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Itinerari enogastronomici

GRAN SUCCESSO DELLA 1a SETTIMANA DI MYTILIADE

 

 

 

Domenica 9 Settembre si è chiusa la prima settimana di Mytiliade e il Castello di Lerici ha “subito” l’ultimo assalto dei tanti visitatori arrivati da varie regioni italiane per assistere a questa importante manifestazione, nata per promuovere i muscoli e il Golfo dei Poeti. Quella che si è appena conclusa è stata una settimana ricca di appuntamenti che ha visto una grande  partecipazione di pubblico con il tutto esaurito agli eventi. Un successo che nasce innanzitutto dalla scelta del luogo, il Castello: imponente guardiano che permette di godere degli spettacolari e unici panorami che circondano Lerici; e poi il denso programma di appuntamenti impreziosito da importanti nomi della cucina italiana e internazionale. E proprio la progettualità, la qualità, la struttura e le proposte sono state fino ad oggi i motivi vincenti. 

 

Mytiliade vuole avvicinare gli chef al pubblico attraverso quel grande mezzo di comunicazione che sono i prodotti e la cucina; vuole incuriosire e stimolare ma vuole anche fare scoprire ai cuochi che arrivano in questo angolo di paradiso, oltre ai muscoli e le ostriche, le altre eccellenze liguri: i gamberi rossi di Sanremo, le acciughe di Monterosso, il basilico di Prà e il pesto; l’olio extravergine ligure,  i vini, l’aglio di Vessalico o il Chinotto di Savona. 

 

Iniziata Sabato 1 Settembre con la presenza di ALMA, scuola internazionale di cucina italiana di Colorno, per la prima volta presente all’evento, ha visto la partecipazione dell’attore Stefano Biccochi in arte Vito; il grande  Mauro Uliassi che ha lasciato il suo regno di Senigallia per essere presente sul Tirreno; il sorprendente Andrea Incerti Vezzani del ristorante “Cà Matilde di Rubbianino di Quattro Castella; il gastronomade Vittorio Castellani per tutti chef kumalè che ha fatto viaggiare il pubblico con racconti di terre lontane e una ricetta thay e una vietnamita; il bravissimo e simpatico cuoco giapponese Hirohiko Shoda in arte “Hiro”; i tanti bravi cuochi locali che hanno avuto la possibilità di raccontarsi e fare conoscere la propria cucina. 

 

 

 

 

 

E poi i “muscolai” che sulla terrazza del castello  hanno proposto i prodotti motivo della manifestazione: i muscoli e le ostriche. E mercoledì si ricomincerà  alla grande:  perchè a Lerici  sarà un avvicendarsi  di grandi nomi tra i quali ricordiamo  tre stellati quali Marco Sacco  del ristorante due stelle Michelin “Il piccolo Lago” di Verbania: Claudio Sadler stella Michelin del ristorante Sadler di Milano; Sara Chiriotti del ristorante  stellato “I Caffi” di Acqui Terme.

Quindi dal 12 al 16 Settembre Mytiliade ritorna al Castello di Lerici per sorprendere ancora con nuovi aromi, colori e sapori.

 

Hamburger di muscoli

Andrea Incerti Vezzani, chef emergente, stella Michelin del ristorante “Cà matilde “ di Rubbianino di Quattro Castella ha studiato e realizzato una ricetta “globale” che parte da grandi materie prime: un hamburger di muscoli. Il panino nasce da  una biga di farina di grano pugliese  di lunga lievitazione e poi:  patate viola; muscoli; tosone (in onore alla sua terra); cipolle di Acquaviva delle fonti; pomodoro leggermente disidratato; alga giapponese. Preparazione bella e sorprendente al palato.

