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Recensioni

VIGNA CANCÒR: QUANDO IL RIESLING DIVENTA EROICO

Dalla Germania al Trentino, le sfumature del vitigno più regale.  Il Riesling è un nobile vitigno tedesco, rinomato per la sua incredibile freschezza e l’acidità croccante, nonché per il suo straordinario potenziale di longevità. Questa varietà trova perfetta dimora anche in alcune zone dell’Italia: tra queste la Val di Cembra, culla della viticoltura eroica trentina, ne è il perfetto testimone. Qui l’altitudine e il rigido clima montano permettono al Riesling di adattarsi perfettamente e di esprimere al meglio le sue eleganti sfaccettature.

Il principe della Valle del Reno

Il Riesling è una delle più antiche varietà della Germania: le prime testimonianze scritte di questo vitigno risalgono addirittura al 1435. Oggi la superficie coltivata a Riesling in Germania ammonta a circa 23.960 ettari, che corrisponde a circa il 40% della produzione mondiale di questa elegante varietà. Le zone più note e vocate sono la Pfalz, il Rheingau e il Rheinessen e, naturalmente, la Mosella: questa straordinaria regione vitivinicola dai suggestivi pendii vertiginosi dona vini bianchi di impareggiabile eleganza e longevità.

 

Il vitigno del gelo predilige la Val di Cembra

Una delle più grandi caratteristiche del Riesling è la notevole resistenza al clima molto freddo: per resistere alle gelide temperature del suo luogo natìo, il Riesling si è dotato di un legno del ceppo estremamente duro e ha sviluppato un germogliamento tardivo. Grazie alla lunga stagione vegetativa e alla maturazione tardiva delle uve, il Riesling fa emergere tutti i suoi aromi e mantiene al tempo stesso una vibrante acidità che ne garantisce la capacità di evoluzione e longevità. In questo contesto, la Val di Cembra, culla della viticoltura eroica trentina, soddisfa tutte le esigenze richieste dal nobile vitigno tedesco e consente una coltivazione d’eccellenza lungo le impervie terrazze cembrane. La ripidità dei terreni, le rigide temperature invernali che precedono estati fresche e soleggiate, le marcate escursioni termiche e il soffio costante dell’Ora del Garda sono fattori che favoriscono la salubrità delle uve e lo sviluppo di aromi ineguagliabili.

 

Vigna Cancòr: il cru ideale per un’indomita varietà

L’introduzione e la diffusione del Riesling Renano in Trentino risalgono circa alla fine dell’800: sin da subito la nobile varietà tedesca ha trovato in questi pendii alpini un habitat ideale dove esprimere al meglio la sua personalità. Attraverso il “Progetto di Zonazione” Cembra Cantina di Montagna ha identificato Vigna Cancòr come cru ideale per la coltivazione del Riesling che, nonostante il suo carattere poco incline ad essere addomesticato, beneficia di una solida sinergia tra il clima e il terreno estremamente vocato. Vigna Cancòr sorge in una radura poco distante dal paese di Cembra a circa 480 m slm, esposta a Sud/Sud Ovest. La ripidità dei declini in cui crescono le rigogliose vigne massimizza l’ottimale esposizione ai raggi solari. Il suolo brunastro di origine fluvio-glaciale è in prevalenza sabbioso (60%) con una buona persistenza di limo e un livello di argilla pari al 7-8% e presenta una consistenza friabile con scheletro piuttosto frequente, con pori abbonanti e fini. Le rese sono limitate, pari a circa 60q/ha, al fine di ottenere la concentrazione e la massima espressione qualitativa varietale. La coltivazione a guyot condotta in Vigna Cancòr tende inoltre ad innalzare ulteriormente la qualità delle uve. In questo cru il Riesling trova il perfetto terroir dove esprimere la sua complessità e i suoi profumi.

