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TRA VINO E ARCHITETTURA: TORNA 300% WINE EXPERIENCE

 

 

Domenica 11 marzo a Villa Emo di Fanzolo di Vedelago (TV) il salone annuale di Ais Veneto con ospite d'onore il critico Vittorio Sgarbi

 

Il binomio vino e architettura sarà al centro della nuova edizione di 300% Wine Experience, l’evento organizzato da AIS Veneto che domenica 11 marzo 2018 riempirà le sale di Villa Emo a Fanzolo di Vedelago (TV). Presenti 100 produttori, con le 300 migliori etichette del Veneto, e un ospite d’eccezione: il critico d’arte Vittorio Sgarbi

Filo conduttore del 300% Wine Experience 2018 sarà il concetto di architettura, declinato dall’arte costruttiva al mondo del vino. Dalle 10.00 alle 20.00 si potranno infatti degustare i vini selezionati dai Sommelier di AIS Veneto e partecipare alle masterclass che guideranno il pubblico nell’analisi del vino, della sua struttura, dell’equilibrio delle forme e del suo progetto: in senso lato, della sua architettura.

 

Un intervento tra arte e architettura, invece, quello che sarà tenuto dal critico Vittorio Sgarbi, in cui non mancheranno gli approfondimenti sul gioiello del Palladio che ospita l’evento e che dal 1996 fa parte della lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Ben 15 i laboratori del gusto in programma che toccheranno temi quali tè, caffè, olio extravergine, acqua, distillati, pane, baccalà e birra. Immancabile l'area Smoke curata dal Sigaro Toscano. 

 

Ad accompagnare i calici di vino, in un banco d’assaggio aperto al pubblico tutta la giornata, ci saranno formaggi, salumi, pasta fresca, prodotti da forno, dolci, olio d’oliva, liquori e piatti tipici della tradizione veneta come il Tiramisù preparato dal locale storico Le Beccherie, i radici e fasioi, il baccalà mantecato della Confratenita, i Fasolari e un risotto speciale dedicato alla manifestazione preparato dai cuochi del Consorzio del Vialone Nano di Isola della Scala. 

 

Il biglietto d’ingresso, che comprende degustazioni illimitate al banco d’assaggio con calice in omaggio, è di € 25 per l’intero e di € 20 per il ridotto, riservato a coloro che acquisteranno il biglietto in prevendita sul sito www.aisveneto.it

Il programma completo della manifestazione sarà presto disponibile sul sito di AIS Veneto.

 

INFO IN BREVE | 300% WINE EXPERIENCE

Data: domenica 11 marzo 2018, dalle 10.00 alle 20.00

Luogo: Villa Emo - Via Stazione 5, 31050 Fanzolo di Vedelago (Treviso)

Biglietto: € 25 per l’intero e € 20 per il ridotto. Biglietto ridotto riservato a coloro che acquisteranno il biglietto in prevendita sul sito www.aisveneto.it

Info e prenotazioni: www.aisveneto.it

 

 

Michele Bertuzzo 

347 9698760 

GIORNATA DELL'ASSAGGIATORE SULL'ETNA 10-11 MARZO 2018

 
GIORNATA DELL'ASSAGGIATORE SULL'ETNA 10-11 MARZO 2018
 

Carissimi Soci,

in allegato trovate il programma e le modalità di partecipazione alla 'Giornata dell'Assaggiatore' dedicata ai vini dell'Etna.

La manifestazione organizzata in collaborazione con la sezione di Catania è aperta a tutti gli associati (disponibili 100 posti).

Coloro che desiderano partecipare debbono attivarsi con sollecitudine seguendo le indicazioni riportate sul programma.

Vi aspettiamo numerosi!!!

 

Con i più cordiali saluti.

 

Il Direttore

Michele Alessandria

 
Questa email contiene un allegato, per scaricarlo clicca qui


 

 

CINQUE BUONI MOTIVI PER VENIRE A FIERAGRICOLA

 

CINQUE BUONI MOTIVI PER VENIRE A FIERAGRICOLA

 

Oltre 100mila metri dedicati a una delle manifestazioni trasversali più importanti a livello europeo dedicate all’agricoltura e 600 capi animali in esposizione. Fieragricola taglia il traguardo dei 120 anni (è nata nel 1898) e delle 113 edizioni. L’appuntamento è a Verona dal 31 gennaio al 3 febbraio prossimi.

