NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo

Recensioni

IL PIGNOLETTO DIVENTA DOC “EMILIA ROMAGNA” SPRINT FINALE PER IL RICONOSCIMENTO DELLA DENOMINAZIONE 

 

Il Pignoletto si lega definitivamente all’Emilia-Romagna: l’assemblea dei soci del Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna, dopo un lungo dialogo con Regione, Ministero e Commissione Europea, valorizza così l’appartenenza regionale di uno dei vini più rappresentativi del territorio.

 

È il vino che unisce idealmente l’Emilia e la Romagna, con il territorio di produzione e imbottigliamento che si estende da Modena a Forlì, e ora lo diventa anche “nel nome”: il Pignoletto diventerà, a disciplinare approvato, l’unica tipologia della DOC “Emilia Romagna”, grazie alla condivisioni di obiettivi tra il Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna, Regione Emilia-Romagna e Ministero delle Politiche Agricole. Un progetto che sancirà la tutela europea di quella che è la seconda denominazione enologica più importante della Regione dopo il Lambrusco e che, con 14 milioni di bottiglie, rappresenta un’importantissima fonte di reddito per i viticoltori del territorio.

 

Dal 2021, quindi, il nome “Pignoletto” si affiancherà, in modo esclusivo, al riferimento geografico dell’Emilia-Romagna – una protezione comunitaria legata al territorio regionale che consentirà a questo vino di avere un riconoscimento ancora più importante sia a livello nazionale che internazionale.

 

“Con il voto assembleare di oggi si definisce un percorso intrapreso da tempo con gli Enti preposti, che legittima e riconosce il vino che unisce l’Emilia alla Romagna, mantenendo inalterato il territorio, come oggi, a tutela dei suoi produttori. Il Pignoletto rappresenta il vino che negli ultimi anni ha registrato i trend più importanti di crescita a livello nazionale e che al momento, nonostante la pandemia, ha fatto registrare una crescita del 10% nelle vendite in GDO nel primo semestre” sottolinea Carlo Piccinini, Presidente del Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna.

 

Con questa proposta, all’apice della piramide qualitativa troveremo la DOCG “Colli Bolognesi Pignoletto”, una denominazione che include un territorio collinare molto ristretto posto a sud di Bologna, mentre la DOC “Pignoletto” diventerà DOC “Emilia-Romagna” e sarà riservata esclusivamente alla tipologia Pignoletto” commenta Giacomo Savorini, Direttore dei Consorzi che oggi tutelano il vino Pignoletto, ossia Consorzio Pignoletto Emilia Romagna e Consorzio Vini Colli Bolognesi -. Il territorio di produzione ed imbottigliamento rimarrà lo stesso, ma in questo modo riusciremo a comunicare ancora meglio la differenza dei territori tra DOCG e DOC mantenendo ed evidenziando le caratteristiche di ciascuna realtà, in modo da valorizzare i pregi dell’una e dell’altra”.

 

“Siamo contenti che la sinergia tra il Consorzio Pignoletto Emilia-Romagna ed il Consorzio Vini Colli Bolognesi abbia portato il Pignoletto ad essere la seconda denominazione dell’Emilia-Romagna - aggiunge Ivan Bortot, Vicepresidente del Consorzio. - Dobbiamo ora continuare a lavorare perché a tutti i viticoltori sia riconosciuta la redditività del lavoro che svolgono, dando la stessa dignità a produttori di collina e di pianura”.

 

 “Il Pignoletto merita questo riconoscimento, il nome della regione a lui dedicato - conclude Marco Nannetti, Vicepresidente del Consorzio. - È un’operazione che guarda al futuro, che riconosce alla DOCG l’eccellenza produttiva e alla DOC Emilia-Romagna il compito di aprire nuovi mercati. Ringraziamo l’assessorato agricoltura regionale ed il Ministero per l’impegno e per la disponibilità a mettere in gioco il nome della Regione per il vino Pignoletto. L’entusiasmo dovrà essere pari alla serietà che tutti gli attori del progetto dovranno mettere per far sì che questo prodotto meriti i palcoscenici più importanti dell’enologia internazionale”.