 

Un Riesling eroico e ricercato

Uscito sul mercato per la prima volta nel 2011, Vigna Cancòr è oggi prodotto in una tiratura limitata pari a circa 3.000 bottiglie. Elegante, aristocratico ed elitario, il Riesling firmato Cembra Cantina di Montagna gode di un’acidità sferzante e una struttura bilanciata. La vinificazione e elevage sur lies avvengono prevalentemente in acciaio con una minima parte in legno (10%), al fine di esaltare la complessità varietale e l’evoluzione del vino nel tempo. Prorompente e sapido, al naso presenta note intriganti di pesca bianca, albicocca, pistacchi e frutta candita, che negli anni lasciano spazio a note evolutive di pietra focaia e idrocarburo che contraddistinguono questa varietà.

 

Daviso

PRESENTAZIONE RAPPORTO RISTORAZIONE 2020 FIPE-CONFCOMMERCIO OSPITA IL MINISTRO GIORGETTI 

 

A seguire il lancio della campagna di comunicazione #ilsolito in collaborazione con Coca-Cola, Lavazza, Perfetti Van Melle 

e Sanpellegrino

 

Martedì 18 maggio - ore 11.00

Piazza G.G. Belli, 2 – Roma

Si terrà martedì 18 maggio alle ore 11.00 la conferenza stampa di presentazione del Rapporto ristorazione 2020 curato da Fipe-Confcommercio, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi. L’appuntamento sarà l’occasione per la Federazione per fare un bilancio, dati alla mano, dell’anno orribile della pandemia, ma anche per illustrare i risultati di un’indagine svolta tra gli operatori del settore sulle prospettive per il 2021.

Nella seconda parte della mattinata sarà presentato il video realizzato da Fipe-Confcommercio insieme all’agenzia creativa YAM112003, nell’ambito della campagna di comunicazione #IlSolito, promossa in collaborazione con alcune delle principali aziende alimentari: Coca-Cola, Lavazza, Perfetti Van Melle e Sanpellegrino.

Alla conferenza stampa parteciperanno:

Lino Enrico Stoppani, Presidente Fipe-Confcommercio

Giancarlo Giorgetti, Ministro per lo Sviluppo economico

Silvia Molinaro, Direttore Out of Home di Coca-Cola HBC Italia

Igor Nuzzi, Regional Director Italia-Svizzera Lavazza

Pasquale De Felice, Direttore Vendite Perfetti Van Melle

Stefano Marini, Amministratore delegato Gruppo Sanpellegrino
Laura Corbetta,
CEO & Founder YAM112003

Roberto Calugi, Direttore generale Fipe-Confcommercio

Luciano Sbraga, Direttore Centro Studi Fipe-Confcommercio 

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE 

Nel rispetto delle norme anti Covid, l’accesso alla sala della conferenza stampa sarà limitato a 15 persone, mentre gli altri cronisti potranno seguire la diretta tramite la piattaforma zoom.

Per accreditarsi sarà necessario inviare, entro lunedì 17 maggio alle ore 19.30, una mail a:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La sera prima della conferenza stampa, i primi 15 giornalisti accreditatisi riceveranno il modulo di autocertificazione Covid da presentare all’ingresso per poter accedere alla sala stampa, mentre agli altri verrà inviato un link zoom al quale registrarsi per partecipare da remoto e fare le domande ai presenti.

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FOLLA PER LA FESTA SCUDETTO: INTOLLERABILE!  

ANBC-FIPE: “IMMAGINI VERGOGNOSE! IMPEDIRCI DI LAVORARE PER POI CONSENTIRE QUESTO SCEMPIO È INTOLLERABILE!” 

 

Le immagini della festa scudetto che i tifosi hanno messo in scena ieri in Piazza Duomo a Milano ci lasciano senza parole! 30.000 persone, una sull’altra, senza alcun distanziamento e in molti casi senza mascherina. Non era forse un pericolo assolutamente prevedibile? E poi ci dicono che i nostri imprenditori, fermi da 14 mesi, non potranno tornare a lavorare almeno fino ad agosto perché gli eventi creano il rischio di assembramenti. Con quale faccia le Istituzioni potranno addurre ancora questa motivazione dopo lo scempio a cui abbiamo assistito?” Questo il durissimo commento di Paolo Capurro, Presidente di ANBC-Fipe, Associazione Nazionale Banqueting e Catering sui fatti accaduti nella giornata di ieri a Milano.

