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Recensioni

GRAN SUCCESSO A FERMENTO: 20.000 visitatori

CON 20.000 PR ESENZE TERMINA LA DECIMA EDIZIONE DI C’È FERMENTO:

GRAN SUCCESSO DI PUBBLICO PER IL FESTIVAL DELLE BIRRE ARTIGIANALI

  

È giunta al termine la decima edizione di C’è Fermento, il festival delle birre artigianali che ha animato la cittadina di Saluzzo dal 20 al 23 giugno con i rumori delle spillatrici, delle birre, della musica.

Ed anche quest’anno C’è Fermento si conferma un gran successo di pubblico: nei quattro giorni i numeri dei passaggi hanno contato 20.000 visitatori. Un bel risultato anche rispetto maltempo, con la pioggia e i temporali estivi che hanno inaugurato i primi giorni nel cortile della Fondazione Amleto Bertoni, sede ormai storica della manifestazione.

Ma l’edizione numero dieci della kermesse non ha avuto solo un’ottima affluenza di ospiti: con i diciotto birrifici italiani e i tre internazionali presenti, gli incontri pubblici e le degustazioni itineranti, C’è Fermento ha alzato ulteriormente l’asticella, offrendo una proposta di degustazione e di approfondimento che si attesta e conferma come punto di riferimento per birrai, intenditori e amanti della birra.

 

Quella di quest’anno per C’è Fermento è stata un’edizione speciale, il decennale di una manifestazione che ha come parole d’ordine birra, formazione, convivialità: i momenti di incontro con i Mastri Birrai, che hanno svelato segreti e curiosità sulla lavorazione, produzione e abbinamenti delle birre; i percorsi di degustazione con Unionbirrai, l’associazione di categoria; ma anche tutto un lato dedicato al divertimento e alla convivialità, con la selezione di proposte di street food curata con Slow Food e i momenti di musica, intrattenimento e approfondimento grazie alla collaborazione con Radio Beckwith.

Non solo birra: per il 2019 C’è Fermento si è posta gli obiettivi di festival family friendly ed eco-sostenibile: obiettivi felicemente concretizzati grazie alla collaborazione con il Ludobus Proposta 80, che ha offerto uno spazio gioco e attività per i più piccoli, e a quella con il CSEA - Consorzio Servizi Ecologia Ambiente, che ha istituito 4 eco-isole di raccolta rifiuti.

 

Curato dalla Fondazione Amleto Bertoni – grazie anche ad Enrico Falda, Presidente della Fondazione che nel corso del quinquennio in carica si è fortemente adoperato per la crescita dell’evento - in collaborazione con Città di Saluzzo e Condotta Slow Food del Marchesato di Saluzzo, il festival delle birre artigianali si conferma ulteriormente uno degli appuntamenti più importanti del settore.

Quattro giorni in cui la protagonista assoluta è stata la birra artigianale, sia regionale sia nazionale, come da tradizione, ma a cui si sono aggiunte per la prima volta nella storia della kermesse tre Mastri Birrai provenienti dal Nord Europa (Belgio, Inghilterra e Germania), ospiti speciali per il decimo compleanno, che hanno portato con professionalità e competenza un sapere nuovo nel cortile della Fondazione Amleto Bertoni.

Tre Mastri Birrai, tre paesi, tre scuole e tre filosofie di fare birre: le tre filosofie che hanno poi generato l’arte delle produzioni di tutto il mondo, in diverse declinazioni.

Tre Mastri Birrai nord europei, insieme ai diciotto birrifici da tutta Italia, dal Piemonte alla Puglia, attentamente selezionati dalla Guida alle Birre d’Italia Slow Food e da un comitato scientifico formato da Luca Giaccone e Francesco Nota.

 

C’è Fermento ha ospitato oltre 120 birre, affiancate da 12 cucine di strada, selezionate dalla Condotta del Marchesato di Saluzzo Slow Food, per offrire al pubblico un percorso di tutto gusto alla scoperta dello street food all’italiana.

 

C’è Fermento per i suoi dieci anni ha dato vita a un’ulteriore novità: protagonista della Birroteca è stata la collaboration beer Amleto, una italian blond ale creata negli impianti di Baladin Open Garden, grazie all’ospitalità di Teo Musso e di Birra Baladin, in collaborazione con Birra Antagonisti, Birrificio della Granda, Birrificio Kauss e Birrificio Trunasse.

