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Recensioni

REPORT GARA DI PESTO A SESTA GODANO DEL 1 SETTEMBRE 2018

 

 

 

Carissimo Virgilio, sono Franco Minghelli, il tipo che fa il pesto buono con continuità (per forza, ho imparato la tecnica da te!!), se ti ricordi ero in servizio all'ingresso di RistorExpo alla Fiera e mi avevi chiesto di scriverti qualcosa sulle gare che ho fatto. Scusa il ritardo ma per ora il pesto è solo una passione da far conciliare col tempo da dedicare al mio lavoro da geometra, però confesso che sto "studiando" per diventare un "esperto di pesto", magari più sul lato storico/culturale che è un ambito un po' trascurato...Finora partecipare ed assistere a gare e a laboratori di pesto mi ha sempre divertito, e preferisco se possibile andarci in incognito, per vedere come la mia arte viene considerata di volta in volta senza condizionamenti per giuria e pubblico... Non dico mai chi sono, poi se vinco sono contento, se non vinco imparo! In due anni (2017 e 2018) di gare ho collezionato 4 primi posti, 2 secondi posti, e 2 terzi posti, per un totale di 8 premi su 13 gare disputate in totale; ho imparato tantissimo su quali tipologie di pesto vengono apprezzati e su quali aspetti sono fondamentali per le gare da un lato e per il pubblico generico dall'altro. 

 

 

 

Quest'anno sono stato anche in giuria, su ordine dell'organizzatore che non mi voleva un'altra volta in gara, a Santa Margherita Ligure!  A mio favore per un pesto di successo, oltre al fatto che sono golosissimo di pesto fin da bambino, e che comunque già dieci anni fa lo facevo al frullatore, c'è il fatto che io appartengo all'ultima generazione di liguri che ha vissuto il pesto al mortaio come praticamente l'unica tipologia di pesto disponibile, tanto a casa quanto all'asilo, a scuola o in trattoria, per cui conosco molto bene quel sapore e quella consistenza, mentre vedo che la maggior parte dei pestaioli di ultima generazione fa riferimento al pesto del frullatore o a quello del vasetto quando se ne prepara uno, salvo poi riscoprire che al mortaio è sì, diverso e molto più affine a quello di una volta...

 

Passiamo ora alle gare. In realtà non ho tanto materiale da girarti, però qualcosa provo. Comincio con la gara che ritengo più significativa, quella che si è svolta a Sesta Godano (SP) in occasione della locale Notte Bianca il primo settembre scorso, organizzata dall'associazione FAR Cultura e dalla Pro Loco, e il cui incasso è andato a favore delle vittime del ponte Morandi. La ritengo la più significativa, per me, perché è stata finora l'unica in cui nel bando di partecipazione era stato specificato che ogni concorrente avrebbe dovuto portare il proprio mortaio, il proprio basilico, i propri ingredienti e più in generale "la propria idea di pesto". E così è stato fatto dai partecipanti, anche se l'organizzazione aveva comunque reso disponibili propri mortai e basilico per chi ne avesse avuto bisogno. Quindi in gara non c'era tanto la (mia) capacità di preparare un pesto con strumenti e ingredienti dati dall'organizzazione, quanto il (mio) pesto abituale e le mie scelte riguardo gli ingredienti.

 

 

 

 

A presiedere la giuria c'era Gabriella Molli, esperta enogastronoma della Lunigiana e collaboratrice del Secolo XIX, la quale è stata molto professionale e coinvolgente nell'illustrare in particolare la visione che gli spezzini hanno del pesto, e il fatto che loro tendono da sempre a variare gli ingredienti ed essere meno rigidi dei genovesi, cosa che avevo già sentito dire da Salvatore Marchese ad un suo laboratorio a Sarzana a cui avevo partecipato nel 2017 (e anche lui assaggiando il mio pesto disse che era molto buono). In giuria anche Emilia Petacco, archivista e storica spezzina. La gara si è svolta con una buona cornice di pubblico coinvolto, in modo molto partecipato dai concorrenti ma anche rilassato, dato che non veniva chiesto di fare il "pesto perfetto" ma di fare e raccontare il proprio pesto, provando perlomeno ad essere convincenti. A me ad esempio è stato chiesto da dove veniva il mio olio perché molto più dolce di quello a cui sono abituati i levantini.

 

A fine gara ogni concorrente ha dunque portato sul tavolo della giuria il proprio pesto, spiegato gli ingredienti usati e il perché delle scelte, la tecnica, come la si è imparata e così via. Anch'io ovviamente ho raccontato le mie scelte e i miei trucchi. 

Per ogni assaggio la prof. Gabriella Molli ha dato un feedback, generalmente positivo, delle sensazioni che il pesto forniva. Ritengo che dare un feedback sul pesto fatto da ogni concorrente sia molto importante per imparare e per scambiare informazioni, anche perché mi è già successo di vedere concorrenti vincere e non capire perché, come avevano fatto, cosa aveva di speciale il loro pesto per essere stato vincente.  A me la Gabriella Molli ha detto, pubblicamente: "a me l'aglio rinviene facilmente, mantenere l'equilibrio tra aglio e formaggio nel pesto è cosa molto difficile, ma tu ci sei riuscito benissimo".

 

(In realtà quando faccio il pesto per i miei amici, è vero che un pesto equilibrato accontenta tutti ma difficilmente soddisfa appieno, tra i fanatici dell'aglio e quelli del formaggio, e quindi mi adeguo spesso ai gusti dei singoli perché l'importante è che piaccia!). Alla fine ho vinto io, sul filo di lana perché erano comunque tutti pesti buoni e significativi, e sono stato premiato con un soggiorno per due sul lago Trasimeno. L'attestato che ho ricevuto reca la dicitura "Mago del pesto" ed è appeso in camera mia.  Purtroppo non so dirti il nome di chi è arrivato secondo e terzo, ma al terzo posto ricordo che è arrivata una signora genovese. Tra 9 concorrenti solo in due eravamo genovesi, ma siamo stati convincenti! Una nota: a fine gara un gentile panificatore del posto ci ha fatto trovare delle troffie pronte. Il mio pesto mi sembrava fosse venuto un po' amaro, ma assaggiato con le troffie non lo era più, era anzi commovente! Per me il modo migliore di assaggiare e giudicare un pesto resta quello con la pasta! 

