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PRESENTATO A MILANO “IL VINO DEL DUOMO”

 

 

ROSSO DE LA COLLINA DEI CILIEGI PER SOSTENERE LA VENERANDA FABBRICA NELL’OPERA DI RESTAURO DELLA CATTEDRALE MENEGHINA

 

Un prodotto di eccellenza per dare nuova vita al Duomo di Milano. Affonda le radici in Valpantena l’iniziativa solidale della Veneranda Fabbrica del Duomo che, a distanza di sette secoli, grazie al contributo de La Collina dei Ciliegi, riscopre l’antica tradizione di utilizzare il vino come fonte di finanziamento per sostenere i restauri della Cattedrale simbolo di Milano nel mondo. È infatti il “Vino del Duomo”, un rosso Igt Verona prodotto per l’occasione dall’azienda vitivinicola veronese, a interpretare l’evoluzione di un mecenatismo virtuoso che, nel XIV secolo, vedeva cittadini ed intere comunità consegnare agli officiali della Veneranda Fabbrica, brente di vino (75,55 litri) i cui proventi venivano destinati a coprire le spese di cantiere dell’erigenda Cattedrale. Il progetto triennale, che prevede a breve l’inserimento de “il Brut”, fresca bollicina della cantina, è stato presentato ieri sera al Maio Restaurant alla presenza di Fedele Confalonieri, presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano e di Massimo Gianolli, presidente e amministratore delegato de La Collina dei Ciliegi. 

 “La storia del Duomo è fatta di sorprendenti intrecci tra cibo, gastronomia e arte. Sui suoi ponteggi, del resto, si viveva e si trascorreva molto tempo. I prodotti della terra, alcune volte, rappresentavano non soltanto un nutrimento per gli operai che qui lavoravano, ma anche una preziosa fonte di ricavo per contribuire alla costruzione della Cattedrale. È il caso del vino: non tutti sanno che, ad esempio, la Veneranda Fabbrica possedesse dei vigneti fin dal XV secolo a Volpedo, la cui uva veniva venduta e i relativi proventi destinati a finanziare il cantiere.

 

Recuperando questa antica tradizione, abbiamo trovato ne La Collina dei Ciliegi un interlocutore sensibile e generoso. In particolare, ringrazio il presidente e amministratore delegato Massimo Gianolli, coraggioso mecenate che ha anche voluto adottare la statua del Gigante 29 che, dallo scorso 4 settembre, è esposta nell’ala nobile della Barricaia” dichiara Fedele Confalonieri, presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. 

Per Massimo Gianolli: “C’è un fil rouge che congiunge la città di Milano a Verona, anche attraverso la storia del Duomo, costruito grazie al dialogo tra strutturisti veronesi e meneghini che, all’epoca della progettazione del Duomo di Milano, insieme risolsero i problemi tecnici circa la stabilità dei pilastri interni. Si tratta del medesimo legame che unisce la mia famiglia e le nostre aziende, a questi luoghi, dal 1925 in un eterno viaggio d’amore e d’intraprese, tra Milano e Verona”.

Un’elegante bottiglia di Corvina in purezza, con etichetta firmata dal wine designer più premiato al mondo Mario di Paolo, sarà in vendita nei prossimi giorni negli store della Cattedrale milanese, presso La Rinascente Milano, negli e-shop Duomoshop.com e LaCollinadeiCiliegi.it, e sarà, inoltre, il “Vino del Mese” di ottobre presso il Maio Restaurant (terrazza Rinascente Milano) e presso lo Sheraton Milan Malpensa Airport Hotel. Ogni bottiglia venduta contribuirà a sostenere i restauri del Duomo di Milano.

Abbracciando il progetto “Vino del Duomo” è stata quindi perpetrata un’antichissima tradizione.  

 

Ma non solo. Grazie al sostegno di Generalfinance che ha aderito all’iniziativa di raccolta fondi della Veneranda Fabbrica “Adotta una Statua”, la Collina dei Ciliegi ospita dal mese di settembre una statua del Duomo, quella del Gigante 29.

L’iniziativa punta a valorizzare alcune statue del Duomo di Milano che, per ragioni conservative, non possono più essere lasciate in opera sulla Cattedrale e per questo motivo sono depositate presso il Cantiere Marmisti, il laboratorio della Veneranda Fabbrica alle porte della città dove nascono le nuove sculture destinate al Monumento e trovano ricovero quelle strutturalmente più fragili.