Dieci sentori per i dieci anni di C’è Fermento: bergamotto, arancia, limone, camomilla, genziana, coriandolo, miele di erica, sciroppo di sambuco, sale marino di Trapani e cicoria. La Amleto è dedicata ad Amleto Bertoni, colui che rese l’artigianato saluzzese famoso in tutta Italia, e con lui a tutta la città di Saluzzo.

 

Nonostante C’è Fermento sia un festival della birra, con un clima festoso e conviviale, grande rilevanza hanno avuto i momenti di formazione e approfondimento rivolti sia agli intenditori sia a semplici appassionati e curiosi.

In particolare ci sono stati tre incontri pubblici organizzati dalla Fondazione Bertoni e curati da Luca Giaccone, appuntamenti che hanno approfondito temi di ambito economico, come le accise, di produzione e in particolar modo della filiera delle materie prime come orzo e luppolo; e di cultura con una chiacchierata con i tre Mastri Birrai nord europei.

Insieme a questi dibattiti e seminari, la manifestazione ha visto un calendario di appuntamenti a latere di degustazioni itineranti affidate ad Unionbirrai Beer Taster, che hanno accompagnato il pubblico interessato a conoscere quattro birre di quattro birrifici, con degustazioni e spiegazioni approfondite.

 

Per info:

Fondazione Amleto Bertoni, piazza Montebello 1, Saluzzo

Tel. 0175-43527 Cell. 346-9499587

 

laWhite - ufficio stampa e dintorni – T +39 011 2764708 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Silvia Bianco / M + 39 333 8098719 / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Grinzane Cavour: Food&Wine Tourism Forum 2019

 

 

 Food&Wine Tourism Forum 2019 a Grinzane Cavour due giorni dedicati al futuro del turismo e dell’enogastronomia

 

Torna per il secondo anno consecutivo l’appuntamento con i professionisti del mondo turistico ed enogastronomico per confrontarsi sulle ultime novità e sulle azioni da intraprendere per promuovere al meglio prodotti, esperienze e territorio

 

Migliorare la promozione e le performance economiche del turismo enogastronomico, valutarne il peso attuale e capirne le potenzialità, ma soprattutto confrontarsi sulle scelte che ci attendono per sviluppare nel modo più sostenibile possibile il turismo enogastronomico, sfruttando i vantaggi che le tecnologie più avanzate offrono e integrandole nella promozione turistica. Questi sono solo alcuni dei temi che saranno affrontati nel corso del Food&Wine Tourism Forum 2019, la due giorni di formazione dedicata al turismo e all’enogastronomia che, dopo il successo della prima edizione, torna al Castello di Grinzane Cavour (CN), patrimonio Unesco, dal 20 al 21 giugno con un ricco palinsesto di appuntamenti. Attraverso ricerche, dati, case history, corsi pratici e tavole rotonde, il Forum fornirà stimoli preziosi e percorsi di studio con l’obiettivo di connettere sempre di più il mondo dell’enogastronomia e quello del turismo.

 

Enogastronomia e turismo, due mondi da sempre vicini che stanno vivendo oggi un momento di grande crescita in Piemonte e non solo. L’Italia, infatti, è da sempre una destinazione turistica che più di altre viene associata ai piaceri che la tavola può offrire. A confermarlo i dati del Second Global Report on Gastronomy Tourism condotto dalla World Tourism Organization secondo il quale il 70% degli intervistati ha riconosciuto il turismo enogastronomico come importante segmento di sviluppo, anche se solo il 10% ritiene che sia promosso in maniera adeguata. Colpiscono poi i numeri legati al turismo enologico in Italia che lo scorso anno ha registrato un giro d’affari di 2,5 miliardi di euro e 14 milioni di persone coinvolte, a cui si aggiungono gli 85 miliardi di euro di fatturato del comparto ristorazione che nel 2018 ha registrato cifre da record. In crescita anche le applicazioni dedicate a food&wine e ai ristoranti con un aumento dei download dal 2016 al 2018 pari al +115%.