 

Dopo il voto assembleare di ieri inizierà l’iter stabilito dalla normativa. L’auspicio è di veder pubblicata la nuova denominazione e di poterla etichettare dalla prossima campagna vendemmiale.

 

 

Luciana Apicella

NOTTE BIANCA SOTTO LE STELLE

 

Chiunque prenotandosi potrà partecipare alla notte 'speciale' della Fattoria dei Barbi a Montalcino (SI) all'insegna di una suggestiva cena incantata all'aperto in total white, dal dress code al menù, candele e atmosfera, musica, immancabili calici di vini e visite itineranti a lume di candela sia della Cantina Storia che del Museo del Brunello. Relax e magia nella massima sicurezza

 

Sabato 8 agosto 2020 la Fattoria dei Barbi festeggia le stelle cadenti con una notte bianca sotto le stelle piena di emozioni e magia. In occasione dell’evento annuale Calici di Stelle del Movimento Turismo del Vino, la storica fattoria di Montalcino (SI) organizza una notte ‘speciale’ sotto gli alberi all’insegna di una suggestiva cena monocolore, dal dress code al menu', candele e atmosfera, musica, immancabili calici di vini della Fattoria dei Barbi e visite itineranti speciali a lume di candela sia della Cantina Storica che del Museo del Brunello. Inoltre per gli appassionati di shopping, anche il punto vendita rimarra' aperto fino a tarda notte.

 

La Notte Bianca sotto le Stelle avrà inizio alle 20:30 presso la Fattoria dei Barbi - in Loc. Podernovi 170 a Montalcino (SI) - con un aperitivo e a seguire cena, entrambi monocolori, che si svolgeranno in un’atmosfera incantata adeguatamente realizzata per l’occasione, tenendo conto di tutti gli accorgimenti necessari per garantire la massima sicurezza; la serata continuerà poi con visite guidate a lume di candele alle Cantine e al Museo del Brunello, chiacchiere sotto le stelle, sorprese per tutti e per chi vorrà shopping e musica di sottofondo per esprimere i desideri più segreti guardando le stelle cadenti. Dress code? Total white, naturalmente. La prenotazione e' obbligatoria. 


Ticket di ingresso: 45 euro. Il ticket di ingresso include aperitivo e cena seduta, composta da 4 portate compreso il dolce e calici di vino in abbinamento, visite guidate e quanto disponibile durante l'evento. E' obbligatoria la prenotazione > Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o tel. 0577 841111 | 0577 841205. Dress code: bianco. Orario 20:30 - 01:00. 


In caso di pioggia la serata si svolgerà in Taverna e nelle sale della Fattoria per garantire sempre le corrette distanze e la massima sicurezza dei presenti.

 

Fattoria dei Barbi

L’ESTATE DELLA SOLIDARIETÀ: LA CULTURA DEL “SOSPESO” PARTE DA GENOVA E SI ESPANDE LUNGO LA PENISOLA

Fabbri 1905 chiama a raccolta i Maestri Pasticceri e Gelatieri partner della Fabbri Master Class per offrire un momento di dolcezza a chi non può permetterselo. Dalla Lombardia alla Sicilia, adesioni in crescita in tutta Italia

 

A volte basta una piccola scintilla per scatenare una grande prova di solidarietà: da Genova la cultura del sospesosi espande a macchia d’olio lungo tutta la Penisola grazie a Fabbri 1905. Da Roma a Bologna, dalla Lombardia alla Sicilia, dalla Toscana alla Puglia fino al Friuli-Venezia Giulia, sempre più artisti del dolce aderiscono all’iniziativa che consente di condividere una parentesi di spensieratezza – che sia una colazione al bar o un cono gelato – con i tanti che stanno attraversando un momento di difficoltà economica.

