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Liquori & Distillati

The Gin Way

The Gin Way, il nuovo modo di bere gin

 

Ogni mese il team di The Gin Way seleziona un gin premium italiano, lo abbina alla giusta tonica e completa il tutto con garnish, decorazioni, snack e gadget. Il risultato è una “mistery” box che il consumatore può ricevere in abbonamento a casa.The Gin Way rappresenta “il nuovo modo di bere gin”. Nuovo perché nasce dall’idea, lanciata in questi giorni online (www.theginway.com), di selezionare ogni mese un gin premium italiano, di abbinarci le giuste toniche, i garnish o le decorazioni, gli snack, qualche originale gadget e spedire, con abbonamenti mensili, bimestrali o trimestrali (a 49,00 euro, con spese di spedizione gratuite), al consumatore una box. Il contenuto lo si scopre solo a box ricevuto.

The Gin Way nasce quindi come mezzo di collegamento tra il lavoro di tanti produttori eccellenti (in Italia esistono oltre 500 etichette di gin) e un consumatore desideroso di provare qualcosa di inaspettato.

L’idea di creare The Gin Way è venuta ad Alessio Maccione che ha poi coinvolto Cesare Zavattaro e Sabrina Sinigaglia. Bresciani, tutti nati negli anni Ottanta, i tre sono amici da molto tempo. Quando, alla fine del 2019, si è presentata la possibilità di rendere concreta la loro intuizione l’hanno colta al volo, certi che la passione per il gin e la sintonia tra di loro potesse essere un ottimo punto di partenza.

In Italia esistono già servizi di discovery retail impostati sul modello a cui si è ispirato The Gin Way. Quello creato dai tre giovani è però il primo dedicato al mondo degli spirits e in particolare al gin. Alla base non ci stanno specifiche indagini di mercato, ma semplicemente una grande curiosità verso una tendenza: sia i numeri relativi alle vendite che l’interesse da parte del consumatore sono infatti in continua crescita.

«Il concetto di “Home Bar” - ha precisato Alessio Maccione, uno dei tre fondatori - che porta a farsi la propria piccola collezione di bottiglie e poi tirarne fuori una particolare (o sconosciuta) con gli amici a cena a casa tua, è un trend che sta prendendo sempre più forza, in Europa e anche in Italia. Questo, unito al fatto che per un produttore è difficile farsi vedere, conoscere e soprattutto assaggiare (perché di questo stiamo parlando) siamo convinti possa essere un bel game changer».

 

Ezio Zigliani

DISTILLERIA PISONI: GRANDI STORIE DI UOMINI E DONNE

L’azienda Pisoni nasce nel 1852 ma l’interesse e l’amore per il territorio e le vigne della Valle dei Laghi del Trentino nasce ben prima. Si rintracciano testimonianze della secolare storia dei Pisoni già nel ‘500 quando Carlo Antonio Pisoni forniva di vini ed acquaviti la corte del Principe Arcivescovo Cristoforo Madruzzo durante il Concilio.
L’azienda si trova a Pergolese in una zona particolarmente vocata alla produzione di vini e distillati, circondata dalle Dolomiti e mitigata dal vicino Lago di Garda. Le condizioni climatiche, l’altitudine dei vigneti, situati tra i 300 e i 500 m s.l.m., e la vicinanza a tesori naturali come i laghi e le splendide vette montane, permettono l’alternarsi di forti escursioni termiche che conferiscono all’uva freschezza e acidità per le quali i prodotti Pisoni, Grappe e Trentodoc, sono riconosciuti in tutto il mondo.
Quella della famiglia Pisoni è una storia che attraversa tre secoli e che ha visto l’azienda familiare evolversi e superare numerose difficoltà dovute soprattutto ai conflitti bellici, dalla grave crisi economica degli anni ’30 sino a quella più recente. La realtà agricola ha subito nel corso degli anni numerose trasformazioni sino a divenire quella che oggi è riconosciuta come una delle principali realtà vitivinicole vocata alla produzione di Grappe e Spumanti del Trentino.
Negli ultimi anni sono stati creati nuovi prodotti e la rete commerciale ha permesso di raggiungere nuovi mercati ed esportare il brand ed il prodotto Pisoni negli Stati Uniti, nel Canada ed in molti altri paesi europei come Germania, Francia, Danimarca, Svezia e Norvegia.
La filosofia aziendale si ispira ai valori della famiglia, al rispetto del territorio, al sapere artigianale tramandato dagli antenati, e al procedere per piccoli passi per tendere verso un costante miglioramento della produzione che si rispecchi nella qualità del prodotto certificata ormai da più di 10 anni da DNV (Det Norske Veritas) secondo la norma ISO 9001-2015. 