 

Il Forum si situa in questo scenario come evento di riferimento per comprendere, confrontarsi, imparare e agire attraverso due modalità: presentazioni e incontri con professionisti del settore enogastronomico e turistico da un lato e workshop formativi con laboratori sulla comunicazione digitale dall’altro. Nel corso dei due giorni, cui parteciperà il MIPAAFT, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e del Turismo con la partecipazione di Alessandra Priante, saranno presentate poi case history internazionali, dal Perù alla Croazia, dalla Spagna all’Istria, si potranno scoprire i nuovi trend di sviluppo sostenibile con l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN), mentre i 

 

Il Forum si situa in questo scenario come evento di riferimento per comprendere, confrontarsi, imparare e agire attraverso due modalità: presentazioni e incontri con professionisti del settore enogastronomico e turistico da un lato e workshop formativi con laboratori sulla comunicazione digitale dall’altro. Nel corso dei due giorni, cui parteciperà il MIPAAFT, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e del Turismo con la partecipazione di Alessandra Priante, saranno presentate poi case history internazionali, dal Perù alla Croazia, dalla Spagna all’Istria, si potranno scoprire i nuovi trend di sviluppo sostenibile con l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (CN), mentre i big player del settore digitale come Google e TripAdvisor racconteranno le ultime novità, il tutto supportato dai dati delle ricerche Enit, Isnart e TravelAppeal. Tra gli ospiti anche lo chef stellato Davide Oldani e Marcello Masi, inventore della rubrica TG2 EatParade, oltre al direttore marketing e commerciale di Lonely Planet Italia Angelo Pittro, il direttore scientifico di BTO - Buy Tourism Online Francesco Tapinassi, la responsabile progetti dell’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche (IS.NA.R.T. S.c.p.A.) Flavia Coccia, Roberta Garibaldi, Board of Advisors della World Food Travel Association, e la giornalista e scrittrice Anna Prandoni.

 

Gli incontri di formazione, dedicati al mondo digitale, spazieranno dall’email marketing con Alessandra Farabegoli, alle opportunità offerte da Google My Business con Fabio Galetto, dal video marketing con Fabrizio Ulisse al content marketing su Facebook in compagnia di Annalisa Romeo. Spazio anche alle campagne di digital marketing con Matteo Primosich e ai segreti di Instagram con Paola Faravelli, ma anche alla gestione della reputazione con Varner Ferrato e all’utilizzo di TripAdvisor con Chiara Ercini.

 

Il Food&Wine Tourism Forum fa parte del progetto ÀMPELO (Programma Interreg ALCOTRA 2014-2020) e si pone come momento di formazione e riflessione sulle sfide che il turismo enogastronomico deve affrontare, tra valorizzazione e sostenibilità, tra tecnologia e tradizione. Il Forum vuole essere un percorso di stimoli, studio e confronti con l’obiettivo di legare maggiormente il mondo dell’enogastronomia e quello del turismo, perché solo uniti si può crescere. L’evento è organizzato dall’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero con la direzione scientifica di Roberta Milano.

 

 

Il Food&Wine Tourism Forum è ad ingresso gratuito previa iscrizione su www.foodwinetourismforum.it

“Realtà Visionaria”

 L’Associazione Culturale EventidAmare presenta 

“Realtà visionaria”

 

L’Associazione EventidAmare, costituita nel 2010, ha realizzato eventi artistici nazionali ed internazionali, coinvolgendo in tutti questi anni oltre un centinaio di artisti: pittori, scultori e fotografi. In questa occasione siamo onorati di organizzare, nell’ambito del suggestivo Palazzo Ducale di Genova, la mostra personale di Geppo Monzio Compagnoni, un artista autodidatta che nelle sue opere ha sempre trattato tematiche sociali di grande attualità, scomode realtà per questo spesso volutamente dimenticate, quali emarginazione, diseguaglianze, segregazione.

Nel suo coerente percorso artistico, che lo ha portato da Amsterdam a New York, da Parigi a Genova, con sguardo disincantato, egli descrive il mondo che lo circonda senza ergersi mai a giudice e lo rappresenta in immagini di grande potenza emozionale. Geppo è un uomo semplice, sincero ed i suoi lavori riflettono il modo con il quale conduce la sua esistenza. Ha talento e lavora con passione, con lo stesso atteggiamento di chi non ha mai sopportato la Scuola, i Salotti... per lui vere e proprie “gabbie” oppressive.

