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Notizie

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FALLIMENTO QUI! TICKET

FIPE: “GRANDE PREOCCUPAZIONE PER LA SITUAZIONE, DIFENDEREMO I DIRITTI DEGLI ESERCENTI TRUFFATI. AUSPiCHIAMO CHE LA GARA CONSIP 8 NON RIPERCORRA LE PERICOLOSE STRADE GIA’ PERCORSE”  

 

Alcuni organi di stampa hanno riportato la notizia che il giudice ha negato l’amministrazione controllata alla società distributrice di buoni pasto Qui! Ticket dichiarandone il fallimento. Aldo Cursano, vice Presidente di Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi, ha così commentato: “Se dovesse essere confermata tale notizia, il fallimento di Qui! Ticket non ci sorprende, ma ci preoccupa.

 

Il nostro impegno sarà quello di difendere gli interessi delle migliaia di esercenti di bar e ristoranti vittime di questo fallimento. Imprenditori seri che hanno continuato a fornire i loro servizi per mesi pur non percependo il compenso che la società di buoni pasto avrebbe dovuto riconoscere loro.  Le responsabilità sono certamente della Società oggi fallita, ma anche di un sistema di gara iniquo che Fipe ha da lungo tempo denunciato”.

 

“Per questo – continua Aldo Cursano – siamo preoccupati anche per la nuova gara denominata Consip 8: auspichiamo con forza che su questa gara vengano applicati i dovuti controlli in fase di aggiudicazione per evitare che si ripetano in futuro e a breve la stessa sciagurata situazione che hanno portato al dramma di oggi”.

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Massimo Tafi

ESCE IL MANIFESTO DELLA BOTTEGA ITALIANA

 

Sarà firmato il prossimo 28 ottobre a Golosaria Milano 

Solo a Roma, nel 2017 hanno abbassato le serrande 3.000 negozi di prossimità. Ma il dato negativo è diffuso in tutta Italia, da Genova a Milano, da Ivrea a Senigallia. Le botteghe storiche si stanno estinguendo, così come la tradizione artigiana che ha fatto del made in Italy un modello seguito e imitato in tutto il mondo. E i responsabili, al di là della crisi e delle istituzioni spesso assenti, sono l'e-commerce, un fenomeno in continua crescita, oltreché la grande distribuzione, la “bestia nera” che ha portato drogherie, torrefazioni, mercerie e piccole botteghe artigiane al collasso. 

 

Un grido di allarme rilanciato più volte dai media, ma anche un assunto da cui il Club di Papillon, il movimento di consumatori fondato dal giornalista Paolo Massobrio, ha deciso di ripartire stilando il Manifesto della Bottega Italiana, un decalogo che vuole essere prima di tutto un elemento di sensibilizzazione politica: verso le istituzioni e verso le associazioni di categoria. 

 

I soci o i negozi non sono tutti uguali - spiega Paolo Massobrio - non sono partite iva o numeri, ma storie di altissima professionalità che permettono ai territori di vivere”. Per questo i bottegai, che insieme al Club di Papillon hanno stilato il manifesto, si sentono portatori di un’economia diffusa, che a sua volta valorizza le microeconomie artigianali. “Esattamente il territorio di cui tanto ci si riempie la bocca - prosegue Massobrio - proclamando fantomatici Anni del cibo italiano che non lasciano traccia. Dietro a questi professionisti c’è un pezzo della filiera che parte dai contadini, magari non attrezzati a vendere le proprie eccellenze, c’è un’infinita creatività, c’è una presenza sempre più preziosa all’interno di un Comune che non può essere cancellata dal clic di un e-commerce"

 

Il lavoro, idealmente dedicato al grande scopritore di eccellenze Giorgio Onesti, sarà presentato domenica 28 ottobre a Golosaria Milano, quando saranno chiamati a raccolta i migliori professionisti per firmare dal vivo il decalogo al grido di “Chiudono le botteghe storiche. W le Botteghe!”. 