 

Il programma di Mytiliade è consultabile sul sito: www.mytiliadelerici.it

 

 

Marco Epifani

 

FRASASSI EXPERIENCE PER IL GRAN TOUR

 

 Marche si punta ai nuovi trend del turismo “attivo” Un’esperienza totale, tra storia, natura, enogastronomia 

Fare un “safari notturno” in Appennino, realizzare la carta a mano a Fabriano, vivere un’esperienza speleologica nel complesso ipogèo di Frasassi, fare colazione in vigna. Sono solo alcuni degli “ingredienti” inseriti nell’innovativa proposta di turismo attivo promossa nelle Marche, precisamente nel territorio fabrianese, dall’Unione Montana Esino Frasassi in collaborazione con il Parco Gola della Rossa e con il Consorzio Frasassi.

Attraverso la piattaforma del Grand Tour delle Marchee l’applicazione di Tipicità, è possibile costruire il proprio viaggio “su misura”, tra eventi inconsueti, paesaggi selvaggi e borghi d’autore, vivendo attivamente il territorio con le opportunità offerte da una proposta strutturata, nella circostanza, da Aleste Tour.

Lo hanno sperimentato i giornalisti che hanno vissuto in anteprima la “Frasassi Experience” durante un week end caratterizzato da momenti indimenticabili, tra i quali la possibilità di assistere in modalità “live” alla battaglia del Sentino, rievocazione storica della celeberrima contesa delle nazioni (295 a.C.) svoltasi nel territorio dell’odierna Sassoferrato, che segnò inesorabilmente i destini di Roma “caput mundi”.

Il safari nel Parco naturale della Gola della Rossa e di Frasassi è un percorso esperienziale per piccoli gruppi di persone. Articolato attraverso i diversi ambienti dell’area protetta, si svolge in notturna, in parte in auto “fuoristrada” ed in parte “a piedi”, alla scoperta di una natura selvaggia e misteriosa. In alternativa si possono effettuare percorsi dedicati di trekking e mountain bike, ma anche escursioni a cavallo.

Il percorso speleologico è invece accessibile dalle Grotte di Frasassi, con la possibilità di scegliere tra una “via blu”, più accessibile, ed una “rossa”, adatta ai più avventurosi ed esperti, sempre comunque al di fuori dei normali percorsi di visita e con “passaggi” mozzafiato tra stalattiti e stalagmiti nel millenario buio della caverna.

Il Museo della Carta di Fabriano offre l’opportunità di diventare novelli “Mastri cartai” guidati da esperti artigiani, autentici professionisti di questa antica arte. Tutto da scoprire il “salame di Fabriano”, insieme a cantine, birrerie artigianali e produttori agricoli di rare specialità. A Cerreto d’Esi, poi, la possibilità di gustare i sapori del territorio cullati dalle atmosfere della vigna in compagnia del rinomato Verdicchio di Matelica, il bianco fermo più premiato dalle guide italiane. Tra le suggestive “copertelle” del borgo medioevale di Serra San Quirico, invece, si rivela particolarmente gustoso l’assaggio del tradizionale “calcione”, una sfiziosità tutta marchigiana.

Tappa del Grand Tour delle Marche, varato da Tipicità ed ANCI Marche,la Frasassi Experience è “attivabile” e fruibile anche attraverso apposite combinazioni presenti nella piattaforma www.tipicitaexperience.it.

 

 Angelo Serri

IL PANE, ALIMENTO DI VITA

 

Gallo Rosso a sostegno dell’antica arte della panificazione contadina

 

L’espressione “tenere a pane e acqua” è emblematica per riflettere sull’importanza fondamentale che il pane riveste da sempre nella vita dell’uomo. Il modo di dire infatti, anche se è associato spesso ad una punizione rivolta in passato ai carcerati, rivela come il pane sia l’alimento fondamentale per la sopravvivenza, l’essenziale, ciò che realmente serve per nutrirsi. E l’essenziale è fatto di farina e acqua.

 

Il pane ha origini antichissime, se ne parla nella Bibbia, ma in realtà esistono testimonianze di alcuni resti ritrovati nelle caverne in era preistorica. Di certo non si trattava del pane come lo si conosce oggi, ma piuttosto di una “pastella” composta da acqua e semi frantumati.

