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Libri

TI HO SCONFITTO FELCE AQUILINA

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UN LIBRO PER RACCONTARE LA TRANSUMANZA DELLA PACE 

NEL 24° ANNIVERSARIO DELL’ECCIDIO DI SREBRENICA

 


11 luglio 1995. Una data che ha il colore del lutto quella che ricorre tra pochi giorni: 24 anni fa, a Srebrenica l’Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina aprì uno dei capitoli più truci della storia umana, uccidendo 8.000 musulmani bosgnacchi, per lo più ragazzi e uomini, e seppellendoli in fosse comuni.

Un tragico massacro che ancora oggi costringe i sopravvissuti e i parenti delle vittime a convivere con la sua memoria, confrontandosi con un’opera di ricostruzione sociale e morale che pesa come un macigno, in quei luoghi in cui l’atmosfera resta ancora surreale e la quiete si percepisce appena. 

Ma alimentare la speranza è possibile. E’ quello che ha fatto l’agronomo Gian Battista Rigoni Stern con la Transumanza della Pace, il progetto di cooperazione che dall’altopiano di Asiago è giunto nelle campagne di Srebrenica per farle rivivere dal punto di vista economico e sociale, grazie all’insediamento di vacche di razza Rendena e alla formazione della popolazione locale. 

Un’opera di rinascita che lo stesso Rigoni Stern ha voluto raccontare nel libro “Ti ho sconfitto felce aquilina” (Comunica Edizioni • € 15,00) in cui narra in prima persona la sua esperienza nei luoghi della ex Jugoslavia. È il racconto della ricostruzione di un territorio e di una comunità, iniziata grazie all’incontro con la la regista Roberta Biagiarelli che da anni si occupa di quelle zone nella Bosnia-Erzegovina e le conosce bene: lo invita ad accompagnarla in uno dei suoi viaggi, nel 2009, e in quell'occasione Rigoni scopre una terra assolutamente simile al suo Altipiano di Asiago ma purtroppo ferma in un'altra epoca e bisognosa di tornare a vivere. 

Da qui la decisione dell'autore di iniziare un lavoro paziente: laureato in Scienze Forestali, esperto conoscitore di tutti i pascoli e boschi dell'Altipiano di Asiago, e già autore di diverse pubblicazioni in tema di malghe alpine e caseificazione, mette a disposizione il proprio sapere per educare un mondo contadino, apparentemente disordinato alle buone pratiche di allevamento. 

Per non dimenticare” è l'antefatto del testo che racconta i primi viaggi di Rigoni in queste zone, durante i quali individua la terribile felce aquilina, “un'infestante maledetta che si appropria alla svelta della cotica erbosa e per il bestiame, alla lunga, è pure velenosa”.
 
Il viaggio della rinascita passa per i memoriali della devastazione raccolti presso gli abitanti del posto; l'inchiesta preliminare sulle condizioni di pascoli e territorio; fino all'operazione di formazione dei contadini locali; al racconto degli usi e costumibosniaci, che l'autore ha potuto conoscere nei suoi cinquantaquattro viaggi sul territorio, e all'arrivo di manze, semi, macchine e stalle che coincide con la ricostruzione di una nuova filiera lattiero-casearia in un intreccio di rapporti umani e di lavoro che, leggendo questa storia, sembrano non aver confini.

Nel libro, fortemente voluto da Paolo Massobrio, giornalista e presidente del Club Papillon che ha sostenuto il progetto, l'autore fa quindi emergere la certezza che “…dove sono stati seguiti i miei consigli, la felce aquilina è stata sconfitta”, ma porta anche ad acquisire una grande consapevolezza, e cioè che "esercitare la pace…richiede un lavoro costante". 

