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I MOCA: COSA SONO?

Materiali a contatto con gli alimenti: le normative e le buone pratiche per la filiera alimentare

 

I cambiamenti nello stile e nei consumi alimentari, la globalizzazione delle filiere, la richiesta di sicurezza in ambito alimentare, relativa oltre che al prodotto stesso anche al packaging e a tutti quei materiali con i quali i cibi vengono in contatto, hanno reso la sicurezza alimentare un aspetto complesso ed articolato per tutti i protagonisti della filiera “dal campo alla tavola”.

 

In occasione della giornata mondiale della sicurezza alimentare, lo scorso 7 giugno l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha presentato il rapporto 2018 dedicato all’Europa, che mette in evidenza come nel nostro continente, nell’arco di un anno, oltre 23 milioni di persone, 44 ogni minuto, si sono ammalate a causa di cibo contaminato da batteri, virus, parassiti e sostanze chimiche. Una situazione che impatta, non solo sulle persone colpite, ma anche sull’economia e sull’ambiente.  

 

Le abitudini alimentari che coinvolgono anche i consumatori italiani, e che il Rapporto COOP 2018 ha fotografato fornendo informazioni interessanti, stanno cambiando velocemente, con un incremento nell’ultimo decennio del 7,8% del settore della ristorazione e l’affermarsi negli ultimi anni dei piatti confezionati acquistati nella GDO che crescono del 5,6%.

 

I MOCA: cosa sono

I dati dell’OMS indicano come le sostanze chimiche rappresentino un rischio per la nostra salute. Queste sostanze possono trovarsi nel cibo anche a causa della migrazione dai materiali con i quali è venuto in contatto nel processo produttivo, in quello di trasporto e distributivo o in quello di consumo. Questi materiali, definiti sinteticamente MOCA (Materiali e Oggetti destinati a venire a Contatto con gli Alimenti), sono parte integrante della filiera e per essi valgono gli stessi criteri e principi di sicurezza che si applicano agli alimenti. Tra loro ricadono prodotti utilizzati nell’imballaggio come carte, cartoni, pellicole e plastiche; contenitori come pentole e scatole; utensili e stoviglie; componenti utilizzati nelle attrezzature per le lavorazioni alimentari come macchine per il caffè o presenti negli impianti di produzione.   

Ai MOCA si applicano questi principi di sicurezza perché possono trasferire dei loro componenti ai prodotti alimentari, e in alcuni casi causare la contaminazione dei cibi con i quali vengono a contatto. Questo trasferimento è legato ad una serie di fattori che dipendono principalmente dalla natura e dalla composizione dei materiali e delle sostanze con i quali i MOCA sono prodotti, dalla natura e composizione dei cibi, dalla superficie di contatto, dal tempo e dalla temperatura di contatto tra essi ed il cibo.   

 

“La disciplina sui MOCA si basa sul principio che non esiste la migrazione zero, vi è sempre un’interazione fra l’alimento ed i materiali con cui esso viene a contatto”, dichiara Michela Gallo, Food Contact Service Line Manager presso i laboratori pH. “L’articolo 3 del Regolamento 1935, ad esempio, indica infatti che i materiali e gli oggetti non devono trasferire ai prodotti alimentari componenti in quantità tale da costituire un pericolo per la salute umana, comportare una modifica inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari o causare un deterioramento delle loro caratteristiche organolettiche. Questo, tuttavia, implicitamente ammette il trasferimento di sostanze che non vadano a compromettere le caratteristiche di sicurezza e salubrità dell’alimento.”

 

Le norme di riferimento per i MOCA

Il caposaldo europeo in ambito alimentare è il Regolamento UE 178/2002, mentre specificatamente per i MOCA, i Regolamenti fondamentali sono il Reg. UE 1935/2004 (quadro) ed il successivo 2023/2006 sulle Buone Pratiche di Fabbricazione (GMP). Le basi su cui si poggiano i regolamenti sono l’armonizzazione normativa, la valutazione del rischio da parte dell’EFSA, l‘Autorità europea per la sicurezza alimentare, la responsabilità dell’operatore alimentare e la rintracciabilità.

In Italia è il Ministero della Salute che lavora a fianco delle autorità comunitarie nella gestione a livello nazionale anche per l’allerta rapida comunitaria RASFF (Rapid Alert System For Food & Feed) che, istituita ufficialmente dal Reg. UE 178/2002, prevede che, dopo un controllo ufficiale a seguito di una richiesta da parte di soggetti diversi, venga identificato un rischio per la salute correlato ad un prodotto, a seguito del quale si attiva il sistema rapido di allerta, che prevede la procedura di ritiro dal mercato o di richiamo nel caso di rischio grave. Su questo specifico argomento il Ministero della Salute pubblica annualmente una relazione: quella relativa al 2018 evidenzia come le segnalazioni pervenute riguardanti i MOCA sono state 138, in crescita rispetto all’anno precedente, delle quali 50 hanno riguardato ammine aromatiche e formaldeide, 34 metalli pesanti, come nichel, cromo, piombo cadmio, 22 per contaminazione industriale e 3 dovute ad alterazioni causate da frodi, etc.. I prodotti MOCA risultati irregolari provenivano per la maggior parte dalla Cina (96).