 

Esistono diverse leggende legate all’origine del pane, due delle quali appartengono al popolo egizio, che fu il primo a sperimentare diversi impasti e consistenze. Si narra infatti che il pane nacque un giorno in cui il Nilo, durante un periodo di piena, aveva bagnato dei sacchi di farina, da cui erano nati i primi impasti; l’altra leggenda racconta invece di una schiava egizia che, per far dispetto alla sua padrona, aveva aggiunto alla pasta del pane il residuo della preparazione della birra e questo aveva cominciato a fermentare.

 

L’importanza del pane è celebrata ogni anno con la Giornata Mondiale del Pane, che quest’anno si terrà il 16 ottobre. Per molti contadini altoatesini la panificazione, cioè il momento in cui si dedicano alla preparazione dell’impasto e alla sua successiva cottura, è un procedimento che svolgono con assoluta facilità, perché fa parte di una delle tante usanze che in Alto Adige vengono tramandate da generazioni.

 

I contadini per l’impasto dosano le quantità che hanno imparato dai genitori o dai nonni, utilizzando i semplici ingredienti a disposizione nel maso come l’acqua, la farina (di vari cereali) che spesso viene macinata nel mulino di proprietà, il lievito e diversi semi e spezie.

La cottura dell’impasto avviene quasi sempre nel forno a legna, che conferisce al pane una fragranza e una bontà uniche.

 

Il ritorno alle origini anche attraverso questa pratica è molto apprezzato, anche perché non vengono utilizzati agenti chimici e macchinari che semplificano il lavoro, ma sminuiscono la bontà, la genuinità e l’autenticità del pane che deve mantenere tutte le sue proprietà.

 

Alcuni masi Gallo Rosso offrono ai propri ospiti la possibilità di provare l’esperienza di preparare insieme il pane casereccio, come il Botenhof in Val Sarentino, il Thalhofer Hof a Chiusa e il Redenhof a Selva dei Molini; mentre altri masi hanno il loro pane tra i prodotti di qualità a marchio Gallo Rosso, acquistabile nei mercati, in diversi punti vendita oltre che nella bottega stessa dei masi.

 

A proposito di Gallo Rosso

Gallo Rosso è il nome del marchio che dal 1999 promuove e favorisce l’attività di oltre1.600 agriturismi in Alto Adige e che appartiene all’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi (Südtiroler Bauernbund). La classificazione dei masi che offrono alloggio (Agriturismo in Alto Adige) è organizzata in fiori, da 1 a 5; più alto è il numero dei fiori, più numerosi sono i criteri soddisfatti dalla struttura. Inoltre, l’Associazione sostiene il lavoro di oltre 100 masi che si dedicano alla ristorazione contadina (Masi con Gusto), all’artigianato autentico (Artigianato contadino) e alla produzione di prodotti gastronomici genuini (Sapori del maso). Sin dalle origini lo scopo principale di Gallo Rosso è sostenere i contadini dei masi nello sviluppo di attività da affiancare all’agricoltura. La filosofia dell’Associazione Gallo Rosso è “Avvicinare le persone allo stile di vita degli agricoltori altoatesini”. 

 

 

Nadia Scioni

“KESCHTNRIGGl”:FESTA DELLA CASTAGNA A LANA E DINTORNI

 

 

 

L’evento autunnale più atteso si svolgerà dal 14 ottobre al 4 novembre

 

Tesimo, Prissiano, Foiana e Lana saranno le località che ospiteranno i principali appuntamenti della prossima edizione della Festa della castagna, l’evento che avrà come protagonista questo frutto autunnale gustoso e ricco di proprietà benefiche.

Un tempo la castagna era un frutto per i poveri, che spesso la utilizzavano come sostituto del pane, ma negli ultimi anni sta risorgendo ad alti riconoscimenti ed è sempre più apprezzata e utilizzata anche in cucina, arricchendo le ricette e deliziando i palati con vari preparati.
 
