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Itinerari enogastronomici

LA FESTA DELLA VENDEMMIA DI ICA, PERÙ: ORIGINI E TRADIZIONI

 

Durante le prime settimane di marzo la cittadina di Ica ospita la popolare Festa della Vendemmia,

un momento per celebrare i migliori vini del Perù e il miglior Pisco del mondo

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Scarica le immagini qui (credits PROMPERU)

 

Marzo 2022 – Durante le prime settimane di marzo, nella mite cittadina di Ica, sarà facile imbattersi in concerti di musica afro-peruviana, ammirare gli elegantissimi cavalli peruviani sfilare oppure assistere a una delle giornate dedicate alla pigiatura dell’uva. Si tratta della popolare festa della Vendemmia di Ica: un evento che celebra i migliori vini del Perù e il miglior Pisco del mondo, prodotti proprio in questa regione. La manifestazione, che quest’anno non si svolgerà, attira ogni anno migliaia di visitatori che raggiungono questa cittadina situata a sole 4 ore dalla capitale peruviana Lima per godere della magia di una tradizione che ha origini antichissime.

Al ritmo del cajón: la vendemmia del pisco

Etimologicamente parlando, vendemmia significa "raccogliere il frutto della vite". Tuttavia, in Perù, la parola vendemmia significa molto di più: è anche festa, tradizione e soprattutto gioia, che ogni anno accompagna questo rito nelle diverse valli costiere della regione di Ica. La vendemmia del pisco è un passo fondamentale nella produzione di questa brandy e si celebra al ritmo di chitarra, cajón e zapateo. Durante la festa della Vendemmia, l'atmosfera profuma di grappoli d'uva e mistura. Dietro questa tradizione, c'è una cultura ancestrale sviluppatasi nelle haciendas per più di quattro secoli.

Una tradizione ancestrale

Tutto iniziò con l'arrivo degli schiavi africani sulla costa peruviana tra il XVI e il XVII secolo. Molti di loro lavoravano coltivando canna da zucchero, cotone e uva e regioni come Ica, Moquegua e Tacna ne ospitavano le migliori piantagioni. In tutte queste valli si tramandava l'usanza pre-Inca di celebrare i doni del raccolto, come facevano le antiche civiltà. È così che la nuova forza lavoro si combinò con l'ingegnosità peruviana e nacque il rito della vendemmia, come lo conosciamo oggi.

A Ica, per esempio, la vendemmia viene celebrata ogni marzo con grande clamore, dalla raccolta effettiva dell'uva alla realizzazione del pisco. Nelle haciendas, agricoltori, uomini d'affari, musicisti e degustatori si riuniscono per assistere all'arrivo del frutto maturo: le vigne si svuotano e la gente balla al ritmo della festa.

Un'altra parte importante della vendemmia è la pigiatura dell'uva, che attrae visitatori da tutto il mondo. Numerosi gruppi di vendemmiatori si riuniscono intorno ai frantoi per ballare a piedi nudi sull'uva, mentre viene scelta la regina della vendemmia, che dovrà poggiare i suoi piedi sull'uva per darle un tocco di maestà. Durante queste occasioni, tutta la città è una festa, con sfilate, cavalli da parata, concerti e degustazioni.

Un rito formalizzato

La prima Festa Nazionale della Vendemmia si tenne alla fine degli anni '50 su iniziativa del giornale "La Voz de ICA" e della Camera Junior dell'ICA. A metà degli anni sessanta, il Club de Leones ha reso internazionale questa celebrazione, che oggi è conosciuta come la Festa Internazionale della Vendemmia di Ica.

Da più di due decenni, il festival attira decine di migliaia di turisti, che vengono per visitare la famosa Ruta de los Lagares insieme alle cantine e le fiere gastronomiche. Approfittano del loro soggiorno per visitare anche le altre attrazioni della zona, come l’incantevole oasi di Huacachina e le misteriose linee di Nasca.

Pisco di prima classe

Il risultato della vendemmia è il pisco: un distillato incolore e dal sapore intenso, che si è guadagnato un posto privilegiato tra i liquori di tutto il mondo. Il processo di produzione può essere riassunto come segue: l'uva viene pigiata e il mosto viene fatto fermentare sotto forma di vino - il lievito converte lo zucchero in alcol - e poi viene portato agli alambicchi dove si ottiene l'acquavite. 