            

Packaging e MOCA

Da alcuni dati presentati all’Economic Packaging Conference 2019 promossa dall’Istituto Italiano dell’Imballagio e CONAI http://www.conai.org/ (Consorzio Nazionale degli Imballaggi) nel 2018 il fatturato del settore è cresciuto del 2,6% raggiungendo i 33,5 miliardi di euro, mentre la produzione è cresciuta del 2,4%, toccando i 16,7 milioni di tonnellate. Carta e cartone rappresentano il 32% della produzione del settore, ma solo il 23% del fatturato, mentre la plastica pesa per il 18% della produzione ma a valore rappresenta il 46% del settore.

 

Conclude Michela Gallo: “Quando si parla di test sui MOCA, le prime due voci alle quali si pensa sono la migrazione globale, come indice di inerzia chimica, e le migrazioni specifiche con le quali si valuta il tenore di cessione di determinati composti. Questa è tuttavia solo una parte dei requisiti. Deve essere garantita l’inerzia sensoriale mediante test organolettici, come pure l’idoneità tecnologica dei prodotti. Non da ultimo, per numerosi materiali è richiesto il rispetto della conformità della composizione in termini di sostanze autorizzate”.

 

Oltre ad un’ampia gamma di test chimici e prestazionali, eseguiti dai laboratori pH appartenenti al Gruppo TÜV Italia, le aziende vengono supportate dai tecnici del laboratorio anche nella parte di gestione documentale, sia come controllo di dichiarazioni in ingresso, sia nella stesura della Dichiarazione di Conformità che accompagnerà i materiali.

Errori o inesattezze delle Dichiarazioni di Conformità, oltre a costituire potenzialmente una violazione, possono portare a rallentamenti o blocchi nello sdoganamento dei beni.

Il futuro dei MOCA è già iniziato: non ci resta che attendere i prossimi passi! 

 

 

Monica Gargiulo

GRAN FONDO DEL GALLO NERO 2019

Granfondo del Gallo Nero 2019. Primo assoluto Mediofondo: Gregory Bianchi, primo assoluto Granfondo Federico Pozzetto

 

Appuntamento al 20 settembre 2020 per l’ottava edizione

La pioggia all’alba ha scoraggiato alcuni a partire, poi le condizioni meteo hanno permesso lo svolgimento regolare della gara, anche se solo i primi duecento hanno avuto la possibilità di optare per Granfondo, limitazione decisa dall’organizzazione di fronte al tempo ancora incerto. Nonostante questo, in oltre 800 sono partiti in sella alla bici da Radda in Chianti per pedalare tra le colline del Gallo Nero.

A tagliare il traguardo per primo Gregory Bianchi del Team Alpin Beltrami TSA, mentre la Granfondo è stata vinta per la terza volta da Federico Pozzetto, ASD Cicli Copparo.

Un podio particolare, dedicato ai giornalisti in gara per la 19° Coppa della Stampa: per la categoria senior Stefano Salomoni, mentre per la categoria gentlemen Giovanni Fantozzi.

 

Dopo la gara, al classico pranzo dei corridori e dei loro accompagnatori sono stati serviti oltre 1100 calici di vino Gallo Nero e un migliaio di piatti di pasta con il ragù raddese.

Alessandro Palombo, il neo-eletto presidente della Chianti Classico Company, “Sono molto soddisfatto di poter aprire il mio mandato con un evento di questo tipo, che unisce la bellezza del territorio a uno degli sport più seguiti, il ciclismo. L’intuizione di Francesco Daddi, padre di questa corsa, si è rivelata vincente: molto sono coloro che tornano anno dopo anno, non solo da tutta Italia, ma anche da paesi lontani (circa il 55% degli iscritti vengono da fuori regione, di cui il 19% sono stranieri). Dopo sette anni possiamo dire che ormai il meccanismo è ben oliato, e questo lo dimostra il fatto che neanche le condizioni meteo sfortunate lo hanno potuto inceppare. Devo ringraziare tutte le amministrazioni locali, in primis Comune di Radda in Chianti, partner fondamentale, che hanno supportato l’iniziativa e contribuito attivamente alla sua realizzazione. Ci vediamo alla prossima edizione, l’ottava, il 20 settembre 2020!”

