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LA BASE BALNEARE IN REGIONE LIGURIA CON UN DOSSIER CHE FOTOGRAFA I DANNI ALLE STRUTTURE BALNEARI

 

Mareggiata Ottobre 2018: ingenti danni alle aziende balneari

 

 

La Presidente del Sindacato La Base Balneare, Bettina Bolla, oggi, martedì 6 novembre, sarà a Genova in Regione Liguria, nell’incontro voluto dall’Assessore al Demanio Marco Scajola, dopo la violenta mareggiata che ha distrutto le coste liguri, provocando danni importanti e gravi alle strutture, fotografate in un dossier di oltre 350 pagine. 

https://labasebalnearecondd.files.wordpress.com/…/dossier-m…, con le prime e per ora parziali testimonianze da parte dei balneari liguri, raccolte in questi giorni nelle chat da loro create per scambiarsi informazioni e notizie. 

“Un dossier - spiega la Bolla - che racconta la distruzione e che è stato richiesto anche dall’Ufficio legale della Regione Liguria a supporto della difesa della Legge regionale Ligure in discussione proprio oggi in Corte Costituzionale”. 

Nei prossimi giorni la Presidente sarà a Roma, per portare il dossier e per chiedere una risoluzione immediata del problema.

 

“Oggi, non abbiamo più tempo” – conclude la Bolla. “Abbiamo bisogno di una legge di riordino dell’intero comparto che permetta soprattutto alle aziende, anche a quelle distrutte, di rialzarsi e di investire, anche in opere di difesa della costa”.

B. B.                                                                                                                                                         

FIPE E INTESA SANPAOLO INSIEME PER AIUTARE LE IMPRESE DI PUBBLICO ESERCIZIO CREDITRICI DI QUI! GROUP

 

 

 

Da FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) e Intesa Sanpaolo un aiuto concreto per sostenere le imprese colpite dalla crisi di QUI!Group, che coinvolge oltre 23mila aziende del settore dei pubbliciesercizi,verso cui la società di buoni pasto, fallita lo scorso settembre, è in debito di oltre 200 milioni di euro. 

Intesa Sanpaolo mette a disposizione, esclusivamente per gli associati FIPE, un finanziamento dedicato, stanziando un plafond di 100 milioni di euro.Il 

Ciascun finanziamento prevede un importo massimo di 50.000 euro, a tassi competitivi e con spese di istruttoria gratuite, e sarà assistito da una garanzia fino all’80% dell’importo concesso rilasciata dal “Fondo di Garanzia”, la garanzia pubblica che facilita l’accesso al credito delle MPMI.  Si precisa che l’accesso al Fondo di Garanzia, nelle regioni Toscana, Marche, Abruzzo e Friuli Venezia Giulia, è possibile solo tramite l’intervento di un Confidi. 

Abbiamo deciso, in accordo con Intesa Sanpaolo, di supportare i nostri soci fornendo loro uno strumento che agevoli l’accesso al credito. Auspichiamo che questo possa essere un aiuto concreto per tutte quelle imprese per cui il fallimento di QUI!Group, con il mancato pagamento di oltre 200 milioni di euro, ha costituito un serio problema e che si trovano ora a fare i conti con i tempi della giustizia fallimentare italiana” – dichiaraAldo Mario Cursano, vicepresidente vicario di FIPE - Federazione Italiana Pubblici Esercizi.

 “Con questa iniziativa vogliamo aiutare in modo concreto le numerose aziende che possono trovarsi in difficoltà finanziaria, a testimonianza della nostra attenzione a ciò che accade sul territorio. Ci siamo attivati prontamente per mettere a disposizione un finanziamento semplice, immediato e adeguato alla situazione” dichiaraAndrea Lecce, responsabile Direzione Sales & Marketing Privati e Aziende Retail di Intesa Sanpaolo.

