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Recensioni

Villa le Corti: vendemmia da manuale

A Villa le Corti una vendemmia da manuale, espressione diretta della terra e sintesi perfetta tra natura e lavoro dell’uomo

 Qualità eccellente nella Fattoria toscana della storica Famiglia

 

Villa Le Corti 

 

A Villa Le Corti la vendemmia del Sangiovese è una delle prime della zona del Chianti Classico e di norma avviene tra il 20 di settembre e l’inizio di ottobre, circa dieci giorni in anticipo rispetto alle zone più centrali della denominazione. Quest’anno è iniziata nei tempi tradizionali nel rispetto di una stagionalità quasi perfetta. Dal 2 al 4 settembre è iniziato il diradamento delle uve sangiovese per la base spumante del Rosé, seguito dalla raccolta delle uve destinate al rosato, un nuovo esperimento reintrodotto a Villa Le Corti dopo diversi anni in cui la produzione era stata interrotta. I colori eccellenti, foglia di cipolla che richiamata alla mente la cipria d’antan della nonna, lasciano preludere un risultato interessante.

Dal 6 settembre fino al 16 abbiamo raccolto un fantastico Merlot ed a seguire il Colorino per poi iniziare il Sangiovese e concludere la vendemmia l’8 ottobre.

 L’andamento lineare ha permesso di portare in cantina le uve con tempi tranquilli e regolari.

 

«La qualità è eccellente, sottolinea Duccio Corsini, a guida dell’azienda chiantigiana, erede della storica famiglia che affonda le sue radici nel XIII secolo - senz’altro superiore agli ultimi 4, 5 anni che ci avevano abituato a produzioni più basse. Il peso ha ritrovato una quantità di liquido e di polpa come da tradizione. Eccellente quindi il rapporto quantità-qualità con una produzione media di 55 quintali uva per ettaro».

L’andamento meteorologico in generale equilibrato ha favorito le uve che hanno beneficiato dello sbalzo termico tra le giornate soleggiate e il fresco notturno, sviluppando così al massimo la parte aromatica.

 

IN VIGNA

 

«La campagna è stata gestita molto bene, le piante non hanno sofferto di stress idrico: un’annata quindi molto buona per l’apparato vegetale, nonostante sia stata senza dubbio agronomicamente difficile» sintetizza Laura Lenzi, l’agronoma di Principe Corsini. «Ci troviamo ad avere a che fare con tutte le differenti anomalie climatiche che hanno un riscontro importante e diretto sul lavoro in vigna».

Una primavera con temperature molto basse e abbondanti piogge ha portato la conseguente necessità di trattamenti frequenti, bloccati da un naturale quanto anomalo rialzo delle temperature da giugno in poi, nel periodo della fioritura e dell’allegagione.

Un’annata che ha richiesto un grande sforzo sul campo, attento e mirato, reso possibile grazie anche all’ottimo lavoro di squadra.

«Dal punto di vista della conduzione biologica e biodinamica il risultato è stato eccellente, continua Laura Lenzi, grazie ad interventi mirati e ripetuti nel tempo con dosaggi omeopatici uniti alla sperimentazione degli olii essenziali, utilizzo quest’ultimo che in futuro sarà sempre più frequente».

Le uve sono così giunte in cantina non solo sane ma con una sanità eco sostenibile derivante da pratiche di agricoltura green, nel rispetto della conduzione del vigneto biologica, iniziata nel 2012 e consolidatasi nel 2015 con l’ottenimento della certificazione e la prima vendemmia certificata biologica.

Un lavoro artigianale che sempre più si allontana da una pianificazione standardizzata delle operazioni per lasciare spazio ad un agire su misura di stagione e di singolo vigneto.

 

IN CANTINA

 

L’obiettivo della vinificazione non è quello di stravolgere il lavoro condotto in vigna, ma completarlo, esaltando la naturale identità delle uve. Questo è il mantra che riassume il pensiero e l’azione concreta di Principe Corsini in un’ottica di semplicità e controllo, applicando un modello non standardizzato a favore di un lavoro sul frutto sempre più rispettoso.

