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Recensioni

SETTESOLI

 

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GRILLO E NERO D’AVOLA SICILIA DOC

 

Cantine Settesoli celebra il carattere degli autoctoni siciliani, a vent’anni dal loro esordio

Immersa in una cornice unica al mondo, un territorio rurale vero e proprio forziere di biodiversità, Cantine Settesoli è un grande vigneto di Sicilia, un autentico distretto del vino nella provincia di Agrigento: tra Menfi, Montevago e Santa Margherita di Belice ben il 70% delle circa 5.000 famiglie della comunità di viticoltori del territorio è coinvolta nelle attività della cooperativa.

Cantine Settesoli fa parte della Strada Del Vino Delle Terre Sicane, vive l’incanto e respira la storia degli adiacenti siti storico-archeologici di notorietà internazionale come Selinunte e la Valle dei Templi di Agrigento. Fondata nel 1958 a Menfi, oggi conta 2000 soci – il 25% sono donne - una superficie vitata di 6.000 ettari e 37 cultivarin produzione, di cui 908 ettari in biologico. La produzione vinicola è ottenuta da uve selezionate, portate a perfetta maturazione, vinificate nella zona di origine integrando cultura del territorio, metodi tradizionali, ricerca e innovazione tecnologica. 

 

Il patrimonio ampelografico di Cantine Settesoli abbraccia vitigni tipici dell’isola come Grecanico, Grillo e Nero d’Avola, ma anche vitigni internazionali quali Merlot, Syrah, Chardonnay.

 

Nel progetto enologico di Cantine Settesoli, sempre più attenzione è rivolta agli autoctoni: un’accurata catalogazione delle caratteristiche pedoclimatiche dei vigneti dei soci permette di determinare la migliore combinazione suolo/varietà, le tecniche di impianto adottare, i tempi e le modalità di potatura, fertilizzazione, irrigazione e vendemmia.  Il 2021 è un anno speciale per due vini monovarietali di Cantine Settesoli, ottenuti da due uve autoctone rappresentative della regione: il Grillo e il Nero d’Avola Sicilia Doc soffiano quest’anno sulle loro prime venti candeline.

Il brand Settesoli, da vent’anni custode della viticoltura siciliana. 

 

19 vini suddivisi in 4 linee di prodotto sprigionano il carattere e l’energia di Sicilia e portano in oltre 20 paesi del mondo la vocazione vitivinicola di una comunità di 2000 viticoltori, che da vent’anni si impegna a produrre vini dalla qualità certificata, accessibili a tutti e adatti a ogni occasione di consumo. I vini Settesoli, 100% vegani, sono Sicilia DOC, dall'origine e qualità certificata, siglata dall'impegno, dalla passione e dall'esperienza della comunità Settesoli. 

La gamma Settesoli si fa strada nell’ambito del biologico, offrendo al consumatore le due icone di Sicilia - Nero d’Avola e Grillo - anche in versione 100% bio, in nome di una incessante riconversione in vigna che ha avuto inizio nel 2006 e che favorisce trattamenti naturali a base di rame e zolfo e uso di concimi organici al posto di agenti chimici.  Il progetto di tracciabilità e certificazione di ogni fase del ciclo produttivo prevede che su ogni etichetta prodotta venga impresso un codice di identificazioneche permette di percorrere a ritroso l’intero processo produttivo fino ad arrivare ai vigneti d’origine.

Grillo e Nero d’Avola Sicilia DOC: caratteri siciliani

 
 

Grillo Sicilia Doc

 

Il Grillo è una varietà vigorosa, resistente al caldo e alla siccità, che può mostrare caratteristiche molto diverse a seconda della vinificazione. Nata dall’incrocio fra Catarratto e Zibibbo alla fine dell’Ottocento, l’uva Grillo porta con sé tutta l’energia del sole siciliano.

Prodotto nella zona di Menfi, predilige terreni a medio impasto; l’allevamento a controspalliera e la potatura a Guyot consentono di controllare la produzione delle uve che vengono raccolte dopo un’attenta verifica del processo di maturazione, tra l’ultima settimana di agosto e la prima di settembre, con una resa media di 12.000 kg/ha. Tutta la fragranza e l’arioso respiro della terra di Menfi si ritrovano in questo bianco siciliano per eccellenza. Intenso e minerale, è un vino dal colore giallo carico con riflessi verdolini che regala netti sentori di agrumi, miele e zagara.

Nero d’Avola Sicilia Doc

 

Autoctono alfiere delle uve rosse di Sicilia, fino a pochi anni fa chiamato erroneamente Calabrese, questo vino asciutto e sontuoso porta con sé tutti i profumi balsamici del Mediterraneo. 

 

Nasce da uve Nero d’Avola della zona di Menfi. Predilige terreni a medio impasto e calcarei; l’allevamento a controspalliera e la potatura a Guyot consentono di controllare la produzione delle uve che vengono raccolte dopo un’attenta verifica del processo di maturazione, a metà settembre, con una resa media di 9.000 kg/ha. Icona siciliana a bacca rossa, dà un vino corposo e persistente, vellutato, rosso rubino brillante. Dai tratti aromatici precisi, regala intensi sentori di marasca matura e prugna.