 

 

Greta di Fiore

VINI DI PREGIO, GOLOSITA' & BORSE E SCARPE DI CLASSE IN GALLERIA MAZZINI

 

Il patron del Gallery Bistrot Ivan Zacconi con le sue collaboratrici

La Galleria Giuseppe Mazzini intitolata all’omonimo patriota, fu costruita tra il 1870 ed il 1880 sull'esempio di quelle famose di Parigi e della milanese Galleria Vittorio Emanuele II, cui si ispirò.  L’inaugurazione della galleria Mazzini, fu per Genova un grande avvenimento.  Un “salotto buono della città” dalle ampie vetrate, lampadari in bronzo, e grandi cupole in vetro che l’illuminano naturalmente. Ben presto, con i suoi locali, diventò il ritrovo preferito di intellettuali, artisti e personalità di quel tempo. Nel passato recente, ultimi vent’anni, cadde nell’oblio. Cambi nelle gestioni di negozi e costante diminuzione di locali aperti.  

Nemmeno la storica Fiera del Libro nata nel 1926 e la mensile Fiera dell'antiquariato, riescono ad animarla.  Per ridare un po’ di vita a questa bella struttura, i patron di due esercizi, il Gallery Bistrot e la boutique Astore Venezia, venerdi 26 ottobre dalle 19 alle 22, hanno realizzato un banco d'assaggio dei pregiati vini friulani dell'Azienda Vigna Petrussa abbinati a diverse golosità, e la presentazione della nuova collezione Astore Venezia che, per l'occasione, c'era un gradito omaggio per le signore che acquistavano scarpe e borse. 

Ad animare i banchi d'assaggio, Ivan Zacconi del Gallery Bistrot con prosciutto crudo tagliato a mano (formaggi e focaccia con l'olio), Giuliano Fiorentini (rappresentante di prestigiose case vinicole) e il Delegato genovese della FISAR Mattia Briganti, che oltre a servire calici di vino ai numerosi e curiosi visitatori, elargiva nozioni sui vini e consigli utili sugli abbinamenti.    

Nella foto di Mara Musante: Mattia Briganti e Giuliano Fiorentini  

 

DALLA DOGGY BAG AL "RIMPIATTINO" FIPE E COMIECO INSIEME PER UNA NUOVA CULTURA "ANTISPRECO" AL RISTORANTE

 

La doggy bag inizia a "parlare" italiano e diventa "rimpiattino". Ecco la proposta vincitrice del concorso indetto da Fipe e Comieco rivolto al mondo della ristorazione italiana.

I "rimpiattini" in carta e cartone sbarcheranno nei primi 1.000 ristoranti in tutta Italia ma altri 30 mila esercizi sono pronti a partecipare all'iniziativa.

I nuovi dati Fipe sullo spreco alimentare in bar e ristoranti: per l’80% dei ristoratori intervistati lo spreco di cibo al ristorante è rilevante soprattutto perché i clienti non sempremangiano tutto quello che ordinano. Pochi chiedono di portare via quanto resta nel piatto e l’imbarazzo è la prima ragione che inibisce i clienti ad assumere comportamenti virtuosi.

 

"Potrei avere un rimpiattino?" Una frase che potrà essere presto ricorrente nei ristoranti del Belpaese per portare a casa cibi e bevande avanzati e non consumati. Questa la simpatica proposta scelta da Fipe - Federazione Italiana Pubblici EserciziComieco - Consorzio Nazionale per il recupero e riciclo di carta e cartone, tra quelle arrivate dai ristoranti di tutta Italia, per dare un sinonimo italiano alla doggy bag, la principale "arma" contro lo spreco alimentare quando si mangia fuoricasa. Un progetto che si propone, attraverso il coinvolgimento diretto del mondo della ristorazione, di fare della doggy bag una pratica sempre più consolidata nella cultura italiana.

 

Deborah Moleri

 

 

 

 

La doggy bag inizia a "parlare" italiano e diventa "rimpiattino". Ecco la proposta vincitrice del concorso indetto da Fipe e Comieco rivolto al mondo della ristorazione italiana.

I "rimpiattini" in carta e cartone sbarcheranno nei primi 1.000 ristoranti in tutta Italia ma altri 30 mila esercizi sono pronti a partecipare all'iniziativa.