 

Per informazioni

UFFICIO STAMPA COMUNICA EDIZIONI

MONDO CAFFÈ

 

 

i nuovi orizzonti della magica bevanda

Il libro di Andrea Cuomo e Anna Muzio che rivela agli Italiani la rivoluzione del caffè e il lato global di un prodotto che va oltre il mito "tazzista"

 

Noi italiani amiamo considerarci i depositari mondiali della cultura del caffè, i soli interpreti del “vero caffè”, vale a dire l’espresso. A partire da questo prodotto, da noi inventato a fine Ottocento, abbiamo creato un primato che si manifesta in un italian way of life ammirato ovunque e in un vocabolario parlato da Napoli a New York, da Parigi a Singapore.

 

Ma siamo così sicuri che in Italia si beva davvero il migliore caffè del mondo? Che cosa sta accadendo a Melbourne, a Seattle, a Tokyo, a Portland, tutte città dove la scena caffeinica è vivace e curiosa? La nostra tradizione consolidata non potrebbe essere un ostacolo alla conoscenza approfondita di un ingrediente meraviglioso e versatile?

 

Sono le domande che si sono posti i giornalisti Andrea Cuomo e Anna Muzio e a cui danno risposta nel libro Mondo Caffè (coedizione Cairo - Comunica , pag. 320, 18 €), in libreria dal 9 maggio. L’opera, oltre a essere una piccola enciclopedia “di un’invenzione meravigliosa”, come recita il sottotitolo, vuole fornirne una visione a suo modo rivoluzionaria per l’ideologia caffeinica italiana, sfidando un vero tabù nazionale: quello secondo cui il “vero caffè” sarebbe soltanto l’espresso.

 

Il volume è il primo scritto per il mercato italiano che affronta in maniera davvero laica un argomento che nel Belpaesesi tende a liquidare con toni dogmatici, all’insegna di un pensiero unico che tende a discriminare bonariamente (ma senza esitazioni) tutti coloro che non consumino la nera bevanda nella tazzina piccola e che gli autori chiamano scherzosamente “tazzismo”.

 

Il paradosso del caffè all’italiana- si legge nell’introduzione - è questo: il 97% degli Italiani lo beve ogni giorno, alcuni anche più volte al giorno. Ci riteniamo degli esperti, spesso dei veri intenditori, ma siamo tra coloro che meno sanno che cosa c’è in quella tazzina bollente che trangugiamo in piedi in pochi secondi, spintonati da altri idolatri di un dio che adoriamo al punto da farci pochissime domande su di esso.

 

Eppure qualcosa sta cambiando. La nascita di specialty coffehouse nelle principali città e la curiosità generata dall’arrivo del colosso Starbucks (forte di 27mila caffetterie nel mondo), che nel settembre 2018 ha aperto in centro a Milano la sfarzosa Reserve Roastery diventata luogo di pellegrinaggio da parte di milanesi e turisti, presto seguita da altri punti vendita, mostrache anche nel nostro Paese si sta facendo strada una certa curiosità verso “l’altro caffè”.

 

 

Su questa curiosità punta il libro Mondo Caffè, che come recita il titolo tratta la bevanda alla caffeina e la Coffea, lapianta dai cui semi essa è tratta, in tutti i suoi aspetti. Quello botanico e quello economico. Quello storico e quello culturale. Quello medico e quello godereccio. Del caffè sono raccontati i tanti pregi e i pochi difetti, nella convinzione che si tratti davvero dell’ingrediente che spiega e stimola l’umanità del Terzo Millennio.

 

Dopo la prefazione di De Crescenzo e un’introduzione affidata a un dialogo semiserio tra un “conservatore” e un’”innovatrice”, il primo capitolo è dedicato alla botanica della Coffea e alla geopolitica del caffè, alla sua diffusione in termini produttivi e di consumo. Il secondo capitolo racconta e le differenze tra Arabica e Robusta, monorigine e miscele, tostatura chiara e scura e spiega come scegliere il caffè da bere, a casa e fuori. Il terzo si addentra nella questione italiana, nello specifico nazionale della bevanda, mentre il quarto fa da controcanto, raccontando i metodialternativi di estrazione. Dopo un breve capitolo, in cui sono raccontate (e fugate) le principali preoccupazioni sugli effetti del caffè sulla salute, si affronta l’aspetto più affascinante, ovvero la storia culturale del caffè attraverso le città più rappresentative: da Venezia a Vienna, da Napoli a Istanbul, da Addis Abeba a Melbourne. Il libro propone anche una trentina di ricette di grandi chef italiani (da Heinz Beck a Niko Romito, da Massimiliano Alajmo a Davide Oldani) e alcuni cocktail ideati da giovani bartender italiani che utilizzano il caffè come ingrediente e si conclude con una piccola guida ai migliori locali d’Italia, Europa e mondo e con un glossarietto.