Pietro Bellantone 

Presidente dell’Associazione Culturale EventidAmare

 

 

Daniele Grosso Ferrando

 GEPPO MONZIO COMPAGNONI

“Realtà visionaria”

Geppo Monzio Compagnoni nasce a Bergamo da una famiglia di decoratori e vive a Rovegno in Liguria. Artista autodidatta, non appartiene a nessuna corrente artistica. Le sue opere raccontano, in uno stile altamente originale, storie autobiografiche e drammi sociali, con uno sguardo ora ironico ora amaramente critico. Anticonformista e stravagante, Geppo dipinge come un artista del passato, curando ogni minimo dettaglio, grazie a una eccezionale perizia tecnica e a una precisione certosina.  Acuto osservatore sia dell’animo umano sia del mondo che lo circonda, Geppo descrive l’umanità e soprattutto la disumanità dei suoi protagonisti, in opere che si leggono come un libro di storia. I suoi quadri sono racconti di vite e di sofferenze, dai neri d’America ai deportati di Auschwitz, dai nuovi migranti ai disastri ecologici, ma narrano anche il riscatto sociale grazie alla musica e alla solidarietà.  Come uno spettatore curioso e stupito, Geppo osserva e riflette sui falsi miti del mondo, trasformando la realtà in visioni personali, “oniriche” e disincantate, ma mai meramente illustrative. Come un veggente metafisico, Geppo coniuga immagini che rivelano un mondo distonico e capovolto nei suoi valori umani e sociali, dove la “normalità” è una nave di migranti/deportati o un bambino che la cicogna porta in un mondo senza futuro. Come un alchimista d’altri tempi, Geppo seduce con il colore che si accorda sempre in armonie tonali, frutto di una lunga e appassionata ricerca. Geppo è tanti pittori in uno dal momento che mescola elementi che vanno dal realismo alla metafisica al surrealismo, ma interpretati con un timbro originale che ne fanno un artista singolare sempre fuori dal coro.

Geppo Monzio Compagnoni dice di sé: “Nasco come tanti nel 1951 da una bottega di pittori decoratori ecc. ecc. studiare non se ne parla, mi piacciono boschi, fiumi e la ciufetula, che da piccolo ero convinto avesse le ali. Inizio la mia battaglia nel 1967 a Dalmine, tra matite, pastelli, tempere, oli, acrilici. Racconto storie con la pittura, come si raccontano con le canzoni: come hanno fatto e fanno Fabrizio De André, Leo Ferré, Francesco Guccini e Augusto Daolio, Ivano Fossati, Franco Battiato... oppure racconto di questo sistema globale che sotto la crosta di miele nasconde brandelli di lebbra. Il mio stile di pittura lo lascio dire agli stilisti, che, del resto, è più importante apparire che essere. Questo è la moda. Sto nell’umiltà e ci sto bene.”

Daniele Grosso Ferrando è nato a Novi Ligure (AL) nel 1959. Storico dell’arte, è docente di storia dell’arte nei licei artistici genovesi e collabora con diverse università italiane. La sua formazione avviene fra Genova, Pisa e Firenze dove studia con Mina Gregori, Luciano Bellosi, Antonio Paolucci e Federico Zeri. Nel 1992 pubblica con la casa editrice Zanichelli un libro di Storia dell’Arte per le scuole medie inferiore dal titolo “Osservare, interpretare, inventare”; nel 2009 pubblica una monografia su Lucio Fontana: L’altro spazio; nel 2012 pubblica una monografia su Pablo Picasso: Artista stregone, Erga edizioni. È uno dei massimi esperti italiani nel campo della Storia dell’arte al femminile, su cui ha scritto numerosi articoli e saggi. Con le associazioni culturali EventidAmare e Liguria-Ungheria, delle quali è collaboratore, cura alcune mostre in Italia e in Ungheria, fra cui Artisti liguri a Budapest nel 2016. È vicepresidente dell’associazione culturale “Arte in campo” di Genova.