I nuovi dati Fipe sullo spreco alimentare in bar e ristoranti: per l’80% dei ristoratori intervistati lo spreco di cibo al ristorante è rilevante soprattutto perché i clienti non sempremangiano tutto quello che ordinano. Pochi chiedono di portare via quanto resta nel piatto e l’imbarazzo è la prima ragione che inibisce i clienti ad assumere comportamenti virtuosi.

 

"Potrei avere un rimpiattino?" Una frase che potrà essere presto ricorrente nei ristoranti del Belpaese per portare a casa cibi e bevande avanzati e non consumati. Questa la simpatica proposta scelta da Fipe - Federazione Italiana Pubblici EserciziComieco - Consorzio Nazionale per il recupero e riciclo di carta e cartone, tra quelle arrivate dai ristoranti di tutta Italia, per dare un sinonimo italiano alla doggy bag, la principale "arma" contro lo spreco alimentare quando si mangia fuoricasa. Un progetto che si propone, attraverso il coinvolgimento diretto del mondo della ristorazione, di fare della doggy bag una pratica sempre più consolidata nella cultura italiana.

 

Deborah Moleri

 

 

 AREZZO CAPITALE EUROPEA DEI MATRIMONI

 

 

 

La città toscana scelta come sede europea per la prossima EWPC (Exotic Wedding Planning Conference), appuntamento mondiale dedicato agli operatori del settore

 

 

Dal 2 al 4 giugno 2019 i più importanti wedding planners del mondo si riuniranno nella città di Piero della Francesca. Nell’occasione la Fondazione Arezzo Intour presenterà i servizi dedicati a chi si sposa

 

Un accordo importante quello che la Fondazione Arezzo Intour ha stretto con Exito Media Concepts Private Ltd, la società indiana di Bangalore che crea rete e costruisce relazioni nell’industria del wedding.

 

Dopo una lunga trattativa il neonato ente del turismo ha convinto gli organizzatori a scegliere Arezzo come capitale dei matrimoni: la città toscana sarà la sede europea della prossima EWPC (Exotic Wedding Planning Conference), esclusivo appuntamento che, dal 2 al 4 giugno 2019 riunirà i più quotati wedding planners del mondo, provenienti da 50 paesi diversi.  Dopo Dubai, Goa (India) e Barcellona, dove si sono svolte le ultime edizioni del EWPC, sarà Arezzo la sede europea che accoglierà la conferenza.

 

La tre giorni realizzata da Exito insieme alla Fondazione Arezzo Intour e in collaborazione con la Fondazione Guido d’Arezzo, il Comune di Arezzo e la Camera di Commercio di Arezzo, sarà un’occasione esclusiva per raccontare l’unicità della terra toscana e dello stile italiano a coloro che progettano il giorno più bello per le coppie che decidono di sposarsi e per presentare Arezzowedding, il ramo della neonata DMO (ente per la gestione della destinazione turistica) che si occuperà di riunire e proporre i servizi di tutti coloro che operano nel settore.

 

“Sono sempre di più gli stranieri che scelgono l’Italia e la Toscana per dirsi “si”, – spiega Marcello Comanducci presidente della Fondazione Arezzo Intour e assessore al turismo del Comune di Arezzo – un business in continua crescita che oltretutto fa registrare numeri importanti anche sul piano delle presenze. Il 36% degli stranieri che si sposa in Italia lo fa in Toscana ed è per questo che, all’interno della Fondazione Intour, abbiamo costituito una business unit che si occuperà di coordinare i professionisti del wedding per entrare nel mercato in modo professionale e ben strutturato.

 

Ecco allora che l’EWPC rappresenta un’opportunità unica per presentare la nostra città e questo settore. Non siamo noi a prendere la ventiquattrore per proporre Arezzo nei vari eventi dedicati al comparto, ma sono i wedding planner di tutta Europa a venire da noi. Non è stato facile sostenere la candidatura della nostra città nei confronti di quella proposta da altre metropoli europee, ma grazie a un lavoro serrato, siamo riusciti a portare a casa questo meeting. E con soddisfazione possiamo affermare che di fatto questo è uno dei primi grandi obiettivi raggiunti dalla Fondazione Arezzo Intour”.

