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IL PATROCINIO DEL MINISTERO ALLA FESTA DELLA FOCACCIA DI RECCO I.G.P.

 

Concesso dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali il Patrocinio per la LA FESTA DELLA FOCACCIA DI RECCO I.G.P. domenica 27 maggio 2018

A seguito della richiesta inviata dal Consorzio lo scorso mese di gennaio il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha concesso il Patrocinio alla FESTA DELLA FOCACCIA DI RECCO. Una grande soddisfazione per il Consorzio recchese che, dopo l’inserimento fra le 60 manifestazioni nazionali ufficiali “Anno del Cibo italiano 2018”, vede arrivare ora anche questo importante riconoscimento.

LA FESTA DELLA FOCACCIA DI RECCO manifestazione ufficiale “2018 ANNO DEL CIBO ITALIANO”

Grazie al preziosissimo supporto della Regione Liguria, che ne ha trasmesso la segnalazione, La Festa della Focaccia di Recco è stata inserita anche tra le manifestazioni ufficiali dell’evento di portata internazionale “2018 Anno del Cibo Italiano” promossa dal Ministero dei Beni e Attività Culturali e Turismo (MIBACT) con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MIPAAF).

LA FESTA DELLA FOCACCIA DI RECCO è l’evento ligure che negli ultimi anni ha registrato la maggior crescita.

Sono molti i fattori che hanno determinato questa vertiginosa crescita, primo fra tutti indubbiamente è stato l’ottenimento del marchio di tutela europeo “Indicazione Geografica Protetta”, in seconda analisi la particolarità della tutela: la Focaccia di Recco, con la sua IGP, ha riportato il prodotto alla zona d’origine storicamente e tradizionalmente delimitata dai Comuni di Recco, Camogli, Sori e Avegno, unicità che la differenzia da molte altre specialità gastronomiche tutelate in Europa, costituendo forte attrattiva turistica per quel fenomeno denominato “Turismo del Gusto”.

LA FAMA DELLA “FESTA” cresciuta grazie anche al Consorzio ambasciatore del prodotto e del proprio territorio.

Importante contributo al successo dell’evento recchese è la fama acquisita dal prodotto e dalla zona d’origine grazie alla partecipazione del Consorzio ad oltre 100 eventi d’importanza internazionale e nazionale in cui i focacciai eseguono in diretta la preparazione davanti al pubblico: contesti quali Expo 2015, Salone del Gusto a Torino, Salone Nautico a Genova, Cheese a Brà, Artigiano in Fiera a Milano, Internazionali di Tennis a Roma, Open Golf d’Italia, eventi “la mia Liguria” organizzati da Regione Liguria in piazza De Ferrari a Genova e a Milano.

La dichiarazione della Presidente del Consorzio Maura Macchiavello

A memoria non si ricordano nell’ambito della Città di Recco altri casi di riconoscimenti simili.
“Siamo molto soddisfatti per i risultati che stiamo ottenendo - dice la Presidente Maura Macchiavello -, l’IGP della Focaccia di Recco ha amplificato la fama del prodotto e dei comuni della zona di produzione, la “Festa” è un “total event” in cui tutte le componenti associative e commerciali della città possono mettersi in luce. L’inserimento nelle manifestazioni ufficiali dell’anno del Cibo Italiano ed il patrocinio Ministeriale non possono che essere motivo di orgoglio”.

CONSORZIO DELLA FOCACCIA DI RECCO COL FORMAGGIO

Il Consorzio della focaccia di Recco col formaggio con le aziende consorziate ha ottenuto il 15 gennaio 2015 il marchio di tutela europeo I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta) per la famosa “Focaccia di Recco col formaggio”, ponendola tra i 280 prodotti d’eccellenza tutelati che rappresentano l’Italia nel mondo. L’ IGP della Focaccia di Recco col Formaggio è un grande valore aggiunto, riconosciuto ad oggi alle attività consorziate:

Ristoranti a Recco: Alfredo • Angelo • Da Lino • Da ö Vittorio • Del Ponte • Manuelina • Vitturin • Focacceria Manuelina. Panifici a Recco: Panifici Tossini • Panificio Moltedo G.B. • Panificio Moltedo L;
Ristoranti a Sori: Edobar • Il Boschetto • Focacceria Tossini.
Asporto a Camogli: Revello.