CENNI STORICI
I capostipiti di questa realtà, oggi riconosciuta a livello mondiale, si riconoscono in Baldassarre Pisoni e Angela Poli, che a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento iniziarono a coltivare le uve per ottenere l’acquavite e il vino. Durante la Prima Guerra Mondiale, Angelina e Maria sono le sole ad occuparsi dei terreni, del bestiame e dei collaboratori, che in quel periodo sostituirono i fratelli e il padre al fronte. Eugenio non tornò a casa, rimase per sempre disperso in Galizia ed i Pisoni si ritrovarono in sette a far ripartire l’attività in campagna, per poi riavviare il lavoro in cantina e in distilleria.
In questi anni inizia a delinearsi la struttura dell’azienda e, grazie al legame affettivo e professionale tra i fratelli, riparte la produzione di grappe e di vino. La cantina e la distilleria conosceranno un nuovo impulso con Oreste e Giulio, decisi a mantenere le tradizioni di famiglia, evolvendo costantemente per adattarsi ai cambiamenti dell’epoca. Negli anni del secondo conflitto mondiale la famiglia, per sfuggire ai bombardamenti, scava un rifugio antiaereo nella roccia della montagna, adiacente al piccolo borgo dove vive la comunità dei Pisoni. Sarà proprio qui che negli anni a venire troverà spazio la cantina ed in particolare la preziosa produzione del Trentodoc. Le redini dell’azienda passano nel 1949 ad Arrigo e Gino, ai quali nel 1954 si aggiunge Vittorio. I cugini lavorano con grande passione e apportano importanti cambiamenti all’azienda, investendo in alambicchi Tullio Zadra interamente in rame, ancora oggi utilizzati e fondamentali per la produzione delle Grappe Pisoni. Anche nella selezione delle uve, furono fatte scelte precise, preferendo Cabernet, Merlot e Chardonnay, ed iniziando ad imbottigliare il vino, gestendo l’azienda in modo moderno, individuando ruoli e mansioni precise per i vari ambiti lavorativi.

UNA NUOVA GENERAZIONE

Una corrispondenza quella tra famiglia e l’azienda che contraddistingue i Pisoni e caratterizza questa realtà da sempre; ognuno dei familiari è fondamentale per ottenere la qualità nella produzione di Grappe e Spumanti. Dall’inizio del 2000 alla guida della distilleria e della cantina ci sono Elio e Giuliano, figli di Arrigo che ancora oggi si occupa del remuage dello spumante, e Andrea e Francesco , figli di Vittorio. Elio, laureato in economia e commercio, segue la parte amministrativa ed il settore del commercio estero; Giuliano, laureato in ingegneria dei materiali è il Mastro Distillatore; Andrea è enologo, specializzato in Scienze e tecnologie alimentari, è il responsabile del settore Spumanti; Francesco, laureato in Psicologia Cognitiva applicata, è il commerciale dell’azienda. I Pisoni sono tra i fondatori di Confindustria Trento, dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino e dell’Istituto Trentodoc, un impegno il loro che vede nelle relazioni il loro punto di forza.

LA DISTILLERIA: FARE GRAPPA È UN’ARTE
La Grappa è un prodotto unico al mondo e l’operazione di distillazione è una vera e propria arte; la regola in Pisoni sin dalla seconda metà dell’800, anni in cui è iniziata la produzione, è quella di utilizzare le migliori vinacce, quando freschissime, arrivano alla distilleria, pronte per essere lavorate e diventare Grappa Pisoni. La combinazione tra sperimentazione ed esperienza è la chiave per il progresso di questa “arte” in quanto non ci sono scuole nelle quali poter imparare a distillare. La ristrutturazione avvenuta nel 2003, progettata e voluta dai titolari, è frutto dell’evoluzione tecnologica portata avanti da ben 4 generazioni che, ognuna in momenti storici ed economici diversi, ha saputo contribuire all’innovazione del processo di distillazione e, soprattutto ha saputo trasmettere conoscenza e amore per questa tradizione secolare.
I piccoli alambicchi in rame di fine ottocento alimentati col fuoco a legna, sono stati sostituiti dall’attuale impianto alimentato a vapore, del quale ancor oggi attive e funzionanti sono le caldaie a bagnomaria dalle quali si ergono splendide colonne in rame. L’artefice dell’evoluzione è il mastro ramaio trentino Tullio Zadra che introdusse il metodo della distillazione a bagnomaria con colonne di rettifica a piatti. Questi alambicchi restano tra i pochi esemplari con questo marchio ancora presenti nella zona.