 

Classifica Mediofondo

1

BIANCHI

GREGORY

TEAM ALPIN BELTRAMI TSA

02:11:56.60

2

LICCIONE

RODOLFO

ASD TUTTINSELLA

02:11:58.56

3

SCOPETANI

GIULIO

VITAMIN CYCLING TEAM ASD

02:11:58.71

4

NUCERA

GIOVANNI DOMENICO

TEAM PROCYCLING PROMOTECH

02:11:58.99

5

BREVI

FEDERICO

TEAM MARVILLE

02:12:27.56

 

Classifica Granfondo

1

POZZETTO

FEDERICO

ASD CICLI COPPARO

03:44:33.04

2

MOTTA

EMANUELE

DT BIANCHI

03:44:36.80

3

DEBERTOLIS

MASSIMO

WILIER 7C FORCE

03:44:46.44

4

BELLINI

DARIO

OLIMPIA CYCLING TEAM ASD

03:45:01.45

5

VANNI

TOMMASO

CICLI TADDEI

03:45:13.05

 

Ufficio Stampa Consorzio Vino Chianti Classico

 

Silvia Fiorentini  - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  - 055 8228522 – 348 8278802

GAGGENAU AL SALONE NAUTICO DI GENOVA

 

 

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Dopo il successo della passata edizione, Gaggenau rinnova la sua partecipazione alla VIP Lounge del Salone Nautico di Genova, dal 19 al 24 settembre 2019, il più grande Salone del Mediterraneo dedicato al mondo della nautica, che giunge quest’anno alla sua 59° edizione. 

Presso la VIP Lounge, a ingresso riservato, Gaggenau darà quotidianamente il benvenuto ai propri ospiti allietando la loro permanenza in fiera con showcooking diurni e serali a cura dello Chef Aleandro Polenti, che realizzerà speciali percorsi di degustazione in abbinamento a etichette pregiate. 

Il Salone è un appuntamento importante per chi come Gaggenau è attento alla bellezza coniugata alla funzionalità: da oltre 300 anni, il brand è sinonimo di eccellenza nel mondo della cucina, in grado di esprimere altissimo valore estetico, design ricercato e innovazione tecnologica. Il Salone Nautico è l'occasione per ammirare i prodotti Gaggenau inseriti in contesti di valore, capaci di esaltare le linee essenziali del brand tedesco. 

Tra gli appuntamenti più attesi della settimana, quello previsto per lunedì 23 settembre: lo chef Ambassador Gaggenau Luigi Taglienti, stella Michelin del ristorante Lume di Milano, proporrà una live dinner experience ispirata alla tradizione ligure per rendere omaggio alla città della nautica e alle sue stesse origini, in abbinamento alla selezione vini proposta dal partner Marchesi Antinori. 

Protagonista degli showcooking sarà l’elegante linea Forni serie 400 dall’iconico design con manopole frontali, porta interamente in acciaio inox sotto vetro e apertura automatica con display touch: la combinazione di Forno Tradizionale, Forno Combinato a Vapore e Cassetto Sottovuoto offrirà il massimo delle prestazioni e funzionalità professionali per ogni tipo di cottura, inclusa quella a bassa temperatura. Con il piano Full Induction, gli chef potranno beneficiare della migliore tecnologia Gaggenau nel campo dell’induzione che, grazie a un'unica superficie di cottura completamente flessibile, è in grado di garantire la massima libertà di movimento e il posizionamento fino a 6 pentole contemporaneamente. Completa la linea 400 la Macchina del Caffè, per accogliere con un buon espresso gli ospiti all’interno della Vip Lounge, i quali avranno la possibilità di scegliere secondo i propri gusti tra 8 diverse intensità aromatiche. 

Inoltre, Gaggenau è presente al Salone Nautico con Vario Cooling 400, una serie di cantine climatizzate per la conservazione di vini e champagne dal design estremamente curato nei dettagli, dotata di un sistema di controllo elettronico che consente di ospitare le diverse bottiglie alla corretta temperatura, grazie a 3 zone climatiche indipendenti. 

Due partner d'eccezione affiancano Gaggenau in questa rinnovata partecipazione al Salone Nautico: Robbe&Berking - dal 1874 maestro nella creazione artigianale di argenteria tedesca - e Hering Berlin - azienda specializzata in Porcellane fatte a mano fondata nel 1992 dalla designer Stefanie Hering. Tradizione e artigianalità sono il denominatore comune delle tre aziende tedesche per la prima volta insieme al Salone Nautico di Genova per portare in tavola l’eccellenza della manifattura, in perfetta sintonia con i valori promossi dalla manifestazione nautica. 

Gaggenau produce elettrodomestici professionali, di altissima qualità ed è al contempo simbolo di innovazione tecnologica e design “Made in Germany”. L’azienda, la cui origine risale addirittura al 1683, rivoluziona l’universo degli elettrodomestici portando caratteristiche professionali nelle case di chi ricerca la differenza, anche nella cucina privata. Il successo delle sue soluzioni si fonda sull’innovazione tecnologica e su un design dalle forme pure e lineari, associati a un’elevata funzionalità. Dal 1995 Gaggenau fa parte del gruppo BSH Hausgeräte GmbH, con sede centrale a Monaco, in Germania, ed è presente in più di 50 Paesi in tutto il mondo con 24 flagship store nelle principali metropoli. 