Realtà visionaria

 

Geppo Monzio Compagnoni nasce a Bergamo da una famiglia di pittori, affreschisti e decoratori e vive a Rovegno, in Liguria. Artista autodidatta, non appartiene ad alcuna corrente artistica. Le sue opere raccontano, in uno stile altamente originale, storie autobiografiche e drammi sociali, con uno sguardo ora ironico, ora amaramente critico. Geppo è infatti un artista bifronte che proietta le sue visioni personali in opere che sono invece esemplari di una condizione universale. Anticonformista e stravagante, Geppo dipinge come un artista del passato, curando ogni minimo dettaglio, grazie a un’eccezionale perizia tecnica e a una precisione certosina. Lo dimostrano, ad esempio, i riflessi di figure e di volti nella bottiglia di Vino nero, vino bianco: buon vino, o i minuscoli biglietti da 100 euro, dipinti con abilità micrografica, in Padroni di niente. Acuto osservatore sia dell’animo umano sia del mondo che lo circonda, Geppo descrive l’umanità e, soprattutto, la disumanità dei suoi protagonisti, in opere che si leggono come un libro di storia.

 

I suoi quadri sono racconti di vite e di sofferenze, dai neri d’America ai deportati di Auschwitz, dai nuovi migranti ai disastri ecologici, ma narrano anche il riscatto sociale grazie alla musica e alla solidarietà, che sono gli unici antidoti al degrado del mondo contemporaneo. In Vino nero, vino bianco: buon vino, un “blues man” dell’Alabama e un anziano contadino della Valtellina fraternizzano, perché la musica e il vino uniscono gli uomini e li rendono solidali. In Blues clandestino, la musica si eleva, addirittura, a simbolo di riscatto e di speranza, come le stelle che l’anima del fanciullo lascia cadere in mare. Geppo non è, comunque, solamente un “homo iratus”, che condanna i comportamenti folli e amorali dell’uomo, ma è anche un “homo ironicus”, dato che l’ironia è l’unico strumento in grado di svelare ipocrisie e falsità. In Teatrino, Geppo mette in scena un mondo carnevalesco, controllato da un rampante “grande burattinaio”, che manovra i fili di una società edonistica e corrotta. Avarizia è invece un apologo grottesco sull’avidità e sulla cupidigia umane, dove una lente d’ingrandimento deforma il volto di un avaro che ha una moneta al posto dell’occhio interiore.

 

Come uno spettatore curioso e stupito, Geppo osserva e riflette sui falsi miti della società, trasformando la realtà in visioni personali, “oniriche” e disincantate, ma mai meramente illustrative. In Troia brucia: l’inganno, ad esempio, il tranello teso dai Greci ai Troiani diventa la metafora paradossale di un mondo dominato dall’inganno e dalla finzione. Come un veggente metafisico, Geppo associa fra di loro immagini che rivelano un universo distonico e capovolto nei suoi valori umani e sociali, dove la “normalità” è una nave di migranti/deportati o un bambino che la cicogna depone in un mondo senza futuro. In Fai la ninna fai la nanna che a inquinare ci pensano papà e mamma, ad esempio, Geppo denuncia l’inquinamento su scala mondiale della Terra, contrapponendo la figura innocente del bambino al disastro ambientale causato dall’uomo. In I più letali predatori dei mari, l’inquinamento è di tali proporzioni che i pesci, per sopravvivere, hanno bisogno della maschera anti/gas. Come un alchimista d’altri tempi, Geppo ci seduce con il colore che si accorda sempre in armonie tonali, frutto di una lunga e appassionata ricerca. In Volta la carta, infatti, il colore è abilmente graduato in un’armonia di toni, talmente delicati da sembrare graffite.

Nella Venditrice di soffioni invece è la stessa composizione a essere resa uniforme dal colore, sapientemente modulato in variazioni tonali, per mezzo delle quali si ottengono effetti di luce, di ombra e di profondità. La ricerca di Geppo è orientata anche verso “l’opera d’arte totale”, in cui i materiali più vari e lo stesso supporto diventano parte integrante del lavoro artistico. In Roxy Bar, ad esempio, il cabaret vintage rievoca l’atmosfera del locale notturno, cantato da Vasco Rossi in “Vita spericolata”. In Sempre contro la disumanità, il timone/ supporto è in perfetta sintonia con il soggetto che rappresenta i vecchi e i nuovi “deportati”, in una visione circolare del tempo dove convivono passato e presente. Amaramente, Geppo ci ricorda che la storia non è più (ma, forse, non lo è mai stata) “magistra vitae”, con buona pace di Cicerone. Geppo è, quindi, tanti pittori in uno dal momento che la sua ricerca si muove in molte direzioni e mescola elementi che vanno dal realismo alla metafisica al surrealismo, interpretati sempre con un timbro originale che fanno di Geppo un artista singolare e fuori dal coro.

