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Recensioni

IDENTITÀ GOLOSE ON THE ROAD | DIGITAL EDITION

 

Il mondo è cambiato. Sono diverse le nostre prospettive, persino il modo in cui siamo costretti a rapportarci con la realtà quotidiana. 

E cambia anche IDENTITÀ GOLOSE. «Lunedì scorso abbiamo deciso di rinviare definitivamente il congresso al prossimo anno, al giugno 2021. Ma, contemporaneamente, abbiamo pensato a un format nuovo - IDENTITÀ GOLOSE ON THE ROAD | DIGITAL EDITION - ritagliato sull’attualità, per non lasciare sola la cucina italiana in questi mesi difficili. E ci siamo subito messi al lavoro, con uno sforzo produttivo e organizzativo senza precedenti». 

Parole di Claudio Ceroni che, con Paolo Marchi, ha fondato il congresso nel 2005. Sono state pronunciate durante la conferenza stampa di lancio della nuova formula: se la situazione attuale sconsiglia quell’abbraccio comune fra chef, pizzaioli, pasticceri, uomini di sala, giornalisti, imprenditori del food e anche solo semplici appassionati che è da sempre alla base della kermesse, IDENTITÀ GOLOSE non rinuncia a fotografare la realtà che cambia per rispondere al dovere di documentare ciò che sta accadendo nella vita professionale di chi è costretto a reagire con agilità per trovare nuove risposte e affrontare il cambiamento. 

Si tratta, come è facile immaginare, di un impegno fuori dal comune che vedrà forze in campo impegnate on the road

Che cosa significa? Poiché la situazione che vivremo nei prossimi giorni potrebbe non consentire a relatori e ospiti (che mai hanno dato forfait al congresso) di essere a Milano, sarà IDENTITÀ GOLOSE ad andare - con la sua redazione e la sua troupe - nelle loro strutture, nelle loro cucine, nei loro laboratori. Un gesto di vicinanza e solidarietà più che mai necessario per condividere valori e ispirazioni che nascono solo grazie al confronto.

IDENTITÀ GOLOSE sarà quest’anno più che mai una fucina di comunicazione: 3 strutture a Milano - in primo luogo l’hub di via Romagnosi 3 - ospiteranno in assoluta sicurezza giornalisti, troupe televisive e fotografi in grado di documentare tutto ciò che sarà possibile registrare grazie alla disponibilità di chi fra relatori, partner commerciali, giornalisti e media partner, non è venuto meno a un impegno comune. 

Oltre 150 giornalisti, a rotazione, potranno assistere “in presenza” alle registrazioni dal 24-25-26 nella sola sede di Identità Golose Milano di via Romagnosi 3 sempre con attenzione al distanziamento sociale, perché la sicurezza e la tutela della salute sono prioritarie. Altri 20 set saranno saranno organizzati, lungo la Penisola nelle cucine dei più grandi chef. Infine, tutti indistintamente potranno poi godere dei contenuti registrati, a partire dal 16 novembre, quando la piattaforma digitale online si attiverà su www.identitagolose.it proponendo non solo video racconti ma anche contenuti redazionali, gallery fotografiche e contenuti speciali a cura dei partner commerciali e dei media partner.  

Un grande, ambizioso progetto: «Sarà molto di più di una semplice versione digitale del Congresso - ha spiegato Claudio Ceroni -  sarà un vero e proprio nuovo format che vogliamo realizzare per rispondere ad un momento complicato per tutti, aziende, ristoratori, professionisti della comunicazione. Un nuovo progetto possibile grazie al fatto che il tessuto delle nostre relazioni è rimasto intatto». 

L'idea di IDENTITÀ GOLOSE ON THE ROAD | DIGITAL EDITION è stata di Paolo Marchi, che ha spiegato durante la conferenza stampa come sia stato particolarmente difficile fare le scelte necessarie per costruire il programma dei contenuti: «Già in tempi normali, quando costruiamo il programma del Congresso, ci troviamo di fronte alla difficoltà di dover fare delle scelte, non potendo ospitare ogni anno tutti gli chef, i pasticcieri, i pizzaioli, i gelatieri che meriterebbero uno spazio. In questo caso, dovendo arrivare a 70 lezioni da filmare e proporre attraverso la piattaforma digitale, abbiamo dovuto fare una selezione davvero difficile, per questo ringrazio  chi ha saputo comprendere, in questi giorni, la necessità di queste scelte». A breve, sulle pagine di www.identitagolose.it, pubblicheremo il programma di tutte le lezioni che produrremo, mantenendo anche le sezioni in cui abitualmente si articola il Congresso, come Identità di Pasta, Identità di Pizza, Dossier Dessert, Identità di Gelato, Identità di Champagne, Identità di Cocktail ...