Mi auguro che i comportamenti irresponsabili di ieri non provochino eventuali ulteriori restrizioni. - conclude Capurro - Sarebbe veramente il colmo! La nostra Associazione promuove quotidianamente il rispetto della legalità, anche quando le norme imposte ci vedono in disaccordo, anche quando trovano nei nostri imprenditori il capro espiatorio da ben 14 mesi! Oggi, purtroppo, amarezza e rabbia sono i sentimenti che proviamo per una situazione che ci vede sull’orlo del collasso totale. Ogni qual volta crediamo di aver toccato il fondo accade qualcosa che ci fa ricredere, e le immagini di ieri sera sono la conferma. L’ennesima beffa che siamo costretti a digerire! Se le conseguenze di questa situazione saranno il fallimento delle nostre imprese e la disoccupazione di tutti i dipendenti, qualcuno dovrà assumersene la responsabilità!”

 

Andrea Pascale

TIPICITÀ SALUTA DA NEW YORK E LANCIA IL GRAND TOUR DELLE MARCHE

È stata l’edizione delle connessioni, del confronto e della multicontemporaneità!”. Questo, in sintesi il commento di Angelo Serri, direttore di Tipicità, nel lanciare l’ultima giornata di questa Tipicità Phygital Edition. Nove giorni, con 34 appuntamenti arricchiti da centinaia di contributi in diretta dalle più svariate comunità del mondo.

Domenica 2 maggio, alle 11:00, è il momento del Grand Tour delle Marche! Finalmente si parla di iniziative auspicabilmente anche “in presenza”, da giugno a novembre, diffuse su tutto il territorio marchigiano da nord a sud. Con Gioacchino Bonsignore, Caporedattore del TG5, dalle piazze si collegheranno gli amministratori dei Comuni sedi di tappa del Grand Tour, per una vera e propria anteprima del circuito promosso da Tipicità ed ANCI Marche, con la project partnership di Banca Mediolanum e Mediolanum Private Banking.

La presentazione del Grand Tour sarà preceduta, alle 9:30, da “Nautica e Gastronomia: the Blue Way”, con una diretta in multi-contemporanea da Marina Dorica, in Ancona, insieme al Polo Tecnologico Alto Adriatico e collegamenti con Monfalcone, Trieste, l’Unione Regionale Economica Slovena, Diana Battaggia, Direttore UNIDO ITPO Italy, ed un ulteriore focus sul progetto SIL in Turchia.

In serata, alle 19:00, emblematico evento di chiusura per Tipicità Phygital Edition. In collegamento livedalle strade di New York, un ideale ponte sull’Atlantico suggellerà il rilancio verso il futuro che Tipicità ha voluto testimoniare con questa edizione, realizzata in contemporanea con Emirati Arabi, Cina, Germania, Francia, Russia, Slovenia, Grecia, Canada e, per l’appunto, Stati Uniti d’America.

Tutte le iniziative sono fruibili su www.tipicita.it, con l’opportunità di interagire ed acquisire tutta una serie di benefit che guardano all’auspicata ripartenza.

La manifestazione è organizzata dal Comune di Fermo in collaborazione con Regione Marche ed un nutrito pool di partner capitanati dal Banco Marchigiano, project partner dell’iniziativa.

Angelo Serri

VINO (UIV): LEVE FISCALI E CONTRIBUTI PER EVITARE DISTORSIONI MERCATO E ASSECONDARE RIMBALZO

 

ERNESTO ABBONA (PRESIDENTE): CRISI DI LIQUIDITÀ, NON DI MERCATO. DISTILLAZIONE NON SERVE, ACCELERARE SU PROMOZIONE

 

“In questo momento servono strumenti per mettere in sicurezza finanziaria migliaia di aziende del vino piegate dalle chiusure horeca, con 500 milioni di euro di crediti incagliati e mancate vendite, franco cantina, per 1,5/1,8 miliardi di euro. Contestualmente servirà anche una promozione verso i Paesi terzi più flessibile per intercettare il rimbalzo che ci attendiamo. Il settore deve ripartire da questi 2 capisaldi, mentre pensiamo che la distillazione non sia adatta a questo particolare momento”. Lo ha detto oggi il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Ernesto Abbona, in seguito alla recente riunione del Tavolo vitivinicolo con il sottosegretario al ministero delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio.