 

 

 

 

Cantine Settesoli S.C.A.
Strada Statale 115, 

92013 Menfi (AG)

 

settesoli.it/it

 

Paola Chiapasco

WELL COM srl

 

LA CAMPAGNA #SICUREZZAVERA ENTRA NEL VIVO ANCHE A LATINA. FIPE DONNE: “IMPARIAMO A RICONOSCERE I CAMPANELLI D’ALLARME”

 

 

Dopo Pisa e Matera, la campagna #SicurezzaVera entra nel vivo anche a Latina. 

La presentazione del progetto sperimentale ideata dalla presidente del Gruppo Donne di Fipe-Confcommercio, Valentina Picca Bianchi, con la collaborazione diretta e attiva della Polizia di Stato, si è tenuta ieri, giovedì 15 giugno, presso la sala del Consiglio della Camera di Commercio di Frosinone e Latina, alla presenza delle istituzioni civili e militari della zona.

Obiettivo di questa campagna, trasformare i Pubblici esercizi in presìdi di legalità e sicurezza, fornendo alle lavoratrici i mezzi per riconoscere i campanelli d’allarme che possono portare a episodi di violenza nei loro confronti o in quelli di una cliente e sapere come reagire per scongiurarli.

“La grande presenza femminile nei Pubblici Esercizi riporta al tema della violenza nei luoghi di lavoro che riguarda principalmente loro, titolari e lavoratrici. Stiamo parlando di oltre 300.000 mila pubblici esercizi sul territorio italiano di cui circa il 40% a titolarità femminile - sottolinea Valentina Picca Bianchi, presidente del Gruppo Donne Imprenditrici di FIPE-Confcommercio – insieme al suo Gruppo - del progetto stesso. Incrementare la sicurezza personale facendo rete e diffondendo la cultura di genere e il rispetto della diversità, puntando sui Pubblici esercizi, è l’obiettivo che ci siamo prefissati con #sicurezzaVera. Attraverso iniziative informative e formative. Grazie al lavoro realizzato in collaborazione con la Polizia di Stato - ha continuato - metteremo i pubblici esercizi nelle condizioni di riconoscere l’emergenza e il suo livello di gravità, così da cont attare il numero territoriale per attivare l’intervento delle forze dell’ordine. Il progetto, dunque, darà centralità ai pubblici esercizi sotto due aspetti principali: riconoscendoli come punto di riferimento e luogo sicuro e rafforzando la sicurezza all’interno dei locali stessi. Sono convinta che la violenza di genere vada combattuta con la conoscenza e la formazione”.

“Per noi della Polizia – spiega il questore Michele Maria Spina - il tema fondamentale è la prevenzione. In questo contesto dal mese di gennaio 2017, su impulso della Direzione centrale anticrimine, è stato adottato in tutta Italia il protocollo EVA, nome che ricorda la prima donna secondo la Bibbia e che, in realtà, è l'acronimo di Esame Violenze Agite. Il protocollo ha codificato in linee guida le Best Practice per la gestione degli interventi legati alla violenza di genere in caso di primo intervento degli addetti al controllo del territorio. Questo attraverso la compilazione sistematica della checklist, che permette di fotografare l’intervento degli operatori da ogni punto di vista ed inserire tutte le informazioni raccolte in un apposito archivio della banca dati interforze chiamato Scudo. Dall’archivio, la sala operativa può trarre informazioni essenziali quando invia la volante sul post o: chi ha richiesto l’intervento, eventuale presenza di armi censite all’interno dell’abitazione, precedenti di polizia a carico delle persone coinvolte. Dati utili per tutelare al meglio sia la vittima che gli operatori. Progetti come #sicurezzaVera fanno in modo che la rete della società civile ci supporti nelle nostre iniziative, permettendoci di essere Polizia di prevenzione e prossimità”.

 

Latina è la terza città, dopo Pisa e Matera, in cui viene presentato il progetto. Seguiranno Rimini e Gorizia. La fase sperimentale, nel suo complesso, arriverà ad interessare 20 città entro il 2021, dopodiché il modello verrà esteso a tutti gli esercizi pubblici che rappresentano da sempre la più ampia rete di presidio territoriale di cultura, socialità e tradizione presenti in Italia: 1 esercizio pubblico ogni 250 abitanti, 1 bar ogni 400 abitanti.

Nel dettaglio il progetto dà centralità ai Pubblici Esercizi sotto due aspetti principali: uno, riconoscendoli come punto di riferimento e luogo sicuro; due, rafforzando la sicurezza all’interno dei locali stessi. Il progetto sarà promosso da una campagna di comunicazione multi target e omnicanale. Si parlerà ai ragazzi e agli adulti con l’obiettivo di creare un network permanente sulla cultura di genere. Il centro del progetto saranno le iniziative informative e formative per diffondere la conoscenza delle tematiche relative alla cultura di genere e alla violenza basata sul genere grazie al contributo attivo della Polizia di Stato.