Web: www.focacciadirecco.it
Facebook: La festa della Focaccia di Recco oppure Focaccia DI Recco Instagram; consorziofocacciadirecco

CONSORZIO DELLA FOCACCIA DI RECCO COL FORMAGGIO
Sede operativa: 16038 Recco (GE), via 25 aprile 14 – sede legale Recco, via V.Veneto 36/16 Tel. e fax: 0185 730748 – web: www.focacciadirecco.it - e.mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

AL PREMIO ITALIA A AL PREMIO ITALIA A TAVOLA LE DEGUSTAZIONI D’ECCELLENZA DI I LOVE OSTRICA

 

 

 

LE OSTRICHE DEL BERGAMASCO LUCA NICOLI SI PREPARANO A DELIZIARE GLI OSPITI DELLA PRESTIGIOSA RASSEGNA GASTRONOMICA DEDICATA ALLA RISTORAZIONE E ALL’OSPITALITA’ MADE IN ITALY

 

In assaggio, con la partecipazione degli chef più premiati di sempre, le migliori ostriche al mondo, con accostamenti raffinati e creativi

 

 

I Love Ostrica, l’esclusivo format di shop online, catering e degustazioni con protagoniste ostriche, crudités di mare e pescato di altissima qualità, è Partner del Premio Italia a Tavola, il riconoscimento più importante per il mondo dell’ospitalità italiana che per il primo anno arriva a Bergamo, il 7 e l’8 aprile prossimi, riconoscendo in questa città l’incontro perfetto tra accoglienza, innovazione, cultura ed eccellenze enogastronomiche.

Eccellenze come I Love Ostrica, realtà nata dall’intuizione dell’imprenditore bergamasco Luca Nicoli, profondo conoscitore del mondo delle ostriche, oggi a tutti gli effetti tra i principali esperti al mondo di questa prelibatezza. Una specialità che sarà protagonista del Premio Italia a Tavola in due momenti: venerdì 6 aprile, presso il Ristorante Collina e sabato 7 aprile presso il Ristorante Cantalupa Da Vittorio. Due fiori all’occhiello della ristorazione bergamasca e italiana conosciuti in tutto il mondo per l’eccezionale qualità delle loro proposte e dei loro premiati chef, rispettivamente: Mario Cornali e Roberto ed Enrico Cerea.

 

Durante le serate, un parterre selezionato di ospiti, con la supervisione degli esperti di I Love Ostrica, potrà degustare la selezione del grande allevatore e affinatore Cédric Lamaison, famoso nel mondo per la cura con cui sceglie le migliori produzioni dei parchi ostricoli Irlandesi e francesi creando le sue espressioni del territorio, proprio come ogni viticoltore fa con il vino. In particolare, venerdì 6 aprile sarà l’affascinante location del Ristorante Collina di Almenno San Bartolomeo a ospitare l’eccezionale degustazione, con la straordinaria partecipazione di Enrico Derflingher, tra i più grandi chef italiani al mondo, scelto come cuoco personale da Carlo e Diana d’Inghilterra e George Bush Sr, premiato nel 2008 come “Miglior chef al mondo”, patron per nove anni de “La Terrazza” di Roma dove ha conquistato la Stella Michelin prima di passare in Svizzera al prestigioso Palace Hotel di St. Moritz e diventare successivamente ambasciatore della cucina italiana in Giappone con l’Armani di Tokyo.

 

 

 

 

Qui, gli ospiti assaggeranno: le preziose Prestige des Mers, ostriche plasmate dalle maree di Utah Beach in Normandia, con il guscio bianco e la struttura della conchiglia che ricorda eleganti pizzi, caratterizzate da un suadente aroma di cibouletteall’apertura che all’assaggio si trasforma in una spiccata dolcezza con fine sapore di erbe agliate; le Prestige d’Irlande, perla della baia irlandese di Donegal con guscio dalle sfumature color ebano, dal bouquet di erbe di campo e una leggera sapidità che rilascia aromi di linfa ed erbe, mentre il muscolo dell’ostrica regala una piacevole croccantezza, raggiungendo il massimo della dolcezza; infine, sempre di Cédric Lamaison, la Fine de Claire, un’ostrica concava che deve il suo sapore particolare e unico alla cura minuziosa nella scelta delle Claire, i bacini dove le ostriche vengono affinate per ben otto mesi acquisendo quel gusto setoso e delicato, un prodotto con carne abbondante e di un colore perlato e lucido.