 

Tutto è partito dall’idea di Rosa Pinasco, gelatiera del centro storico di Genova e partner della Fabbri Master Class, che a giugno ha lanciato l’idea del gelato sospeso – ne consumi uno e ne lasci pagato un altro. Il successo e la bontà dell’iniziativa hanno spinto Fabbri 1905, azienda da oltre cento anni al fianco delle famiglie e dei professionisti del dolce, a chiamare a raccolta i propri partner Maestri Gelatieri e Pasticceri per trasformare l’idea solidale in un’azione virale. L’appello ha riscosso un immediato riscontro e, da Nord a Sud della Penisola, in pochi giorni hanno aderito otto professionisti, che metteranno a disposizione colazioni e gelati già pagati. L’iniziativa proseguirà durante tutta l’estate e sarà possibile aderire collegandosi al sito di Fabbri 1905, nella sezione notizie, dove saranno riportate le info necessarie e si potrà ricevere la locandina scrivendo nell’apposita email di contatto.

Di seguito l’elenco dei professionisti e dei locali che hanno già aderito all’estate solidale 2020 promossa da Fabbri 1905:

- PINASCO ROSA: Il Profumo di Rosa - via Cairoli, 13 A/R, 16124 Genova GE - GELATO

 

- DEMONTIS GIOVANNI: Squisi Too - via Benedetto Corce 71/73, 00142 Roma RM COLAZIONE 

 

- RUSSO ANTONIO: La Borbonica  - Via Riva di Reno, 110/ b, 40121 BolognaBO - COLAZIONE 

 

- ELMI FRANCESCO: Pasticceria Regina Di Quadri Bologna - Via Castiglione, 73/A, 40124 Bologna BO - COLAZIONE 

 

- TONOLI FABIO: Il Gelato della Bottega - Via Martiri della Libertà, 14, 25035 Ospitaletto BS - GELATO 

 

- NETTI PIETRO: Pasticceria Chantilly - Largo Portagrande, 72/77, 70013 Castellana Grotte BA - GELATO 

 

- BETTINI MARCO: La Veneta Castiglioncello - Via Guido Biagi, 13, 57016 Castiglioncello LI - GELATO 

 

- DI BERT GIULIA: Frescaidea Di Mattelloni Marta - Piazza Giuseppe Garibaldi, 7 B, 33010 Colugna UD - GELATO 

 

- GRADITI MARIO: Pasticceria Graditi - Viale Europa, 124, 90036 Misilmeri PA - GELATO 

 

Fabbri 1905 Tradizione e artigianalità, ma anche slancio innovativo, spirito visionario e attenzione al sociale e alla sostenibilità. Sono le anime che convivono nell’ “Azienda dell’Amarena”: familiare – siamo oggi alla 5° generazione - fortemente radicata sul territorio bolognese, ma anche holding che esporta oltre 1300 prodotti in più di 100 nazioni. La produzione oggi è organizzata su 17 linee e divisa in tre Business Unit: pasticceria e gelateria artigianali, con prodotti per tutte le esigenze degli artigiani del dolce, il mondo del fuoricasa, con un’offerta di soluzioni e servizio rivolta ai professionisti della ristorazione e del bar.  Tutto il know-how espresso sui mercati professionali viene portato anche nel largo consumo, dove Fabbri è leader indiscusso di mercato con prodotti come la sua Amarena e gli sciroppi.

 

Anita Lissona

PINOT NERO VIGNA SAOSENT: L’IDENTITÀ DELLA VAL DI CEMBRA RACCHIUSA IN UN BICCHIERE 

 


Il Pinot Nero Vigna Saosent di Cembra Cantina di Montagna racchiude tutte le sfumature e i sentori di un territorio unico e rispecchia perfettamente l’identità della cantina. Qui in uno degli angoli più vocati della Val di Cembra, il nobile vitigno francese ha trovato il suo habitat d’elezione e ad oggi riflette la tradizione della viticoltura eroica della valle cembrana e la forza di una comunità che da tempi immemori è dedita alla salvaguardia e cura del territorio. Il frutto del minuzioso lavoro manuale in vigna è un Pinot Noir che riporta le lancette agli albori di questa arte. 

 
Le Vigne di Cembra Cantina di Montagna 
A partire dagli anni ‘80/90, Cembra Cantina di Montagna ha intrapreso un progetto ambizioso di selezione degli appezzamenti più vocati, volto a dare vita a vini singolari, di qualità superiore e capaci di racchiudere nei sentori la forza del Trentino e della Valle. L’aspetto straordinario del territorio risiede proprio nelle caratteristiche intrinseche di ogni singolo appezzamento che lo rende differente dall’altro, come ad esempio la tessitura, l’esposizione e l’altitudine. Uno di questi appezzamenti è Vigna Saosent, uno speciale vigneto collocato a 560 m s.l.m. che fa da cornice idilliaca alla varietà di sua maestà il Pinot Nero. 
 