In cantina l’uva arriva intatta. Si parte con una selezione manuale sul grappolo, seguita dalla macchina sgranellatrice e selezionatrice che opera in modo molto delicato in sostituzione della classica pigia diraspatrice, per arrivare al tavolo di selezione sui singoli acini, anch’esso manuale.

L’importanza assoluta data all’integrità del chicco, al fine di ottenere un risultato ottimale nel vino, ha portato a modificare il sistema stesso di trasporto dell’uva. Nel 2019 il classico trasporto con pompa mono e tubi larghi è stato sostituito da un sistema di nastri trasportatori studiato ad hoc, ben integrato nella storica cornice della cantina, così da mantenere intero il chicco sin al suo arrivo dentro le vasche di fermentazione.

 

«Cerchiamo di valorizzare al massimo la qualità della materia prima, di rispettarla intervenendo il meno possibile anche con i prodotti, racconta l’enologo Claudio Giglioni, responsabile a Villa Le Corti della cantina e del processo di vinificazione. In quest’ottica anche il lievito stesso, utilizzato, è stato selezionato in loco nei primi anni ’90. La tecnologia, invasiva, si riduce al minimo: semplici follature per affondare il cappello durante la fermentazione, limitando al massimo i rimontaggi con la pompa.

«L’idea, spiega Giglioni, nasce dall’approccio utilizzato per la produzione (limitata) di FICO dove l’intervento è minimo e vista la differenza di risultato così alta si è deciso di applicarla alla vinificazione in generale, per tutta la produzione. L’obiettivo è quindi quello di riportare il risultato di FICO su una massa più grande. Vini più fruttati, meno concentrati sugli aromi dell’invecchiamento».

 

Ottima la resa e la qualità delle uve arrivate in cantina: un’annata dunque che porterà con sé buoni risultati.

«Possiamo parlare di una vendemmia classica, che ben rappresenta il territorio di San Casciano e in particolare di Villa Le Corti, prevedendo dei risultati dove l’enfasi è posta sull’eleganza, sulla finezza e verticalità dei potenziali vini» conclude Duccio Corsini.

Una voce unanime quella dello staff di Villa le Corti, che sottolinea l’eccellenza non solo nella qualità percepita ma nell’unicità territoriale trasmessa dal vino, frutto di attenzione e umana cura.

 

Well Com

CONSORZIO DOC DELLE VENEZIE

 

 

 

Il PINOT GRIGIO “STILE ITALIANO” si appresta a concludere il suo tour tra Inghilterra, USA e Canada.  La DOC delle Venezie nei mercati di riferimento tra identità, stile e valori

 

Forte della sua identità di territorio e consapevole di rappresentare un’importante denominazione, il Consorzio Vini DOC delle Venezie si appresta a concludere una serie di importanti eventi internazionali - dal Regno Unito agli Stati Uniti per terminare oggi in Canada -  completando per il 2019 il percorso di valorizzazione del Pinot grigio Stile Italiano sui principali mercati esteri di riferimento.

 

Prima tappa Londra (le esportazioni sul mercato inglese qui rappresentano oltre il 27%) dove, al Chelsea Old Town Hall, dal 18 al 20 ottobre si è tenuta la manifestazione The Wine Show Chelsea, organizzata dalla rivista inglese di settore “The Drinksbusiness” con il Pinot grigio protagonista di una degustazione dedicata ad un pubblico di professionisti presso il Masterclass Theatre e guidata dal MW Patrick Schmitt, capo redattore dell’omonimo magazine.

 

A seguire gli USA (37% di prodotto esportato) dove si è appena concluso il tour Simply Italian Great Wines (21-23 ottobre) che ha toccato le città di Chicago, Los Angeles e Seattle, tre metropoli chiave per consolidare la conoscenza del prodotto nel più grande mercato vinicolo al mondo. Tre le masterclass dedicate al Pinot grigio dal titolo “D.O.C. delle Venezie, Italian Style Pinot grigio” guidate da Laura Donadoni, Wine Journalist e Wine Educator.

