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Notizie

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UN VINO DA LEGGERE O UN LIBRO DA DEGUSTARE? I LIBROTTIGLIA DI MATTEO CORREGGIA DA COLLEZIONE

 

I Librottiglia di Matteo Correggia sono l’incontro tra la degustazione di vini d’eccellenza e il piacere della lettura. Le caratteristiche di ogni prodotto sono abbinate a un genere narrativo specifico, per dare vita a esperienze eno-letterarie basate sul perfetto equilibrio tra le suggestioni sensoriali e gli scenari i

mmaginati nei racconti. Tre autori sono stati coinvolti in questa raccolta di piccole ed emozionanti storie che accompagnano la selezione di vini. Il formato speciale da 375 ml è stato scelto come contenitore ideale per esprimere il concetto del progetto: un breve racconto da leggere mentre si sorseggiano due calici di un vino d’eccellenza.

I Librottiglia si distinguono per l’originale “label book”: un piccolo ed elegante libro che funge da etichetta frontale delle bottiglie. Un cordino crea un rituale nell’apertura e nella chiusura del libretto e stabilisce un “filo conduttore” che rafforza l’identità coordinata della linea di prodotti. Ogni prodotto è custodito in uno speciale tubo nero con tappo metallico che conferisce ancora più eleganza a ogni Librottiglia. 

ROERO ARNEIS: “L’omicidio” di Danilo Zanelli, giornalista e autore satirico, è un giallo venato di humour che s’intona con lo spirito fresco e leggero di questo vino. 
Prezzo al pubblico: 13,40 €
 
ANTHOS: La cantante e autrice Patrizia Laquidara firma “La Rana nella Pancia”, una favola intrigante adatta alla personalità non comune del rosso Anthos, un brachetto secco dal sorprendente bouquet dolce. 
Prezzo al pubblico: 13,40 €
 
ROERO: “Ti amo. Dimenticami” di Regina Nadaes Marques, scrittrice e produttore culturale, è la storia di un amore che cambia la vita, intensa come il nebbiolo rosso rubino. 
Prezzo al pubblico: 14,50 €

Marta Nosari

LA BUONA ALTERNANZA SCUOLA LAVORO? PARTE DALLA RISTORAZIONE

 

 

 

Si è conclusa la prima edizione di "Ristorazione 4.0, la buona scuola è servita", il progetto di alternanza scuola-lavoro promosso dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi in collaborazione con le principali aziende della web economy. Lo scenario italiano dell'alternanza scuola-lavoro: secondo i dati del MIUR i progetti attivati a partire dal terzo anno di corso sono stati 76.246, per un totale di 6.000 istituti coinvolti. 

L'uso della tecnologia nei pubblici esercizi italiani: solo il 40% dei ristoranti ha un sistema di gestione dei processi interni, mentre il 41% non ha un account social. 

 

La ristorazione come "terreno fertile" per prepararsi al mondo del lavoro, valorizzando nello stesso tempo le competenze dei millennial. Con questo spirito Fipe ha dato vita all'inizio del 2018 al progetto "Ristorazione 4.0, la buona scuola è servita", i cui risultati sono stati presentati oggi a Firenze: l’atto conclusivo di un percorso durato 8 mesi che ha coinvolto oltre 90 ragazzi di quarta superiore dell’indirizzo SIA (Sistemi Informativi Aziendali) dell'Istituto Galilei del capoluogo toscano. L'incontro ha visto la presenza di un ricco parterre di ospiti tra i quali Aldo Mario Cursano, Vice Presidente vicario di Fipe, l'on.Gabriele Toccafondi, già sottosegretario al MIUR, il presidente del Consiglio Regionale di Toscana Eugenio Giani, Cristina Giachi, vicesindaco di Firenze, e Stefano Gemmi, dirigente scolastico ISIS "G. Galilei". 