 

Con cordialità e alla prossima.

Franco Minghelli, 

pestaiolo per diletto e golosità

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SORITEATRO DALLE ORE 14,30 TALK SHOW “FATTORE COMUNE” INCONTRI FRA DOP E IGP

Il Comune di Recco e il Consorzio della Focaccia di Recco col formaggio 

presentano

“FATTORE COMUNE” Incontri fra DOP e IGP

con il Patrocinio di: Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo,

Regione Liguria e Comuni di Recco, Camogli, Sori e Avegno. 

Sori, Recco e Camogli (Ge)

Venerdì 16 e sabato 17 novembre 2018

SORITEATRO dalle ore 14,30 Talk Show “FATTORE COMUNE” Incontri fra DOP e IGP.

Il Consorzio della Focaccia di Recco col formaggio, che ha ottenuto nel 2015 il marchio di tutela comunitario I.G.P., ha promosso nel 2017 la prima edizione di “Fattore Comune”, un evento che mira a creare contatti tra eccellenze eno-gastronomiche, un costruttivo dialogo tra i Consorzi e le Amministrazioni Locali coinvolte che hanno in comune una DOP e IGP che porta il nome del Comune da cui prendono origine. Dopo la partecipazione dello scorso anno di prodotti della Valle d’Aosta, Piemonte, Marche, Umbria e Lazio, in arrivo quest’anno le esperienze di prodotti DOP e IGP provenienti dal Trentino, Emilia Romagna, Toscana, Piemonte e Lombardia. Il Talk show sarà guidato da Federico Quaranta (giornalista RAI profondo conoscitore dell’enogastronomia italiana), l’apertura dagli interventi sarà riservato al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo seguito dal Comando Carabinieri per la tutela agroalimentare, dall’Istituto Controllo Qualità e Repressione Frodi e da Slow Food. 

A metà pomeriggio “Farinata break”, piacevole intervallo offerto dai consorziati di Sori, in cui ci si potrà interfacciare con i protagonisti dell’evento. A seguire le interviste ai produttori ed amministratori che illustreranno il prodotto e la sua importanza per il proprio comune/territorio. Un’opportunità di approfondimento culturale per conoscere le storie e tradizioni più vere dei produttori agroalimentari italiani, vero patrimonio nazionale. Concluderanno gli interventi Istituzionali.

(ad invito e su accredito)

Dalle ore 20,00 Recco - ristorante Manuelina

“Showroom del gusto” con banchi d’assaggio, degustazioni e presentazioni

La seconda fase, in serata al ristorante Manuelina, dove verranno allestiti banchi d’assaggio dedicati ai prodotti DOP IGP presenti, con degustazioni e presentazioni. Importante occasione per scoprire i sapori più veri e conoscere gli uomini che, spesso a fatica, ne portano avanti le tradizioni immutate nel tempo (serata ad invito).

Sabato 17 novembre alle ore 10,00

piccolo press-tour turistico-gastronomico a Camogli

Transfer a Camogli per uno show cooking dal consorziato presente e, data la concomitanza, partecipazione all’inaugurazione del Castello di Babbo Natale, al Castel Dragone. Seguirà breve colazione di mezzogiorno (riservato ai media). 

La Focaccia di Recco col Formaggio I.G.P. è un grande valore aggiunto riconosciuto solo nei comuni di Recco, Camogli, Sori e Avegno e si può trovare solo nelle attività consorziate:

Ristoranti a Recco: Alfredo – Angelo -  Da Lino – Da ö Vittorio – Del Ponte – Manuelina – Vitturin – Focacceria Manuelina.

Panifici a Recco: Panifici Tossini – Panificio Moltedo G.B. – Panificio Moltedo L;

Ristoranti a Sori: Edobar – Il Boschetto – Focacceria Tossini.

Asporto a Camogli: Revello Focacceria.

Bernini Daniela

Consorzio della Focaccia di Recco col formaggio

Ufficio Stampa e Relazioni Esterne

 

Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole:
437 mila studenti coinvolti e 3.093 iniziative
“a voce alta” in tutta Italia e all’estero

È tempo di bilanci per la quinta edizione di Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole: sono stati 437.000 gli alunni di tutte le età che hanno partecipato alle 3.093 iniziative nelle scuole di tutta Italia, dall’infanzia alle superiori, e nelle scuole italiane all’Estero, al netto delle migliaia di altre organizzate spontaneamente in tutte le regioni e che hanno coinvolto tantissimi studenti, ma non registrate nella banca dati sul sito ufficiale. Dal 22 al 27 ottobre la campagna del Centro per il libro e la lettura, nata da un Protocollo d’Intesa tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero per i beni e le attività culturali, in collaborazione con #ioleggoperché, ha mobilitato insegnanti, studenti e lettori volontari vede sul podio delle regioni più attive Campania (449), Sicilia (378) e Puglia (337). La lettura a voce alta ha, inoltre, varcato come da tradizione i confini nazionali, con appuntamenti organizzati negli istituti italiani in Arabia Saudita (Gedda), Argentina (Buenos Aires e Mendoza), Francia (Parigi), Georgia (Tblisi), Slovenia (Pirano), Spagna (Barcellona), Svizzera (Lugano), Turchia (Smirne), e Ungheria(Budapest).

L’entusiasmo di studenti e insegnanti è una certezza: edizione dopo edizione, sappiamo di poter contare su una risposta eccezionale in termini di impegno, creatività, disponibilità. È questa la forza di Libriamoci, una propulsione speciale che riesce a raggiungere alunni di tutte le età e nei luoghi più diversi”: così commenta Romano Montroni, Presidente del Centro per il libro e la lettura. “Anche quest’anno abbiamo constatato quanta richiesta ci sia di occasioni di lettura sempre nuove e originali e la partecipazione particolarmente nutrita di scuole dell’infanzia ed elementari è il segno che la semina dell’abitudine a leggere sta procedendo nel migliore dei modi”.