La differenza ha nome Gaggenau. 

www.gaggenau.it 

Nota sui partner 

Robbe&Berking, produttore di argenteria tedesco, ha una lunga tradizione artigiana che risale al 1874. Da cinque generazioni, l’azienda ha continuato a perfezionare la propria conoscenza della lavorazione dell’argento, aggiungendovi materiali, ricerca e innovazione, coniugando alto livello di produzione, stile ed eleganza. A Genova sono presenti con “Riva”, collezione dal carattere iconico e dalle linee pulite, ogni elemento appare come una scultura sul tavolo ricordando il mondo della nautica. 

Hering Berlin, manifattura fondata nel 1992 dalla designer e maestra d'arte della ceramica Stefanie Hering, è nota per forme impeccabili, uniche e inimitabili, risultanti dalla sperimentazione anche del materiale come conoscenza assoluta della porcellana come sostanza. Hering Berlin parte dall'analisi della tradizione per dare una nuova chiave di interpretazione alla tavola contemporanea, dall'estetica lineare e dalle forme flessibili. 

 

Manuela Di Mari
 

IL NUOVO BENETEAU OCEANIS 30.1. PICCOLO E GRANDE ALLO STESSO TEMPO!

A CANNES YACHT FESTIVAL E AL SALONE NAUTICO DI GENOVA IL NUOVO BENETEAU OCEANIS 30.1. PICCOLO E GRANDE ALLO STESSO TEMPO!

 

 

Al Cannes Yachting Festival e al Salone Nautico di Genova per scoprire il più piccolo della gamma Beneteau si rivela così essere l’ideale per offrire la più ampia possibilità di programmi!

Grazie al suo profilo fuori tutto di meno di 9 x 3 metri e al suo dislocamento a vuoto di meno di 4 tonnellate, il Beneteau Oceanis 30.1 è trasportabile su strada senza dover utilizzare un trasporto eccezionale. Se si preferisce raggiungere gli specchi d’acqua tramite canali e fiumi, la versione chiglia retrattile e l’albero abbattibile apre ad una varietà infinita di soluzioni.

Perfetto per navigare sui laghi o lungo la costa, questo nuovo Oceanis è robusto e attrezzato com’è per navigazioni al largo.

 

 

Beneteau riafferma la sua mission per una nautica da diporto innovativa e sempre più accessibile e il nuovo Oceanis 30.1 ne è testimonianza e mantiene le promesse su tutti i fronti. Forte delle sue dimensioni trasportabili, di un’abitabilità fuori dal comune per la sua taglia e di un utilizzo mirato alla semplicità, il più piccolo modello della gamma crociera Beneteau non dimentica l’eleganza dello stile e dell’estetica. C’è da scommettere su una sua carriera da “best in class”.

Se è ormai raro presentare una barca in base alle dimensioni, il nuovo Beneteau Oceanis 30.1 fa eccezione. La sua concezione si basa infatti su un’equazione che ha permesso di ridurre le dimensioni della barca e allo stesso tempo guadagnare preziosi centimetri in coperta e all’interno, che fanno certamente la differenza in termini di abitabilità e di confort.

 

DALLE ACQUE INTERNE AL MARE APERTO...

 

Grazie al suo profilo fuori tutto di meno di 9 x 3 metri e al suo dislocamento a vuoto di meno di 4 tonnellate, il Beneteau Oceanis 30.1 è trasportabile su strada senza dover utilizzare un trasporto eccezionale. Se si preferisce raggiungere gli specchi d’acqua tramite canali e fiumi, la versione chiglia retrattile e l’albero abbattibile apre ad una varietà infinita di soluzioni.

Perfetto per navigare sui laghi o lungo la costa, questo nuovo Oceanis è tutt’altro che una barca a vela di serie B, robusto e attrezzato com’è per navigazioni al largo.

Il più piccolo della gamma Beneteau si rivela così essere l’ideale per offrire la più ampia possibilità di programmi! 

 

SEMPLICE MA VIVACE

 

Su una carena firmata Finot-Conq, il Beneteau Oceanis 30.1 è un’altra sfida vinta dell’ultima generazione, inaugurata nel 2017 con il 51.1: performance e semplicità di navigazione sono due sue caratteristiche.

La prua sottile che si allarga a spigolo sopra la linea di galleggiamento, il peso ottimizzato, l’avanzamento di bolina, l’offerta di serie di una randa a corno, sono elementi chiave per procedere speditamente a tutte le andature.

La proposta di un timone di rispetto su un doppio timone conquisterà sia gli appassionati di sensazioni forti che i nuovi diportisti provenienti dalla vela leggera.

Chi predilige il comfort opterà per il doppio timone a ruota.

Per iniziare a navigare con equipaggio ridotto, si apprezzerà il fiocco auto virante e il winch unico. Per grandi performance, sarà possibile dotare il proprio Beneteau Oceanis 30.1 di un grande genoa a sovrapposizione, di un code zero su avvolgifiocco o di uno spy asimmetrico (piattaforma di prua integrata al design dello scafo).

 

SMART QUANTO I SUOI PREDECESSORI

 

Grazie alla sua carena a spigolo e alla raffinata proporzione tra bordo libero e tuga, il Beneteau Oceanis 30.1 ha l’aspetto di un piccolo yacht.

