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Recensioni

AZIENDA AGRICOLA BONDI - Ovada (AL)

di Virgilio Pronzati

 

Ovada Docg D’Uien 2017

 

Azienda Agricola BondI. Strada Cappellette 76. 15076 Ovada (AL). Telefono: 0143821369. Mob.3392663204. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.bondivini.it

 

 

 

Categoria: Rosso secco. Vitigno: Dolcetto. Bottiglia: 75 cl. Alcol: 14,5%. Lotto: LD17. Bottiglie prodotte: 3.500. Prezzo medio in enoteca: € 11,60

 

Caratteristiche organolettiche

Alla vista è limpido, di colore rubino carico con orlo violaceo. Al naso si presenta molto intenso e persistente, fine, composito, con netti sentori fruttati di ciliegia durona matura, mora di rovo matura, lieve cannella e liquirizia ed essenze boschive. In bocca è secco ma morbido, sapido e giustamente tannico, caldo di buon corpo e persistenza. Retrogusto: vena tannica e sapida, con note fruttate, vegetali e speziate.

  

Considerazioni: Molto buono. Ottenuto da selezionate uve del vigneto D’Uien di circa 45 anni situato nella vocata località Cappellettte pigiadiraspate, fatte fermentare  e macerare in botte di cemento per 10 giorni a 26-28° con continui rimontaggi.  Seguono la svinatura e la fermentazione malolattica. Maturazione del vino: 15 mesi in botte d’acciaio inox, seguiti da altri 6 di affinamento in bottiglia.  Evoluzione: Giovane ma già piacevolmente equilibrato. Terrà migliorando, altri 3-4 anni.  

  

Punteggio: 89/100 

Servirlo a 18°c in ampi calici con stelo medio.  Abbinamento gastronomico: Agnolotti col sugo d'arrosto, coniglio in casseruola, Robiola di Roccaverano

 

 Barbera del Monferrato Docg Superiore Ruvrin 2017

 

 

Categoria: Rosso secco. Vitigno: Barbera. Bottiglia: 75 cl. Alcol: 14,5%. Lotto: LR17. Bottiglie prodotte: 1.000. Prezzo medio in enoteca: € 21,00

 

Caratteristiche organolettiche 

Alla vista è limpido, di colore rubino carico. Al naso si presenta molto intenso e persistente, fine, varietale, composito, con netti sentori fruttati di prugna nera matura, marasca, lieve vaniglia, essenze boschive e boisè. In bocca è secco, fresco e sapido, appena tannico, molto caldo. di buon corpo e persistenza. Retrogusto: vena sapida e boisè con note fruttate, vegetali e speziate.

 

Considerazioni: Molto buono. Ottenuto da selezionate uve del vigneto Ruvrin di circa 45 anni situato nella vocata località Cappellettte pigiadiraspate, fatte fermentare  e macerare in botte di cemento per 15 giorni a 26-28° con rimontaggi continui. Seguono la svinatura, un primo travaso e la fermentazione malolattica svolta in barrique di rovere francese. Maturazione del vino: 14 mesi in barrique francesi, seguiti da altri 6 di affinamento in bottiglia. Evoluzione: Molto giovane ma già discretamente equilibrato. Terrà migliorando, altri 4-5 anni.

 

Punteggio: 90/100 

Servirlo a 18°c in ampi calici con stelo medio.  Abbinamento gastronomico:  Taglierini col sugo di coniglio, Stracotto al Barbera del Monferrato, Bra di 3-4 mesi 

  

Monferrato Rosso Doc Ansensò 2017

Categoria: Rosso secco. Vitigno: Merlot. Bottiglia: 75 cl. Alcol: 15,5%. Lotto: LM17. Bottiglie prodotte: 1.500. Prezzo medio in enoteca: € 23,30

 

Caratteristiche organolettiche

Alla vista è limpido, di colore rubino carico con orlo quasi violaceo. Al naso si presenta molto intenso e persistente, fine e varietale, con netti sentori fruttati di lampone maturo, mora di rovo, mirtillo, pepe nero, essenze boschive e boisè. In bocca è secco e sapido, appena fresco ma equilibratamente tannico, molto caldo, di gran corpo e persistenza. Retrogusto: vena sapida e boisè con note fruttate, vegetali e speziate.

