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Recensioni

IL MONTEVERRO 2017, NELLA TOP TEN DEI 100 MIGLIORI VINI SCELTI DA GENTLEMAN 2021

 

Il Rosso di punta della cantina gioiello di Capalbio al quinto posto ex equo della super classifica realizzata dall’incrocio delle sei più autorevoli guide italiane

 

Un vero premier grand cru maremmano, ottenuto dai vitigni bordolesi classici - Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot - ma con l’inconfondibile carattere dell’autentica maremma. Qui affonda le sue radici il Monteverro 2017, un rosso ambizioso che prende vita da vigneti dolcemente adagiati su quella nota ai più come la Costa d’Argento. Le uve provengono esclusivamente dagli appezzamenti migliori delle nostre colline, sul versante che digrada dolcemente verso il mare, il vino affina circa 24 mesi in barrique dei migliori tonnelier e quindi due anni in bottiglia. Sfoggia un’intensità e una complessità incomparabili e al contempo denota una freschezza e un’eleganza di rara nobiltà, potenza e corpo ma tannini setosi e integrati con un lungo finale.

 

Sarà stato proprio questo suo carattere deciso, ma raffinato ad aver conquistato le più importati guide dedicate al mondo del vino. La super classifica elaborata dalla rivista Gentleman, infatti, è stata ottenuta incrociando i rating delle edizioni 2021 di queste guide (Bibenda, Guida Essenziale ai Vini d’Italia di Daniele Cernilli, Vini d’Italia del Gambero Rosso, Vitae dell’Associazione Italiana Sommelier, I Vini di Veronelli e l’Annuario dei migliori vini italiani di Luca Maroni).

 

Un quinto posto (condiviso ex equo con l’Aglianico del Vulture Superiore La Firma 2015) prestigioso che proietta il Monteverro 2017 tra il Gotha dei rossi più apprezzati dai wine critic italiani e che conferma la Toscana terra vocata ai rossi con ben 31 piazzamenti su 100.

 

 

Michela Mezzolo 

ZUPPA, CHE PASSIONE! ECCO LA TOP 10 DELLE PIÙ INSTAGRAMMABILI DA CONDIVIDERE IN OCCASIONE DEL NATIONAL SOUP DAY

 

Dalla zuppa di pollo, ricca di proteine e sostanze aromatiche, alla zuppa di pomodoro, piatto fresco e salutare, fino ad arrivare alla vellutata di zucca, ricca di fibre disintossicanti e ottima per la linea, e a quella di funghi, ideale per contrastare l’invecchiamento cellulare grazie agli antiossidanti. Ecco alcune delle pietanze da condividere sui social in occasione del National Soup Day, che viene celebrato ogni anno negli USA il 4 febbraio

 