 

 

 

Daniele Grosso Ferrando

 

 

ONAV LIGURIA

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RADICI DEL SUD PREMIA I MIGLIORI VINI DEL MEZZOGIORNO

 

 

 

Torna il Concorso che il 10 giugno decreterà le tre aziende vincitrici assolute del Salone degli oli e dei vini del Sud Italia. Confermata la presenza di oltre 100 cantine e il padiglione dei vini artigianali

 

Radici del Sud, il multievento dedicato ai vini e agli oli del Sud Italia che premia da quattordici anni il meglio dell’enologia del Meridione, mette in palio quest’anno per le tre cantine vincitrici assolute delle categorie un servizio di tappatura ArdeaSeal e uno di etichettatura IPPU. Le aziende premiate saranno individuate tra quelle partecipanti al Salone degli oli e dei vini del Sud Italia, in programma il 10 giugno 2019 al Castello di Sannicandro di Bari.

 

Il primo classificato si aggiudicherà 20 mila etichette e altrettante controetichette offerte da IPPU, azienda che produce fasce autoadesive per tutti i settori di mercato con particolare attenzione a quelle di alta qualità per vini, e 10 mila tappi messi in palio da ArdeaSeal, realtà che da sempre investe nella ricerca e nello sviluppo di sistemi di chiusura in grado di garantire nel tempo la stabilità e le caratteristiche organolettiche del vino. La cantina premiata con la medaglia d’argento avrà in dotazione 14 mila etichette e controetichette e 7 mila tappi, mentre per il terzo classificato sono in palio 10 mila etichette e controetichette e 5 mila tappi.

 

“Sono già più di cento le cantine che saranno presenti al Salone – commenta Nicola Campanile, organizzatore dell’evento – e tutte porteranno in degustazione a Bari il meglio dell’enologia del Meridione. Con il Premio Radici del Sud vogliamo rendere particolare merito alle tre cantine che, in sede di valutazione, si distingueranno per l’eccellenza dei loro vini e per la capacità di interpretare al meglio i vitigni simbolo della Sud Italia.”

 

Durante la settimana precedente le oltre trecento etichette presenti al Salone saranno suddivise per categorie di uvaggio e valutate da quattro giurie: due composte da giornalisti, influencer e wine writer italiani e internazionali e due formate da buyer provenienti da Paesi europei come Svezia, Gran Bretagna, Olanda e Germania, ed extraeuropei come Svizzera, Russia, Polonia, Australia, Stati Uniti e Cina. L’edizione 2019 di Radici del Sud vedrà inoltre continuare la collaborazione con l’enologo Alessio Fortunato, che lavora in Cina come China Wine Market Consultant nell’ambito di importazione e distribuzione del vino e come professore della NWAF University.

 

Accanto a lui sarà presente una delegazione composta da buyer cinesi, già importatori di vino italiano e interessati ad approfondire la conoscenza del mondo dell’enologia del Sud Italia. 

Presente al Salone per il secondo anno anche il padiglione dedicato ai vini artigianali, che si potranno degustare al primo piano del Castello di Sannicandro, e un’area interamente dedicata al food, dove si ci sarà la possibilità di assaggiare e acquistare le specialità gastronomiche di alcune delle migliori aziende del Meridione.

 

RADICI DEL SUD 2019 - Salone dei vini e degli oli del Sud

Dove: Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari (BA)

Apertura al pubblico: 10 giugno 2019

Orario: dalle 11.00 alle 21.00

Ingresso: kit di degustazione €15 (comprensivo di bicchiere, sacca portabicchiere e quaderno

di degustazione)

Parcheggio: disponibile

I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.