 

Dagli USA al Canada, ultima tappa del tour, senza dubbio uno dei principali mercati assieme agli Stati Uniti, dove le esportazioni di Pinot grigio toccano il 43%. Nelle città di Toronto e Montreal il Consorzio sta rafforzando sempre più la sua presenza: per il secondo anno consecutivo partecipa all’annuale appuntamento organizzato da ICE a Toronto con “small producers, great winemakers tasting” e oggi, a Montreal alle ore 14, il noto wine consultant Nick Hamilton condurrà degustazione con alcuni tra i migliori Pinot grigio presenti sul territorio canadese, premiati lo scorso anno in occasione de La Grande Degustation de Montreal.

 

“Il nostro principale obiettivo” – commenta Albino Armani, Presidente del Consorzio – “è il riposizionamento del Pinot grigio italiano sul mercato internazionale, attraverso lo sviluppo di una denominazione dal profilo unitario e dalle caratteristiche ben distinte.  Questo tour istituzionale diventa così il nostro principale strumento di comunicazione all’estero, per raccontare il Pinot grigio Stile Italiano ai principali mercati di riferimento, valorizzando al massimo questa denominazione e tutta la filiera che la rappresenta”.

 

 

Lucia Boarini

LA FONDAZIONE EDMUND MACH COMPIE 145 anni

 

Giovedì 31 ottobre, ore 11.00,  Fondazione Mach, Sala Kessler 

CONFERENZA STAMPA 

      Presentazione programma

      Celebrazioni 145°  e Porte Aperte 

Quest’anno la Fondazione Edmund Mach celebra i 145 anni di vita dell'Istituto. Il 9 novembre si terranno le celebrazioni ufficiali alla presenza delle autorità politiche, dei rappresentanti del territorio, della comunità scientifica e della società civile. Domenica 10 novembre la Fondazione aprirà le sue porte al pubblico con visite guidate, stand, laboratori, spazio animali, area bimbi, ristorazione con specialità trentine. 

Il programma delle due giornate sarà presentato nell’ambito di una conferenza stampa in programma giovedì 31 ottobre, alle ore 11, presso la Sala Kessler (vicino aula magna Scuola), alla quale  interverrà il presidente FEM, Andrea Segrè.  

I colleghi giornalisti sono cordialmente invitati a partecipare 

      Sara  Ceschini

LA LEGA DEL CHIANTI CELEBRA A SIENA: IL “CAPITOLO ANNUALE” CON LA “SANTA MESSA DELLE INVESTITURE”

 

L’antico rito sarà celebrato per la prima volta nel Battistero di San Giovanni, gioiello d’arte e di fede. Tra gli investendi: l’Arcivescovo di Siena, S.E.R. Mons. Augusto Paolo Lojudice e Il Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Eugenio Giani

  

Sabato 26 ottobre la Lega del Chianti celebrerà a Siena il tradizionale Capitolo Annuale. A partire dalle ore 10.45, il corteo dei Legati e Dame uscirà dal cortile dell’Accademia Chigiana, attraversando il centro storico, per raggiungere il Battistero di San Giovanni, dove sarà celebrata la Santa Messa delle Investiture.

La messa sarà presieduta da S.E.R. Mons. Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo Metropolita di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, e concelebrata dal Correttore della Lega del Chianti, S.E.R. Mons. Luciano Giovannetti, Vescovo Emerito di Fiesole, Legato di Collare e Presidente della Fondazione Giovanni Paolo II, e da altri Legati Ecclesiastici presenti.

 

Al termine della santa liturgia, si terranno le investiture dei nuovi Legati e Dame da parte del Capitano Generale, il Barone Giovanni Ricasoli-Firidolfi, che rinnoverà l’antico rito d’intronizzazione tramandato nei secoli, segno della continuità tra l’attuale “Onlus” e l’antica lega militare di origine medievale.

 

Fondata alla fine del Trecento a tutela delle popolazioni chiantigiane durante il conflitto tra la Signoria di Firenze e la Repubblica di Siena, la Lega del Chianti è la più antica istituzione (unica nel suo genere al mondo) che si propone di proteggere, salvaguardare e preservare la “Terra del Chianti”.

