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CINA, INDAGINE: LIFESTYLE ITALIANO, ILLUSTRE SCONOSCIUTO 7 SU 10 NELLA CLASSE MEDIO-ALTA DELLE METROPOLI CINESI NON CONOSCONO

 

 

È la Ferrari (18%) il prodotto/brand di gran lunga più conosciuto dall’upper-class cinese, seguito da pasta (10%), Gucci (9%), Barolo e Fiat al 5% e Armani al 4%. Ma quasi 7 intervistati delle metropoli cinesi non sono in grado di citare alcun simbolo del made in Italy tra cibo, vino, moda, arredo e auto. Lo rivela un estratto dell’indagine dell’Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies sul posizionamento del made in Italy in Cina condotta lo scorso giugno da Nomisma Wine Monitor su un campione di 2.000 cittadini dal reddito medio-alto residenti a Pechino, Shanghai, Canton e Hong Kong. 

 

Un gap di conoscenza – secondo l’indagine Percezione e posizionamento del made in Italy in Cina– cui fanno da contraltare le intenzioni di acquisto dichiarate dai consumatori, che prevedono un aumento della spesa nei prossimi 2-3 anni di prodotti italiani in particolare per cibo, vino e moda. In generale la curiosità verso ‘nuovi prodotti italiani a oggi non disponibili’ è alta, soprattutto per il cibo (51%) e la moda (45%), seguiti da vino e arredo (29%) e l’auto (17%). Tra i brand più ambiti, l’unico marchio che si distingue in doppia cifra è ancora quello del cavallino di Maranello (24%) in un panel di risposte in cui emerge tutta la non conoscenza dei merchi del Belpaese.

 

“La missione in Cina del ministro Di Maio di questi giorni – ha detto la Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta – riporta l’attenzione sulla necessità di ancorare la promozione e la conoscenza del made in Italy su fatti concreti e non su annunci fine a se stessi. Il peso dell’Italia sul totale delle importazioni cinesi è ancora minimo: con un valore di 18 miliardi di euro, il made in Italy vale infatti solo l’1% del totale delle importazioni cinesi e occupa il 22° posto nella classifica dei Paesi fornitori. Una quota di mercato che si abbassa ancora di più se si considera il solo import agroalimentare, allo 0,5%, che riesce a far sembrare gigantesca pure la nanoshare del nostro mercato vinicolo, attorno al 6%. C’è spazio e c’è voglia di made in Italy – ha concluso –, i consumatori sono curiosi, ma per tradurre questo gap in potenziale dobbiamo imparare a raccontarci a partire dal prodotto”. 

 

Nell’analisi sulla perception tra Italia, Giappone, Usa e Francia, l’aggettivo/immagine riservato al Belpaese è quello della passione, mentre il Giappone si distingue per cultura/tradizione, qualità, salute/benessere e risparmio. In generale l’affermazione dell’unicità dello charme francese è evidente e si evidenzia nell’estetica/bellezza, stile/eleganza e status symbol/lusso. Agli Stati Uniti viene associata l’immagine di creatività e dell’innovazione. 

 

 

Somministrazione Questionario: metodo CAWI (Computer Assisted Web Interviewing). Numerosità campionaria: 2000 consumatori. Popolazione di riferimento: 18-55 anni residente nelle principali città (Pechino, Shanghai, Canton e Hong Kong) con redditi medio-alti (personal monthly income before tax almeno 6000 RMB). Disegno campionario: campione proporzionale per genere e classe di età in ciascuna città considerata.

Business Strategies è una società fiorentina impegnata in percorsi di sviluppo delle piccole e medie imprese dei settori dell’agroalimentare e del lusso made in Italy sui mercati esteri. Le 500 aziende enologiche assistite da Business Strategies, che rappresentano tutte le regioni italiane, producono complessivamente oltre 100 milioni di bottiglie all’anno e esportano il 70% nei principali mercati stranieri.