 

Per leggere il Manifesto clicca qui

 

Federica Borasio 

 

ESTATE, BIRRA E SUGHERO: PIÙ DI UN’ESPERIENZA, UNO STILE DI VITA

La birra restituisce la sensazione di verace genuinità 

Per dare il giusto valore a questa proposta arriva Amorim Cork Italia 

con tre tipologie di tappi dedicati al settore

 

 

Birra e Tappo in sughero sono un binomio sempre più ricercato, un vero e proprio stile di vita che offre, ai consumatori d’oggi particolarmente sensibili alla genuinità, l’occasione di apprezzare un prodotto dal forte potere narrativo. Questa esperienza viene arricchita dal fenomeno attuale della premiumrization, la ricerca delle cose uniche ed esclusive, che porta a scegliere i prodotti migliori per qualità restituita. Nasce da questa panoramica la volontà di Amorim Cork Italia, leader nella produzione di tappi in sughero, di un’offerta Premium per il settore Birra, che oggi punta molto sul packaging valoriale, per esprimere i caratteri distintivi del suo prodotto.

 

Si va oltre un’etichetta accattivante o un investimento pubblicitario di rilievo, la differenza oggi la fa il tappo, disponibile in due varianti: raso e a fungo. Quello a corona, dai più preferito per praticità, rischia di non valorizzare appieno l’impegno che sottostà alla realizzazione di una buona birra. Ecco perché, chi desidera differenziarsi nel pullulare di birrifici odierno, ora punta sul sughero, materiale che richiama valori unici al mondo, la sostenibilità ambientale in primis. L’originalità è la prerogativa di questo legno morbido che restituisce vivida la percezione di genuinità, capace di raccontare una storia ogni giorno diversa: quella del prodotto che racchiude. Il tappo in sughero è oggi il sigillo che offre un plusvalore al vino, al gin, al whisky, alla tequila, ai brandy e, non potrebbe essere altrimenti, alla birra. 

 

Stappare una bottiglia sigillata con il sughero è così un gesto sempre più avanguardistico, grazie alla ricerca di Amorim Cork Italia, che investe nello sviluppo delle più avanzate tecnologie, così da garantire il pieno rispetto organolettico e sensoriale del prodotto.  È il motivo per cui vi sono bottiglie che, nel loro elevare il concetto di poesia e di racconto di birre pregiate e a tiratura limitata, magari invecchiate nelle cantine di Champagne, raccontano esperienze di alta gamma accomunate dall’elemento sughero. Il sigillo che arriva dalla Natura ed è capace di performance esclusive al mondo, un aspetto che permette di generare valore, anche economico, per chi opta per questa chiusura, tra tradizione e futuro. 

Se non bastasse, Amorim Cork Italia sta investendo anche per realizzare un tappatore mobile, pensato per portare  presso gli stabilimenti il professionista della sigillatura della birra che, dotato di apposito macchinario, applichi il tappo a fungo e la gabbietta. Si agevola così chi, come i micro birrifici, sposa l’idea ma non ha la strumentazione o una produzione tale da giustificarne l’acquisto. Un servizio ad alta personalizzazione, che ha la volontà di diffondere la cultura di un packaging adeguato per trasmettere il valore del proprio prodotto.  

 

Dichiara a tal proposito Carlos Veloso dos Santos, a.d. di Amorim Cork Italia: «In un mercato sempre più consapevole ed esigente, informato in merito alle conseguenze delle sue azioni (ad esempio nel valore aggiunto di scegliere un tappo in sughero rispetto ad altri materiali), molti stimoli ci arrivano proprio dal quotidiano, da quella che è la nostra attività capillare in tutta Italia. Un legame che permette ad Amorim Cork Italia non solo di tenere informati i propri clienti, ma anche di anticipare fenomeni importanti, che possono contribuire a uno sviluppo più veloce delle loro attività. Questo per noi è il vero senso di partnership d’eccellenza, questo è il modo in cui lavora Amorim Cork Italia anche nel settore Birre».