 

Tommaso Tafi

CHI E’ CHI AWARDS

 
Alessandra Grillo – wedding ambassador
Massimo Bottura – Chef e portavoce del made in Italy
Famiglia Cerea Ristorante Da Vittorio – per la generosità e le attività a favore dei medici e degli ospedali durante la pandemia
Francesco Panella imprenditore Antica Pesa – italiano generoso che porta i valori della ristorazione italiana nel mondo.
 
 
 
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Maddalena Fossati e La Cucina Italiana ospiti a Guess who's the Guest
 
Maddalena Fossati direttrice de La Cucina Italiana è la protagonista del salotto di Cristiana Schieppati, direttrice del Chi è Chi in viaspiga15, lo spazio esclusivo creato da Sabrina Iencinella Ceo e Founder della location.
 
Maddalena ha consegnato insieme a Cristiana i riconoscimenti CHI E’ CHI Awards Fashion & Taste, i premi che la testata edita da Crisalide Press assegna al mondo della ristorazione e della convivialità elegante. 
 
Per questa edizione le preziose targhe sono inviate virtualmente ai vincitori con un video che diventa un messaggio a sorpresa da condividere.
 
La scelta dei quattro vincitori è stata valutata in base a quanto accaduto in questo anno e mezzo di pandemia, dove il ruolo degli chef, dei ristoratori e degli addetti agli eventi è stato particolarmente danneggiato dalle restrizioni dovute al Covid 19, ma allo stesso tempo ha dato la possibilità di mettere il evidenza tutto il saper fare e la generosità italiana del mondo del food.
 
I premi sono stati assegnati a: Alessandra Grillo quale ambasciatrice del mondo dei wedding planner e degli eventi – Massimo Bottura, lo Chef che più di tutti si è fatto portavoce sulle problematiche del settore e si è attivato per aiutare concretamente  i ristoratori – La Famiglia Cerea del Ristorante Da Vittorio, per la loro generosità e per le attività a favore di medici e ospedali durante la pandemia – Francesco Panella imprenditore Antica Pesa, un italiano generoso che ha  continuato la sua espansione nel mondo  garantendo posti di lavoro e prodigandosi per aiutare a trovare soluzioni concrete. 
 
La direttrice de La Cucina Italiana ha anche rivelato come è iniziata la sua carriera nel mondo del giornalismo,  lasciandosi coinvolgere dai racconti dello chef Luigi Cassago che per l’occasione ha sperimentato un nuovo risotto al pino mugo, sottolineando l’importanza delle ricette a base di erbe naturali e materie prime del territorio. 
 
Per Maddalena Fossati in omaggio un prezioso cofanetto contenente i solari di Institut Esthederm, una gamma di prodotti formulata per ogni tipo di pelle e intensità di sole dalla texture d’eccezione e dal profumo delicato. 
 
Il video con l’intervista è divulgato sui canali del CHI E’ CHI : www.chiechi.it, @chiechi_crisalidepress, @cristianaschieppati , Youtube, Facebook .
 
 

PARMIGIANO REGGIANO E GRANA PADANO, LE DUE DOP ITALIANE PIÙ IMPORTANTI IN ITALIA E AL MONDO, INSIEME CONTRO IL NUTRISCORE

 

I sistemi di etichettature a semaforo sono “pratiche svalorizzanti”: i Consorzi del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano non autorizzeranno le etichette degli operatori della filiera che inseriranno tali informazioni sul packaging delle due DOP.

I Consorzi del Formaggio Parmigiano Reggiano e del Formaggio Grana Padano per la prima volta si sono riuniti in un Cda congiunto per dire no al sistema Nutriscore nel rispetto di uno dei compiti importanti a loro assegnati: “adottare misure per la valorizzazione dei prodotti e, se necessario, adottare provvedimenti volti a impedire o contrastare misure che sono o rischiano di essere svalorizzanti per l’immagine dei prodotti.”(Reg. 1151/2012 ai sensi dell’art. 45)

In Europa si stanno diffondendo sistemi di etichettatura nutrizionale legati al principio della comunicazione a semaforo: una scala cromatica che va dal verde al rosso associata ad una alfabetica (dalla lettera A alla lettera E). Ad ogni alimento, attraverso un algoritmo che tiene conto delle calorie, della quantità di grassi e zuccheri, vengono quindi attribuiti un colore ed una lettera parametrati ad una quantità di prodotto standard (es. 100 gr).

Gli strumenti basati su tali principi di classificazione sono fuorvianti e ingannevoli per il consumatore. Infatti, il consumo reale dei prodotti si lega su quantità assolute che non corrispondono alla quantità posta alla base dell’algoritmo. Es. la dose media di un formaggio in una pietanza può essere da 20 a 40 gr., quella di olio extravergine da 10 a 20 gr, e magari per altri prodotti il consumo è maggiore a 100 gr (pasta o patate o frutta).