 

Per il presidente Uiv: “Il vino italiano nei prossimi mesi si gioca il proprio futuro. Se attraverso il Fondo filiere si riescono ad adottare misure finanziarie efficaci per traghettare il settore fuori dall’impasse, saremo pronti a ripartire. Altrimenti si rischiano dinamiche distorsive a catena, in particolare sul fronte dei prezzi, in grado di travolgere un sistema sin qui vincente. Tra mancati ricavi e crediti non evasi il quadro del mercato oggi è però particolarmente fluido e sarebbe un peccato non approfittare di uno scenario che potrebbe rivelarsi favorevole. Questa – ha concluso Ernesto Abbona – è una crisi di liquidità, non più di mercato, e se non assecondiamo la domanda latente questa si rivolgerà altrove”.

 

Le principali misure di emergenza proposte al Tavolo da Unione italiana vini riguardano misure a sostegno della liquidità delle imprese che hanno perso fatturato, con il rafforzamento del contributo a fondo perduto, con l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali anche per il 2021 e la sospensione dei pagamenti delle imposte e del versamento dell’IVA sui crediti commerciali incagliati. Interventi richiesti anche in merito allo stoccaggio dei vini Dop e Igp e all’approvazione dei decreti attuativi sulle rese dei vini generici e sulla sostenibilità. 

 

Al netto di ulteriori emergenze sanitarie, l’Osservatorio Uiv prevede per il 2021 una ripresa significativa sul mercato interno rispetto allo scorso anno, anche se al confronto con il 2019 mancheranno all’appello ancora 2 miliardi di vendite al consumo. Luce verde anche per l’export, forte della ripartenza attesa sui principali mercati, dove le campagne vaccinali sono in fase molto avanzata. In questo contesto, secondo Uiv, le cantine italiane riuscirebbero a chiudere la campagna vendemmiale a fine luglio con 38,5 milioni di ettolitri di vino, 1,3 milioni in più rispetto a un 2020 in crescita produttiva del 3%. Un dato tutt’altro che preoccupante, considerando che con le gelate di questa primavera si attende una vendemmia in riduzione. Inoltre, in favore del Belpaese giocheranno da una parte le previsioni di vendemmia di una Francia funestata dalle gelate (32 milioni di ettolitri previsti, minimo storico), dall’altra l’espulsione nei fatti dei vini australiani dal mercato cinese: nel primo trimestre dell’anno, gravato da un dazio del 218%, l’import di Pechino di vino Aussie si è infatti quasi azzerato, e le prospettive nel medio-lungo termine segnalano un vuoto da riempire pari a 1,3 milioni di ettolitri solo di vino rosso. Anche in questo caso, la minore produzione francese potrebbe fornire l’occasione storica per il nostro Paese di costruire una vera alternativa di valore per gli importatori del Dragone.

 

Marta De Carli

EVENTI PRIVATI DEL TUTTO ESCLUSI DALLA RIPARTENZA  ANBC-FIPE: “DECISIONE GRAVISSIMA! PER IL GOVERNO QUESTO MATRIMONIO NON S’HA DA FARE!”

 

 

Ma quale ripartenza? Il Governo fa di tutto e di più per non avviarla!