La produzione della Grappa negli alambicchi Tullio Zadra

Per ottenere la Grappa Pisoni il mastro distillatore compie un processo che consiste nella divisione del distillato nelle sue tre componenti. L’artigiano procede con il taglio di testa, la prima parte del distillato ad uscire dall’alambicco, contenente una parte di alcol metilico, il cuore e la coda, la parte finale del distillato. È il cuore, trasparente come l’acqua, a diventare poi la Grappa Pisoni. Quando esce dall’alambicco, questo prodotto limpido e concentrato, è posto in serbatoi d’acciaio inossidabile e qui, diluito con acqua purissima, viene lasciato riposare per far in modo che la parte alcolica si attenui e la filtrazione dia luminosità al composto.  La ricchezza dei prodotti di Pisoni non consiste solamente nell’expertise acquisita nel corso di tre secoli, ma anche negli accorgimenti adottati dalla famiglia di volta in volta per ottenere prodotti di ottima qualità e raffinatezza. Un esempio consiste nell’utilizzo delle barriques nelle quali un tempo riposava il vino. Una tecnica che ha lo scopo di conferire ai distillati sapori e profumi derivanti dal contatto del vino con il legno. Il periodo di affinamento della grappa può variare a seconda del tipo di acquavite; l’affinamento in barriques è di circa tre anni, ma raggiunge durate ben superiori nel caso della Grappa Clessidra che riposa nelle botti di rovere per oltre 10 anni. Un’ulteriore particolarità è rappresentata dalle Grappe Monovitigno Pisoni, provenienti da vinacce che daranno poi il nome ad ogni singola grappa.  La Grappa Pisoni, una volta prodotta, è pronta per le analisi chimiche e organolettiche svolte dall’Istituto di Grappa del Trentino; dopo aver superato l’esame, riceve il prestigioso Tridente, il marchio che dimostra l’eccellenza del prodotto derivante dalle vinacce, esclusivamente trentine, e dell’accurato lavoro svolto dai distillatori nelle fasi di produzione. Le Grappe Pisoni

Classica

Grappa Trentina Bio 50° “Grappa del Sole”, Grappa Trentina Classica.

Schweizer

Grappa Schweizer giovane, Grappa Schweizer barricata.

Invecchiata

Grappa “Clessidra” 10 anni, Grappa Trentina Stravecchia, Grappa barricata Trentina Amarone, Grappa barricata Moscato, Grappa barricata Gewüztraminer, Grappa barricata Teroldego.

Monovitigno

Grappa Moscato, Grappa Trentina Nosiola, Grappa Trentina Chardonnay, Grappa Trentina Müller Thurgau, Grappa Trentina Marzemino, Grappa Trentina Teroldego, Grappa di Gewürztraminer.

Distilleria F.lli Pisoni - Via san Siro 7/a, Fraz. Pergolese | 38076 Madruzzo (Trento)
Tel. +39 0461 564106 | fax +39 0461 563163 |
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Liliana Rossi

 

A SILVANO D'ORBA UNA DISTILLERIA DA TUTELARE

Tratto dal Venerdì di Repubblica

 

 

 

Canto Amaro

 

Elisir d'amore per San Valentino: il Canto Amaro della Sirena del Garda

 

Canto Amaro nasce da un amore struggente per il Lago di Garda e le sue botaniche: quello della Sirena, da donna a musa ispiratrice della linea, che grazie al suo “canto amaro” ha attirato l’attenzione di un fauno lacustre, che l’ha trasformata in sirena dalle acque per salvarle la vita e renderla sua sposa, proprio nella Baia delle Sirene, a Punta San Vigilio, in quello specchio di acqua tra Garda e Torri del Benaco, conosciuta per i forti mulinelli lacustri dove si dice che ancor oggi nuotino delle donne bellissime, metà donna, metà pesce. Ma che ha segnato anche la profonda passione della sua creatrice, Elisa Carta, raccoglitrice da generazioni, che si è ispirata all’energia di questo luogo realizzando un gusto mediterraneo che sposa i limoni del Lago di Garda alle note amaricanti del cardo mariano di questi luoghi. Recuperata quindi una ricetta trovata in un libro antico sulla potatura, appartenuta al nonno paterno, Elisa ha cercato alcune botaniche riportate come la rosa canina e i limoni che hanno reso famose le sponde di questo lago.

 

Canto Amaro

Canto Amaro è un liquore naturalmente amaro che ammalia come la Sirena che ammicca dalla bottiglia con le fragranze dei limoni del Garda, conquista con la dolcezza della vaniglia e affascina con le note amaricanti del cardo e della genziana. Un nuovo amaro assolutamente naturale, come da filosofia aziendale, senza coloranti e aromi naturali o artificiali, nato dalla raccolta di ingredienti unici, che si trovano sulle sponde del Garda. Un look artigianale, premium e curato nei mini dettagli il cui legame con il Garda è imprescindibile.

 

Ingredienti principali

Agrumi: Limoni del Garda, Arancio Amaro, Arancio Dolce, Pepe Timut

Note Amare: Cardo Mariano, China

Spezie: Cannella, Fave tostate di cacao e caffè.

Dolcezza: Vaniglia Bourbon e Arancio Dolce

 

Come si beve

Temperatura ambiente o freddo, non congelato. Da solo come dopo cena, si presta particolarmente all’uso nella miscelazione nei drink classici, come bitter o in ausilio ai vermouth.