 

Marta De Carli (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 393.4554270)

 

CINA, E-COMMERCE: AL VIA LA COLLABORAZIONE BUSINESS STRATEGIES – INALCA FOOD & BEVERAGE PER ESPORTARE IL MADE IN ITALY

DAL 13 SETTEMBRE ANCHE LE ECCELLENZE FOOD IN VETRINA SU WECHAT CON “ABSOLUTE ITALY LIFESTYLE”

 

Si allungano gli scaffali della bottega digitale Absolute Italy Lifestyle, la piattaforma e-commerce di agroalimentare Made in Italy per consumatori cinesi promossa su WeChat da Business Strategies e Shanghai Morning Post che oltre al vino completa la propria offerta con le eccellenze della tavola italiana targate Inalca Food & Beverage (IF&B - Gruppo Cremonini), disponibili sulla piattaforma dal 13 settembre. Pasta, sughi, olive, formaggi, succhi e latte sono solo alcuni dei nuovi prodotti inseriti grazie alla collaborazione con l’azienda specializzata nella distribuzione internazionale delle eccellenze agroalimentari italiane. 

 

“Si tratta di una selezione che si aggiunge alla proposta di vini attivata sul negozio online – spiega Silvana Ballotta, ceo di Business Strategies –, da noi curata dopo un attento studio dei consumi per garantire anche prodotti non sempre reperibili sul mercato cinese. Uno strumento di promozione per il nostro Paese con cui si vuole contribuire a colmare il gap di posizionamento del nostro food & wine: l’agroalimentare targato Italia – conclude – si posiziona solo al 28° posto tra i competitor”.

 

Il progetto di e-commerce integrato coprirà inizialmente le città di Shanghai, Hangzhou, Suzhou e Wuxi, per poi allargare la sua distribuzione a livello nazionale, e sarà presentato a Shanghai giovedì 13 settembre alla vigilia del Wine&Dine Festival (14-16 settembre, Shanghai Expo Park), un evento dedicato al cibo e aperto ai consumatori cinesi che potranno per la prima volta assaggiare e acquistare i prodotti in vendita sulla piattaforma. Realizzato nell’ambito della più ampia iniziativa di promozione e valorizzazione Business Strategies-Shanghai Morning Post “Absolute Italy Lifestyle”, il programma di e-commerce concretizza e completa un lavoro di promozione e posizionamento del prodotto made in Italy in Cina iniziato con la Taste Italy! Wine Academy, la prima wine school del vino italiano interamente dedicata ai consumatori cinesi, e poi sbarcato con contenuti e rubriche dedicate sulle pagine e i social dello Shanghai Morning post, il primo media della metropoli cinese.

 

QR code per accedere alla piattaforma Absolute Italy Lifestyle su WeChat: https://goo.gl/eXLBmj

Business Strategies è una società fiorentina impegnata in percorsi di sviluppo delle piccole e medie imprese dei settori dell’agroalimentare e del lusso made in Italy sui mercati esteri. Le 500 aziende enologiche assistite da Business Strategies, che rappresentano tutte le regioni italiane, producono complessivamente oltre 100 milioni di bottiglie all’anno e esportano il 70% nei principali mercati stranieri.

 

Lo Shanghai Morning Post fa parte dello Shanghai United Media Group, un gruppo editoriale fondato nel 2013 attraverso la fusione dei due maggiori gruppi di giornali della città, ovvero il Jiefang Daily Press Group e Wenhui-Xinmin United Press Group, al fine di accelerare la riforma dei media e capitalizzare sulla rapida crescita di Media di Internet. La fusione ha dato vita alla più grande società di media in Cina, di matrice governativa.

 

Marta De Carli (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 393.4554270)

 

FESTA DEL TORRONE DI CREMONA

 

 

 

Il tema dell’edizione 2018 “Il Novecento e Mina”

 

 Martedì 18 Settembre 2018, ore 11.00

nella Sala della Consulta di Palazzo Comunale a Cremona
alla conferenza stampa di presentazione
della Festa del Torrone 2018
che si svolgerà a Cremona

Interverranno:

Gianluca GALIMBERTI, Sindaco di Cremona
Gian Domenico AURICCHIO,
 Presidente della Camera di Commercio di Cremona 
Stefano PELLICIARDI, 
Rappresentante SGP Events

Saranno inoltre presenti per illustrare le iniziative che li vedono protagonisti:

Barbara MANFREDINI, Assessore alla Città vivibile e alla Rigenerazione urbana del Comune di Cremona 
Enrico MANFREDINI, 
Responsabile marketing prodotti di ricorrenza Sperlari
Massimo RIVOLTINI, 
Amministratore Rivoltini Alimentare Dolciaria
Marina GRITTA, 
Responsabile Commerciale Estero della Secondo Vergani S.p.a.