L’anfiteatro di Vigna Saosent: l’habitat di elezione del Pinot Nero 
Nel cuore della Valle di Cembra, dove la terra sembra allungare la mano verso il paradiso, arrampicato a 560 m sopra il livello del mare, pulsa con forza un piccolo vigneto il cui nome che rievoca la magia degli eroi del vino di montagna. Vigna Saosent di Cembra Cantina di Montagna è un piccolo appezzamento di terreno di 1.5 ha in cui le viti sono disposte a forma di anfiteatro romano, per una densità di 6.500 piante/ha. Qui i vigneti sono accarezzati tutto l’anno dal sole e cullati dolcemente dall’Ora del Garda che nei tiepidi pomeriggi primaverili risale lungo la valle e contribuisce a proteggere la loro salubrità. Sebbene il Pinot Nero sia originario della Borgogna, molto esigente e difficile da coltivare, in Val di Cembra questa varietà mostra una spiccata personalità e sviluppa un’espressione di altissima qualità, grazie alle ottimali condizioni climatiche ed agronomiche presenti. La favorevole esposizione a Sud di Vigna Saosent, il terreno sabbioso, mediamente ricco di argilla e di sostanza organica, con basso di contenuto in calcare e ben drenato, nonchè l’escursione termica tra il giorno e la notte, rendono questo romantico anfiteatro il luogo ideale per la crescita di questa nobile varietà e per la produzione un vino diventato ad oggi simbolo dell’intera regione. Qui, nell’incantevole Val di Cembra, il Pinot Nero ha trovato la perfetta dimora per esprimere al meglio tutte le delicate sfumature.  
 
Eleganza, profondità e spiccata personalità  
“Con la produzione del Pinot Nero Vigna Saosent abbiamo messo in gioco anima e corpo: per noi significa infatti sfidare il panorama internazionale e l’inimitabile eleganza, nonchè l’apice qualitativo, di uno dei migliori vini al mondo. Il nostro obiettivo è quello di far emergere la personalità unica del Pinot Nero, declinandola secondo le caratteristiche del territorio della Val di Cembra. L’altitudine della Vigna Saosent ci permette di sviluppare un frutto importante e in particolar modo una notevole profondità in bocca, mantenendo l’eleganza e la finezza che caratterizzano questa varietà. La veste tipica del Pinot Nero viene dunque adornata con nuove sfaccettature caratteristiche della nostra zona di montagna ed è questo, ciò che lo rende differente”, afferma Ezio Dallagiacoma, Direttore Tecnico di Cembra Cantina di Montagna.  

Sono circa 10.000 le bottiglie di Pinot Nero Vigna Saosent prodotte da Cembra Cantina di Montagna, frutto di un meticoloso lavoro manuale in vigna e in cantina. Il risultato è un Pinot Nero pulito, elegante che incanta con il suo color rosso rubino e i riflessi granata e che convince i palati più esigenti con una struttura delineata e una piacevole profondità. Le uve vengono raccolte manualmente nella prima decade di ottobre e in seguito avviene la fermentazione a temperatura controllata, con frequenti follature e rimontaggi per estrarre il colore e gli aromi contenuti nella buccia. Il Pinot Nero Vigna Saosent matura in tonneaux e barriques per 12/18 mesi prima dell’imbottigliamento e continua il suo affinamento in bottiglia per almeno un anno.  

 

DAVISO

 

BAROLO CANNUBI RISERVA 2014: LA NUOVA ANNATA DI UN VINO ICONICO

 

Sta per essere presentato agli appassionati il Barolo Cannubi Riserva 2014 di Tenuta Carretta, prodotto utilizzando esclusivamente le uve provenienti dai vigneti di proprietà situati all’interno di una delle menzioni geografiche aggiuntive più prestigiose della DOCG Barolo.