 

 

 

sonia corsi 

 

AL VIA L'ASTA PER AGGIUDICARSI LA SPINA

Storica barca a vela d’epoca del 1929

 

A dieci anni dall’importante restauro che le ha permesso di tornare a navigare, è partita l’asta pubblica online per aggiudicarsi il 21 metri La Spina, storica imbarcazione a vela d’epoca costruita in legno nel 1929 dai famosi cantieri navali Baglietto di Varazze, in Liguria. Chiunque potrà entrare in possesso di un pezzo di storia della nautica italiana. La barca, che ha già partecipato a diversi raduni di vele d’epoca, è visitabile presso il suo ormeggio a Genova. L’asta scadrà il 17 ottobre 2018.

 

 

LO YACHT LA SPINAALL’ASTA

 

Un pezzo di storia della nautica italiana va all’asta. La Spina, costruzione n° 123 varata nel 1929 dal cantiere Baglietto di Varazzesu progetto di Vincenzo Vittorio Baglietto, è infatti una di quelle imbarcazioni a vela d’epoca molto conosciuta nel mondo della nautica. Elegante e slanciata è il primo yacht della classe 12 Metri S.I. (Stazza Internazionale), numero velico I-1, con il quale alla fine degli anni Venti il marchese Franco Spinoladi Genova, esperto yachtman nonché ammiraglio della Regia Marina, avrebbe desiderato favorire anche in Italia le regate per questa categoria di imbarcazioni. A dispetto del nome della classe (il numero 12 non identifica la dimensione bensì il risultato di una formula di stazza), questi scafi hanno una lunghezza superiore, nel caso di La Spina21,47 metri. Tra il 1958 e il 1987, proprio con i 12 Metri S.I., si sarebbero disputate le sfide di Coppa America, il trofeo velico e sportivo più antico del mondo. Si può dire che La Spinasia stata dunque antesignana della famosa Azzurra, l’imbarcazione che nel 1983 negli USA, al comando dello skipper Cino Ricci e con Mauro Pelaschier al timone, fece sognare tutti gli italiani perché arrivò a un passo dal conquistare la Coppa America. La Spinaè ora in vendita sul portale Industrial Discount del network IT Auction, casa d'aste on line di Faenza (Ravenna), che raccoglie offerte d'acquisto. 

 

 

 

Scopri le modalità d’asta e l’interessantissimo prezzo di partenza 
(l’asta scadrà il 17 ottobre 2018 alle ore 15:00) 

https://www.industrialdiscount.it/lotti/la-spina-costruita-dai-cantieri-baglietto-nel-1929-36972/?utm_source=barchedepocaeclassiche&utm_medium=articolo&utm_campaign=laspina

 

 

LA STORIA E IL RESTAURO

 

Purtroppo le velleità di regata di La Spinasi scontrarono con la crisi mondiale e un anno dopo il varo lo yacht venne modificato nell’armo velico, diventò un due alberi con attrezzatura a ketch e fu adibito a uso crocieristico. Dopo un lungo periodo di abbandono nei pressi di Barcellona, nel 2004 l’imbarcazione venne rilevata da un armatore campano e affidata alle cure del maestro d’ascia Nino Apreadel cantiere Aprea Peninsula Navisdi Sorrento. Qui fu avviato un restauro completo, sotto la supervisione dello Studio Faggioni Yacht Designdi La Spezia, già autore di importanti refitting di scafi d’epoca come Oriondel 1910, Black Swandel 1899, Croce del SudCandidaDeva(l’ex Te Vega) e Lulworth. La barca è costruita in fasciame di mogano su struttura in rovere, con il ponte di coperta e l’albero in Sitka Spruce, gli interni in legno chiaro d’acero filettato in mogano e la zavorra in piombo. Nella frase “purosangue da corsa fuori e dimora di lusso al suo interno” lo yacht designer Stefano Faggioni ha riassunto il completamento dell’opera di restauro. 