 

Considerazioni: Ottimo. Ottenuto da selezionate uve del vigneto Ansensò di circa 10 anni situato nella vocata località Cappellettte pigiadiraspate, fatte fermentare e macerare in botte di cemento per 15 giorni a 26-28° con rimontaggi continui. Seguono la svinatura, un primo travaso, il completamento della fermentazione alcolica, e la fermentazione malolattica svolta in tonneaux di 500 litri di rovere francese. Maturazione del vino: 24 mesi in barrique francesi, seguiti da altri 12  di affinamento in bottiglia. Evoluzione: Molto giovane ma già invitante! Terrà migliorando, altri 5-6 anni.

 

Punteggio: 91/100 

Servirlo a 18°c in ampi calici con stelo medio.  Abbinamento gastronomico:  Tortelli d'anatra,  Fagiano su crostone di polenta, Castelmagno

 

CEMBRA CANTINA DI MONTAGNA: VINO CHE NASCE NEL VENTRE DELLE VETTE TRENTINE

Sono passati quasi settant’anni da quel lontano 1952, quando un gruppo di viticoltori decise di dare inizio all’avventura di Cembra Cantina di Montagna. Spettacolare solco del tempo tra le montagne che nei millenni hanno creato il famoso porfido, la Val di Cembra da sempre è territorio particolarmente vocato per la produzione di vino. Tradizione puntellata nei secoli da un duro lavoro lungo impervie terrazze e vigne che affondano le radici nella terra dell’Oro Rosso.

 

Val di Cembra: l’emblema della viticoltura eroica

Nel luogo in cui il sole sorge dopo che la valle ha iniziato la sua giornata, trova posto una piccola cantina nella quale giovani viticoltori e saggi di montagna danno vita a una realtà enologica unica nel suo genere: questa è Cembra Cantina di Montagna, la più alta cantina del Trentino situata a 700 metri d’altezza. Le vigne della cantina si inerpicano lungo una valle fluvio-glaciale ancora più antica delle Dolomiti che da Lavis porta direttamente in Alto Adige. È sui versanti a ovest di queste montagne, particolarmente scoscese e di difficile accesso, che nascono i vini di Cembra Cantina di Montagna. L’esposizione solare, il dolce soffio costante dell’Ora del Garda che protegge i vigneti dall’umidità e pendenze che in molti casi superano il 40%, sono tra le caratteristiche del territorio che si ritrovano tutte nell’eleganza e nell’incredibile leggerezza dei vini di Cembra Cantina di Montagna.

Chi vive o conosce quei luoghi sa benissimo quanto la conformazione dei terreni, sui quali i circa 300 conferitori coltivano le loro uve, imponga un impegno in vigna fuori dal comune. 900/1.000 ore di duro e appassionato lavoro per ettaro su inerpicati pendii che però non hanno mai intimorito i vignaioli cembrani. Donne e uomini forti di un destino comune che trova nella produzione di vino l’essenza prima di questa terra. Qui nella Val di Cembra, terra di passaggio per chi la tradizione non ha mai significato un punto di arrivo, si sviluppano progetti innovativi nel mondo della viticoltura.

Dalla Bigoncia alla zonazione

A partire dagli anni 80/90 Cembra Cantina di Montagna è stata una delle prime cantine sociali in Italia ad osservare e monitorare i suoi singoli ambienti vitati sia da un punto di vista pedologico, altimetrico e climatico, in modo da garantire la collocazione delle singole varietà nel terreno più adatto. Questo percorso ha portato Cembra Cantina di Montagna ad aderire già nel 2016 al Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata che si prefigge come obiettivo la gestione del vigneto nel rispetto dell’ambiente, per una tutela tanto del territorio quanto degli agricoltori.

Una evoluzione naturale per i conferitori della cantina, abituati a proteggere le proprie vigne, molto spesso piccoli appezzamenti considerati come veri e propri figli. Eroici vignaioli che si svegliano alle luci dell’alba per curare le loro creature, fino al giorno della vendemmia, quando le uve vengono trasportate a mano per mezzo della Bigoncia, proprio come si faceva una volta. Un’antica tradizione contadina che si fonde magnificamente con le competenze tecniche portate dagli esperti del vicino Istituto Agrario di San Michele all’Adige.