 

La misura è veramente colma! Piani di ripartenza per tutti, meno che per il settore del wedding e per il resto degli eventi privati, del tutto esclusi dall’ultimo decreto legge. Una decisione incomprensibile, per il governo è più pericoloso sposarsi che riaprire gli stadi per le partite di calcio! Offendere in questo modo un intero comparto, che tra l’altro vede nei mesi tra maggio e settembre il clou del proprio lavoro, è una mancanza di rispetto che non possiamo tollerare!” Questo il durissimo commento di Paolo Capurro, Presidente di ANBC-Fipe, Associazione Nazionale Banqueting e Catering.

“Siamo considerati untori? Ci dicano sulla base di quali prove scientifiche! I nostri eventi sono sicuri: numero chiuso di invitati, abbondanza di spazi esterni, tracciabilità di tutti i partecipanti e degli operatori coinvolti, eventuale possibilità di richiedere agli ospiti un green pass sulle vaccinazioni o tamponi effettuati nelle precedenti 48 ore. Così non si fa altro che alimentare l’abusivismo senza protocolli e la concorrenza sleale di chi ospiterà feste e ricevimenti facendoli passare come normali pranzi o cene. Per quale motivo ai nostri imprenditori è stato riservato un trattamento del genere? Mesi e mesi di richieste di aiuto si concludono così, in ristori economici del tutto inconsistenti e in questa beffa finale”.

“Abbiamo bisogno di tornare a lavorare e dobbiamo farlo il prima possibile, con una data certa, non sappiamo più come gridarlo! - conclude Capurro - Non è tollerabile la discriminazione che stiamo subendo in questi giorni. Abbandonare le nostre aziende a loro stesse significa condannarle a morte. E qualcuno dovrà assumersene la responsabilità! Il tempo è scaduto!”

 

Andrea Pascale

RISTORAZIONE E COVID: L’ITALIA RIPARTE CON I CROWDFUNDING

150.000€ in 24 ore per la startup innovativa del mangiar sano all’italiana

 

Antiaging Italian Food, l’iniziativa della nutrizionista Chiara Manzi e del manager Danilo Pertosa, per portare in tutta Europa piatti golosi Made in Italy, per vivere a lungo, in salute e in forma

 

In epoca di Covid la ristorazione è uno dei settori più colpiti. Ma c’è chi non si arrende e, anziché lasciarsi sopraffare dalla crisi, trova nuovi modi per ripartire con successo. È il caso di Antiaging Italian Food, l’innovativa startup del mangiar sano all’italiana, fondata dalla nutrizionista e ristoratrice Chiara Manzi, Premio Oscar per la salute 2018 nel campo dell'alimentazione, e dal manager Danilo Pertosa.

Con il ristorante chiuso al pubblico da mesi, la dottoressa Chiara Manzi ha deciso di reinventare il suo business, aprendo alla spedizione in tutta Europa dei suoi piatti cucinati secondo lo stile alimentare cucina evolution, che garantisce longevità e salute senza rinunciare al gusto. I ristori insufficienti a rilanciare il business hanno fatto nascere l’idea di coinvolgere i clienti in un Crowdfunding sulla piattaforma Crowdinvest Italia. Un successo enorme che ha portato a raccoglie più di 150 mila euro in meno di 24 ore.

 

Gli investitori sono tutti clienti (almeno i primi ad aver aderito), conquistati dai risultati di salute ottenuti grazie ai menù e ai piatti pronti che ricevono a casa propria. La mission della startup è riformulare i piatti della tradizione italiana, spedendoli in tutta Europa, per promuovere un modo di mangiar sano e vivere a lungo in forma, senza rinunciare a dolci, pizza e fritti. Anche senza Glutine. Un progetto ambizioso, che guarda al futuro, unendo tradizione, innovazione e l’amore per la cucina Made in Italy, includendo nell’alimentazione anche carbonara e tiramisù. 

La fiducia riposta nel nostro progetto dai nostri clienti che hanno deciso di investire in poche ore ci lusinga, ma non ci sorprende del tutto. – Ammettono la dottoressa Chiara Manzi e Danilo Petrosa Sempre più persone negli ultimi anni hanno sviluppato una maggior consapevolezza dell’importanza di adottare un’alimentazione equilibrata e golosa, che ci permetta di restare sani, giovani e in forma il più a lungo possibile. Quella che un tempo era una moda, caratterizzata da diete di ogni sorta (e non sempre sane) pubblicizzate da star hollywoodiane, oggi è uno stile di vita e, per molti, un business con interessanti prospettive di crescita”.