 

Quello promosso da Fipe è un programma di alternanza scuola lavoro ancora inedito in Italia, focalizzato su un reciproco scambio di competenze: gli studenti infatti non solo hanno avuto modo di mettersi alla prova nel mondo della ristorazione acquisendo molti "segreti" del mestiere, ma nel corso degli otto mesi di esperienza hanno potuto affiancare i gestori di bar e ristoranti aiutandoli a diventare sempre più digital e a gestire in modo più efficiente i loro canali di promozione, dal sito web ai sistemi di prenotazione on line. 

 

“Quello di Firenze è un progetto pilota, che ci proponiamo di estendere sul territorio italiano, che inaugura un nuovo e più proficuo modello di alternanza scuola lavoro - dichiara Aldo Mario Cursano, Vice Presidente vicario di Fipe e Presidente della Confcommercio di Firenze -. Una "buona" alternanza che punta sullo scambio di attitudini, competenze ed esperienze tra studenti, imprese della ristorazione e protagonisti della web economy, un nuovo modo di "accompagnare" le giovani generazioni nel mondo del lavoro rendendole protagoniste e "motori" del cambiamento, tecnologico e culturale, che costituisce una delle presenti e future sfide per il mondo dei pubblici esercizi".

 

Il programma di alternanza scuola lavoro, sviluppato da Fipe in collaborazione con TripAdvisor, TheFork, Axelero e Foodora e che ha visto anche la partecipazione di Google potrebbe presto essere riproposto in altre regioni italiane e favorire un upgrade degli attuali diplomi di istruzione tecnica superiore nei quali possano essere messe in luce le nuove competenze disciplinari, tecniche e trasversali acquisite attraverso il percorso di alternanza. 

L'incontro di Firenze è anche un'occasione per fare il punto sull'uso della tecnologia nei pubblici esercizi e sul più recente scenario dell'alternanza scuola lavoro in Italia, anche alla luce di cambiamenti attesi che vedranno una riduzione del numero delle ore. 

L'uso della tecnologia nei pubblici esercizi

 

Il pubblico esercizio risulta un settore forte sul prodotto (scelta e preparazione delle materie prime) ma molto debole sulla gestione, il marketing e l'innovazione, sia nel back office che nel front office. Solo il 40% delle imprese di ristorazione utilizza strumenti di gestione dei processi interni. Si tratta prevalentemente di applicazioni per la gestione delle comande (17%) o di soluzioni per la fatturazione elettronica (13%). Appena il 7% ricorre alle tecniche del cosiddetto menu engineering e il 6% ad applicazioni per la gestione on line delle prenotazioni. 

Per quanto riguarda la tecnologia di relazione con il cliente risulta evidente come l'attività in cui i ristoratori risultino più digitali, sia quella che ha a che fare con le recensioni. L'81% legge le recensioni sui siti e il 27%, pochi per la verità, spinge i clienti a scrivere recensioni. Il 41% dei ristoranti non ha alcun account social. 

 

L'alternanza scuola lavoro in Italia

Nell'anno scolastico 2016/17 sono state coinvolte circa 6.000 scuole. In particolare il totale dei percorsi in alternanza attivati a partire dal terzo anno di corso sono stati 76.246, per la maggior parte dei casi (88,1%) percorsi annuali. In base alla tipologia del percorso formativo, il 55% dei progetti viene attivato nei licei, il 30% negli istituti tecnici e il 15% negli istituti professionali. Gli studenti del secondo biennio del percorso di studi che in totale hanno svolto percorsi di alternanza scuola/lavoro sono stati 873.470, che salgono a 937.976 considerando anche quelli dell'ultimo anno di corso non ancora in obbligo, così suddivisi: 451.162 nei licei, 289.560 negli istituti tecnici e 197.254 negli istituti professionali. Il 43,2% dei progetti di alternanza scuola lavoro viene complessivamente portato avanti nelle imprese, percentuale che sale al 60,6% quando si tratta di istituti professionali.