Da questo presupposto nasce Adotta una statua, iniziativa della Veneranda Fabbrica che, anche grazie alla collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Milano, ha come obiettivo principale il recupero di questi pezzi storici, offrendoli ad aziende e privati in temporaneo prestito, a fronte di un contributo finalizzato ai restauri della Cattedrale.

In particolare, il sostegno di Generalfinance è stato destinato al restauro della statua del Gigante (nell’antica numerazione del Cantiere Duomo Gigante 29), risalente alla prima metà del XVIII secolo, riproducente una figura maschile avvolta in ampio panneggio mosso, portato attorno alla vita e sulla spalla. Si tratta di uno dei 96 giganti che decorano le pareti esterne del Duomo di Milano e che funzionalmente e metaforicamente sorreggono i doccioni. Questo gigante, in particolare, proveniente dal Capocroce meridionale della Cattedrale e da esso rimosso in un anno a noi ignoto, faceva parte di un gruppo di sculture commissionate a decorazione della Cappella di San Giovanni Bono. Ha la testa ruotata verso sinistra, la mano sinistra appoggiata sul capo, lo sguardo fiero e solenne. L’opera, riportata alla sua originaria bellezza dalle sapienti mani di restauratori specializzati è affidata a Generalfinance per un periodo di tre anni, inizialmente collocata ed esposta nella Barricaia – l’area più nobile della Cantina – de La Collina dei Ciliegi ad Erbin (Grezzana, Verona) per celebrare – in un simbolico viaggio - i luoghi che rappresentano le radici della società.

Da questo luogo, partirà il Rosso Verona alla volta di Milano. Per contribuire a restituire forza e bellezza al suo Duomo.

 

 

Sara Faroni

EMBARGO COMUNICATO “U-LABEL” E DICHIARAZIONE SANDRO SARTOR (UIV): 30/09 ORE 18.00

 

Comunicato rilasciato oggi dal Ceev, il Comitato europeo degli imprenditori di vino, relativo al lancio ufficiale di U-LABEL (www.u-label.com), la prima piattaforma creata per informare i consumatori circa le caratteristiche nutrizionali e ingredienti dei prodotti enologici e dei liquori. Una rivoluzione nella comunicazione del vino che, primo tra tutti i prodotti agroalimentari, anticipa di 2 anni quanto disposto dalle normative Ue in materia di trasparenza e informazione a tutela dei consumatori.

Secondo il vicepresidente di Unione italiana vini (Uiv) e presidente dell’associazione europea Wine in moderation, Sandro Sartor: “Il settore del vino si conferma nuovamente pioniere ed innovatore in materia di informazione al consumatore, con Uiv tra le prime compagini ad aderire al progetto e promuoverlo. L’etichetta digitale consentirà al consumatore di accedere, con due anni di anticipo rispetto all'entrata in vigore della legge, alle informazioni su indicazioni nutrizionali e ingredienti. Ma non solo, insieme a queste informazioni verranno anche fornite indicazioni e richiami sul consumo responsabile per il quale il settore è da tempo impegnato”.

Sono 15 le prime imprese europee aderenti nel progetto pilota; tra queste, due aziende socie Uiv: Mgm Mondo del Vino e Zonin. L’etichetta elettronica sarà supportata da un codice Qr-code stampato nelle bottiglie e tradotto in tutte le lingue dell’Unione.

 

Marta De Carli

LA PROVINCIA DI IMPERIA HA IL PARCO CIRCOLANTE DI AUTOBUS PUBBLICI PIÙ VECCHIO

In Liguria soltanto il 40,3% degli autobus pubblici circolanti appartiene alle categorie emissive Euro 5 ed Euro 6. Quasi il 69% dei 1.570 autobus pubblici oggi in circolazione in regione appartiene quindi alle categorie emissive Euro 0, 1, 2, 3 e 4. Questi dati emergono da un’elaborazione dell’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di Airp (Associazioni Italiana Ricostruttori Pneumatici) sulla base di dati Aci.

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Il dettaglio provinciale evidenzia che il parco circolante di autobus pubblici più moderno in Liguria è quello in provincia di Genova, dove il 45,2% degli autobus pubblici è un Euro 5 o Euro 6; il parco circolante più vecchio si trova invece in provincia di Imperia, che ha il 75,6% di autobus pubblici delle categorie da Euro 0 a Euro 4.