Antica maestria vinicola a tutela del “Paesaggio rurale storico d’Italia”

 

Dichiarato “Paesaggio rurale storico d'Italia” dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, la Val di Cembra è un esempio unico di come con la sua presenza nei secoli, l’uomo sia riuscito a mantenere stabile e produttivo un territorio a forte rischio di dissesto idrologico ma allo stesso tempo perfetto scenario per la crescita di una importante attività vitivinicola. Dove da secoli viene estratto il porfido - l’Oro Rosso dei valligiani - dove stradine di montagna collegano vigneti con piccoli paesini testimoni della storia di questa valle, ancora oggi di padre in figlio si tramanda una passione per il vino in uno dei territori più affascinanti di tutto il Trentino.

 

DAVIS0

IL PIAVE DOP PEDALA AL FIANCO DEI CAMPIONI

 

Il celebre formaggio, da sempre vicino al mondo del ciclismo, con la Campagna Nice To Eat-EU promuove il territorio Bellunese fra gli amanti delle 2 ruote di tutta Europa

 

Il 3 luglio 2020 torna la 7° edizione della gara più dura al mondo, l'Ultracycling Dolomitica.  685 km, 16.000 metri di dislivello positivo e 16 passi per un percorso che si sviluppa tra Veneto, Trentino, Alto Adige e Friuli. Ci sarà anche il Piave DOP a tifare per gli “eroi” della Ultracycling Dolomitica, definita la cronometro più dura al mondo, che passeranno per 6 province fra cui Belluno, la patria del celebre e pluripremiato formaggio. “L’amore per il ciclismo e la montagna sono intrinsechi al nostro Consorzio. Questa gara e gli scenari che attraversa, raccontano meglio di mille parole chi siamo, il carattere delle nostre genti, la nostra caparbietà - spiega la Dott.ssa Chiara Brandalise responsabile del Consorzio di Tutela del formaggio Piave DOP -. Una realtà piccola come la nostra è riuscita in pochi anni e partendo da un territorio difficile, aspro ma splendido, a diventare uno dei prodotti caseari più premiati ed apprezzati in Europa. L’Ultracycling è una straordinaria opportunità per mostrare la nostra terra agli atleti, alle loro famiglie e a tutti gli appassionati che seguiranno la corsa, una zona d’ Italia da vedere, scoprire e anche da gustare”. Il Piave DOP, oggi protagonista del progetto “Nice to Eat-EU”, co-finanziato dall’Unione Europea, ama gli sportivi ed è ricambiato poiché grazie ai suoi valori nutrizionali, risulta particolarmente digeribile. Le modificazioni biochimiche che intercorrono durante la stagionatura rendono infatti grassi e proteine facilmente assimilabili. È inoltre un prodotto genuino, costituito essenzialmente da latte fresco, fermenti lattici, caglio e sale e completo sotto il profilo nutritivo perché contiene aminoacidi essenziali, calcio e fosforo.

 

Tema portante del progetto “Nice to Eat-EU” per il 2020 è proprio “Ambiente e Natura” per sottolineare in particolare l’eccellenza delle materie prime del prodotto a marchio, la qualità del processo produttivo, il territorio e la zona d’origine, che ospita alcune tra le più famose e suggestive cime delle Dolomiti: dal Pelmo al Civetta, dal Cristallo all’ Antelao, dalle Tofane alla Marmolada, e alcuni fra i più celebri passi toccati dalla Ultracycling: Passo San Boldo (100 anni fa era una mulattiera, ed ora è un gioiello di ingegneria civile, una strada magica), il Monte Grappa (un luogo dove la vita umana sembrava non aver valore, dove migliaia di uomini hanno combattuto e sono caduti), Cima Campo (altro luogo ricco di storia e di combattimenti), Passo Valparola (con uno dei panorami più suggestivi della gara), Passo Duran (che per la prima volta verrà affrontato dal versante agordino, il più difficile), Forcella Staulanza, Forcella Cibiana fino al Passo Giau (il più alto della dolomitica e uno dei più cattivi). L’edizione 2020 inaugura anche Dolomitica 180, 180 Km e 4000 metri di dislivello per permettere anche agli appassionati di trovare un percorso divertente e vivere l’emozione di Ultracycling Dolomitica. In particolare a loro, così come ai milioni degli amanti delle 2 ruote europei, si rivolge l’invito del Consorzio a visitare queste zone e scoprirne i sapori più autentici.