9 giorni di manifestazione, quest’anno dal 17 al 25 novembre, centinaia di eventi tra degustazioni, spettacoli, showcooking, cortei storici, artisti di strada e laboratori aperti a tutti torneranno a colorare le vie di Cremona.


Ufficio stampa:
Studio ESSECI, di Sergio Campagnolo - tel. 049.663499 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

RECENSIONI ON LINE, TRIBUNALE CONDANNA AL CARCERE FALSO RECENSORE

FIPE: " SENTENZA IMPORTANTE PER LA TRASPARENZA DEL WEB"

"Da oggi in avanti scrivere recensioni false non sarà più solo un danno a svantaggio di tanti ristoratori bravi e onesti, ma, finalmente, anche un crimine riconosciuto dalla legge italiana. Tutto il lavoro che come Fipe abbiamo fatto in questi anni in rappresentanza di ristoratori e baristi è stato finalizzato proprio a questo, combattere l'uso distorto e fraudolento delle recensioni.

Siamo particolarmente soddisfatti della sentenza pronunciata oggi dal Tribunale Penale di Lecce che condanna in modo esemplare il proprietario di un'agenzia che vendeva pacchetti di recensioni false. Un risultato che non esitiamo a definire storico a garanzia delle imprese di ristorazione che nella maggior parte dei casi non passano il tempo a danneggiare il lavoro altrui ma che operano con professionalità e qualità al servizio dei clienti e a garanzia della qualità delle informazioni per i consumatori".

Così Aldo Mario Cursano, Vice Presidente Vicario di Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi plaude all'odierna sentenza promulgata dal Tribunale Penale di Lecce contro PromoSalento, in un procedimento che ha visto TripAdvisor costituirsi come parte civile e collaborare attivamente con la magistratura. "Un importante segnale, quello di oggi, a favore della trasparenza e della legalità - prosegue Cursano -, contro chi, sia come singolo che tramite agenzie ad hoc, ricorre a sotterfugi e scorciatoie per ingannare i consumatori e penalizzare i competitor.

Su questo fronte è nostro impegno proseguire e incrementare la collaborazione con TripAdvisor per monitorare in modo ancora più attento le recensioni sul web e potenziare i filtri di ricerca per un servizio al consumatore sempre più puntuale e, soprattutto, trasparente. A tal fine rinnoviamo l’invito alle nostre associazioni e ai nostri imprenditori a ricor rere allo sportello SOS recensioni per segnalare ogni distorsione". 

 

Ufficio Stampa FIPE

Deborah Moleri, 3929020133 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

FALLIMENTO QUI! TICKET

FIPE: “GRANDE PREOCCUPAZIONE PER LA SITUAZIONE, DIFENDEREMO I DIRITTI DEGLI ESERCENTI TRUFFATI. AUSPiCHIAMO CHE LA GARA CONSIP 8 NON RIPERCORRA LE PERICOLOSE STRADE GIA’ PERCORSE”  

 

Alcuni organi di stampa hanno riportato la notizia che il giudice ha negato l’amministrazione controllata alla società distributrice di buoni pasto Qui! Ticket dichiarandone il fallimento. Aldo Cursano, vice Presidente di Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi, ha così commentato: “Se dovesse essere confermata tale notizia, il fallimento di Qui! Ticket non ci sorprende, ma ci preoccupa.

 

Il nostro impegno sarà quello di difendere gli interessi delle migliaia di esercenti di bar e ristoranti vittime di questo fallimento. Imprenditori seri che hanno continuato a fornire i loro servizi per mesi pur non percependo il compenso che la società di buoni pasto avrebbe dovuto riconoscere loro.  Le responsabilità sono certamente della Società oggi fallita, ma anche di un sistema di gara iniquo che Fipe ha da lungo tempo denunciato”.

 

“Per questo – continua Aldo Cursano – siamo preoccupati anche per la nuova gara denominata Consip 8: auspichiamo con forza che su questa gara vengano applicati i dovuti controlli in fase di aggiudicazione per evitare che si ripetano in futuro e a breve la stessa sciagurata situazione che hanno portato al dramma di oggi”.