La Festa della castagna di Lana e dintorni, che ha mutuato il nome “Keschtnriggl” dall’utensile in vimini utilizzato un tempo per sbucciare le castagne, è ormai una tradizione consolidata, che attrae molti partecipanti entusiasti del ricco programma previsto per quelle giornate.
Da domenica 14 ottobre, infatti, fino a domenica 4 novembre il calendario è fitto di appuntamenti iniziative: escursioni ai masi e ai castagneti con degustazioni di vini e castagne, cantine che offriranno caldarroste, Krapfen ripieni di castagne e “Sußer”, il vino novello e ristoranti ed esercizi gastronomici selezionati che presenteranno menu speciali e nuove creazioni gastronomiche a base di castagne.

 

La prima domenica (14 ottobre) dalle 11 alle 18 la Festa si concentrerà a Foiana, nel centro del paese, con musica tradizionale di bande locali e il mercatino con gustose specialità contadine anche a base di castagne. Possibilità di fare visite guidate al sentiero del castagno in compagnia delle Guardie Forestali alle ore 14. 
Nella seconda domenica (28 ottobre), invece, il clou sarà nella Piazza del Municipio a Tesimo con la sfilata storica che partirà alle 10.30 con al seguito 25 carri e trattori d’epoca e bande musicali, il tutto accompagnato da stand con specialità a base di castagna, dal mercatino contadino e da bancarelle con oggetti di artigianato tradizionale. Previsto anche un programma di intrattenimento specifico per bambini.
 
Da segnalare l’appuntamento di mercoledì 24 ottobre alle ore 18.30 a Castel Fahlburg“Tre castelli in una notte”: una fiaccolata notturna di castello in castello (Castel Fahlburg, Castel Wehrburg e Castel Katzenzungen) con sorprese gastronomiche e culturali e un menu degustazione di quattro portate a base di castagne. Una serata davvero unica, alla quale sarà possibile partecipare su prenotazione.

 

Altra iniziativa particolare è “Birra, castagne e cioccolato” che si svolgerà mercoledì 16 ottobre alle ore 18.30 presso la Cantina Pfefferlechner di Lana. La sfida della serata sarà quella di combinare il sapore delle castagne al gusto della birra e del cioccolato, allontanandosi dagli accostamenti classici per offrire un’esperienza gustativa indimenticabile. Si prenota scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
 
Venerdì 26 ottobre dalle 14 alle 18 è il momento di chi ama stare ai fornelli con il “Corso di cucina con le castagne – dolce & piccante”, utilizzando la castagna come ingrediente attraverso la preparazione di piatti autunnali, dolci e piccanti. Sarà anche l’occasione per imparare tanti trucchi del mestiere presso la Scuola di economia domestica e agroalimentare Frankenberg di Tesimo. Per prenotare, telefonare allo 0471/440981.

 

Nel corso di tutta la durata della Festa della castagna, inoltre, il contadino Hans Laimer cuocerà le castagne sul fuoco vivo davanti alla sede dell’Ufficio Turistico di Lana e gli avventori potranno gustare le caldarroste appena cotte. 
 
La Festa della castagna è stata riconosciuta come Green Event, cioè manifestazione che viene pianificata, organizzata e realizzata nel pieno rispetto dell’ambiente.
 
Per ulteriori informazioni sulla manifestazione:
www.keschtnriggl.it
www.lana.info, Tel. 0473 561770

 

Nadia Scioni 

 

LA FESTA DEL BACCALÁ


 

 

 

LA FESTA DEL BACCALÁ
 ritorna protagonista della guida“Ramazzotti il Gusto delle Sagre”.la guida che invita a conoscere le 20 sagre che meglio raccontano 

il...gusto delle sagre, 

quell’indescrivibile euforia attivata da emozioni, ricordi, tradizioni, convivialità. 