 

Il Piave DOP (www.formaggiopiave.it), è disponibile in 5 tipologie, a seconda dei tempi di stagionatura: da 20 a 60 giorni per il Fresco, da 61 a 180 per il Mezzano, oltre 180 giorni per il Vecchio, oltre 12 per il Vecchio Selezione Oro e oltre 18 mesi per il Riserva. Ciascuna di queste tipologie può vantare la denominazione d’origine protetta. L’intera produzione deriva da latte che proviene esclusivamente dalla provincia di Belluno e viene prodotto, almeno per l’80%, da razze bovine tipiche della zona di produzione: la Bruna italiana, la Pezzata Rossa italiana e la Frisona italiana.

 

Fra gli obiettivi principali del Consorzio di Tutela vi è la promozione del marchio formaggio Piave DOP e la divulgazione di corrette informazioni sulle specificità del prodotto, oltre alla comunicazione on e offline per favorirne la conoscenza e ampliarne il consumo; è possibile seguire il Consorzio e il progetto Nice to Eat EU su Instagram @nice_to_eateu, Facebook @NiceToEatEU (FB) e YouTube (all’omonimo canale) e con l’hashtag ufficiale #Nicetoeateu, oltre che sul sito www.nicetoeat.eu  

 

 

Consorzio per la Tutela del Formaggio Piave DOP

via Nazionale 57/A, 32030 Busche (BL)

Tel +39 0439 391170 

www.formaggiopiave.it

QN ECONOMIA & LAVORO PORTA IN EDICOLA AGROECONOMY

UNO SPECIALE PER AIUTARE LA RIPRESA DEL PAESE PARTENDO DALLE ECCELLENZE AGROALIMENTARI

                                                                                                                                 

Pasta, grano, latte, formaggi, carne, salumi, vino, olio, frutta, foraggi, macchine agricole, distribuzione e ristorazione. L’agroalimentare non si è mai fermato e si conferma un motore del Pil e della ripartenza. All’insegna di innovazione, sostenibilità e Made in Italy.  QN Quotidiano Nazionale, da sempre vicino al proprio territorio, si occupa quotidianamente delle problematiche legate ai diversi comparti economici del nostro Paese. E una speciale attenzione è da sempre rivolta dal settimanale QN Economia & Lavoro al comparto agroalimentare, al quale ogni settimana viene dedicata una sezione speciale, il "Dossier Agrobusiness", nata per approfondire le tematiche di ciascuna filiera, dare voce ai protagonisti delle aziende e favorire il dialogo con le istituzioni.

In questo particolare momento di difficoltà dell'intera economia italiana, QN 

 

Economia ha voluto fare di più, approfondendo uno dei settori più importanti del nostro sistema economico per contribuire alla ripresa del nostro Paese, valorizzandone le infinite potenzialità e le strategie innovative. Domani, 30 giugno, i lettori di QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno riceveranno in omaggio AGROECONOMY, uno speciale di 64 pagine, nato per supportare lo sviluppo del settore agroalimentare e dare stimolo a una nuova stagione dei distretti del cibo.  Una scoperta dell'Italia come grande laboratorio di buone pratiche, di investimenti nell'economia circolare, nella ricerca e in nuove formule che rafforzino la collaborazione tra agricoltori, allevatori, imprese di trasformazione e istituzioni. Agroeconomy rappresenta la voce delle Regioni, dei Distretti, delle Istituzioni, dei produttori e degli imprenditori dell'intera filiera, per raccontare le sfide attuali e complesse del post Co-vid 19. 