A livello nazionale, sono poco più di 23 mila gli autobus pubblici di categoria Euro 5 o Euro 6 in circolazione. Dall’elaborazione dell’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di Airp emerge un dettaglio regionale con forti disparità territoriali: il Friuli-Venezia Giulia, con il 77% di autobus pubblici di categoria Euro 5 o Euro 6, è la regione con il parco circolante di autobus pubblici più moderno in Italia. Seguono il Trentino-Alto Adige (73,1% di autobus pubblici Euro 5 o Euro 6) e la Lombardia (63,4% di Euro 5 o Euro 6). Gli autobus pubblici più vecchi e quindi anche più inquinanti, si trovano al Centro e al Sud Italia, in particolare in Sardegna, che ha l’83,3% di autobus pubblici che non supera la categoria Euro 4, in Molise (79,8%) e in Basilicata (77,8%).

 

Dai dati rilevati dall’Osservatorio sulla mobilità sostenibile di Airp, emerge con chiarezza che il parco circolante italiano di autobus pubblici continua ad avere un grande bisogno di ricambio. Si tratta, evidentemente, di un processo che richiede tempi lunghi e necessita di forti investimenti. Vi sono però soluzioni che consentono di bilanciare le esigenze di contenimento dei costi e quelle di tutela ambientale. A questo proposito, Airp ricorda che gli pneumatici ricostruiti consentono di risparmiare sulle spese di gestione del mezzo (gli pneumatici ricostruiti, infatti, hanno un costo minore rispetto a quelli nuovi) ed anche di rinviare l’esigenza di smaltimento degli pneumatici usati che possono essere ricostruiti, con evidenti effetti positivi per l’ambiente.

 

P.R. Econometrica S.r.l.

PASSEGGIATA PER LA RESISTENZA DI IERI E DI OGGI

 

Mercoledì 2 giugno, festa della Repubblica Italiana, a Castiglione Tinella ci sarà una  "passeggiata per la Resistenza di ieri e di oggi”; nel giorno in cui si celebra la nostra Repubblica, gli amici del Circolo Acli del Buon Consiglio hanno pensato a questo evento dedicato al grande movimento di Resistenza che ha interessato le nostre colline nell’ultima guerra mondiale.

La camminata avverrà tra i vigneti, all’interno del parco panoramico-letterario “Versi in Vigna”, ascoltando storie vissute su queste colline, interpretate dai partecipanti al laboratorio teatrale del Circolo, con aperitivo finale. Il ritrovo è alle ore 9.15 in piazza Don Fortunato Mignone, presso il santuario B.V. del Buon Consiglio in frazione Balbi. Il costo è di 8 euro a persona ed è obbligatorio prenotare entro il 30 maggio al numero telefonico 328.4228223 (Grazia) oppure 338.968662 (Paola).

Per garantire la sicurezza dei partecipanti verranno rispettate le regole di distanziamento e l’uso della mascherina. La passeggiata è adatta a tutti e non presenta particolari difficoltà; si consigliano abbigliamento comodo e scarpe da trekking.

 

Comune di Castiglione Tinella

  PERCHÉ LE VESPE SONO AFRODISIACHE PER I LIEVITI E NE PROMUOVONO LA BIODIVERSITÀ

 

 

 

L’Università di Torino terza tra i 21 vincitori del prestigioso research grant HFSP con il progetto di una ricercatrice del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, a cui è stato assegnato un finanziamento di quasi 1.4 milioni di dollari

 

Irene Stefanini, microbiologa del Laboratorio di Microbiologia e Virologia (LMV) del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino, è la vincitrice di uno dei prestigiosi Research Grants promossi dallo Human Frontier Science Program (HSFP), organizzazione internazionale con sede a Strasburgo. L’HSFP promuove nuove collaborazioni scientifiche finanziando progetti a elevato contenuto di internazionalità, interdisciplinarietà e impatto scientifico, finalizzati all’avanzamento della conoscenza dei meccanismi molecolari di base nell’ambito delle Scienze della Vita.