 

 

Anna Sperotto

ASPI ENTRA IN OTTO ISTITUTI ALBERGHIERI DELLA LOMBARDIA

 

 

 

 

LA FORMAZIONE DI ASPI ENTRA IN OTTO ISTITUTI ALBERGHIERI DELLA LOMBARDIA. OLTRE 300 STUDENTI IN CORSA PER DIVENTARE SOMMELIER JUNIOR. A MAGGIO, IL CONCORSO NELLA VILLA REALE DI MONZA

 

IL CORSO ORGANIZZATO DA ASPI - ASSOCIAZIONE DELLA SOMMELLERIE PROFESSIONALE ITALIANA COINVOLGE GLI STUDENTI DEL 4° E 5° ANNO CHE, DOPO L’ESAME FINALE, POTRANNO CONSEGUIRE L’ESCLUSIVA CERTIFICAZIONE DI ASPI, L’UNICA ASSOCIAZIONE ITALIANA MEMBRO DI ASI.

IL 5 MAGGIO, ALLA VILLA REALE DI MONZA, IL CONCORSO PER SOMMELIER JUNIOR, PATROCINATO DAL COMUNE DI MONZA, CON LA CONSEGNA DEI DIPLOMI DA PARTE DEL VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE LOMBARDIA FABRIZIO SALA

 

ASPI - Associazione della Sommellerie Professionale Italiana porta l’arte della sommellerie tra i banchi di scuola con i corsi per diventare “Sommelier Junior”, già avviati in otto istituti alberghieri della Lombardia, con il coinvolgimento di oltre 300 studenti delle classi del quarto e quinto anno, con la possibilità di estendere le lezioni anche al terzo anno.

Gli istituti coinvolti nell’iniziativa sono: l’Istituto Superiore Falcone di Gallarate, l’Istituto Alberghiero Don Gnocchi di Carate Brianza, la Scuola Oliver Twist di Cometa a Como, il Collegio Arcivescovile Castelli a Saronno, l'Istituto Alberghiero "Ballerini" di Seregno, l’Istituto Professionale “Adriano Olivetti” di Monza, l’Istituto Istruzione Superiore Giuseppe Luigi Lagrange di Milano e l’Istituto Carlo Porta di Milano. Al termine del corso, e previo superamento dell’apposito esame di idoneità a conclusione del quinto anno, gli studenti potranno ottenere l’attestato di “Sommelier Junior ASPI” che darà loro il diritto a proseguire il percorso di formazione per le altre figure dell’associazione.

«La formazione è da sempre pilastro fondante di ASPI e lo è ancora di più nei confronti dei giovani: i sommelier di domani a cui intendiamo dare le basi per affrontare il mondo del lavoro e i successivi step di apprendimento e pratica sul campo con altissima professionalità – dichiara Giuseppe Vaccarini, presidente di ASPI. Gli studenti che parteciperanno a questa iniziativa potranno diventare i nuovi ambasciatori della enogastronomia e dell’accoglienza turistica. È per loro un’opportunità reale e concreta per porre le basi del proprio futuro».

I corsi attivati negli istituti coinvolti saranno diversi rispetto al normale percorso formativo avviato da ASPI, al fine di approfondire le varie tematiche, scendendo più nel dettaglio dei vari aspetti che compongono la professione.

Con il quarto anno prenderà avvio il percorso didattico da 16 lezioni di due ore pomeridiane ciascuna dedicate allo studio della figura e della funzione del sommelier, all’approccio responsabile alla bevanda alcolica, alla viticoltura, all’enologia, alla tecnica della degustazione  analitico-descrittiva, alla conoscenza dei vini passiti e liquorosi, dei vini spumanti e frizzanti, della birra, dei distillati e dei liquori. Nel quinto anno le lezioni diventeranno 17, sempre da due ore pomeridiane ciascuna. Dopo il ripasso generale si proseguirà con l’enogastronomia, per poi dare ampio spazio alla conoscenza dell’enografia nazionale ed ai vini a denominazione. A seguire, accenni ai vini francesi, europei e di altri continenti. Infine, la preparazione all’esame e l’esame finale. Ogni lezione, nei due anni di corso, terminerà con test relativi alla lezione precedente che consentiranno allo studente di verificare le competenze apprese e al docente di capire il livello di preparazione d’aula per meglio definire le lezioni successive.