 

Giovanni Ricasoli-Firidolfi

 

Alle armi medievali si sono sostituiti l’impegno e la sensibilizzazione civile per la difesa del paesaggio e delle risorse naturaliaspetti divenuti oggi quanto mai prioritari, sia a livello locale che globale, alla luce dell’urgenza climatica e ambientale, sottolinea il Capitano Generale Ricasoli-Firidolfi.

 

Accanto a questa missione, la Lega del Chianti Onlus contribuisce regolarmente ad interventi concreti a tutela del patrimonio artistico, architettonico e antropologico, attraverso la realizzazione di progetti editoriali, di restauro e di ricerca, l’organizzazione di convegni di studi storici, economici e enologici, fino alla promozione di eventi culturali volti a far conoscere la bellezza del Chianti.

 

Tra coloro che quest’anno riceveranno l’Investitura in Battistero: S.E.R. Mons. Augusto Paolo Lojudice, Arcivescovo Metropolita di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino, che riceverà il “Collare” della Lega del Chianti, la più alta decorazione riservata generalmente ai Prelati di Santa Romana Chiesa; e Eugenio Giani, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana, già assessore alle tradizioni popolari fiorentine, che riceverà la prestigiosa nomina di “Legato ad Honorem”: una “classe” riservata alle personalità del mondo delle istituzioni pubbliche e private e della cultura legate alla terra chiantigiana.

 

La giornata si concluderà con la seconda colazione presso l’hotel Garden dove ai piatti della tradizione toscana saranno associati ad alcune delle più prestigiose etichette selezionate tra i vini dei Legati d’Opera Produttori, per festeggiare l’ingresso dei nuovi membri. Nel pomeriggio si terrà inoltre l’assemblea straordinaria dell’associazione Onlus per l’elezione del Capitano Generale: un’occasione in più per brindare al futuro di questa antica istituzione che da più di 700 anni incarna lo spirito e le tradizioni della “Terra del Chianti”.

Per maggiori informazioni sulla storia e gli scopi della Lega del Chianti Onlus:

  

www.legadelchianti.it

 

La Lega del Chianti è un’istituzione di origine medievale che si prefigge di proteggere, salvaguardare e preservare nelle sue profonde bellezze la “Terra del Chianti”. Nel corso degli anni la Lega del Chianti ha contribuito, con studi storici ed economici, ricerche agronomiche, inibizioni verso piani urbanistici selvaggi, alla creazione e alla rinascita del “Chianti” come noi oggi lo conosciamo.

  

Silvia Fiorentini

DAZI USA CONTRO IL PARMIGIANO REGGIANO

 

 

 

Dazi USA: il 25% dell’impatto sull’agroalimentare sarà sul Parmigiano Reggiano che accuserà il colpo più duro.

 

Nasce l’hashtag #iostocolparmigiano: diverse le testimonianze di solidarietà nei confronti del Re dei Formaggi che nulla ha a che fare con la disputa Airbus-Boeing e che si trova a pagare un dazio ingiusto per una questione che non riguarda affatto l’agroalimentare italiano.

 

Una vigilia carica di tensioni per il Consorzio del Parmigiano Reggiano.

 

Se Donald Trump, ieri - durante l’incontro con il presidente Mattarella a Washington - ha annunciato che “gli USA ‘valuteranno attentamente’ le rimostranze dell’Italia che ritiene di essere penalizzata eccessivamente dagli annunciati dazi”, ha poi anche sostenuto che i dazi non sono una ritorsione, ma un risarcimento: “Non ci possono essere rivendicazioni perché questa è una guerra che è iniziata proprio dal trattamento ingiusto dell’Unione Europea nei confronti degli Usa. Quindi coi dazi andremo a pari: i miliardi di dollari che ci sono stati tolti dall’Unione Europea verranno dati indietro ai contribuenti americani” ha replicato in modo secco il tycoon dallo Studio Ovale. 

