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Libri

L'INDICE DI EQUILIBRIO

L'ANIMA DEL VINO TOSCANO

 

 

 

Massimo Rustichini fa il bis. Dopo il successo della sua prima opera “Chi ha rubato l’anima dell’acqua?”, ha edito recentemente “L’anima del vino toscano”. Con quest’ultimo, Rustichini ha alzato il tiro. Oltre alla consueta e piacevole descrizione dei luoghi e dei personaggi che li animano, entra anche nella parte etica, produttiva e commerciale del mondo del vino. 

 

Già il titolo è emblematico, toccando i vini di grandi e note aziende toscane, mettendoli in contrapposizione con i vini prodotti da piccole e medie aziende, con l’aiuto o meno, di enologi non celebri ma certamente validi.  Con questo, l’autore non vuole dire che essi sono migliori, ma solo che sono l’espressione dei propri terroir. Quindi ben distinti tra loro. Partendo dalla Lunigiana, Rustichini tocca via via, tutte le tappe del tour dei grandi vini di Toscana.

 

Non solo.  Li umanizza secondo chi li fa.  Gran parte di essi, sono ancora da scoprire compiutamente.  Alla mia domanda del perché nel libro non ci sia neanche la foto di un vino o di un produttore, mi rispose che dal suo minuzioso ma invitante racconto, il lettore avrebbe conosciuto molto meglio entrambi.  

 

Mettendolo sul piano enoico, questo secondo racconto di Massimo Rustichini, è come un vino rosso di buona annata da centellinare lentamente, godendone il ricco e complesso bouquet, e l’armonica struttura del vino. Un volume da tenere sia nella nostra biblioteca che in cantina. L’augurio per l’amico Massimo? Cento di questi libri.

 

Virgilio Pronzati

 

Titolo: L’anima del vino toscano 

Formato: 21 X 14,5

Pagine: 160

Prezzo:  € 15 

VARAZZE D'AUTORE

 
 
 
Continua con grande successo di pubblico la rassegna Varazze D’Autore organizzata e voluta dal Mondadori Bookstore in collaborazione con il Comune di Varazze. 
Il prossimo 8 Agosto in Piazza Bovani alle ore 21:15 Andrea Vitali presenterà il suo ultimo libro “Nome d’arte Doris Brilli” 
Scheda libro 
 
La notte del 6 maggio 1928, i carabinieri di Porta Ticinese a Milano fermano due persone per schiamazzi notturni e rissa. Uno è un trentacinquenne, studente universitario provvisto di tesserino da giornalista. Interrogato, snocciola una lista di conoscenze che arriva fino al direttore del «Popolo d’Italia», quel Mussolini fratello di…, per accreditare la sua versione, ovvero che è stato fatto oggetto di adescamento indesiderato. L’altra è una bella ragazza che, naturalmente, sostiene il contrario. Ma amicizie per farsi rispettare non ne ha, e soprattutto non ha con sé i documenti, per cui devono crederle sulla parola circa l’identità e la provenienza: Desolina Berilli, in arte, essendo cantante e ballerina, Doris Brilli, di Bellano. E dunque, la mattina dopo, la ragazza viene scortata al paese natio. Che se ne occupi il nuovo comandante, tale Ernesto Maccadò, giovane maresciallo di origini calabresi giunto sulle sponde del lago di Como da pochi mesi. E lui, il Maccadò, turbato per il clima infausto che ha spento l’allegria sul volto della fresca sposa Maristella, coglie al volo l’occasione per fare il suo mestiere, ignaro delle complicazioni e delle implicazioni che il caso Doris Brilli è potenzialmente in grado di scatenare.
 