La Dott.ssa Stefanini ha partecipato al bando con il progetto “The aphrodisiac gut: defining the factors promoting yeast mating within insect intestines” che ha l’ambizioso obiettivo di comprendere i meccanismi molecolari attraverso i quali gli intestini di alcuni insetti sociali promuovono la biodiversità del lievito di birra.

 

IL PROGETTO

Sebbene fondamentale per pratiche indispensabili per l’uomo, come la produzione di vino, birra e panificati, solo negli ultimi anni si è osservato che il lievito Saccharomyces cerevisiae (altrimenti noto come lievito di birra) possa sopravvivere anche in ambienti naturali, in particolare grazie al contributo degli insetti sociali che lo mantengono e trasportano. Infatti, gli insetti sociali, come le vespe e i calabroni, sono in grado di mantenere popolazioni di cellule del lievito nel proprio microbiota intestinale durante tutto l’anno per poi diffonderle nei vari ambienti naturali che colonizzano. Inoltre, recentemente, i ricercatori di UniTo hanno scoperto che nel microbiota intestinale di questi insetti, le cellule di S. cerevisiae sono in grado di riprodursi sessualmente. Nonostante la riproduzione sessuata sia fonte della variabilità genetica che fa vorisce l’evoluzione e la capacità di adattamento del lievito, nella maggior parte degli ambienti naturali S. cerevisiae si riproduce solo asessualmente. Al contrario, condizioni peculiari dell’intestino delle vespe e dei calabroni promuovono l’incrocio tra ceppi diversi di S. cerevisiae.

Quali sono le proprietà di questi animali che favoriscono gli incroci del lievito? Quali meccanismi molecolari adotta il lievito per effettuare la riproduzione sessuata nel microbiota degli insetti sociali? Lo scopo del progetto è appunto rispondere a queste domande mediante la combinazione di tecniche innovative di microbiologia molecolare ed entomologia (Stefanini), l’utilizzo di nanosensori chimici (New), di raffinati approcci di microfluidica (Polin) e di modelli matematici (Segrè). Grazie al progetto non solo sarà possibile determinare le caratteristiche degli ospiti animali e dei meccanismi molecolari che favoriscono l’incrocio dei lieviti, e quindi l’evoluzione di S. cerevisiae, ma si otterranno anche conoscenze fondamentali trasferibili ad altri microrganismi che abitano nell’intestino degli animali, migliorando quindi la nostra comprensione dei fattori che determinano la composizione e i l mantenimento del microbiota anche nell’uomo.

 

IL TEAM

Al progetto, coordinato da UniTO, è stato assegnato un Research Grant triennale con un finanziamento totale di quasi 1.4 milioni di dollari. Il bando HFSP 2021 ha visto una partecipazione molto ampia con ben 551 progetti di ricerca proposti da tutto il mondo. Il progetto presentato dalla ricercatrice dell’Università di Torino, si è posizionato terzo tra i 21 progetti vincitori finali. HFSP, in circa 30 anni di storia, ha annoverato tra gli assegnatari dei propri Research Grants ben 28 Premi Nobel.

Il team internazionale del progetto coordinato dall’Ateneo torinese, è formato da Elyzabeth New della Sydney University, Daniel Segrè della Boston University, e Marco Polin dell’University of Balearic Islands. Fanno parte del gruppo di ricerca dell’Università di Torino, insieme alla dott.ssa Stefanini, per gli aspetti di microbiologia il Prof. Giorgio Gribaudo, coordinatore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia, per gli aspetti di entomologia la Prof.ssa Francesca Barbero e il Dott. Luca Pietro Casacci del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi.

FEDERICO FRANCESCO FERRERO AL NEGOZIO BIRAGHI DI TORINO

 

Il Presidente del neonato Comitato Torino Piemonte World Food Capital ha visitato il negozio di piazza San Carlo e illustrato il progetto per sostenere il Piemonte come Capitale Mondiale del Food 

ederico Francesco Ferrero, medico nutrizionista e Presidente del neonato Comitato Torino-Piemonte World Food Capital, ha fatto visita al negozio Biraghi di piazza San Carlo a Torino. Accompagnato da Claudio Testa, Direttore Marketing e Strategie Commerciali di Biraghi, che ha illustrato il progetto di ristrutturazione del negozio curato in collaborazione con la Soprintendenza delle Belle Arti di Torino, Ferrero ha avuto la possibilità di visitare i locali dell'ex F.lli Paissa riaperto dall'azienda di Cavallermaggiore nel 2019. Con le sue 11 vetrine che si affacciano sul salotto cittadino e gli oltre 600 prodotti in vendita - tra i quali spiccano più di 150 etichette di vini piemontesi, 160 liquori del territorio e un assortimento di birre regionali che a breve supererà le 150 referenze - il negozio Biraghi di piazza San Carlo raccoglie in un unico luogo le eccellenze enogastronomiche di tutto il Piemonte, vicine per filosofia e vocazione all’azienda. 