 

Il Gruppo Amorim è la prima azienda al mondo nella produzione di tappi in sughero, in grado di coprire da sola il 40% del mercato mondiale di questo comparto, e il 26% del mercato globale di chiusure per vino; conta 22 filiali distribuite nei principali paesi produttori di vino dei cinque continenti. 

 

Amorim Cork Italia, con sede a Conegliano (Treviso), filiale italiana del Gruppo Amorim, si è confermata nel 2017 azienda leader del mercato del Paese. Con i suoi 42 dipendenti e una forza commerciale composta da 35 agenti, nel 2016 ha registrato oltre 561.000.000 di tappi venduti per un fatturato, in crescita, di 57,8 milioni di euro (+12,9% rispetto al 2016). La sua leadership è dovuta ad una solida rete tecnico-commerciale distribuita su tutto il territorio della penisola, ad un efficace servizio di assistenza pre e post vendita ma anche all’avanguardia dei suoi sistemi produttivi e gestionali e soprattutto del suo reparto Ricerca&Sviluppo, al quale si associa una spiccata sensibilità per la tutela dell’ambiente e in particolare per la salvaguardia delle foreste da sughero. Lo sguardo al futuro vede una sempre più solida alleanza tra Tecnologia e Natura, con importanti risultati anche in termini di sostenibilità sociale: con il progetto Etico, Amorim Cork Italia ha infatti portato a compimento il primo circolo virtuoso di tutta la nazione, realizzando una granina per la bioedilizia generata dai tappi usati e raccolti dalle onlus che aderiscono all’iniziativa e ricevono dall’azienda un contributo per i propri progetti. Con l’iniziativa Eticork, invece, ha introdotto un riconoscimento per le aziende vitivinicole che assumono atteggiamenti virtuosi nella loro attività quotidiana. 

 

Amorim Cork Italia S.p.A.

Ufficio Stampa: Carry On

 

FONTE MARGHERITA: DUE GIOVANI IMPRENDITORI SALVANO L’ACQUA DEL PASUBIO

                         

 

FONTE MARGHERITA: DUE GIOVANI IMPRENDITORI SALVANO L’ACQUA DEL PASUBIO

 

Denis Moro fa squadra con Nicola Sartore per sollevare le sorti del più antico impianto d’imbottigliamento veneto. Un progetto che sfida le multinazionali con una produzione esclusivamente in vetro

Fonte Margherita rinasce grazie alla collaborazione di due giovani talenti veneti. L’azienda vicentina, il più antico impianto d’imbottigliamento in Veneto, che fino a poco tempo fa era ad un passo dal fallimento oggi è un’azienda in attivo economico. L’impresa è stata guidata da Denis Moro, classe 1985, che nel 2017 ha acquisito lo stabilimento di Valli del Pasubio (Vicenza), a cui si è unito ora anche Nicola Sartore, classe 1978, per rilanciare l’azienda e per farle fare il salto di qualità nel campo delle operations. “Quando sono arrivato – afferma Moro – l'azienda veniva da oltre dieci anni di bilanci in rosso. È stato subito messo in atto un piano di rilancio che ha permesso di salvaguardare il patrimonio aziendale a quindici posti di lavoro già tre mesi dopo l’acquisizione. Una volta raggiunto questo equilibrio, ho deciso che volevo far crescere l’azienda e portare al suo interno nuove competenze. Il 2018 è partito con una nuova spinta grazie ad un ulteriore ampliamento dell’organico e alla creazione di un nuovo reparto, le operations. Con l’esperienza di Nicola le nostre forze sono concentrate nel ridisegnare i processi interni e portare assieme Fonte Margherita ad un altro livello”.