 

Dal 23 al 29 Settembre a SANDRIGO (VI). 

Si narra che il baccalà sia stato scoperto secoli fa solo quando i veneziani con le loro imbarcazioni naufragarono sulle isole di Lofoten e assaggiaronodagli abitanti del posto il loro “Stockfiss- stoccafisso”ovvero il merluzzo essiccato al sole. Gli scaltri 

mercanti veneziani rendendosi conto della genialità di tale prodotto e lo portarono nella propria terra. Oggi, dopo secoli, Amaro Ramazzotti lo ha ‘portato’ all’interno della sua guida, “Ramazzotti, il gusto delle sagre”, riconfermando la Festa del Baccalà come una delle tappe più gustose del suo viaggio alla scoperta del sesto gusto, il gusto Ausano. 

Dal 23 al 29 Settembre Sandrigo, la capitale del baccalà Vicentino, diventa punto d’incontro di migliaia di appassionati della buona tavola, una grande manifestazione durante la quale vengono consumati oltre 25.000 piatti di questa specialità e 100 quintali di questo mitologico pesce. 

 

Tra i numerosi ospiti anche una delegazione che arriva direttamente dalla Norvegia (maggiori produttori mondiale di baccalà) con a capo il sindaco dell’isola Rost, da circa 20 anni gemellata con Sandrigo. 

Il borgo per circa una settimana si trasforma in un paradiso gastronomico festante con concerti, spettacoli di intrattenimento e tanti artisti di strada . 

Non dimenticate di spedire una cartolina una volta giunti sul posto: è stato realizzato un francobollo dedicato al baccalà Vicentino. 

Per informazioni: festadelbaccala.com Ilgustodellesagre.it 

  

La ricetta segreta del Baccalà Vicentino. 

Ingredienti per 12 persone: per provare il gusto delle sagre bisogna attivare la convivialità e condividere il piacere 

1 kg stoccafisso secco 

250 g cipolle 

1⁄2 l olio d’oliva non fruttato 

3 /4 sarde sotto sale 

1⁄2 l latte fresco 

farina q.b 

50 g grana grattugiato 

un ciuffo di prezzemolo 

sale e pepe Preparazione 

 

Ammollare lo stoccafisso, già ben battuto, in acqua fredda, cambiandola ogni 4 ore, per 2-3 giorni. 

Levare parte della pelle. Aprire il pesce per il lungo, togliere la lisca e tutte le spine. 

Tagliarlo a pezzi quadrati possibilmente uguali. 

Affettare finemente le cipolle; rosolare in un tegamino con un bicchiere d’olio, aggiungere le sarde dissalate, diliscate e tagliate a pezzetti; per ultimo, a fuoco spento, unire il prezzemolo tritato. 

 

Asciugare e infarinare i vari pezzi di stoccafisso, irrorarli con il soffritto preparato, poi disporli uno accanto all’altro in un tegame di cotto o di alluminio, oppure in una pirofila (sul cui fondo si sarà versata, prima, qualche cucchiaiata di soffritto); ricoprire il pesce con il resto del soffritto, aggiungendo anche il latte, il grana, il sale e il pepe. 

Unire l’olio fino a ricoprire tutti i pezzi, livellandoli. 

 

Cuocere a fuoco molto dolce per 4 ore e mezza circa, muovendo di tanto in tanto il recipiente senza mai mescolare. In termine vicentino questa fase di cottura si chiama “pipare”. Solamente l’esperienza saprà definire l’esatta cottura dello stoccafisso che, da esemplare a esemplare, può differire di consistenza. 

Servire ben caldo con polenta in fetta: il “Baccalà alla vicentina” è ottimo anche dopo un riposo di 12 – 14 ore. E a fine pasto rilassatevi davanti a un bicchiere di Amaro Ramazzotti con ghiaccio e una fettina d’arancia 

 

 

OTTO Milena Camparada – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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