 

Mondo caffè

storia, consumo ed evoluzione di un’invenzione meravigliosa

di Andrea Cuomo e Anna Muzio

prefazione di Luciano De Crescenzo

illustrazioni di Lisa Tuffanelli

coedizione Cairo - Comunica 

Collana: i libri de il Golosario – direttore della collana Paolo Massobrio

320 pagine

18,00 euro

ISBN 978-88-309-0005-9

 

GLI AUTORI

Andrea Cuomo, romano da qualche anno trasferito a Milano senza rimpianti, è un inviato de il Giornale, per cui lavora da oltre vent’anni e per il quale ha guidato le redazioni di cronaca di Roma e di esteri, cronache e attualità. Si occupa di storie, di cronache e di varia umanità. Sommelier professionista, scrive di vino e di cibo per il suo giornale, per il quale cura la pagina Retrogusto che esce ogni venerdì, e collabora con alcune importanti guide di settore. È autore dei volumi Cessate il cuoco e Liscio come l’olio usciti nella collana Fuori dal coro de il Giornale.

 

Anna Muzio, è giornalista professionista dal 2001. Ha frequentato la scuola del fumetto, si è iscritta a Fisica, ma si è laureata in Lingue, ha lavorato come traduttrice e grafica per poi entrare in redazioni di riviste di turismo e ospitalità e di siti web. Attualmente collabora con Mixer e altri periodici e con il quotidiano il Giornale, occupandosi principalmente di attualità, lifestyle, viaggi, tecnologia, retail, salute ed enogastronomia. Curiosa della scrittura in tutte le sue sfaccettature, ha scritto racconti, sceneggiature per fumetti e graphic novel. 

 

 

Silvia Benzi

LIBRO DI POESIE IN GENOVESE DI BRUNA PEDEMONTE

 

 

Il titolo dell’opera fa già capire la sensibilità e senso di protezione dell’autrice verso le persone indifese e umili. Lo stesso per la natura. Bruna Pedemonte nativa della Valpolcevera ma genovese sin da piccolina, ha sempre avuto “occhi” speciali che vedevano oltre l’apparenza per raccontare storie create, vissute ed espresse dai suoi stati d’animo. Un pregevole compendio di quarantaquattro poesie, siglato in lingua genovese. Un valore e merito che conferma la straordinaria vena poetica dell’autrice. Non solo: ha creato anche la copertina. Opera che non può assolutamente mancare nelle case dei zeneixi.     

 

V.P. 

 

 

Editrice Zona 

 

Formato: 20x14

 

Pagine: 68

 

Prezzo: 11 Euro

Fiera dei librai di Bergamo 2019

 

 

LA FONDAZIONE ISTITUTI EDUCATIVI DI BERGAMO

ORGANIZZA UN DIBATTITO ATTORNO AL VOLUME DELL’ATTIVISTA VANDANA SHIVA “CIBO E SALUTE. MANUALE DI RESISTENZA ALIMENTARE”

Fino al 5 maggio si terrà sul Sentierone la 60° edizione della Fiera dei Librai, uno degli appuntamenti più attesi nella città di Bergamo a cui la Fondazione Istituti Educativi partecipa attivamente con uno spazio dove incontrare il pubblico e condividere i valori ispiratori del proprio impegno sul territorio

Mercoledì 1° Maggio alle ore 19.30, presso lo Spazio Incontri – Quadriportico, la Fondazione Istituti Educativi di Bergamo organizzerà un dibattito sul libro di Vandana Shiva “Cibo e salute. Manuale di Resistenza Alimentare”. Il volume scritto dell’attivista indiana è un vero e proprio appello alla resistenza alimentare contro lo strapotere delle multinazionali e include anche il Manifesto internazionale «Food for Health», un accorato appello per una nuova alleanza tra produttori e consumatori consapevoli. 