La conferenza stampa ha ospitato gli interventi di coloro che saranno fra i protagonisti delle registrazioni. Il primo a prendere la parola è stato Davide Rampello, grande uomo di cultura che avrebbe dovuto aprire il Congresso con un intervento dedicato al tema di quest'anno, "Costruire un nuovo futuro”. Rampello ha voluto anticipare alcuni passaggi della sua riflessione: «Il tema scelto per questa occasione era strettamente legato a un altro proposto da Identità Golose, il "senso di responsabilità": un concetto fondamentale in un momento come quello che stiamo attraversando. Responsabilità vuol dire essere in grado di rispondere di qualcosa, e dobbiamo renderci conto di come la prima persona a cui dobbiamo rispondere siamo noi stessi. Sant'Agostino, che era un dottore della Chiesa, un santo, ma anche un genio, diceva che esiste solo il presente, perché noi viviamo solo nel presente. Ma spiegava anche come esista un presente del passato, costituito dalla memoria, quindi da ciò che del passato ricordiamo e un presente del presente, che è rappresentato dall'azione, dal momento che stiamo vivendo. Ma c’è anche un presente del futuro, che è rappresentato dall'attesa, che non significa aspettare, ma tendere verso ciò che avverrà, che l'uomo ha bisogno di immaginare. Dobbiamo immaginare il futuro, oggi più che mai, con un grande senso di responsabilità, per poter affrontare i problemi straordinariamente importanti del nostro tempo». 

Davide Oldani ha raccontato come in questi mesi particolari abbia trovato il modo di dare nuovo valore e nuovi significati a parole semplici e universali : «Inclusività, un concetto che oggi più che mai mi sta a cuore e poi ancora Risparmio e Responsabilità. A Identità Golose, va il mio ringraziamento per come riesce a far esprimere noi cuochi, a darci voce, permettendoci di partire dai nostri piatti per arrivare alle persone. E se quest'anno ci mancherà il grande valore del contatto umano, delle relazioni, spero che l'anno prossimo ci ritroveremo con un tema che mi permetto di suggerire: "Abbracci". Torneremo ad abbracciarci, interpretando quell'inclusività a cui facevo riferimento, tra noi cuochi, produttori, giornalisti, appassionati...». 

Ha poi preso la parola Cristina Bowerman, chef del ristorante Glass Hostaria a Roma (e che proprio in questi giorni sta per inaugurare una sede di Glass in Cina, a Xi’an). «Sono a Milano da qualche giorno e ho potuto apprezzare come il team di Identità Golose abbia saputo affrontare le difficoltà che si è trovata di fronte trovando nuove soluzioni: è quello che si deve fare quando ci si trova davanti a difficoltà nuove. Sono una persona che non si arrende mai, sono convinta che ad ogni problema ci sia una risposta e non ho mai pensato che questa crisi potesse significare la fine della ristorazione per come la conosciamo. Anzi, in questo momento desidero trasmettere un messaggio a tutti i miei colleghi, invitandoli a non abbandonare la vena creativa: questo è anzi il momento di investire, in nuovi progetti, nuove idee, nuove tecniche, nuove attrezzature. Questo è il momento in cui la nostra intelligenza può sviluppare nuove soluzioni per creare un mondo migliore, e soprattutto un mondo in cui la creatività, che è la nostra caratteristica principale come esseri umani, sia regina».

La conferenza stampa ha ospitato anche un saluto di Massimo Bottura, recentemente nominato Goodwill Ambassador del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep).

 

Elisa Zanotti

VITICOLTORI ASSOCIATI VINCHIO-VAGLIO SERRA

Dopo le difficoltà dovute agli effetti negativi, su produzione e commercializzazione, della lunga chiusura causata dall’epidemia di Covid 19 e all’improvvisa quanto prematura e dolorosissima, scomparsa del suo direttore Ernestino Laiolo, la Cantina Sociale di Vinchio e Vaglio Serra ha serrato le fila organizzative dando un rinnovato slancio alla propria attività.

Ai tradizionali obiettivi di costante crescita qualitativa delle proprie proposte, si è aggiunto l’appassionato proposito di completare le iniziative che Ernestino, insieme al collaudato staff della Cantina, Consiglio di amministrazione, enologi, responsabili commerciali e amministrativi, aveva avviato nei primi mesi dell'anno.Tra queste l'ampliamento, tuttora in corso, degli uffici, e il pressoché totale restyling di logo, etichette e bottiglie a poco più di sessant'anni dalla nascita della Cantina. 

Un'operazione, realizzata grazie all'ideazione grafica dell'Agenzia S.G.A., che ha felicemente interpretato la rinnovata e sempre più esigente richiesta qualitativa da parte dei consumatori, alleggerendo, attribuendole indubbi caratteri di finezza ed eleganza, l'immagine complessiva della struttura.

Nuovo logo e nuove etichette, a partire dal prodotto più conosciuto, I Tre Vescovi, che proprio in questi giorni debutta con l’annata 2018 con la nuova veste.