 

 

Deborah Moleri

 

LE PAROLE LE PORTANO VIA IL VENTO...ED IL MARE...

 

 

Questi sono giorni estremamente importanti e delicati per il comparto balneare territoriale e nazionale, settore trainante dell'economia turistica della mia terra.
La Regione Liguria è conosciuta certo per il suo entroterra, ma principalmente per l'alta qualità delle sue spiagge, in grado di accontentare qualsiasi richiesta.
Queste aziende sono il nostro biglietto da visita agli occhi nazionali e oltre, e, fra diretto e indotto, impiegano qualche decina di migliaia di risorse umane.

 

La Regione Liguria, a tutela del settore, ha prodotto due disegni di legge, la n.25 e la n.26, delle quali io ho avuto l'onore e il privilegio di essere primo firmatario e relatore in Assemblea del Consiglio Regionale.
Un progetto unico, frutto della collaborazione con l'Assessorato al Demanio e con gli altri colleghi consiglieri.

 

Il Governo Gentiloni, come ultimo atto di un Governo già morto, le ha impugnate, e questa mattina la Corte Costituzionale discute la legge relativa alla tipicità del sistema balneare ligure, legge che non avrebbe dovuto subire l'impugnativa dal precedente Governo e che il Governo Conte avrebbe dovuto ritirare.

 

In attesa del pronunciamento della Corte, sperando che il buonsenso e il rispetto nei confronti degli operatori delle p.m.i. della nostra Regione non vengano meno, lanciamo un monito: non vorremmo che questa situazione fosse una scusa per mettere "la polvere sotto il tappeto", pensando di aver risolto il problema.
Se il Governo deciderà di non sostenere le nostre leggi, ne produca altre, ma che siano REALMENTE a tutela del settore balneare, che siano un provvedimento che SUPERI la direttiva servizi Bolkestein.

 

In questi giorni, al problema delle scadenza delle concessioni se ne è aggiunto un altro ancor più devastante: la distruzione da parte della furia del mare di aziende che non solo hanno visto le strutture irrimediabilmente danneggiate, ma che non hanno neppure più una spiaggia sulla quale poter ricostruire. 
Se da una parte è giusto e sacrosanto non dividere il fronte del No alle Aste e di una riforma del settore è altrettanto vero che questa è una situazione d'emergenza e come tale va trattata.

 

Oggi in Regione Liguria, incontreremo i rappresentanti delle associazioni di categoria proprio di quelle aziende distrutte. 
Ora più che mai, vedendo le immagini di imprese rase al suolo, molte delle quali di proprietà di persone conosciute e amiche, è necessaria una riforma urgente del settore, riforma che stiamo aspettando da molto tempo: più di 11 anni. 

 

La Bolkestein va superata e, nella drammaticità di questa occasione, riponiamo la nostra fiducia e le nostre speranze nell' operato del Ministro Gian Marco Centinaio, affinché venga prodotto un documento forte, concreto, difeso anche in Europa, che abbia la forza necessaria per tutelarci e superare le troppe, inutili parole fatte fino ad ora. 
Oggi, con quello che è successo, è già troppo tardi.
#lamialiguria

                                                                                                                    

 

LA BASE BALNEARE IN REGIONE LIGURIA CON UN DOSSIER CHE FOTOGRAFA I DANNI ALLE STRUTTURE BALNEARI

 

Mareggiata Ottobre 2018: ingenti danni alle aziende balneari

 

 

La Presidente del Sindacato La Base Balneare, Bettina Bolla, oggi, martedì 6 novembre, sarà a Genova in Regione Liguria, nell’incontro voluto dall’Assessore al Demanio Marco Scajola, dopo la violenta mareggiata che ha distrutto le coste liguri, provocando danni importanti e gravi alle strutture, fotografate in un dossier di oltre 350 pagine. 

https://labasebalnearecondd.files.wordpress.com/…/dossier-m…, con le prime e per ora parziali testimonianze da parte dei balneari liguri, raccolte in questi giorni nelle chat da loro create per scambiarsi informazioni e notizie. 