La zuppa continua a essere ancora oggi uno dei piatti più apprezzati a livello globale per via della sua semplicità nella preparazione, delle ottime proprietà nutritive e del gusto. Caratteristiche indiscutibili che hanno portato gli americani a istituire il National Soup Day, festività che ricorre ogni anno il 4 febbraio, e che hanno generato un boom di consumi negli ultimi anni, soprattutto nel 2020. Basti pensare che secondo una ricerca della United States Soup Industry e pubblicata su The Daily Meal gli americani mangiano 10 milioni di zuppe ogni anno. La passione per queste pietanze ha contagiato anche il mondo dei social, portando sempre più utenti a postarle, ma quali sono le ricette e gli ingredienti più virali su Instagram? Al primo posto nella speciale top 10 delle zuppe più instagrammabili spicca la Chicken Soup (zuppa di pollo), ricca di proteine e sostanze aromatiche come creatina e cantina, con ben 568.210 post, seguita dalla Tomato Soup (zuppa di pomodori), piatto fresco, gustoso e salutare, con ben 402.634 post e dalla Pumpkin Soup (vellutata di zucca), ottima per la linea perché ricca di fibre disintossicanti, menzionata in 293.337 post. Il quarto e quinto posto, invece, sono rispettivamente occupati dalla Mushroom Soup (zuppa di funghi), leggera, gustosa e ad alta concentrazione di antiossidanti per contrastare l’invecchiamento cellulare, con ben 177.130 post, e la Fish Soup (zuppa di pesce), piatto povero per eccellenza della tradizione marinara, menzionata 135.012 volte. Al sesto posto c’è la Onion Soup (zuppa di cipolle), piatto tipico della tradizione francese e poi esportato in tutto il mondo, con 94.784 post. Chiudono la classifica la Potato Soup (zuppa di patate) con 87.842 post, la Pepper Soup (zuppa di peperoni) con 63.341 post, la Pea Soup (zuppa di piselli) con 60.826 post e la Broccoli Soup (vellutata di broccoli) con 38.426 post. Ma non è tutto, perché a livello globale l’hashtag #Soup sfiora i 9 milioni di post. È quanto emerge da un monitoraggio Instagram condotto da Espresso Communication per Marco Roveda, pioniere del biologico, che vanta oltre vent’anni di esperienza nel settore e si è affidato al partner di fiducia Spreafico per lanciare sul mercato la prima linea di zuppe fresche pronte confezionate in pack con carta proveniente da filiera sostenibile PEFC. “La Giornata della Zuppa rappresenta la giusta celebrazione di un piatto nato dalla saggezza popolare, nutriente e gustoso che ancora oggi viene apprezzato da milioni di persone in tutto il mondo. Si tratta anche di una pietanza dotata di estrema versatilità – ha spiegato Marco Roveda - Il pioniere del biologico – Bisogna però prestare attenzione anche all’ambiente, ed è per questo che, non ritenendomi soddisfatto di quelle messe in commercio, ho deciso d’immergermi in una nuova sfida bio, realizzando una linea di zuppe fresche già pronte, leggere, ideate con ricette di alta qualità e confezionate in pack con carta certificata PEFC, proveniente da boschi gestiti in maniera sostenibile. Ottime per tutti coloro che ricercano nella propria alimentazione quotidiana benessere e leggerezza”. La passione per le zuppe accomuna anche alcune delle più grandi stelle del panorama internazionale: da Meghan Markle che, secondo quanto riportato da Hello Magazine, l’ha inserita nella sua dieta personalizzata, a Gwyneth Paltrow, assidua consumatrice della zuppa wonton, ricetta molto diffusa in Cina e Giappone, fino ad arrivare a Jennifer Lawrence, che ha sfruttato le proprietà nutrienti delle zuppe per curare i suoi problemi di salute. Passioni condivise anche in Italia da personalità femminili dello spettacolo come Dalila Di Lazzaro, appassionata della vellutata di zucca, Csaba dalla Zorza, che ha inserito nel suo regime alimentare una zuppa con porro, ceci, patate e cavolo nero, e Caterina Balivo, che l’estate scorsa ha mostrato con orgoglio una zuppa di cozze. Perfino lo chef Bruno Barbieri ha inserito nel suo menu una vellutata di zucca, ottima per il periodo invernale. Le proprietà nutritive della zuppa sono anche condivise da una ricerca della Pennsylvania State University e pubblicata su CNN Health, secondo cui il consumo di questa pietanza aiuta a eliminare le tossine presenti nell’organismo, facilita la funzione naturale di fegato e reni e migliora la forma fisica. 

 

Ecco, infine, la top 10 delle zuppe più instagrammabili:

 

1.   Chicken Soup: 568.210 post

2.   Tomato Soup: 402.634 post

3.   Pumpkin Soup: 293.337 post

4.   Mushroom Soup: 293.337 post

5.   Fish Soup: 135.012 post

6.   Onion Soup: 94.784 post

7.   Potato Soup: 87.842 post

8.   Pepper Soup: 63.341 post

9.   Pea Soup: 60.826 post

10. Broccoli Soup: 38.426 post

 

 

Matteo Gavioli

RECOVERY FUND, FIPE-CONFCOMMERCIO IN AUDIZIONE ALLA CAMERA: “IL TURISMO 4.0 NON ESISTE SENZA PUBBLICI ESERCIZI”

 

“Per essere realmente efficace, il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza dovrà tenersi alla larga da un approccio frammentato, concentrando i propri investimenti sulle filiere e in particolare sui segmenti in grado di garantire un positivo effetto moltiplicatore su valore aggiunto e occupazione. Il turismo 4.0, ad esempio, non può esistere senza uno sviluppo e una valorizzazione dei pubblici esercizi”.