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Massimo Tafi

ESCE IL MANIFESTO DELLA BOTTEGA ITALIANA

 

Sarà firmato il prossimo 28 ottobre a Golosaria Milano 

Solo a Roma, nel 2017 hanno abbassato le serrande 3.000 negozi di prossimità. Ma il dato negativo è diffuso in tutta Italia, da Genova a Milano, da Ivrea a Senigallia. Le botteghe storiche si stanno estinguendo, così come la tradizione artigiana che ha fatto del made in Italy un modello seguito e imitato in tutto il mondo. E i responsabili, al di là della crisi e delle istituzioni spesso assenti, sono l'e-commerce, un fenomeno in continua crescita, oltreché la grande distribuzione, la “bestia nera” che ha portato drogherie, torrefazioni, mercerie e piccole botteghe artigiane al collasso. 

 

Un grido di allarme rilanciato più volte dai media, ma anche un assunto da cui il Club di Papillon, il movimento di consumatori fondato dal giornalista Paolo Massobrio, ha deciso di ripartire stilando il Manifesto della Bottega Italiana, un decalogo che vuole essere prima di tutto un elemento di sensibilizzazione politica: verso le istituzioni e verso le associazioni di categoria. 

 

I soci o i negozi non sono tutti uguali - spiega Paolo Massobrio - non sono partite iva o numeri, ma storie di altissima professionalità che permettono ai territori di vivere”. Per questo i bottegai, che insieme al Club di Papillon hanno stilato il manifesto, si sentono portatori di un’economia diffusa, che a sua volta valorizza le microeconomie artigianali. “Esattamente il territorio di cui tanto ci si riempie la bocca - prosegue Massobrio - proclamando fantomatici Anni del cibo italiano che non lasciano traccia. Dietro a questi professionisti c’è un pezzo della filiera che parte dai contadini, magari non attrezzati a vendere le proprie eccellenze, c’è un’infinita creatività, c’è una presenza sempre più preziosa all’interno di un Comune che non può essere cancellata dal clic di un e-commerce"

 

Il lavoro, idealmente dedicato al grande scopritore di eccellenze Giorgio Onesti, sarà presentato domenica 28 ottobre a Golosaria Milano, quando saranno chiamati a raccolta i migliori professionisti per firmare dal vivo il decalogo al grido di “Chiudono le botteghe storiche. W le Botteghe!”. 

 

Per leggere il Manifesto clicca qui

 

Federica Borasio 

 

ESTATE, BIRRA E SUGHERO: PIÙ DI UN’ESPERIENZA, UNO STILE DI VITA

La birra restituisce la sensazione di verace genuinità 

Per dare il giusto valore a questa proposta arriva Amorim Cork Italia 

con tre tipologie di tappi dedicati al settore

 

 

Birra e Tappo in sughero sono un binomio sempre più ricercato, un vero e proprio stile di vita che offre, ai consumatori d’oggi particolarmente sensibili alla genuinità, l’occasione di apprezzare un prodotto dal forte potere narrativo. Questa esperienza viene arricchita dal fenomeno attuale della premiumrization, la ricerca delle cose uniche ed esclusive, che porta a scegliere i prodotti migliori per qualità restituita. Nasce da questa panoramica la volontà di Amorim Cork Italia, leader nella produzione di tappi in sughero, di un’offerta Premium per il settore Birra, che oggi punta molto sul packaging valoriale, per esprimere i caratteri distintivi del suo prodotto.

 

Si va oltre un’etichetta accattivante o un investimento pubblicitario di rilievo, la differenza oggi la fa il tappo, disponibile in due varianti: raso e a fungo. Quello a corona, dai più preferito per praticità, rischia di non valorizzare appieno l’impegno che sottostà alla realizzazione di una buona birra. Ecco perché, chi desidera differenziarsi nel pullulare di birrifici odierno, ora punta sul sughero, materiale che richiama valori unici al mondo, la sostenibilità ambientale in primis. L’originalità è la prerogativa di questo legno morbido che restituisce vivida la percezione di genuinità, capace di raccontare una storia ogni giorno diversa: quella del prodotto che racchiude. Il tappo in sughero è oggi il sigillo che offre un plusvalore al vino, al gin, al whisky, alla tequila, ai brandy e, non potrebbe essere altrimenti, alla birra. 