 

Lo speciale si apre con le voci dei principali protagonisti politici e istituzionali del settore, quali il Ministro Paolo De Castro coordinatore S&D alla commissione Agricoltura del Parlamento Europeo; Teresa Bellanova, Ministro delle Politiche Agrarie; Massimo Vicentini, Presidente dell'Accademia Georgofili; Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti e Gino Sabatini, Presidente di Camera Marche.

I lettori inizieranno, così, un viaggio che li porterà a scoprire le 12 filiere del mondo agroalimentare in un percorso che, partendo dallo scenario di ciascuna filiera, si amplia attraverso testimonianze e case history di imprenditori e protagonisti delle aziende del settore. I temi trattati spaziano da latte e formaggi a grano, pasta e cereali; dagli allevamenti di carne a salumi e insaccati; da olio e condimenti allo zucchero; dal pesce all'ortofrutta; da vino e liquori a sementi e foraggi; dalle macchine agricole supportate dalle nuove tecnologie per concludersi con la distribuzione.

 

Stefania Dal Rio

CHIANTI CLASSICO DOCG STORIA DI FAMIGLIA 2017

 

Il Chianti Classico Storia di Famiglia è una delle etichette più rappresentative dell’azienda vitivinicola toscana Cecchi:  un vino che, anno dopo anno, vendemmia dopo vendemmia ha segnato i capitoli della storia imprenditoriale della cantina, iniziata nel lontano 1893 con il fondatore Luigi Cecchi, naso raffinatissimo ed imprenditore lungimirante. 

Questo Chianti Classico DOCG, che appartiene alla linea Gli Scudi rappresenta (insieme al Chianti Classico DOCG Riserva Riserva di Famiglia e al Chianti Classico DOCG Gran Selezione Valore di Famiglia)  l’eccellenza della produzione vinicola del marchio: un simbolo della toscanità, dell’accessibilità e dell’affidabilità che da sempre hanno caratterizzato i vini Cecchi.

Il Chianti Classico DOCG Storia di Famiglia nasce dalle uve provenienti da magnifici vigneti situati all’interno del Comune di Castellina in Chianti. Le viti crescono a 250 metri slm, su terreni alcalini a medio impasto, con buona presenza di scheletro. Questi tratti conferiscono piacevolezza ed eleganza al vino che, con la vendemmia 2017, si presenta di  grande struttura e complessità aromatica.

 

La 2017 è stata una delle annate più siccitose degli ultimi anni, che ha richiesto una grande attenzione nella conduzione agronomica. Dal mese di maggio infatti le precipitazioni sono state quasi del tutto assenti, con temperature costantemente sopra la media stagionale che hanno portato stress idrico e un conseguente abbassamento delle rese in vendemmia. Scarse e, proprio per questo motivo, estremamente preziose, le precipitazioni del mese di settembre hanno invece permesso alle uve di completare in maniera molto positiva il processo di maturazione. 

In cantina, la vinificazione è tradizionale; dopo un periodo di fermentazione e macerazione di 18 giorni è previsto un affinamento in bottiglia di almeno due mesi.

Il Chianti Classico DOCG Storia di Famiglia ha colore rosso rubino carico che con l’invecchiamento tende al granato. Al naso spiccano i sentori di frutta scura e spezie, che ritornano anche al palato.

È un vino accessibile, morbido e strutturato, dal finale intenso e persistente.

 

Chianti Classico “Storia di Famiglia”

 

Denominazione: Chianti Classico D.O.C.G.

Zona di produzione: Castellina in Chianti - Siena Vendemmia annata 2017

Numero bottiglie 900.000

Uvaggio: Sangiovese 90%, Altre varietà complementari 10% Altitudine media dei vigneti: 250m s.l.m.

Tipologia di terreno: Medio Impasto alcalino con presenza pietrame Resa per ettaro: 70 q.  Densità di impianto: 5000.  Sistema di potatura: Cordone speronato

Vinificazione: Tradizionale in Rosso a temperatura controllata Temperatura di Fermentazione: 26 °C

Durata di Fermentazione e Macerazione: 18 giorni Affinamento: Minimo 2 mesi in bottiglia

Temperatura di Servizio: 18 °C Gradazione alcolica: 14 % vol

Note organolettiche: Protagonista tra i vini Cecchi, il Chianti Classico è esportato in tutto il mondo. E’ questo il vino in cui l’azienda si identifica maggiormente. Il suo alto profilo è il frutto di una lunga e consolidata esperienza. La famiglia Cecchi ha sempre creduto in questa denominazione che rappresenta il passato, il presente e soprattutto il futuro dei vini toscani. Il vitigno principale è naturalmente il Sangiovese. Di colore rosso rubino intenso tendente al granato con l’invecchiamento, fine al naso, al gusto è intenso e persistente, la sua struttura è ampia e di grande equilibrio, di grande armonia.