Fonte Margherita nasce ai piedi delle Piccole Dolomiti, a Valli del Pasubio in provincia di Vicenza. Il suo è il più antico impianto di imbottigliamento del Veneto, le proprietà delle sue acque sono conosciute già dal 1845. Nel febbraio del 2017 viene acquisita da Denis Moro, giovane imprenditore dell’alto vicentino, che è alla ricerca di un nuovo progetto. Moro ha alle spalle un’esperienza decennale nel mondo della finanza che lo ha portato a vivere in sette paesi e a fondare una banca d'affari, Sky Island, che si occupa di operazioni di salvataggio di aziende in difficoltà. Oggi Denis è affiancato da Nicola Sartore che ha portato in Fonte Margherita le competenze industriali di Sariv, azienda metalmeccanica del padovano che guida e ha ridisegnato dal 2008 portandola da essere un’azienda familiare a caso studio per la digitalizzazione industriale ed Industry 4.0. I due giovani imprenditori si pongono la missione di salvaguardare il patrimonio storico locale: le acque delle Piccole Dolomiti, tra le migliori d'Italia.

“Le direttrici di sviluppo – prosegue Moro - si sono basate su sostenibilità, innovazione di prodotto e creazione di una nuova immagine del marchio. Oggi la produzione ammonta a 13 milioni di bottiglie. Senza doverci adeguare alle logiche competitive delle multinazionali, vogliamo prenderci l’impegno di sensibilizzare ed educare i consumatori”. 
La differenza sostanziale che contrappone Fonte Margherita alla concorrenza è proprio questa. L’imbottigliamento avviene direttamente alla fonte: entrambi gli stabilimenti sono in montagna, a Valli del Pasubio e nel cuore delle Piccole Dolomiti. Ne consegue la rinuncia alla creazione di aree industrializzate per l’estrazione, a discapito di tutti i vantaggi che comporta nella produzione, ma anche la rinuncia alla plastica. Fonte Margherita rimane l’unico stabilimento in Veneto, e tra i pochi in Italia, a produrre esclusivamente in vetro.

Fonte Margherita
Fonte Margherita nasce ai piedi delle Piccole Dolomiti, il suo è il più antico impianto di imbottigliamento del Veneto, le proprietà delle sue acque sono infatti conosciute dal 1845. L'azienda è formata da due storici stabilimenti: Fonte Margherita (1845) e Sorgente Alba (1971). Nel febbraio del 2017 viene acquisita da Denis Moro, giovane imprenditore dell’alto vicentino, raggiunto l’anno successivo da Nicola Sartore, Ceo dell’azienda metalmeccanica padovana Sariv. Oggi le sorgenti a cui ogni stabilimento attinge sono tre: Camonda e Alba che imbottigliano le diverse acque Fonte Margherita, Alba e Azzurra, insieme alla sorgente Bolfe Giotti, non ancora commercializzata, per un totale di 13 milioni di bottigli

Giada Azzolin
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GOPPION CAFFÈ FA SCUOLA IN CAFFETTERIA

La torrefazione trevigiana va in caffetteria per fare formazione agli appassionati di caffè: dalla botanica alle differenze tra Robusta ed Arabica, dalla moka perfetta a V60 e French Press. Le prime tre date a luglio

Goppion Caffè fa scuola in caffetteria e presenta i primi incontri per appassionati di caffè. I consumatori più curiosi potranno quindi fare esperienza di un piccolo percorso formativo che parte dalla botanica per arrivare al caffè con la moka perfetta, con approfondimenti e degustazioni per capire la differenza tra Robusta ed Arabica fino alle estrazioni alternative con i sistemi a filtro V60 e French Press. Le prime tre datesono in programma a luglio nelle Caffetterie Goppion di Padova (venerdì 20 luglio 2018) e Castelfranco (martedì 17 luglio 2018) e alla storica Pasticceria Dalla Torre di Treviso (mercoledì 18 luglio 2018). Per l’autunno arriveranno nuove date. Gli incontri della “Scuola di Caffè” Goppion in caffetteria sono gratuiti e aperti al pubblico previa iscrizione. 

