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Itinerari enogastronomici

IL TÖRGGELEN SECONDO GALLO ROSSO

 
 

Il Törggelen secondo Gallo Rosso

Ricette originali della goliardica tradizione altoatesina

 
 
 
Bolzano, 29 settembre 2021 – La tradizione del Törggelen in Alto Adige, risale addirittura al Medioevo, a quando cioè i signori proprietari di feudi assegnavano ai contadini che lavoravano nei loro terreni, il compito di pigiare e vinificare l’uva. L’etimologia di Törggelen, infatti, deriva da latino torculum, vale a dire “torchio”, che veniva utilizzato per la spremitura dell’uva. Nei mesi autunnali i contadini erano – e lo sono tutt’ora – dediti a questa attività e, alla fine di una giornata lavorativa, festeggiavano insieme ai braccianti bevendo vino novello e mangiando castagne arrostite all’aperto su un falò.
 
Questi, infatti, restano i principali ingredienti della tradizione gastronomica del Törggelen, che, con il tempo, ha assunto la modalità di una merenda, consumata nella Stube del maso o nella terrazza esterna dell’osteria contadina, insieme a famigliari e amici, dopo una bella passeggiata autunnale in montagna. Oggi, il menù del Törggelen prevede piatti come canederliSchlutzkrapfen (ravioli), salsicce con crauticarne affumicata e krapfen, golosissimi dolci ripieni di marmellata.

Ecco alcune ricette tipiche dei piatti principali del Törggelen.

Minestra di castagne (https://www.gallorosso.it/it/mescite-contadine/ricette-tipici/minestra-di-castagne-24/)

Ingredienti (per 4 persone)

300 g di castagne essiccate
150 g di fagioli secchi
Sale
Zucchero
cannella
 
Preparazione
Mettere a mollo le castagne e i fagioli separatamente per una notte, quindi scolarli. Togliere, se necessario, la pellicina dalle castagne. Cucinare le castagne e i fagioli assieme in un litro di acqua per 90 minuti. Verso fine cottura condire con sale, zucchero e cannella. Frullare la minestra.

“Blattlen” con crauti (https://www.gallorosso.it/it/mescite-contadine/ricette-tipici/blattlen-con-crauti-45/)

Ingredienti

600 g di patate farinose
2 tuorli d’uovo
2 cucchiai di burro sciolto
400 g di farina
Sale
Olio per friggere
500 g di crauti cotti

Preparazione
Cuocere le patate in acqua salata, farle raffreddare e passarle. Unire alla massa di patate i tuorli, il burro sciolto, la farina e il sale, quindi lavorare velocemente l’impasto. Stendere la pasta (2 mm), ritagliare dei piccoli cerchi di circa 8 cm di diametro e posarli su un canovaccio. Friggere i cerchi nell’olio bollente, lasciarli sgocciolare bene e servirli caldi e con crauti.

“Krapfen” – frittelle dolci (https://www.gallorosso.it/it/mescite-contadine/ricette-tipici/krapfen-frittelle-dolci-10/)

Ingredienti (per 4 persone)

220 g di farina di frumento
180 g di farina di segale
1 uovo
1 tuorlo d'uovo
2 cucchiai di panna
1-2 cucchiai di burro
sale
marmellata
1 cucchiaio di olio
olio per friggere

Preparazione
Impastare le farine, l'uovo, il tuorlo, la panna, il burro, l'olio, il latte e il sale e far riposare per un’ora. Lavorare l'impasto una seconda volta, quindi stenderlo ricavando delle sfoglie ovali. Riempirle di marmellata (marmellata di castagne, prugne, albicocche), chiuderle a mezzaluna schiacciando bene sui bordi e ritagliarle con una rotella tagliapasta. Friggere i Krapfen finché saranno ben dorati. Asciugarli su carta assorbente e servirli ancora caldi.
 
Copyright Roter Hahn / Frieder Blickle. Matthias del maso Rielinger-Hof, new entry in “Sapori del maso” per la categoria di vini, oltre a osteria contadina e agriturismo sotto il marchio Gallo Rosso.
 