“Un dossier - spiega la Bolla - che racconta la distruzione e che è stato richiesto anche dall’Ufficio legale della Regione Liguria a supporto della difesa della Legge regionale Ligure in discussione proprio oggi in Corte Costituzionale”. 

Nei prossimi giorni la Presidente sarà a Roma, per portare il dossier e per chiedere una risoluzione immediata del problema.

 

“Oggi, non abbiamo più tempo” – conclude la Bolla. “Abbiamo bisogno di una legge di riordino dell’intero comparto che permetta soprattutto alle aziende, anche a quelle distrutte, di rialzarsi e di investire, anche in opere di difesa della costa”.

B. B.                                                                                                                                                         

FIPE E INTESA SANPAOLO INSIEME PER AIUTARE LE IMPRESE DI PUBBLICO ESERCIZIO CREDITRICI DI QUI! GROUP

 

 

 

Da FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) e Intesa Sanpaolo un aiuto concreto per sostenere le imprese colpite dalla crisi di QUI!Group, che coinvolge oltre 23mila aziende del settore dei pubbliciesercizi,verso cui la società di buoni pasto, fallita lo scorso settembre, è in debito di oltre 200 milioni di euro. 

Intesa Sanpaolo mette a disposizione, esclusivamente per gli associati FIPE, un finanziamento dedicato, stanziando un plafond di 100 milioni di euro.Il 

Ciascun finanziamento prevede un importo massimo di 50.000 euro, a tassi competitivi e con spese di istruttoria gratuite, e sarà assistito da una garanzia fino all’80% dell’importo concesso rilasciata dal “Fondo di Garanzia”, la garanzia pubblica che facilita l’accesso al credito delle MPMI.  Si precisa che l’accesso al Fondo di Garanzia, nelle regioni Toscana, Marche, Abruzzo e Friuli Venezia Giulia, è possibile solo tramite l’intervento di un Confidi. 

Abbiamo deciso, in accordo con Intesa Sanpaolo, di supportare i nostri soci fornendo loro uno strumento che agevoli l’accesso al credito. Auspichiamo che questo possa essere un aiuto concreto per tutte quelle imprese per cui il fallimento di QUI!Group, con il mancato pagamento di oltre 200 milioni di euro, ha costituito un serio problema e che si trovano ora a fare i conti con i tempi della giustizia fallimentare italiana” – dichiaraAldo Mario Cursano, vicepresidente vicario di FIPE - Federazione Italiana Pubblici Esercizi.

 “Con questa iniziativa vogliamo aiutare in modo concreto le numerose aziende che possono trovarsi in difficoltà finanziaria, a testimonianza della nostra attenzione a ciò che accade sul territorio. Ci siamo attivati prontamente per mettere a disposizione un finanziamento semplice, immediato e adeguato alla situazione” dichiaraAndrea Lecce, responsabile Direzione Sales & Marketing Privati e Aziende Retail di Intesa Sanpaolo.

 

 

Greta di Fiore

VINI DI PREGIO, GOLOSITA' & BORSE E SCARPE DI CLASSE IN GALLERIA MAZZINI

 

Il patron del Gallery Bistrot Ivan Zacconi con le sue collaboratrici

La Galleria Giuseppe Mazzini intitolata all’omonimo patriota, fu costruita tra il 1870 ed il 1880 sull'esempio di quelle famose di Parigi e della milanese Galleria Vittorio Emanuele II, cui si ispirò.  L’inaugurazione della galleria Mazzini, fu per Genova un grande avvenimento.  Un “salotto buono della città” dalle ampie vetrate, lampadari in bronzo, e grandi cupole in vetro che l’illuminano naturalmente. Ben presto, con i suoi locali, diventò il ritrovo preferito di intellettuali, artisti e personalità di quel tempo. Nel passato recente, ultimi vent’anni, cadde nell’oblio. Cambi nelle gestioni di negozi e costante diminuzione di locali aperti.  