Inoltre, i sistemi in questione non tengono in alcun conto l’equilibrio fra i diversi alimenti nella dieta, né le caratteristiche organolettiche complessive del prodotto stesso. In particolare, i formaggi vengono penalizzati per la presenza dei grassi, trascurando il fatto che i formaggi apportano molti nutrienti strategici: calcio, acidi grassi funzionali, vitamine liposolubili, aminoacidi essenziali, cioè elementi preziosi per un’alimentazione sana, bilanciata ed equilibrata.

In questo senso, si ritiene che il sistema Nutriscore, in quanto basato su una informazione generica e certamente non educativa per il consumatore, tradisca in realtà il fine ultimo che si prefiggeva, ovvero garantire scelte salutari, bilanciate e corrette dal punto di vista nutrizionale e salutistico.

Dal punto di vista dei prodotti Dop in oggetto, si ritiene che informazioni al consumatore per la corretta e sana nutrizione siano importantissime. Per raggiungere davvero questo obiettivo gli strumenti idonei devono essere basati su principi di educazione alimentare legati alla dieta complessiva ed alla divulgazione delle dosi consigliate ed in ogni caso realistiche dei singoli prodotti.

Viceversa, l’utilizzo di etichette a semaforo basate su quantitativi di riferimento scollegati alla dieta ed alla razione consigliata, sono strumenti ingannevoli rispetto alla reale natura del prodotto singolo, atteso che risultano parametrati su quantità ben difficilmente consumate nella pratica. 

Si pensi che, in base al Nutriscore, il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano sarebbero classificati con colore arancio. Ma un piatto di pasta con 80 gr di pasta, 20 gr di olio extravergine e 20 gr di formaggio Duro DOP, sarebbe – nel suo complesso – verde. Per questo motivo gli strumenti di etichettatura basati sul principio a semaforo sono da considerare una pratica svalorizzante della Dop perché disincentivanti il consumo del prodotto senza un motivo oggettivo di tipo nutrizionale. L’obiettivo è insegnare il consumo consapevole delle quantità corrette e tenendo conto delle caratteristiche organolettiche complessive del prodotto.

Per questo motivo, salvo il caso in cui ci si trovi di fronte ad un obbligo di legge, il Consorzio (gruppo) in applicazione dei compiti conferiti dal Reg. 1151/2012, art. 45, lett. “f” è tenuto ad attivare tutte le azioni ritenute necessarie a contrastare tali pratiche.

Per questo motivo, il Consiglio di amministrazione ha deliberato all’unanimità il seguente testo:

I sistemi di etichettatura nutrizionali a semaforo basati su quantitativi di riferimento scollegati dalla dieta e dalla razione consigliata – salvo i casi in cui si tratti di norme cogenti nazionali o comunitarie - sono considerati misura svalorizzante l’immagine della Dop Parmigiano Reggiano / Grana Padano ai sensi dell’Reg. 1151/2012, art. 45, lett. “f”.

Pertanto, in tutti i casi in cui venisse richiesto ad un operatore della filiera, su base volontaria del compratore, di modificare l’etichettatura del prodotto Dop inserendo l’etichetta a semaforo o sistemi equivalenti che non abbiano riguardo alle quantità effettive di Parmigiano Reggiano / Grana Padano consumate nella pratica e che non forniscano alcuna indicazione riguardo alle quantità corrette nel contesto di una dieta sana ed equilibrata, il Consorzio non potrà che respingere la richiesta di autorizzazione della corrispondente etichetta.

Siamo scesi in campo, insieme agli amici del Grana Padano, contro un sistema di etichettatura che non ha senso e che svalorizza l’immagine del Parmigiano Reggiano che da sempre è considerato dai nutrizionisti come un prodotto sano e naturale. Siamo certi che questo importante passo possa essere di aiuto al Governo che si è già mosso in tal senso. Si tratta di un atto di responsabilità che non va solo a tutelare il nostro prodotto, ma che andrà a beneficio di tutti gli altri prodotti dell’agroalimentare di qualità che verrebbero ingiustamente puniti da un sistema senza un motivo oggettivo di tipo nutrizionale” ha commentato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano.

 

Le qualità nutrizionali fanno da anni del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano i prodotti a denominazione d’origine protetta più amati dai consumatori e più imitati da concorrenti sleali, i primi a beneficiare quindi di questo meccanismo – spiega Renato Zaghini, presidente del Consorzio Tutela Grana Padano – Nutriscore nega le più consolidate e aggiornate indicazioni condivise da nutrizionisti in tutto il mondo, che fanno dell’equilibrio tra quantità e qualità degli elementi il punto di forza di una corretta alimentazione a tutte le età. Forti di questi orientamenti della scienza, invitiamo tutti i produttori delle eccellenze agroalimentari italiane, partendo dalle DOP, ad un impegno comune a livello di comunicazione e, sul piano istituzionale, a sostegno delle iniziative avviate dal governo contro questo sistema di etichettatura, ricordando che una cattiva informazione nutrizionale colpisce la corretta alimentazione dei consumatori e non solo i produttori che investono in qualità e sostenibilità”.