È questo, in sintesi il messaggio trasmesso da Roberto Calugi, Direttore generale di Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, nel corso dell’audizione davanti alla commissione Attività produttive, Turismo e Cultura della Camera dei Deputati, dedicata al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Con i suoi 46 miliardi di valore aggiunto e i 20 miliardi di euro di acquisti di materie prime ogni anno, la ristorazione italiana rappresenta il principale attore della filiera agroalimentare del nostro Paese.

Non solo. Ogni anno i turisti stranieri spendono 8 miliardi di euro in bar, ristoranti e locali di intrattenimento, cui si aggiungono 12 miliardi di euro di consumi garantiti dal turismo interno. Dati che, insieme ai 158 miliardi di dollari di una virtuale bilancia commerciale di import ed export di ristorazione, certificano il ruolo di volano che la ristorazione ha nei riguardi dell’intero made in Italy.

Coinvolgere i Pubblici esercizi, inserendoli nel Recovery Plan, risulta dunque essenziale per rafforzare due filiere strategiche e favorire politiche di inclusione e di rigenerazione urbana.

“Purtroppo – ha sottolineato Calugi – nell’attuale PNRR i pubblici esercizi non vengono mai citati né direttamente né indirettamente, a dispetto di ogni evidenza”.

Occhi puntati in particolare sul tema della digitalizzazione, che rappresenta una scelta pervasiva per settori trainanti quali il turismo, la cultura e la filiera agroalimentare.

“Ciò che determina il successo o l’insuccesso delle politiche turistiche – ha aggiunto il Direttore di Fipe – è la gestione dei big data su prenotazioni e modalità di consumo dei prodotti del territorio. Informazioni oggi sono appannaggio delle grandi piattaforme internazionali, ma che devono tornare nella disponibilità di chi offre i servizi. Dobbiamo investire sulla digitalizzazione del mondo della ristorazione, dell’intrattenimento e della ricezione turistica e dei servizi più in generale, nella consapevolezza che anche i pubblici esercizi, come dimostrato durante la pandemia, hanno la capacità e la necessità di fare innovazione”.

Fondamentale, altresì, valorizzare il capitale umano di un settore che ha oltre 1,3 milioni di addetti.

 

Tommaso Tafi

VERDICCHIO MALGRADO IL COVID +36,9% NEL 2020

VINO (IMT): VERDICCHIO D’ORO NELL’ANNO PIU’ NERO

EXPLOIT DELL’IMBOTTIGLIATO NEL 2020: +36,9% IL CASTELLI DI JESI, +14,8% IL MATELICA

 

Nell’anno più nero, volano i bianchi simbolo dei vini marchigiani. Verdicchio dei Castelli di Jesi e Verdicchio di Matelica chiudono infatti il 2020 con un incremento esponenziale dell’imbottigliato, segnalato da Valoritalia rispettivamente a +36,9% e +14,8%. Un risultato senza precedenti nella storia recente dei 2 prodotti simbolo di una regione sempre più a trazione bianchista, che hanno contribuito a trainare in luce verde (+5%) il dato complessivo sull’imbottigliato di Dop e Igp marchigiane nel difficile contesto socioeconomico dello scorso anno.

“Il Verdicchio – ha detto il direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), Alberto Mazzoni – raccoglie ciò che ha seminato negli ultimi 10 anni: produzioni coerenti con l’altissima qualità del terroir riconosciuta dai critici internazionali, ma anche decine di milioni di euro investiti dai produttori in vigna, cantina e in attività promozionali. E massima attenzione al ritorno sull’investimento, dove – ha misurato Nomisma Wine Monitor – per ogni euro investito in promozione all’estero se ne ricavano 8 in virtù delle vendite. Oggi grazie ai contrassegni di Stato, per le Doc Verdicchio sarà ancora più facile il percorso di crescita, a partire dalla tracciabilità e dalla lotta alla contraffazione per un vino sempre più famoso nel mondo”, ha aggiunto il direttore del maxi-consorzio marchigiano, che conta 652 aziende associate per 16 denominazioni di origine di cui 4 Docg.