Nemmeno la storica Fiera del Libro nata nel 1926 e la mensile Fiera dell'antiquariato, riescono ad animarla.  Per ridare un po’ di vita a questa bella struttura, i patron di due esercizi, il Gallery Bistrot e la boutique Astore Venezia, venerdi 26 ottobre dalle 19 alle 22, hanno realizzato un banco d'assaggio dei pregiati vini friulani dell'Azienda Vigna Petrussa abbinati a diverse golosità, e la presentazione della nuova collezione Astore Venezia che, per l'occasione, c'era un gradito omaggio per le signore che acquistavano scarpe e borse. 

Ad animare i banchi d'assaggio, Ivan Zacconi del Gallery Bistrot con prosciutto crudo tagliato a mano (formaggi e focaccia con l'olio), Giuliano Fiorentini (rappresentante di prestigiose case vinicole) e il Delegato genovese della FISAR Mattia Briganti, che oltre a servire calici di vino ai numerosi e curiosi visitatori, elargiva nozioni sui vini e consigli utili sugli abbinamenti.    

Nella foto di Mara Musante: Mattia Briganti e Giuliano Fiorentini  

 

DALLA DOGGY BAG AL "RIMPIATTINO" FIPE E COMIECO INSIEME PER UNA NUOVA CULTURA "ANTISPRECO" AL RISTORANTE

 

La doggy bag inizia a "parlare" italiano e diventa "rimpiattino". Ecco la proposta vincitrice del concorso indetto da Fipe e Comieco rivolto al mondo della ristorazione italiana.

I "rimpiattini" in carta e cartone sbarcheranno nei primi 1.000 ristoranti in tutta Italia ma altri 30 mila esercizi sono pronti a partecipare all'iniziativa.

I nuovi dati Fipe sullo spreco alimentare in bar e ristoranti: per l’80% dei ristoratori intervistati lo spreco di cibo al ristorante è rilevante soprattutto perché i clienti non sempremangiano tutto quello che ordinano. Pochi chiedono di portare via quanto resta nel piatto e l’imbarazzo è la prima ragione che inibisce i clienti ad assumere comportamenti virtuosi.

 

"Potrei avere un rimpiattino?" Una frase che potrà essere presto ricorrente nei ristoranti del Belpaese per portare a casa cibi e bevande avanzati e non consumati. Questa la simpatica proposta scelta da Fipe - Federazione Italiana Pubblici EserciziComieco - Consorzio Nazionale per il recupero e riciclo di carta e cartone, tra quelle arrivate dai ristoranti di tutta Italia, per dare un sinonimo italiano alla doggy bag, la principale "arma" contro lo spreco alimentare quando si mangia fuoricasa. Un progetto che si propone, attraverso il coinvolgimento diretto del mondo della ristorazione, di fare della doggy bag una pratica sempre più consolidata nella cultura italiana.

 

Deborah Moleri

 

 

 

 

La doggy bag inizia a "parlare" italiano e diventa "rimpiattino". Ecco la proposta vincitrice del concorso indetto da Fipe e Comieco rivolto al mondo della ristorazione italiana.

I "rimpiattini" in carta e cartone sbarcheranno nei primi 1.000 ristoranti in tutta Italia ma altri 30 mila esercizi sono pronti a partecipare all'iniziativa.

I nuovi dati Fipe sullo spreco alimentare in bar e ristoranti: per l’80% dei ristoratori intervistati lo spreco di cibo al ristorante è rilevante soprattutto perché i clienti non sempremangiano tutto quello che ordinano. Pochi chiedono di portare via quanto resta nel piatto e l’imbarazzo è la prima ragione che inibisce i clienti ad assumere comportamenti virtuosi.