 

Antiaging Italian Food, dunque, presenta tutte le carte in regola per poter crescere rapidamente, poiché risponde ad un desiderio sempre più diffuso, ovvero, vivere a lungo e in forma, senza nessuna rinunciaa tavola. 

Inoltre, trattandosi di una startup innovativa, investire nel progetto dà diritto allo sgravio fiscale del 50% del capitale investito (a patto che si resti soci per in 3 anni), con possibilità di investire a partire da 250€. Oltre alla detrazione fiscale, i soci hanno diritto ogni anno all'8% dell'investito sotto forma di prodotti e servizi. 

Obiettivo della raccolta fondi è rafforzare il primo Food Delivery Antiaging che raggiunge ogni angolo di Europa in sole 48 ore con un packaging asettico, refrigerato e sottovuoto. 

 

Nei prossimi 3 anni, inoltre, la startup punta a creare un primo network con almeno 15 unità di RistoDelivery Multi Experience specializzati nella “cucina antiaging Made in Italy”, proponendo un nuovo modello di business basato su 4 aree:il Food Delivery di Alta Cucina;

  1. la Ristorazione con particolare attenzione a intolleranze e allergie;
  2. il retail di prodotti esclusivi e certificati per la sicurezza nutrizionale;
  3. corsi ed eventi di cucina antiaging.

Tutti i piatti proposti da Antiaging Italian Food sono certificati Gluten Free e per la Sicurezza Nutrizionale, certificazione validata da Certiquality, rispondendo ad un rigido disciplinare. I 7 pilastri per ottenere la certificazione di Sicurezza Nutrizionale sono: Cibi di elevata qualità nutrizionale; More&Less: ricette ricche di vitamine e antiossidanti con meno calorie, grassi, zucchero e sale; Giuste quantità di nutrienti secondo le linee guida OMS; Metodi di preparazione, conservazione e cottura che esaltino le qualità nutrizionali dei cibi; Giusti abbinamenti dei cibi; Ricette della tradizione italiana; Gusto eccellente.

 

Alessia Piccioni

GO LIVE, L’EVENTO DI PRESENTAZIONE IN PROGRAMMA IL PROSSIMO 4 MARZO

 

 

di Linda Nano

 

Il Progetto di Cooperazione Genovese Storico nasce con un obiettivo ambizioso e preciso, quello di creare una filiera corta di eccellenza del Basilico Genovese Dop fresco orientata a nuove aree di mercato.

La sua realizzazione è stata resa possibile dalla partecipazione ad un bando del PSR di Regione Liguria, e più precisamente alla misura 16.4 dedicata agli “Aiuti per la promozione e lo sviluppo delle filiere corte e dei mercati locali”.

Voluto e diretto dal Consorzio di Tutela Basilico Genovese Dop, che in qualità di capofila ne coordina il funzionamento e le attività, il progetto ha come finalità primaria quella di valorizzare e sviluppare la produzione di Basilico Genovese DOP dell’area “storica” del perimetro periurbano cittadino, specializzata tradizionalmente nella coltivazione per il mercato fresco e nella sua raccolta manuale.

L’esigenza nasce da un’oggettiva difficoltà di adesione alla DOP da parte dei piccoli produttori genovesi, coloro che pur rappresentando il nucleo storico e originario necessario per l’ottenimento della denominazione di origine europea, oggi rischiano di rappresentarne, loro malgrado, un elemento di grande debolezza, sia per sé stessi che per l’intera filiera.

Un progetto quindi che intende intervenire su questa criticità reale, ma anche su aspetti altrettanto fondamentali come quelli del riconoscimento identitario e valoriale di una produzione piccola, ma necessaria, per la costruzione di un mercato del Basilico Genovese Dop fresco di qualità, favorendone così la certificazione necessaria a qualificarne ulteriormente il prodotto e ad armonizzarne la presenza nei circuiti commerciali, in primis quelli destinati agli operatori Ho.Re.Ca. di eccellenza.