 

Con i corsi in caffetteria l’azienda trevigiana che, quest’anno, festeggia i 70 anni, sceglie oggi di rivolgersi a tutti coloro che amano il caffè senza viverlo come professione. Goppion Caffè infatti da oltre quindici anni propone già momenti di formazione a baristi e professionisti del settore. Ora è il momento di un pubblico di appassionati. “In Italia il caffè è tradizione – spiega Paola Goppion - ma non sono diffuse una cultura e una conoscenza del caffè di qualità. Riconoscere un buon caffè, saperlo fare a casa, intendere le differenze tra le miscele aiutano il consumatore a capire che una tazzina non è una semplice tazzina, è una storia che arriva da lontano e che non è sempre uguale. Imparare a conoscere il caffè aiuta a capire il piacere di un prodotto fatto bene, quello che lascia un retrogusto piacevole”. Ad accompagnare gli iscritti al corso in questo percorso formativo Goppion Caffè mette in campo Denis Dzekulic, trainer certificato del mondo del caffè, che si occupa di formazione e qualità per i baristi, sia in caso di nuove aperture che di clienti già acquisiti. Sia in Italia che all’estero. 

 

Per il mondo dei professionisti invece nel 2017 l’azienda ha dato vita a Goppion Scuola di caffè, una serie di corsi per specializzare il barista a diversi livelli, anche certificati. Il programma offre 14 incontri in azienda e in sedi distaccate ad Udine e Padova, pensati per professionisti suddivisi tra livello teorico e pratico, tra base e avanzato. Dalle regole semplici per fare un buon caffè al Cup Tasting, esperienza nel mondo del gusto per formare il palato da intenditore. 
Per maggiori informazioni contattare direttamente le Caffetterie oppure l’Azienda (allo 0422 490921).
 


Goppion Caffè | Oggi l’azienda occupa 35 dipendenti. Il fatturato 2017 è di 11,5 milioni di euro, la quantità di caffè lavorato circa 1 milione e 200mila kg. L’ 81% delle vendite è sviluppato dal mercato Italia e di questo il 60% è rappresentato dal canale Ho.Re.Ca., il rimanente 40% nella Gdo. Le esportazioni rappresentano il restante 19% del fatturato totale aziendale, in rapida ascesa.
Esportano nei seguenti paesi: Iran, Dubai, Taiwan, Singapore, Polonia, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Slovacchia, Russia, Bulgaria, Bielorussia, Lituania, Lettonia, Paesi Bassi, Ucraina, Belgio, Lussemburgo, Francia, Slovenia, Croazia, Bosnia, Grecia, Turchia, Egitto, Georgia.
Dal 2016 Goppion è certificata FSSC 22000, uno schema di certificazione rivolto ad organizzazioni produttrici di alimenti con l’obiettivo di armonizzare i requisiti di certificazione ed i metodi e i sistemi di sicurezza alimentare nella filiera, a garanzia del consumatore finale.
Dal 1997 fa parte di CSC®, Caffè speciali Certificati, un Consorzio nato dall’impegno di dieci Torrefattori italiani ricercatori della qualità all’origine, del caffè di piantagione con le quali ha un rapporto diretto.
Dal 1997 produce caffè biologico a proprio marchio un caffè speciale (NATIVO) certificato da Fairtrade e da CCPB. Goppion è tra i fondatori del Consorzio di Tutela del Caffè Espresso Italiano Tradizionale, candidato al riconoscimento da parte di Unesco come bene immateriale dell’Umanità.

 


Claudia Zigliotto
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Food & Wine Tourism Forum

 

Ricerche, dati, case history, didattica, tavole rotonde, promozione digitale sui social

Turismo ed enogastronomia, insieme per crescere.

Google, TripAdvisor, Future Brand e The Fork tra i partecipanti.

21 giugno 2018, Grinzane Cavour (CN) 

Nell’Anno del Cibo Italiano, nasce “Food & Wine Tourism Forum”, in programma il 21 giugno 2018 dalle ore 9:30 alle 18, nella cornice del Castello di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, Patrimonio Mondiale UNESCO.