Abbinamenti: arrosti e carni alla griglia

 

Well Com

Annalisa Chiavazza

A FONTANAFREDDA: OGNI VENERDÌ L'APERITIVO

UN NUOVO CURATORE PER LA GUIDA ORO: ANDREA ALPI, RESPONSABILE FORMAZIONE DEL SEMINARIO VERONELLI

Il Seminario Permanente Luigi Veronelli annuncia importanti novità per l’edizione 2021 della sua Guida Oro, in primo luogo l’ingresso nel team dei Curatori di Andrea Alpi accanto a Gigi Brozzoni, Marco Magnoli e Alessandra Piubello

 

 

«Puntando i piedi sulla tradizione possiamo compiere un balzo in avanti». Sono parole di Luigi Veronelli, filosofo della terra e fondatore dell’associazione per la cultura del cibo e del vino che porta il suo nome. A partire da questo approccio che riconosce nell’esperienza uno strumento essenziale per guardare al futuro, il Seminario Veronelli promuove numerose attività formative e culturali, in particolare l’annuale pubblicazione della Guida Oro I Vini di Veronelli, prima guida ai vini d’Italia.

Se è evidente il “filo rosso”, la continuità di valori e di metodo, che lega gli storici “cataloghi” firmati dal massimo degustatore del Novecento alle più recenti edizioni della Guida, è altrettanto chiara la volontà dell’Associazione di introdurre, anno dopo anno, novità e perfezionamenti pensati per rispondere con efficacia alle aspettative dei Lettori e per proporre ad appassionati e operatori un punto di vista critico, rigoroso e indipendente sulle produzioni vitivinicole italiane.

 

Questo percorso prevede, ora, l’ingresso nel team dei degustatori di un quarto esperto, accanto a Gigi Brozzoni, Marco Magnoli e Alessandra Piubello. Dall’edizione 2021, infatti, Andrea Alpi - gastronomo, sommelier, sensory project manager SISS e collaboratore “di lungo corso” del Seminario Permanente Luigi Veronelli - contribuirà come curatore alla selezione e alla valutazione dei vini.

«Vogliamo concentrare le energie di ciascun collaboratore su un numero limitato di regioni per garantire attenzione costante ad ogni distretto produttivo e per proporre valutazioni il più possibile accurate e affidabili» dichiara Andrea Bonini, Direttore del Seminario Veronelli. «Per questo, già a partire dall’edizione 2021, la selezione e la valutazione dei vini prodotti in Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Marche sono competenza di Andrea Alpi, portando, così, a quattro il numero dei nostri curatori».

«Dopo molti anni di didattica, ho risposto con convinzione alla proposta del Direttore di tornare ad occuparmi anche di degustazione critica, partecipando dall’edizione 2021 alla Guida Oro I Vini di Veronelli» ha dichiarato Andrea Alpi. «Ampliare la collegialità dello sguardo attraverso cui la Guida osserva e comunica a operatori e appassionati l’eccellenza del vino italiano è un obiettivo costante di tutta la Redazione; potrò ora dare da Curatore un contributo scrupoloso e attento, occupandomi di territori e vini che conosco e apprezzo».

 

Inoltre, un’altra “testa di serie” del panorama produttivo nazionale passa di mano: l’Alto Adige - Südtirol e i suoi capolavori enologici sono, infatti, assegnati a Marco Magnoli, in aggiunta alle regioni già di sua responsabilità.

Fondamentale, come sempre, sarà il contributo di Gigi Brozzoni, tra i più autorevoli degustatori italiani - responsabile, tra l’altro, degli assaggi piemontesi e toscani - e di Alessandra Piubello, giornalista e scrittrice veronese, firma di prestigiose testate italiane ed estere.