Ma perché costruire un progetto di filiera corta destinato principalmente all’Ho.Re.Ca. e dedicato specificamente al Basilico Genovese Dop fresco e raccolto a mano? Ricordiamo intanto che cosa significa questo termine: per filiera corta si intende l’insieme di attività che concorrono alla produzione, raccolta, distribuzione, commercializzazione e fornitura di un prodotto agroalimentare, partendo dalla produzione agricola di base fino alla vendita al consumatore finale. Nella filiera corta, come definito all’art.11 del Regolamento delegato n. 807/2014 della Commissione, è ammesso un solo intermediario, inteso come soggetto che acquista il prodotto dal produttore per destinarlo alla vendita, ovvero al consumatore. E proprio in questa definizione sta il valore di un’opportunità non soltanto produttiva e quantitativa, ma anche di riconoscimento culturale per questi produttori e il loro basilico. 

La realizzazione di un percorso di filiera, che sia immediato e vicino a coloro che utilizzeranno questo prodotto, ha significato vedere riunite per la prima volta in un unico soggetto, l’Unione Agricola Genovese, antica realtà associativa del ponente cittadino, tre aziende agricole sue socie aderenti alla Dop e l’azienda alimentare Rossi 1947. 

Per la prima volta quindi, si è deciso di mettere a sistema un territorio particolare come quello periurbano genovese, con tutti gli aspetti ambientali, storici e sociali che lo caratterizzano, tre aziende agricole che qui vivono e resistono a tutti gli effetti, con ricadute occupazionali ed esempi di integrazione multiculturale significative, una realtà di associazione cooperativa che dal 1919 ha rappresentato generazioni di agricoltori genovesi e che oggi può vedere così rivitalizzato il suo ruolo e un soggetto commerciale che della lavorazione e promozione del Basilico Genovese Dop ha fatto il suo tratto aziendale distintivo.

Attraverso il nome evocativo di Genovese Storico, questo finora inedito partenariato rende possibile una modalità di promozione e commercializzazione specificamente dedicata all’Ho.re.ca, che mette in luce le peculiarità del Basilico Genovese DOP prodotto nell’area storica, attraverso un nuovo brand di progetto all’interno della DOP esistente

Con la convinzione che diffondendone e migliorandone la conoscenza tra i professionisti della ristorazione, della pasticceria e della gelateria di eccellenza si potrà generare così un conseguente aumento di consapevolezza del maggiore valore qualitativo, organolettico ed economico del Basilico Genovese DOP fresco in bouquet, anche tra la loro clientela selezionata. Un obiettivo che sarà perseguito inoltre attraverso una nuova proposta di prodotti semilavorati di grande qualità, la partecipazione a qualificati eventi enogastronomici a carattere nazionale e internazionale, la creazione di partnership strategiche e a un piano di comunicazione e marketing innovativo. 

Ma la vision del progetto di cooperazione Genovese Storico non può prescindere da una dimensione più ampia della sola promozione di un prodotto. 

Esprimerà un territorio unico e particolare, sospeso tra città e ruralità, raccontandolo attraverso ciò che meglio lo rappresenta: l’aria, la terra, i suoi uomini e il suo basilico. Un ecosistema che si fa brand, un brand contemporaneo e poliedrico che si pone l’ambiziosa meta di una parallela promozione della città di Genova e della Liguria, andando a soddisfare così oltre agli obiettivi del progetto stesso, anche le finalità del Piano regionale del turismo in relazione ad ambiti fondamentali, come la valorizzazione del patrimonio enogastronomico, dei suoi produttori e del suo territorio rurale. 

Giovedì 4 marzo, a partire dalle ore 11, per la prima volta racconteremo la storia di questo progetto, di questo territorio e dei produttori che ne fanno parte. È possibile seguire la diretta dell’evento su golive.genovesestorico.it

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