 

Liquori delle Sirene

Liquori delle Sirene nascono sul Lago di Garda, dalla forte impronta artigianale, naturale, senza nessuna chimica o colorante aggiunto e con un forte legame con il territorio, da cui la sua ideatrice raccoglie le botaniche per tutta la produzione. Tutta la linea sposa la filosofia della sua creatrice, Elisa Carta, raccoglitrice da generazioni e la produzione è il frutto di una lunga e appassionante ricerca e rivisitazione di antiche ricette tramandate dal nonno e dagli avi. Tanta passione e amore per piante, infusioni e alchimia la portano a creare prodotti naturali e assolutamente unici oggi declinati in due versioni: il Bitter oltre a bitters per la miscelazione ai gusti galanga, fiori d’arancia, Mediterraneo, Bloody Mermaid, rabarbaro, China Calisia) e il nuovo nato, Canto Amaro.  Il Liquori delle Sirene vengono fatti usando erbe, fiori, radici e frutta: botanicals del territorio che vengono singolarmente infusi in alcol e poi assemblati in un’unica cuvée.

L’azienda nasce nel 2014 a Garda e attualmente distribuisce i propri prodotti in Italia e all’estero in Francia, Germania, Australia, Usa, Hong Kong e Singapore. 

 

Il metodo produttivo

Gli aromi dei botanicals vengono estratti tramite singole infusioni in alcol ispirati da generazioni di raccoglitrici, creando i liquori in piccole partite, per garantire la qualità del prodotto. “La magia dei Liquori delle Sirene nascono da cuvée assemblate a mano” racconta Elisa Carta. Acqua pura e zucchero completano il tutto, senza l’aggiunta di coloranti o aromi artificiali. Dopo un lungo riposo in piccole botti i Liquori delle Sirene sono pronti per essere imbottigliati. I botanicals hanno tempi di macerazioni e gradazioni idroalcoliche diverse: gli aromi vengono estratti da materia secca singola per massimizzare la performance estrattiva;  le radici – genziana, china, rabarbaro, zenzero – macerano ad una gradazione alcolica più alta, mentre i fiori – arancio, tiglio, gelsomino – e vengono estratti ad una gradazione alcolica più bassa.  Altra estrazione per frutta e bacche – arancia, rosa canina, pepe rosa – che necessitano di tempi più lunghi rispetto alle altre componenti; le erbe e le spezie– camomilla, assenzio, vaniglia Bourbon – hanno tempi e gradazione alcolica d’infusione completamente diverse; il blend finale quindi deve essere sapientemente dosato per mantenere la giusta proporzione alcolica oltre che organolettica. La leggenda di Liquori delle Sirene

I Liquori delle Sirene prendono spunto da un’antica leggenda: si narra che in una calda notte d’estate alcuni pescatori si riposavano nella baia delle Sirene, riparata dalle onde. All’improvviso apparvero delle bellissime Sirene che offrirono ai marinai una bevanda che diede loro la forza e il desiderio di tornare subito a casa dalle loro mogli. Da allora, in quella baia, le Sirene ritornano a portare il magico liquore ai pescatori sfiancati dalla potenza delle onde del Lago. II marinai lo chiamano il Liquore delle Sirene. Le loro mogli, sorridendo, lo ricordarono come l’Elisir d’Amore. Dalla leggenda alla realtà, oggi i Liquore delle Sirene sono un Bitter, un Amaro con un’anima sensuale e femminile, pronti ad affascinare uomini e donne che sono alla ricerca di ciò che è autentico ma al tempo stesso sconosciuto e misterioso. Il canto delle Sirene ci invita ad un viaggio dei sensi in un luogo mai visto ma da cui siamo inspiegabilmente attratti.

 

Elisa Carta

E’ nata a Vicenza e cresciuta nel verde delle sue campagne passando un’ infanzia tra filari e i vigneti e tra i frutti generosi delle colline. Da sempre affascinata dalle erbe e innamorata dei consigli la nonna raccoglitrice le dava, insegnandole a curarsi o per insaporire le pietanze: decotti di erbe di campo per digerire, infusi di fiori di malva per decongestionare gli occhi, luppolo nell’ insalata, frittelle di fiori di acacia per deliziare il palato. La costante ricerca di cose semplici, senza artifici, l’ha portata alla lettura dei manuali di erboristeria su cui studiava la nonna. La passione per la natura e i suoi frutti l’ha vista prendere la qualifica di sommelier del vino e dell’olio e ha lavorato in numerose aziende vitivinicole. Innamorata del lago, dei suoi colori e profumi ha approfondito gli studi in ambito erboristico, studiando il particolare ecosistema del Lago di Garda. Il Monte Baldo, che si trova sulla sponda veronese del lago è considerato dagli esperti l’ “Hortus Europae” – Giardino d’Europa - per la sua ricchezza floristica, di ambienti e di specie. Alla passione per gli studi naturali si unisce l’artigianalità, tutto italiana, per la tradizione liquoristica.