La larghezza di poppa permette di proporre un doppio timone a ruota che libera completamente il pozzetto. Nella sua configurazione con timone di rispetto retrattile in ormeggio, lo spazio disponibile è ancora più ampio. Oltre all’aspetto elegante, la soluzione albero autoportante/crocette acquartierate elimina il paterazzo e libera la circolazione verso poppa della barca. Lo stesso succede per la scotta randa: posizionata verso prua della discesa libera lo spazio e rende sicure le manovre.

Da entrambi i lati del grande tavolo del pozzetto pieghevole, due comodi divani accolgono senza problemi sei persone. Verso poppa, l’accesso al mare avviene tramite un semplice gradino che può essere completato da una piccola piattaforma. 

 

TUTTO QUELLO CHE SERVE LADDOVE SERVE!

 

Rispondendo al 100% alle necessità particolarmente esigenti in termini di volumi e abitabilità, il Beneteau Oceanis 30.1 riesce a guadagnare nei punti strategici della barca preziosi centimetri che fanno la differenza rispetto ai suoi concorrenti. L’inserimento dei pagliolati nella struttura della barca permette infatti di raggiungere 1,98 metri di altezza interna nella parte centrale della barca e 1,85 metri nelle due cabine.

 

I centimetri di lunghezza guadagnati verso prua e verso poppa della barca offrono alle due cabine doppie un prezioso spazio di movimento (un’entrata accogliente per ogni cabina) e un orientamento dei letti disposti lungo la lunghezza della barca.

I due divani da 2 metri del quadrato offrono due cuccette supplementari. Il grande bagno si divide tra wc da un lato e doccia-vasca dell’altro. A piedi della discesa, la cucina a L conta degli alloggiamenti alti e bassi, un frigo da 75 litri oltre che un vero e proprio forno sotto i fornelli a gas. Ancora, per quanto riguarda il confort, il Beneteau Oceanis 30.1 dispone di una discesa dolce (3 gradini a 33°) che rimane un punto forte della gamma crociera Beneteau.

E considerato che rendere la nautica da diporto accessibile passa anche da una politica prezzi accattivante, il Beneteau Oceanis 30.1 pronto a navigare si annuncia a un prezzo inferiore alle barche della sua categoria.

 

ARCHITETTI / DESIGNER

Architetti Nautici: Finot - Conq e associati

Design interno: NAUTA DESIGN

 

ATTESTAZIONE CE

B6/C8/D10

 

 

Lunghezza fuori tutto

Length overall (standard)

9,53 m

31'3"

Lunghezza scafo

Hull length

8,99 m

29'6"

Lunghezza al galleggiamento

LWL

8,65 m

28'5''

Larghezza scafo

Hull beam

2,99 m

9'10"

Dislocamento a vuoto

Light displacement (EC)

3 995 kg

8,805 lbs

Pescaggio bulbo lungo (ghisa)

Deep draught (cast iron)

1,88 m

6'2"

Peso bulbo lungo

Deep ballast weight

973 kg

2,144 lbs

Pescaggio bulbo corto

Shallow draught (cast iron)

1,30 m

4'3"

Peso bulbo corto

Shallow ballast weight

1 150 kg

2,535 lbs

Pescaggio chiglia mobile ghisa

Lifting keel version (cast iron)

0,95 - 2,33 m

3'1" - 7'8"

Peso chiglia mobile

Lifting keel version ballast weight

1 300 kg

2,865 lbs

Altezza massima

Air draught

13,66 m

44'10"

Serbatoio carburante (Standard)

Fuel capacity (standard)

130 L

34 US Gal

Capacità acqua dolce (Standard)

Freshwater capacity (standard)

160 L

42 US Gal

Potenza motore (Standard)

Engine power (standard)

15 CV

15 CV

Randa a corno

Square top mainsail

25 m²

270 sq/ft

Fiocco auto virante

Selftacking jib

17.2 m²

185 sq/ft

Genoa – 105%

Genoa-105% (optional)

22,1 m²

238 sq/ft

Spi asimmetrico

Asymmetric spinnaker

70 m²

753 sq/ft

Code 0

Code 0

30 m²

323 sq/ft

 

Beneteau

 

Beneteau è uno dei più antichi cantieri navali al mondo. Fondato in Saint-Gilles-Croix-de-Vie nel 1884, Beneteau è stato fin dal principio uno dei pionieri della nautica da diporto. Leader nel mondo con le sue collezioni e i suoi prodotti iconici che offrono capacità diverse e ad alte prestazioni. Con una sola idea in mente: innovare sia in fatto di imbarcazioni sia nei processi produttivi, per consentire a quante più persone possibile di realizzare i loro sogni, rendendo l'avanguardia accessibile.