L’evento fa parte del progetto ÀMPELO (Programma Interreg ALCOTRA 2014-2020) e si pone come momento di formazione e riflessione sulle sfide che il turismo enogastronomico deve affrontare, tra valorizzazione e sostenibilità, tra tecnologia e tradizione. Il Forum vuole essere un percorso di stimoli, studio e confronti con l’obiettivo di legare maggiormente il mondo dell’enogastronomia e quello del turismo, perché solo uniti si può crescere.

Un appuntamento importante che vede la collaborazione e la partecipazione di ENIT, MIBACTe Direzione Generale per la promozione del Sistema Paese del MAECI Regione Piemonte.

Google, TripAdvisor, Future Brand e The Fork, sono alcuni dei partecipanti ai panel di discussione. Più di 30 speaker che si alterneranno nelle sale tra momenti didattici e di confronto passando da temi pratici, come la promozione digitale sui social media, a dibattiti più strategici in cui le Regioni italiane e alcune destinazioni estere racconteranno le loro esperienze.

Ricerche, dati, case history, didattica e tavole rotonde: un ricco programma, sviluppato in parallelo su tre sale, di cui una interamente dedicata alla formazione con esperti che terranno laboratori su specifici temi di comunicazione digitale (Facebook, Instagram, YouTube e Twitter) o sulla comunicazione digitale in specifici mercati (Russia).

Il turismo enogastronomico è in grande crescita in tutto il mondo. In Italia, con oltre 110 milioni di presenze, ha raddoppiato in un anno il suo peso. Una ricerca di Isnart-Unioncamere, che sarà presentata nel dettaglio durante il Food & Wine Tourism Forum, ha stimato un impatto economico di oltre 12 miliardi (pari al 15,1% del totale turismo) per quanto riguarda le spese legate all’agroalimentare da parte dei turisti che fanno vacanze in Italia. Il 43% delle presenze riguarda il turismo italiano (con 47 milioni), mentre il 57% è costituito da turismo internazionale (con 63 milioni di presenze).

Siamo la prima meta al mondo per turismo enogastronomico (fonte: Food Travel Association) e il primo Paese europeo per numero di prodotti DOP e IGP.

L’indice di soddisfazione dei nostri ristoranti è ottima: attraverso l’analisi delle recensioni online il sentiment positivo è del 82,5% per gli italiani e sale al 85,3% per gli stranieri (Ricerca ENIT – ONT – Travel Appeal “RISTORANTI d’ITALIA” novembre 2017).

L’Italia è la destinazione che più di altre viene associata al cibo.

Nella ricerca ENIT-Ipsos (Be-Italy, indagine su percezione e immagine dell’Italia in 18 Paesi stranieri ENIT-Ipsos), alla domanda “Quale di questi aspetti associa principalmente all’Italia?” la “Cucina” con il 23% è al primo posto e supera “Monumenti e Moda”, entrambi al 16%. Tuttavia, se si considerano solo i ceti elevati, “Cibo e Vino” diventano addirittura la prima motivazione di viaggio. All’ulteriore domanda “perché farebbe un viaggio in Italia?”, “Cibo e Vino” risultano la terza motivazione, subito dopo “Città” e “Opere d’arte/Monumenti” per il totale dei turisti.

Nonostante questo quadro positivo molto può essere ancora fatto: costruzione di strategie specifiche e di un maggior numero di prodotti turistici; notorietà delle nostre eccellenze; promozione anche digitale; creazione di itinerari; collaborazione tra diversi settori e nell’innovazione tecnologica.

L’organizzazione del “Food & Wine Tourism Forum” è a cura dell’Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero con Enoteca regionale Piemontese Cavour. La direzione scientifica è di Roberta Milano.

L’evento è gratuito e aperto al pubblico, ma è necessario accreditarsi online.