Ci sono molte variabili che incidono sulla qualità del Pisco, come il clima, il tempo di riposo e l’uva. Le condizioni climatiche necessarie si trovano solo nel sud del Perù e proprio per questo è stato creato un percorso turistico chiamato la Ruta del Pisco, che include visite a vigneti, cantine, degustazioni e molto altro. Nell'agosto 2017 è stato dichiarato patrimonio culturale della nazione dal Governo Peruviano che oggi lo promuove in tutto il mondo attraverso il marchio Spirit of Peru.

 

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PROMPERÚ - La Commissione Peruviana per la Promozione delle Esportazioni e del Turismo l'organismo ufficiale specializzato in promozione del turismo, delle esportazioni e degli investimenti delle imprese, collegato al Ministero del Commercio Estero e del Turismo del Perù. 

Per ulteriori informazioni: http://www.peru.travel

FB: www.facebook.com/visitperu - IG: https://instagram.com/peru/ - Twitter: https://twitter.com/visitperu - Youtube: www.youtube.com/VisitPeru

PRESS WAY

 
 
 
Nella pasticceria dell’Hanswirt, una delle locande più antiche dell’Alto Adige

Scoprire i segreti dei biscotti e dei dolci invernali nella cucina storica dell’Hanswirt
 
 
L’Hanswirt, antica dimora le cui origini risalgono al 1357, è un ristorante molto conosciuto, dove un tempo i viandanti si fermavano per festeggiare i buoni affari, ed è anche un rinomato resort ****S moderno e lussuoso ma dal fascino antico.

Il ristorante fa parte delle locande originali dell’Alto Adige ed è una delle più antiche e famose anche per la posizione: si trova, infatti, all’inizio della Val Venosta ma al tempo stesso a pochi chilometri dalla città termale di Merano.
I clienti qui vivono tutto il piacere di una cucina varia, ricca e premiata, come testimoniano i numerosi riconoscimenti conferiti da importanti guide con il Gambero Rosso e la guida Michelin.
In questo periodo invernale siamo voluti “entrare nel forno” dell’Hanswirt, per scoprire quali delizie e segreti si nascondano in questa storica cucina.

Spitzbuben, amaretti al cocco, mezzelune alla vaniglia, stelle alla cannella: preparare i biscotti è un’arte. L'esperienza condivisa di impastare, ritagliare piccole figure di pan di zenzero per poi decorarle con noci, spruzzi di cioccolato o glassa.
 
 
 
Prima un po' di storia. La teoria più antica sulla preparazione dei biscotti risale ai Celti, quando celebravano il solstizio d'inverno, cioè la notte più lunga dell'anno, il 21 dicembre. I Celti avevano paura che le case fossero invase dagli spiriti e dovevano fare offerte agli dei. Per questo facevano pani di grano e miele con forme di animali e li offrivano in sacrificio.

Più tardi, nel Medioevo, la gente era molto povera e per questo si sforzava di trovare sistemi di conservazione del cibo, soprattutto con quanto raccolto e messo da parte durante l'estate. Le verdure venivano bollite, la frutta essiccata, le patate conservate, la carne curata. Anche i biscotti e le gallette avevano una durata di conservazione molto lunga e contenevano molti grassi, così da essere un cibo adatto e vario per i mesi invernali. Nei monasteri, invece, i monaci avevano già zucchero e spezie, specialmente orientali come la cannella, la noce moscata, i chiodi di garofano, la vaniglia. Nel periodo natalizio, venivano preparati biscotti molto speciali che erano distribuiti ai poveri.

Nel 18° secolo in Gran Bretagna, dove la tradizione del tè ha avuto origine, per accompagnare la bevanda del pomeriggio serviva qualcosa che potesse essere preparato relativamente in fretta, e naturalmente doveva avere un buon sapore. È così nacquero i tipici dolci inglesi, come gli sconesripieni di marmellata o crema o i tipici shortbread. I marinai adottarono questi usi e costumi nel resto d'Europa, e così la gente cominciò a cucinare biscotti un po' ovunque.