 

 

 

IL RITORNO IN MARE

 

Nel 2008 la barca è tornata ufficialmente in mare con una cerimonia presso il Reale Yacht Club Canottieri Savoia di Napoli, all’epoca presieduto da Pippo Dalla Vecchia, sodalizio del quale ha cominciato a battere il guidone in occasione delle regate di vele d’epoca alle quali ha partecipato, da Le Grazie a Porto Santo Stefano a Napoli, dove ogni anno si tiene un evento dedicato alle Signore del mare. Sempre in quell’anno si è aggiudicata il prestigioso “Premio Italia per la Vela per il miglior restauro di barca d’epoca” in occasione del 25° Trofeo Accademia Navale e Città di Livorno.

 

 

LA SCHEDA TECNICA

Anno:                                     1929

Cantiere:                                 Baglietto (Varazze – Italy)

Progetto:                                 Vincenzo Vittorio Baglietto (Varazze – Italy)

Lunghezza f.t.:                        21,47 mt.

Lunghezza al galleggiamento:13,87 mt.

Larghezza:                              3,90 mt.

Pescaggio:                               2,71 mt.

Dislocamento:                         27 tonn.

Classe:                                     12 Metri S.I. (Stazza Internazionale)

Armo velico:                                         Sloop Marconi

Superficie velica:                    178 mq

Numero velico:                        I-1

Motorizzazione:                      Steyr Motors mod. MO 166 K28 – 163 hp

Interni:                                               dinette, 3 cabine + n. 2 bagni             

 

 

L’ASTA E IL PREZZO DI PARTENZA PER AGGIUDICARSI LA SPINA

 

Per il funzionamento dell’asta si rimanda alle condizioni specifiche di vendita presenti sul sito:

https://www.industrialdiscount.it/lotti/la-spina-costruita-dai-cantieri-baglietto-nel-1929-36972/?utm_source=barchedepocaeclassiche&utm_medium=articolo&utm_campaign=laspina

La data di fine astaè fissata per mercoledì 17 ottobre 2018, alle ore 15:00.

 

ALLEGATI

Testo in formato .doc + Fotografie di libero utilizzo

 

 

 

 

BENETEAU SWIFT TRAWLER 47: IL MIGLIOR MODO PER VIAGGIARE E GODERSI IL PIACERE DEL MARE

 

Il nuovo Beneteau Swift Trawler 47 è perfetto per andare in barca con la propria famiglia e con gli amici. Grazie a maggiore spazio, autonomia e potenza, l'ultimo membro di questa leggendaria gamma Beneteau ha l’ambizione di navigare velocemente, offrendo al tempo stesso una libertà unica e un'incredibile sensazione di spazio. Elegante e dal prezzo accessibile, debutta sulla scena internazionale al prossimo Salone Nautico di Cannes.

Swift Trawler 47 è la barca ideale per viaggiare in famiglia o comodamente in coppia: ha tutte le caratteristiche delle barche che percorrono lunghe distanze ed è semplice da utilizzare. Nata dalla collaborazione tra Beneteau Power e Andreani Design, è l’ultima arrivata di una gamma d’imbarcazioni che da oltre 15 anni naviga instancabilmente fiumi e mari. Ogni cosa è disegnata per semplificare la vita a bordo e per star bene in ogni momento, sia in navigazione sia quando si è ancorati.

 

COME A CASA

Con tre cabine e un divano letto, può offrire fino a 8 confortevoli posti letto. L’ampia cabina armatoriale è pensata come una suite, con doccia all’interno e testata indipendente. A sinistra, la cabina ospiti dispone di due letti singoli che possono essere uniti, nonché di un bagno con doccia. Infine, una terza cabina modulare a dritta è perfetta per i bambini o può essere utilizzata come ripostiglio.

Gli ampi spazi interni del ponte superiore sono realizzati con materiali di alta qualità e favoriscono i momenti di convivialità. Il teak o rovere opaco e un sapiente mix di materiali pregiati conferiscono inoltre un aspetto molto contemporaneo. Il salone si può trasformare in una cabina supplementare per gli amici che desiderano fermarsi a bordo: basta aprire il divano letto, spazioso ma sapientemente integrato. Inoltre, il salone è abbastanza ampio da permettere di non incontrare alcun ostacolo quando ci si muove tra gli elementi.