 
Se ti occupi di agricoltura, di agroalimentare o semplicemente ti interessa conoscere le tecnologie e le innovazioni che accompagnano la crescita di uno dei più importanti settori produttivi dell’Italia, con una produzione lorda vendibile al consumo di oltre 250 miliardi di euro, allora non puoi perderti Fieragricola. 

Filiere verticali specializzate, la presenza di tutti i grandi marchi della meccanica agricola internazionale, una vetrina europea sulla zootecnia (European Dairy Open Holstein Show, Concorso europeo della Limousine, Mostra nazionale della Bruna), il Milk Day e gli approfondimenti dedicati all’avicoltura, alla suinicoltura, ai bovini da carne, la genetica animale, la mangimistica e la nutraceutica come nuove frontiere del benessere animale, le energie da fonti rinnovabili e le opportunità dell’agricoltura multifunzionale, l’agriturismo e l’agricoltura di precisione. E ancora le aree dinamiche con le prove dei trattoridei mezzi agricoli e delle attrezzature, i droni, i saloni dedicati alle colture simbolo dell’agricoltura italiana: vigneto e frutteto e l’area dell’olivicoltura.

Le sementi, la chimica, i mezzi tecnici e gli agrofarmaci di ultima generazione, la silvicoltura e le attrezzature per l’attività forestale, i servizi per il settore agricolo(banche, assicurazioni, contoterzismo). L’officina «live», per gli appassionati di meccatronica, per i dealer e i meccanici professionali. E poi: delegazioni internazionali, una piattaforma innovativa per il business fieristico.

Non ti basta tutto questo per visitare Fieragricola? Allora segna sul calendario che la rassegna internazionale dell’agricoltura è ancora più ampia ed è in rete con Eurocarne, salone internazionale delle carni (padiglione 11), e con Fruit&Veg Innovation (padiglione 8), vetrina altamente specializzata sulle filiere verticali dell’orticoltura, della frutticoltura e dell’olivicoltura, biologico compreso.

E se oltre all’agricoltura ami l’arte, la storia, il turismo, non dimenticare che: Verona è fra le prime 10 città turistiche d’Italia ed è considerata patrimonio mondiale dall’Unesco; l’Arena di piazza Bra è uno dei monumenti romani più visitati lontani da Roma. E a 20’ di strada c’è il Lago di Garda, uno dei maggiori bacini lacustri d’Europa, perfetto luogo per il relax. 

 
 
 

I FESTEGGIAMENTI DI “FREISA 500 ANNI”

Nelle splendide sale del castello di Pino d’Asti si è festeggiato l’impegno dei produttori di Freisa, storico vitigno piemontese.

Asti, 20 gennaio – Alla presenza di istituzioni, produttori e giornalisti, si è tenuto oggi a Pino d’Asti levento Freisa d’Asti: una Denominazione lunga 500 anni. Organizzata dal Consorzio di tutela Barbera dAsti e vini del Monferrato in collaborazione con quello del Freisa di Chieri e collina torinese, liniziativa ha chiuso le celebrazioni per i 500 anni dello storico vitigno. Risale infatti al 1517 la bolla doganale di Pancalieri, documento in cui la Freisa è citata per la prima volta, alla stregua di un vino di qualità, dal costo superiore rispetto a quello comune.

Protagonisti dellincontro importanti opinionisti nazionali: Gioacchino Bonsignore, curatore della rubrica TG5 – Gusto”, Daniele Cernilli, curatore del sito “DrWine.it” e Paolo Massobrio, curatore della guida “Il Golosario”. Accompagnati dal Presidente del Consorzio Filippo Mobrici e dall’Assessore allAgricoltura regionale Giorgio Ferrero, i tre ospiti hanno ripercorso la storia della Freisa, confrontandosi in seguito con i produttori intervenuti riguardo alle possibili prospettive future del vitigno.  

 L’evento è poi continuato al piano superiore del Castello, dove Daniele Cernilli ha condotto una degustazione dal titolo Nuovo come una Freisa”. Lo storico critico ha accompagnato i presenti alla scoperta delle numerose etichette, capaci di testimoniare lattuale livello qualitativo di un vino ormai pronto a fare il proprio ingresso in nuovi mercati.