 

I premi di Liquori delle Sirene

GOLD MEDAL: LONDON SPIRIT AWARD 2018

GOLD MEDAL 2018: THE WINE HUNTER

 

Sirene Competition

Dal 2017 Liquori delle Sirene organizza una competizione annuale per l’uso di Sirene Bitter i presso la comunità Italiana di bartenders. Giunta alla terza edizione, per un totale di 400 ricette inviate in 3 anni, 5 le location: Garda, Verona, Bergamo, Ostuni; i tre vincitori sono stati Vincenzo Losappio del Zenzero Sushi and Beach a Barletta, Jordy Leone del Bloom a Roma e Valeria Maresca del Pepi Vintage Room di Napoli. Il premio è un’esperienza di cucina liquida con chef rinomati e un corso di formazione sulle botaniche vegetali, oltre a un viaggio negli States per provare i migliori cocktail bar americani.

 

Contatti

I Liquori delle Sirene sono prodotti da Piperita Srl con sede a Garda.

Elisa Carta

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FB e IG  @liquoridellesirene

Tel . 389 9320913

 

 

Camilla Rocca

BARILE DAY 2019

di Virgilio Pronzati

Foto di Mara Daniela Musante

 

Premi ed articoli che Luigi Barile ha ricevuto per le sue pregiate grappe

La prima distillazione di Luigi Barile risale al lontano 1976. La grappa ottenuta quell'anno dalle fresche vinacce di dolcetto, pensate, è ancora in parte in botte. Così, tranne un periodo di forzata pausa, per altri vecchi millesimi, fino all’ultima nata del 2019. Per anni, Luigi Barile, profondendo denaro, tenacia e fatica crea solo grappe d'autore. Il sommo Veronelli elogiò la sua grappa invecchiata, mentre il giornalista e scrittore Carlo Cambi, l’ha definito il sacerdote della serpentina. Il suo credo è l'assoluta qualità, garantita dall'utilizzo di vinacce fresche poco spremute e pertanto pregne di aromi (di piccoli e qualificati produttori locali) e distillate nell'ordine, in poco più di un mese, usando caldaiette a vapore e alambicchi in rame, e un lungo invecchiamento in botti di rovere.  

Wilma Massucco presenta La Festa della Grappa Barile.  Ai suoi lati Saveria e Luigi Barile

Mentre molti altri usano vitigni cosi detti “nobili”, lui impiega solo dolcetto.  Una scelta vincente: dalle vinacce di questo vitigno coltivate nella zona del Dolcetto d’Ovada, Luigi Barile da vita a grappe di straordinaria fragranza e personalità.  Fruttate e morbide quelle giovani e bianche, floreali, speziate e ambrate le invecchiate. Tra le giovani e bianche, un’autentica fuoriclasse.  Forse la più completa delle precedenti. Le vinacce di dolcetto da cui è nata, provengono dal vecchio vigneto del suo caro amico Stefano Bellotti purtroppo scomparso, singolare vigneron che da anni attua il biodinamico nei vigneti. Sarebbe senz’altro piaciuta anche ad Antonio Bormida, lo scomparso amico, fondatore e socio di Luigi Barile.  

 

Saveria e Luigi Barile, Wilma Massucco e Alberto Bonisoli

Benché abbia acquisito grande popolarità con le sue grappe premiate nei più importanti concorsi mondiali come Londra e Bruxelles, e donate in due occasioni ai grandi della Terra, Luigi Barile ha sempre mantenuto un grande rispetto per tutti i viticoltori conferitori di vinacce. E per condividere con loro il suo successo, da ben 24 anni organizza la Festa della Grappa, richiamando, oltre i residenti di Silvano d’Orba, alcune centinaia di visitatori, tra cui noti personaggi della cultura, della politica e della ristorazione qualificata.  Non solo.  Nonostante la non più giovane età, compierà 87 anni il prossimo gennaio,  Luigi Barile distilla per l’ennesima volta per i tanti intervenuti alla festa.  

Wilma Massucco, Saveria e Luigi Barile e Tomaso Montanari appena premiato da Alberto Bonisoli

Il banco d’assaggio colmo di grappe giovani e invecchiate è letteralmente preso d’assalto.  Un’occasione unica per degustare rari e costosi millesimi e, in anteprima, la giovane appena nata. Nell’ambito della festa, giunta quest’anno alla ventiquattresima edizione, Barile premia ogni anno personaggi che col loro impegno hanno contribuito socialmente a migliorare piccole e grandi realtà non solo nostrane. L’ultima edizione, è stata siglata dall’Ospite d’onore Prof. Alberto Bonisoli già Ministro dei beni e delle attività culturali e Direttore della Nuova Accademia di belle Arti di Milano che ha consegnato gli ambiti premi Grappa Barile edizione 2019.  