 

Il Barolo Cannubi Riserva è un vino iconico, dedicato a Franco Miroglio, l’imprenditore albese del settore tessile che acquistò la Tenuta nel 1985. In suo onore, anno dopo anno, le bottiglie si vestono di una nuova etichetta: i motivi grafici sempre diversi che caratterizzano questa Riserva sono scelti con cura tra i tessuti di maggior successo disegnati e commercializzati dal gruppo negli ultimi decenni.

 

Si tratta di un Barolo riserva prodotto ogni anno in edizione limitata a sole 1260 bottiglie: l’annata 2014 presenta tratti di eccezionale equilibrio, eleganza e finezza, e profili aromatici ben definiti e caratterizzanti.

 

"La vendemmia 2014 è stata una delle più complesse degli ultimi anni”, dichiara Giovanni Minetti, CEO di Tenuta Carretta. “Ha fatto la differenza la capacità di gestire le criticità in vigna. È stata infatti un’annata caratterizzata da frequenti precipitazioni, con fenomeni temporaleschi nel periodo estivo che hanno richiesto particolare attenzione per evitare lo sviluppo di patologie fungine. Il bel tempo e le alte temperature registrate nei mesi di settembre e ottobre hanno permesso poi alle uve di giungere a completa maturazione e di sviluppare profili organolettici davvero molto interessanti”.

 

Cura e pazienza hanno permesso a questo Barolo Riserva di esprimere al meglio la sua complessità. L’affinamento si è protratto infatti per oltre 60 mesi, di cui 36 in botte e 18 in bottiglia. Il colore è rosso granato intenso mentre al naso si percepisce un aroma ampio e complesso, di rosa, sottobosco, cacao, spezie e carrube, con una sottile nota agrumata. I tannini sono fitti e setosi e, grazie all’ottimo livello di acidità, conferiscono al vino pienezza e un’elegante armonia.

SCHEDA TECNICA

 

CANNUBI

 

Cannubi è il nome di una collina nel comune di Barolo, definita da un lato dalla valle che risale ampia e maestosa fino a La Morra e dall’altro da quella, più stretta e ripida, che porta a sua volta alla dorsale parallela su cui sorge Castiglione Falletto e che sale sino a Monforte d’Alba. Un rilievo collinare protetto dalle più elevate colline circostanti e che, partendo quasi dal concentrico del paese di Barolo, digrada dolcemente verso la pianura di Gallo Grinzane.

Ma la notorietà di Cannubi è soprattutto legata al Barolo che nasce da questa terra, essendo certamente la menzione più storica di questo vino: la prima bottiglia di cui si ha notizia riporta soltanto il nome del vigneto, Cannubi appunto, e l’annata, 1752. Da allora e, presumibilmente, anche da prima, i vigneti di Cannubi (ufficialmente delimitati nel 2010) sono sempre stati considerati particolari per le caratteristiche qualitative dell’uva nebbiolo che qui si produce (e quindi del vino) e il nome Cannubi è sempre stato riportato in etichetta dai proprietari dei vigneti come elemento di pregio e di qualità superiore.

La particolarità di Cannubi risale a una combinazione irripetibile di fattori pedo-climatici, capace di dare vita a vini divenuti un simbolo delle migliori espressioni della denominazione. L’esposizione e la particolare posizione dei vigneti, protetti dai venti e dal freddo, unitamente alle caratteristiche del suolo, risalente al periodo Tortoniano, ricco di sabbia e marne, con un’importante presenza di calcare (Marne di S. Agata fossili), conferiscono al Barolo Cannubi una pregevole intensità aromatica e un perfetto equilibrio tra eleganza e potenza.

 

A Cannubi, Tenuta Carretta possiede 2,6 ettari di vigneti di nebbiolo dedicati alla produzione del Barolo Cannubi e del Barolo Cannubi Riserva. Due vini che interpretano non solo lo stile aziendale ma che si pongono anche come emblemi dell’inestimabile patrimonio viticolo della Tenuta e del suo impegno nel preservarlo.

