosco?, a cura di Cappuccetto Giallo. E ancora, di rispondere alla domanda Cosa desidero essere? guidati da Cristina Portolano; di scoprire come nascono i personaggi di una storia illustrata con Marco Somà, Il richiamo della palude; di disegnare T. Rex, Pterodattili, Brachiosauri e Stegosauri con Ilaria Urbinati, nel laboratorio Scarabocchiosauro.

Un ricco programma per i piccoli, a cui si aggiungono Storie in movimento con Anna Peiretti, Animali nella giungla con Elisa Macellari, Scarabocchi di tutti i colori con Francesca Chessa, Parole e scarabocchi con Consuelo Vignarelli. Alla lettura è dedicato un laboratorio Marianna Cappelli e Antonio Ferrara, Leggero leggerò. Intrecci di segni e persone; alle tinte primarie I colori che non ti aspetti a cura di Cappuccetto Giallo. Infine è Miranda Martino a riflettere sugli scarabocchi, invitando i bambini a disegnare senza costrizioni e regole su un grande rotolo di carta steso in classe.

Informazioni sugli ingressi

L’ingresso agli incontri è libero, salvo dove diversamente indicato.

I laboratori per bambini e quelli per tutti sono a prenotazione obbligatoria: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., entro il 14 settembre.

I laboratori solo per gli adulti sono a pagamento: biglietteria al Circolo dei lettori di Torino (via Bogino, 9) dalle ore 9.30 alle ore 21.30, fino al 26 luglio e dal 26 agosto in poi. Al Circolo dei lettori di Novara (via Fratelli Rosselli, 20), dalle ore 10 alle ore 18.30 dal 26 agosto.

È possibile acquistare i biglietti del reading I bambini hanno orecchie con Gioele Dix (domenica 22 settembre) anche online: vivaticket.it

Usufruiscono della riduzione sul biglietto di ingresso ai laboratori per adulti e al reading con Gioele Dix i possessori di Carta Plus e della nuova Carta Extra della Fondazione Circolo dei lettori. La Carta Extra permette di prenotare il posto a tutti gli eventi gratuiti e di godere di sconti sugli eventi a pagamento dei festival della Fondazione Circolo dei lettori: Scarabocchi, Torino Spiritualità (26-29 settembre a Torino) e Festival del Classico (17-20 settembre a Torino). E ancora, di prenotare il posto e di partecipare ai gruppi di lettura durante tutto l’anno. La Carta Extra costa € 40 e € 35 per chi possiede già la Carta Plus, vale un anno dalla data di sottoscrizione.

Prenotazioni per le scuole: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Maggiori informazioni: Fondazione Circolo dei lettori | 011 4326827 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Scarabocchi. Il mio primo festival

È un progetto di Doppiozero e Fondazione Circolo dei lettori, è realizzato con il sostegno della Regione Piemonte e del Comune di Novara. Partner Fondazione Comunità Novarese Onlus, De Agostini Editore – White Star, Novamont, Fondazione Banca Popolare di Novara e CBA Consulting, Reale Mutua Agenzia Novara - Morè and Partners Assicurazioni sas, Comoli Ferrari, Cavanna Packaging, Trasgo srl, Stopover Viaggi. Partner tecnico Bonella Carta. Family media partner Giovani Genitori.

Conferenza stampa

Il festival è presentato in conferenza stampa martedì 10 settembre, ore 12 al Circolo dei lettori di Torino (via Bogino 9) e mercoledì 11 settembre, ore 12 al Circolo dei lettori di Novara (via Fratelli Rosselli 20).

scarabocchifestival.it

 

Ufficio Stampa
Ex Libris Comunicazione 

LE MAPPE DEL GUSTO: PERCORSI NELL'ENOGASTRONOMIA DELL'ARCIPELAGO TOSCANO

 

 

 

Dalla viticoltura eroica al pesce dimenticato, dalla nuova cucina al recupero della tradizione: itinerari tra i sapori delle isole

 

Le Mappe del Gusto individuano dei percorsi all’interno dell'Arcipelago Toscano dove il viaggiatore può trovare prodotti e piatti realizzati con materie prime locali e professionalità artigianale.