 

Wilma Massucco, Saveria e Luigi Barile, Sigfrido Ranucci, appena premiato da Alberto Bonisoli e Tomaso Montanari

 

Ecco i prestigiosi premiati presentati dalla d.ssa Wilma Massucco regista e film-maker:  Prof. Tomaso Montanari - Professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’Università per Stranieri di Siena. Storico dell’arte, accademico, saggista e giornalista del Fatto Quotidiano dove ogni lunedì tiene la rubrica Le pietre e il popolo. Ha anche una rubrica sul Venerdì di Repubblica: Ora d’arte. Antifascista. NoTav.  Sua citazione: “Penso che l’amore per la storia dell’arte non debba essere un fatto privato (o peggio un’evasione, o un modo per non pensare), ma un fatto pubblico e ‘politico’.”

Alberto Bonisoli premia Ilaria Bellotti figlia dello scomparso Stefano 

Sigfrido Ranucci - Giornalista d’inchiesta, inviato, responsabile e conduttore televisivo di Report. Uno fra i giornalisti di inchiesta più stimati in Italia. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerose e importanti indagini , in modo particolare sulla mafia e sul traffico illecito dei rifiuti. E’ diventato uno dei volti dell'informazione targata Rai, dove ha collaborato prima al Tg3 e successivamente con Rai International e Rai News. Grazie alle sue inchieste ha vinto numerosi e prestigiosi  premi come quello giornalistico europeo Penne Pulite e il premio Ilaria Alpi. E’ anche autore di diversi libri e fra questi anche uno scritto a quattro mani con Milena Gabanelli intitolato Ecofollie. Nel 2017 Sigfrido Ranucci diventa il conduttore di Report, celebre e seguitissima trasmissione di Rai 3 che si basa su inchieste giornalistiche di approfondimento, sostituendo Milena Gabanelli. Sua citazione: Il giornalismo di inchiesta è un valore aggiunto del giornalismo, per la società. E’ un bene che andrebbe tutelato.  

 Da sin. Ilaria Bellotti, Saveria e Luigi Barile, Virgilio Pronzati, Sigfrido Ranucci, Giuseppe Coco, Tomaso Montanari, Flavio Gaggero e Wilma Massucco 

Targa speciale in memoria di Stefano Bellotti, grande viticoltore, filosofo e pioniere della coltura biodinamica. Era il pioniere, forse si potrebbe dire il guru dei “vini naturali”, prodotti cioè nel pieno rispetto della natura e senza diavoleria in vigna e in cantina. Antesignano, aveva iniziato ad applicare i protocolli del biologico e del biodinamico nei primi anni Ottanta.  Un premio anche per chi è venuto da più lontano,  assegnato ad un giovane di Agrigento.    Citazioni anche per il dr Flavio Gaggero e per chi ha scritto. Golosa conclusione con l’enorme torta preparata per l’occasione da Bottaro & Campora Ricevimenti.  

La distribuzione della grande torta

Appunti di degustazione della Grappa Barile Millesimo1976. All’aspetto è brillante, di colore giallo ambrato vivo con netti riflessi dorato-ramati. All’olfatto si presenta di straordinaria intensità, persistenza e finezza. Profumi ampi, compositi, che spaziano dal floreale al fruttato con note speziate. Emergono i piccoli frutti rossi boschivi maturi e macerati nell’alcol, fiori gialli di campo essiccati, mandorla secca, vaniglia e zabaglione. E ancora, goudron, boisé e fieno di montagna. Al sapore è secca ma morbida, calda, con delicata e piacevole vena astringente, di decisa ma equilibrata struttura, con un finale di grande persistenza aromatica. Spiccano al retrogusto, le note fruttate, di liquirizia e di fieno di montagna.

Ultima nata la “OVER 40”, straordinaria grappa invecchiata 42 anni, uscita in anteprima lo scorso anno in edizione limitata di 341 bottiglie numerate, con elegante cassetta e certificato di garanzia, comprensiva anche di un DVD che racconta le fasi salienti della produzione della grappa.

VENTIQUATTRESIMA FESTA DELLA GRAPPA & PREMIO GRAPPA BARILE 2019

24 a FESTA DELLA GRAPPA BARILE

Con consegna del “Premio Grappa Barile 2019”

Silvano d’Orba (AL)

domenica  6  OTTOBRE 2019, 

a partire dalle  ore  15.30

 

L’antica Distilleria Artigiana GRAPPA BARILE organizza la 24ma FESTA DELLA GRAPPA BARILE che si terrà a Silvano d’Orba (AL), in Distilleria,  domenica  6 OTTOBRE   2019 , a partire dalle  ore  15.30.