 
Da sempre, ad offrire il Törggelen sono i Buschenschanke, osterie che anticamente, per invitare i passanti a gustare vino e castagne, esponevano nella porta esterna un buschen, una frasca verde, per indicare che erano aperte. In Alto Adige si trovano 21 Buschenschanke Gallo Rosso, raggiungibili per lo più tramite sentieri, noti spesso come “sentieri dei castagni”. Tra questi, il Burgerhof Messner di Bressanone, che si trova vicino al sentiero dei castagni (Kestnweg), un’osteria contadina che dal 1983 ha scelto la coltivazione biologica per i suoi prodotti. Al Burgerhof si coltivano frutta e verdura, si allevano vacche nutrici e si pratica la viticoltura, nel completo rispetto del ciclo della natura e della sostenibilità. Tutti i prodotti di carnefrutta e verduravengono offerti nell’osteria che è aperta da metà settembre fino alla seconda domenica di Avvento.
 
Copyright Roter Hahn / Frieder Blickle. Matthias del maso Rielinger-Hof, new entry in “Sapori del maso” per la categoria di vini, oltre a osteria contadina e agriturismo sotto il marchio Gallo Rosso.
 
 
Il Rielinger-Hof a Renon è un’osteria contadina e agriturismo Gallo Rosso, che si trova a 750 metri d’altitudine e che pratica l’agricoltura biologica, producendo anche ottimi vini di qualità come Müller Thurgau, Riesling, Kerner e Rosé, l’ideale per provare il Törggelen. Il Rielinger-Hof è aperto da settembre fino all’inizio di novembre tutti i giorni e dal mese di novembre solo per i fine settimana.
 
Copyright Roter Hahn / Frieder Blickle. Matthias del maso Rielinger-Hof, new entry in “Sapori del maso” per la categoria di vini, oltre a osteria contadina e agriturismo sotto il marchio Gallo Rosso.
 
 
Il Luggin Steffelehof a Caldaro si trova proprio sulla strada del vino, nel luogo di pellegrinaggio di St. Nikolaus, pieno di vigneti, laghi naturali e residenze storiche. Il Luggin Steffelehof produce vini come l’Odorus, il Lago di Caldaro classico, il Rosé e distillati, oltre a frutta e verdura e come Buschenschank offre agli ospiti anche tanti piatti gustosi. In autunno aperto dal mercoledì alla domenica dalle 17 (gradita la prenotazione).
 
Copyright Roter Hahn / Frieder Blickle. Matthias del maso Rielinger-Hof, new entry in “Sapori del maso” per la categoria di vini, oltre a osteria contadina e agriturismo sotto il marchio Gallo Rosso.
 
 
Il Törggelen, in genere, dura per tutto il mese di ottobre fino ai primi giorni di novembre e viene praticato soprattutto nella Valle Isarco e nel Burgraviato.

Per ulteriori informazioni sul Törggelen originale: https://www.gallorosso.it/it/mescite-contadine/piatti-tradizionali/tradizione-gastronomica/#absatz_759
 
 
Per ulteriori informazioni su Gallo Rosso: gallorosso.it
 
Per scaricare in alta risoluzione le foto presenti all'interno del comunicato stampa, cliccare direttamente sull'immagine.
 
 
Gallo Rosso è il nome del marchio che dal 1998 promuove e favorisce l’attività di ormai 1.600 agriturismi in Alto Adige e che appartiene all’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi (Südtiroler Bauernbund). Sin dalle origini lo scopo principale di Gallo Rosso è sostenere i contadini dei masi nello sviluppo di attività da affiancare all’agricoltura. La filosofia dell’Associazione Gallo Rosso è “Avvicinare le persone allo stile di vita degli agricoltori altoatesini”. L’obiettivo di questo progetto è da un lato aprire agli agricoltori altoatesini nuove fonti di reddito e dall’altro dare ai consumatori la possibilità di conoscere il mondo contadino dell’Alto Adige. La classificazione dei masi che offrono alloggio (Agriturismo in Alto Adige) è organizzata in fiori, da 1 a 5; più alto è il numero dei fiori, più numerosi sono i criteri soddisfatti dalla struttura. Inoltre, attraverso standard qualitativi elevati e criteri severissimi, l’Associazione sostiene il lavoro di oltre 100 masi che si dedicano alla ristorazione contadina (Masi con Gusto), all’artigianato autentico (Artigianato contadino) e alla produzione di prodotti gastronomici genuini (Sapori del maso). 
 