 

Una mappa per orientare chi visita un territorio, con riferimenti alla cultura e alla storia del luogo. Non una guida classica, ma un percorso per accompagnare il viaggiatore alla scoperta dell'enogastronomia sostenibile.

 

Il volume nasce con il contributo de Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e del Comune di Capraia Isola e il patrocinio di Federparchi, Vetrina Toscana il progetto di regione e Unioncamere Toscana che promuove ristoranti e botteghe che utilizzano prodotti tipici del territorio, Feisct, La rotta dei Fenici - itinerario culturale del Consiglio d'Europa.

 

L' obiettivo de Le Mappe del Gusto è far conoscere e promuovere gli artigiani del cibo che hanno attenzione alla qualità dei loro prodotti e alla sostenibilità ambientale: un elemento importante nella promozione del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e nel sostegno all’economia locale.

 

Elba, Giglio e Capraia vengono raccontate attraverso la loro variegata produzione agro-alimentare elemento determinante per permettere il sostentamento durante l’anno anche in quei tempi dove essere isola significava essere isolati.

 

Prodotti e piatti parlano di una precisa identità che si è costruita anche grazie ai tanti influssi dei popoli che da qui son passati: Etruschi, Corsi, Genovesi, Campani...

 

Il volume non ha certo la pretesa di essere esaustivo, ma rappresenta un primo passo nella valorizzazione di un territorio attraverso quello che di buono viene proposto.

 

Come scrive Erri De Luca: “L’isola è maestra, chi non ne ama una è destinato a perdersi di notte senza un lume….” (L’isola è una conchiglia)

 

L'autore

Valter Giuliani: elbano di adozione, studi in antropologia culturale, appassionato di fotografia, ha lavorato nel settore della formazione. Dal 2010 si occupa di comunicazione ed enogastronomia, prima con il sito cuocosapiens.it, poi con il libro “l’Isola d’Elba e i suoi tesori nascosti”. Fondatore e presidente del Consorzio Elba Taste nato per far conoscere e promuovere le specialità del territorio.

 

L'editore

Nuova editoriale Florence Press è la casa editrice del noto periodico mensile di anteprima su cultura, spettacoli e tempo libero a Firenze e in Toscana, Firenze Spettacolo, fondato nel 1980. Tra le varie iniziative della società editoriale fondata e presieduta da Leonardo Tozzi anche questa collana di libri dedicata all’enogastronomia toscana, di cui Le Mappe del Gusto - Arcipelago Toscano è l’ultima uscita.

 

 

Daniela Mugnai

TI HO SCONFITTO FELCE AQUILINA

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UN LIBRO PER RACCONTARE LA TRANSUMANZA DELLA PACE 

NEL 24° ANNIVERSARIO DELL’ECCIDIO DI SREBRENICA

 


11 luglio 1995. Una data che ha il colore del lutto quella che ricorre tra pochi giorni: 24 anni fa, a Srebrenica l’Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina aprì uno dei capitoli più truci della storia umana, uccidendo 8.000 musulmani bosgnacchi, per lo più ragazzi e uomini, e seppellendoli in fosse comuni.

Un tragico massacro che ancora oggi costringe i sopravvissuti e i parenti delle vittime a convivere con la sua memoria, confrontandosi con un’opera di ricostruzione sociale e morale che pesa come un macigno, in quei luoghi in cui l’atmosfera resta ancora surreale e la quiete si percepisce appena. 

Ma alimentare la speranza è possibile. E’ quello che ha fatto l’agronomo Gian Battista Rigoni Stern con la Transumanza della Pace, il progetto di cooperazione che dall’altopiano di Asiago è giunto nelle campagne di Srebrenica per farle rivivere dal punto di vista economico e sociale, grazie all’insediamento di vacche di razza Rendena e alla formazione della popolazione locale. 

Un’opera di rinascita che lo stesso Rigoni Stern ha voluto raccontare nel libro “Ti ho sconfitto felce aquilina” (Comunica Edizioni • € 15,00) in cui narra in prima persona la sua esperienza nei luoghi della ex Jugoslavia. È il racconto della ricostruzione di un territorio e di una comunità, iniziata grazie all’incontro con la la regista Roberta Biagiarelli che da anni si occupa di quelle zone nella Bosnia-Erzegovina e le conosce bene: lo invita ad accompagnarla in uno dei suoi viaggi, nel 2009, e in quell'occasione Rigoni scopre una terra assolutamente simile al suo Altipiano di Asiago ma purtroppo ferma in un'altra epoca e bisognosa di tornare a vivere. 