Inaugurata nell’evento di lancio lo scorso 19 ottobre al Teatro Argentina di Roma, con la partecipazione dell’attore e regista Pif, testimonial del 2018, la campagna ha visto l’adesione di oltre 370 volontari che si sono offerti di andare a leggere nelle classi, fra quali si contano 36 lettori del Patto del Patto per la Lettura delle Biblioteche di Milano, 48 sindaci e assessori di 32 Città che leggono e 46 editori che hanno aderito con propri autori, insieme a decine di attori, membri di associazioni, bibliotecari e privati cittadini, diversi dei quali con affetto e nostalgia per la propria ex scuola ne hanno varcato nuovamente la soglia in veste di ambasciatori della lettura.

Come l’anno scorso, alcuni giornalisti di Corriere della Sera (Alessandra Arachi, Enrico Caiano, Paolo Di Stefano, Monica Guerzoni, Viviana Mazza), la Repubblica (Giuseppe Calabrese, Stefano Costantini, Enrico Del Mercato, Fabio Galati, Fabrizio Lentini, Massimo Lorello, Gianluca Monastra, Laura Montanari, Francesca Savino, Manuela Zadro) e Il Messaggero (Guido Boffo, Barbara Jerkov, Ernesto Menicucci, Alvaro Moretti, Marco Pasqua) hanno incontrato gli alunni di alcune scuole a Bari, Firenze, Milano, Palermo, Roma e Torino per illustrare il proprio lavoro (dai trucchi del mestiere alle tecniche e agli strumenti di indagine e scrittura) e confrontarsi con loro sulle sfide della contemporaneità.

A voce alta dalle regioni…
In una cavalcata ideale attraverso l’Italia, ecco alcuni esempi delle iniziative che avremmo incontrato: alla Biblioteca di Alba Adriatica (Teramo), indovinelli e favole da gustare, mentre a Ruoti (Potenza), l’intero borgo si è animato con letture in vari luoghi; al liceo classico “Francesco Fiorentino” di Lamezia Terme (Catanzaro) sono state protagoniste la scrittura e il pensiero di Alessandro Leogrande, mentre al liceo scientifico “P.S. Mancini” di Avellino le classi si sono trasformate in circoli di letture ad alta voce. A Bologna, presso la scuola “Rolandino De’ Passeggeri” il presidente del Centro per il libro e la lettura Romano Montroniha letto una favola che racconta la nascita e la missione speciale del Centro; a Langhirano (Parma), invece, la scuola elementare “Bruno Ferrari” ha organizzato insieme al Comune un flash mob letterario in centro; a Trieste è soffiata la bora delle parole, con una maratona di lettura da parte dei bambini della scuola Filzi-Grego; alla Biblioteca Alessandro Cieri, nel plesso della scuola primaria “Giovanni Randaccio” dell’I.C. Via Cortina, la direttrice del Centro per il libro e la lettura Flavia Cristiano ha incontrato la famiglia Cieri, finanziatrice della ristrutturazione e della fornitura libraria della biblioteca, il Comitato di quartiere e i docenti della scuola; l’IC Alzavole di Roma ha accolto la testimonianza e le letture di un ex partigiano, mentre gli alunni della scuola primaria Domenico Viviani di Levanto (La Spezia) hanno intervistato anziani contadini per ricostruire le tradizioni della zona; e se all’IC Tommaso Grossi di Milano hanno dato voce alle donne che hanno fatto la Storia e alla dote lasciata come patrimonio culturale, all’IPSEOA “G. Varnelli” di Cingoli (Macerata) è stato realizzato un juke box letterario con le voci di alunni e insegnanti. A Isernia, presso l’IC San Giovanni Bosco, focus sul rapporto fra Storia e Patrimonio attraverso incontri con giornalisti locali e saggisti; all’IC Baranzano di Serravalle Sesia (Vercelli) gli alunni, in veste di reporter, hanno indagato sui libri preferiti dai loro genitori e nonni; a Turi (Bari) invece i ragazzi della scuola media hanno animato una due-giorni di percorso e letture attraverso il centro storico, mentre alla media di Selegas (Cagliari) gli studenti hanno dato voce ad alcuni scrittori sardi classici e contemporanei. All’Istituto Leonardo Da Vinci di Villafranca Tirrena (Messina) si è andati alla scoperta delle bellezze architettoniche e artistiche lasciate dai normanni, mentre all’IC “P. Ferrari” di Pontremoli (Massa Carrara) si è ripercorsa la storia degli erbari dal medioevo ad oggi, tra medicina e alchimia; all’Istituto provinciale Agrario di San Michele all’Adige (Trento) spazio invece a cinque libri per ogni fascia d’età, presentati e letti dai ragazzi, e se all’IC “De Filis” di Terni i reading si sono focalizzati sui temi della libertà e della consapevolezza attraverso le favole di Moravia, all’Istituto “Rita Levi Montalcini” di San Stino di Livenza (Venezia) sono state protagoniste le storie straordinarie delle ribelli che hanno rivoluzionato il mondo.

Le voci per Libriamoci
Il programma delle iniziative di Libriamoci ha dato come sempre spazio alla creatività di insegnanti, studenti e volontari, coinvolgendo tutti in una girandola di attività diverse e stimolanti: fra reading e maratone, incontri speciali e flash mob, le scuole hanno dato il benvenuto anche a tanti lettori speciali. Sono infatti oltre 370 i volontari che con entusiasmo si sono offerti: sul sito è disponibile l’elenco completo (www.libriamociascuola.it/II/?p=10059) degli scrittori, giornalisti, attori, membri di associazioni culturali, bibliotecari e privati cittadini che sono andati a condividere la propria passione per la lettura.