La Redazione, infine, accoglie da quest’anno alcuni giovani autori, coordinati da Simonetta Lorigliola, al lavoro per proporre una Guida Oro ancora più ricca di contenuti e di informazioni utili.

A pochi mesi dalla pubblicazione della prima app in lingua inglese Veronelli's Gold Guide to Italian Wines, il Seminario Veronelli prosegue, dunque, la sua opera editoriale a favore della civiltà della terra e della tavola, guardando al futuro.

 

Emanuela Capitanio

LA RETE DEI CONSORZI DOP-IGP RILANCERA' IL MADE IN ITALY

La rete di comunicazione dei Consorzi di tutela DOP IGP una risorsa per rilancio del made in Italy

 

Oltre 200 Consorzi a supporto della promozione istituzionale e delle attività territoriali riuniti oggi per il Webmeeting “La comunicazione dei Consorzi di Tutela post Covid-19”.

 

Una rete del made in Italy che lavora nel mondo attraverso un alto livello di professionalità, persone, progetti, attività di comunicazione e promozione e che da 20 anni sostiene la narrazione e l’immagine del Paese a livello internazionale. Questa è in sintesi la fotografia della rete dei Consorzi di tutela del comparto DOP IGP che rappresenta una risorsa strategica per il settore agroalimentare e l’intero Sistema Italia, come evidenziato anche da Manlio Di Stefano, Sottosegretario Ministero affari esteri: “Fondazione Qualivita, OriGIn Italia, Federdoc e i Consorzi di tutela possono essere protagonisti di primo piano anche nella nuova fase di rilancio economico dopo la crisi più acuta dell’emergenza Covid-19”.

 

A testimoniarlo non solo i numeri del valore economico delle filiere - 16,2 miliardi di euro di valore alla produzione e 9 miliardi di valore all’export (Rapporto Ismea-Qualivita 2019) - ma anche quelli delle azioni di comunicazione dei Con­sorzi di tutela, un asset strategico analizzato da Fondazione Qualivita. Numerosi sono infatti gli strumenti che i Consorzi DOP IGP usano continuamente per comunicare in Italia e nel mondo: 554 siti web ufficiali, 487 account social capaci di ingaggiare oltre 56 milioni di utenti unici all’anno, a cui si aggiunge tutta l’audience raggiunta sia attraverso i media tradizionali, dai giornali alle televisioni, sia attraverso le molteplici iniziative di marketing, dai grandi eventi promozionali fino ai migliaia di contenuti indicizzati su Google come chiave di ricerca del made in Italy in ambito turistico, gastrono­mico, culturale, ecc.

 

Per far fronte al cambiamento in atto nella società e nei mercati, Fondazione Qualivita propone il #decalogoDOP per la comunicazione istituzionale che promuove il sistema agroalimentare e vitivinicolo di qualità attraverso nuovi valori emersi come risposta all’emergenza Covid-19. Un strumento operativo a servizio della rete DOP IGP condiviso in occasione del WebMeeting “La comunicazione dei Consorzi di Tutela post Covid-19” organizzato in collaborazione con Federdoc e OriGIn Italia a cui hanno partecipato oltre 200 rappresentanti del comparto. Dieci punti su cui basare nell’immediato un racconto nuovo e più profondo del made in Italy e far emergere le peculiarità strategiche del settore DOP IGP.

 

Una nuova dimensione, un nuovo storytelling da raggiungere grazie alle grandi potenzialità della rete dei Consorzi di Tutela che grazie alle proprie caratteristiche è in grado di svolgere un ruolo decisivo per il Paese su tre livelli: soggetto di comunicazione per campagne collettive su valori condivisi, supporto al Paese per le iniziative di rilancio del sistema, volano per la promozione e lo sviluppo del territorio. Una grande azione di comunicazione coordinata che potrebbe essere fin da subito elemento di spicco all’interno del nuovo “Patto per l’Export” lanciato negli ultimi giorni dal Ministero affari esteri e raccontato in occasione del WebMeeting dal Sottosegretario Manlio Di Stefano.

 

 

Area Comunicazione Fondazione QualivitaKA 

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