Complessivamente, nel 2020 l’imbottigliato del Verdicchio Castelli di Jesi ha sfiorato i 190mila ettolitri tra Doc e Docg, 51mila in più rispetto al 2019. Bene anche l’imbottigliato del Matelica a 19mila ettolitri contro i 16.500 dell’anno precedente. Nell'insieme, rileva Imt, l’export ha tenuto per le 2 denominazioni grazie a un balzo della domanda nel primo quadrimestre 2020, mentre è cresciuto molto il mercato interno in particolare nella seconda parte dell’anno, grazie al riposizionamento delle aziende produttrici, private di un canale naturale come la ristorazione. Crescita della vendita diretta, di quella di prossimità, e-commerce e soprattutto riposizionamento sulla Gdo di alcuni brand di alta qualità sono le 4 mosse vincenti dei produttori, che hanno traghettato il Verdicchio fuori dal pericolo crisi.

Per il 2021, Imt ha messo in campo un programma di azioni promozionali da oltre 3 milioni di euro di investimenti e una campagna globale a forte impatto digital. In primo piano, le risorse Ue dell’Ocm vino per la promozione sui Paesi terzi e i Piani di sviluppo rurale per le azioni in ambito comunitario. Parole d’ordine: strategie di promozione multicanale capaci di oltrepassare le barriere e portare i vini marchigiani in Italia e nel mondo. “Stiamo accelerando molto sul digitale - ha concluso Mazzoni -, il Covid ce lo ha imposto e penso che ci obbligherà a farlo almeno per tutta la prima parte dell’anno. Il piano è definito e sarà presentato la prossima settimana con tutti i soggetti interessati”.

 

Marina Catenacci

PROPOSTA VINI PRESENTA IL NUOVO CATALOGO IN OMAGGIO A LUIGI VERONELLI

 

 

 

 

Pergine, 22 gennaio 2021. In diretta dalla sede di Pergine, Proposta Vini presenta, sabato 23 gennaio il nuovo Catalogo 2021. L’evento si svolgerà online, dalle 15.00 alle 19.30, con un ricco programma di approfondimenti e potrà essere seguito dal pubblico di clienti, operatori, produttori, giornalisti e appassionati grazie a tre canali YouTube interamente dedicati.

Di seguito il link al programma:

https://www.propostavini.com/diario/articolo/presentazione-catalogo-2021

Gianpaolo e Andrea Girardi saluteranno il pubblico, alle 15.00, con il racconto della storia di Proposta Vini e l’evoluzione che ha portato l’azienda ad essere un punto di riferimento fondamentale per tutti gli operatori del settore.

Alle 15.30 “Il Catalogo 2021: Omaggio a Luigi Veronelli”: dialogo tra Gianpaolo Girardi e Gian Arturo Rota, Curatore dell’Archivio Veronelli e del sito Casa Veronelli. “Il Catalogo è dedicato con ammirazione a Luigi Veronelli, detto Gino, figura fondamentale del patrimonio enogastronomico e culturale italiano” - racconta Gianpaolo Girardi, patron di Proposta Vini – “un giornalista che ha inventato un nuovo linguaggio nella comunicazione e dato visibilità al mondo contadino.

Una persona che ha contribuito a creare le basi culturali, direi anche commerciali, per l’uso di un linguaggio nuovo, legato alla terra. Grazie alla sua opera di divulgazione è invece per noi possibile affrontare argomenti storici, culturali e paesaggistici”.