Questa lunga tradizione che ha attraversato i secoli è da sempre rimasta viva nella pasticceria del ristorante Hanswirt che oggi ci regala una ricetta e qualche segreto:
 
HANSWIRTS SCHOKOBUSSERL
 
Per l'impasto avete bisogno di:
100 g di burro morbido
60 g di zucchero a velo
15 g di cacao biologico
1 uovo intero
80 g di farina di grano
40 g di mandorle macinate

Per la decorazione:
Marmellata di mirtilli, marmellata di albicocche o qualsiasi altra marmellata a vostra scelta.
150 g di cioccolato fondente

Preparazione:
Per prima cosa, usando un mixer a mano o un altro robot da cucina a vostra scelta, sbattete il burro morbido con lo zucchero a velo fino a renderlo spumoso e aggiungete il cacao biologico. Poi aggiungete l'uovo intero e sbattete il composto fino a renderlo omogeneo. Infine, aggiungete la farina di frumento e le mandorle finemente macinate e mescolate brevemente fino a che non sia tutto morbido. Riempite un sacchetto con il composto e formate dei piccoli cerchi su una teglia. Cucinate i biscotti a 175°C per circa 10-15 minuti. Lasciate raffreddare i biscotti prima di riempirli con la marmellata. Sciogliete il cioccolato a bagnomaria e immergetevi solo metà dei biscotti.
 

Per i dettagli delle promozioni consultare il sito:
https://www.hanswirt.com/it/hotel/benvenuti/offerte-speciali/​
 
Tutte le foto presenti in questo documento sono autorizzate ed è possibile procedere al download cliccando sopra l'immagine. 
 
 
 
Per ulteriori informazioni

Hotel Hanswith****s
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. +39 0473 967148
Piazza Gerold 3, I-39020 Parcines/Rablà (vicino a Merano)
www.hanswirt.com
 
Press Way – Ufficio Stampa
Tiziano Pandolfi - Mob. 338-6820776
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www.pressway.it

“GIROGUSTANDO” COMPIE 20 ANNI: L’ITALIA (E NON SOLO) DEL GUSTO S’INCONTRA IN CUCINA

 

A novembre due serate speciali anticipano il calendario di menù realizzati a quattro mani che prenderà il via il prossimo 2022 con ospiti internazionali.  “Girogustando” compie 20 anni: torna in presenza il calendario di appuntamenti che nasce da veri e propri “gemellaggi gastronomici” e vede protagonisti cuochi con esperienze e percorsi professionali differenti che saranno impegnati a mettere in dialogo la loro creatività, per costruire differenti menù ciascuno dei quali sarà realizzato a quattro mani.  Era il 2002 quando gli incontri tra cuochi d’Italia furono sperimentati per la prima volta. In venti anni, ne sono stati protagonisti ristoranti di 17 regioni italiane. Non solo: Girogustando ha offerto un’occasione di confronto anche per chef di Francia, Malta, Ungheria, Germania, Polonia, Svizzera, e Giappone per un totale di 377 eventi, con protagonisti ben 328 ristoranti. 

In più, le serate sono state arricchite con un coinvolgimento del pubblico che ha spaziato dagli approfondimenti sulle pietanze, gli ingredienti ed i territori di provenienza, ad intrattenimenti musicali, teatrali o ludici, creando un vero e proprio spettacolo di condivisione. Dopo un 2020 che, causa Covid, ha avuto un solo appuntamento in presenza, “Girogustando” recupera la sua vocazione originaria e offre nuove occasioni di incontro nei giorni non festivi dei periodi più freddi dell’anno.

 

Un’occasione di scambio dove la sfida è quella di saper fondere culture e usanze gastronomiche, anche molto lontane tra loro, regalando al pubblico un insolito viaggio fatto di sapori.   Si comincia i prossimi 11 e 18 novembre a Siena con due golosissime anticipazioni: in programma due serate speciali, che offrono una gustosa anteprima tutta “toscana” dei quattro appuntamenti dal sapore internazionale già in programma per il prossimi mesi di gennaio, febbraio e marzo 2022.  Sarà all’insegna della miglior tradizione di “Girogustando” l’appuntamento di giovedì 11 novembre quando il Ristorante La Grotta del Gallo Nero di Siena ospiterà il ristorante Il 13 di Castiglione della Pescaia. Otto le portate che accompagneranno i commensali in un viaggio tra terra e mare, mentre sarà decisamente innovativo l’appuntamento del 18 novembre dedicato alla pizza gourmet che vedrà la pizzeria La Veranda di Siena ospitare Il Vecchio e Il Mare di Firenze. Dopo la pausa natalizia “Girogustando” riprenderà con l’arrivo del nuovo anno e – per la prima volta - proporrà contaminazioni internazionali: il ristorante il Mestolo di Siena incontrerà Der Katzlmacher di Monaco di Baviera, la taverna della Berardenga di Castelnuovo Berardenga ospiterà Il tufo allegro di Pitigliano, il ristorante 

 

Dal Falco di Pienza accoglierà Mamma Mozza di Lutterbach (Francia) e il ristorante Il Particolare di Siena ospiterà Lowen-Apriori di Bubikon (Svizzera).