A Paolo Massobrio il compito di introdurre la merenda sinoira, molto apprezzata dai presenti. Le circostanti colline del Monferrato sono state la cornice ideale per un pomeriggio allinsegna del gusto del territorio e della bellezza paesaggistica.

Le celebrazioni per i suoi 500 anni non potevano che concludersi sulle colline dove la Freisa è da sempre coltivata - dichiara il Presidente Filippo Mobrici - Un anno impegnativo, durante il quale abbiamo dato a questo vitigno la visibilità che merita”.

 

Il Presidente ringrazia poi il Consorzio della Freisa di Chieri e la Regione Piemonte come insostituibili partner in questo percorso. “Insieme abbiamo voluto ribadire limportanza della Freisa, che con gli altri vitigni autoctoni caratterizza lenologia piemontese, rendendola unica e irripetibile. Un particolare ringraziamento ai veri protagonisti di questo evento, ovvero i produttori di Freisa, che con il loro quotidiano impegno sono i veri custodi di queste meravigliose colline”.

Dal canto suo l’Assessore Giorgio Ferrero esprime tutta la sua soddisfazione “Per un evento capace di dare lustro non solo alla Freisa d’Asti, ma a tutto il sistema vitivinicolo piemontese. Sono convinti che questa non sia che la prima tappa di un percorso di crescita della Freisa, oggi più che mai pronta a trainare il rilancio di quel bellissimo territorio che risponde al nome di Basso Monferrato”.

 

Nel valutare il rapporto tra vino e territorio Gioacchino Bonsignore sostiene che “Tradizione, bellezza e, nel caso della Freisa, unicità del vitigno sono la formula vincente, grazie a cui il Basso Monferrato può affermarsi. Un territorio dal sicuro fascino, da sostenere tramite una comunicazione capace di valorizzarne le peculiarità”.

La freisa è un vino dotato di un piacevole equilibrio organoletticoafferma Daniele Cernilli al termine della degustazione – che lo rende ideale accompagnamento di numerosi piatti. L’auspicio è quello di vedere nascere una freisa superiore, ricca e corposa, da inserire in un sistema che, partendo dalla vivacità delle versioni frizzanti, giunga fino a dei veri e propri cru”.

Ad avviso di Paolo MassobrioLe due anime della Freisa, vivace e ferma, consentono abbinamenti tra loro diversi, che spaziano dal fritto piemontese alla selvaggina da piuma. Qualunque sia l’abbinamento scelto si può però essere sicuri che rispecchierà l’identità della Freisa, vitigno piemontese per eccellenza”. 

FREISA D’ASTI: UNA DENOMINAZIONE LUNGA 500 ANNI

LA STORIA

La prima testimonianza della freisa ci è offerta da una bolla doganale di Pancalieri del 1517, che, considerandola un vino di pregio, gli attribuiva un valore doppio rispetto al vino comune. Più volte citata nel corso del ‘600, essa deve il suo riconoscimento ufficiale al Conte Giuseppe Nuvolone Pergamo, Direttore dell'Orto Sperimentale della Reale Società di Agricoltura di Torino, che la inserisce tra le uve nere piemontesi di prima qualità. Della freisa parleranno poi anche altri illustri personaggi, tra cui Giuseppe Acerbi, il conte Giorgio Gallesio e Giuseppe Rovasenda, che la cita nel suo “Saggio di Ampelografia Universale” del 1877.

Ben sviluppata nell’astigiano e nel casalese, la freisa conosce un deciso sviluppo alla fine dell’ottocento. La sua resistenza alla filossera le consente di prendere piede sulle colline dell’Alto Monferrato, nell’alessandrino, nelle Langhe, fino a giungere alle zone circostanti Acqui e Voghera. Si stima che alla fine del ‘900 rappresentasse il 20% della produzione viticola piemontese.

Ancora nel corso del secolo successivo la freisa mantiene la sua importanza, tanto che all’atto della sua fondazione (1946) l’attuale Consorzio di tutela prende il nome di Consorzio di tutela Barbera d’Asti e Freisa d’Asti. La sua iscrizione nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite (1970) anticipa di poco il riconoscimento di due DOC: la Freisa d’Asti (1972) e la Freisa di Chieri (1973). Ad esse oggi se ne affiancano tre in cui è la freisa è prevista come specifica tipologia: Monferrato, Langhe e Colli Tortonesi.