 

Federico Francesco Ferrero, nominato nelle ultime settimane Presidente di Torino-Piemonte World Food Capital, il progetto che intende trasformare il Piemonte in una Food Valley, valorizzando tutte le potenzialità del territorio piemontese connesse al cibo, dalla ricerca scientifica all’agricoltura, ha avuto modo di illustrare a Biraghi la sua visione a lungo termine per contribuire all’economia della regione. «Con Torino-Piemonte World Food Capital intendiamo garantire un nuovo sviluppo al Piemonte e assicurare alle generazioni future nuovi stimoli, benessere e prospettive – spiega Ferrero –. Il nostro intento è quello di far sedere al medesimo tavolo l’industria alimentare insieme al piccolo artigiano, al contadino, all’agricoltore, al ricercatore universitario, con l’intento di aumentare le conoscenze e promuovere in maniera compatta le eccellenze del Piemonte. Quello che ho visto nel negozio Biraghi è come piccole realtà e grandi aziende possano convivere in un’unica grande vetrina e raccontare il territorio attraverso eccellenze enogastronomiche 100% piemontesi, innescando uno scambio che può essere virtuoso per tutti gli attori della filiera. Questa vetrina di eccellenze, su scala ancora maggiore, è quella che ci prefiggiamo di promuovere nel mondo col marchio World Food Capital».

 

 

«Siamo felici di aver avuto l’occasione di mostrare a Federico Francesco Ferrero il nostro negozio e di raccontargli il lavoro di ricerca sul territorio piemontese che stiamo portando avanti ormai da diversi anni – dichiara Claudio Testa, Direttore Marketing e Strategie Commerciali della Biraghi SpA –. Condividiamo con il progetto Torino-Piemonte World Food Capital l’interesse verso i piccoli produttori, ma anche verso le grandi aziende 100% piemontesi che utilizzano solo materie prime del territorio. Anche noi siamo convinti che il Piemonte possa esprimere una enorme ricchezza in termini di varietà di prodotti di alta qualità e di eccellenza assoluta, ed è proprio con questo spirito che abbiamo selezionato i produttori che sono presenti nel nostro negozio. Non possiamo che guardare con favore a iniziative che si pongano l’obiettivo di promuovere in Italia e all’estero un simile patrimonio».

PIEMONTE PRONTO A DIVENTARE LA CAPITALE MONDIALE DEL CIBO

 

Il comitato promotore di Torino-Piemonte World Food Capital lancia la sfida per la rinascita della regione

 

L’iniziativa del Comitato Promotore Torino-Piemonte World Food Capital per trasformare la regione in una vera e propria Food Valley, valorizzando le eccellenze del territorio e creando nuove opportunità per giovani, ricercatori, aziende, produttori, ristoratori e commercianti. Ambasciatrice del progetto è la campionessa di sci cuneese Marta Bassino 

Creare una cabina di regia che metta a sistema tutti gli attori della filiera del cibo - dall’industria all’agricoltura, dalla formazione alla ricerca, dalla cultura al commercio, dall’artigianato alla ristorazione, dal commercio all’ospitalità - e che promuova il Piemonte come Capitale Mondiale del Food: è questo il progetto presentato oggi dal Comitato Promotore Torino-Piemonte World Food Capital, nato con l’obiettivo di valorizzare le potenzialità del territorio piemontese e trasformare il Piemonte in una Food Valley.

 

Un movimento che parte dal basso: la nascita di Torino-Piemonte World Food Capital

Guardando agli esempi virtuosi del passato e prendendo spunto da tutti quei movimenti nati dal basso che sono stati in grado di coinvolgere migliaia di persone e generare cambiamento, il Comitato Promotore di Torino-Piemonte World Food Capital intende coinvolgere gli abitanti delle otto province piemontesi per dare voce ai singoli territori, creando un dialogo che tocchi tutti gli ambiti in cui opera il food – dal design alla nutraceutica, dall’innovazione nel packaging alla creazione di percorsi museali dedicati, dallo studio di un’agricoltura più sostenibile ai più importanti congressi mondiali sull’enogastronomia, dalla ricerca scientifica alla ristorazione.