Sapori sublimi che gli ospiti potranno degustare anche sabato 7 aprile durante la serata di gala che si terrà alla Cantalupa dove, in particolare, troveranno in assaggio le varietà de Prestige des Mers e le Spèciale de Claire, sempre di Cédric Lamaison, mentre cuochi stellati provenienti da tutta Italia, pasticcieri, pizzaioli e bartender si esibiranno in isole gastronomiche dedicate. Oltre ai tre stelle Michelin padroni di casa, Chicco e Bobo Cerea, che, per l’occasione, cucineranno con Paolo Rota, si esibiranno in delizie enogastronomiche: Alfio Ghezzi (**), Fabio Pisanie Alessandro Negrini (**), Ciccio Sultano (**), Silvia Baracchi (*), Lorenzo Cogo (*), Riccardo Di Giacinto (*), Luca Marchini (*), Rosanna Marziale (*), Claudio Sadler (*), Viviana Varese e Filippo Lamantia. Con loro, i pizzaioliGiovanni Santarpia e Giuseppe Vitiello, i pasticceri Franco Aliberti (*), Federico Anzellotti, Vetulio Bondi
e Paolo Sacchetti, Ernst Knam, Iginio Massari, Giuseppe Triolo e i barman Fiorenzo Colombo, Danny Del Monaco e il suo staff, Marvin Dondossola e Marina Milan. Ospiti d’onore, le tre stelle Michelin: Umberto Bombana, Annie Féolde e Niko Romito.

 

«Sono molto felice ed emozionato: essere partner del Premio Italia a Tavola, manifestazione che celebra l’eccellenza italiana nella ristorazione e nell’ospitalità, mi riempie di orgoglio. I Love Ostrica è un progetto a cui mi sono dedicato fin da giovanissimo, a seguito del mio amore per il settore ittico. Tutto è iniziato tra i banchi del pesce della GDO: in pochi credevano al mio sogno, ma oggi siamo il principale riferimento italiano in fatto di ostriche, i massimi intenditori, specializzati nel proporre prodotti di altissima qualità, estremamente ricercati, accompagnando le degustazioni con la descrizione del prodotto in assaggio. Per creare cultura, cultura dell’ostrica. Proprio come fa il Premio Italia a Tavola: perché il cibo è sapore e cultura. Per questo, mi impegno quotidianamente per trasmettere ai miei ospiti tutto l’amore che nutro verso questo prodotto, per farli appassionare, per stimolare in loro un senso di curiosità e un desiderio di approfondimento. E il Premio è una grande occasione, gastronomica e culturale, per esprimere la raffinata, ricercata ed elegante identità che da sempre caratterizza I Love Ostrica» - ha dichiarato Luca Nicoli, fondatore di I Love Ostrica.

Il Premio Italia a Tavola, infatti, prevede numerosi momenti di confronto fra gli addetti ai lavori (con particolare focus sui temi della formazione e dell’innovazione tecnologica), oltre ad eventi culturali e appuntamenti enogastronomici con alcuni dei più importanti professionisti del settore, nonché le premiazioni dei vincitori del sondaggio “Personaggio dell’anno” e il conferimento degli “Awards”. Obiettivo: valorizzare tutti i volti dell’accoglienza accendendo i riflettori su uno dei comparti di punta del Made in Italy nel mondo.

Il Premio, ideato dalla omonima testata, è organizzato in partnership con Confindustria Alberghi e col patrocinio della Regione Lombardia, del Comune e della Camera di Commercio di Bergamo, oltre che di Eco di Bergamo e dell’Università degli studi di Bergamo e ha come main sponsor Consorzio Grana Padano, Trentodoc, Consorzio mozzarella di bufala campana Dop e Pentole Agnelli.

 

 

 

 

I LOVE OSTRICA nasce da La Piazzetta del Pesce, e-commerce e delivery di pesce di alta qualità per ristoranti e privati, realtà fondata nel 2007 da Luca Nicoli, oggi a tutti gli effetti leader nella distribuzione italiana di prodotti di lusso, in particolare ostriche. Considerate che nell’ultimo anno sono oltre 2.000.000 le ostriche distribuite in Italia. L’accurata selezione dei fornitori, a cui viene imposto un rigido capitolato di autocontrollo, è alla base dell’alta qualità di ogni prodotto che viene tracciato in tutta la sua filiera produttiva, dal momento in cui viene pescato fino alla consegna. Con I LOVE OSTRICA, il portale di lusso che si occupa di eventi, show cooking, chef a domicilio, serate didattiche, le ostriche diventano vere protagoniste, portando all’attenzione di un pubblico curioso e selettivo un prodotto pregiato, tutto da scoprire.