Oggi questo vitigno è coltivato quasi esclusivamente in Piemonte, dove interessa una superficie di 854 ettari, ovvero il 2% dell’area vitata regionale. Se ne producono complessivamente circa 2,5 milioni di bottiglie, la metà delle quali come Freisa d’Asti, il cui disciplinare prevede 4 diverse tipologie.

IL VITIGNO

La freisa è un vitigno a bacca rossa autoctono piemontese, la cui origine si colloca nelle colline comprese tra Asti e Torino. Attualmente diffusa prevalentemente il Piemonte, la si può trovare anche in Lombardia, Veneto, nonché in Argentina, dove fu verosimilmente portata da migranti piemontesi.

Di questa uva esistono due varietà: la freisa piccola o “Freisetta” da cui si ottengono le uve di maggiore qualità e la freisa grossa, detta anche “Neretta cuneese”, più produttiva ma dallo scarno profilo organolettico. In entrambi i casi si tratta di un vitigno rustico, capace di adattarsi ad una vasta tipologia di terreni, che mostra una medio-elevata vigoria e una produttività di media entità. È resistente alla malattie crittogamiche ed agli agenti atmosferici, ma si mostra sensibile all’oidio.

La foglia adulta si presenta medio-piccola, cuneiforme più spesso dotata di tre lobi. Il lembo è di colore verde chiaro, a profilo piano con superficie poco bollosa, con nervature aventi base verde-rosata. Il grappolo a maturità è di media grandezza, poco compatto, cilindrico allungato, con un’ala spesso lungamente peduncolata; il peduncolo è molto lungo. L’acino, di colore blu-nero, è medio-piccolo. Matura tra la fine di settembre e la prima decade di ottobre.

Recenti studi genetici effettuati dall’Università di Torino e dal CNR, ne hanno evidenziato la parentela con il nebbiolo, con cui condivide oltre l’85% del patrimonio genetico. Curioso come tale vicinanza trovi anche un riscontro nominale; talvolta è infatti chiamata “Spanna”, a sua volta sinonimo del Nebbiolo.

La freisa si presenta di colore rosso rubino profondo, che tende al granata nella versione superiore. Buona l’acidità e la dotazione tannica, che sfuma in una piacevole nota amaricante. Al naso prevale l’aroma di lampone e rosa, che evolvono in note muschiate con l’invecchiamento. In fase di vinificazione essa si mostra capace di adattarsi a stili tra loro diversi. Il suo bouquet è ideale per realizzare vini vivaci, talvolta abboccati. I tannini e la profondità di colore invece la rendono adatta sia alla produzione di vini fermi, di pronta beva o moderatamente invecchiati, sia al taglio con altre uve: tradizionale è il blend che nel Monferrato casalese i produttori fanno con il Grignolino.

DISCIPLINARE E DATI DI PRODUZIONE

Anno: Disciplinare approvato nel 1972 e modificato nel 1995;

Tipologie: Freisa d’Asti, Freisa d’Asti superiore, Freisa d’Asti spumante naturale, Freisa d’Asti frizzante naturale;

Zona di produzione: tutti i comuni della provincia di Asti ad eccezione di Villanova d’Asti e Cellerengo d’Asti;

Uve: Freisa 100%;

Rese: massimo 80 quintali ad ettaro, pari a 56 ettolitri di vino;

Titolo alcolometrico minimo: 10,5% (11,5% per le uve destinate alla tipologia Superiore);

Affinamento: per la tipologia Superiore minimo 11 mesi, a partire dal 1 gennaio successivo alla vendemmia;

ANNO SOLARE

ETTOLITRI

N° BOTTIGLIE

(RAPPORTATE A 0,75 LITRI)

2010

4.530

604.032

2011

5.611

748.147

2012

4.412

588.260

2013

4.677

623.568

2014

3.996

532.855

2015

3.625

483.377

2016

3.984

531.193

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MAURIZIO FRAU E' IL MIGLIOR MAITRE CHOCOLATIER D'ITALIA

World Chocolate MastersTM di Cacao Barry, Maurizio Frau è il miglior maître chocolatier d’Italia.  Vincitore delle selezioni italiane al Sigep di Rimini, il pastry chef sardo rappresenterà il nostro Paese alle finali internazionali che si terranno al Salon du Chocolat di Parigi a ottobre 2018