 

Nel frattempo sono state diverse le testimonianze di solidarietà nei confronti del Parmigiano Reggiano che andrà ingiustamente a pagare una bolletta salata, pur non avendo nulla a che fare con il Consorzio Airbus (del quale l’Italia non fa parte), né ovviamente con l’industria aerospaziale che è il motivo della disputa tra UE e USA che ha spinto Trump ad applicare i dazi come risarcimento per i danni subiti. 

 

La Ministra Bellanova ha inviato a Trump un tweet con una foto di uva e Parmigiano Reggiano, il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, con tutta la sua giunta, si è fatto immortalare indossando la t-shirt “Io Sto col Parmigiano”, su instagram e facebook migliaia di consumatori hanno testimoniato affetto e solidarietà nei confronti della gente del Parmigiano Reggiano postando immagini accompagnate dall’hashtag  #iostocolparmigiano. Un comparto che dà lavoro a 50 mila persone e che si trova colpito nel suo secondo mercato export, dove ogni anno si vendono oltre 10 mila tonnellate di prodotto. 

 

E se i prodotti italiani saranno colpiti da un dazio aggiuntivo di circa 117 milioni di euro (fonte: ICE), sarà la DOP Parmigiano Reggiano ad accusare il colpo più duro, in quanto il 25% dell’impatto complessivo Italia andrà a ricadere proprio sul Re dei Formaggi.

 

Il dazio sul Parmigiano Reggiano passerà dagli attuali 2,15 dollari al chilo a circa 6 dollari al chilo. Se oggi il costo del formaggio è pari a circa 40 dollari al chilo, da domani a scaffale sarà ben oltre 45 dollari al chilo. Difficile, al momento, prevedere quali saranno gli effetti immediati delle tariffe. 

 

Siamo amareggiati perché si va a colpire ingiustamente uno dei settori più forti della nostra economia. L’Italia si trova a pagare una bolletta veramente insensata. A questo punto servirà un piano di intervento straordinario dell’Unione Europea – un sostegno per assorbire il colpo rilanciando azioni di sviluppo – per evitare che gli effetti dei dazi diventino traumatici per la nostra filiera” commenta Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano

 

“Chiediamo l’aiuto e il sostegno del Governo e dell’Unione Europea, sia per riallocare il prodotto che non verrà venduto negli USA, sia per le spese legali che continuiamo a sostenere per difendere le Dop dagli attacchi delle multinazionali che vogliono mettere le mani sul business dei prodotti a indicazione geografica – continua Bertinelli. Proprio qualche giorno fa, un documento della National Milk Producers Federation (l’Associazione dei produttori di latte che produce più dei due terzi del latte americano) ha reso esplicita la volontà del Governo Americano di fare guerra alle indicazioni Geografiche Europee. È chiaro per quale motivo nell’elenco dei prodotti soggetti a dazio aggiuntivo del 25% ci siano solo determinate indicazioni geografiche italiane, come il Parmigiano Reggiano. I dazi non sono altro che una ripicca perché l’Europa tutela le DOP registrate: i formaggi americani (come il Parmesan, ma anche l’Asiago o il Gorgonzola, la Fontina made in USA) non possono pertanto entrare all’interno dell’Unione Europea. Le pretese del governo americano sono assurde: noi non permetteremo mai agli americani di vendere il Parmesan in Europa. Altrimenti, non saranno solo le aziende italiane a subire un danno, ma i consumatori stranieri che vengono ingannati perché acquistano un fake nella convinzione di acquistare il vero Parmigiano Reggiano” ha concluso il presidente Bertinelli

 

Fabrizio Raimondi 

PREMI PER IL SOAVE

 

La raccolta dei premi nazionali e internazionali quest’anno per il Soave è stata molto positiva, e a dimostrarlo sono le numerose segnalazioni che stanno pervenendo da guide e prestigiose riviste internazionali che confermano il momento positivo per la denominazione.