Con Nome d’arte Doris Brilli, Andrea Vitali inaugura una serie di romanzi che hanno per protagonista uno dei personaggi più amati dal pubblico dei suoi lettori, il maresciallo Ernesto Maccadò, presente nelle storie di maggior successo come La signorina Tecla Manzi, Olive comprese, La mamma del sole, Galeotto fu il collier, Quattro sberle benedette, Le belle Cece, A cantare fu il cane, raccontando i suoi esordi alla caserma di Bellano, e il suo faticoso acclimatarsi, non solo per via del tempo meteorologico.
Andrea Vitali è nato a Bellano, sul lago di Como, nel 1956. Medico di professione, ha coltivato da sempre la passione per la scrittura esordendo con il romanzo Il procuratore, premio Montblanc per il romanzo giovane 1990. Nel 1996 ha vinto il premio letterario Piero Chiara con L’ombra di Marinetti. Approdato alla Garzanti nel 2003 con Una finestra vistalago, ha continuato a riscuotere il consenso di pubblico e critica con i suoi romanzi sempre presenti nelle classifiche dei libri più venduti, ottenendo i maggiori premi letterari italiani. Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l’opera omnia e nel 2015 il premio De Sica.
 
Bettina Bolla
 

BAGNI MAFALDA ROYAL: ELENA BALLERINI, CONDUTTRICE RAI PRESENTA IL SUO LIBRO “COME NON DARLA....VINTA"

 

 

Elena Ballerini, nota conduttrice Rai (nel cast del programma “Mezzogiorno in famiglia”) sarà ospite Giovedì 2 agosto dei Bagni Mafalda Royal. A dialogare con lei la giornalista del Secolo XIX Silvia Simoncelli e Bettina Bolla, proprietaria dello stabilimento.
Autrice e interprete dei suoi testi, Elena Ballerini esordisce come scrittrice con il libro “Come non darla...vinta”,  un saggio brillante che affronta il tema dell'affermazione delle donne nel mondo dello spettacolo e, più in generale, del lavoro.

 

Nel libro, edito da Imprimatur, la scrittrice ci fornisce istruzioni utili per godere dei vantaggi di certe conoscenze evitando approcci indesiderati. 

 “Avevo scritto questo saggio mesi prima che esplodesse il caso Weinstein” - precisa l'autrice - “Nel mio libro non c’è alcun riferimento alla morale o alla separazione fra giusto e sbagliato. È una linea che ciascuno tratteggia secondo la propria etica".

 

E continua: "Visto che ogni cosa ha un prezzo perché c’è un prima, un dopo, ma soprattutto un durante, in questo manuale ho descritto alcuni espedienti di fuga per sottrarsi a situazioni imbarazzanti attraverso l’individuazione di strategie da attuare nei confronti delle principali tipologie di uomini potenti, analizzate con un po’ di umorismo, con cui può capitare di imbattersi quando si cerca il proprio posto nel mondo. Perché questo posto si può raggiungere sempre quando si crede in un grande valore come la meritocrazia".

 

Anche se l'esordio letterario è arrivato solo ora, la passione per la scrittura è nata in Elena molto presto. "Nel mio subconscio ho iniziato a fare spettacolo per diventare un giorno una scrittrice” racconta - “Quando avevo 7 anni scrivevo su alcuni foglietti dei pensieri che chiamavo canzoni. Poi li accartocciavo per tenerli nascosti. Erano talmente importanti per me che pensavo che l’unico modo per custodirli fosse non leggerli a nessuno. In realtà mia mamma li aveva trovati tutti e mi iscrisse ad un concorso letterario dopo averli trascritti. Lo vinsi ma provai imbarazzo quando le mie poesie furono lette ad alta voce. Da quel giorno ho scritto ancora e di nuovo solo per me. Fino ad oggi, quando ho capito quanto sia giusto e significativo per me scrivere del tema che mi tocca più da vicino: l’autodeterminazione”.

 

Bettina Bolla

CHAMPAGNE, DALLA TRADIZIONE ALLA SCIENZA

 

 

 

Bruno Duteurtre, ex-direttore tecnico di una prestigiosa Maison di Champagne fa il punto sul metodo classico, come lo intendono loro. E per la prima volta vengono raccontati i dettagli. Un’opera scorrevole ma tecnica. 