 

Tenuta Carretta

Tenuta Carretta è un’azienda vitivinicola storica con sede nel Roero, a Piobesi d’Alba. È una delle poche cantine piemontesi a poter vantare vigneti di nebbiolo di proprietà in ciascuna delle aree di origine delle DOC e DOCG di Langhe e Roero ottenute da questo vitigno. Vinifica esclusivamente le uve raccolte negli 80 ettari di vigneto in proprietà, gestiti adottando i protocolli di sostenibilità ambientale previsti dal progetto The Green Experience. Un grande patrimonio viticolo che permette all’azienda di valorizzare i territori di origine delle uve e di produrre una gamma di vini capaci di interpretare e cogliere al meglio le sfumature dei diversi terroir. La massima espressione qualitativa di Tenuta Carretta è rappresentata dai grandi Barolo, Barbaresco e Roero prodotti, le tre denominazioni che, grazie alle loro caratteristiche, hanno reso famose ovunque nel mondo la viticoltura e l’enologia piemontese. Da uve raccolte sulle colline di Cannubi, a Barolo, nascono il Barolo Cannubi Riserva DOCG e il Barolo Cannubi DOCG; dalla Cascina Bordino, a Treiso, l’omonimo Barbaresco Riserva DOCG, e, dal vigneto Bric Paradiso sovrastante la Tenuta Carretta, il Roero Bric Paradiso Riserva DOCG.

 

 

Annalisa Chiavazza

PICCOLE AZIENDE CRESCONO

Azienda Agricola La Fortuna 

 

di Alessandra Pocaterra

 

Io non vado pazza per i vini a base Sangiovese tranne qualche rara eccezione ma, questo brunello mi ha veramente conquistata. E' un tripudio di profumi:  dal balsamico al cioccolato dalla menta alla liquirizia e poi il sottobosco ... I tannini sono morbidi e setosi e bevuto in abbinamento ad una grigliata di carne è il massimo.

Il produttore è l'Azienda Agricola La Fortuna; Azienda che conobbi qualche anno fa andando in giro per la Toscana in cerca di piccoli produttori. La calda accoglienza dei giovani dell'azienda (Angelo e Romina) e gli ottimi vini degustati hanno lasciato in me un ottimo ricordo e la voglia di tornare a Montalcino. E così i piccoli produttori crescono... i vini già ottimi riassaggiati oggi sono ancora  più eleganti e  più strutturati. 

L'azienda conta 18 ettari di vigneto specializzato, (di cui 13 a Brunello di Montalcino, 3 a Rosso di Montalcino e 2 a Sant’Antimo). 

Ottimi anche gli altri vini dell'Azienda; il rosso di Montalcino e il Sant'Antimo nelle versioni in rosso e in bianco. 

L'azienda ha anche una produzione di olio extravergine di oliva. 

 

 

Azienda Agricola La Fortuna 

Loc. La Fortuna, 83 53024 Montalcino (Si) 

Tel. +39 0577 848308 Fax +39 0577 846463

ALIMENTARE: CONTRO CONTRAFFAZIONE SUL “MADE IN ITALY” IMPRESE E CONSUMATORI SI ALLEANO.

ALIMENTARE: CONTRO CONTRAFFAZIONE SUL “MADE IN ITALY” IMPRESE E CONSUMATORI SI ALLEANO. GRAZIE AD APP SARA’ POSSIBILE DENUNCIARE IN TEMPO REALE IMITAZIONI E FALSI

 

AUTHENTICO E CONSUMERISMO NO PROFIT LANCIANO UNA TASK FORCE CONTRO IL CIBO “TAROCCO” E IL FALSO MADE IN ITALY

 

OGNI ANNO 1,2 MILIARDI DI PERSONE NEL MONDO COMPRANO UN PRODOTTO ITALIANO, MA ALL’ESTERO 2 PRODOTTI SU 3 SONO IMITAZIONI

 

La domanda di prodotti italiani è enorme ed è in costante crescita. L’Italia figura al 1° posto come origine di prodotti alimentari esteri più ricercati e ogni anno 1,2 miliardi di persone nel mondo comprano un prodotto italiano e di questi ben 720 milioni sono consumatori fidelizzati. Nonostante ciò l’export alimentare italiano, pur registrando degli incrementi anno su anno dal 2015, non riesce a fare significativi balzi in avanti. Il consumatore estero che vuole acquistare cibo italiano spesso trova sullo scaffale del supermercato un prodotto che sembra italiano ma che non lo è: Parmesan, Zottarella, Salami, Monticino, Regianito, Barollo, Macaroni, Monticella, San Marzani, Vinocella, sono solo alcuni dei fantasiosi nomi che evocano famosi prodotti italiani. Si stima che almeno 2 prodotti su 3 commercializzati all’estero siano imitazioni.