 

L’attenzione internazionale per il Soave è stata confermata dal Master of Wine Tim Jackson per quella che può essere considerato un testo sacro del mondo del vino, ovvero il sito jancisrobinson.com che a seguito di più di 100 assaggi, conferma la serietà e la qualità che tutti i produttori della denominazione stanno mettendo in campo per alzare l’asticella. La media dei punteggi è stata di oltre 16/20, confermando uno stato di salute ottimale che ben fa sperare per il futuro.

 

Prossimo appuntamento per festeggiare questa annata di riconoscimenti il prestigioso Merano Wine Festival dove le aziende Cantina di Soave, Gini, Prà, Guerrieri Rizzardi, Suavia e Corte Mainente esporranno i loro vini al pubblico meranese.

 

Spostando lo sguardo in Italia, i premi sono andati alle espressioni dei Soave appartenenti alle Unità Geografiche recentemente introdotte, segno di una scelta vincente da parte di Consorzio e produttori.

 

6 i premi dei "Tre Bicchieri", della guida Vini d’Italia 2020 del Gambero Rosso.

 

Soave Classico Monte Carbonare ’17 - Suavia

Soave Superiore Runcata ’17 – Dal Cero Tenuta Corte Giacobbe

Soave Superiore Il Casale ’17 - Agostino Vicentini

Soave Classico Calvarino ’17 - Leonildo Pieropan

Soave Classico Campo Vulcano ‘18 – I Campi

Soave Classico Monte Fiorentine ’17 – Cà Rugate

 

Nella Vini Buoni d’Italia 2020, edita da Touring Club, si sono aggiudicati la Corona

 

Soave Doc Classico Ca’ Visco 2018 - Coffele

Soave Doc Nettroir 2017 – Corte Mainente

Soave Doc Motto Piane 2017 - Fattori

 

Soave Doc Classico Vigneti di Carbonare 2017 - Inama

Soave Doc Classico Roccolo del Durlo 2017 – Le Battistelle

Soave DOC Classico 2018 – Suavia

Soave Superiore Il Casale 2017 – Agostino Vicentini

Soave Doc Classico Vigna Turbian 2018 - Nardello

Soave Doc Classico La Rocca 2017 – Pieropan

 

Mentre la Golden Star è andata a

Soave Doc Classico Monte Fiorentine 2017 – Cà Rugate

Soave Doc Decennale 2016 – Corte Adami

Soave Superiore Runcata ’17 – Dal Cero Tenuta Corte Giacobbe

Soave Doc Classico Monte Grande 2017 – Graziano Prà

 

Anche la guida Slow Wine annovera diversi Soave nelle varie categorie di premi

Vini Slow, vini che si distinguono per assoluta qualità, espressione del territorio e originalità:

Soave Cl. La Rocca 2017, Leonildo Pieropan

Soave Cl. Monte Stelle 2018, La Cappuccina

Soave Monte Grande 2017, Prà

Grandi Vini, vini dall’eccezionale qualità organolettica:

Soave Cl. Campo Vulcano 2018, I Campi – Flavio Prà

Soave Cl. Contrada Salvarenza Vecchie Vigne 2016, Gini

Soave Cl. Monte Carbonare 2017, Suavia

Soave Cl. Roccolo del Durlo 2017, Le Battistelle

Soave Cl. Sup. Foscarin Slavinus 2017, Monte Tondo

Vini quotidiani, ottimo rapporto qualità-prezzo:

Soave 2018, Corte Adami

Soave Cl. 2018, Balestri Valda

Soave Cl. Montesei 2018, Le Battistelle

Soave Danieli 2018, Fattori

 

 

 

Lucia Vesentini

Grande successo della prima raccolta fondi per “Non ti tollero”

Grande successo della prima raccolta fondi per “Non ti tollero”: oltre 9mila euro devoluti a favore del progetto scientifico

Il tenore Vittorio Grigolo protagonista dell’evento benefico al Fraschini di Pavia, organizzato da Il Mondo delle Intolleranze 

Tra i sostenitori anche Maria Teresa Ruta e l’artista Stefano Bressani

 