 

Nato da un percorso durato oltre sette anni il Comitato Promotore si è strutturato nel 2021 sotto forma di associazione senza fini di lucro ad opera di quattro soci fondatori, tra cui il Presidente Federico Francesco Ferrero e il Vicepresidente Mauro Sironi, che rappresentano le oltre cento persone che in questi anni si sono confrontate periodicamente sul tema. Ambasciatrice del progetto è la sciatrice cuneese Marta Bassino, Campionessa Mondiale nello slalom parallelo e vincitrice della Coppa del Mondo di slalom gigante 2021.

 

Nuove opportunità per il territorio In questa prima fase di lavoro sarà importante per il Comitato Promotore di Torino-Piemonte World Food Capital raccogliere le risorse e i consensi attorno a questa grande sfida, allo scopo di costituire una Fondazione che possa mettere il food al servizio dello sviluppo economico e sociale del territorio piemontese. Questo consentirà, infatti, di porsi obiettivi specifici, come creare nuove opportunità di investimento per le aziende, sostenere l’imprenditoria giovanile in campo agricolo e alimentare, attraendo talenti da altre parti di Italia e dall’estero, garantire la salvaguardia della biodiversità agricola e delle eccellenze artigianali alimentari. Ma saranno tenute in considerazione anche la ricerca, l’applicazione di conoscenza alle imprese del cibo e la protezione dell’ambiente, con l’intento di ridurre il consumo di risorse e promuovere pratiche di produzione e consumo più consapevoli secondo gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

 

A questo proposito, è stata lanciata una petizione su change.org, attiva fino al 30 aprile, con la quale il Comitato Promotore di Torino-Piemonte World Food Capital intende chiedere alle istituzioni locali e nazionali che almeno il 10% dei fondi europei assegnati alla Regione Piemonte - Recovery Fund, PSR-programma settennale di sviluppo rurale, PNRR-piano nazionale ripresa e resilienza, programmi europei React e Next Generation Eu - sia destinato a finanziare questo progetto. Il progetto potrà inoltre essere sostenuto dalle donazioni effettuate da tutti i soggetti interessati, in particolare aziende e attori del mondo food coinvolti direttamente nell’iniziativa, e da ogni singolo cittadino che voglia contribuire al cambiamento del territorio in cui vive.

 

I numeri del distretto piemontese del food In Piemonte

 - regione che ha visto nascere alcune tra i più importanti brand alimentari del Paese e reti collaborative di rilevanza internazionale come Slow Food, che ospita il paesaggio vitivinicolo di Langhe-Roero e Monferrato nominato patrimonio dell’umanità dall’Unesco e che, a partire dalla filiera automotive, ha saputo creare innovazione in ogni settore - l’economia del cibo genera ogni anno 8 miliardi di euro. Nella regione sono attive 50.600 aziende agricole che coltivano 900.000 ettari, di cui 49.000 a biologico. Quasi 4.390 imprese, pari al 7% del totale nazionale, operano su questo territorio, insieme a 11.618 negozi alimentari e 28.028 bar e ristoranti. Complessivamente il comparto food piemontese impiega 242.000 addetti. Professionisti dell’ambito che si sono formati in larga misura nei 55 istituti professionali e alberghieri dedicati ad agricoltura ed enogastronomia o grazie ai 30 corsi di laurea, 3 di dottorato e 5 master dedicati a questo mondo, capaci di produrre più di 5.500 pubblicazioni scientifiche internazionali. Qui, dove sono state fondate la prima Università di Scienze Gastronomiche al mondo e il Salone del Gusto, sono ospitate 345 fiere del cibo, di cui 8 internazionali, e 6 musei tematici.