Da qui la decisione dell'autore di iniziare un lavoro paziente: laureato in Scienze Forestali, esperto conoscitore di tutti i pascoli e boschi dell'Altipiano di Asiago, e già autore di diverse pubblicazioni in tema di malghe alpine e caseificazione, mette a disposizione il proprio sapere per educare un mondo contadino, apparentemente disordinato alle buone pratiche di allevamento. 

Per non dimenticare” è l'antefatto del testo che racconta i primi viaggi di Rigoni in queste zone, durante i quali individua la terribile felce aquilina, “un'infestante maledetta che si appropria alla svelta della cotica erbosa e per il bestiame, alla lunga, è pure velenosa”.
 
Il viaggio della rinascita passa per i memoriali della devastazione raccolti presso gli abitanti del posto; l'inchiesta preliminare sulle condizioni di pascoli e territorio; fino all'operazione di formazione dei contadini locali; al racconto degli usi e costumibosniaci, che l'autore ha potuto conoscere nei suoi cinquantaquattro viaggi sul territorio, e all'arrivo di manze, semi, macchine e stalle che coincide con la ricostruzione di una nuova filiera lattiero-casearia in un intreccio di rapporti umani e di lavoro che, leggendo questa storia, sembrano non aver confini.

Nel libro, fortemente voluto da Paolo Massobrio, giornalista e presidente del Club Papillon che ha sostenuto il progetto, l'autore fa quindi emergere la certezza che “…dove sono stati seguiti i miei consigli, la felce aquilina è stata sconfitta”, ma porta anche ad acquisire una grande consapevolezza, e cioè che "esercitare la pace…richiede un lavoro costante". 

 

Per informazioni

UFFICIO STAMPA COMUNICA EDIZIONI

MONDO CAFFÈ

 

 

i nuovi orizzonti della magica bevanda

Il libro di Andrea Cuomo e Anna Muzio che rivela agli Italiani la rivoluzione del caffè e il lato global di un prodotto che va oltre il mito "tazzista"

 

Noi italiani amiamo considerarci i depositari mondiali della cultura del caffè, i soli interpreti del “vero caffè”, vale a dire l’espresso. A partire da questo prodotto, da noi inventato a fine Ottocento, abbiamo creato un primato che si manifesta in un italian way of life ammirato ovunque e in un vocabolario parlato da Napoli a New York, da Parigi a Singapore.

 

Ma siamo così sicuri che in Italia si beva davvero il migliore caffè del mondo? Che cosa sta accadendo a Melbourne, a Seattle, a Tokyo, a Portland, tutte città dove la scena caffeinica è vivace e curiosa? La nostra tradizione consolidata non potrebbe essere un ostacolo alla conoscenza approfondita di un ingrediente meraviglioso e versatile?

 

Sono le domande che si sono posti i giornalisti Andrea Cuomo e Anna Muzio e a cui danno risposta nel libro Mondo Caffè (coedizione Cairo - Comunica , pag. 320, 18 €), in libreria dal 9 maggio. L’opera, oltre a essere una piccola enciclopedia “di un’invenzione meravigliosa”, come recita il sottotitolo, vuole fornirne una visione a suo modo rivoluzionaria per l’ideologia caffeinica italiana, sfidando un vero tabù nazionale: quello secondo cui il “vero caffè” sarebbe soltanto l’espresso.

 

Il volume è il primo scritto per il mercato italiano che affronta in maniera davvero laica un argomento che nel Belpaesesi tende a liquidare con toni dogmatici, all’insegna di un pensiero unico che tende a discriminare bonariamente (ma senza esitazioni) tutti coloro che non consumino la nera bevanda nella tazzina piccola e che gli autori chiamano scherzosamente “tazzismo”.

 

Il paradosso del caffè all’italiana- si legge nell’introduzione - è questo: il 97% degli Italiani lo beve ogni giorno, alcuni anche più volte al giorno. Ci riteniamo degli esperti, spesso dei veri intenditori, ma siamo tra coloro che meno sanno che cosa c’è in quella tazzina bollente che trangugiamo in piedi in pochi secondi, spintonati da altri idolatri di un dio che adoriamo al punto da farci pochissime domande su di esso.