Il progetto di restyling di Vinchio Vaglio ha preso avvio nell’autunno dello scorso anno, in seguito alla presa di coscienza da parte dell’azienda di una necessità di cambiamento.

Vinchio Vaglio è sempre stata una cantina innovativa, capace di anticipare i tempi in diversi ambiti: dalla valorizzazione delle Vigne Vecchie (anni 80), allo sviluppo dell’accoglienza in cantina, fino alla commercializzazione dei bag-in-box.

Per mantenere la leadership è necessario però continuare a creare attrattiva verso i consumatori e da qui è scaturita l'esigenza di intraprendere un nuovo percorso verso un rinnovamento della strategia aziendale e della propria immagine.

Finezza ed eleganza nel marchio si rispecchiano anche nella degustazione di "Alta Langa", lo spumante metodo classico che, prodotto innovativo di Vinchio Vaglio per il 2020, avrebbe dovuto essere tenuto a battesimo nei primi mesi dell'anno e che invece solo a partire da fine mese sarà disponibile per tutti gli appassionati del "perlage fine e persistente".

Se grande attenzione è stata data dunque alla produzione enologica ed alla costante assistenza di quella viticola affidata ai soci – ancora una volta Vinchio Vaglio è stata considerata tra le prime venticinque cooperative vinicole d’Italia, seconda tra le piemontesi,  dalla rivista tedesca Weinwirthschaft - non è diminuita quella per la valorizzazione dell'ambiente e delle colline UNESCO su cui vengono coltivate le uve che danno vita ai grandi vini di Vinchio Vaglio.

E' stato così reso definitivamente e totalmente agibile il Sentiero dei Nidi di Vinchio e Vaglio, le cui tre "stazioni" sono oggi dotate di tavoli, sedute, acqua ed illuminazione, e può essere liberamente utilizzato da chi voglia godere di straordinari panorami tra le vigne e della qualità dei vini della Cantina, partendo dall'area verde della Cantina stessa per giungere fino all'ingresso della Riserva Naturale della Val Sarmassa.

Nella stessa zona, nei pressi del Bricco Monte del Mare, il punto più alto e panoramico del Comune di Vinchio, è stata infine sistemata proprio nei giorni scorsi la Big Bench n. 94.

Dalla nuova Panchina Gigante, raggiungibile al culmine del percorso dei Nidi, lo sguardo arriva fino al Monviso e alla catena che dalle Alpi Marittime va alle Cozie del Re di Pietra per finire alle Graie. Uno straordinario colpo d’occhio che idealmente unisce il territorio della Riserva naturale della Val Sarmassa ad una delle montagne più affascinanti del mondo.

La panchina, ufficialmente installata nel territorio comunale di Vinchio, veglia sui campanili dei due comuni di Vinchio e di Vaglio Serra, e rievoca quello spirito di cooperazione che la rivista tedesca riconosce a Vinchio Vaglio e che ha portato negli anni a realizzare prodotti di qualità con un sapiente equilibrio tra tradizione e innovazione. 

TEDESCHI:  INIZIATA LA VENDEMMIA ALL’INSEGNA DELLA SOSTENIBILITA’

 

Per la storica azienda veronese confermata la certificazione Equalitas, importante attestato dedicato alla filiera del vino

 

Si entra nel vivo della vendemmia su tutto il territorio nazionale e per Tedeschi è iniziata da qualche giorno la raccolta dei primi grappoli. L’azienda, da sempre sensibile alle tematiche ambientali, è stata tra le prime realtà nel veronese ad ottenere la certificazione Equalitas, distintivo progetto di sostenibilità dedicato alla filiera del vino, che mette in atto le procedure riguardanti gli aspetti del sociale, dell’ambiente e del settore economico.

 

Nel 2018 Tedeschi decide di intraprendere questo percorso di certificazione volontaria di sostenibilità dove il processo viene esaminato a tutto tondo e pone un’attenzione particolare a tematiche etiche imposte da certi mercati: sì alla tradizione, ma con uno sguardo lungimirante proiettato al futuro, nel pieno rispetto della sostenibilità, dalla gestione agronomica fino alla filiera enologica.

 

Tra i vari obblighi della norma, spicca la redazione del bilancio di sostenibilità dove vengono analizzati vari punti, tra cui l’analisi delle aree critiche, gli obiettivi e le azioni di miglioramento; aspetto di primaria importanza, il documento è disponibile a chi ne faccia richiesta in azienda.

 

Dichiara Sabrina Tedeschi: “Per le imprese che operano nel settore alimentare come la nostra, questa presa di coscienza si identifica con la capacità di fornire prodotti che coniugano sicurezza alimentare con costanza di fornitura, rispetto dell’ambiente, prezzo adeguato e in grado di generare valore aggiunto per il cliente secondo le regole del mercato e della normativa settoriale”.