 

Ufficio Stampa e Comunicazione


Emanuela Capitanio - Cell. 347 4319334
Monica Ranzi – Cell. 335 7104115
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EZIO GRITTI CUCINA PER IL PREMIO ITALIA A TAVOLA

Nel cuore di Bergamo Bassa, il light lunch dello chef dedicato all’eccellenza della ristorazione e dell’accoglienza italiana

Sarà il Ristorante Ezio Gritti, splendido locale affacciato sulla porta principale di Bergamo, Porta Nuova, e sul Teatro Donizetti, guidato dal cuoco Ezio Gritti, a ospitare il light lunch in programma sabato 7 aprile alle ore 13.30 in occasione della decima edizione del Premio Italia a Tavola.  Il Premio, ideato dalla omonima testata, è organizzato in partnership con Confindustria Alberghi e si prefigge di valorizzare tutti i volti dell’accoglienza accendendo i riflettori su uno dei comparti di punta del Made in Italy nel mondo: è a tutti gli effetti il premio più importante per il mondo dell’ospitalità italiana, con un’attenzione di pubblico che negli anni è aumentata in maniera esponenziale.

 

Per il primo anno, il prestigioso evento, da sempre tenutosi a Firenze, arriva a Bergamo, riconoscendo in questa città un mix particolarmente interessante di eccellenze delle filiere legate allo stile, all’alimentazione e all’accoglienza. Eccellenze come il Ristorante Ezio Gritti in cui, in un ambiente di elegante semplicità, va in scena la filosofia culinaria di Ezio Gritti, il cuoco che non ama farsi chiamare chef, piuttosto “scief”contraddistinto da: Semplicità, Concretezza, Impegno, Eleganza, Fantasia.

 

La sua è una cucina pulita, diretta, schietta e mirata. Semplice, ma mai banale. Di visione e di pensiero. «Una cucina cerebrale», come ama definirla lui, in cui il gusto estetico e il valore del territorio sono al centro di ogni piatto. Una ricerca attenta della materia prima di migliore qualità e una riflessione acuta sulle sue peculiarità, infatti, garantiscono l’equilibrio perfetto delle pietanze, capaci di raccontare e raccontarsi, proprio come accadrà con il Light Lunch organizzato per il Premio.

 

Per l’occasione, Gritti cucinerà per i giornalisti invitati alla manifestazione e provenienti da tutta Italia proponendo un menù speciale, diverso rispetto a quello che solitamente caratterizza la sua carta. L’unicità del menù deriva dal fatto che Gritti userà le materie prime fornite dall’organizzazione del Premio. Sapori della tradizione che incontreranno la creatività del cuoco, dando vita a piatti speciali, dal gusto estetico ricercato ed essenziale.

 

 

 

 

In particolare, Gritti cucinerà con: il mais giallo di Gandino, una varietà unica di mais che è stata coltivata per la prima volta in Lombardia proprio nel borgo seriano di Gandino dove, di conseguenza, è stata preparata anche la prima polenta; il mais rosso di Rovetta, altra eccellenza protetta dal marchio De.C.O. (Denominazione Comunale d'Origine) che si distingue per il colore arancione/rosso intenso delle sue spighe, per una granella vitrea o semi-vitrea e per il rostro dei suoi chicchi (detto rampì in bergamasco) a cui deve il nome; il fumetto per dolce, farina a grana finissima, di colore giallo chiaro, ottenuta dal cuore del mais grazie alla macinazione a pietra e le gallette di mais

 

Dal mondo dei salumi, arriveranno invece cacciatori, pancetta, anatra e salsiccia accompagnati dai formaggi strachitunt, il cui nome deriva dalla stanchezza delle mucche e dei pastori a fine giornata durante il periodo di transumanza, taleggio, formaggio a Denominazione d'Origine Protetta antichissimo, probabilmente risalente al X secolo, formai de mut, formaggio di montagna, contraddistinto dai caratteristici profumi dell’alpeggio, e roccolo, altro capolavoro caseario dal profumo intenso, con sentori erbacei e retrogusto leggermente amarognolo. Prodotti perfetti all’assaggio con il pane tradizionale e la “Garibalda” forniti dall’Aspan.