Per iscrizioni e informazioni (programma provvisorio online dal 7 giugno 2018) www.foodwinetourismforum.it

#FoodWineTF18

 

Daniela Di Giovanni

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VINO. ACCORDO UE–MERCOSUR, UIV:  ELIMINARE DAZI E PROTEGGERE INDICAZIONI GEOGRAFICHE ITALIANE

 

Ernesto Abbona (presidente UIV) scrive ai Commissari Europei ponendo all’attenzione alcune questioni prioritarie per il vino italiano

 

“Il Mercosur rappresenta una priorità per le aziende vinicole italiane, in particolare il Brasile, uno dei mercati cosiddetti “emergenti” più dinamico e promettente in chiave di potenziale aumento di consumi pro capite di vino. In questa fase strategica dei negoziati UE–Mercosur riteniamo indispensabile che, mediante l’approvazione dell’accordo, l’Unione Europea risolva alcune questioni prioritarie per il settore del vitivinicolo, peraltro già rappresentate ai servizi della Commissione Europea dal Comité Vins, alla quale UIV aderisce. Chiediamo in particolare un’eliminazione completa dei dazi sul vino fin dall’entrata in vigore del trattato, dando priorità ai vini maggiormente esportati nei Paesi Mercosur, i vini imbottigliati e vini spumanti, che attualmente rappresentano oltre il 90%, in volume e in valore, dei vini importati dal Brasile. Dagli sviluppi degli ultimi cicli di negoziati abbiamo appreso che le proposte di concessioni in materia tariffaria per il settore del vino sono estremamente penalizzanti, in quanto il Mercosur propone un’eliminazione delle barriere tariffarie dopo 15 anni dall’entrata in vigore dell’accordo. Tale proposta è per noi inaccettabile, perché il vino italiano non trarrebbe alcun beneficio a breve e medio termine dalla conclusione dell’accordo e i vini argentini e cileni continuerebbero a rafforzare le loro quote di mercato in Brasile”.

 

In vista dell’imminente e decisivo ciclo di negoziati dell’accordo di libero scambio Unione Europea–Mercosur, che avrà luogo dal 4 all’8 giugno 2018, Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini, ha indirizzato una lettera ai Commissari Europei al Commercio Malmstrom e all’Agricoltura Hogan, al fine di reiterare alcune strategiche priorità per il settore vitivinicolo italiano.

 

Oltre alla questione dei dazi, il Presidente UIV richiama l’attenzione dei negoziatori europei anche su un altro tema chiava: la protezione dei nomi delle indicazioni geografiche italiane, con una particolare attenzione alla tutela del nome Prosecco.

 

“La possibilità dei produttori brasiliani e argentini di utilizzare il nome Prosecco è suscettibile di avere un impatto estremamente penalizzante nell’area Mercosur e altrove. Per questo UIV chiede con forza il massimo impegno nella difesa del nome Prosecco nell’ambito del prossimo round con il Mercosur e che ogni strategia sia messa in campo per trovare una soluzione che assicuri la sua protezione, al fine di evitare una escalation di azioni volte a usurpare e utilizzare il nome della DO italiana in Brasile e Argentina che causerebbe un ingente danno economico e di immagine ai produttori italiani in quei Paesi e in altri mercati internazionali. Alla luce di tali considerazioni – conclude Ernesto Abbona  Unione Italiana Vini chiede ai Commissari che il prossimo round sia risolutivo di queste problematiche che, se non sciolte, renderebbero difficile per il vino italiano sostenere l’accordo e difenderne i risultati”. 

 

 

Federico Fusca

Press Office

 

“CORTINA TRA LE RIGHE”, QUARTA EDIZIONE 10-14 LUGLIO 2018

 

 

Giornalisti, hacker e informazione digitale
Ritorna il ciclo di incontri di formazione giornalistica a Cortina d’Ampezzo. Eventi gratuiti aperti a tutti i giornalisti.

Dal 5 giugno i primi appuntamenti in piattaforma. Tanti altri in corso di accreditamento

 

 

Torna dal 10 al 14 luglio “Cortina tra le Righe”, la quarta edizione della settimana dedicata al giornalismo e al dibattito sul mondo dell'informazione organizzata dall'Ordine dei Giornalisti del Veneto con il Comune di Cortina e la Fondazione Cortina 2021.