Le case editrici coinvolte
Queste le 46 case editrici che, in risposta all’appello congiunto di Ricardo Franco Levi e Romano Montroni, hanno messo a disposizione propri autori come lettori d’eccezione nelle classi:

66thand2nd, add editore, Baldini + Castoldi, Bompiani, BookaBook, Carthusia edizioni, Corbaccio, DeA Planeta, e/o, Ediciclo, Edizioni Corsare, Egimaster, Einaudi, Elpìs, Erikson, Europa Edizioni, FaLvision, Feltrinelli, Gallucci Editore, Gruppo Albatros, Guanda, Harper Collins, Il Melangolo, Il Saggiatore, La Ruota Edizioni, Lastaria editore, liberilibri, Longanesi, Manni Editori, Marsilio Editori, Melampo Editore, Mondadori, Morellini Editore, Neri Pozza, Newton Compton, NN, Nulla Die, nuovadimensione, Oltre Edizioni, Ortica Editrice, Rizzoli, Round Robin, Salani, Universosud, Utet, Valentina Edizioni.

Le Città che leggono
Sono 32 le Città che leggono nelle quali il Primo Cittadino o i suoi assessori si sono recati nelle classi come testimoni del valore e dell’importanza della lettura:

Ancona (AN), Borgomanero (NO), Brindisi (BR), Camerano (AN), Catania (CT), Cervo(IM), Chiusi (SI), Chivasso (TO), Colleferro (RM), Conselice (RA), Formia (LT), Formigine (MO), Fossacesia (CH), Gioi (SA), Levanto (SP), Massa Lombarda (RA), Nichelino (TO), Ospedaletti (IM), Padova (PD), Piacenza (PC), Piove di Sacco (PD), Popoli (PE), San Vittore Olona (MI), Santarcangelo di Romagna (RN), Santeramo in Colle (BA), Sermoneta-Norma (LT), Sersale (CZ), Sesto Fiorentino (FI), Taurisano (LE), Torremaggiore (FG), Tortona (AL), Venafro (IS).

La rete delle collaborazioni
Libriamoci ha potuto contare sulla partnership e la collaborazione di: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Associazione Italiana Editori, ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani, AIB Associazione Italiana Biblioteche, ALI Associazione Librai Italiani, Direzione Generale Spettacolo MiBAC, FAI Fondo Ambiente Italiano, Biblioteche di Roma – Roma Capitale, Patto di Milano per la lettura, SIAE – Società Italiana degli Autori e degli Editori, ICOM Italia, Corriere della Sera, la Repubblica, Il Messaggero, Fondazione Circolo dei Lettori – Torino, Fondazione Maria e Goffredo Bellonci – Roma, Teatro di Roma, Teatro Stabile d’Abruzzo, ADI Associazione Degli Italianisti, Atlante digitale del ‘900 letterario, CESP Centro Studi per la Scuola Pubblica, Festival Ad alta voce di Coop Alleanza 3.0, Festival di Letteratura per ragazzi Gianni Rodari. E ancora: Abibook Cooperativa Sociale – Onlus, Brescia, Accademia delle Arti e dello Spettacolo di Viterbo, Associazione culturale GoTellGo – Progetto APPasseggio, Associazione di promozione sociale Micro Teatro Terra Marique, Associazione Terra di Mezzo – Biblioteca Errante, Biblioteca civica Agorà di Lucca, Biblioteca civica Ezio Vanoni – Morbegno, Biblioteca comunale dei ragazzi Gianni Cordone di Vigevano, Biblioteca comunale dei ragazzi Gianni Rodari di Varese, Biblioteca comunale di Popoli, Biblioteca comunale di Predazzo, Biblioteca comunale di Romano di Lombardia, Biblioteca comunale Paolo Borsellino – Cianciana, Biblioteca Labbrozzi – Pesaro, Biblioteca ragazzi A. Novelli presso la Biblioteca Comunale L. Benincasa, Biblioteca UNLA di Lagopesole – Potenza, Centro R.A.T. – Teatro dell’Acquario, Circolo della Lettura Barbara Cosentino, Circolo di lettura di Cannara – Perugia, Gruppo di lettura della Biblioteca comunale di Sansepolcro, Puck TeaTré – Avellino, Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone, Scuola di Teatro Gli Sbandati, Teatro del Ghigno – Pisa. Media partner Rai Cultura, Rai Scuola eRai RadioKids.

Libriamoci sul web
Il sito Libriamociascuola.it resta attivo come punto di riferimento per la condivisione fra docenti e studenti di buone pratiche, suggerimenti di lettura e progetti, strumenti di approfondimento e bibliografie ragionate. Libriamoci è anche su Facebookfacebook.com/libriamociascuola/ e Twitter twitter.com/LibriamociAS, ed è possibile seguire tutte le attività del Centro per il libro e la lettura sui suoi canali di comunicazione: il sito www.cepell.it, la pagina Facebook facebook.com/cepell e l’account Twitter twitter.com/Centro_libro.

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Segreteria organizzativa e ufficio stampa
Ex Libris Comunicazione

AIS TOSCANA CAMPIONE D’ITALIA E’ TUTTO TOSCANO IL PODIO DEL MIGLIOR SOMMELIER D’ITALIA 2018

Un’affermazione senza precedenti al concorso nazionale: 4 finalisti su 4 per il Granducato
 

Si aggiudica il titolo nazionale il Miglior Sommelier della Toscana in carica, Simone Loguercio. Secondo Valentino Tesi e terzi a pari merito Massimo Tortora e Simone Vergamini. Alla delegazione di Pistoia il Premio Surgiva.

 

Primo, secondo e terzo gradino del podio: un risultato senza precedenti quello raggiunto sabato 3 novembre dai sommelier di AIS Toscana, impegnati a disputare a Merano la finale del concorso Miglior Sommelier d’Italia Premio Trento DOC 2018.

Il campione italiano 2018 è Simone Loguercio della delegazione di Firenze, che bissa il titolo regionale vinto nello scorso mese di giugno. Alle sue spalle, altri toscani: Valentino Tesi della delegazione di Pistoia classificatosi secondo, mentre terzi a pari merito si sono classificati Massimo Tortora della delegazione di Livorno e Simone Vergamini della delegazione di Lucca e la quota rosa è stata conquistata da Clizia Zuin giunta sesta ma che arricchisce il palmares portando ben 5 toscani nei primi 6 sommelier d’Italia.