Proprio per contrastare la contraffazione e combattere il fenomeno dell’ “Italian Sounding”, nasce oggi una alleanza tra consumatori e imprese, che darà il via ad una vera e propria task force contro i finti prodotti italiani.

Authentico (progetto creato da manager, imprenditori e professionisti per il contrasto dell’imitazione di prodotti agro-alimentari italiani all’estero) e l’associazione dei consumatori CONSUMERISMO no profit annunciano oggi una alleanza che porta alla creazione di uno sportello dedicato e di un osservatorio permanente sul fenomeno della contraffazione alimentare. Grazie a questo sportello i consumatori possono segnalare prodotti sospetti che hanno visto nei negozi fisici e sui siti di e-commerce. La segnalazione potrà avvenire utilizzando l’App gratuita di Authentico che consente di fotografare il prodotto e di inviarlo in automatico ad un team di esperti che effettua una verifica e da riscontro al segnalatore.

“La contraffazione alimentare, la falsificazione e l’imitazione di prodotti italiani non conosce sosta anche durante l’emergenza sanitaria. Prosciutto, Vini, Olio, Formaggi e Pasta tra i prodotti più contraffatti. Il consumatore spesso ignaro viene ingannato da indicazioni mendaci sulla confezione o da grafiche accattivanti e acquista prodotti, anche online, che potrebbero minare la sicurezza alimentare e di conseguenza la sua salute” – dichiara Giuseppe Coletti , CEO Authentico.

“Se la segnalazione è fondata, viene fatta un trasferimento del fascicolo al team di Consumerismo che si occuperà di indirizzarla verso gli organi competenti (Antitrust e Ministeri), come pure verso i consorzi di tutela per i prodotti a denominazione di origine. Il coinvolgimento dei consumatori in un’attività di vigilanza e tutela della produzione italiana è una novità assoluta e consente di fare un monitoraggio capillare sull’intera rete di vendita italiana e sui siti di commercio elettronico. In alternativa all’app sarà anche possibile inviare una foto ad un indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  per attivare la medesima procedura” – afferma Luigi Gabriele,  Presidente di Consumerismo.

 

CONSUMERISMO www.consumerismo.it

L’ECCELLENZA DI TOSCANA CELEBRA IL VENTENNALE. LA PRESENTAZIONE SI FA IN DIRETTA SOCIAL

Sul canale Facebook di AIS Toscana, illustrato ieri in anteprima il programma dell’evento divulgativo aperto al pubblico più importante per l’Associazione e per il mondo del vino toscano 

 

L’Eccellenza di Toscana torna alla Stazione Leopolda di Firenze, il 5 e 6 dicembre prossimi, per celebrare il Ventennale dell’evento più importante di divulgazione per i vini del Granducato organizzato da AIS Toscana. Ad annunciarlo, ieri sera durante la diretta Facebook condotta  dai due consiglieri regionali responsabili della comunicazione e marketing Andrea Galanti e Maurizio Zanolla, è stato il Presidente di AIS Toscana Cristiano Cini, affiancato dal Marketing Manager del Consorzio del Chianti Classico Gerardo Giorgi, il responsabile Marketing e Comunicazione del Consorzio Olio Toscano IGP Christian Sbardella, il delegato AIS di Firenze Massimo Castellani ed il campione italiano in carica della sommellerie AIS Valentino Tesi.

“Il 20° anniversario della manifestazione, nata nel 2000 per valorizzare l’ineguagliabile qualità delle Eccellenze della Toscana – ha affermato il Presidente di AIS Toscana Cristiano Cini - si presenta come l’evoluzione definitiva di un progetto che, fin dalla sua nascita, si è proposto come la principale vetrina delle eccellenze del vino e dell’olio in Toscana in cui si evidenziano il legame indissolubile con il territorio, le affascinanti storie dei produttori e il confronto con la professione del sommelier e il suo ruolo fondamentale e autorevole nella diffusione della cultura del vino”. 