 

Ma in un Lunch ispirato ai sapori del territorio non possono mancare i casoncelli, la tipica pasta ripiena bergamasca, diventati famosissimi già nell’800 con l’aggiunta di amaretti, uva sultanina e scorza di limone, e gli scarpinocc, specialità culinaria di Parre, comune dell'alta Valle Seriana, caratterizzata da un ripieno più povero dei casoncelli ma altrettanto gustoso, a base principalmente di formaggi e verdure. Tra le verdure, in particolare, ci saranno fiori di zucca, asparagi, scarola, pomodori, fagiolini, erbette e fiori eduli. Il tutto valorizzato da calici di Brut Terre del Colleoni, da un bianco fermo e un rosso riserva e da un Moscato Passito, e, a chiudere, un dolce simbolo di Bergamo: il gelato alla stracciatella de La Marianna, la pasticceria bergamasca che per prima ideò uno dei gusti più famosi e golosi del gelato italiano.

 

Ristorante Ezio Gritti
Piazza Vittorio Veneto, 15 - Bergamo

Emanuela Capitanio

BARBARESCO A TAVOLA

ATELIER DES GRANDES DAMES 2018

 

 

ATELIER DES GRANDES DAMES 2018

Durate la serata  è stato conferito il Premio Michelin Chef Donna 2018 by Veuve Clicquot a Fabrizia Meroi del Ristorante Laite a Sappada (UD) , occasione  anche per parlare di ‘valore aggiunto al femminile’ nell’alta ristorazione in Italia, con la  presentazione di immagini fotografiche realizzate  appositamente con lo scopo di raccontare ed esaltare il tema.

Milano, 26 Marzo 2018 _ Questa sera, al ristorante Lume by Luigi Taglienti, si è svolta la terza edizione del progetto Atelier des Grandes Dames, presentato per la prima volta dalla Maison Veuve Clicquot nel 2016, un network che ha lo scopo di celebrare il talento femminile nell’alta ristorazione.

Per il secondo anno, la Maison Veuve Clicquot ha rinnovato la prestigiosa partnership con Michelin Italia, supportando il Premio Michelin Chef Donna 2018.

Dopo l’elezione dello scorso anno di Caterina Ceraudo (Ristorante Dattilo-Strongoli), gli ispettori Michelin quest’anno hanno deciso di premiare Fabrizia Meroi, 1 stella Michelin, chef del ristorante Laite a Sappada, in provincia di Udine, motivando così la scelta: gli anni di formazione in Friuli, Veneto e Carinzia hanno costruito la sua sapienza gastronomica. I sapori di queste terre e i prodotti di ogni loro stagione caratterizzano i suoi menu. Lavora con semplicità e precisione, regalando una suggestiva esperienza di gastronomia locale dal tocco femminile deciso sia nei sapori sia negli accostamenti. Un’esperienza che ha conquistato gli ispettori come chiunque si sieda alla sua tavola.

Fabrizia Meroi incarna i valori della Maison- savoir-faire, eccellenza, audacia - e le qualità di Madame Clicquot - determinata, creativa, innovatrice, intraprendente. Fabrizia è la Grande Dame contemporanea.                                                                                         

La premiazione di Fabrizia Meroi è stata preceduta da una conferenza sul  ‘valore aggiunto al femminile’ nell’alta ristorazione in Italia.

Atelier des Grandes Dames, con la sua terza edizione, si avvia al consolidamento dei valori su cui si basa il network come la forza, l’empatia e la concretezza, evolvendosi con un progetto coerente che guarda «sempre più avanti», proponendosi di mettere in evidenza il “valore aggiunto al femminile” e che cosa questo aspetto apporta di positivo oggi all’interno di un contesto in piena e continua evoluzione.  La scelta di diventare chef per una donna dovrebbe dunque oggi incontrare consapevolezza innanzitutto (c’è bisogno che se ne parli), e un sistema virtuoso pronto a sostenerla, attraverso un insieme evoluto di virtù che ne esalti la visione dell’alta ristorazione al femminile, facendo emergere i grandi valori aggiunti che questa offre.

Per far emergere questa tematica, Veuve Clicquot ha deciso di utilizzare il potere del racconto delle immagini fotografiche*, e durante la serata sono infatti stati presentati degli scatti realizzati appositamente con lo scopo di esaltare il valore aggiunto al femminile all’interno del contesto; un fotografo e una chef che da soli avessero la possibilità di ragionare sul tema, senza tensioni, a mente libera, solo e unicamente attraverso un pensiero che arrivando dall’anima di ognuna di esse potesse poi essere colto dal fotografo e poi raccontato. 