Relatori dell’incontro saranno il Prof. Luciano Valle, Presidente del Centro di Etica Ambientale Bergamo, Matteo Rossi, Consigliere della Fondazione Istituti Educativi, Antonio Corbari, Presidente nazionale AIAB – Associazione Italiana Agricoltura Biologica, Raoul Tiraboschi, fiduciario di Slow Food Bergamo e Claudio Bonfanti, Vicepresidente Bio–Distretto dell’agricoltura sociale di Bergamo. Si parlerà di alimentazione, biodiversità e di economia sociale e solidale.  

Questo appuntamento aprirà la strada per il bando “Nuove Economie di Comunità” che verrà promosso dalla Fondazione Istituti Educativi di Bergamo a supporto di soggetti e progetti che sostengano lo sviluppo di un sistema economico locale solidale e sostenibile, anche in ambito di economia agroalimentare. 

La Fondazione Istituti Educativi è presente alla Fiera con uno stand in cui viene distribuito gratuitamente il libro “Spes et Fortitudo” di Luigi Minuti, un’opera che racconta due momenti storici epocali in ambito bergamasco: la prima industrializzazione che trasformava le madri in operaie e il sorgere degli asili d’infanzia che si sono presi cura dei loro figli. Al centro l’esperienza singolare della Scuola Materna “Emilio Costanzo Piazzoni” di Castel Cerreto-Treviglio

L’ingresso è sempre libero e gratuito, per info: www.istitutieducativi.it

 

Claudia Rota: +39 348 5100463  -  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lucia Masserini: +39 333 3513421 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

100 ANNI DI FAUSTO COPPI

Un secolo di leggenda, un anno di sport, arte, cultura ed enogastronomia

 

Chissà cosa si prova a vincere una tappa dopo esser rimasti in fuga per 192 chilometri; o a indossare la maglia rosa del Giro d'Italia all'età di vent'anni; o ancora, a pedalare così veloce da essere irraggiungibile sia per gli avversari che per il cronometro. La mitica Cuneo-Pinerolo del 1949, il primo trionfo al Giro, il record dell'ora stabilito al Vigorelli: sono solo tre momenti speciali di una carriera unica, quella di Fausto Coppi, figura leggendaria del ciclismo internazionale e dell'Italia del Novecento, capace di vincere cinque Giri d'Italia, due Tour de France, un campionato mondiale su strada e due su pista, tre Milano-Sanremo, una Parigi-Roubaix e decine di altre gare. Nel 2019 il Campionissimo avrebbe compiuto cento anni e la sua regione, le sue terre, le sue strade lo ricordano con un eccezionale calendario di appuntamenti. È Storia di un Campione. 100 anni di Fausto Coppi, il grande progetto della Regione Piemonte, realizzato dalla Fondazione Circolo dei Lettori e Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, in collaborazione con DMO Marketing e Piemonte Dal Vivo e la media partnership di La Stampa e Il Secolo XIX. Un anno di eventi che, tra incontri e reading teatrali, mostre e feste, gare ciclistiche e momenti di degustazione, racconta “la storia di un uomo entrato nella storia”.