 

https://www.dropbox.com/sh/irhcvjdu0pio9xa/AADNlmCXkQdF2hrxmudBy1bPa?dl=0

 

Ufficio stampa Beneteau

Manuela Caminada

Via Leopardi 2 Milano

 

Tel 3336217082

SFIDA APERTA NEL BIO 

Attratte dalla crescita double digit del comparto entrano in gioco le grandi aziende generaliste 

I consumi bio nel 2018 sono cresciuti a doppia cifra (+14% nei primi sette mesi dell’anno nella sola gdo, secondo le ultime rilevazioni di Osservatorio Sana), ma il beneficio derivante da questo boom, per le aziende specializzate nella trasformazione dei prodotti da agricoltura biologica, è limitato. 

Ad affermarlo è il primo studio di Pambianco Strategie di Impresa sui fatturati delle dieci aziende italiane leader del comparto BIO che, messe assieme, hanno incassato lo scorso anno oltre 400 milioni di euro, ottenendo una progressione leggermente superiore all’1%. Un piccolo passo in avanti se confrontato con il grande passo fatto dal comparto green, che certamente non soddisfa i diretti interessati, come del resto non li accontenta il risultato legato alla redditività in generale e ancor più se confrontato con quella dell’esercizio precedente: la percentuale di ebitda sul fatturato nel 2018 è stata pari al 6% contro il 7% del 2017. 

La spiegazione per questo rallentamento, secondo quanto affermano le aziende specializzate nell’ambito bio, va ricercata nella competizione messa in atto dai produttori generalisti, alcuni dei quali hanno fatto breccia in un mercato sempre più promettente, aprendo una parte di trasformazione bio (pur senza abbandonare il convenzionale) proprio per assecondare le richieste dei consumatori finali. In questo contesto, al di là dei singoli casi, la lieve crescita complessiva è stata ottenuta dagli specialisti proprio sacrificando i margini, scelta necessaria per poter competere con le aziende che operano anche nel convenzionale e che, per dimensioni, possono far leva sul prezzo. 

Il leader italiano del biologico è Rigoni di Asiago, con 112,5 milioni di ricavi realizzati al termine di un anno caratterizzato da un lieve calo di vendite, ma durante il quale l’azienda vicentina amministrata da Andrea Rigoni ha posto le basi per la propria crescita futura, inserendo il nuovo socio Kharis Capital (con quota di minoranza rafforzata) in sostituzione del Fondo Italiano di Investimento per poi ottenere, a marzo 2019, un finanziamento di 50 milioni di euro da un pool di banche che verrà utilizzato per potenziare l’export, che vale attualmente quasi il 40% del fatturato complessivo. 

Al secondo e terzo posto della 

classifica, divisi da meno di un milione di euro, troviamo Alce Nero e Brio. La prima, nome storico del biologico made in Italy, ha incassato 74,3 milioni di euro con un incremento di circa il 2% che dopo due esercizi con il turbo, conclusi rispettivamente al +25% nel 2017 e +45% nel 2016, può essere 

interpretato come un ottimo consolidamento. 

PAMBIANCO Strategie di Impresa S.r.l., Corso Matteotti 11, 20121 MILANO - P.I. 05861630159 Tel. + 39 02 76388600 - Fax + 39 02 784117 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.pambianco.com 

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Assolutamente significativo è anche il risultato di Brio, terzo player italiano del bio, che ha chiuso a 73,5 milioni di ricavi con un balzo dell’11,5% anno su anno, ottenendo però la crescita in assenza di marginalità.
Al quarto posto della classifica si posiziona l’azienda protagonista del “colpo” più importante dell’anno ovvero la siciliana Damiano, specializzata nella trasformazione della frutta secca bio, forte di un giro d’affari di oltre 45 milioni di euro. A fine luglio, Damiano è stata acquisita da Progressio Investimenti III, fondo gestito da Progressio sgr, e rappresenta in qualche modo l’eccezione alla regola non solo per capacità di attrazione verso gli investitori, ma anche perché, in un anno complesso, ha ottenuto un incremento del 16,5% di fatturato con una marginalità prossima al 10% dei ricavi. 

Al quinto posto si inserisce Probios, realtà ormai consolidata nella distribuzione degli alimenti biologici vegetariani, presente anche in Germania con la consociata Probios Deutschland che ha chiuso l’esercizio con poco più di 25 milioni di ricavi. A seguire, la classifica è completata da Natura Nuova, Sarchio, Scaldasole, Germinal Italia e Poggio del Farro. Tra queste aziende si distingue per risultato Poggio del Farro, realtà di Firenzuola (Firenze) specializzata negli alimenti bio a base di farro, che è stata in grado di realizzare una crescita di quasi il 20% ottenendo al tempo stesso il più importante ebitda percentuale del comparto (18% sul fatturato). 