 

E’ oramai il tradizionale evento che richiama appassionati da tutta Italia a Silvano d’Orba -  dove il Piemonte profuma ancora di Liguria – in provincia di Alessandria, in un’area storica  dell’Alto Monferrato, che recentemente è stata inserita nelle zone tutelate dall’Unesco insieme alle Langhe e al Roero e  dove la grappa è una tradizione locale, ben consolidata in questa distilleria d’epoca attiva dalla metà dell’800.

 

Oltre alla consueta degustazione, gratuita, delle migliori grappe prodotte da Gino Barile, si potrà assistere in diretta alla distillazione mediante alambicchi a bagnomaria scaldati da un forno straordinariamente  efficace alimentato con fuoco a legna e godere di  profumi e sensazioni olfattive e visive straordinarie. E’ questo il modo in cui Luigi Barile, Gino per gli amici,  produce un distillato di rara eccellenza, ricco di sapore, complesso e raffinato negli aromi …chi non l’ha mai assaggiato ancora non sa cosa può essere la grappa.

 

Sarà inoltre possibile visitare la distilleria, che per il prezioso valore dei suoi alambicchi  e della sua struttura unica al mondo è già stata location di interesse per le giornate del FAI nel 2015 e che merita di essere tramandata ai posteri.  E’ per questo motivo che il Mastro distillatore Luigi Barile, coadiuvato dall’Ing. Flavio Testi – uno dei più grandi studiosi italiani della storia dei transatlantici -ha iniziato il percorso per la messa in tutela della distilleria da parte dell’Unesco come patrimonio culturale, affinché diventi  fonte di ispirazione e di insegnamento di vita per le generazioni future.

 

Fiore  all’occhiello della distilleria sono le grappe invecchiate, una gamma di annate  diverse estratte da  vinacce fresche di  dolcetto a partire dal 1976 e conservate sino ad oggi in botti di rovere. E proprio da queste botti sono uscite le bottiglie appositamente confezionate per farne dono ai Grandi della Terra al  G8  di Genova nel  2001 e al G20  del Canada nel 2010. 

 

Per ben due volte quindi, la grappa Barile è stata scelta per rappresentare l’Italia al massimo livello mondiale, logica conseguenza dell’altissima qualità raggiunta da questo distillato, tipicamente italiano, che ha ottenuto lusinghieri giudizi di autorevoli esperti del settore: uno su tutti  quello del compianto  Luigi Veronelli  che scrisse che “una grappa così non l’aveva mai bevuta in vita sua…” e definì appunto Luigi Barile, già nel 2000, il miglior distillatore italiano. 

 

E questo prodotto ha incantato la severa giuria di “Wine & Spirit Competition 2003” di Londra, ricevendo il Premio considerato l’Oscar del settore.  

Senza contare tutti gli altri premi e gli articoli dei più grandi esperti del settore.

 

Ultima nata la “OVER 40”, straordinaria grappa invecchiata 42 anni, uscita in anteprima lo scorso anno in edizione limitata di 341 bottiglie numerate, con elegante cassetta e certificato di garanzia, comprensiva anche di un DVD che racconta le fasi salienti della produzione della grappa.

 

Come da tradizione verranno consegnati  i Premi Grappa Barile 2019. Quest’anno i  due personaggi eccezionali sono:

 

PROF. TOMASO MONTANARI   - storico dell’arte, accademico, saggista  e giornalista del Fatto Quotidiano

 

DR SIGFRIDO RANUCCI  – Giornalista d’inchiesta, inviato, responsabile e conduttore televisivo di Report

 

Ospite d’onore, che consegnerà i Premi, sarà il già Ministro dei beni e delle attività culturali

Prof. ALBERTO BONISOLI

Direttore della Nuova Accademia di belle Arti di Milano.

 

Una targa speciale verrà consegnata in memoria di STEFANO BELLOTTI, grande viticoltore, filosofo e pioniere della coltura biodinamica.

 

Premio speciale anche per l’ospite che verrà da più lontano.

 

Presenterà l’evento la regista-filmaker Wilma Massucco – autrice del  documentario sulla vita di Luigi Barile dal titolo “Chi l’avrebbe mai detto?”-  mentre Virgilio Pronzati, profondo conoscitore dei terroir dei vini di tutto il mondo, grandissimo  sommelier, enogastronomo, poeta e insegnante nelle scuole alberghiere,  “racconterà” i sapori delle diverse Grappe. 

 

Come di consueto verrà offerto un buffet realizzato dalla prestigiosa Ditta  di Silvano d’Orba Bottaro & Campora Ricevimenti, che  preparerà  una mega-torta. 

 

Quindi, per la straordinaria attualità di come si distilla la miglior grappa italiana, per il peso specifico degli ospiti   - veramente insuperabili - e per la gradevolezza della location , comprese le straordinarie degustazioni, la 24ma festa della Grappa  merita di essere vissuta!!