La 39° edizione del SIGEP (Salone Internazionale di Gelateria, Pasticceria e Panificazioni artigianali e caffé) di Rimini ha ospitato il 21 e 22 gennaio le prestigiose finali delle selezioni italiane valide per la partecipazione ai World Chocolate MastersTM di Cacao Barry, che si terranno a Parigi a ottobre 2018 nell’ambito del Salon du Chocolat. A sfidarsi per il titolo di miglior maître chocolatier d’Italia sono stati Maurizio FrauFabio RavoneClaudio SordoniNicolas Vella e Giuseppe Vitale, vincitori delle pre-selezioni italiane tenutesi l’estate scorsa al Chocolate AcademyTM Center Milano. Il direttore della prima scuola italiana di specializzazione per professionisti della cioccolateria, gelateria e pasticceria di Barry Callebaut, Davide Comaschi, è finora l’unico italiano a essere salito sul gradino più alto del podio vincendo i World Chocolate MastersTM nel 2013. Cercherà di ricalcare le sue orme portando in alto il tricolore nella capitale francese Maurizio Frau, pastry chef sardo che ha convinto una giuria di esperti composta da chef di fama internazionale Fabrizio GallaFederico AnzellottiGiovanni CavalleriLuca MannoriMaurizio Colenghi e Davide Oldani, e presieduta dallo Chef tre stelle Michelin Enrico Cerea che ha dichiarato: “Ho trovato eccellente l’organizzazione della manifestazione, al livello dei più importanti appuntamenti europei cui ho partecipato. Oltre a Maurizio Frau, il vincitore è certamente il cioccolato, meraviglioso ingrediente che i concorrenti hanno interpretato con passione. Mi aspettavo qualche sfidante in più, ma so anche che partecipare ai World Chocolate MastersTM richiede determinazione, costanza, fatica. Le stesse doti necessarie per la finale al Salon Du Chocolat, una sfida possibile anche grazie al sostegno dei professionisti del Chocolate AcademyTM Center Milano”.

Il secondo posto è andato a Claudio Sordoni, premiato da Maria José Cristofol, Sales Director Southern Europe & Marketing Director Western Europe Gourmet Division Barry Callebaut; il terzo posto è stato assegnato a Fabio Ravone, premiato da Simone Annese Sales Director Gourmet Divisione Italia Barry Callebaut. Il premio Miglior Snack to Go è quello di Claudio Sordoni, la Miglior Piéce è stata “Andromeda” realizzata da Maurizio Frau, mentre è stata giudicata l’opera di Miglior Pasticceria Fresca quella realizzata da Fabio Ravone. Il premio sponsor Dolcegiornale Press Award è stato assegnato a Maurizio Frau.

“Sono emozionatissimo, è il mio sogno di bambino che si avvera” ha dichiarato Frau, scelto dalla giuria all’unanimità per l’eleganza, l’armonia e la pulizia delle sue esecuzioni, al momento della premiazione. A 14 anni Maurizio si innamora del cioccolato e inizia a lavorare presso la “Pasticceria Piemontese” di Cagliari. Decisivo per il suo percorso formativo è stato frequentare la “Boscolo Etoile Academy”, dove ha avuto l’opportunità di lavorare con Gabriele Bozio, Carola Stacchezzini e Luca Montersino. Successivamente, ha appreso le più innovative tecniche di realizzazione delle uova pasquali con Stefano Laghi e Massimo Villa. Nel 2012 Frau partecipa per la prima volta a una competizione culinaria internazionale, le Olimpiadi di cucina di Erfurt che dal 1990 coinvolgono i migliori cuochi e chef del mondo. Preparato dal pasticciere e cioccolatiere Davide Malizia, Maurizio vince la medaglia d’oro nella categoria artistica. A partire dal 2013, Frau collabora per due anni con con il maestro Leonildo Contis, producendo soggetti in cioccolato. Negli ultimi cinque anni ha lavorato con alcune scuole professionali come consulente e ha partecipato come dimostratore a diverse fiere del settore a Parigi, San Pietroburgo e Taiwan. Frau è stato premiato dal maître chocolatier Campione del Mondo Davide Comaschi che ha dichiarato: “Il tema di quest’anno non era certamente semplice: visionario e creativo più di quelli degli anni passati, ha richiesto grandi doti ideative e interpretative. I pezzi presentati qui, al Sigep di Rimini, hanno un buon livello tecnico, ma certo la strada da fare fino a Parigi è lunga. Ci vorranno impegno e determinazione: il vero allenamento inizia ora”. 