 

Eppure qualcosa sta cambiando. La nascita di specialty coffehouse nelle principali città e la curiosità generata dall’arrivo del colosso Starbucks (forte di 27mila caffetterie nel mondo), che nel settembre 2018 ha aperto in centro a Milano la sfarzosa Reserve Roastery diventata luogo di pellegrinaggio da parte di milanesi e turisti, presto seguita da altri punti vendita, mostrache anche nel nostro Paese si sta facendo strada una certa curiosità verso “l’altro caffè”.

 

 

Su questa curiosità punta il libro Mondo Caffè, che come recita il titolo tratta la bevanda alla caffeina e la Coffea, lapianta dai cui semi essa è tratta, in tutti i suoi aspetti. Quello botanico e quello economico. Quello storico e quello culturale. Quello medico e quello godereccio. Del caffè sono raccontati i tanti pregi e i pochi difetti, nella convinzione che si tratti davvero dell’ingrediente che spiega e stimola l’umanità del Terzo Millennio.

 

Dopo la prefazione di De Crescenzo e un’introduzione affidata a un dialogo semiserio tra un “conservatore” e un’”innovatrice”, il primo capitolo è dedicato alla botanica della Coffea e alla geopolitica del caffè, alla sua diffusione in termini produttivi e di consumo. Il secondo capitolo racconta e le differenze tra Arabica e Robusta, monorigine e miscele, tostatura chiara e scura e spiega come scegliere il caffè da bere, a casa e fuori. Il terzo si addentra nella questione italiana, nello specifico nazionale della bevanda, mentre il quarto fa da controcanto, raccontando i metodialternativi di estrazione. Dopo un breve capitolo, in cui sono raccontate (e fugate) le principali preoccupazioni sugli effetti del caffè sulla salute, si affronta l’aspetto più affascinante, ovvero la storia culturale del caffè attraverso le città più rappresentative: da Venezia a Vienna, da Napoli a Istanbul, da Addis Abeba a Melbourne. Il libro propone anche una trentina di ricette di grandi chef italiani (da Heinz Beck a Niko Romito, da Massimiliano Alajmo a Davide Oldani) e alcuni cocktail ideati da giovani bartender italiani che utilizzano il caffè come ingrediente e si conclude con una piccola guida ai migliori locali d’Italia, Europa e mondo e con un glossarietto.

 

Mondo caffè

storia, consumo ed evoluzione di un’invenzione meravigliosa

di Andrea Cuomo e Anna Muzio

prefazione di Luciano De Crescenzo

illustrazioni di Lisa Tuffanelli

coedizione Cairo - Comunica 

Collana: i libri de il Golosario – direttore della collana Paolo Massobrio

320 pagine

18,00 euro

ISBN 978-88-309-0005-9

 

GLI AUTORI

Andrea Cuomo, romano da qualche anno trasferito a Milano senza rimpianti, è un inviato de il Giornale, per cui lavora da oltre vent’anni e per il quale ha guidato le redazioni di cronaca di Roma e di esteri, cronache e attualità. Si occupa di storie, di cronache e di varia umanità. Sommelier professionista, scrive di vino e di cibo per il suo giornale, per il quale cura la pagina Retrogusto che esce ogni venerdì, e collabora con alcune importanti guide di settore. È autore dei volumi Cessate il cuoco e Liscio come l’olio usciti nella collana Fuori dal coro de il Giornale.

 

Anna Muzio, è giornalista professionista dal 2001. Ha frequentato la scuola del fumetto, si è iscritta a Fisica, ma si è laureata in Lingue, ha lavorato come traduttrice e grafica per poi entrare in redazioni di riviste di turismo e ospitalità e di siti web. Attualmente collabora con Mixer e altri periodici e con il quotidiano il Giornale, occupandosi principalmente di attualità, lifestyle, viaggi, tecnologia, retail, salute ed enogastronomia. Curiosa della scrittura in tutte le sue sfaccettature, ha scritto racconti, sceneggiature per fumetti e graphic novel. 

 

 

Silvia Benzi

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