 

Stappare una bottiglia sigillata con il sughero è così un gesto sempre più avanguardistico, grazie alla ricerca di Amorim Cork Italia, che investe nello sviluppo delle più avanzate tecnologie, così da garantire il pieno rispetto organolettico e sensoriale del prodotto.  È il motivo per cui vi sono bottiglie che, nel loro elevare il concetto di poesia e di racconto di birre pregiate e a tiratura limitata, magari invecchiate nelle cantine di Champagne, raccontano esperienze di alta gamma accomunate dall’elemento sughero. Il sigillo che arriva dalla Natura ed è capace di performance esclusive al mondo, un aspetto che permette di generare valore, anche economico, per chi opta per questa chiusura, tra tradizione e futuro. 

Se non bastasse, Amorim Cork Italia sta investendo anche per realizzare un tappatore mobile, pensato per portare  presso gli stabilimenti il professionista della sigillatura della birra che, dotato di apposito macchinario, applichi il tappo a fungo e la gabbietta. Si agevola così chi, come i micro birrifici, sposa l’idea ma non ha la strumentazione o una produzione tale da giustificarne l’acquisto. Un servizio ad alta personalizzazione, che ha la volontà di diffondere la cultura di un packaging adeguato per trasmettere il valore del proprio prodotto.  

 

Dichiara a tal proposito Carlos Veloso dos Santos, a.d. di Amorim Cork Italia: «In un mercato sempre più consapevole ed esigente, informato in merito alle conseguenze delle sue azioni (ad esempio nel valore aggiunto di scegliere un tappo in sughero rispetto ad altri materiali), molti stimoli ci arrivano proprio dal quotidiano, da quella che è la nostra attività capillare in tutta Italia. Un legame che permette ad Amorim Cork Italia non solo di tenere informati i propri clienti, ma anche di anticipare fenomeni importanti, che possono contribuire a uno sviluppo più veloce delle loro attività. Questo per noi è il vero senso di partnership d’eccellenza, questo è il modo in cui lavora Amorim Cork Italia anche nel settore Birre».

 

Il Gruppo Amorim è la prima azienda al mondo nella produzione di tappi in sughero, in grado di coprire da sola il 40% del mercato mondiale di questo comparto, e il 26% del mercato globale di chiusure per vino; conta 22 filiali distribuite nei principali paesi produttori di vino dei cinque continenti. 

 

Amorim Cork Italia, con sede a Conegliano (Treviso), filiale italiana del Gruppo Amorim, si è confermata nel 2017 azienda leader del mercato del Paese. Con i suoi 42 dipendenti e una forza commerciale composta da 35 agenti, nel 2016 ha registrato oltre 561.000.000 di tappi venduti per un fatturato, in crescita, di 57,8 milioni di euro (+12,9% rispetto al 2016). La sua leadership è dovuta ad una solida rete tecnico-commerciale distribuita su tutto il territorio della penisola, ad un efficace servizio di assistenza pre e post vendita ma anche all’avanguardia dei suoi sistemi produttivi e gestionali e soprattutto del suo reparto Ricerca&Sviluppo, al quale si associa una spiccata sensibilità per la tutela dell’ambiente e in particolare per la salvaguardia delle foreste da sughero. Lo sguardo al futuro vede una sempre più solida alleanza tra Tecnologia e Natura, con importanti risultati anche in termini di sostenibilità sociale: con il progetto Etico, Amorim Cork Italia ha infatti portato a compimento il primo circolo virtuoso di tutta la nazione, realizzando una granina per la bioedilizia generata dai tappi usati e raccolti dalle onlus che aderiscono all’iniziativa e ricevono dall’azienda un contributo per i propri progetti. Con l’iniziativa Eticork, invece, ha introdotto un riconoscimento per le aziende vitivinicole che assumono atteggiamenti virtuosi nella loro attività quotidiana. 

 

Amorim Cork Italia S.p.A.