 
Per ulteriori informazioni

Gallo Rosso
Tel.: (0039) 0471 999 371
Katrin Gufler
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Press Way - Ufficio stampa
Nadia Scioni Mob. 348 0901496
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POMARIA È ON THE ROAD: A OTTOBRE, IN VAL DI NON, 2 SETTIMANE DEDICATE AL GUSTO!

 

 

La festa dedicata alla raccolta delle mele e alle eccellenze enogastronomiche della Val di Non e dintorni per il secondo anno è un evento diffuso:

si conoscono i produttori direttamente nelle loro aziende, si passeggia in vigna e nel meleto storico, si vendemmia, si impara come nasce la grappa

o come fare i mitici “tortei de patate”…E per raccogliere le mele insieme ai contadini c’è “Andiamo a coìr”!

 

Per il secondo anno consecutivo, “Pomaria”, l’evento dedicato alle mele e alle eccellenze eno-gastronomiche a km 0 della Val di Non e del territorio circostante, andrà in scena in modalità diffusa. La modalità classica, concentrata in un unico luogo nell’arco di un weekend, è rimandata al 2022, ma le esperienze di gusto e conoscenza anche nella nuova formula chiamata “Pomaria On the Road”, in programma dall’1 al 17 ottobre 2021, saranno tantissime, buonissime, divertenti e interessanti.

Protagonisti saranno differenti borghi e realtà legate alla “Strada della mela e dei sapori delle Valli di Non e di Sole”, che nell’arco di due settimane, apriranno le loro porte ai visitatori in un calendario fitto di appuntamenti, per raccontare un lavoro fatto di amore per la terra e per ciò che in questo angolo di Trentino riesce a far crescere, grazie alla felice interazione con contadini e artigiani guidati dalla ricerca di qualità e autenticità.

 Cosa si farà a “Pomaria on the Road”: mele, sì, ma anche vino e molte altre attività buonissime 

Groppello, che vitigno!

Le mele saranno ancora una volta le regine dell’evento ma insieme a loro ci saranno molte altre delizie, come, per esempio, il vino Groppello di Revò. Si ricava dall’omonima varietà autoctona, riscoperta e coltivata con moltissima passione da un gruppo di vignaioli resistenti di montagna. Tra loro ci sono anche Silvia e Pietro della cantina LasteRosse che organizzeranno interessanti wine trekking tra i filari dei loro vigneti e un aperitivo degustazione. Straordinario il loro spumante metodo classico, ottenuto vinificando in bianco quest’uva a bacca rossa, amata in passato anche alla corte degli Asburgo. Groppello protagonista anche di altri momenti di scoperta come quelli della vendemmia che si potrà vivere tra i filari di El Zeremia, altra cantina locale. E per rafforzare il senso di comunione della giornata, si farà un pranzo in vigna.

 Passeggiate tra mele vecchie e nuove, api, raccolte e mercati contadini

 Con “Andiamo a coir” le passeggiate (si fa per dire) saranno tra i meleti: coir in dialetto nòneso (della Val di Non) significa raccogliere e aderendo a questa iniziativa, dopo aver fatto richiesta alle aziende agricole aderenti, lo si fa per davvero, guidati dai proprietari che spiegano le mosse per staccare le mele in modo corretto, senza lasciare il picciolo sulla pianta. I gesti sono semplici, ma devono essere secchi e decisi e dopo aver lavorato in campagna, raccogliendo da sé le mele da portare a casa, il premio è una merenda a base di mele, succo, strudel e altre bontà come le fettine di mela essiccate.