 

Una semifinale prima ed una finalissima poi tutta toscana dunque, che porta ancora una volta la Scuola Concorsi del Granducato ai vertici della sommellerie.

“Una emozione incredibile, vedere quattro dei nostri sommelier sul podio più prestigioso – testimonia Simona Bizzarri, responsabile della Scuola Concorsi di AIS Toscana – ciascuno di loro ha portato sul palco carattere, professionalità, emozione e voglia di vincere. L’impegno che ciascuno di loro dedica in queste competizioni è altissimo ed è una grande vittoria non solo per loro singolarmente ma per l’Associazione Toscana tutta. Siamo orgogliosi di essere rappresentati da questi ragazzi”.
 

Sul palco, a premiarli c’era anche Cristiano Cini, coordinatore gruppo nazionale area concorsi di AIS e Presidente di AIS Toscana: “Una giornata emozionante, questi giovani professionisti sono un esempio positivo dell’Italia di oggi. Sono quella linfa vitale che stimola tutti noi a dare sempre qualcosa in più e che ci garantisce un futuro solido e qualificante. Questo gruppo nato nella Scuola Concorsi, ha dimostrato che insieme si cresce. L’insieme va oltre il singolo, sempre.   Come coordinatore dei concorsi porgo i miei più sentiti complimenti a tutti coloro che si sono messi in gioco in questa competizione con impegno e professionalità, tuttavia il mio ruolo di Presidente di AIS Toscana mi porta ad esprimere una particolare soddisfazione per l’eccezionale risultato raggiunto dai nostri sommelier. La Scuola Concorsi toscana ancora una volta ha dimostrato di preparare dei veri campioni: è uno dei nostri fiori all’occhiello su cui continueremo ad investire anche nel futuro”.

 

La classifica finale si è composta al termine di una prova in lingua oltreché in italiano che prevedeva riconoscimenti alla cieca di vini, una prova di decantazione e servizio ed altresì una prova di comunicazione e di abbinamento anche con birre, cocktail e tè. La prova eccellente del neocampione italiano, attualmente sommelier al ristorante Konnubio di Firenze, è senza dubbio anche il frutto dell’esperienza sul palcoscenico che egli ha maturato nel corso degli ultimi due anni: nel 2017 si è classificato secondo al Miglior Sommelier della Toscana ed è stato vincitore nello stesso anno dei titoli di Miglior Sommelier del Lambrusco e Miglior Sommelier dell'Albana; nel 2018 ha vinto il titolo di Miglior Sommelier della Toscana e Miglior Sommelier del Sagrantino, fino al titolo nazionale.
 

La grande giornata della sommellerie toscana al Premio Trento DOC ha infine avuto un altro suggello, con la vittoria per la delegazione di Pistoia del Premio Surgiva, scelta dalla giuria per la sensibilità dimostrata tramite la realizzazione di una vendita benefica di vino, finalizzata all'acquisto di attrezzature per la terapia mini invasiva dei tumori ed in sostegno del reparto di nefrologia dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

 

La storica Kurhaus di Merano ha rappresentato anche lo scenario ideale per accogliere tre nuovi sommelier onorari, insigniti del titolo per il contributo dato negli anni alla promozione dell’agroalimentare, tra cui il toscano Alessandro Regoli, direttore di Winenews. Tre sono anche i vincitori delle borse di studio offerte dalla distilleria Bonaventura Maschio nell’ambito del Master di specializzazione sulle acquaviti d’uva dal titolo “La Ricerca dell’Eccellenza”: anche in questo caso la Toscana è stata presente, con Luisa Tolomei del Ristorante Buca di Balbadò di Bagni di Lucca.

 

Didascalia foto allegata: Antonello Maietta, Presidente Nazionale AIS, Roberto Bellini Vice Presidente Nazionale AIS e Presidente AIS Pistoia, Roberto Anesi Miglior Sommelier AIS 2017, i sommelier vincitori: Valentino Tesi (secondo), Simone Loguercio (primo), Simone Vergamini, Massimo Tortora (terzi ex aequo), Cristiano Cini Presidente AIS Toscana e Coordinatore gruppo nazionale area concorsi, Toscana, Carlo Moser Vice Presidente Istituto Trento DOC

 

Marte Comunicazione snc 

 

Zorzettig Eventi

 
 
 

FARFALLA D’AUTUNNO

"Macchia volante e fiammata, ora resta ferma su una foglia che la culla..."

Pablo Neruda

 
 
GAMBERO ROSSO TOP ITALIAN WINES ROADSHOW 
Data  01 - 05 - 20.11.2018
Luogo  Seoul, Corea del Sud;  Taipei, Taiwan; San Pietroburgo, Russia

Il Pinot bianco Myo' 2017 - Trebicchieri 2019 portabandiera dei vini Zorzettig in tour con il Gambero Rosso per le tappe in Oriente del Roadshow.
 
MERANO WINE FESTIVAL 
Data 10 - 12.11.2018
Luogo Kurhaus, Wine Italia, Sala Kursaal T.113, Merano, Bolzano, Italia 

Rinnovata la presenza dei vini Zorzettig all’evento, che dal 1992, ospita l’eccellenza e l’eleganza del vino italiano. 
 
VINIBUONI D'ITALIA PREMIAZIONE ECOFRIENDLY
Data 10.11.2018
Luogo Teatro Puccini, Merano, Bolzano, Italia 

Vinibuoni d'Italia, in occasione del Merano Wine Festival, ci assegna un premio speciale  "Ecofriendly 2019" per il nostro impegno nella sostenibilità ambientale. 
MILLE OTTIMI MOTIVI PER ESSERCI
Data  17.11.2018

Luogo Folador di Villa Rubini, Merlana, Udine, Italia

L'appuntamento che ogni anno 'festeggia il vino' in particolare i Vini del Friuli Venezia Giulia presenti nella Guida dei Vini dell'AIS VITAE.
ANTEPRIMA VITIGNOITALIA 2019  
Data 26.11.2018
Luogo Hotel Excelsior, Napoli, Italia 

Anteprima del Salone dei Vini e dei Territori Vitivinicoli Italiani. Nella prestigiosa cornice dell’Hotel Excelsior in degustazione oltre 600 etichette provenienti da tutta l’Italia.
 