 

 

 

Il percorso formativo culminerà domenica 5 maggio, nell’elegante cornice della Villa Reale di Monza, con il Concorso per Sommelier Junior: una competizione tra i più giovani per decretare il miglior sommelier. Durante la giornata, patrocinata dal Comune di Monza, gli studenti che hanno seguito e concluso il corso ASPI per diventare Sommelier riceveranno i diplomi da parte del Vicepresidente della Regione Lombardia Fabrizio Sala. E per tutti i partecipanti sarà possibile degustare Champagne al banco d’assaggio dedicato e visitare l’esposizione di auto Dream Cars allestita in Villa.

Un ringraziamento speciale và alle aziende che, fin dalla sua nascita, hanno deciso di sostenere il progetto: Allegrini, Baracchi, Batasiolo, Cinzano, Col d’Orcia, Costaripa, Livio Felluga, Marchesi di Barolo, Marco Felluga, Mongioia, Poggio al Tesoro, Roberto Capecci, Vinopera, Zenato.

 

ASPI - Associazione della Sommellerie Professionale Italiana. Si propone come punto di riferimento per la Sommellerie professionale, con l'obiettivo di offrire opportunità di crescita ed affermazione ai Sommelier. Dal 2007, anno della sua nascita, è il solo membro per l'Italia dell'Association de la Sommellerie Internationale, ASI. I principali obiettivi di ASPI sono la formazione, a livello professionale, e la diffusione della cultura sul mondo del cibo e delle bevande. ASPI è presente, sul territorio nazionale, con corsi ed attività.

 


Alessandra Perrucchini. Cell. 340 4212323

Cortona Cultura Mix Festival

Dopo gli appuntamenti che hanno visto protagonisti Benedetta Cibrario con Alberto Rollo e Kim Rossi Stuart con Alessandra Tedesco, il ciclo di incontri Cortona libri e idee – promosso dal Comune di Cortona in collaborazione con il Comitato Cortona Cultura Mix Festival, Ex Libris Comunicazione, la Biblioteca del Comune di Cortona e le società Icaro e Pegaso – prosegue giovedì 18 aprile alle 18 con lo scrittore Paolo Di Paolo. La cornice è sempre la suggestiva Sala del Trono del settecentesco Palazzo Vescovile (Vicolo Vagnotti 1).

La mia vita tra le righe è l’irresistibile invito lanciato da Paolo Di Paolo a specchiarsi nelle pagine dei libri che abbiamo amato e a riconoscere quanto ad essi siamo debitori. “Questa è la parte più bella della lettura, scoprire che non sei solo. Tu appartieni”: a partire dalla massima di Fitzgerald applicata alla propria vita, lo scrittore accompagna il pubblico nella galleria ideale di Vite che sono la tua (Laterza, 2017), 27 affinità elettive, da Tom Sawyer al giovane Holden, da Jane Eyre a Raskòl'nikov e ai personaggi di Roth, tante quante i classici che più lo hanno segnato. Finalista al Premio Strega 2013 con il romanzo Mandami tanta vita (Feltrinelli) su Piero Gobetti, Paolo di Paolo in questo incontro propone un vero e proprio catalogo sentimentale fatto di autori, persone e personaggi, perché noi tutti siamo non solo i libri che leggiamo e che vorremmo leggere, ma anche le vite immaginarie che abbiamo vissuto e tutti i viaggi che grazie alla lettura abbiamo intrapreso.

La rassegna Cortona libri e idee si concluderà con Michela Murgia giovedì 16 maggio.

 

COMUNICAZIONE E ORGANIZZAZIONE 

EX LIBRIS COMUNICAZIONE 

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tel. 02 45475230 
Carmen Novella: 335 6792295 

TASTING DEL BARBARESCO 2016

 

 

Ci siamo quasi,
manca poco all'Evento
 
 

Il Barbaresco DOCG 2016 è pronto a presentarsi al mondo in un pomeriggio di TASTING esclusivo
L’Enoteca Regionale del Barbaresco è lieta di annunciare la Presentazione dell’annata 2016 del Barbaresco in un Evento unico di Degustazione che si terrà Lunedì 29 Aprile 2019 dalle ore 12:00 alle ore 18:00 nei locali della Cantina storica del Castello di Neive, in un grande pomeriggio di Tasting che radunerà ai banchi d’assaggio oltre 60 produttori che Vi offriranno la possibilità di degustare diverse annate di Barbaresco.
 
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