Altri appuntamenti legati alle mele (e alle pere) saranno, per nominarne alcuni, le passeggiate nei frutteti; i laboratori didattici per bambini; la scoperta, in compagnia di una guida, di varietà antiche e a pericolo di estinzione come le Renetta Champagne o la pera Spadona, custodite nel Meleto Storico di Cles. Immancabile anche la mostra pomologica, sempre a Cles, capoluogo della valle, che, ogni sabato mattina, ospiterà un colorato mercato contadino, abbinato alla possibilità di pranzare con ottime prelibatezze locali, preparate in modalità street food.  Un altro mercato sarà allestito nella stessa area anche per tre domeniche (3, 10 e 17 ottobre) e sarà dedicato unicamente alle realtà della “Strada della Mela e dei Sapori”, occasione perfetta per acquistare, ma anche per degustare e scoprire. Scoperte dolcissime saranno, invece, quelle di Mmape, a Croviana, appuntamento dedicato al miele e alle sue straordinarie creatrici: in compagnia degli apicoltori si scoprirà il fantastico mondo delle api attraverso un percorso sensoriale che culminerà in una degustazione di mieli legati a diversi produttori e a diversi tipi di fiore.

 

 Patate, formaggi e alambicchi

 Altri punti fermi dell’enogastronomia locale sono le patate e i formaggi: le prime sono ancora più buone trasformate in croccanti e dorati “tortei”, piccole frittelle che si possono cucinare anche senza farina, grattugiando le patate con un apposito strumento ed eliminando l’acqua di vegetazione, procedura che si imparerà nel corso di divertenti laboratori curati dallo chef Bruno Sicher. I secondi sono un vero e proprio vanto locale e la giovanissima casara Erika Maistrelli li realizza con il latte delle sue vacche (tenute a stabulazione libera) in un piccolo caseificio in un dei più antichi quartieri di Cles, chiamato Spinazzeda. Il tour guidato “Gli antichi rioni di Cles tra storia e gastronomia” farà tappa anche lì per scoprire le sue caciotte, il formaggio di alpeggio estivo, le cremose robiole, un ricchissimo yogurt colato e altre bianche prelibatezze.

E un percorso di gusto nella tradizione nònesa non può non prevedere il più classico dei digestivi locali: la grappa. Iniziativa parte di “Pomaria on the Road 2021” sarà anche la visita guidata con degustazione ai bellissimi alambicchi della Distilleria Rossi d’Anaunia. Naturalmente, non mancheranno mostre, itinerari tematici e incontri. D’eccezione gli spazi, quali il castello del borgo contadino di Livo o quello di Caldes.

 Per prendere parte a tutte le iniziative (mercati all’aperto esclusi) sarà necessario prenotare e attenersi alle regole vigenti.

 

Claudia Torresani

BRESCIA. LA PROVINCIA DEI SAPORI 

UNA TERRA DALLO STRAORDINARIO PATRIMONIO ENOGASTRONOMICO

Prodotti e piatti della tradizione e creazioni contemporanee di chef stellati

Dai formaggi di malga ai pregiati pesci di lago, dagli insaccati alle farine, dai grandi vini ai rinomati olii, sino al pregiatissimo caviale: i sapori della provincia di Brescia sono molteplici e intriganti, come il mutevole e affascinante paesaggio di questa terra lombarda che nel giro di poco più di 100 km spazia dalle cime alpine alle tiepide acque dei laghi. Un viaggio in provincia di Brescia è anche un viaggio attraverso i suoi sapori inediti e genuini, tutti da scoprire e da gustare. La sua offerta enogastronomica è infatti straordinariamente ricca e variegata in virtù della diversità del suo territorio e del microclima influenzato da vette, colline e laghi: 8 le aree in cui si suddivide (oltre a Brescia, i laghi di Garda e Iseo, la Franciacorta, le Valli Camonica, Trompia e Sabbia con il lago d’Idro, la Pianura bresciana), ciascuna con una propria gamma di eccellenti prodotti (molti dei quali tutelati dai marchi DOC, DOP, IGT, IGP e Presidio Slow Food) e tipicità enogastronomiche. Un patrimonio cospicuo, da anni oggetto di un costante processo di tutela e valorizzazione da parte di enti, strade e consorzi deputati, che nel 2017 ha trovato riscontro internazionale del proprio valore grazie al riconoscimento “European Region of Gastronomy”, conferito alla provincia bresciana, insieme alle aree limitrofe di Bergamo, Cremona e Mantova, nell’ambito del progetto East Lombardy (www.eastlombardy.it).