 

Destinato a coloro che desiderano comprendere meglio l’elaborazione del metodo classico, passo a passo. Lo Champagne, dalla tradizione alla scienza, si rivolge agli enologi e ai produttori vitivinicoli, agli studenti in enologia, ma anche agli enoappassionati

 

Dopo alcuni cenni storici, che permettono di comprendere la notorietà dello Champagne, sono trattati:

 

• la specificità della viticolturain Champagne

• le varie fasi dell'elaborazione dei vini basee dei rosati: pressatura, fermentazioni ed assemblaggio

• le tappe dell'elaborazione del metodo classicoillustrando chiaramente le fasi d’imbottigliamento, di presa di spuma, di affinamento su fecce fini in bottiglia, di remuage e di sboccatura

• i diversi elementi che contribuiscono alla particolare effervescenzae alla stabilità del cordone: vetro, bicchiere, temperatura di mescita, ecc.

• i descrittori utilizzati in degustazione, dai professionisti o dagli enoappassionati

• cenni sui vari metodi d'elaborazione dei vini effervescenti nel Mondo

• i problemi ambientali e disviluppo sostenibile, relativi alla viticoltura e all'elaborazione del metodo classico

• una riflessione sull’evoluzione della filiera Champagne nei prossimi decenni.

 

Ordine semplice e rapido

Possibilità di acquistare con carta di credito, semplicemente e senza costi aggiuntivi.

Oltre al tradizionale pagamento con bonifico bancario.

Veloce: evasione dell’ordine entro 48 ore (anche ad un indirizzo alternativo)

Sicura: spedizione con raccomandata e tracciabilità del pacco.

Spedizione accompagnata da fattura

 

A proposito dell'Autore

Bruno Duteurtre, ingegnere ENSAIA di Nancy, dopo un’esperienza in Kronenbourg (capo progetto in microbiologia), sviluppa e dirige in Moët & Chandon, per oltre 20 anni, il dipartimento R&S  in vari settori: viticoltura, fermentazioni, affinamento su fecce fini, effervescenza e spuma.

 

A proposito della Casa Editrice

Questa collana nasce dalla collaborazione con alcune case editrici straniere specializzate nel mondo del vino.

Le nostre pubblicazioni propongono opere tematiche, sia in viticoltura che in enologia, che sintetizzano il patrimonio tecnico-scientifico attuale.

Le opere a firma di prestigiosi autori (docenti, ricercatori o studiosi al livello internazionale), tradotte in italiano, sono tutte recenti.

Sono un punto di riferimento per coloro che si occupano di vino o semplicemente che ne sono appassionati.

 

 

Autore: Bruno Duteurtre

Pagine: 424

Prezzo di vendita: 59 €

ISBN: 978-88-88792-12-5

Casa editrice Eno-One, Reggio nell’Emilia

Disponibile alla vendita su www.enoone.com 

(+ 4 € spese sped.) o da ordinare presso la vostra libreria di fiducia

 

"Sono Beppe D'La Ruchetta"

 

 

 

Non è un libro di cucina, anche se alcune ricette non mancano. Non è un libro di viaggi, anche se il protagonista è spesso con la valigia in mano. Non è un libro di enogastronomia, anche se i consigli su piatti e prodotti tipici abbondano. Non è un libro di economia, benché l'autore non risparmi alcuni suggerimenti sulla gestione d'impresa. Cosa è allora? “È il libro che non c'è”. E in fondo non potrebbe essere diversamente se l'autore è Beppe Sardi, nato a Rocchetta Tanaro, paese della 'quieta follia', cuoco ristoratore da decenni che ha deciso di mettere nero su bianco una storia che non pare intenzionato a finire di scrivere. 