Per informazioni: 

PAMBIANCO Communication Lucia La Porta Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Tel 02 76388600 

 

PAMBIANCO Strategie di Impresa S.r.l., Corso Matteotti 11, 20121 MILANO - P.I. 05861630159 Tel. + 39 02 76388600 - Fax + 39 02 784117 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.pambianco.com 

IL CIV RECCO

Il CIV Recco OnLine Consorzio Operatori Economici di Recco è al lavoro

Lunedì 1° luglio alle ore 13, le aziende associate al CIV di Recco, riunite presso il Palazzo Comunale in sala Consigliare, presente il funzionario Confcommercio Ilaria Mussini, hanno rinnovato il Consiglio direttivo i cui membri eletti, successivamente riuniti venerdì 5 luglio presso il ristorante Da O Vittorio, hanno distribuito le cariche come segue:

 

Presidente Manuela Francalanci ( Pelleteria Renato)

Vice Presidente Alice Diena ( Farmacia Savio)

Segretario Simonetta Pozzo ( OVS Kids)

Tesoriere Valentina Tabacco (Cartoleria 2000)

Consiglieri:

Natalina Alessio (Fioreria Recco)

Alice Agostacchio ( OVS Kids)

Daniela Bernini (Dimensione Riviera promozioni)

Paola Bisso (Ristorante da O Vittorio)

Mattia Bozzo (MB Laboratorio grafico)

Michela Bozzo (Arte)

Fabrizio Ciberti (Agenzia Immobiliare Levante Casa)

Carlotta Massone (AZ Sport)

Stefano Milani (Maxoptical).

 

Il CIV così guidato ha già avviato fattivi dialoghi con l’Amministrazione Comunale in prima persona con il Sindaco Carlo Gandolfo che, da commerciante storico della Città, ha subito dimostrato un’importante sensibilità alle più diverse esigenze del comparto. Presto verranno programmati anche incontri con gli assessori della nuova Giunta comunale, a seconda dei casi e delle necessità.

 

Pulizia della Città, ordine e decoro, parole d’ordine alla base di tutto.

Accoglienza del cliente qualunque sia la sua provenienza (fattiva partecipazione all’edizione del Triathlon dello scorso 14 luglio e ai Tornei di beach volley Playa Loco’s organizzati da Pro Loco con la fornitura di sacchetti personalizzati contenenti buoni sconto, gadget ecc. delle attività commerciali CIV). Promozioni mirate quindi, sia nell’immediato che con una programmazione a lungo termine, presupposti per creare sviluppi concreti alle attività economiche della Città. Creazione della pagina FB CIV Recco Online, contenitore di presentazione delle attività associate e di quanto succede in Città.

 

Grande importanza viene riservata agli abitanti dei comuni confinanti per i quali si ritiene sia necessario un riordino dedicato per le aree di sosta a pagamento in Città.

Il CIV segue con grande attenzione quanto avviato dall’Amministrazione Comunale riguardo la pulizia straordinaria della Città, prendendo atto del notevole impegno ma sollecitando anche una più incisiva operazione, sempre con il presupposto della massima collaborazione al fine di conseguire il miglior risultato possibile.

Inclusività massima: oggi sono già una cinquantina le attività commerciali, ristorative e di servizi consorziate, con l’obiettivo di incrementarle il più possibile.

Ospitalità, cortesia, attenzione e rispetto dell’ospite:

è questo il messaggio che il CIV di Recco, centro commerciale della riviera,vuole innanzitutto trasmettere. 

 

p. CIV Recco OnLine 

Daniela Bernini

Dimensione Riviera Promozioni

Recco (GE) via XXV Aprile 14

Tel.: 0185730748 - 3357274514

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LA RUCOLA: CONTRO L'IPERTENSIONE

Scoperte le proprietà anti-ipertensive della rucola che, sorpresa, sono proprio legate al suo tipico sapore pungente

 

Lo studio condotto dai farmacologi dell’Università di Pisa è stato pubblicato sul British Journal of Pharmacology

 

 

La rucola aiuta a combattere l’ipertensione e le malattie cardiovascolari grazie ad un principio attivo in grado di abbassare la pressione arteriosa che conferisce a questa insalata proprio il suo caratteristico sapore pungente. La scoperta arriva dall’Università di Pisa dove un team di farmacologi guidato dal professore Vincenzo Calderone ha condotto lo studio in collaborazione con le università di Firenze e “Federico II” di Napoli e il “Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia” (CREA) di Bologna. La ricerca, pubblicata sul “British Journal of Pharmacology”, la rivista in campo farmacologico più prestigiosa a livello internazionale, ha infatti dimostrato le proprietà vasorilascianti ed anti-ipertensive dell’isotiocianato Erucina, un principio attivo prodotto dalla pianta come meccanismo di difesa e che conferisce alla rucola proprio il suo caratteristico sapore ed odore pungente.

“Quando le foglie di rucola vengono tagliate o masticate – spiega Alma Martelli ricercatrice dell’Università di Pisa e prima autrice della pubblicazione – i glucosinolati e l’enzima mirosinasi, entrano in contatto generando l’isotiocianato Erucina. Se quest’ultimo per la pianta è un meccanismo di difesa che serve per allontanare ad esempio gli animali, per l’uomo è invece un principio attivo di origine naturale in grado di rilassare la muscolatura dei vasi e di abbassare la pressione arteriosa attraverso il rilascio di un gastrasmettitore, il solfuro d’idrogeno”.

I ricercatori hanno dimostrato le proprietà vasorilascianti ed anti-ipertensive dell’isotiocianato Erucina sia in vitro, su cellule di aorta umana e su vasi isolati, che in vivo, su animali spontaneamente ipertesi.