 

"Potrei avere un rimpiattino?" Una frase che potrà essere presto ricorrente nei ristoranti del Belpaese per portare a casa cibi e bevande avanzati e non consumati. Questa la simpatica proposta scelta da Fipe - Federazione Italiana Pubblici EserciziComieco - Consorzio Nazionale per il recupero e riciclo di carta e cartone, tra quelle arrivate dai ristoranti di tutta Italia, per dare un sinonimo italiano alla doggy bag, la principale "arma" contro lo spreco alimentare quando si mangia fuoricasa. Un progetto che si propone, attraverso il coinvolgimento diretto del mondo della ristorazione, di fare della doggy bag una pratica sempre più consolidata nella cultura italiana.

 

Deborah Moleri

 

 

 AREZZO CAPITALE EUROPEA DEI MATRIMONI

 

 

 

La città toscana scelta come sede europea per la prossima EWPC (Exotic Wedding Planning Conference), appuntamento mondiale dedicato agli operatori del settore

 

 

Dal 2 al 4 giugno 2019 i più importanti wedding planners del mondo si riuniranno nella città di Piero della Francesca. Nell’occasione la Fondazione Arezzo Intour presenterà i servizi dedicati a chi si sposa

 

Un accordo importante quello che la Fondazione Arezzo Intour ha stretto con Exito Media Concepts Private Ltd, la società indiana di Bangalore che crea rete e costruisce relazioni nell’industria del wedding.

 

Dopo una lunga trattativa il neonato ente del turismo ha convinto gli organizzatori a scegliere Arezzo come capitale dei matrimoni: la città toscana sarà la sede europea della prossima EWPC (Exotic Wedding Planning Conference), esclusivo appuntamento che, dal 2 al 4 giugno 2019 riunirà i più quotati wedding planners del mondo, provenienti da 50 paesi diversi.  Dopo Dubai, Goa (India) e Barcellona, dove si sono svolte le ultime edizioni del EWPC, sarà Arezzo la sede europea che accoglierà la conferenza.

 

La tre giorni realizzata da Exito insieme alla Fondazione Arezzo Intour e in collaborazione con la Fondazione Guido d’Arezzo, il Comune di Arezzo e la Camera di Commercio di Arezzo, sarà un’occasione esclusiva per raccontare l’unicità della terra toscana e dello stile italiano a coloro che progettano il giorno più bello per le coppie che decidono di sposarsi e per presentare Arezzowedding, il ramo della neonata DMO (ente per la gestione della destinazione turistica) che si occuperà di riunire e proporre i servizi di tutti coloro che operano nel settore.

 

“Sono sempre di più gli stranieri che scelgono l’Italia e la Toscana per dirsi “si”, – spiega Marcello Comanducci presidente della Fondazione Arezzo Intour e assessore al turismo del Comune di Arezzo – un business in continua crescita che oltretutto fa registrare numeri importanti anche sul piano delle presenze. Il 36% degli stranieri che si sposa in Italia lo fa in Toscana ed è per questo che, all’interno della Fondazione Intour, abbiamo costituito una business unit che si occuperà di coordinare i professionisti del wedding per entrare nel mercato in modo professionale e ben strutturato.

 

Ecco allora che l’EWPC rappresenta un’opportunità unica per presentare la nostra città e questo settore. Non siamo noi a prendere la ventiquattrore per proporre Arezzo nei vari eventi dedicati al comparto, ma sono i wedding planner di tutta Europa a venire da noi. Non è stato facile sostenere la candidatura della nostra città nei confronti di quella proposta da altre metropoli europee, ma grazie a un lavoro serrato, siamo riusciti a portare a casa questo meeting. E con soddisfazione possiamo affermare che di fatto questo è uno dei primi grandi obiettivi raggiunti dalla Fondazione Arezzo Intour”.

 

 

 

sonia corsi 

 

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