 

Il volume si intitola 'Sono Beppe d’la Ruchetta' (128 pagine, Edizioni Via Bagutta Comunicazione di Milano, 15 euro) e racconta la vita di Beppe Sardi, da Rocchetta Tanaro al centro del mondo. “In questo libro – sono le parole di Beppe Sardi – c'è la mia storia, ma anche quella di un paese, Rocchetta Tanaro, dove sono nato, dei miei genitori, degli amici, dei colleghi, del ristorante 'Il Grappolo' di Alessandria che ha chiuso alla fine del 2017, dei viaggi e degli eventi cui ho avuto l'onore di partecipare, dei personaggi che ho incontrato. E, ancora, racconta della Barbera 'Rebarba', ideata insieme a Peppe Vessicchio, e del 'bollito sottovuoto'. Da queste sfide riparto, ancora una volta”. 

 

Lo scritto originale è diventato un libro grazie a Enrico Sozzetti, giornalista che pazientemente, con passione e professionalità, ha risistemato gli appunti e raccontato le esperienze in Italia e all'estero. E a Mario Arosio (funzionario di Confartigianato Alessandria) e Marco Lanza (esperto e consulente di sviluppo locale) che hanno raccolto il racconto dei primi anni di attività di Beppe Sardi, dando vita a un volume che non solo è “una biografia e uno sfogo personale, ma di una intera categoria di ristoratori italiani”. 

 

Il racconto si snoda attraverso gli anni giovanili a Rocchetta Tanaro, la prima esperienza all'estero, nello Yorkshire, seguita da quelle ad Asti, quindi è la volta del 'Grappolo' e l'inizio di una esperienza che ha portato il cuoco astigiano in giro per il mondo. Non mancano i capitoli in cui l'autore parla della ristorazione “come la vede lui”, i consigli in cucina e i menu delle 'Quattro stagioni'. Le testimonianza di amici e colleghi completano la narrazione, mentre il testo è completato da oltre cento fotografie selezionate fra le migliaia che Beppe Sardi conserva a Rocchetta Tanaro.

 

'Sono Beppe d’la Ruchetta' è stato presentato venerdì 29 giugno, alle 18.30, a Palazzo Monferrato, in via San Lorenzo 21 ad Alessandria. Al termine, l'aperitivo preparato dal 'Barlicin' di via Modena, sempre ad Alessandria.

 

PRENDE IL VIA DOMANI LA SECONDA EDIZIONE DEL MEMORIA FESTIVAL: A MIRANDOLA DAL 7AL 10 GIUGNO

 

Ci siamo: la seconda edizione del Memoria Festival è pronta a partire. Inizia domani, infatti, la manifestazione organizzata dal Consorzio per il Festival della Memoria in collaborazione con Giulio Einaudi editore e sotto gli auspici del Centro per il libro e la lettura, che dal 7 al 10 giugno animerà le piazze, le vie, i portici, i giardini e i palazzi di Mirandola, invitando il pubblico a lasciarsi coinvolgere nelle tante diverse attività proposte. Fra incontritavole rotondeconcertispettacoliproiezionilaboratorimostre e giochi, il viaggio prende il via domani alle 16, nella Tenda della Memoria, con l’Inaugurazione del Memoria Festival: intervengono il Sindaco di Mirandola Maino Benatti e il Presidente del Consorzio per il Festival della Memoria Giuliano Albarani, seguiti dal saluto del Presidente del Centro per il libro e la lettura Romano Montroni.