E lo spirito di collaborazione tra territori, oltre che tra cuochi, non si manifesterà solo nel piatto. Partners della manifestazione, sono infatti consorzi vinicoli e organismi di tutela e valorizzazione delle produzioni tipiche che impreziosiscono l’offerta agroalimentare della Toscana. È questo un ulteriore passo avanti per l’applicazione del modello “Vetrina Toscana”, ovvero il progetto condiviso tra Regione e Unioncamere Toscana che da tempo valorizza la filiera enogastronomica regionale e i suoi soggetti attivi.

Girogustando”, è ideata  da Confesercenti nella volontà di stimolare l’incrocio di culture e competenze, come modello per la ulteriore crescita di un settore che è strategico per l’identità territoriale.

Tutti i dettagli sull’edizione 2021 di Girogustando sono reperibili sul sito www.girogustando.tv, e sui relativi social networks.

 

 

 Sonia Corsi 

IL CIBO OLTRE LA MATERIA

 

Il Grand Tour delle Marche fa tappa a Macerata dal 19 al 21 novembre

 

Con Tipicità Evo un lungo fine settimana di degustazioni insolite, piazze animate, incontri con i custodi della biodiversità, volti noti, grandi chef e la nuova cultura del cibo

Il cibo come modo di esplorare il futuro che ci aspetta, come codice di comunicazione e di confronto, come gusto inaspettato, come connessione tra tradizione e innovazione.

Dal 19 al 21 novembre, l’Amministrazione comunale di Macerata propone un week end del tutto inedito con il numero zero di “Tipicità Evo”, nuova tappa del Grand Tour delle Marche di Tipicità ed ANCI Marche.

Tante le proposte che puntano a proporre il capoluogo di provincia come punto di riferimento a servizio di un ampio territorio ricchissimo di rare eccellenze, spesso non adeguatamente conosciute al di fuori dell’area di provenienza.

Una vera e propria mappa del gusto unirà i dieci locali che hanno aderito al circuito “Tipicità Evo”. Cuore pulsante della manifestazione gli Antichi Forni, con un palinsesto di eventi “phygital”, ossia fruibili sia in presenza che in digitale. Piazze e spazi urbani saranno animati dai piccoli produttori agricoli e artigianali, con la collaborazione attiva delle associazioni di categoria.

E poi tanti personaggi a disegnare il debutto di “Tipicità Evo”. Da Oscar Farinetti, con un’anteprima “di lusso”, alla conduzione di Tinto, voce e volto noto dei palinsesti Radio Rai e La7. Con Carlo Cambi il tema sarà “NutriMente”, mentre da Roma lo chef Gianni Catani porterà l’esperienza del Dumpling Bar. Con Petra Carsetti si parlerà di accoglienza empatica e con ASSAM si esploreranno le meraviglie degli agricoltori custodi della biodiversità, insieme ai valenti cuochi marchigiani dell’Accademia di Tipicità.

In città anche itinerari turistici tematici, una mostra a Palazzo Buonaccorsi sui libri dedicati alla gastronomia custoditi nella Biblioteca Mozzi Borgetti ed una “caccia alle tipicità” per i più piccoli e le loro famiglie.

All’Università di Macerata il compito di accompagnare questo percorso verso traiettorie di umanesimo digitale, con il contributo attivo ai diversi incontri in programma dei docenti dell’Ateneo.

E a Tipicità Evo si compirà anche l’atto finale della “sfida” al cambiamento climatico, grazie alla project partnership di Banca Mediolanum, lanciata dal Grand Tour delle Marche attraverso l’app AWorld che ha portato la community di Tipicità a compiere ben 50.000 azioni virtuose per un quotidiano risparmio di C02 con piccoli, ma concreti, atti!