Ufficio Stampa: Carry On

 

FONTE MARGHERITA: DUE GIOVANI IMPRENDITORI SALVANO L’ACQUA DEL PASUBIO

                         

 

FONTE MARGHERITA: DUE GIOVANI IMPRENDITORI SALVANO L’ACQUA DEL PASUBIO

 

Denis Moro fa squadra con Nicola Sartore per sollevare le sorti del più antico impianto d’imbottigliamento veneto. Un progetto che sfida le multinazionali con una produzione esclusivamente in vetro

Fonte Margherita rinasce grazie alla collaborazione di due giovani talenti veneti. L’azienda vicentina, il più antico impianto d’imbottigliamento in Veneto, che fino a poco tempo fa era ad un passo dal fallimento oggi è un’azienda in attivo economico. L’impresa è stata guidata da Denis Moro, classe 1985, che nel 2017 ha acquisito lo stabilimento di Valli del Pasubio (Vicenza), a cui si è unito ora anche Nicola Sartore, classe 1978, per rilanciare l’azienda e per farle fare il salto di qualità nel campo delle operations. “Quando sono arrivato – afferma Moro – l'azienda veniva da oltre dieci anni di bilanci in rosso. È stato subito messo in atto un piano di rilancio che ha permesso di salvaguardare il patrimonio aziendale a quindici posti di lavoro già tre mesi dopo l’acquisizione. Una volta raggiunto questo equilibrio, ho deciso che volevo far crescere l’azienda e portare al suo interno nuove competenze. Il 2018 è partito con una nuova spinta grazie ad un ulteriore ampliamento dell’organico e alla creazione di un nuovo reparto, le operations. Con l’esperienza di Nicola le nostre forze sono concentrate nel ridisegnare i processi interni e portare assieme Fonte Margherita ad un altro livello”.

Fonte Margherita nasce ai piedi delle Piccole Dolomiti, a Valli del Pasubio in provincia di Vicenza. Il suo è il più antico impianto di imbottigliamento del Veneto, le proprietà delle sue acque sono conosciute già dal 1845. Nel febbraio del 2017 viene acquisita da Denis Moro, giovane imprenditore dell’alto vicentino, che è alla ricerca di un nuovo progetto. Moro ha alle spalle un’esperienza decennale nel mondo della finanza che lo ha portato a vivere in sette paesi e a fondare una banca d'affari, Sky Island, che si occupa di operazioni di salvataggio di aziende in difficoltà. Oggi Denis è affiancato da Nicola Sartore che ha portato in Fonte Margherita le competenze industriali di Sariv, azienda metalmeccanica del padovano che guida e ha ridisegnato dal 2008 portandola da essere un’azienda familiare a caso studio per la digitalizzazione industriale ed Industry 4.0. I due giovani imprenditori si pongono la missione di salvaguardare il patrimonio storico locale: le acque delle Piccole Dolomiti, tra le migliori d'Italia.

“Le direttrici di sviluppo – prosegue Moro - si sono basate su sostenibilità, innovazione di prodotto e creazione di una nuova immagine del marchio. Oggi la produzione ammonta a 13 milioni di bottiglie. Senza doverci adeguare alle logiche competitive delle multinazionali, vogliamo prenderci l’impegno di sensibilizzare ed educare i consumatori”. 
La differenza sostanziale che contrappone Fonte Margherita alla concorrenza è proprio questa. L’imbottigliamento avviene direttamente alla fonte: entrambi gli stabilimenti sono in montagna, a Valli del Pasubio e nel cuore delle Piccole Dolomiti. Ne consegue la rinuncia alla creazione di aree industrializzate per l’estrazione, a discapito di tutti i vantaggi che comporta nella produzione, ma anche la rinuncia alla plastica. Fonte Margherita rimane l’unico stabilimento in Veneto, e tra i pochi in Italia, a produrre esclusivamente in vetro.

Fonte Margherita
Fonte Margherita nasce ai piedi delle Piccole Dolomiti, il suo è il più antico impianto di imbottigliamento del Veneto, le proprietà delle sue acque sono infatti conosciute dal 1845. L'azienda è formata da due storici stabilimenti: Fonte Margherita (1845) e Sorgente Alba (1971). Nel febbraio del 2017 viene acquisita da Denis Moro, giovane imprenditore dell’alto vicentino, raggiunto l’anno successivo da Nicola Sartore, Ceo dell’azienda metalmeccanica padovana Sariv. Oggi le sorgenti a cui ogni stabilimento attinge sono tre: Camonda e Alba che imbottigliano le diverse acque Fonte Margherita, Alba e Azzurra, insieme alla sorgente Bolfe Giotti, non ancora commercializzata, per un totale di 13 milioni di bottigli

Giada Azzolin
371 1135535
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