Oltre al Nutriscore, altri sono gli impegni importanti verso cui i due consorzi stanno orientando il loro lavoro sinergico anche partendo dall’ultima sentenza a favore del formaggio DOP francese Morbier e che ha posto un tassello molto forte contro le evocazioni. “Copiandoci gusto, aspetto, pack e appellativi vari – affermano Bertinelli e Zaghini - tantissimi concorrenti sfruttano la confusione e il bisogno di risparmiare del consumatore. Per questo ci stiamo facendo sentire a livello politico affinché vengano approvate normative incontrovertibili: sugli scaffali della Gdo è necessaria una netta separazione tra prodotti Dop e non, oltre all’obbligo di indicare in etichetta la provenienza e, per quanto riguarda la ristorazione, l’obbligo di inserire nei menù i reali ingredienti impiegati in cucina. La nostra arma vincente è infatti la consapevolezza del consumatore, il quale deve scegliere liberamente ma deve anche sapere che, per essere libero, deve essere prima consapevolmente informato”. 

L’APPORTO NUTRIZIONALE DEL GRANA PADANO DOP e DEL PARMIGIANO REGGIANO DOP

Se si fa riferimento ad una dieta consumata settimanalmente si può valorizzare, dal punto di vista nutrizionale, ad es. l’apporto di 30-40 g di Grana Padano Dop o di Parmigiano Reggiano DOP su un piatto di spaghetti. Il formaggio apporta proteine, delle quali gli spaghetti sono carenti, apporta microrganismi da latte crudo, con effetti postivi sul microbioma degli individui, migliora l’appetibilità del cibo e può sostituire in modo controllato la cottura con sale della pasta, venendo meglio incontro alle esigenze del singolo consumatore.

Fabrizio Raimondi 

 A TAVOLA CON TRE PERSONAGGI 

Di Virgilio Pronzati 

 

Ci sono tanti modi per riunire tre personaggi. Quello vincente è sicuramente a tavola. Non a caso capitani d’industria, politici, monarchi e vip, hanno ottenuto i migliori successi durante un pranzo o una cena. Mangiare non è solo alimentarsi, ma cultura del cibo e indubbia ospitalità: la cultura di un popolo passa attraverso la tavola. Ma chi sono i tre personaggi? Curiosamente hanno in comune i cognomi con la lettera B, ma con ovvie personalità e professioni diverse.

L’aperitivo di Giorgio: Gazpacho genovese con burrata, succo di pomodoro, basilico e focaccia genovese

 

Cominciamo dall’anfitrione. Jorge “Giorgio” Bove patron e cuoco dell’Antica Osteria della Castagna, un locale che da decenni tiene alto il vessillo della buona cucina, in particolare genovese e ligure. Giorgio, da anni ai vertici dell’UIR (Unione Italiana Ristoratori) e presente in tutte le iniziative gastronomiche promosse dal Comune di Genova, Regione Liguria, dalla locale Camera di Commercio (Genova e Liguria Gourmet) e Fepag, ha sempre fattivamente contribuito al successo delle innumerevoli manifestazioni.  Poi, anche per rispetto alla sua non più tenera età (ben ottantotto primavere), Luigi Barile. 

Da sin. Luigi Barile e Bruno Bini all’opera!

Per raccontarne la storia non basterebbe un libro. Una figura che ricorda Balilla e i personaggi del libro Cuore. Ragazzo di bottega da giovanissimo, col tempo raggiunge la qualifica di operaio. Studiando la sera fa tre anni in uno, ottenendo la licenza media. Poi il gran salto. Prende con merito il diploma di ragioniere e, in pochi anni, diventa uno dei commercialisti più apprezzati della città. Non solo. Aiuta quelli che ne hanno più bisogno.

Tiene i conti della Comunità di San Benedetto al Porto, non certo un posto facile per occuparsi di cavilli fiscali.

 

L’assenso dello chef  

L’amico fraterno don Gallo gli trasmette  l’impegno politico, combattendo abusi nelle cariche amministrative e politiche, facendo esposti sull’eleggibilità di concessionari pubblici e sui conflitti di interesse, vedi Berlusconi e attaccando con ragione - è stato il primo - Berneschi e la Carige.  Infine il coronamento di un sogno: fare la grappa buona al mondo. Ci ha messo alcuni decenni ma ora le sue grappe sono famose.

Il Ciupin di Giorgio Bove

 

Poteva iniziare con grappa di vinacce di vitigni blasonati. Sarebbe stato più facile. Ha scelto la strada più lunga e difficile: distillare vinacce di dolcetto, non quelli rinomati dell'Albese, ma quello d'Ovada. Certamente meno conosciuto e reputato a torto inferiore a quelli citati. Il primo e importante consenso, lo ebbe dal grande e indimenticato Gino Veronelli. Poi i riconoscimenti ottenuti nei concorsi più importanti come l’Alambicco d’Oro e, di livello mondiale, vincendo in quelli di Londra e Bruxelles. Le sue grappe sono andate in dono ai Capi di Stato, nei rispettivi G8 e G20. Nelle numerose edizioni della Festa della Grappa Barile, ha ospitato e premiato importanti personaggi della cultura e della stampa d’inchiesta, tra cui Petrini, Gabanelli,  Lillo e Ranucci.  