“Sono onorato del fatto che Veuve Clicquot supporti, per il terzo anno consecutivo, questo importante e innovativo progetto” afferma Carlo Boschi, Senior Brand Manager Veuve Clicquot. “Il nostro obiettivo è quello di continuare a dar voce alle donne dell’alta ristorazione affinché raggiungano la consapevolezza dei propri punti di forza e possano dimostrare appieno il loro talento”.

Ad oggi fanno parte dell’Atelier des Grandes Dames 15 chef, tutte diverse, tutte simili per passione, intraprendenza, talento e femminilità, che ricalcano i valori della Maison (e implicitamente di Madame Clicquot).

#LIVECLICQUOT #ATELIERDESGRANDESDAMES

Verdiana Radaelli  | M +39 346 6178285

 

BRUNCH DI PASQUA AL RISTORANTE PIU' ALTO DI MILANO


E’ il ristorante più alto di Milano e appena si entra lo sguardo spazia sull’intero skyline della città, per un panorama a 360 gradi sulla città meneghina, con il sole allo zenit per il pranzo e un romantico tramonto per la cena.
La domenica di Pasqua è sinonimo di brunch: a 55 euro (compreso acqua, succhi e caffè) disposto sull’iconico monolite che è il simbolo stesso del ristorante. 25 euro per i bambini dai 4 agli 11 anni, sotto i 4 anni gratuiti.
Ecco la ricca proposta:
Isola antipasti: asparagi in agro con uova pochè crema d’uova e luppolo selvatico nel loro guscio; carciofi alla vaniglia; carciofi alla giudia; bavarese di zucchine con i suoi fiori e maionese vegana di pomodoro; budino di asparagina; insalatina di campo con crostini e bacon pasticcio di melanzane, scamorza e maggiorana
Isola pesce: salmone marinato al lime; tonno in tartare con menta e capperi; pesce spada agli agrumi gamberi scottati, crema di basilico e fregula sarda; merluzzo all’olio d’oliva e limoni di Sorrento con pecorino e finocchietto
Isola carni: carpaccio di manzo grana, senape e cipollina tartare di piemontese; acciuga in polvere, crosta di pane e aglio nero fermentato; vitello al limone con insalata di patate prezzemolate; tonno di coniglio; terrina di capel del prete in salsa verde; magro d’anatra in confit all’olio evo
Isola formaggi: formaggi zola, taleggio, strachitunt, Grana Padano, toma, selezione di burrate, mozzarelle, ricotte, scamorze, pecorini di Pienza, pecorino sardo e ubriaco con miele e confetture in abbinamento.
Isola salumi: salame Varzi,  coppa piacentina,  culaccia,  bresaola con cesti di pani assortiti, focacce, grissini dalla cucina.
I piatti principali: risotto al luppolo selvatico e riduzione di birra bianca; tortelli di magro burro e Grana Padano; salmone in crosta di sfoglia con spinaci e porri; agnello alla menta con le sue patate e asparagi
Direttamente in cucina (allo chef table) il buffet di dolci dello chef Beppe Allegretta: pasticceria assortita con l'aggiunta di dolci a tema pasquale (uovo, colomba e pastiera)

Lo chef Fabrizio Ferrari: 
Da aprile 2016 Fabrizio Ferrari è l’executive chef del ristorante Unico e propone una cucina legata al territorio e “al cibo perduto, ai sapori radicati nella nostra memoria più profonda e trasformati in piatti dal carattere deciso e contemporaneo” racconta lo chef. Stella Michelin dal 2010 al 2013 al ristorante Roof Garden di Bergamo, poi diverse esperienze in Francia, che lo formano ulteriormente e l’esperienza alla guida della Terrazza Triennale Osteria con Vista come executive chef.
“Amo andare alla ricerca dei prodotti ancora poco utilizzati della mia terra, il pavese, scegliendo materie prime da piccoli produttori locali di alta qualità. Ingredienti considerati poveri ma che offrono grandi emozioni, dalla forte personalità”.  E dove coglie spunto per la sua cucina? “Ogni viaggio, ogni memoria ha creato un bagaglio di esperienze, profumi, colori e sapori che voglio proporre nella mia cucina, un fil rouge che dalle radici della più povera tradizione lombarda approdano ai sapori lontani d’oriente”.  Fabrizio Ferrari propone piatti di sostanza, con slanci di leggerezza in grado di rendere accattivanti gli accostamenti - anche inusuali - di aromi, sapori e consistenze. Piatti strutturalmente complessi, ma semplici da comprendere, che all’assaggio risvegliano ricordi ed emozioni sopiti.
Lo chef è stato consulente per lo sviluppo dei macchinari per il sottovuoto e Chef Advisor per Valko; è testimonial del progetto “Taglio Sartoriale” del Consorzio Grana Padano e “A scuola di cucina con il Grana Padano”; è brand ambassador del riso Riserva San Massimo e dell’olio Tenuta Zuppini, materie prime di altissima qualità.
 