 

Si proseguirà, alle 16.30, insieme a Gianpaolo Girardi, in un Viaggio alla scoperta dei Progetti di Proposta Vini”, dai “Vini Franchi”, alla Collezione Matonari e i “Vini dell’Angelo”, tutti progetti nati per dare visibilità a vini presenti da secoli nel nostro Paese ma lontani da ogni regola di omologazione e ancora poco conosciuti sul mercato. 

All’interno del programma si alterneranno approfondimenti dedicati alla Carta Vini, al mondo di Proposta Spirits, alle Dinamiche Interpretazioni del Biologico e Biodinamico oltre all’appuntamento dedicato alla presentazione delle nuove cantine del Catalogo 2021.

 

Il Catalogo di Proposta Vini si arricchisce quest’anno di 23 nuove aziende, 14 italiane e 9 straniere. Racchiude al suo interno un’ampia visione del panorama vitivinicolo europeo grazie alla presenza di circa 255 produttori italiani (che rappresentano tutte le regioni italiane) e 132 stranieri (che rappresentano la maggior parte delle aree viticole europee).

Da oltre trent’anni Proposta Vini lavora con passione per ricercare e distribuire prodotti unici, valorizzando il recupero di vitigni storici, la biodiversità e la ricchezza del patrimonio territoriale e vitivinicolo italiano, prediligendo soprattutto i piccoli produttori. “Rappresentata da 120 agenti che operano in tutta Italia, Proposta Vini – ci racconta Andrea Girardi, figlio del titolare Gianpaolo e CEO dell’azienda – ha l’ambizione di aiutare gli artigiani produttori di vino nella loro missione per la preservazione della ricchezza e diversità della magia della coltivazione della vite in Europa, contribuendo alla sforzo di salvaguardia e divulgazione nel mondo  delle straordinarie radici storiche delle zone vinicole: ognuna con la sua straordinaria identità e dignità e degli uomini che le preservano all’interno del territorio e del paesaggio”.

Prosegue Andrea Girardi: “Per fare questo, Proposta Vini si adopera per permettere ai piccoli produttori di concentrarsi sulla maestria del lavoro in vigna, delegando tutti gli aspetti di commercializzazione e distribuzione. La collaborazione continua con i Produttori rappresentati”.

 

 

Federica Schir – Mediawine

RISTORAZIONE, 38 MILIARDI DI PERDITE NEL 2020. FIPE-CONFCOMMERCIO E SINDACATI SCRIVONO A PATUANELLI

 

 

Il 2020, l’annus horribilis della ristorazione italiana, si è chiuso nel peggiore dei modi: 37,7 miliardi di euro di perdite, circa il 40% dell’intero fatturato annuo del settore andato in fumo. Per questo la Fipe – Confcommercio, Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, insieme alle principali sigle sindacali del Commercio e del Turismo, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, ha scritto al ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, chiedendo un incontro urgente per elaborare insieme un piano organico di interventi per le imprese e i lavoratori dei Pubblici Esercizi, anche con l’obiettivo di programmare una riapertura in sicurezza dei locali.

Il punto di partenza della discussione saranno proprio i conti di fine anno elaborati dall’Ufficio Studi di Fipe, che ha messo in luce come il colpo più duro al settore sia arrivato dalle chiusure di novembre e dicembre. Storicamente, nel periodo delle festività dicembrine per una parte rilevante dei locali si arriva a generare fino al 20% del fatturato annuo: nel quarto trimestre 2020, invece, le perdite registrate hanno superato i 14 miliardi di euro, con un meno 57,1% dei ricavi, peggio ancora di quello che era successo nel II trimestre, quello del primo lockdown.

Questa fine anno ha di fatto vanificato gli sforzi estivi che pure avevano portato ad un contenimento delle perdite in alcune aree turistiche del Paese. Le grandi città, ed in particolare le città d’arte, dove ha pesato di più l’assenza del turismo internazionale, non hanno invece beneficiato nemmeno della tregua estiva, registrando perdite complessivamente superiori all’80%.