Credits: Università degli Studi di Macerata, Assam, Accademia di Tipicità, AssoEnologi, Confcommercio, CNA, Confartigianato, Coldiretti, Copagri, Cia, Macerart & tour, Associazione Commercianti del Centro Storico, Istituto Alberghiero “Varnelli” di Cingoli. Partner tecnico: Meridiana

Angelo Serri

USANZE DELL’ALTO ADIGE E “IDEE” PER UN REGALO A NATALE, FIRMATE TENUTA KORNELL

 

Alcune proposte della Cantina altoatesina per un Natale speciale

In Alto Adige l’Avvento è molto sentito e numerose sono le abitudini e gli usi che accompagnano questo periodo. Il momento che precede il Natale è vissuto con passione e attenzione e le principali tradizioni di questi giorni sono vissute in famiglia con intimità.

Ogni domenica di Avvento, ad esempio, nelle case si accendono le candele della tipica Corona dell'Avvento, cantando in famiglia delle canzoni natalizie.

La Corona dell'Avvento fu ideata dal pastore protestante Johann Hinrich Wichern (1808-1881) allo scopo di reperire fondi per l’istruzione dei ragazzi bisognosi e senza casa. Nelle case fu addobbata dalle famiglie con 4 candele, una per ogni domenica d'Avvento. I vari elementi della corona hanno carattere simbolico: Candele, corone e rami verdi erano già prima conosciuti come simboli invernali; la corona rappresenta l'eternità ed è simbolo di sole, terra e Dio e le candele rappresentano la luce che è donata a Natale a tutti gli uomini.

A casa, inoltre, si preparano i biscotti natalizi e il tipico dolce chiamato "Stollen di Cristo" oppure il “Zelten” un pane dolce con uvetta e i canditi. In tutto questo “periodo delle luci” viene decorato anche l’albero di Natale ed allestito il presepe.

Per passeggiare all’aria aperta, una buona scusa sono i 5 Mercatini Originali di Natale dell'Alto Adige (Merano, Bolzano, Bressanone, Brunico e Vipiteno) che quest’anno saranno inaugurati il 25 novembre, con apertura ufficiale al pubblico dal 26.

Durante il periodo dei Mercatini è anche il momento di assistere alle sfilate di San Nicolò e dei Krampus.

Mentre il Santo, dalla lunga barba bianca, dona dolci ai bimbi buoni (6 dicembre), le terrifiche creature si dilettano a farsi beffe dei passanti (5 dicembre).

Nella maggior parte delle città italiane, per tutti i bambini è Babbo Natale con la slitta a portare i doni, mentre, in Alto Adige, è Gesù a offrire regali ai bimbi.

Dopo la Messa, si torna a casa con la candelina di Betlemme in mano ma, prima di scartare i regali, i bambini devono avere il benestare di Gesù. Il suono di un campanello segnala loro che i regali sono arrivati e che li possono aprire.

Dopo il Natale inizia anche la tradizione della fumigazione con l’incenso, in ogni ambiente della casa, per proteggere l’abitazione da ogni influsso maligno.

Sempre in questo periodo, migliaia di “Sternsinger”, bambini e ragazzi vestiti da Re Magi, si muovono, di casa in casa, per raccogliere doni.

Un’idea per vivere questo momento e per fare un regalo gradito ad amici o familiari è proposta da Tenuta Kornell, che quest’anno offre due pacchetti regalo natalizi, insieme a delle ricette da preparare per la cena della Vigilia di Natale.

Il primo pacchetto comprende due vini della linea Sieben – uno bianco ed uno rosso (25 Euro); il secondo pacchetto tre riserve della linea Staffes, i tre rossi originari (Merlot, Cabernet e il vitigno autoctono Lagrein: 65 Euro).