Bruno Bini, Mirella e Giorgio Bove e Luigi Barile 

Infine ma non ultimo, Bruno Bini, giornalista professionista da quattro decenni a Il Secolo XIX e, da circa tre lustri, in pensione. Bini è sempre stato un giornalista con la penna “trasparente”, ossia le sue cronache erano racconti precisi e fedeli della cronologia su cui si sono svolti i fatti. Pezzi redatti con la dovuta professionalità e deontologia, ma dando sempre, pane al pane e vino al vino.  Ma non solo.  Bini è stato tra i primi in Italia a dare spazio e notorietà alle realtà più qualificate della ristorazione, dei vini ed altri prodotti agroalimentari liguri. Una grande esperienza maturata sul campo che lo vede per anni collaboratore alla Guida dell’Espresso, in altre testate specializzate e, con successo, come autore di libri sull’enogastronomia ed altro.

Uno dei tanti riconoscimenti conferiti a Giorgio Bove

Tra le sue opere: Genova Gourmet Gastronomia di mare e di terra, un tributo alla cucina della Lanterna, fondamentale per conoscerne l’essenza.  Il Codice della Cucina ligure con Il pesce in tavola e Torte ripieni focacce polpettoni e farinata.  Trattorie fuori porta e La scarpa col tacco. A due mani come coautore, Come addestrare il cane da caccia da ferma e da riporto; I vini di Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta; Il mutamento sociale in Liguria.    

Tornando all’inizio, e citando la tavola, vi domanderete cosa hanno mangiato (facendo il bis) i tre personaggi? Il Ciupin. Una succulenta e ricca zuppa di pesci diliscati e passati al setaccio. Una irrinunciabile golosità realizzata per l’occasione da Giorgio Bove, abbinata a ottimi vini  rosati e rossi (quest’ultimi, poco tannici ma sapidi). 

ASSODISTIL: ‘BASTA DISINFORMAZIONE: DIFENDIAMO LA TRASPARENZA E LA QUALITÀ DEL SETTORE DISTILLATORIO’

 

“Ci vuole più unità nel settore distillatorio e rispetto per tutte le numerose aziende piccole e grandi che lo animano”. Inizia così la nota di AssoDistil, firmata da Cesare Mazzetti, Presidente del Comitato Acquaviti e condivisa da 45 distillerie associate.

 

AssoDistil in risposta ai contenuti fuorvianti diffusi sul web. “Negli ultimi mesi – spiega la nota di AssoDistil - abbiamo assistito alla diffusione di numerosi e ripetuti contenuti ‘fuorvianti e maliziosi’, diffusi sul web e a mezzo stampa, nei quali, ad esempio, si suggeriva un utilizzo scorretto del caramello da parte di molti produttori italiani al fine di conferire colore ai propri prodotti, simulando invecchiamento in botte, si fornivano interpretazioni unilaterali in merito all’uso del termine artigianale o vademecum per l’interpretazione delle etichette, che implicavano malizia da parte di molti operatori nella creazione delle stesse”.

 

La trasparenza del settore distillatorio non si discute. “Vogliamo precisare – si legge nella nota - che il settore distillatorio è un’eccellenza agroalimentare italiana, popolato da tantissime piccole e medie imprese che lavorano seriamente, ogni giorno e da molti decenni, per produrre distillati di alta qualità in condizioni di estremo controllo amministrativo. Ogni goccia di acquavite è tracciata, ogni minuto di invecchiamento è certificato, ogni etichetta è controllata dagli appositi organismi”.

 

Deplorevole screditare un intero settore senza alcun fondamento. “Lasciare intendere che buona parte del settore realizzi delle scorrettezze di questo tipo – dicono le 45 distillerie firmatarie - rischia di screditare il lavoro delle aziende e di sminuire il severo controllo degli organi preposti. Tutti noi crediamo che la crescita del comparto possa essere stimolata solo lavorando insieme, concorrendo sul mercato con correttezza. AssoDistil auspica un continuo confronto tra tutti gli operatori, nel pieno rispetto reciproco anche da un punto di vista comunicativo. Il settore ha numerose anime, ma deve avere un solo spirito, quello della qualità  e della trasparenza. Confidiamo che tutte le distillerie, associate e non, contribuiscano al successo del settore perché solo assieme si vincono le sfide titaniche che vedono le nostre acquaviti competere con brand internazionali nei mercati globali.