In fondo lo si può immaginare proprio come un giro ciclistico, con tappe nei luoghi chiave in cui maturò il mito. La partenza non può dunque essere che da Castellania, anzi Castellania Coppi, come è stato ribattezzato a marzo il piccolo comune in provincia di Alessandria dove Fausto Coppi nacque il 15 settembre 1919. Qui la sera del 13 maggio si terrà l'anteprima di Fausto Coppi. L'affollata solitudine del campione, il reading di e con Gian Luca Favetto, con Michele Maccagno e Fabio Barovero, che tra parole e musica racconterà l'avventura dell'uomo e dell'atleta: i trionfi e le cadute, le passioni e le sofferenze. “L'hanno chiamato Airone, perché aveva ali al posto delle gambe e, invece di pedalare, volava”, dice Gian Luca Favetto. “L'hanno chiamato il Campionissimo, perché meglio di lui nessuno in sella a una bici. Ma Fausto Coppi era di più, è stato l'Achille e l'Ulisse della bicicletta: il mito, colui che ha riempito di sé quella che viene considerata l'età d'oro del ciclismo sportivo”. Un'età che aveva già i suoi nobili cantori – Dino Buzzati e Vasco Pratolini, Orio e Guido Vergani e Curzio Malaparte – le cui pagine saranno elemento fondante dello spettacolo. Prodotto dalla Fondazione Circolo dei Lettori e dal Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, dopo Castellania il reading sarà in prima nazionale il 26 e 27 luglio al Teatro Carignano di Torino (in occasione degli European Masters Games), per poi essere presentato in altre città piemontesi (in collaborazione con Piemonte dal Vivo) e tornare nel capoluogo a fine novembre al Teatro Gobetti.

Il 14 maggio, il giorno successivo l'anteprima a Castellania, Fausto Coppi. L'affollata solitudine del campione sarà già protagonista di un altro incontro, rivolto alle scuole, in quello che è il secondo vertice del triangolo di Piemonte da cui Fausto Coppi è partito alla conquista del mondo: Novi Ligure. Su queste strade negli anni Trenta iniziò a pedalare: non era ancora Campionissimo, in bicicletta portava le consegne a domicilio di una salumeria, ieri si diceva “garzone”, forse oggi lo chiameremmo “rider”. A Novi Ligure, Fausto Coppi è ricordato in una casa speciale, il Museo dei Campionissimi, che condivide con un altro gigante del ciclismo, il novese di nascita Costante Girardengo. Negli spazi del museo saranno ospitati molti appuntamenti di “Storia di un Campione”, a cominciare da Un uomo solo al comando, il talk curato da Marco Zatterin (vicedirettore di La Stampa) e Luca Ubaldeschi (direttore di Il Secolo XIX) che il 22 maggio avrà come protagonisti campioni del mondo del ciclismo di ieri e di oggi. In più, incontri, convegni e tante mostre (tra cui Coppi il più grande, Merckx il più forte, suggestiva sfida fotografica tra il Campionissimo e il Cannibale, dal 18 maggio).

Il terzo vertice del triangolo, la terza tappa di questo giro lungo un secolo, è Tortona. Qui Fausto Coppi si spense all'alba del 2 gennaio 1960, ad appena quarant'anni, ucciso dalla malaria contratta il mese precedente in Africa. Anche Tortona sarà protagonista di questo speciale anno coppiano, per esempio con la mostra fotografica Fausto Coppi. La grandezza del mito (dal 17 maggio a Palazzo Guidobono) e con lo spettacolo di musica e racconti Ricordando Fausto cent'anni dopo (a ottobre). Ma Castellania, Novi Ligure e Tortona saranno soprattutto unite domenica 30 giugno da La Mitica, la ciclostorica con biciclette d'epoca e atmosfere vintage dedicata a Fausto Coppi e al fratello Serse, che quest'anno assume un formato e una denominazione eccezionale: La Mitica del Centenario. L'appuntamento in bicicletta sarà anticipato nel weekend tra il 7 e il 9 giugno da una serie di incontri cicloletterari, che animeranno le tre località prendendo spunto dalla ricchissima bibliografia dedicata al Campionissimo.