 

Ricetta dello “Zelten” di Natale

 

Informazioni base

Tempo di preparazione: 02:00 h.

persone: 4

Ingredienti

acqua

20 g di lievito

2 C di zucchero

150 g di farina

100 g di farina di segale

15 g di sale

1 C d’olio

1 c d’anice

1 c di cumino

500 g di ficchi secchi, tagliati a dadini o a strisce

250 g d’uvetta

120 g d’uva sultanina

120 g di noci miste (nocciole, noci, arachidi) sminuzzate

120 g di pinoli

50 g di scorza di limone candita

50 g di scorza d’arancia candita

50 ml di vino bianco

3 C di rum

70 g di miele

1/2 c di scorza di limone grattugiata

1/2 c di scorza d’arancia grattugiata

1/2 c di cannella

1 puntina di chiodi di garofano in polvere

1 puntina di pimento

1 puntina di noce moscata

noci, nocciole o mandorle sbucciate e ciliegie candite per decorare

miele oppure sciroppo di zucchero per spennellare

 

Preparazione

Mescolare il lievito e lo zucchero con l’acqua calda e far lievitare per 10 minuti. Aggiungere la farina, la farina di segale, il sale, l’olio, l’anice il cumino e lavorare la massa con una impastatrice. Far lievitare a 35 gradi (coperto) per 30 minuti. Marinare per almeno 1 ora nel rum e nel miele i fichi, l’uvetta, l’uva sultanina, le noci, i pinoli, le mandorle, il cedro, la scorza d’arancia candita nel vino bianco, in modo che lo zelten acquisti un buon aroma. Aggiungere la scorza di limone e d’arancia, la cannella, i chiodi di garofano, il pimento e la noce moscata. Mescolare bene con l’impastatrice la pasta di pane con i frutti marinati e le noci. Formare degli zelten rotondi o di forma allungata e decorarli con le noci e le mandorle. Disporli su una teglia e farli riposare per altri 20 minuti. Cuocere nel forno preriscaldato spennellando spesso con il miele o lo zucchero sciroppato fino a quando assumeranno un colore marrone intenso. Far raffreddare, decorare con ciliegie candite, quindi -avvolgerli nella pellicola trasparente.

Temperatura di cottura:170 gradi, tempo di cottura: circa 40 minuti.

 

Un consiglio speciale:

Gli ingredienti possono essere marinati anche il giorno precedente.

Fonte: Ricetta del ricettario Dolci Dolomiti di Heinrich Gasteiger, Gerhard Wieser, Helmut Bachmann

https://www.suedtirol.info/it/esperienze/enogastronomia/ricette-altoatesine

 

Ecco qui anche il video per la preparazione:

https://www.youtube.com/watch?v=dxAX2MhiYMg

 

Ricordiamo che cliccando sulle singole foto di questo comunicato stampa è possibile procedere al download delle stesse

 

About Kornell

La tenuta è facilmente raggiungibile perché si trova a pochi chilometri da Bolzano ma su un versante che guarda verso la zona di Appiano e Caldaro, la strada del Vino e, a destra, verso la Val d’Adige, Merano e il Gruppo del Parco Nazionale di Tessa.

Tenuta Kornell sorge su un’area molto soleggiata e ne fanno parte anche le rovine di una fortezza, Castel del Grifo, sulla montagna soprastante, che è anche lo stemma dell’azienda vitivinicola. Kornell oggi produce circa 200.000 bottiglie all’anno.

I bianchi, il COSMAS Sauvignon Blanc, il DAMIAN Gewürztraminer, l’EICH Pinot bianco, il GRIS Pinot Grigio, lo Chardonnay AURELL e il Müller-Thurgau THUR, sono prodotti al 100% in serbatoi d’acciaio. Il rosato, MEROSE con la varietá dominante Merlot, viene fatto con il metodo salasso. I vini rossi della casa, il GREIF Lagrein, il ZEDERMerlot/Cabernet S./Lagrein e il MARITH Pinot nero, sono sottoposti a una fermentazione controllata di 12 giorni in botti in acciaio inox, a contatto con le bucce. Le riserve STAFFES Merlot, STAFFES Cabernet Sauvignon eSTAFFES Lagrein sono fatte fermentare per 12 giorni in tini di legno, a contatto con le bucce. I Cru includono AICHBERG, un vigneto ad Appiano Monte, uvaggio di Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon affinato in barrique, Sauvignon OBERBERG, una vigna ad Appiano Monte affinato in acciaio e il Merlot Riserva VIGNA KRESSFELD(vitigno singolo) in Settequerce/Terlano che viene affinato 18 mesi in barrique nuove e dopo 2 anni in bottiglia.

 

Tenuta Kornell

Florian Brigl

Via Cosma e Damiano 6

I-39018 Settequerce (Bz)

Tel. +39 0471 917 507

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