 

Nel 2019, Tedeschi si è impegnato a 360 gradi aggiungendo all’indicatore di biodiversità il bilancio del carbonio e il bilancio idrico dell’intera organizzazione e dei cru aziendali. A tal proposito, l’azienda, dopo aver analizzato tutti i vari processi e i singoli prodotti, ha rilevato che quasi la metà delle emissioni e dei consumi energetici sono da attribuire al packaging. Si è quindi deciso di sostituire le bottiglie destinate all’Amarone, così come per i due cru della Valpolicella, Fabriseria e Maternigo, con bottiglie più leggere rispetto al passato, riducendo in tal modo l’impatto delle emissioni in fase di produzione del vetro e in fase di spedizione del prodotto finito.

Sono azioni sostenibili a favore dell’ambiente che rispettano e valorizzano il nostro territorio, punto di partenza imprescindibile per produrre vini di grande qualità.

 

Un impegno prioritario e costante che si concretizza nei numerosi riconoscimenti ottenuti dalle principali testate internazionali e italiane, tra le quali ricordiamo Wine Spectator con 92 punti per il Marne 180 Amarone della Valpolicella Docg 2016 e 93 per il Capitel Monte Olmi Amarone della Valpolicella Doc Classico Riserva 2013, gli stessi vini sono stati premiati anche da Decanter con 95 punti; in Italia, Gardini Notes The Wine Sider dà un punteggio di 95+ al Capitel Monte Olmi Amarone annata 2013.

Nell’ambito Guide, il Capitel Monte Olmi Amarone della Valpolicella Doc Classico Riserva 2105, nuova annata non ancora in commercio, sta raccogliendo numerosi consensi: i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, i 97 centesimi di Doctor Wine e la Corona della Guida ViniBuoni d’Italia.

 

Conclude Tedeschi: “Essere sostenibili oggi diventa un obbligo direi morale, convinti che l’intera filiera possa beneficiare di questi traguardi. Per capire che abbiamo intrapreso la strada giusta, basta pensare che l’Italia sta lavorando per raggiungere un’unica certificazione nazionale riconosciuta a livello comunitario”.

 

 Lucia Boarini 

ALLA FATTORIA DEL COLLE UNA VENDEMMIA EXPERIENCE CON SUPERESPERTI DI VINO

 

Raccolte in vigna, prove di vinificazione e lezioni frontali, ma soprattutto degustazioni dedicate ai grandi vini rossi della Toscana, tra Brunello, Chianti e Orcia

 

Tempo di vendemmia, un rituale ancestrale che preannuncia l’arrivo dell’autunno, con i chicchi d’uva che si fanno polposi e le foglie di vite che assumono tonalità sempre più calde. E quale modo migliore per dare il benvenuto a questo suggestivo periodo dell’anno se non brindando con i grandi vini rossi della Toscana. Dal 18 al 20 settembre, alla Fattoria del Colle di Trequanda, va in scena una esperienza sensoriale a tutto tondo, da vivere immersi nella natura e nell’atmosfera di un piccolo borgo cinquecentesco della campagna senese.

 

Protagonisti assoluti il Brunello di Montalcino, il Chianti e l’Orcia, tre denominazioni che rendono questo territorio il paradiso dei winelovers, soprattutto di quelli che hanno voglia di condividere con Donatella Cinelli Colombini l’eccellenza qualitativa dei suoi vini di fama internazionale.

 

Winelovers in questa occasione potranno vivere una vera e propria vendemmia experience, accompagnati dalle lezioni frontali sui segreti del Sangiovese di alcune delle voci più autorevoli del panorama enologico italiano. A portare il suo contributo di conoscenza per aiutare a capire ed interiorizzare la storia del vino in Toscana e la sua evoluzione e conoscerne le specificità è per il fine settimana del 20 settembre è Leonardo Romanelli, il più eclettico e sperimentalista dei grandi comunicatori dell’enogastronomia. Sommelier AIS ed assaggiatore per la Guida dei Vini del Gambero Rosso, nonché docente universitario in Comunicazione nei corsi per operatori del settore enogastronomico, Romanelli è autore di 22 libri di gastronomia e cultura del cibo e del vino, ma anche anche un personaggio televisivo come ospite fisso di Chef per un giorno su LA7, Sabato e domenica e… la Tv che fa bene alla salute su RAI 1 e GEO su RAI 3. Fondatore della rivista Golagioconda, ha sviluppato la sua attività contaminando il cibo e il vino con espressioni artistiche diverse e con ambiti culturali diversi ma sempre con leggerezza e uno spirito quasi giocoso.

 

Ad attendere i turisti, dunque, una full experience dalle mille sfaccettature, tra visite in vigna per toccare ed imparare ad assaggiare le uve al fine di capire il livello di maturazione, partecipare alla raccolta e successiva vinificazione dell’uva, assaggiare mosti, vini e riserve. Nonché incontrare le enologhe del team tutto al femminile della cantina di Donatella Cinelli Colombini, per avere consigli su come rendere ancora più speciale l’esperienza, provando a diventare “Enologo per un giorno” con la creazione di un proprio Supertuscan.