 

In continuità con la prima edizione, torna la struttura dei cerchi tematici, ognuno dedicato a un aspetto, un’interpretazione, una suggestione scaturita dalla memoria. Per raccontare ed estendere progressivamente il raggio d’azione delle conversazioni, il programma è articolato in 8 cerchiI. Pico e oltre; II. Storia e memoria; III. Mnemosyne; IV. Memoria, scienza e medicina; V. Dialoghi; VI. Viva voce; VII. Una lezioneVIII. Territori. A questi si affiancano 4 sezioni del programma dedicate a Cinema, televisione e memoriaLa memoria in musica e teatroMostreGiochi, laboratori e divertimenti di memoria. Fra i numerosi ospiti attesi: Ramin Bahrami, Stefano BartezzaghiFederico BuffaMassimo Cacciari, Gian Carlo CaselliMauro CoronaFerruccio de BortoliDiego De Silva, Donatella Di PietrantonioOscar FarinettiPiero FassinoGiovanni Maria FlickAnna GalienaDori Ghezzi, Paolo Giordano, Luciana LittizzettoCarlo Lucarelli, Sergio LuzzattoAndrea Marcolongo, Alberto Melloni, Nicola Piovani, Giorgio VallortigaraMilena VukoticGustavo Zagrebelsky

 

Gli appuntamenti del primo giorno: incontri, spettacoli e proiezioni

Si comincia con due momenti di riflessione che uniscono attualità e storia: Gustavo Zagrebelsky illustra quali sono e come sono cambiate Le immagini della giustizia (17, Tenda della Memoria) e, alle 17.30 nel Cortile della Memoria, si discute di economia e ricerca della felicità con Bruno Cartosio che commenta il celebre discorso pronunciato da Robert Kennedy il 18 marzo 1968, “Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie”, letto da Fabrizio Falco. Alla stessa ora, nel Parco della Memoria, lo storico Alberto Melloni fa rivivere per il pubblico la figura complessa e affascinante di un prete fuori dagli schemi, In santità ostinata e contraria. Don Zeno e i “matti di Dio”, mentre alle 18.30 nella Tenda della Memoria l’appuntamento è con Carlo Lucarelli per un itinerario sul filo della suspense tra Memoria e noir e, ancora alle 18.30 ma nel Giardino di Pico, Walter Barberisguida alla riflessione su cosa sia e come affrontare La falsa testimonianza della Shoah. Si torna alla giurisprudenza insieme al magistrato Gian Carlo Caselli che, in dialogo con Gian Paolo Maini, si interroga sul delicato e necessario rapporto tra Memoria e verità.

 

La prima serata del Festival è ricca di suggestioni: subito la tradizione artistica, con Franco Bacchelli, Marco Bertozzi, Maurizio Bonora e Giovanni Sassu che descrivono e commentano Lo studiolo di Giovan Francesco I Pico nel Castello di Mirandola e le perdute tavole di Cosmè Tura (21.30, Cortile della Memoria), per poi proseguire con un focus sull’attualità, veloce e sfuggente, che sembra non avere il tempo di ricordare nulla: ne discute il giornalista Francesco Merlo, a proposito della Memoria dell’informazione (21.30, Gazebo degli Archi). La memoria del gusto è invece al centro del dialogo tra Oscar Farinetti e Marino Niola (21.30, Tenda della Memoria), che ripercorrono la storia di alcuni sapori e il loro rapporto con la società e il costume, mentre il monologo dell’attore e formatore Enzo Valeri Peruta Paradiso buio. Cent’anni di passione dello spettatore cinematografico (21.30, Parco della Memoria) evoca altri ricordi, quelli della magia tipica dell’oscurità nelle sale dei cinema, fondamentale per immergersi nelle storie. L’intreccio di passione e destino è il cuore delle Memorie musicali. Come Bach mi ha salvato la vita (22, Arena della Musica; con il sostegno di Bbraun): Ramin Bahrami, uno dei più talentuosi pianisti internazionali, dialoga al suo strumento insieme al critico Sandro Cappelletto, raccontando come l’amore per Bach lo abbia guidato lontano dalla guerra. Infine, per calare il sipario sulla prima giornata di Memoria Festival, appuntamento alle 23 al Parco della Memoria per la prima delle proiezioni in calendario: il film L’atalante di Jean Vigo (in collaborazione con la Cineteca di Bologna), una storia d’amore, fuga e ritorno, che scivola silenziosa su un battello, risalendo il fiume.