L'AUTUNNO A SPESSA ZORZETTIG VINI
Luogo Zorzettig Vini, Spessa di Cividale, Udine, Italia 

Anche per il mese di novembre proseguono le degustazioni in cantina. Nel frattempo ci prepariamo per Natale. Informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., tel 0432 716156
VISTA D'AUTUNNO RELAIS LA COLLINA
Luogo Ipplis di Premariacco, Udine, Italia 

Novembre è un mese di attesa. Quale periodo migliore per pianificare piacevoli e rilassanti tour enogastronomici? 
Per informazioni e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 
 
 

ALLEN JONE FARA' LA NUOVA ETICHETTA DEL CHIANTI CLASSICO CASANUOVA DI NITTARDI VIGNA DOGHESSA 2016

Peter Femfert, editore e storico gallerista tedesco (DIE GALERIE), che si è distinto per aver colto gli emergenti sviluppi artistici del ventesimo secolo, dal 1981, ha intrapreso per Nittardi un fortunato sodalizio con artisti di fama internazionale.

 

Ogni anno sono chiamati ad interpretare il Chianti Classico “Casanuova di Nittardi” creando non solo l’etichetta, ma anche la carta seta utilizzata per avvolgere la bottiglia, suggellando ogni vendemmia e connotando le diverse annate, con un’autentica galleria di capolavori d’arte contemporanea. Hanno collaborato a questo progetto artisti come: Guenter Grass e Dario Fo (premi Nobel per la letteratura), Yoko Ono, Eduardo Arroyo, Igor Mitoraj, Joe Tilson e tanti altri.

   

Peter Femfert e la moglie Stefania Canali hanno saputo rendere omaggio all’illustre predecessore, Michelangelo Buonarroti, antico proprietario di questi vigneti, celebrando il felice connubio tra arte e vino.  

 

Allen Jones (Southampton1937), pittore, incisore e scultore britannico, è uno degli artisti pop contemporanei più conosciuti al mondo e anche uno dei più controversi e urticanti dissacratori del nostro secolo. Nel 1961, ha studiato alla Royal College of Art con artisti del calibro di R.B. Kitaj, Peter Phillips e David Hockney, proiettando l’arte figurativa verso una nuova direzione, diventando una pietra miliare nella storia della Pop Art. La figura femminile è sempre stata al centro del suo interesse.

 

La carica erotica trasforma il corpo in icona glamour, arma seduttiva e potente strumento di comunicazione. Negli anni settanta fu capace di accendere gli animi, e dare scandalo, trovandosi sempre al centro di polemiche, ricordando ad esempio, le sue “donne–mobile”, d’impronta voyeuristica, che hanno ispirato Stanley Kubrick per il set di Arancia meccanica. Le sue creazioni hanno sempre evidenziato alcuni aspetti del carattere di un’epoca, in maniera sfrontata, diretta ed ironica.

 

Per Nittardi, Jones ha creato tre opere, che esprimono tre interessanti versioni della figura femminile: una per l’etichetta e due per la carta seta che avvolge come di consueto la bottiglia. E’ la prima volta nella storia di Nittardi che un artista dipinge due versioni destinate all’involucro. Oltre alla versione ufficiale ve ne è una che confezionerà una serie limitata di bottiglie in “secret edition”, da custodire nella parte più nascosta della cantina. 

 

Casanuova di Nittardi Vigna Doghessa 2016 Chianti Classico è un Sangiovese in purezza e proviene dal singolo vigneto Vigna Doghessa, che si trova a 450 metri di altitudine. Il terreno ricco di scisto conferisce al vino una forte mineralità ed una piacevole freschezza.

La 2016 è un’annata perfetta, preceduta da un’altra eccezionale, come la 2015. Ad un inverno mite con precipitazioni abbondanti sono seguite una primavera e un'estate calde ed asciutte. Brevi piogge a luglio e agosto hanno garantito la salute delle viti, senza alcun stress idrico. Le uve di Vigna Doghessa sono state vendemmiate tra il 10 e l’11 di settembre. Casanuova di Nittardi Vigna Doghessa 2016 si presenta sin d'ora ampio, ricco, rotondo e più pronto paragonato ai più austeri vini del 2015.

 

Riccardo Gabriele

BREADSTICK DAY, OGGI I SOCIAL CELEBRANO I GRISSINI ASSIEME A CHEF ED ESPERTI DELLA TAVOLA: PER 7 ITALIANI SU 10 SONO UN MUST HAVE

 

 

Nata negli Stati Uniti, la Giornata del Grissino celebra tradizione e gusto di questo prodotto tipico della cucina italiana nato tra il XXIV e il XXVII secolo. Una prelibatezza famosa nel mondo le cui proprietà sono promosse da professori e nutrizionisti. Amati dai vip e proposti da chef stellati e food blogger, i grissini non possono mancare a tavola per il 68% degli italiani, soprattutto durante aperitivi (79%) e cene (76%) abbinati a salumi (81%) e formaggi (69%).