 

Didattica ed intrattenimento sul vino si fondono dunque in una offerta unica per gli enoappassionati in vacanza, che dopo aver ripercorso in prima persona il viaggio dell’uva dal tralcio alla bottiglia si troveranno a degustare con un approccio nuovo e più consapevole. Il contesto ideale per farlo sono proprio le cantine di Donatella: il Casato Prime Donne a Montalcino dove si potrà compiere un assaggio itinerante dal barrel tasting al Rosso di Montalcino, fino al Brunello e alla Riserva, e la Fattoria del Colle dove, dopo aver visitato le sale storiche della villa, il giardino all’italiana e la bottaia, si rende onore al Chianti Superiore, al Supertuscan IGT, all’Orcia DOC Cenerentola ed al Passito ottenuto da uve Traminer.

 

Eccellenze enologiche che nel fine settimana della vendemmia si pregiano di accompagnare i sapori autentici del territorio, ed in particolare quelli proposti nella cena tradizionale alla Fattoria del Colle, a base di zuppa di fagioli, pinci al sugo toscano antico, tagliata di bue chianino e crostata di fichi. Stavolta a vestire i panni dell’invitato d’onore saranno l’IGT Toscana Sanchimento, Leone Rosso e Brunello Prime Donne 2015. Dopo il primo weekend della vendemmia, altri tre fine settimana - il 25/27 settembre, il 2/4 e il 9/11 ottobre - sono già in programma per vivere nell’ambiente salubre di vigneti bio, un’esperienza indimenticabile dedicata alle origini dei grandi vini rossi della Toscana.


Casato Prime Donne, Montalcino - Fattoria del Colle, Trequanda SI  0577 662108 
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Marzia Morganti Tempestini 3356130800
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NUOVO SPOT DI OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA DOP RIVIERA LIGURE E BASILICO GENOVESE DOP: L’ANTEFATTO

 

Tutto in un tuffo. Nel Mar Ligure. O nell’olio. O nel basilico.

Per scoprirlo bisognerà aspettare venerdì 21 agosto quando sarà on line e in tv il nuovo spot firmato dal genovese Andrea Di Marco.

Dopo una campagna di alcuni mesi sulle piattaforme sociali dei rispettivi Consorzi di tutela, Olio Extravergine di Oliva DOP Riviera Ligure e Basilico Genovese DOP lanciano un vero e proprio sequel del video The Basil journey. Lo si può vedere sulle piattaforme sociali Facebook e Instagram dei rispettivi consorzi e su Youtube al link https://youtu.be/YGTuKOmaWQE.

 

Per fare il tuffo nel Mar Ligure questa volta c’è un protagonista in più: l’olio. L’Olio DOP Riviera Ligure.

Andrea Di Marco, che scopriamo raffinato alfiere della liguritudine immerso nella pesante atmosfera londinese, smessi i panni (ma non troppo) dell’agitatore culturale, trascina persone nella nostra regione e i nostri sapori all’estero.

 

“Importante è la sinergia dei due Consorzi, peraltro in un momento che vede i campi di basilico in piena attività e una stagione olivicola che si presenta con auspici rilevanti in termini, come sempre, di qualità e poi anche di quantità – sottolinea Carlo Siffredi, presidente Consorzio di Tutela dell’Olio DOP Riviera Ligure -. Fondamentale è ricordare come i prodotti ad Indicazione Geografica ligure, olio e basilico, siano di fatto ambasciatori del territorio e rappresentino il simbolo di una essenza non solamente agricola, ma anche morale e culturale”.

 

L’intero progetto è stato sostenuto dal Mipaaf, come DM 57448 dell'8/8/2019.

“Piace ed è vincente questo spirito di collaborazione volto ad un risultato chiaro in termini di visibilità – evidenzia Mario Anfossi, presidente del Consorzio di Tutela del Basilico Genovese DOP -. Siamo in cammino e il prossimo passo è quello di un’apertura sempre più forte verso i mercati esteri, anche come ingredienti irrinunciabili del pesto alla genovese. Guardiamo quindi con interesse alla Germania, all’Europa del Nord e agli Stati Uniti d’America”.

Intanto Andrea Di Marco è volato a Londra.

Mentre il suo amico nel pub è cascato nel Mar Ligure. O nell’olio. O nel basilico.                          

Lo si potrà sapere solo dal 21 agosto.

IL VINO DI QUALITÀ A LANA E DINTORNI

Cantine e aziende vinicole che onorano Bacco

Il territorio di Lana e dintorni è noto soprattutto per essere in Alto Adige la zona con la maggiore coltivazione di meleti per estensione; la mela, pertanto, qui è il frutto più comune. Tuttavia, anche l’uva e i vitigni ricoprono un ruolo importante nella produttività di Lana e dintorni e le tenute vinicole presenti, con grande passione e impegno trasformano il succoso frutto in vini pregiati.