Anche la cucina, con layout a L e un piano di lavoro molto grande, gioca il proprio ruolo nell'interazione a bordo: si può ad esempio cucinare mentre si parla con il resto dell’equipaggio dei momenti più memorabili della giornata. Il pozzetto, invece, è altamente modulare e può essere attrezzato con un tavolo e un'ampia panca, prolungamento ideale dello spazio abitativo interno. Lo specchio di poppa si apre su una spaziosa piattaforma, ideale per tuffarsi, per il tender e per le soste quando si è ancorati: non c'è modo migliore per godersi il piacere del mare!

Infine, dal flybridge, molto ben attrezzato, si può godere il panorama del mare in ogni momento della giornata. Con il conducente possono sedersi fino a tre persone: lo spazio è accogliente e così sicuro da rendere le lunghe distanze un vero piacere.

 

AUTONOMIA E SICUREZZA

Una barca a motore da crociera deve essere veramente efficiente dal punto di vista energetico. Lo Swift Trawler 47 ha già superato le eccezionali prestazioni dei modelli precedenti e il suo consumo di carburante è molto ragionevole: il suo serbatoio, infatti, ha ora una capacità di 1920 litri e il serbatoio dell'acqua contiene fino a 680 litri.

Oltre che efficiente, è anche una barca sicura: Swift Trawler 47, grazie al suo aspetto robusto, ispira una sensazione d’incredibile protezione, confermata a bordo da un piano di coperta aperto, con ampie passerelle, diversi corrimano e un più facile accesso alla barca. Il risultato è che i passeggeri si sentono a proprio agio sia durante le manovre in corso che all'ancora.

 

FACILE E DIVERTENTE DA GUIDARE

Nella timoneria del nuovo Swift Trawler 47 il conducente ha un'eccezionale visibilità dal sedile centrale, che può comodamente ospitare due persone. La console è fornita di due display di navigazione insieme a una telecamera a poppa, per facilitare le manovre. Disponibile dagli schermi o da un tablet collegato, Ship Control consente di accedere in modo semplice e centralizzatoa molte delle operazioni dell'imbarcazione. Già facilmente manovrabile con i suoi due motori, può essere equipaggiato anche con un joystick - sul flydeck, nella timoneria o nel pozzetto - che rende le manovre un gioco da ragazzi.

Da quando è stato lanciato da Beneteau nel 2004, Swift Trawler 47 ha ispirato molte crociere a lunga distanza. Il nuovo arrivato non solo è un modello geniale, elegante e incredibilmente sicuro, ma continua anche la serie di yacht destinati all'avventura marittima e alla socializzazione a bordo. Siamo sicuri che alla vista del nuovo Swift Trawler 47, gli amanti della barca e i nuovi viaggiatori in cerca del loro modello ideale saranno tentati dall’idea fuggire da tutto per andare alla scoperta con questo yacht dall'eleganza unica.

 

SPECIFICHE GENERALI PROVVISORIE

Lunghezza totale (con piattaforma da bagno a poppa + ancora di prua)

14,74 m

48’4’’

Lunghezza scafo

12,77 m

41’11’’

ALBERGO

4,5 m

14’9’’

Fascio di scafo

4,42 m

14’6’’

Spostamento luce (EC)

19 617 kg

43 236 libbre

Tiraggio aria

5,79 m

18’12’’

Pescaggio (elica inclusa)

1,15 m

3’10’’

Serbatoio carburante

1 930 L

510 US Gal

Serbatoio acqua

640 L

169 US Gal

Serbatoio acqua nera

175 L

46 US Gal

Serbatoio acque grigie opzionale

320 L

320 L

Potenza massima del motore

2 x 425 CV

2 x 425 CV

 

ARCHITETTI / DESIGNER

Architetto navale: Progettazione delle POTENZE BENETEAU: ANDREANI DESIGN 

CERTIFICATO CE (PROVVISORIO)