Giocare con la memoria

Fra i numerosi incontri del Festival, diverse attività sono dedicate ai più giovani: domani alle 17 nello Spazio giochi di memoria in Piazza della Costituente, bambini e ragazzi possono dedicarsi alle Attività a tavolino, giochi da tavolo, narrazioni e ai Laboratori: Costruiamo i giochi di una volta (in collaborazione con Gulliver) oppure cimentarsi con i Giochi di giovani nel tempo: qui si allena la memoria! (in collaborazione con Asdam). E in serata alle 20.30 nella galleria La Fenice si lancia la sfida di Un esercizio di memoria: Galà degli scacchi (a cura dell’associazione dilettantistica scacchistica Giambattista Lolli di Cavezzo), mentre alle 21 nello Spazio giochi, racconti e laboratori, ecco il Memory Food. Il grande gioco della memoria sulla nostra tradizione alimentare (in collaborazione con Cir Food).

 

L’organizzazione del Memoria Festival si avvale della collaborazione di un comitato scientifico, presieduto dal direttore editoriale di Einaudi Ernesto Franco (letteratura) e composto da Lina Bolzoni (filosofia, arte della memoria), Gian Piero Brunetta (cinema), Sandro Cappelletto (musica, teatro e spettacolo), Francesco Dal Co (architettura, urbanistica), Alberto Melloni (storia, religione), Marino Niola (antropologia, tradizione enogastronomica) e Alberto Oliverio (medicina, biologia).

 

Promosso e organizzato dal Consorzio del Festival della Memoria (composto da Comune di Mirandola, Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola, Coldiretti ModenaSan Felice 1893 Banca Popolare, Cpl Concordia Soc. Coop, Egicon srl, Autocarozzeria Imperiale srl, Lions Club Mirandola, Rotary Club Mirandola, Anna Maria Gambuzzi, Giovanna Recchi), in collaborazione con Giulio Einaudi editore, sotto gli auspici del Centro per il libro e la lettura e con il patrocinio di Regione Emilia Romagna, Istituto Beni Culturali, Artistici e Naturali Regione Emilia Romagna, Energie diffuse. Emilia-Romagna un patrimonio di culture e umanità, la Provincia di Modena, l’Unione Comuni Modenesi Area Nord, AUSL Emilia Romagna, Confindustria Emilia Area Centro, Assolombarda, Assobiomedica, Aster, Alisei, Cluster Lombardo Scienze della Vita, Manageritalia Emilia Romagna, Alma Mater Studiorum Università di Bologna.

 

Il Memoria Festival è realizzato con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di MirandolaCPL Concordia Group e Intesa Sanpaolo.
Inoltre è supportato da: Coop Alleanza 3.0Baxter, Cima spaBellco is now part of MedtronicB.Braun Avitum ItalySidam, LivaNova, Haemotronic, Fresenius Hemocare Italia SrlTecna, Aimag spa, Redax, Encaplast, Sterigenics, AeC costruzioni Srl, Assicoop Modena e Ferrara Spa UnipolSai, Alkimia, Menù srl, Franco Grazi, Lean srl, Teco, Associazione Enea Grilli, Mec Palmieri, Acetificio Mengazzoli. Cui si aggiunge una rete di sponsor tecnici: Centro Internazionale di Cultura “Giovanni Pico della Mirandola”, Consulta del Volontariato, Trasporto Passeggeri Emilia Romagna Spa, Consorzio della Bonifica Burana, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Franzini, Garden Vivai Morselli, Kina, Gulliver Cooperativa Sociale, Cir Food, Amemì, Asdam, Beboservice, La Fenice Libreria, La Fenice, Martina per L’Infanzia, Pederzoli Studio AssociatoZanussi Professional. Sono media partner Radio Pico e Trc tv.

 

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L' ANIMA DEL VINO TOSCANO

 

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