Cermes si trova la Tenuta Kränzelhof di proprietà dell’eccentrico Conte Franz von Pfeil. Tra i 300 e i 600 metri s.l.m. prosperano, in piccole nicchie climatiche, numerose varietà di uva: Burgunder e Schiava, Merlot, Cabernet, Weißburgunder, Sauvignon e Traminer. Queste uve, sulla cui forza e salute si basa l’attento lavoro che si svolge quotidianamente alla Tenuta, producono vini di carattere di cui si possono riconoscere annata ed origine. L’olfatto e il gusto di chi lavora in Tenuta oltre all’esperienza decidono che tipi di vino offrire ai clienti, più della tecnologia di cantina.

 

La gamma dei 17 diversi vini, tra cui vini premiati come “Dorado” e “Farnatzer”, riflette la ricerca di una qualità eccellente della cantina, che fa parte dell’Associazione Vigneti di Qualità dell’Alto Adige e dell’Associazione dei Vignaioli Indipendenti dell’Alto Adige – Tirolensis Ars Vini. Quest’ultima è composta da vignaioli consapevoli del proprio valore, che condividono lo stesso concetto di qualità e lo perseguono in modo coerente e riscontrabile in ogni fase della coltivazione e della produzione, dalla vite fino alla bottiglia. L’Associazione organizza poi degustazioni bendate eseguite da esperti enologi, che si tengono più volte nel corso dell’anno, alla fine delle quali vengono individuati i vini di livello eccellente cui viene conferito il riconoscimento del fiocco con il “Drago alato”, leggendario animale delle saghe dolomitiche, che simboleggia i valori di indipendenza, dinamismo e determinazione.

Vini speciali della Tenuta Kränzelhof: Farnatzer 2000, Sagittarius 2009, Dorado 2009 (pinot bianco), Dorado 2009 (Gewürztraminer).
 
Tutti i vini della Tenuta Kränzelhof possono essere degustati presso la vinoteca tutto l’anno.
Ogni lunedì e mercoledì alle ore 16 e su prenotazione si organizzano visite guidate con degustazione vini.

Visite speciali sono disponibili su richiesta in qualsiasi momento.
Per informazioni: tel. 0473 564549

 

Lana l’azienda vinicola biologica Zollweghof ha sede sopra il Castello di Braunsberg, in un antico maso del 1300, la cui cantina, in parte ancora conservata, custodisce i vini naturali che vengono prodotti con certificazione biologica (dal 1990) e da 15 anni anche secondo il metodo biodinamico. La famiglia Pfeifhofer coltiva circa 1,70 ettari di vigneto di proprietà e un altro ettaro in affitto; i vigneti si trovano sulle ripide colline all’ingresso della Val d’Ultimo. La scelta è stata di lavorare tanto con varietà resistenti, chiamate anche “PIWI”, in modo da evitare la necessità di trattarle, ma anche con varietà antiche autoctone dell’Alto Adige come SchiavaFraueler e Versoaln.
 
Si producono vini come Cuvée Braunsberg, Rosé Swing, Goldraut, Bronner, Pfiffikus, Rosé Granat, unikum e Bonifazius. 
 
vini dell’azienda Zollweghof sono stati premiati più volte: lo spumante rosato SWING ha vinto tre volte l’oro internazionale, il vino bianco GOLDRAUT, che invecchia in anfore, ha vinto due volte l’oro (Premio Via Claudia Augusta e Premio internazionale PIWI).
Guide ai vigneti e nelle cantine con degustazioni proposte dal 15 aprile al 25 ottobre ogni giovedì alle 16 su prenotazione.
Per informazioni: tel. 334 9298716

 

L’azienda vinicola Hännsl Am Ort si trova a Lana e viene gestita con amore e passione dalla famiglia Kerschbaumer che dal 2003 coltiva vitigni e produce vini bianchi e rossi: lo Chardonnay fresco “Aus Anna’s Garten”, il Sauvignon aromatico “Asparagus”, lo Schiava fruttato, tipico dell’Alto Adige, il Pinot Noir “Proculo”, il Merlot “Malan”, il Lagrein “Dunkl”, il Merlot Cabernet blend “Ogethn” e il Cabernet “Novus IV”.
I vini prodotti dall’azienda vinicola possono essere degustati e acquistati dal 1° aprile al 31 ottobre anche nell’ambito di una visita guidata ai vigneti e alla cantina su appuntamento, da lunedì a venerdì dalle 15 alle 18.
Per informazioni: tel. 0473 561759

 