Se i «colli di Coppi» sono quelli che ondulano il Piemonte sud orientale, una delle imprese più memorabili della sua carriera si è consumata a occidente, sulle montagne che fanno da cerniera tra Italia e Francia. Il 10 giugno 1949, il Giro d'Italia prevedeva la sua diciassettesima e terz'ultima tappa: la Cuneo-Pinerolo. Ancora in lacrime per la tragedia di Superga, il Paese fu consolato dallo sbalorditivo volo dell'Airone. Poco dopo la partenza, Coppi andò in fuga e da solo pedalò per 192 chilometri, superando colli dai nomi e dalle pendenze da brividi: il Maddalena, i francesi Vars e Izoard, il Monginevro, il Sestriere. Tagliò il traguardo di Pinerolo con quasi dodici minuti di vantaggio sul secondo in classifica, un certo Gino Bartali. Quel giorno, complice la radiocronaca di Mario Ferretti, nacque la leggenda: “Un uomo solo è al comando, la sua maglia è bianco-celeste, il suo nome è Fausto Coppi”. Il Campionissimo vinse quel Giro (il terzo dopo il 1940 e il 1947, seguiranno quelli del 1952 e del 1953) e sarà proprio la corsa rosa a offrire la più affascinante celebrazione di quell'impresa: giovedì 23 maggio la dodicesima tappa dell'edizione 102 sarà la Cuneo-Pinerolo. Il percorso è diverso, l'emozione promette di essere fortissima. Il Giro d'Italia ricorderà i 100 anni di Fausto Coppi fin dal giorno precedente, con l'arrivo dell'undicesima tappa a Novi Ligure. E lo farà anche la corsa femminile, il Giro Rosa, che il 5 luglio prenderà il via con la cronometro a squadre Cassano Spinola–Castellania, legando il paese in cui morì Girardengo a Casa Coppi (dove fino a gennaio 2020 si alterneranno diverse mostre).

Molti altri luoghi sono protagonisti di Storia di un Campione. 100 anni di Fausto Coppi, un progetto che è stato realizzato in sinergia con numerose realtà del territorio, agenzie e consorzi. Diversi eventi si sono già tenuti a marzo al Palazzo Monferrato di Alessandria (dove è in programma la mostra gigantografica 100 anni di Fausto Coppi) e al Circolo dei lettori di Torino (che il 29 aprile chiuderà il suo ciclo di appuntamenti con Coppi. L'ultimo mistero, incontro con il giornalista Paolo Viberti e Adriano Laiolo, scrittore, sportivo e grande amico di Coppi, con cui partecipò al tragico viaggio in Alto Volta del 1959). Ma la mappa si estende fino alla Liguria e comprende decine di altre proposte: tra sport e spettacolo, presentazioni di libri ed enogastronomia (i colli di Coppi sono anche quelli del Gavi e del Dolcetto), convegni ed eventi per famiglie, targhe celebrative e folder filatelici e numismatici, memoria e intrattenimento, culminando in una serie di iniziative concentrate attorno al 15 settembre 2019, la data ufficiale del centenario. Il calendario completo con tutte le informazioni è disponibile qui.

Oltre che di una partenza, ogni gara ciclistica ha però bisogno di un arrivo. Nel giro ideale condotto da Storia di un Campione nei luoghi e nella leggenda di Fausto Coppi, questi due punti coincidono: nel 2019 sarà infatti terminato a Castellania Coppi L'ultimo chilometro, lo straordinario murales di 450 metri quadrati che si estende su tre muri della Strada Provinciale 135, a poca distanza dal mausoleo dedicato ai fratelli Fausto e Serse. L'opera è realizzata da Riccardo Guasco, illustratore e pittore nato ad Alessandria nel 1975, e già oggi accoglie e accompagna i tanti cicloamatori che vengono a pedalare sulle strade del Campionissimo, quasi a trasmetterne i valori e la passione nel nuovo secolo. Tante cose sono cambiate - nella società, nei luoghi, nel ciclismo - ma tante rimangono le stesse: dietro a ogni curva si nasconde un nuovo orizzonte, in cima a ogni salita si schiude un diverso paesaggio, al termine dell'ultimo chilometro c'è un traguardo da superare. Come ben sapeva l'uomo solo al comando e sempre in fuga. 