 

Dalla mappatura alla promozione: la roadmap della Fondazione

La roadmap prevede in una prima fase la mappatura dell’esistente attraverso un’indagine qualitativa e quantitativa sul Piemonte focalizzata su 8 ambiti (formazione e ricerca, cultura, industria, agricoltura, artigianato, ristorazione, commercio e ospitalità). Successivamente si procederà con l’aggregazione dei rappresentanti di tutte le varie spinte che riguardano il cibo piemontese e la progettazione partecipata attraverso tavoli di lavoro che traccino una visione a lungo termine coinvolgendo più attori della filiera, trasversalmente o a gruppi. Un passaggio fondamentale sarà poi la certificazione delle realtà e dei prodotti che seguono le linee guida del progetto World Food Capital e che sono quindi meritevoli di essere inserite tra le eccellenze della Capitale Mondiale del Cibo. Infine si procederà con la promozione dell’iniziativa, favorendo il contatto tra domanda e offerta, interna ed esterna, e la pubblicizzazione dell’auto-candidatura del Piemonte come Capitale Mondiale del Cibo e delle opportunità al grande pubblico nazionale e internazionale. La frammentazione delle esperienze territoriali è, infatti, il primo nodo che si intende superare mettendo in campo una campagna di comunicazione rivolta in prima battuta soprattutto al territorio piemontese, consapevole solo in parte del reale valore delle proprie eccellenze. Il Comitato Promotore si propone quindi con un ruolo di facilitatore di questo processo, che punta a portare un riconoscimento globale all’intera regione del Piemonte come World Food Capital.

 

«Trasformeremo il Piemonte nella Capitale Mondiale del Food, per garantire alla regione un nuovo sviluppo e assicurare alle generazioni future nuovi stimoli, benessere e prospettive - spiega Federico Francesco Ferrero, Presidente Torino-Piemonte World Food Capital -. Vogliamo creare una Food Valley capace di raccogliere investimenti, trattenere i giovani, attrarre viaggiatori, richiamare lavoratori e nuovi cittadini verso un territorio già ricco di esperienze ed eccellenze, che vanno integrate tra loro e comunicate con coerenza. Uniti, noi piemontesi, sapremo vincere la sfida di specializzare tutta la nostra regione sul food in tutte le sue sfaccettature e renderla un punto di riferimento internazionale».

 

«Sostengo questo progetto perché sono certa che potrà garantire ai giovani della mia regione un futuro di soddisfazioni e successi internazionali - racconta Marta Bassino, campionessa mondiale nello slalom parallelo e nello slalom gigante 2021 e Ambasciatrice di Torino-Piemonte World Food Capital -. Come Ambasciatrice di Torino-Piemonte World Food Capital spero di infondere in tutti i piemontesi la fiducia che, con la determinazione, nessun traguardo è troppo ambizioso, neppure quello di diventare la Capitale Mondiale del Cibo».

 

 

Elisa Barberis

LE ULTIME NEWS DALLA CINA

 

Pechino invasa dalla sabbia

Questo evento di grandi proporzioni ha avvolto dodici province in una coltre rossa, facendo schizzare i livelli di inquinamento atmosferico.

Una gigantesca tempesta di sabbia – la più grande degli ultimi dieci anni – ha colpito nelle giornate di domenica e lunedì 12 province del nord della Cina, inclusa la capitale Pechino. Le spaventose e suggestive immagini di questo evento hanno fatto il giro del mondo. Le città coinvolte hanno registrato livelli di inquinamento da record, con le polveri sottili PM10 a oltre 8000 microgrammi per metro cubo. Non sono mancate anche delle vittime: secondo l’emittente televisivo CCTV sono sei i morti, e 80 i dispersi. Negli ultimi anni questi eventi si sono fatti più frequenti a causa del cambiamento climatico e della progressiva desertificazione di alcune zone del paese. (Sixth Tone)

 

Crolla il vino cileno in Cina

Pessimi i dati delle importazioni nel 2020: un crollo vicino al 30%.

Secondo dati WBO, le importazioni di vino cileno in Cina hanno subito nel 2020 un crollo pari al 28,26% a volume e 26,08% a valore, con rispettivamente 5.5195 mln di cartoni e 185 mln$ di vino importati nello scorso anno. La statistica è particolarmente negativa per l’industria vinicola cilena, che conta sulla Cina come primo mercato al mondo. Tuttavia, gli stakeholders ritengono che sia dovuta alla sola influenza della pandemia, che ha drasticamente ridotto le occasioni di socializzazione e gli eventi ufficiali, output principale del vino in Cina. 