Sempre a Cermes la Tenuta Haidenhof copre un’area di 3.5 ettari d superficie a 450 metri di altitudine con esposizione sud est. Le vigne si trovano in un terreno sabbioso-argilloso in forte pendenza, con un clima mediterraneo; tutto ciò conferisce ai vini delle inconfondibili note aromatiche e uno stile fruttato e corposo. Ogni vino rispecchia le caratteristiche del vitigno e, a seconda della varietà, la maturazione avviene in grandi botti di legnooppure in barrique di rovere francese in modo che i vini acquisiscano un gusto raffinato e inconfondibilenitido e persistente al palato.
L’antica cantina in pietra dell’Haidenhof ha oltre 300 anni e qui, un tempo, il vino veniva venduto sfuso. Oggi la famiglia Erb vende circa 15.000 bottiglie di vino all’anno; una parte di esse viene destinata al ristorante del maso. È stata ampliata negli anni anche la varietà dei vini: l’azienda familiare produce 8 etichette differenti, ognuna delle quali richiede una lavorazione e un invecchiamento speciali.

La Tenuta Haidenhof produce vini di altissimo livello come il Vino dolce “Diva”, lo Schiava “Meraner Hügel” e il Sauvignon Vigna Ofenwein.
Presso l’Haidenhof si organizzano visite guidate nei vigneti e degustazioni, in occasione delle quali, Hansi, enologo e figlio dei padroni di casa, è lieto di presentare i suoi vini. Dal 27 marzo al 15 novembre, ogni mercoledì alle 17, con un minimo di partecipanti 5 persone, hanno luogo visite ai vigneti con degustazione di vini.
Per informazioni: tel. 0473 564451.

 

Nadia Scioni

CONSORZIO MONTASIO DOP, VALENTINO PIVETTA RICONFERMATO ALLA PRESIDENZA

Positivo il bilancio per il tipico formaggio a pasta dura prodotto in Friuli Venezia Giulia e Veneto Orientale che evidenzia un incremento delle vendite del + 8,41%

 

Valentino Pivetta è stato riconfermato al vertice del Consorzio di tutela del formaggio Montasio Dop per il prossimo triennio: lo ha deciso all’unanimità il Consiglio di Amministrazione riunitosi lo scorso 29 luglio a Codroipo. Riconfermato anche alla vicepresidenza Giovanni Pomella direttore generale di Parlamat - Latterie Friulane.

Il titolare della Latteria di Visinale, di Pasiano di Pordenone, può proseguire così, assieme alla sua squadra, nell’importante processo di rinnovamento avviato attraverso i progetti in corso e quelli futuri a servizio dei soci e dei consumatori.

Approvato anche il bilancio d’esercizio 2019 del Consorzio che il mese scorso ha riunito i soci in occasione della consueta assemblea annuale, alla quale era presente anche l’Assessore alle Risorse Agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier. 

Il tipico formaggio a pasta dura prodotto in Friuli Venezia Giulia e Veneto Orientale ha registrato un incremento delle vendite del + 8,41%. Anche la produzione, la cui previsione iniziale era di 713.864 forme, a fine anno è arrivata a quota 838.568, segnando un + 17,47%.

 

 “Grazie al lavoro svolto in questo periodo si evidenziano i primi importanti segnali sul piano dell’accreditamento e di costruzione del valore sul prodotto – dichiara Valentino Pivetta; abbiamo operato sulle caratteristiche di distintività che rendono il nostro formaggio unico e non omologato, guidati anche dalla consapevolezza che il consumatore al quale ci rivolgiamo è sempre più evoluto. Il nostro più importante obiettivo oggi – puntualizza il Presidente - rimane quello di dare sempre più valore al Montasio per trovare una collocazione del nostro formaggio sul mercato ad un prezzo sufficientemente remunerativo”. 

 

Nell’arco dei prossimi anni il Consorzio proseguirà e intensificherà le attività di promozione negli spacci dei propri caseifici, nella distribuzione organizzata e nel settore horeca, senza tralasciare il supporto informativo alle vendite online. 

 

“Attraverso la collaborazione e il rafforzamento del rapporto con le istituzioni (Regione, Ersa, Cluster AgroAlimentare, Agrifood, Università, Camere di Commercio, etc,) il Montasio è tornato ad avere un ruolo di riferimento nell’eccellenza casearia regionale – aggiunge il direttore del Consorzio, Renato Romanzin. Proprio con le istituzioni stiamo collaborando nel consolidamento dell’originale tipicità e dell’identità della Dop Montasio che noi, come Consorzio, stiamo attualmente custodendo con lo scopo di poter rispondere alle esigenze di sostenibilità, rispetto del benessere animale, tradizione, qualità percepita e innovazione, nella massima salvaguardia e presidio della sicurezza alimentare”. 

 

Anche l’Assessore Zannier si è complimentato per l’attività svolta in questi anni da parte dell’Ente Consortile, puntualizzando come la Regione si sia fortemente impegnata sull’unica dop lattiero casearia del Friuli Venezia Giulia che ha una sua forte valenza e connotazione storica. Ha altresì ribadito che c’è tutto l’interesse a valorizzare una produzione agroalimentare che mantenga un carattere fondamentale di distintività e quindi di non omologazione. Una tutela delle produzioni che non può però prescindere dal garantire le filiere dalle quali provengono.