 

Da Napoleone Bonaparte, che non badava a spese per farsi inviare quintali di “Petits bâtons de Turin”, al Re Carlo Felice, che sgranocchiando disturbava la platea del Teatro Regio, passando per Luigi XIV, che redarguiva i cuochi di Versailles incapaci di imitarli fino a Vittorio Amedeo II, che guarì grazie a loro. Fin dal Rinascimento il successo dei grissini è stato inarrestabile e oggi milioni di persone in giro per il mondo non possono farne a meno: per celebrarli negli Stati Uniti è stato perfino fondato il Breadstick Day. Una popolarità così forte da spingere il celebre Jimmy Fallon a farsi accompagnare da Post Malone a provare l’all you can eat di grissini proposto da una catena di ristoranti americana, come riportato da People. L’amore delle celebrities per i grissini non si ferma qui: il Daily Mail ha pubblicato una foto di Jessica Biel mentre sta per divorare un grissino nel corso degli ultimi Critics' Choice Awards a Hollywood, mentre nel corso dei mondiali di Russia è diventato virale un video riportato dal Mirrorche ritrae il bomber inglese Alan Shearer che canta “All night long” impugnando un grissino. Tra i prodotti della cucina italiana più celebri e diffusi all'estero, il grissino è amato dal 68% degli italiani, che non possono resistergli a casa (66%) come al ristorante (74%), soprattutto per aperitivi (79%) e cene (76%). Tra gli abbinamenti più apprezzati quelli con salumi (81%), formaggi (69%) e salse (58%), mentre la qualità più ricercata in un grissino è la croccantezza (77%).

 

È quanto emerge da un’indagine promossa da Espresso Communication per Vitavigor, storico marchio dei grissini di Milano che ha scelto di celebrali chiedendo di condividere sui social il proprio abbinamento preferito con l’hashtag #BreadstickDay, su circa 2000 italiani tra i 18 e i 55 anni attraverso un monitoraggio online su social, blog, forum e community, coinvolgendo un panel di 20 esperti tra docenti, nutrizionisti e chef stellati, per capire le ragioni del loro successo. “L’amore per il grissino non ha confini, anche a Milano ci siamo specializzati nella sua produzione – spiega Federica Bigiogera, marketing manager di Vitavigor– Da 60 anni i nostri prodotti sono amati da grandi e piccini in tutto il mondo, dal Canada all’Australia, tanto che perfino i personaggi Disney della famiglia di Topolino hanno scelto di arrivare sui nostri Vitastick”.

 

Ma quali sono le ragioni culturali della popolarità dei grissini? “Se dobbiamo individuare le ragioni dell'amore degli italiani per il grissino l'unica risposta possibile è: perché è italiano, ed è percepito come tale – spiega Antonella Campanini, docente di Storia della cucina e delle Culture alimentari presso l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Cuneo – Non abbiamo tuttavia certezze storiche risalenti alla sua creazione. Molti studiosi ritengono che l’inventore sia un fornaio piemontese, Antonio Brunero; non c'è però concordia sulle ragioni dell'invenzione. C'è chi ritiene che sia stato creato per favorire la digestione di un rampollo di casa Savoia dalla salute cagionevole; altri pongono l'accento sulla necessità di essere sicuri che il pane, in un periodo di peste, fosse sufficientemente cotto per scongiurare il propagarsi dell'epidemia. In ogni caso ci troviamo nell'Italia del XVII secolo. Una storia comprovata del grissino però non è ancora stata scritta”.

 

“Da specialità creata ad arte nella corte dei Savoia, i grissini sono diventati in tutta Italia sia una ricercata variante del pane, irrinunciabile per i ristoranti, sia nell'alimentazione e nella spesa ordinaria delle famiglie, a partire dall'epopea dei supermercati negli anni '60 come sostituto del pane fresco – rivela Tommaso Lucchetti, docente di Scienze Gastronomiche presso l’Università di Parma – Si seguiva così come alternativa quel repertorio da sempre esistito dei prodotti da forno asciutti e senza mollica, dalle gallette ai biscotti, che venivano distribuiti lungo i secoli come vitto conservabilissimo a lungo per i soldati e per la gente di mare, che necessitava di provviste a lungo termine. Per decenni, dalla fine dell'800, la croccantezza di questo pane anomalo ed esotico, con l'aurea di suprema nobiltà della Real Casa e dei suoi dintorni, era già di per sé garanzia di speciale accuratezza ed attenzione verso i convitati”.

 

Il grissino è amato quindi da gran parte degli italiani, ma come viene gustato? Se l’abbinamento più apprezzato è quello con i salumi (81%), molto gettonati sono anche gli accostamenti con formaggi (69%), salse (58%), creme spalmabili (55%), vini e drink (36%), carni bianche o rosse (33%), verdure (28%), pesce (15%), sottoli e sottaceti (13%), ma anche da soli (44%). Dal pranzo (54%) alla cena (76%), fino ai momenti dello snack a metà mattina o metà pomeriggio (64%) e all’aperitivo (79%) il grissino è apprezzato durante tutta la giornata. Nella lotta tra la varietà più classica e quella insaporita, ad esempio da rosmarino, impasti speciali e spezie, prevale ancora il gusto classico, con percentuali rispettivamente del 54% e 46%. Tra le qualità più ricercate in un grissino infine spicca la croccantezza (72%), seguita da gusto (66%), ingredienti naturali (57%), la leggerezza o scarso contenuto di grassi (49%) e l’assenza di additivi chimici e OGM (40%).

 

Ma quali sono le peculiarità dei grissini a livello biologico e nutrizionale? “Oltre ad essere ingrediente di antipasti e aperitivi, i grissini sono alternativi alimenti spezza-fame, se possiedono però alcune caratteristiche nutrizionali – sottolinea la dott.ssa Valentina Schirò, biologa nutrizionista specializzata in scienza dell’alimentazione – In genere possiedono un elevato valore energetico per la presenza di grassi come lo strutto. Per non eccedere nell’introito calorico e per tutelare la salute sarà opportuno scegliere quelli con olio extravergine di oliva e farine non OGM, meglio ancora se integrali: la presenza delle fibre favorisce infatti un maggior senso di sazietà. Altro aspetto importante dev’essere l’assenza di olio di palma e grassi idrogenati e un contenuto discreto di sale”. Per il dott. Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista presso l'Università Campus Biomedico di Roma, invece “Il grissino, oltre a rappresentare un alimento della tradizione italiana alimentare e culturale, costituisce uno dei modi migliori di introdurre la fonte più importante di energia, ovvero i carboidrati complessi. Nutrienti ed energetici dunque, ma non solo: basti pensare alla quantità di sali minerali e proteine vegetali, circa il 13% ogni 100g. Se si scelgono quelli integrali si garantisce, inoltre, anche un buon apporto di fibra. Attenzione però a verificare l'utilizzo di olio di oliva tra i grassi aggiunti per assicurare la presenza di acidi grassi salutari e all'apporto calorico superiore a quello del pane”.