 

Viaggi: visti facilitati per chi ha il vaccino cinese

Un comunicato ufficiale annuncia semplificazioni nell’ottenimento del visto per chi ha fatto il vaccino cinese: gran parte del mondo è esclusa

Il paese al momento tra i più chiusi al mondo riapre cautamente le sue frontiere ai vaccinati: ma solo se il vaccino è Made in China. Sì, perché secondo un comunicato pubblicato da diverse ambasciate nella giornata di lunedì, saranno semplificate le pratiche di ottenimento del visto di ingresso in Cina – ovvero non sarà più necessaria la PU letter – per coloro che si sono vaccinati con un vaccino cinese. Tuttavia resta l’obbligo di tampone e quarantena, precisa il portavoce degli Esteri Zhao Lijian. Questa politica di apertura dunque non coinvolge l’Italia e gran parte dell’Europa, visto che al momento l’unico paese in cui è aperta la somministrazione dei vaccini del Dragone è l’Ungheria di Viktor Orban. (Reuters)

 

In arrivo il quinto vaccino cinese

Il nuovo vaccino, economico e di facile produzione, potrebbe accelerare le vaccinazioni interne.

Il nuovo vaccino cinese, la cui approvazione è in dirittura d’arrivo, potrebbe finalmente velocizzare il processo di vaccinazione della popolazione cinese. Infatti, il quinto vaccino approvato, chiamato ZF2001, sarebbe più economico e semplice da produrre. Questo potrebbe aiutare il governo a raggiungere l’obiettivo di vaccinare l’80% della popolazione nel tempo più breve possibile, raggiungendo così l’immunità di gregge. (SCMP)

 

Diplomazia: orzo australiano e ciliegie cilene

Fallisce la risoluzione informale delle controversie commerciali tra Cina e Australia, mentre il mercato delle ciliegie cilene è colpito da nuove accuse.

Dopo aver fallito una risoluzione informale, il blocco delle importazioni di orzo australiano da parte della Cina passa in mano all’organo di risoluzione delle controversie del WTO, mentre l’Australia guarda a nuovi mercati. L’orzo faceva parte del pacchetto di prodotti australiani bloccati in seguito a scontri diplomatici, insieme al vino, ex principe del mercato cinese. Intanto, crollano le importazioni di ciliegie cilene in seguito all’accusa da parte di un ente sanitario del Jiangsu che fossero contaminate da Covid19 (poi smentita). I cileni temono che possa essere una mossa muscolare per ammonire il paese a non ostacolare gli investimenti cinesi nel settore tech e di estrazione minerale. Il Cile potrebbe essere la prossima vittima di una guerra diplomatica con la Cina? Questa sarebbe un’ottima notizia per il vino italiano, visto che il Cile detiene il terzo posto tra i maggiori esportatori di vino in Cina – proprio davanti a noi. (SCMP, SCMP, SCMP

 

2021: in Cina il retail online supererà quello fisico

Secondo i nuovi dati, quest’anno la vendita al dettaglio online raggiungerà il 53% del totale, superando così quella fisica.

Nel 2021 il Dragone sarà il primo paese al mondo dove le vendite online supereranno quelle degli store fisici. Secondo i dati di eMarketer, circa il 53% delle delle vendite al dettaglio in Cina proverrà da canali e-commerce, rispetto al 44,8% del 2020. Che in Cina l’e commerce sia un successo senza eguali in tutto il mondo è un dato di fatto ed il Dragone è da tempo leader mondiale in questo settore. Livestreaming e-commerce, rural commerce e social commerce guidano la crescita. La pandemia? Non ha fermato l’avanzata, anzi. (China Files)

 

Shenzhen ha il mercato più vivace della Cina

La capitale dell’industria high-tech cinese scala le classifiche e viene eletta città economicamente più vivace della Cina continentale.

La città meridionale di Shenzhen, nel Guangdong, fino al 1980 umile villaggio di pescatori, è stata nominata la città più attrattiva economicamente di tutta la Cina continentale. Il Global City Index, stilato dalla società Schroders PLC, l’ha messa al 19° posto al mondo tra i mercati più interessanti, con un salto di 25 posizioni rispetto allo scorso anno. La dinamica Shenzhen è sede di alcuni dei più importanti colossi tecnologici del paese: in primis Huawei e Tencent (proprietaria di WeChat), ma anche Foxconn (assemblatrice di iPhone) e OnePlus. (Caixin)

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