Intanto anche i dati relativi al primo semestre del 2020 offrono segnali incoraggianti confermando un trend in crescita che registra un incremento ulteriore delle vendite. 

Scheda Montasio

Il Montasio è un formaggio alpino, prodotto esclusivamente con latte bovino. E’ un formaggio genuino e si fa’ come una volta. È garantito dall’Unione Europea con il sigillo della DOP - Denominazione d’Origine Protetta.

Il latte viene prodotto e trasformato in Montasio DOP solo nel Friuli (province di Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste) e nel Veneto orientale (provincie di Belluno e Treviso, e in alcune aree delle province di Padova e Venezia). 

Il latte fresco viene controllato sia alla stalla che nel caseificio. Indispensabile per la flora microbica che caratterizzerà il formaggio Montasio DOP.

Il Montasio DOP si può gustare fresco, dai 60 ai 120 giorni di stagionatura; semistagionato, da 120 giorni a 10 mesi di stagionatura; stagionato,  fino a 18 mesi di stagionatura e stravecchio, con oltre 18 mesi di stagionatura. 

E’ un formaggio ad alto valore nutritivo e con una composizione equilibrata: 32-36% di acqua, 32-34% di lipidi, 24-26% di proteine.

Il Montasio è semplicemente privo di lattosio. Nel formaggio Montasio il lattosio è presente con valori inferiori a 0,01 gr. per 100 gr di formaggio, oltre 10 volte in meno del limite previsto dalla normativa nazionale e comunitaria che pone tale limite a 0,1 gr. per 100 gr di formaggio.

 

Marzia Zanchin

TENUTA ALOIS LAGEDER A MAGRÈ SULLA STRADA DEL VINO IN ALTO ADIGE

 

Ecco i suggerimenti della Tenuta Alois Lageder, i cui vini sanno far emergere al meglio la varietà dell’Alto Adige.

Un’alimentazione sana con molte verdure è importantissima per mantenersi in forma e in salute. Sono finiti i tempi in cui le verdure erano considerate solo un contorno. "Esiste una varietà di deliziosi piatti di verdure. ll GRANDORTO - nostro orto in mezzo ai vigneti - è fonte d’ispirazione per i miei piatti", racconta Alessandro Miragoli lo chef del ristorante Paradeis con certificazione biologica collocato all’interno della  

La cucina vegetariana combina in modo raffinato diversi tipi di verdure. Ma a un certo punto sorge la domanda: quale vino può essere abbinato? Soprattutto con le verdure crude, scegliere il vino giusto è una piccola sfida. Ecco allora qualche suggerimento! La barbabietola, detta anche rapa rossa, è ricca di vitamine, ferro e antiossidanti; il suo sapore terroso ma dolce - mangiata cruda come carpaccio - si armonizza con il Lagrein Rosé di Alois Lageder, dal profumo aromatico e fruttato, in bocca è mediamente corposo, morbido e fresco, più intenso di un normale rosé. Se con la barbabietola cuciniamo un risotto magari con pecorino, gli aromi diventano più complessi e quindi è necessario optare per vini acidi, che puliscano il palato come il Mimuèt Pinot Noir della Tenuta che con la sua splendida freschezza e acidità crea un perfetto equilibrio tra la dolcezza della barbabietola e il riso.

 

Il pomodoro è invece la verdura acida per eccellenza e perciò più difficile da abbinare; se il pomodoro fa compagnia ad altre verdure e viene preparato come piatto alla griglia insieme a melanzane, zucchine e cipollotti, un Alois Lageder Pinot Grigio è un ottimo accompagnamento, grazie alla sua bassa acidità. Mentre verdure verdi come le bietole con delicati aromi vegetali richiedono vini leggeri e non aromatici, come Il Pinot Bianco: la giusta dose di freschezza è l’asso nella manica come abbinamento vegetale che va a compensare per esempio la cremosità nel caso del flan di bietole.

 

In generale le verdure hanno una grande affinità con il vino bianco ma in alcuni casi scegliere un vino rosso risulta l’abbinamento migliore. Naturalmente la scelta dipende dalla preparazione. Un Lageder Vernatsch - Schiava (vitigno autoctono dell’Alto Adige da cui si ricava un vino che si distingue per freschezza, leggerezza e morbidezza tannica) raffreddato e poco acido si sposa molto bene con la melanzana arrostita. La melanzana grigliata con i suoi aromi invece, si abbina a vini poco tannici e lineari come la cuvée rossa Al Passo Del Leone  (Merlot, Schiava, Petit Verdot, Cabernet). Ad ogni verdura il suo vino! Les jeux sont faits !

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