L’edizione del Ventennale dell’Eccellenza di Toscana si svolgerà quindi su due giorni e sarà un ritorno alle origini, con il vino che torna a essere l’indiscusso protagonista, affiancato da importanti realtà del mondo dell’olio e dello Street Food.Attraverso degustazioni guidate e Masterclass condotte dai migliori sommelier italiani Simone Loguercio e Valentino Tesi, rispettivamente campioni nazionali nel 2018 e 2019, si racconteranno i territori della Toscana, le storie dei produttori e l’impatto nella cultura e nell’economia del paese di realtà vitivinicole di assoluto prestigio. Le cantine toscane presenti saranno oltre 150 e circa 900 i vini in degustazione ai banchi d’assaggio, da gustare liberamente o guidati da un Wine Tutor che si candida a guidare i visitatori in un viaggio sensoriale unico e ad alto impatto emozionale.

Tra i vini in degustazione, uno spazio certamente rilevante lo troverà il Chianti Classico, rappresentato ieri dal Marketing Manager del Consorzio Gerardo Giorgi, il quale ha sottolineato come la voglia di ripartire dopo i mesi di lockdown sia tanta, ad ogni livello. “In questo periodo ci siamo resi conto di come i nuovi mezzi di comunicazione ci possono aiutare a ridurre le distanze – ha puntualizzato Giorgi – e abbiamo provato a coglierne ogni opportunità. Ma niente può sostituire gli incontri dal vivo: la degustazione dei vini è un rito di condivisione e convivialità non riproducibile attraverso uno schermo. Intorno a noi – ha concluso - c’è tanta voglia di tornare a parlare e a vivere il vino dal vivo”.

Nei due giorni di Eccellenza di Toscana alla Stazione Leopolda ci saranno anche incontri sul ruolo fondamentale del sommelier nella diffusione della cultura del vino e di come una passione possa trasformarsi in professione, conferenze, workshop ed un convegno sulla comunicazione del vino, il digital marketing e l’influencer strategy. Così come per i neofiti della degustazione sono confermati gli AIS Wine School e AIS Oil School, dedicati a chi vuole approfondire la propria conoscenza sulle tecniche di tasting e, nel primo caso, di abbinamento cibo e vino.

Ad affiancare l’Eccellenza di Toscana 2020, un angolo dedicato alla degustazione di Olio Toscano IGP  ed un’area – allestita nel Piazzale della Stazione Leopolda – adibita a percorso degustativo degli operatori di Street Food più significativi della Toscana, in omaggio al cibo da strada che dagli albori della nostra civiltà ancora oggi mantiene vival’identità dei territori e del costume alimentare.

Quella con il Consorzio dell’Olio Toscano IGP è una collaborazione che si conferma e si rinsalda, come ha spiegato il responsabile Marketing e Comunicazione del Consorzio Christian Sbardella“esserci per noi è un grande onore e mentre voi festeggerete il ventennale dell’Eccellenza di Toscana noi celebreremo i nostri 22 anni. Ci saremo, con ancora più enfasi rispetto al passato, per raccontare visivamente come si distingue un olio di qualità da uno industriale e spiegare come l’olio toscano, al pari del vino, siano importantissime leve di marketing territoriale.

Nell’edizione del Ventennale dell’Eccellenza di Toscana ci sarà poi spazio per le premiazioni, da quella delle due sezioni del Wine Contest - rivolto ai soci AIS e ai semplici appassionati che dovranno indovinare un vino alla cieca - al Premio “Eccellenza di Toscana, dedicato a quei produttori ed aziende del territorio che si siano distinte per innovazione, tradizione, comunicazione ed etica aziendale.

Il programma dettagliato, unitamente a tutte le ulteriori informazioni utili per l’accesso all’evento, saranno disponibili al più presto al sito www.eccellenzaditoscana.it

 

 

Marte Comunicazione snc di Morganti e Tempestini 

2021 © Enocibario P.I. 01074300094    Yandex.Metrica