Per scoprirlo, e scoprirne storie e volti dei protagonisti, basta consultare il sito www.laprovinciadeisapori.it e gli account ufficiali Instagram e Facebook di Visit Brescia (dove sono visibili tutti i video), che narrano le varie zone attraverso i metodi di lavorazione dei prodotti, le ricette tramandate di generazione in generazione, per giungere al racconto di come l’alta cucina contemporanea faccia ampio uso delle materie prime del territorio, portando sulle tavole dei ristoranti stellati sapori secolari interpretati in chiave attuale.

Gli ambassador

A guidare il pubblico alla scoperta dei luoghi tramite i relativi prodotti sono alcuni brand ambassador d’eccezione, ovvero produttori locali che raccontano dei loro prodotti e dei metodi di lavorazione e chef dei ristoranti stellati della provincia di Brescia, che hanno realizzato con questi ingredienti una ricetta classica o da loro rivisitata, a cui viene abbinato un vino locale. 

Questi i produttori: Mario Pazzaglia (caviale), Riccardo Geminati (Monococco Shebar), Nadia ed Elisa Turelli(olio DOP laghi lombardi Sebino), Ferdinando e Andrea Soardi (sardine), Cristina Peroni (formaggi caprini), Umberto Guidi (miele), Marco Berta (farine), Lorenzo Mingotti (carne di manzo), Jessica Bettoni (Silter DOP), Stefano Ferrari e Giovanni Passeri (patata di Monno), Gabriella Proserpio (agrumi), Mauro Grazioli (zafferano), Mauro Beltrami (Nostrano Valtrompia DOP), Stefania Reali (erbe aromatiche), Nadia Melzani Bali (Bagòss) e Sabrina Lee (piccoli frutti).

Questi gli chef stellati: Gionata Bignotti (La Rucola 2.0), Simone Breda (Sedicesimo Secolo), Riccardo Camanini(Lido 84), Giuliana Germiniasi (Capriccio), Philippe Léveillé (Miramonti l’altro), il Maestro pasticcere Iginio Massari (Pasticceria Veneto), Alfonso Pepe (Leon D’Oro) e Daniele Zani (Al Gambero). 

vini in abbinamento alle loro ricette sono Franciacorta Brut Millesimato DOCG, Franciacorta Pas Dosè DOGC, Lugana DOC, Botticino DOC, Riviera del Garda Classico DOC – Rosso, Valtènesi Riviera del Garda Classico DOC – Chiaretto, Capriano del Colle DOC, Vino IGT di Valle Camonica.

Il Ricettario in omaggio

I tesori gastronomici di ciascuno degli 8 territori e le ricette sono stati narrati dal 19 maggio alla prima settimana di luglio da “Brescia. La Provincia dei Saporicampagna multicanale ideata da Visit Brescia per valorizzare il vasto patrimonio enogastronomico locale ed ora sono tutti a disposizione di viaggiatori e gourmet. Non solo. Dal sito www.laprovinciadeisapori.it si potrà scaricare il Ricettario in formato e-book PDF gratuito. All’interno vi si trovano le ricette della tradizione, quelle realizzate dagli chef stellati utilizzando i prodotti del territorio e i vini proposti in abbinamento.  

Marina Tagliaferri 

CITTÀ D’ARTE, CASALI DI CAMPAGNA E DESTINAZIONI DI PROSSIMITÀ

 

cinque percorsi di gusto e bellezza per sfuggire la folla

e avere un cuoco tutto per sé 

 

cesarine.com

Pandemia e distanziamento prima; grande entusiasmo, voglia di uscire e recuperare – anche al ristorante – il molto tempo, speso sempre a casa, negli ultimi mesi. In mezzo dubbi, incertezze da green pass, regole, varianti e vaccinazioni in corso. Forse l’insieme di questi elementi, forse la voglia di celebrare il nostro paese, sembrano far scoprire, in questo primo scorcio di vacanze, mete di prossimità e destinazioni “alternative”.

 

Questo è quanto emerge dall’osservatorio della piattaforma delle Cesarine, la più grande e antica rete di cuoche casalinghe d’Italia, note – in Italia e oltreoceano - per il fatto di aprire le porte di casa loro a turisti e buongustai.