Solidarietà, scienza e buon cibo sono stati gli ingredienti vincenti della serata “Non ti tollero – Cena di gala” (29 settembre, Sala del Ridotto del Teatro Fraschini di Pavia), organizzata dall’associazione Il Mondo delle Intolleranze a favore del progetto di ricerca scientifica “Non ti tollero”. Un successo, quello della prima raccolta fondi dedicata allo studio sulle reazioni avverse al nichel, sia in termini di partecipazione e che di beneficenza. Oltre 9mila euro saranno devoluti per finanziare la prima fase del progetto. Tra gli oltre cento partecipanti (che si sono accaparrati un biglietto con largo anticipo, dato il sold out anticipato), sono stati molti i personaggi del mondo del food e dell’arte che hanno voluto sostenere il progetto con la loro presenza, come il grande tenore italiano Vittorio Grigolo, Maria Teresa Ruta che ha presentato la serata e l’artista pavese Stefano Bressani. Ai fornelli per la cena di gala anche nomi noti del panorama food, italiano e internazionale, tra cui lo chef 1 stella Michelin Claudio Sadler e lo chef bergamasco Mirko Ronzoni, volto noto della tv, già vincitore della seconda edizione italiana diHell’s Kitchen. Insieme a loro anche gli chef Danilo Angè, Adelio Zanaboni e il pasticcere Salvatore Vitale.

 

 

 

 

«Siamo molto felici dei risultati di questa prima raccolta fondi a favore del progetto “Non ti tollero”. Dopo anni di impegno nella promozione della cultura alimentare, oggi Il Mondo delle Intolleranze raggiunge un traguardo fondamentale, finanziando uno studio scientifico che migliorerà la vita dei molti che soffrono di reazioni avverse al nichel e noi siamo orgogliosi di far parte di questo cambiamento. Ovviamente tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’aiuto di tutti coloro che hanno partecipato alla serata, agli sponsor, agli chef e a coloro che hanno offerto i prodotti per la cena di gala», spiega Tiziana Colombo, alias Nonna Paperina, food specialist nonché fondatrice e presidente de Il Mondo delle Intolleranze.

 

Morena Piacentini

Il BonTà - Salone Delle Eccellenze Enogastronomiche

 

 

Il BonTà 2019: Il mais nero dei Maya e l’ambasciatore della Cucina italiana al Salone delle eccellenze enogastronomiche

Dal 9 al 12 novembre a CremonaFiere il salone dei sapori autentici e del cibo di alta qualità

 

Il BonTà - Salone delle Eccellenze Enogastronomiche dei Territori torna a CremonaFiere dal 9 al 12 novembre, con 2.000 prodotti artigianali dei territori. L’edizione dell’anno scorso ha portato a Cremona più di 30 mila visitatori. Quella di quest’anno, la numero 16, riempirà di nuovo per 4 giorni gli spazi di CremonaFiere di profumi e sapori dei cibi di tutta Italia. Il Salone dedicato ai sapori autentici e al cibo di alta qualità è un evento unico in cui l’eccellenza enogastronomica dei prodotti tipici dei territori, unita all’educazione alimentare e alle nuove esigenze del mercato, incontra l’interesse dei consumatori e degli operatori del settore. Una particolare attenzione verrà dedicata proprio a quest’ultimi, che potranno individuare le migliori attrezzature professionali per le loro attività. Il salone comprende poi anche uno spazio dedicato ai professionisti della ristorazione. Si chiama BonTà Professional e permette di toccare con mano il meglio delle attrezzature professionali per realizzare piatti gustosi e innovativi prestando attenzione a igiene, praticità e riduzione degli sprechi. Terzo filone della manifestazione è quello dedicato alla birra: Special Beer Expo. Qui le specialità birraie dei territori incontrano professionisti e appassionati del mondo della birra, creando il contesto ideale per scoprire abbinamenti originali, tendenze innovative e per confrontarsi sulle ultime novità in tema di somministrazione e consumazione delle birre speciali.