Contatti:
Viale Achille Papa 30,
20149, Milano (MI)
Tel.+39 02 39214847
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Per maggiori informazioni ufficio stampa:
Camilla Rocca
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392. 0531233

BATTIPALO - I PIATTI DEL MENU DI PASQUA

 

Battipalo- I piatti signature per il menu di Pasqua pieds dans l’eau sul Lago Maggiore
 
Qui i piatti fotografati da Stefano Caffarri 
Qui le foto del ristorante 

La Pasqua al ristorante Battipalo sarà un vero e proprio menu con i piatti signature dell’ultimo menu della chef Simona Benetti per 50 euro a persona bevande escluse: una forte attenzione per i prodotti del territorio come i formaggi, le erbe spontanee, le verdure che vengono coltivate direttamente dal loro orto. Per i più piccoli si è pensato a un menu a loro dedicato a 16 euro.
 
Antipasto
Carciofo brasato e uovo croccante al parmigiano
oppure
Roast beef di bue, salsa all’aringa e misticanze
Primo
Riso, prosciutto, piselli e furmaggetta
oppure
Tortellini di agnellone e tarassaco nel loro brodo ristretto
Secondo
Capretto del monte Fenera
oppure
Baccalà e calamaro in olio cottura, purè di fave e cicoria
Dolce
“Colomba”
oppure
Parfait al cioccolato, rabarbaro, crumble di grano e pistacchi
Costo € 50,00 a persona bevande escluse
Per i più piccoli 
Pasta al pomodoro
Cotoletta impanata e patatine
€ 16,00

“Battipalo” prende nome da una delle invenzioni di Leonardo Da Vinci: inventò l'attrezzo per piantare dei pali in agricoltura, successivamente adattato anche per i pali del lago, predisposti sulle chiatte. Il ristorante Battipalo è così, sospeso tra le acque del Lago Maggiore, coronato da ampie vetrate che fanno spaziare lo sguardo, accanto all'attracco del battello gira il Lago e attracca a Lesa, un porto minore e tranquillo della parte piemontese del lago, fermata a richiesta. Solo 45 minuti da Milano: quasi invisibile dalla strada provinciale, ex biglietteria per i battelli, basta girare attorno all'edificio per rimanere sbalorditi dal contrasto avanti/retro: il locale è stato totalmente ristrutturato recentemente per diventare un vero ristorante gourmet per 40 coperti, tra le location più belle e romantiche del lago Maggiore a pochi chilometri dalla Rocca di Arona, da Stresa, dalle isole Borromee e da S. Caterina del Sasso, un antico eremo scavato nella roccia.
 
La storia:
Simona e Gabriele, compagni di scuola alle elementari e una grande passione per la cucina, per lei, per il buon vino, per lui. Lei venditrice di occhiali , lui responsabile commerciale spesso all'estero; si sono rincontrati, sposati, hanno mollato tutto e ora vivono per il Battipalo. Lei timida e materna, ma di saldo polso in cucina, nel suo regno, ama esprimersi attraverso i suoi piatti; lui uomo di sala fatto e finito, ha fatto dell'accoglienza la sua arte e della ricerca di vini e champagne di nicchia la sua forza. Hanno aperto il loro Battipalo nel 2009 e successivamente Simona, per rafforzare la propria conoscenza nel mondo della carne, ha lavorato presso il ristorante stellato Damini&Affini di Arzignano (VI), da Enrico Bartolini e da Ovo in Val d'Aosta sotto la guida dello chef Stefano Zonca.
 