World Chocolate MastersTM di Cacao Barry sono l’unico concorso individuale al mondo dedicato all’uso creativo del cioccolato: si tratta della competizione internazionale più difficile, ma anche più appassionante e prestigiosa, nell’universo della cioccolateria. Proprio per la serietà e la complessità che caratterizza le selezioni, ogni edizione si protrae per due anni: durante il primo anno si tengono le selezioni nazionali che incoronano il National Chocolate Master di ogni Paese partecipante; l’anno successivo, i rappresentanti nazionali competono gli uni contro gli altri per diventare World Chocolate Master, giudicati da un panel di esperti di fama internazionale. I requisiti richiesti per la partecipazione sono una profonda passione per il cioccolato e una eccellente abilità nella sua lavorazione. Anche per questa 7° edizione, dopo aver partecipato alle preselezioni nazionali, i migliori maître chocolatier del mondo gareggeranno nella finalissima al Salon du Chocolat di Parigi 2018. 

Il tema scelto quest’anno da Cacao Barry per la competizione è Futropolis, la città del futuro. Secondo un report di Bloomberg, entro il 2025 metà della popolazione mondiale vivrà in città con più di 10 milioni di abitanti. Come saranno queste megalopoli? Potranno essere luoghi distopici o al contrario luoghi di sinergie creative dove l’interazione fra arte, design, gastronomia e architettura garantirà una crescita sostenibile, in armonia fra uomo e natura. Ecco il futuro per Ramon Moratò, Global Creative Director Cacao Barry e membro del comitato dei World Chocolate Masters: “Le piante saranno coltivate sottoterra e sui tetti degli edifici. La gastronomia si alleerà con la scienza e la tecnologia per creare delle nuove sensazioni multisensoriali. Gli chef diverranno designer, ingegneri e scienziati per creare nuove forme di nutrimento, confezionamenti commestibili e ridurre gli sprechi alimentari. Il benessere dei consumatori sarà al centro della progettazione di ogni prodotto alimentare. Siamo curiosi di capire in che modo i maître chocolatier risponderanno alla sfida di questo tema con nuove visioni. La loro creatività porterà a un nuovo approccio ai sapori e al cioccolato”. 


Al Sigep, i partecipanti alle finali italiane dei Cacao Barry World Chocolate Masters si sono lasciati ispirare dalle caratteristiche principali delle città del futuro e le hanno declinate in tre creazioni: la «Pièce Artistica: il Futropolitan», una scultura in cioccolato che interpreta il tema Futropolis; «Gusti freschi a Futropolis», una creazione di pasticceria fresca realizzata al momento; «Chocolate on the go», uno snack al cioccolato da consumare al passeggio. Per ogni ricetta è stato obbligatorio utilizzare almeno una referenza Cacao Barry e rispettare un tempo limite. 

La valutazione da parte della giuria ha tenuto conto di questi parametri: la «Pièce Artistica», «Gusti freschi a Futropolis» e «Chocolate on the go» incidono ognuno per il 30% sul voto finale, mentre la pulizia, l’organizzazione e la gestione degli scarti per il restante 10%. Il ruolo dei giudici consiste nel valutare obiettivamente il gusto, la creatività e il modo di presentare le creazioni di ciascun partecipante. 

Trasmesso in diretta mondiale su web, seguito da giornali generalisti, riviste di settore e televisioni, i World Chocolate Masters di Barry Callebaut sono anche un evento di grande rilevanza mediatica che accende i riflettori sui partecipanti e sulle imprese partner. Un sentito ringraziamento va agli sponsor della manifestazione: Bragard, Debic, Dolcegiornale, Kitchen Aid, Irinox, Pavoni, Robot Coupe.