 

Parlando di cibo italiano nel mondo, la pizza occupa un posto di primissimo piano. In un paese dove la tradizione per la cucina si tramanda da secoli, il BonTà renderà omaggio a uno dei piatti più caratteristici della cucina tricolore con un appuntamento dedicato a tutti i sapori della Pizza: Pizza & Co., organizzato in collaborazione con Mantelli Giacomo arredamenti & forniture alberghiere. Questo evento è dedicato al connubio tra i “Maitre Artisan Pizzaioli” e gli espositori de Il BonTà, Il Bontà Professional e Special Beer Expo. Pizza & Co. accompagnerà nei quattro giorni della manifestazione grazie a un gruppo di pizzaioli italiani che si alternerà al forno, proponendo molte variazioni del celebre piatto salato. Sarà un paradiso per golosi dedicato alle pizzerie e alle loro specialità, dove i “Maitre Artisan Pizzaioli” proporranno ricette originali, in abbinamento al vino presentato dai produttori de il BonTà e alle birre di Special Beer Expo, grazie all’esperienza della biersommelière Chiara Andreola, diplomata alla Doemens Akademie di Monaco di Baviera.

 

La manifestazione sarà anche l’occasione per scoprire alimenti insoliti e particolari. Tra questi possiamo segnalare il Mais corvino. Un tipo particolare di mais, dal chicco nero e allungato, che veniva coltivato dai Maya già nel 3.500 avanti Cristo ma che in Italia non si coltivava più dal 1700. Si tratta di un alimento che ha caratteristiche molto particolari: ha il doppio delle proteine e il 20% in meno di carboidrati rispetto al mais normale. Inoltre ha 20 volte tanto gli antiossidanti presenti nel mais comune. Carlo Maria Recchia, 26 anni, è un giovanissimo imprenditore agrario che ha costruito la sua fortuna da una passione antichissima, l’amore per la terra e per l’agricoltura, che l’ha portato a essere il primo e unico produttore e distributore di Mais Corvino in tutta Europa. Nel 2010 il ragazzo riesce ad avere i primi 40 semi dell’antico cereale e per i successivi due anni li coltiva per moltiplicarli ed avviare la produzione. Nel 2014 nasce la ditta individuale CMR Mais Corvino. Le piante di mais Corvino coltivate sono 2.400 in 16.000 mq, nella campagna intorno a Cremona. Ora le piante sono I chicchi di mais vengono macinati nel mulino a pietra costruito nell'azienda agricola Maiscorvino nella sede di Castelleone, Cremona. Oltre alla farina l’ Azienda Agricola Maiscorvino produce farina, pasta, biscotti, gallette e birra il tutto senza glutine.

 

Un altro dei temi centrali dell’edizione di quest’anno sarà la valorizzazione della tradizione culinaria italiana in Europa. Lunedì 11 novembre, presso l’Area Eventi del Padiglione 2 di CremonaFiere, si assegnerà il premio “Ambasciatore della Cucina Italiana di Territorio”. Si tratta della tappa finale di un vero e proprio tour del gusto che ha coinvolto, a partire da maggio, una serie di ristoranti selezionati nel territorio di Cremona, Brescia, Verona, Mantova, Piacenza, Lodi e Pavia. Ogni ristoratore italiano si è gemellato con un ristorante estero che propone piatti e gusti della tradizione italiana in vari paesi europei. Gli chef sono stati chiamati a realizzare pietanze con prodotti della tradizione italiana insieme a classici del patrimonio gastronomico francese, spagnolo, svizzero, tedesco, austriaco e croato. Una giuria composta da chef e giornalisti esperti ha votato per ogni serata il migliore piatto, che verrà poi valutato nel corso de Il Bontà, per arrivare a incoronare l’Ambasciatore della Cucina Italiana di Territorio. L’ultimo appuntamento si svolgerà il 24 ottobre e vedrà confrontarsi il ristorante Scolari, in provincia di Cremona e il ristorante La Perla di Graz, in Austria. Un vero e proprio Touring del Gusto per dimostrare come il talento italiano in cucina e a tavola non abbia rivali per qualità dei prodotti, composizione dei piatti, e per capacità di richiamare e intrecciare le tradizioni locali dei cuochi italiani anche all’estero.

 

Alessia Testori

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