La Cucina:
Ingredienti del territorio, che in questa ala del Piemonte abbondano: pesci di lago stagionali (agoni, anguille, lucioperca, persico e lavarello) da valorizzare in modo meno scontato e classico; i formaggi di Ossola e Valsesia; le erbe spontanee raccolte da Simona stessa, appassionata raccoglitrice (nei suoi piatti troviamo spesso tarassaco, dente di leone, piantaggine), la verdura invece è raccolta quasi interamente nell'orto di casa; il pane del maestro culinario Eugenio Pol; pasta esclusivamente fatta in casa con farine di grani antichi e lievito madre per i lievitati; carne esclusivamente piemontese da un allevatore selezionato e lumache di allevamento bio.
 
La Carta dei Vini: 
Gabriele ha tanta Francia e ovviamente Italia nella sua carta, con oltre 40 etichette di soli piccoli produttori biodinamici di champagne a ottima qualità prezzo e bottiglie dalla Borgogna, sempre piccoli e ricercati produttori, motivo per cui gli appassionati fanno chilometri per degustarli: la clientela proviene da tutta Italia oltre che dall'estero.
 
Orari:
Aperti a pranzo e cena mercoledì e dal venerdì alla domenica
Aperti a pranzo martedì e giovedì
Chiusi tutto lunedì, martedì e giovedì a cena
 
Contatti:
Battipalo
viale Vittorio Veneto 2
28040 Lesa (NO)
0322 76069
 
Per maggiori informazioni ufficio stampa:
Camilla Rocca
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392. 0531233

Camilla Rocca
 

"STOP ALLA PIZZA DEGLI CHEF"

ANCHE LE CESARINE – LA PIU’ ANTICA RETE DI CUOCHE DOMESTICHE ITALIANE, CUSTODI DEL PATRIMONIO CULINARIO DEL TERRITORIO - SI SCHIERANO CONTRO CRACCO:  "IL PIATTO CHE IL MONDO INVIDIA ALL’ITALIA NON PUO’  ESSERE STRAVOLTO DALLA FANTASIA DEGLI CHEF STELLATI MA DEVE CONTINUARE A RENDERE OMAGGIO A TRADIZIONE E ORIGINI" 

Anche le Cesarine scendono in campo. Le 400 cuoche domestiche, che negli ultimi 14 anni hanno fatto gustare e sognare il palato di tanti turisti internazionali e di molti connazionali con il ragù come lo faceva la nonna o il vero ossobuco della tradizione si schierano compatte nel difendere tradizione e ricetta originale della pizza ma, soprattutto, la  sua“popolarità”.

Nonostante la pizza Margherita, si dice, nasca nel 1889 come omaggio all’omonima regina – sebbene altre fonti arrivino a datare le prime “pizze” quasi 1000 anni prima -  la pizza è uno dei capisaldi del ricettario di una casalinga partenopea. Dalle tecniche legate all’impasto alla scelta degli ingredienti: tutto fa parte di un corollario di consuetudini famigliari tramandate di generazione in generazione che, ancora oggi,  fanno della pizza il piatto più copiato e invidiato al mondo.  

Le Cesarine salvaguardano le tradizioni cucinarie che caratterizzano la cucina italiana, fatta di ricette vere e originali, lontane dalle interpretazioni spesso azzardate che vengono proposte” ha commentato Davide Maggi, AD di Le Cesarine. “Secondo la filosofia cesarinica, apprezzata soprattutto da quel turismo enogastronomico sempre più attento e amante dell’autentica cucina italiana, la proposta di Cracco è un prodotto ottimo…. ma la pizza è un’altra cosa”. 

Proprio la tradizione cucinaria italiana, che nella rielaborazione degli chef stellati va perdendo la sua più autentica matrice, diventa la vera discriminante in un panorama sempre più ricco di proposte ma reo di diffondere l’immagine di una cucina non autentica e soprattutto di danneggiarla.

Purtroppo siamo di fronte a una continua mancanza di rispetto nei confronti di un  patrimonio di gusto che ha scritto una parte importante della nostra storia: le cesarine sono rimaste le uniche a conservare la cucina tradizionale dallo strapotere degli chef e soprattutto da elaborazioni che sono vere e proprie snaturazioni ” conclude Maggi.

La storica rete di home cooking conferma ancora una volta il suo ruolo di primo piano nel perpetuare saperi e di sapori che, a dispetto del prolificare di offerte gastronomiche diverse, premia la vera cucina italiana e il culto della sua tradizione.

 

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