 


Ex Libris Comunicazione
Daria Luzi

Gwyneth Paltrow: il nuovo libro di ricette è subito bestseller

Giacomo Bruno, il più noto ‘book influencer’ italiano si è occupato della promozione su Amazon Italia e sui canali social del libro “The Clean Plate”

 

Sono 11 anni che l’attrice di Hollywood Gwyneth Paltrow è dedita al suo blog “GOOP” dove promuove lifestyle, cura personale e una cucina salutare. I suoi libri di ricette hanno spopolato negli Stati Uniti e ora è il turno del nuovo libro “The Clean Plate”, diventato subito N.1 Bestseller del New York Times.

 

Della campagna su Amazon Italia si è occupato Giacomo Bruno, il “papà degli ebook” noto per aver portato gli ebook in Italia nel 2002, nonché l’ingegnere italiano che negli ultimi 2 anni, grazie ai numeri della sua casa editrice, la Bruno Editore, ha pubblicato 150 libri ognuno dei quali è diventato Bestseller in meno di 24 ore dal lancio.

 

Negli ultimi mesi, grazie ai risultati raggiunti in Classifica Bestseller anche nel mercato più competitivo al mondo, quello di Amazon.com (USA), Bruno ha destato l’attenzione di Autori VIP e delle Book Media Agency. Come i brand della moda internazionale si rivolgono agli “influencer” per promuovere i propri prodotti, Giacomo Bruno si è posizionato come il “book influencer” che trasforma in Bestseller qualsiasi libro promuova.

 

“Gwyneth Paltrow è un’attrice che ho sempre apprezzato e film come “Sliding Doors” sono delle pietre miliari del cinema americano” - dice Giacomo Bruno, Presidente di Bruno Editore – “per questo sono onorato di aver partecipato alla promozione del suo ultimo libro. Noi siamo specializzati in manuali e libri di self-help da 17 anni, quindi il libro ‘The Clean Plate’ si integra perfettamente nel nostro protocollo di promozione. Quello dei manuali è un mercato che conosciamo molto bene e per il quale dominiamo le classifiche Amazon in tutti i mercati”.

 

Grazie alla promozione effettuata da Giacomo Bruno sui suoi canali Facebook (1.000.000 fan) e Instagram (180.000 follower) e sulla mailing list della Bruno Editore da 150.000 iscritti, il libro di Gwyneth Paltrow è diventato Bestseller Amazon Italia, passando dalla posizione 9.805 alla numero 1, in sole 5 ore dal lancio.

 

“E’ inoltre molto apprezzabile che un’attrice di Hollywood decida di dedicare la sua vita ai libri e ad aiutare le persone a migliorare la propria vita e la propria salute. Una missione molto simile a quella di Bruno Editore” – prosegue Bruno – “GOOP, il sito di Gwyneth, pur criticato da tanti giornali per il suo giro d’affari da 250.000.000$, aiuta con i suoi consigli oltre 1.000.000 di visitatori unici al mese. Numeri da Premio Oscar.”.

 

 

CHI È GIACOMO BRUNO

Giacomo Bruno, classe 1977, ingegnere elettronico, è stato nominato dalla stampa “il papà degli ebook” per aver portato gli ebook in Italia nel 2002, 9 anni prima di Amazon e degli altri editori. È Autore di 25 bestseller sulla crescita personale e Editore di 600 libri sui temi dello sviluppo personale e professionale. È considerato il più noto “book influencer” italiano perché ogni libro da lui promosso o pubblicato diventa in poche ore Bestseller n.1 su Amazon. È seguito dalle TV, dai TG e dalla stampa nazionale. Info e rassegna stampa su www.brunoeditore.it

 

 

Alessandro Maola

DEI MIEI VINI ESTREMI UN EBBRO VIAGGIO IN ITALIA

A cinquant’anni dai viaggi di Mario Soldati e Paolo Monelli, Camillo Langone si rimette alla ricerca dei territori e dei miracoli naturali, della bellezza, della grazia, della sincerità del vino italiano. Storie di donne e uomini dietro piccole e grandi imprese enologiche, territori, etichette più o meno famose, ma sempre irregolari, eccentriche, talvolta irriverenti.