I firmatari. La nota è a firma congiunta del Presidente del Comitato Acquaviti AssoDistil, Cesare Mazzetti e delle distillerie: Acquavite, Distillerie Bagnoli, Distilleria Bartin, Bepi Tosolini, Berta, Bertagnolli, Bonollo Umberto, Bonollo, Bottega, Distilleria Fratelli Caffo, Ciemme Liquori, Andrea Da Ponte, D'Auria, De Luca, Deta Distilleria, Distillati Group, Distribuzione Alcoli Italia, Franciacorta creme, Domenis 1898, Faled Distillerie, Distillerie Franciacorta - Stock, F.lli Francoli, Italcoral, Locatelli Fabrizio, Marzadro, Maschio Bonaventura, Distillerie Mazzari, Mazzetti D'Altavilla, Montanaro, Montenegro, Nannoni Grappa, Distilleria Nardini, Distilleria Negroni, Distilleria Pircher, Distilleria Pisoni, Poli Distillerie, Distilleria Prete, Roner, Rossi D'Angera, Fratelli Russo snc, Santa Teresa dei Fratelli Marolo, Distilleria Segnana, Distilleria Sibona, Distillerie Trentine, Val del Marta, Vener Francesco, Vieux Moulin, Walcher. 

 

 

robespierre

IL CONSORZIO DEL PROSCIUTTO DI SAN DANIELE LANCIA “ARIA DI SAN DANIELE PIC-NIC”

 

 

Un’esclusiva esperienza in ville e dimore storiche in 4 tappe: Torino, Firenze, Roma e Napoli. Il nuovo tour tra gusto e cultura del Consorzio del Prosciutto di San Daniele, al via dal 16 luglio.

Un pic-nic in una prestigiosa location storica, gustando prodotti e cibi di prima qualità Made in Italy. Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele presenta Aria di San Daniele Pic-Nic”, un tour tra gusto e cultura in 4 tappe per celebrare la ripresa delle attività e della convivialità, e dare rilievo alla narrazione del Prosciutto di San Daniele, alle sue peculiarità e al rapporto coi milioni di consumatori in Italia e nel mondo. A fare da suggestivo scenario all’iniziativa ci saranno i parchi e i giardini botanici di quattro dimore storiche: il Castello di Collegno a Torino, Villa Monteverdi a Firenze, Villa dei Cesari a Roma e la Terra degli Aranci a Napoli. I partecipanti riceveranno un cestino per due persone dentro al quale troveranno prodotti tipici del territorio, bevande e una degustazione di Prosciutto di San Daniele. Ogni partecipante avrà un plaid riservato, posizionato in modo da garantire un adeguato distanziamento interpersonale. Il primo evento “Aria di San Daniele pic-nic” si terrà il 16 luglio presso l’esclusivo Castello di Collegno, situato all’interno di un parco secolare alle porte di Torino, a partire dalle ore 18.30. Il secondo appuntamento è programmato per il 22 luglio nei giardini di Villa Monteverdi, a Firenze, una struttura del Quattrocento immersa nel verde di un parco storico del capoluogo toscano. La terza tappa è in programma il 16 settembre nella Villa dei Cesari, dimora che si trova all’interno del parco archeologico dell’Appia Antica, a pochi minuti dal centro di Roma e dall’Aventino. Infine, l’ultima tappa avrà luogo il 23 settembre a Napoli, nella Terra degli Aranci, una tenuta tra le colline del Vomero e di Posillipo, che si caratterizza per la vastità dei suoi spazi all’aperto. Con la ripresa delle attività il Consorzio avvia un’iniziativa diffusa sul territorio per riprendere la narrazione e conoscenza del Prosciutto di San Daniele, delle sue peculiarità e delle sue straordinarie qualità. Si tratta di un’importante occasione per riprendere il contatto con i nostri consumatori nelle occasioni di convivialità che da sempre il Prosciutto di San Daniele rappresenta. Gli eventi sono a numero chiuso e gli ospiti potranno partecipare solo tramite prenotazione online attraverso il sito esperienza.com/ariadisandanielepicnic/.

 

 

Matteo Gavioli

CHEF IN PIZZERIA

  Al via la seconda edizione del progetto by Pizzeria Salvo 

Riviera di Chiaia (NA), 23 giugno 2021: torna la seconda edizione dell’iniziativa Chef in Pizzeria, portata avanti dai fratelli Francesco e Salvatore Salvo: 4 chef, 8 settimane, 12 pizze per un’esperienza all’insegna dell’incontro tra il mondo del fine dining e quello della pizza 

I PROTAGONISTI DI CHEF IN PIZZERIA 

Riparte la seconda edizione di Chef in Pizzeria che vedrà ospiti dei fratelli Francesco e Salvatore Salvo , 4 chef d’eccezione: Peppe Guida (Antica Osteria Nonna Rosa*), Luigi Salomone (Re Santi e Leoni*), Eugenio Boer (Bu:r) e Ernesto Iaccarino (Don Alfonso 1890**). Nella sede di Napoli, alla Riviera di Chiaia, dal 23 giugno, si susseguiranno a rotazione ogni due settimane le pizze ideate dai 4 chef che vedranno l’incontro di tecniche e sapori nati dalla fusione tra tradizione, ispirazioni, cucine personali e differenti percorsi di formazione. 