Categoria B - 14 persone 

Categoria C - 16 persone

www.beneteau.fr

 

Ufficio Stampa Beneteau

Manuela Caminada

 

 

CINA, INDAGINE: LIFESTYLE ITALIANO, ILLUSTRE SCONOSCIUTO 7 SU 10 NELLA CLASSE MEDIO-ALTA DELLE METROPOLI CINESI NON CONOSCONO

 

 

È la Ferrari (18%) il prodotto/brand di gran lunga più conosciuto dall’upper-class cinese, seguito da pasta (10%), Gucci (9%), Barolo e Fiat al 5% e Armani al 4%. Ma quasi 7 intervistati delle metropoli cinesi non sono in grado di citare alcun simbolo del made in Italy tra cibo, vino, moda, arredo e auto. Lo rivela un estratto dell’indagine dell’Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies sul posizionamento del made in Italy in Cina condotta lo scorso giugno da Nomisma Wine Monitor su un campione di 2.000 cittadini dal reddito medio-alto residenti a Pechino, Shanghai, Canton e Hong Kong. 

 

Un gap di conoscenza – secondo l’indagine Percezione e posizionamento del made in Italy in Cina– cui fanno da contraltare le intenzioni di acquisto dichiarate dai consumatori, che prevedono un aumento della spesa nei prossimi 2-3 anni di prodotti italiani in particolare per cibo, vino e moda. In generale la curiosità verso ‘nuovi prodotti italiani a oggi non disponibili’ è alta, soprattutto per il cibo (51%) e la moda (45%), seguiti da vino e arredo (29%) e l’auto (17%). Tra i brand più ambiti, l’unico marchio che si distingue in doppia cifra è ancora quello del cavallino di Maranello (24%) in un panel di risposte in cui emerge tutta la non conoscenza dei merchi del Belpaese.

 

“La missione in Cina del ministro Di Maio di questi giorni – ha detto la Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta – riporta l’attenzione sulla necessità di ancorare la promozione e la conoscenza del made in Italy su fatti concreti e non su annunci fine a se stessi. Il peso dell’Italia sul totale delle importazioni cinesi è ancora minimo: con un valore di 18 miliardi di euro, il made in Italy vale infatti solo l’1% del totale delle importazioni cinesi e occupa il 22° posto nella classifica dei Paesi fornitori. Una quota di mercato che si abbassa ancora di più se si considera il solo import agroalimentare, allo 0,5%, che riesce a far sembrare gigantesca pure la nanoshare del nostro mercato vinicolo, attorno al 6%. C’è spazio e c’è voglia di made in Italy – ha concluso –, i consumatori sono curiosi, ma per tradurre questo gap in potenziale dobbiamo imparare a raccontarci a partire dal prodotto”. 

 

Nell’analisi sulla perception tra Italia, Giappone, Usa e Francia, l’aggettivo/immagine riservato al Belpaese è quello della passione, mentre il Giappone si distingue per cultura/tradizione, qualità, salute/benessere e risparmio. In generale l’affermazione dell’unicità dello charme francese è evidente e si evidenzia nell’estetica/bellezza, stile/eleganza e status symbol/lusso. Agli Stati Uniti viene associata l’immagine di creatività e dell’innovazione. 

 

 

Somministrazione Questionario: metodo CAWI (Computer Assisted Web Interviewing). Numerosità campionaria: 2000 consumatori. Popolazione di riferimento: 18-55 anni residente nelle principali città (Pechino, Shanghai, Canton e Hong Kong) con redditi medio-alti (personal monthly income before tax almeno 6000 RMB). Disegno campionario: campione proporzionale per genere e classe di età in ciascuna città considerata.

Business Strategies è una società fiorentina impegnata in percorsi di sviluppo delle piccole e medie imprese dei settori dell’agroalimentare e del lusso made in Italy sui mercati esteri. Le 500 aziende enologiche assistite da Business Strategies, che rappresentano tutte le regioni italiane, producono complessivamente oltre 100 milioni di bottiglie all’anno e esportano il 70% nei principali mercati stranieri.

 

Marta De Carli (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 393.4554270)

 

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