I World Chocolate Masters sono un evento di  Cacao Barry®, uno dei brand del gruppo Barry Callebaut (www.worldchocolatemasters.com))

 

Simona Cabiaglia

 

AGRICULTURA.IT

 

Ritorna per la sua terza edizione Wine&Siena! Venite ad assaggiare più di 500 etichette e a incontrare più di 160 produttori di vino, distillati, birre artigianali e culinaria all’interno dei palazzi di Siena.  “TheWineHunter Award”, il premio annuale che certifica prodotti di qualità, assegnato dalle commissioni di degustazione The WineHunter. The WineHunter è il cacciatore di vini ed eccellenze enogastronomiche,  garante della qualità dei prodotti. 

percorso enogastronomico in giro per la città che coinvolgerà il palazzo storico della Rocca Salimbeni, sede del Monte dei Paschi di Siena, dove esporranno prestigiose cantine toscane; il Grand Hotel Continental – Starhotels Collezione,  che ospiterà la culinaria, le acquaviti, le birre artigianali e le aziende vitivinicole di massimo spicco dell’Italia dal nord al sud. Infine, il Palazzo Comunale, che accoglierà, lo champagne, le bollicine della Franciacorta e  i vini bianchi nazionali ed internazionali.

 

 

Oltre al percorso enogastronomico vi aspetta un vasto programma in contemporanea che comprende due cene, la Small Plates Dinner e la Wine&Siena Dinner, due convegni Wine Job e Wine Identity, tre showcooking e sei masterclasses

Per maggiori informazioni visitate: www.wineandsiena.it.

TERZA EDIZIONE DI WINE&SIENA

 

 

Torna Wine&Siena, l’esclusiva manifestazione che il 27 e 28 gennaio presenta le eccellenze food&wine selezionate dalle commissioni di degustazione e premiate con il riconoscimento The WineHunter Award presieduto dal patron di Merano WineFestival Helmut Köcher.

Un evento diffuso in prestigiose location come Palazzo Salimbeni, storica sede di Monte dei Paschi, il Grand Hotel Continental – Starhotel e il Palazzo Comunale di Siena; tutto questo e molto altro è Wine&Siena, kermesse giunta alla sua terza edizione e appuntamento che promuove il meglio della produzione vitivinicola e culinaria italiana. Una manifestazione per addetti ai lavori e appassionati che per due giorni hanno la possibilità di degustare più di 500 vini e molti prodotti gourmet.

All’edizione 2018 di Wine&Siena partecipano oltre 150 case vitivinicole e numerosi artigiani del gusto con i loro prodotti tipici di eccellenza, selezionati tra i vincitori di The WineHunter Award 2017. Uno standard di altissimo livello, garantito da una selezione di tipo qualitativo sia per quanto riguarda i prodotti che i produttori presenti. Il tutto in location di eccezione dove poter ammirare famosi capolavori della pittura italiana nella magnifica città di Siena, realtà che storicamente e territorialmente può essere considerata la capitale italiana del vino, in una regione come la Toscana che è la più vocata d’Europa alla produzione vitivinicola di eccellenza, grazie alle sue cinque microzone DOCG. Oltre alla degustazione dei vini e delle specialità culinarie Wine&Siena prevede una serie di Masterclasses e Showcooking, ma anche convegni organizzati con la partecipazione dell’Università di Siena, come “Wine Job, i professionisti al servizio delle eccellenze del territorio”, con il quale il 26 gennaio prende di fatto il via l’intera manifestazione.

Quest’anno inoltre sono presenti ANAG – Assaggiatori Nazionali Grappa, AICO – Associazione Italiana Classe Optimist, UDB – Unione Degustatori Birre, FISAR – Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori, AIS – Associazione Italiana Sommelier, ONAF – Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Formaggio. Wine&Siena è ideato da Gourmet’s International, struttura che seleziona e valorizza eccellenze del settore food&wine presieduta da Helmut Köcher, famoso WineHunter e patron di Merano WineFestival, ormai storica manifestazione di successo internazionale, Andrea Vanni, promotore dell’iniziativa, e Confcommercio Siena presieduta da Stefano Bernardini. Fanno parte della struttura organizzativa anche il Comune di Siena e la Camera di Commercio di Siena, oltre alla Banca Monte dei Paschi di Siena, il Grand Hotel Continental e l’Università di Siena che hanno concesso i loro prestigiosi spazi. L’ingresso costa 45 euro, 30 per l’ingresso dalle 15. E’ possibile fare un abbonamento valido per l’ingresso sui due giorni al costo di 60 euro.

David Taddei

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