 

Numerosi gli eventi in programma - tutti gratuiti - parte dei quali già accreditati nell'ambito del programma di Formazione Professionale Continua (FPC) e altri in corso di organizzazione, il cui calendario sarà comunicato al più presto. Dal 5 giugno in piattaforma i primi appuntamenti accreditati.

 

L'edizione 2018 di “Cortina tra le Righe” è dedicata all'informazione digitale, con l'obiettivo di stimolare una riflessione e un dibattito sui principali fenomeni in atto: dalle fake news al linguaggio d'odio sui social; dai problemi connessi alla privacy a quelli della sicurezza in Rete. Nella consapevolezza del sempre più rilevante ruolo del giornalismo nell'opporsi alla dilagante tendenza alla spettacolarizzazione delle notizie e nell'incrementare il livello qualitativo attraverso il ricorso ad inchieste e approfondimenti; un giornalismo preciso, puntuale, autorevole, capace di dare tutte le notizie, anche quelle più "scottanti", rispettando la dignità delle persone oggetto delle cronache.

Prosegue anche la collaborazione con Google Italia. Venerdì 13 luglio in programma il Google Day.

 

Per favorire la permanenza dei colleghi che decideranno di fermarsi per più giornate a Cortina per partecipare ai seminari di formazione, saranno proposti da alcune strutture dei pacchetti di ospitalità, oltre a convenzioni siglate con ristoranti e altri esercizi. Prezzi hotel a partire da 70,00 euro a notte. Per info e prenotazioni contattare l’Associazione Albergatori scrivendo all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure telefonando al numero 0436 860750.

 

Tutti gli eventi formativi della mattina e del pomeriggio si svolgeranno presso la sala convegni dell’Alexander Girardi Hall, in via Marangoni 1.

Gli eventi tardo pomeridiani saranno invece ospitati dalle più rinomate strutture alberghiere di Cortina.

 

EVENTI GRATUITI GIA’ ACCREDITATI

Le iscrizioni si apriranno sulla piattaforma Sigef a partire dal 5 giugno.

 

Martedì 10 luglio

14.30 / 16.30

Alexander Girardi Hall

Hacker Etici | Raoul Chiesa: “Privacy, democrazia e controlli massivi digitali”

 

Mercoledì 11 luglio

10.00 / 12.00  

Alexander Girardi Hall 

In redazione | Isaia Invernizzi: “Il data journalism in una redazione tradizionale? Si può fare”

14.30 / 16.30

Alexander Girardi Hall

Hacker Etici | Filippo Cavallarin: “Scoprire informazioni e non farsi scoprire”

 

Giovedì 12 luglio

10.00 / 12.00

Alexander Girardi Hall 

Diritto e Rete | Paolo Moro: “Fake news, verità e diritto all’informazione nell’era digitale” 

14.30 / 16.30

Alexander Girardi Hall 

Denuncia | Giovanni Ziccardi: “L’odio on line. Violenza verbale e ossessioni in Rete”

 

Venerdì 13 luglio

10.00 / 12.00

Alexander Girardi Hall 

Ricerca| Gianluca Pericoli: “Open source intelligence, la raccolta di informazioni mediante fonti di pubblico accesso”

14.30 / 16.30

Alexander Girardi Hall 

Diritto e Rete | Giorgio Battaglini: “Diritto all’immagine, privacy e giornalismo. Deontologia”

 

Un progetto di: Comune di Cortina d’Ampezzo, Fondazione Cortina 2021

A cura di: Ordine dei Giornalisti del Veneto, OMNIA Relations

Con il supporto di: Associazione Albergatori, Google, Ordine dei Giornalisti del Piemonte, Regole d’Ampezzo

 

Maddalena Dalli, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., M. +39 393 5491375

Claudia Caliceti, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., M. +39 349 6948840

 

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