 

Il grissino inoltre è consigliato anche dagli chef stellatiViviana Varese, chef di Alice Ristorante di Milano titolata con una Stella Michelin propone dei grissini realizzati solo con farina, lievito, zucchero, olio e sale per accompagnare la propria celebre ceviche: “Dopo aver marinato le cipolle al lampone e cristallizzato la menta, passare i datterini in una macchina passa-pomodoro e regolare di sale – spiega la chef Varese – Frullare e setacciare metà dei lamponi per ottenere una salsa. Porre l’altra metà in un abbattitore rapido di temperatura o in un freezer; una volta congelati schiacciarli con l’aiuto di un batticarne per sgranarli. Pelare la yucca, tagliare delle fettine di 1 mm di spessore e friggere in olio di semi di girasole. Tagliare la ricciola in cubi da 1.5 cm per lato, aggiungere il peperone, il peperoncino rocoto e 20g di cipolla tritati finemente. Condire con succo e buccia di lime, rum, sale, olio e la menta in foglie grandi tagliata a julienne. Versare 2 cucchiai di passatina di datterini sul fondo di un piatto. Aggiungere 4/5 gocce di salsa di lamponi, la ricciola condita e la cipolla marinata. Completare con menta fresca, menta cristallizzata e lampone ghiacciato”.

 

Ma non è tutto, i grissini si sposano perfettamente anche con la degustazione dei vini: “I grissini sono immancabili nella degustazione del vino – rivela Francesca Negri, giornalista, autrice del libro “Vino pret-à-porter e blogger di Geishagourmet.com – Suggerisco l’accostamento con un Critone della cantina Librandi (Calabria), che prende il nome dell’allievo prediletto di Socrate, è un uvaggio di Chardonnay (90%) e Sauvignon Blanc (10%). Leggero, minerale, fresco e sapido, ma anche profondo e persistente è perfetto per l’aperitivo e in abbinamento ai nostri grissini, a formaggi freschi e anche a pesce crudo. In alternativa li accosterei a dell’Anna della cantina Tiefenbrunner (Alto Adige): 100% Pinot Bianco, che presenta un intenso bouquet floreale con sentori fruttati che ricordano mele mature. In bocca è possente e ben proporzionato, il finale lungo e persistente, vellutato, fresco e vivace. Perfetto con piatti di pasta, insalate di pollo e tartare”.

 

La food blogger Elisa Ceccuzzi di Kittyskitchen.it invece propone di utilizzare i grissini come panatura: “Pensando ai grissini mi viene in mente la possibilità di utilizzarli per panature croccanti, basta prendere un filetto di fassona tagliato bello spesso, passarlo nell’uovo e successivamente nei grissini tritati grossolanamente, poi fare un secondo passaggio in uovo e grissini e friggere nel burro. La carne rimane rosata al centro, un piatto molto gustoso che mi sovviene subito quando penso ai grissini. Immancabili poi agli aperitivi i grissini avvolti con prosciutto, reminiscenze dei buffet di quando ero bambina”. 

 

 

Matteo Gavioli

 

 

 

DOPO IL ROAD SHOW, APPUNTAMENTO IL 30 NOVEMBRE CON TOP OF VINI ALTO ADIGE

 

 

 

Terminato il tour che ha portato i vini del territorio altoatesino a Roma, Firenze e Milano, dove oltre 1.200 persone tra wine lover e operatori hanno potuto conoscere da vicino una selezione di cinquanta vini, il prossimo appuntamento dedicato alle etichette del territorio sarà a Merano, il 30 novembre, con l’ormai tradizionale rassegna “Top of Vini Alto Adige”

 

 

Dopo aver attraversato l’Italia con “I vini dell’Alto Adige in tour”, il road show andato in scena il 6-7-8 ottobre a Roma, Firenze e Milano con la partecipazione di oltre 1.200 persone tra operatori, stampa e appassionati, il Consorzio Vini Alto Adige si prepara al prossimo appuntamento dedicato alle eccellenze enologiche locali, che sarà questa volta poco distante da casa. 

 

La data da segnare sul calendario per tutti gli amanti dell’Alto Adige del vino è il 30 novembredalle 14 alle 21, il Kurhaus di Merano ospiterà Top of Vini Alto Adige, la vetrina delle etichette altoatesine che si sono aggiudicate i riconoscimenti più prestigiosi nelle edizioni 2019 delle principali guide del vino nazionali.

 

Saranno più di un centinaio i vini protagonisti. Un’occasione imperdibile per degustare il meglio della produzione enologica altoatesina, così come l’hanno vista e recensita i più importanti nomi della critica del vino nazionale. 

 

“Dopo il road show, in cui abbiamo proposto una selezione di cinquanta vini suddivisi in base al comune denominatore del vitigno, con Top of Vini Alto Adige offriremo a wine lover e operatori del settore una chiave di lettura differente” commenta Eduard Bernhart, direttore del Consorzio.

 

“Si tratta di un appuntamento ormai consolidato della nostra agenda annuale, in cui è possibile scoprire in un’unica cornice le etichette premiate dalla critica. Il fatto che questo evento abbia luogo sul territorio non è casuale: ci piace pensare che Top of Vini Alto Adige possa rappresentare un punto di partenza per chi desiderasse approfondire e ampliare, con visite dirette alle aziende di interesse, la propria personale panoramica delle cantine e dei vini locali” ha concluso. 

 

L’appuntamento con “Top of Vini Alto Adige” è per il 30 novembre al Kurhaus di Merano, dalle 14 alle 21.

 

L’evento è aperto al pubblico acquistando sul posto un biglietto di ingresso.

 

 

Per ulteriori informazioni: www.vinialtoadige.com/eventi

 

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