“Questa scoperta ha importanti ripercussioni in campo medico poiché per ottenere questi effetti antiipertensivi possiamo certamente somministrate il principio attivo purificato, sotto forma di integratore ma, almeno in parte, possiamo ottenere gli stessi effetti anche attraverso l’alimentazione - sottolinea Alma Martelli - infatti diversamente dalle altre piante appartenenti alla famiglia delle Brassicaceae come il cavolo, il broccolo o il rafano, la rucola si può mangiare cruda così da non degradare l’enzima con la cottura e assicurare la sintesi di Erucina”.

La dottoressa Alma Martelli che ha condotto la ricerca, è ricercatrice in Farmacologia al Dipartimento di Farmacia dell’Università di Pisa dal 2014. Già nel 2016 ha ricevuto un importante premio internazionale, il “Ciro Coletta Youg Investigator Award”, per le sue ricerche sugli isotiocianati e il solfuro d’idrogeno. Più di recente, nel marzo scorso, ha ricevuto il premio ”Best Oral communication Award” nell’ambito del congresso “Le Basi farmacologiche dei Nutraceutici” proprio per la ricerca sulle proprietà anti-ipertensive di Erucina.

La dottoressa Martelli lavora in un team guidato dal professore Vincenzo Calderone di cui fanno parte la professoressa Lara Testai e le dottoresse Valentina Citi ed Eugenia Piragine. Da anni il gruppo studia le proprietà cardiovascolari del solfuro d’idrogeno occupandosi anche di farmacologia dei composti di origine naturale, due filoni di ricerca che si sono uniti in questo lavoro appena pubblicato sul “British Journal of Pharmacology”.

 

 

Dott.ssa Marina Caterina Magn

Francesco Mazzei: Presidente A.VI.TO.

Francesco Mazzei è il nuovo Presidente A.VI.TO, l’Associazione Vini Toscani Dop e Igp

 

 

 

Si è tenuta questo pomeriggio l’Assemblea elettiva dell’A.VI.TO, Associazione Vini Toscani Dop e Igp, in cui è stato eletto il nuovo Presidente, Francesco Mazzei, alla guida del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana dallo scorso agosto.

 

“A meno di un anno dall’inizio della mia avventura alla guida del Consorzio è un onore ricevere oggi quest’importante incarico.  Ritengo sia necessario portare avanti la linea intrapresa dall’Associazione e continuare a lavorare in maniera sinergica, per dar voce con autorevolezza a quella pluralità di esperienze che è il vero patrimonio della viticoltura toscana”, ha dichiarato il neoeletto Presidente Mazzei che insiste sulla necessità di “fare sistema”. E aggiunge: “L’Associazione rappresenta tutta la Toscana vitivinicola, dai Consorzi più grandi a quelli più piccoli, delineando un percorso comune tra organizzazioni che per decenni hanno curato interessi legati alle singole denominazioni e ai singoli territori. Amplieremo il confronto sui temi e sulle problematiche più importanti della nostra vitivinicoltura, proponendo soluzioni condivise e accelerando su progetti per diffondere la conoscenza della viticoltura toscana di qualità e per continuare a competere con successo sui mercati internazionali.”

 

Dopo il primo triennio di attività, l’Assemblea ha quindi eletto il nuovo Consiglio di Amministrazione che è composto da tutti i Presidenti dei Consorzi partecipanti all’Associazione e ha anche nominato, come Vice-Presidente, Donatella Cinelli Colombini, Presidente del Consorzio del Vino Orcia.

 

Costituita nel 2016, l’Associazione Vini Toscani DOP e IGP è il primo organismo unitario di rappresentanza della viticoltura toscana di qualità. L’Associazione si propone di collaborare con le Istituzioni - a tutti i loro livelli -, le Associazioni di Categoria e le Organizzazioni Professionali per sviluppare programmi di lavoro che puntino al rafforzamento del settore, accrescendone la competitività e migliorandone il posizionamento sui mercati di tutto il mondo. Al momento hanno aderito ad A.VI.TO. 22 Consorzi di Tutela in rappresentanza di circa 6.000 imprese, per una produzione annua di circa 200 milioni di bottiglie, un giro di affari stimato in oltre un miliardo di euro ed una quota export superiore al 70%.  

 

Elenco Consorzi aderenti a A.VI.TO.:

 

Bianco di Pitigliano e Sovana

Bolgheri DOC

Brunello di Montalcino

Vino Chianti Classico

Chianti Colli Fiorentini

Chianti Colli Senesi

 

Vino Chianti

Chianti Rufina

Colline Lucchesi

Morellino di Scansano

Nobile di Montepulciano

Vini di Carmignano

Vini DOC Cortona

Vini Montecucco

Vini Val di Cornia

Vino Orcia

Valdarno di Sopra DOC

Vernaccia di San Gimignano

Vini Maremma Toscana

Vino Toscana

Vini Valdichiana

Terre di Pisa

 

 

Simonetta Gerra

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