Ad aprire le danze lo chef Peppe Guida del ristorante Antica Osteria Nonna Rosa* a Vico Equense (NA). La sua cucina, originale e creativa, è fedele alla tradizione campana e ai suoi prodotti, per lo più provenienti dalla sua azienda agricola, e riesce sempre a coniugare l'alta cucina con la semplicità delle ricette ispirate al passato. Per Chef in Pizzeria presenta tre pizze ispirate ad alcuni dei suoi piatti: Pizza di Nonna Rosa con pomodoro, fiordilatte, polpette di carne di nonna Rosa e spuma di ricotta a freddo; Ricordo di una zuppa di pesce una pizza dalla presentazione particolare, rovesciata su un padellino composto da un mix di pesce e pomodoro. E per finire la pizza dolce Pastiera composta da focaccia con ricotta setacciata con grano cotto, arancia candita e fior d'arancio, albicocca Pellechiella del Vesuvio candita, cedro, zest di limone e polvere di foglie di limone. 

Il secondo appuntamento è dedicato a Luigi Salomone resident chef di Re Santi e Leoni* a Nola (NA) che propone tre pizze molto diverse tra loro. La prima BBQ dal gusto giovane e fusion con una contaminazione americana: pancia di maiale, salsa BBQ e cipolla caramellata rappresentano i sapori dominanti. Bufalo e Bufalo è invece una pizza bianca che esalta sia la freschezza della mozzarella di bufala che le note dolci del carpaccio di carne di bufalo marinata. L’ultima, Acciuga, Caffè e Limone, è ispirata a un piatto presente nel menu di Re Santi e Leoni: alici di Cetara, limone candito a freddo, polvere di capperi, mozzarella e caffè uniscono sapidità, freschezza alle note tostate del caffè, una pizza dai mille contrasti che insieme appagano il palato. 

Si continua con Eugenio Boer del ristorante Bu:r di Milano che presenta uno stile culinario basato sulla concettualità ma con una base solida della cucina classica maturata da anni di esperienza. Per questa collaborazione presenta tre pizze legate al suo percorso di formazione

Una ispirata alla Liguria, pizza Ligure terra in cui nasce, cresce e vive le prime esperienze in cucina: mozzarella fior di latte, prescinseua, gambero rosa e l’irrinunciabile pesto. La seconda pizza è legata alla Sicilia, la Siciliana, regione in cui passa molti anni della sua vita lavorativa: pomodoro, cipolla ramata stufata, acciughe e caciocavallo Ragusano. Per finire una pizza con i sapori della Lombardia, la Lombarda, nella quale ha attualmente messo le sue radici: crema di Parmigiano Reggiano allo zafferano e salame d’oca. 

Ernesto Iaccarino del ristorante Don Alfonso 1890** a Sant’Agata sui Due Golfi conclude questa seconda edizione con tre pizze semplici dedicate alla sua famiglia, che rimarcano il legame con il territorio e la cucina classica, utilizzando ingredienti a km0.
Ricotta di bufala, guanciale croccante, limone e tartufo nero danno vita alla pizza Ernesto. La seconda pizza in menu è invece Mario: mozzarella, peperoni arrostiti, olive nere, salsiccia di maiale nero Casertano e tarallo sugna e pepe per un piacevole cambio di texture. 

Per concludere, Alfonso e Livia, una pizza dove la zucchina fa da padrona: mozzarella di bufala, crema di zucchine, zucchine croccanti alla scapece, ‘nduja e alici di Cetara. 

Vi aspettiamo per provare un’esperienza fine dining in pizzeria! 

PIZZERIA SALVO 

Riviera di Chiaia 271 80121 Napoli
Tel . 0813599926 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

PIZZERIA SALVO 

Francesco e Salvatore Salvo rappresentano la terza generazione di una famiglia di pizzaioli che ha da sempre portato avanti la tradizione della pizza napoletana.
I due fratelli iniziano a lavorare da giovanissimi al fianco di papà Giuseppe, dal quale hanno ereditato la passione per questo mestiere e l’importanza del valore dei sacrifici. 

La loro incessante curiosità, l’attenta selezione delle materie prime, così come la ricerca e la lavorazione degli impasti li distingue dalla scena quando nel 2006 aprono la loro prima pizzeria a San Giorgio a Cremano a Largo Arso. Nel 2018 l’attività si espande con la nuova apertura alla Riviera di Chiaia, uno dei quartieri storici più amati della città di Napoli. 

Roberta Antonioli, classe 1964, da oltre 20 anni opera nell’ambito della comunicazione, prestando la sua attività per alcune delle più importanti Agenzie di Milano in diversi settori, quali moda, beauty, technology, turismo, financial e food & beverage, fino a fondare la propria agenzia nel 2003.
Attualmente
Roberta Antonioli Pr Studio ha focalizzato la sua aerea di competenza nel settore dell’alta ristorazione e del beverage di lusso, supportando e affiancando alcune della realtà enogastronomiche più importanti del panorama italiano e internazionale e sviluppandone strategie di comunicazione e branding. 

Marta Mazzeo

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