 

Gli “onori di casa” saranno fatti dai titolari: Luigi Barile e la moglie Saveria De Palo.

 

La manifestazione si svolgerà anche in caso di pioggia. Ampio parcheggio gratuito a 90 mt dalla distilleria.

 

Per maggiori informazioni sulla festa, sulle grappe e quant’altro si rimanda al sito www.grappabarile.it. 

 

BOR BAR SNC GRAPPA BARILE

Distilleria Artigiana Grappa

di  S. De Palo e L. Barile

Grappificio  e mag.invecch.in Silvano d’Orba

Via Roccagrimalda 17

Sede in Genova Via W. Fillak 258 r 

Tel.010/6442326

Fax 010/466362  e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Website: www.grappabarile.it

 

POLI DISTILLERIE A DISTILLERIE APERTE 2019

 

 

 

Distillerie Aperte 2019 alle Poli Distillerie “L’avventura delle spezie”

 

Vi siete mai chiesti come sarebbe la sopressa vicentina senza il pepe?

 

Domenica 6 ottobre, alle Poli Distillerie, in occasione del 500° anniversario del primo viaggio attorno al mondo compiuto da Magellano e dal vicentino Pigafetta, ripercorreremo l’avventura più significativa per l’umanità: la ricerca delle spezie

 

Questa 23ª edizione di Distillerie Aperte sarà dedicata alla scoperta di queste preziose materie prime, che hanno cambiato il nostro modo di cucinare e di esplorare il mondo.  

 

China, Cardamomo, Coriandolo, Ginepro, Anice, sono solo alcune delle spezie che utilizziamo da 121 anni in distilleria per le nostre infusioni naturali.

Ma quali sono stati i loro utilizzi nel corso della storia?

 

Per rispondere a questa domanda durante la giornata saranno adibiti dei laboratori sensoriali gratuiti per bambini e adulti coordinati per l’occasione da Ardea, Associazione culturale per la didattica museale e da Sidea Spezie, azienda italiana specializzata nell’importazione e commercializzazione di spezie. 

 

 

 

 

I visitatori potranno, inoltre, vedere da vicino come si distilla la Grappa in modo artigianale con uno dei più antichi alambicchi ancora funzionanti in Italia.

 

Oltre ai profumi inebrianti delle spezie ci sarà spazio anche per solleticare il senso del gusto, grazie a degustazioni e assaggi con prodotti tipici del territorio come l’originale speck di Asiago Fior di Maso. 

 

Vi aspettiamo il 6 ottobre, dalle ore 10.00 alle 18.00, alle Poli Distillerie di Schiavon.  

Ingresso gratuito.

Per maggiori informazioni:

https://www.poligrappa.com/ita/distillerie-aperte.php

 

POLI DISTILLERIE – via Marconi 46, 36060 Schiavon (VI)

Ufficio Stampa: Lorna Geremia Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

tel. 0444 665 007 - www.poligrappa.com

LA GRAPPA ITALIANA CHIUDE IL 2017 IN CRESCITA

 

Pambianco ha condotto uno studio sull’andamento delle aziende produttrici di grappa, il prodotto ad oggi considerato come più rappresentativo della distillazione made in Italy.

 

Dai dati emerge che le prime 10 aziende per volumi, che aggregate valgono 211 milioni di euro di fatturato, crescono tutte con una media di oltre il 6%. 

È positiva anche la situazione registrata sul versante della marginalità, con un’ebitda medio superiore al 10 percento. 

 

In vetta alla graduatoria compare Umberto Bonollo, forte di una crescita a doppia cifra (+12%) nell’anno preso in considerazione. L’azienda veneta, proprietaria del marchio Bonollo Of, presenta una marginalità leggermente superiore alla media di settore (11,1%). In seconda posizione troviamo, Distillerie Franciacorta (società acquisita a gennaio dal gruppo Stock) che, grazie a un balzo del 7,3%, ha sorpassato la modenese Distillerie Bonollo che si posiziona quindi in terza posizione. A seguire, in classifica, compaiono la trentina Marzadro al quarto posto e la trevigiana Bonaventura Maschio al quinto. Tutte le aziende presenti nella top ten della grappa hanno guadagnato terreno rispetto al 2016. La migliore in termini di marginalità percentuale è risultata essere la piemontese Berta, con oltre il 27% di ebitda. 

 

David Pambianco, CEO di Pambianco Strategie di Impresa, ha commentato: “La crescita registrata da tutte e dieci le top player del settore riassume efficacemente la forza di questo segmento produttivo che, grazie a trend in fase di sviluppo quali invecchiamento, monovitigno e lancio di prodotti dedicati alla mixology, si prospetta interessante anche per i possibili sviluppi futuri.” 

 

 

 

PAMBIANCO Communication

Lucia La Porta

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Tel 02 76388600 

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