 

A partire da questo anno le prenotazioni per le tavole delle Cesarine viene soprattutto da Francia, Svizzera e Germania e le preferenze dei turisti provenienti da questi paesi sembrano distribuirsiverso destinazioni più particolari e nascoste rispetto località costiere o città d’arte principali dove finora si concentravano. Una scelta tra l’altro condivisa con i vacanzieri italiani che da questo anno hanno cominciato ad apprezzare, quanto i turisti stranieri, l’opportunità di sedersi alla tavola di queste 1.500 rappresentanti Slow Food (le Cesarine sono comunità diffusa Slow Food da luglio 2019) per gustare i sapori della tavola della zia e della nonna in piccole località, lontani da centri e ristoranti affollati.

Di seguito la classifica delle tavole e delle località più prenotate sul portale delle Cesarinenell'estate 20/21:

Sissi / Milano

Milano la cosmopolita e le sue cotolette – Forse per via del principale aeroporto di ingresso del nord Italia, della voglia di fare affari con i saldi o del fatto che la città si sta facendo sempre più bella, a Milano i turisti non paiono mancare. Quelli che ci passano (sempre un paio di giorni, diretti verso altre destinazioni) ne approfittano per chiedere di cenare su questa bella terrazza nei pressi della Fondazione Prada ed assaggiare la versione estiva della cotoletta, preparata a regola d’arte da Sissi.

 

Maria Cristina / Parma

Parma, capitale della Food Valley – Lirica, anolini e biciclette: che sia questa la combinazione vincente a portare la città ducale in cima alle prenotazioni? O il fatto di essere una città d’arte, si, ma fuori dalle rotte più affollate e a pochi km dalla frescura del vicino Appennino tosco-emiliano? La cesarina Maria Cristina intanto tira la sfoglia e porta in tavola il suo timballo di anolini e la sua rosa di Parma.

 

Loredana / Barberino Tavernelle 

Barbara / Montepulciano 

Virna / Castellina in Chianti  

Colline toscane e buon vino – La destinazione da sempre scelta dagli anglosassoni, innamorati dei suoi paesaggi e della sua quiete anche in pieno agosto, riserva delle sorprese rispetto agli anni scorsi: prenotazioni da turisti francesi e tedeschi, soprattutto, verso destinazioni come Castellina in Chianti, Montepulciano e Barberino Tavernelle. Per gustare crostini e sformati, cenare in una cantina circondati da antiche botti e farsi arrostire una vera fiorentina sulla brace, all’aperto.

 

Chiara / Terni

Cascate, siti archeologici e tartufo estivo a Terni  Nella classifica delle destinazioni scelte da turisti internazionali, e non, per gustare i piatti delle Cesarine – nell’estate 2021 – si posiziona bene anche l’Umbria e la casa di Chiara a Terni. La città vanta come patrono San Valentino, dista pochi km dalle spettacolari cascate delle Marmore e in questi mesi offre molti piatti a base di tartufo estivo.

 

Viviana / Cefalù

Pasta alla norma e borghi mozzafiato – E’ Cefalù la meta più prenotata in Sicilia, secondo l’osservatorio delle Cesarine. Il posizionarsi tra i borghi più belli d’Italia e l'affacciarsi su un mare cristallino è certamente tra le ragioni. Insieme ai suoi piatti che la stanno facendo prediligere da turisti del nord Europa e da gourmet connazionali.

 

Cesarine è una community di cuoche e cuochi domestici dislocata su tutto il territorio nazionale e selezionate da Home Food, un’associazione fondata nel 2004 con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e con la collaborazione dell’Università di Bologna. Ad oggi sono più di 1.500 le Cesarine – che un tempo era il nome comune dato alle massaie emiliane – che organizzano nelle loro case, in più di 450 località italiane, eventi gastronomici come pranzi, cene e corsi di cucina per deliziare il palato di coloro che sono alla ricerca di tradizioni cucinarie spesso dimenticate. Vere e proprie custodi di un patrimonio enogastronomico sommerso, le Cesarine mettono la loro esperienza a disposizione degli ospiti per regalare un’esperienza autentica, all’insegna della qualità e del gusto.

 

cesarine.com

Ufficio stampa Le Cesarine

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