La ristorazione italiana – dichiara Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio - non ha pace: ogni volta che si avvicina la scadenza delle misure restrittive, ne vengono annunciate di nuove e si riparte da zero. Così anche il primo provvedimento del 2021 ha disposto la chiusura di bar e ristoranti nei fine settimana, lasciando gli imprenditori nell’incertezza dall’11 gennaio in poi, con i danni e le distorsioni che ne conseguono. Chiediamo a Governo e Comitato Tecnico Scientifico di dare prospettive diverse - più certe, ma anche più motivanti - ad un settore che ha pagato un prezzo altissimo, ma soprattutto che ha già dimostrato di poter lavorare in totale sicurezza. Non è più accettabile che i pubblici esercizi, insieme a pochi altri settori, siano i soli a farsi carico dell’azione di contrasto alla pandemia, richiesti di un sacrificio sociale non giustificato dai dati e non accompagnato da adeguate e proporzionate misure compensative. È indubbio che per uscire da questa crisi ci sia bisogno del contributo di tutti, ma proprio per questo non si può imputare sulle spalle sempre delle stesse categorie il peso del contenimento della pandemia, affossando nel frattempo un settore strategico per l’economia del Paese e per la vita quotidiana delle persone.”  

 

Andrea Pascale

IL MIGLIOR SPUMANTE ROSSO DEL MONDO È UN LAMBRUSCO

 

Sul gradino più alto del podio del concorso “The Champagne & Sparkling Wine World Championships 2020” un Lambrusco di Sorbara vince nella categoria “World Champion Sparkling Red Wine”. Nel complesso 12 medaglie, delle quali 3 d’oro, assegnate alle famose bollicine emiliane 

 

La settima edizione di quello che è considerato il campionato del mondo degli spumanti, vale a dire “The Champagne & Sparkling Wine World Championships 2020” sarà certamente da ricordare per la spumantistica italiana, ed emiliana in particolare. 

 

Un Lambrusco di Sorbara, infatti, si è aggiudicato il primo posto nella categoria “World Champion Sparkling Red Wine”. Si tratta del Lambrusco di Sorbara DOP Etichetta Bianca dell’azienda Zucchi. Un metodo Charmat che ha particolarmente colpito la giuria, composta come ogni anno da Tom Stevenson, ideatore del concorso e uno dei più grandi esperti al mondo di champagne e Spumanti, insieme al Master of Wine Essi Avellan e da Simon Stockton. Lo spumante dell’azienda con sede a San Prospero, in provincia di Modena, si è infatti aggiudicato anche il titolo di “Best Lambrusco 2020” e quello di “Best in Class Lambrusco Red Brut”.

 

Quest’anno il concorso ha battuto ogni record in termini di partecipazione – più di 1000 iscritti provenienti da oltre 30 Paesi nel mondo –  e ha visto per la prima volta l’Italia superare la Francia nel medagliere finale, pareggiando il numero degli ori, 47 a testa, e staccando nettamente i cugini d’Oltralpe nel computo degli argenti con con 111 medaglie a 42. Ottimo il risultato finale per il Lambrusco emiliano che ha collezionato anche 12 medaglie, 3 d’oro e 9 d’argento, confermandosi una delle bollicine italiane più importanti e apprezzate.

 

“Siamo molto felici e orgogliosi sia per la vittoria di un Lambrusco di Sorbara nella categoria assoluta dedicata agli spumanti rossi, sia per gli ottimi risultati raggiunti dalle nostre bollicine in generale” afferma Claudio Bondi, presidente del Consorzio di Tutela del Lambrusco di Modena. “Scorrendo l’elenco dei vini premiati spicca l’eterogeneità dei nostri vini, che assumono caratteristiche differenti a seconda delle varietà utilizzate e dei territori nei quali vengono allevate”.