 

Cosa ci fa un lambruschista a Barbaresco? E un autoctonista con una bottiglia di Sassicaia? Il viaggio di Langone sulle strade del vino italiano parte da una provocazione e uno spiazzamento, è racconto esilarante, poco sensibile ai sentieri battuti ma affascinato dalla vera cultura della terra e della tradizione. Agli occhi di un devoto eterodosso e non riconciliato come l’autore, di fronte a una bottiglia di vino il degustatore di oggi ha come unico interesse la «trasparenza» delle etichette e l’«onestà» delle certificazioni biologiche. Sprovvisto di acume filosofico (o di fede), indifferente al suo stesso gusto, continua ad approcciarsi alla bevanda che mette in contatto uomini e dèi come un sonnambulo, inconsapevole di quanta verità e bellezza si dissipi tra finti supertuscans e barrique omologanti.

 

Contro l’appiattimento del palato, la retorica stantia e le false promesse, in questo excursus tra prodotti e protagonisti della più umana e struggente delle culture Langone attraversa il paese con il rispetto religioso dell’appassionato, insofferente ai miti farlocchi del made in Italy e del «prodotto naturale» (con la consapevolezza che «l’unico vino davvero naturale è l’aceto»). L’autore di Bengodi e dei Pensieri del lambrusco disegna così una geografia dell’Italia eccentrica ed eterodossa, in cui accanto alle cantine più nobili e celebrate si trovano storie di vini eroici, rarissimi o comunissimi, comunque estremi.

 

Camillo Langone vive a Parma dopo avere collezionato un buon numero di città (Potenza, Vicenza, Verona, Caserta, Viterbo, Pisa, Bologna, Reggio Emilia, Trani). Scrive su Il Foglio e su Il Giornale, occupandosi in particolar modo di letteratura, architettura, arte, enogastronomia e religione. Per Marsilio ha pubblicato Il collezionista di città (2006), La vera religione spiegata alle ragazze (2007), Bengodi. I piaceri dell’autarchia (2011), Eccellenti pittori. Gli artisti italiani di oggi da conoscere, ammirare, collezionare (2013) e Pensieri del lambrusco. Contro l’invasione (2016).

 

Dei miei vini estremi

Un ebbro viaggio in Italia

Collana: Cartabianca

pp. 128 ca., euro 15,00

In libreria dal 21 febbraio 2019

 

 

Anna Chiara De Stefani

BELL'ITALIA CON I RISTORANTI DEL GOLOSARIO

 

In edicola Bell'Italia

con i ristoranti del Golosario

Tre volumi in vendita con il mensile di Cairo Editore

 

Con il numero di Bell'Italia di febbraio, in edicola in questi giorni, esce il primo volume de I ristoranti del Golosario di GattiMassobrio.

 

In tutto 3 volumi per 700 pagine complessive con 3.300 locali segnalati, che si potranno scoprire da febbraio ad aprile grazie all’iniziativa in collaborazione con il mensile di Cairo Editore diretto da Emanuela Rosa-Clot. E questo, dopo l’esperienza dello scorso anno, salutata da un buon successo, dedicata ai prodotti e ai negozi del Golosario. 

 

Seguendo le rotte di una squadra di collaboratori capitanata da Paolo Massobrio e Marco Gatti si potranno conoscere ristoranti, trattorie, pizzerie, locali di tendenza, agriturismi e vinerie di tutta Italia.

 

Il primo volume è dedicato ai locali di Valle d'Aosta, Piemonte e Liguria, un'area che ricalca il territorio di quella che fu, per 25 anni, la Guida Critica & Golosa.

 

Ma questa non è l'unica collaborazione: ogni mese infatti Paolo Massobrio suggerisce su Bell’Italia un ristorante e un produttore legati agli itinerari presenti nella rivista.

  

Federica Borasio

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