 

Tra le 3 medaglie d’oro troviamo ancora una volta il Lambrusco di Sorbara Etichetta Bianca 2019 della Cantina Zucchi e poi il Lambrusco Salamino di Santa Croce 2019 Tradizione della Cantina di Santa Croce e il Lambrusco di Sorbara Leclisse 2019 dell’azienda Paltrinieri.  Tra le 9 medaglie d’argento troviamo il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Canova Secco di Fattoria Moretto, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Vini del Re di Cantina Settecani, il Lambrusco di Sorbara 2018 Baby Magnum di Marchesi di Ravarino, la Cuvée Brut Metodo Classico Magnum di Francesco Bellei, il Reggiano Lambrusco Rosso All’Antica di Alfredo Bertolani, il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Operapura di Opera|02, il Lambrusco di Sorbara 923 Terre della Verdeta della Cantina di Carpi e Sorbara, il Colli di Scandiano e di Cannossa Lambrusco Grasparossa Codarossa di Albinea Canali e infine il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro 2019 Bruno Zanasi dell’azienda vitivinicola Zanasi.

 


Valentina Albi

CANTINA VALPANTENA: SÌ ALLA FUSIONE CON CANTINA DI CUSTOZA

Favorevole la maggioranza dell'assemblea dei soci. Il presidente Luigi Turco: “Un progetto concreto di crescita, il nostro impegno resta valido”. Approvato anche l’esercizio economico 2019/20. L'assemblea dei soci di Cantina Valpantena vota a grande maggioranza a favore del progetto di fusione per incorporazione con la Cantina di Custoza. Il piano, già approvato dai consigli di amministrazione delle due cantine sociali, è stato ratificato venerdì 18 dicembre nell'assemblea straordinaria della cooperativa di Quinto di Valpentena (VR) con il 97% di voti favorevoli su quelli ammessi al voto (196 sì su 202 votanti). L'assemblea di Custoza si era espressa a favore sabato 12 dicembre con 89 sì su 157 votanti, ma non aveva raggiunto il quorum dei due terzi necessario all'approvazione.

"I soci di Cantina Valpantena – afferma il presidente Luigi Turco - hanno apprezzato e approvato la proposta di fusione e il piano industriale, reputandolo un concreto progetto di crescita per entrambe le cantine. Custoza da parte sua, pur non raggiungendo il quorum necessario per l'approvazione, ha votato a favore della fusione". In virtù del forte mandato ricevuto Cantina Valpantena lascia quindi la porta aperta al progetto di fusione tra le due cooperative agricole che, in caso di successo, darebbe vita a una nuova società da circa 30 milioni di patrimonio, una dotazione di conferimenti di 300mila quintali di uva, un fatturato da 65 milioni e un centinaio di dipendenti. A sostegno della fusione la possibilità, ribadita da Cantina Valpantena, di presentarsi sul mercato con una realtà più dimensionata e competitiva, capace di sostenere gli investimenti commerciali necessari per aggredire i mercati una volta usciti dalla pandemia.

Al centro dei lavori dell'assemblea ordinaria di sabato 19 della cooperativa sociale di Quinto invece l'approvazione dell'esercizio economico 2019/20, che ha registrato un fatturato di 46.494.000 euro, in leggero calo rispetto al periodo precedente, e un patrimonio netto di 22.700.000 euro, in crescita. "Chiudiamo un bilancio in tempi di crisi – commenta Luigi Turco – in un'annata che sconta un mercato in sofferenza per effetto della sovraproduzione di vino, che ha portato tutti i consorzi alla riduzione delle rese delle denominazioni, e dei contraccolpi dovuti alla pandemia di Covid-19. Nonostante questo ci riteniamo soddisfatti poichè il fatturato ha tenuto, anche se sacrificando i margini sulla vendita dei prodotti, e il patrimonio è aumentato grazie alla fusione realizzata nel 2019 con Cantina Colli Morenici".

Cantina Valpantena ha inoltre portato avanti il piano di rafforzamento della rete di punti vendita sul territorio, aprendo a luglio il negozio di Cassano Magnago, in provincia di Varese, e assicurando la piena operatività di quello di Cantina Colli Morenici a Ponti sul Mincio (Mantova). I corrispettivi raggiunti dalla rete di punti vendita nel 2019/20 sono pari a 4.626.000 euro, in aumento rispetto all'esercizio precedente nonostante le chiusure subite dagli esercenti in occasione del lockdown e le limitazioni dovute alle misure di contenimento del Covid-19.

 

Davide Cocco

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